Zanzibar al Blue Bay Beach Club

Sono tornato martedì da Zanzibar, ero al Blue Bay Beach Club della Phone & Go.
Il villaggio è molto carino, ha 24 camere disposte in 6 bungalow da 4 appartamentini, 2 al piano terra e 2 al piano superiore con vista mare.
E’ molto intimo ed ha uno stampo prettamente italiano.

Camere: le camere dispongono di tutto, balcone o veranda, aria condizionata, ventilatore a pale sul soffitto, phon, cassetta di sicurezza, frigobar, zanzariera sul lettone enorme, tv con canali satellitari (abbiamo visto la seria A su rai International), bagno grande con una doccia mega, pulizia e cambio biancheria buona. Prese di corrente italiane.

Villaggio: è separato dal 5 stelle vero e proprio (il Resort & Spa) da una recinzione ma si può andare dall’altra parte in qualsiasi momento, il Club non è un vero e proprio 5 stelle ma a mio avviso è molto carino e non manca nulla, c’è la zona ristorante all’aperto, la piscina attorno alla quale spesso si cenava, spiaggia privata con palme (no ombrelloni) e zona beach bar. L’all inclusive non prevede gli alcolici e il caffè espresso ma tutte le bibite acque the e caffè americano. La cosa pizzosa è che si firma anche solo per prendere un bicchiere di succo di mango, ti fanno firmare per la loro contabilità interna, poi alla fine non si paga. Occhio al vino che costa sui 30€ a bottiglia. Il referente phone & go a parte il primo giorno dove per 1 ora vi spiega tutto su Zanzibar e sul villaggio poi non lo si vede più per tutta la settimana, comunque ha degli orari di ricevimento. Si fa i fatti suoi non è mai passato a chiedere coma andava o a scambiare 4 parole (non adatto secondo me). L’altro ragazzo si occupava del piano bar durante la cena e dopo cena, simpatico e faceva quello che poteva per animare la serata anche perché li non essendoci animazione non c’è proprio nulla da fare se non guardare le stelle (cielo magnifico).

Cucina: ottima anche se non c’è un buffet kilometrico ma molto curata e gustosa (cuoca italiana ottima), moltissimo pesce sia a pranzo che a cena (con il barbeque). Tutto il cibo viene lavato con Amuchina e il ghiaccio viene fatto con l’acqua potabile dei boccioni e dovrebbe essere sicuro. C’è da dire che 7-8 persone durante la settimana sono state parecchio male con febbrone, vomito, diarrea e male alle ossa (gastroenterite l’esito del pronto soccorso qui in Italia quando siamo tornati), quindi non sappiamo bene a che cosa sia dovuto.
La colazione era quella più scarsa come buffet, dolci che non sapevano di nulla, latte freddo e non caldo e caffè in polvere, poi pranzo e cena nulla da dire tutto ottimo. Molta frutta gustosissima, su tutto mango e ananas da provare, sono dolcissimi.

Zanzare e sanità: la settimana scorsa ce n’erano molte la sera e anche in camera nonostante tenevamo tutto chiuso, l’autan plus o anche quello normale funzionano per un paio d’ore poi bisogna rimetterselo. Spero di non essermi beccato nulla non abbiamo fatto nessun tipo di vaccinazione e profilassi, c’era comunque gente tra cui anche una dottoressa che avevano fatto la profilassi. Il medico non è presente in villaggio se serve deve venire da fuori e costa un botto tipo 120€ solo per la chiamata più la visita, quindi portatevi molti medicinali di uso comune come tachipirina, dissenten o imodium, malox e fermentici lattici, noi abbiamo usato tutto purtroppo. La sanità in Zanzibar è molto scarsa non esistono vere e proprie strutture, forse c’è l’ospedale a Stone Town ma per le cose serie si deve andare sul continente con l’aereo.

Spiaggia e mare: la spiaggia o meglio il luogo dove erano ubicati i lettini come tutte le strutture quelle viste nella zona di Kiwengwa era rialzata dalla spiaggia vera e propria (e meno male direi) per scendere al mare c’erano una decina di scalini. La sabbia è bianchissima e la sua finezza varia a seconda della zona ad esempio dove c’era il villaggio Going sembrava borotalco, da noi era leggermente più di grana grossa ma comunque fantastica. Il mare come si sa subisce l’influsso delle maree, ogni 6 ore si ritira o risale e ogni settimana inverte il suo giro. Quando il mare si ritira fino alla barriera corallina i colori sono fantastici, la spiaggia diventa enorme e si formano delle pozze multicolori dove c’erano granchi ricci e stelle marine. Si fanno delle belle passeggiate e il paesaggio è fantastico (sono consigliate le scarpette per camminare con la bassa marea più che altro per non piantarsi qualche spina di riccio nel piede, ma c’è la sabbia per terra non corallo). Quando la marea risale ecco la nota dolente, il mare diventa leggermente mosso e si riempie di alghe purtroppo e senza offesa per nessuno sembra di stare sull’adriatico. A kiwengwa coltivano le alghe per poi venderle ai giapponesi e parlando con un pescatore locale siamo venuti a sapere che le alghe ci sono da dicembre a marzo (vanno ad aumentare man mano che si va verso marzo), poi iniziano i tre mesi di pioggia (dove i villaggi italiani chiudono) e da giugno a novembre le alghe non dovrebbero esserci. Siamo rimasti un po’ delusi dal mare ci aspettavamo di meglio e soprattutto non pensavo a così tante alghe. Durante la nostra settimana, davanti al Going, l’acqua era letteralmente marrone e nessuno faceva il bagno durante l’alta marea, ho le foto. L’acqua è caldissima, un brodo mai trovato un’acqua più calda. Facendo le escursioni comunque un mare un po’ migliore si trova soprattutto a nord verso Kendwa o Nungwi. Magari in futuro andremo in un altro periodo per non beccare le alghe.

Beach Boys e Masai: ce ne sono tanti e ovunque e vogliono conoscerti, chiacchierare e venderti le loro cose, chi escursioni, chi oggettini, chi cena ai vari ristorantini sulla spiaggia, chi vi vuole invitare a vedere il loro negozio. Sono simpatici, parlano italiano tutti quanti (anche in dialetto a volte) e sono affidabili, noi per le escursioni ci siamo affidati alla banda di Remo, Bruno Conti e Marco Polo, puntuali, precisi e seri. Contrattate sempre tutto che vi faranno un buon prezzo o per lo meno il prezzo che voi ritenete giusto. La cosa pesante è che non puoi passeggiare tranquillo ne in spiaggia ne nel mare perché ti vengono dietro anche li, però li è così prendere o lasciare. Alcuni, ma molto pochi, vogliono proprio solo chiacchierare ma la maggior parte hanno come fine ultimo quello di venderti qualcosa per poter comunque sopravvivere. I masai sono i guardiani dei villaggi, sono vestiti in abiti tipici e non tutti comunque sono veri masai ma si vestono così solo per lavoro. Anche loro hanno dei negozietti sulla spiaggia e anche se meno sfacciatamente dei baech boys alla fine vi chiederanno di comprare qualcosa da loro. Vi chiederanno anche di cambiare le monete di euro in banconota cartacea perché nelle loro banche le monete sono valutate meno che la carta (per la conversione in scellini)

Visti e valuta: Il visto di ingresso è di 50€ o 50$ senza alcuna differenza, si paga praticamente subito dopo essere scesi dall’aereo e lo ritirano direttamente i militari che poi vi metteranno il timbro sul passaporto. Noi avevamo i dollari (quelli con i presidenti con la testa grossa stampati dopo il 2003) e abbiamo pagato 50$ , il ragazzo davanti a me aveva euro ed ha pagato 50€ senza che venisse dato alcun resto. Il visto d’uscita invece dipende dalla compagnia aerea (così ci hanno detto i referenti phone & go), noi abbiamo volato con meridiana eurofly e abbiamo pagato 38$ o 35€ (in questo caso fanno differenza tra euro e dollaro perché questa tassa si paga direttamente al check-in della compagnia aera). A Zanzibar sono accettati euro o dollari ma secondo il mio parere conviene comunque portare dollari in modo da non avere problemi di conversione e di rapporto 1 a 1 con l’euro, poi fate voi. Gli scellini non li abbiamo mai cambiati anche perché le altre 2 valute sono accettate dappertutto anche al mercato di Stone Town.

Escursioni: (tutte con i beach boys) abbiamo fatto Stone Town con il mercato del pesce e della carne (per stomaci forti) + Prison Island con le tartarughe di terra, snorkeling a Mnemba (scordatevi il mar rosso), spiagge del nord (Kendwa dove c’è l’Eden Village) e blue day (con tanto di mangiata di aragosta e cicale di mare). Le escursioni sono in genere di mezza giornata, alcune giornata intera come il blu day. Sono tutte carine e Zanzibar merita sicuramente una visita anche fuori dalle mura del proprio villaggio, poi ognuno deve scegliere cose vedere e dove andare,noi in 6 giorni siamo riusciti a fare tutte queste.

Varie: se potete mettete in valigia abiti estivi vecchi o che non usate più, pennarelli e quaderni per i bimbi così se avrete l’occasione o durante le escursioni vi faranno fermare in qualche villaggio a donare le vostre cose…è un’esperienza da provare non vi dico altro.
Portatevi creme ad alta protezione (30 o 15) c’erano 40 gradi durante la nostra settimana, cappello e occhiali, abiti leggeri anche per la sera. Fatevi una valigia leggera così potete riempirla con le cose per i bimbi e poi a parte qualche costume e qualcosa per la sera non ha senso secondo me portare cose eleganti o tacchi a spillo. Per le telefonate comprate dai bach boys una scheda Sim Zanzibarina (noi ne abbiamo presa una della Zantel con dentro una carica di 10.000 scellini) e vi durerà per tutta la settimana per chiamare in Italia, anche per gli SMS.

Che altro dire, Zanzibar è sicuramente un’isola da vedere ma secondo me senza spendere un occhio della testa perché ci sono posti sicuramente più belli dal punto di vista del mare intendo, poi per il resto io penso che ogni viaggio sia un’esperienza di vita e vale la pena viverlo. Peccato per il rientro con la gastroenterite (non è questo il mal d’Africa che intende chi c’è stato eh eh eh ) però non siamo riusciti a capirne il motivo. Jambo, Zanzibar è hakuna matata

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