Kenya Tanzania Zanzibar 2010

Torniamo a noi: arriva la guida-autista (che dopo 24h verrà retrocesso ad “autista punto e basta”) e inizia il lungo trasferimento (saranno state 4-5 ore? Non so, non riuscivo a star sveglia!) verso il Masai Mara. Dopo varie peripezie che non sto a raccontarvi perché sono state oggetto di reclamo (ma vi dico che, se intendete fare un giro sia in Kenya che in Tanzania, dovete assicurarvi che la guida conosca le strade di entrambi gli stati, altrimenti diventa un problema) arriviamo al lodge a notte fonda: un campo tendato chiamato Mara Enchoro Wilderness Camp. Assolutamente pessimo. Mancava il cibo, quel poco che c’era non solo era cattivo da sembrare avariato, ma anche conteso tra orde di turisti famelici, con annesse scene di isterismo di genitori con il bambino che non era riuscito a mangiare. Abbastanza spiacevole vedere scene di questo genere in posti in cui molti bambini hanno fame davvero e cibo non adeguato. Io ho dormito nelle capanne dei contadini del chiapas, nel famigerato accampamento di Uncle Tan e nella veranda degli Iban nel Borneo malese, ma un posto così mal tenuto e pessimo nel mangiare non mi è mai successo. Anche sporco, a volerla dire tutta, e io non sono una fanatica. Non avevamo nemmeno le prese della corrente in camera (se è per questo, non avevamo nemmeno un wc funzionante, in effetti). Non riusciremo a farci cambiare lodge nemmeno la notte successiva, dopo una telefonata al tour operator, pare che le sistemazioni nei dintorni fossero tutte piene. Almeno la notte dopo ci hanno dato una tenda con lo scarico del wc funzionante, peccato che fosse incluso un simpatico animale domestico: un enorme ragno nero (grosso quasi come la lonely planet). Dopo la tarantola albina Malese (“a little bit poisoning”) ecco il ragno africano (“don’t worry, it will not kill you!”)…sarà una costante delle nostre vacanze? Nel dubbio l’anno prossimo andremo nella terra del fuoco, ad agosto gli aracnidi dovrebbero essere quantomeno surgelati. Pare che questo posto avesse recentemente cambiato gestione con un crollo verticale della qualità…evitatelo (soprattutto se siete in viaggio di nozze).
Il giorno dopo partiamo per il safari, io ho già istinti assassini perché dopo una notte in un letto senza lenzuolo la colazione non c’è. In agosto gli animali che compiono la migrazione tra Serengeti e Masai Mara si trovano qui, dunque si vedono moltissimi gnu, zebre, bufali: in Tanzania ce ne sono molti meno. C’e’ anche grande abbondanza di leoni, abbiamo anche visto un ghepardo (e tenete presente che a cena, parlando con gli ospiti del lodge, risulteremo quelli che hanno visto di meno, dato che la pseudo guida non solo non trovava gli animali, ma guidava sulle strade principali a una velocità veramente eccessiva. I signori “fuori forma” già incontrati in uganda ad esempio hanno visto 5 ghepardi, compreso un cucciolo con la mamma, e 2 leopardi). Abbiamo fatto anche una breve passeggiata sul fiume Mara con un ranger armato, per vedere coccodrilli e ippopotami, di cui avevamo però già fatto indigestione in Uganda (sul Kazinga Channel si vedono meglio, e ce ne sono molti di più). La mia impressione (anche parlando nel corso del viaggio con altri viaggiatori) è che ad agosto sia meglio il Kenya della Tanzania, come quantità di animali, ma non prendete questa mia affermazione per oro colato visto che il mio unico assaggio di kenya è stata questa giornata.
Io ero già stata nel Kruger (Repubblica Sudafricana) quindi vi segnalo una differenza: in Tanzania e nel Masai Mara anche con il land rover non si può uscire dalle piste, cosa che nelle riserve private del Kruger è possibile fare (infatti oltre al ranger autista c’e’ anche il battitore che cerca le tracce). Io ho trovato il safari nel Kruger più emozionante (dà anche la possibilità di avvicinarsi tantissimo agli animali) forse perché era la prima volta che facevo un’esperienza del genere, tuttavia la quantità di animali, di big 5 soprattutto, è molto maggiore in Kenya e Tanzania. Io ad esempio in 2 tentativi (Sudafrica un anno e Namibia l’anno successivo) non avevo visto nessun leopardo che non fosse in semi-cattività. Discorso a parte vale per i rinoceronti, che in Kenya e Tanzania sono quasi estinti, mentre in Sudafrica e Namibia ne avevo visti parecchi, a 2 metri di distanza (che paura!).
I pranzi sono sempre stati, per nostra scelta e per ottimizzare i tempi, e con grande disappunto per l’autista che voleva fare la siesta, a pic nic (generalmente scarso: 1 uovo, una microscopica coscia di pollo, un panino con cetrioli ma non sempre, e succo di frutta).
Il giorno seguente si parte, “adottati” da una nuova guida questa volta degna del nome, verso il Serengeti, che è la parte Tanzaniana del Masai Mara. Anche su questa giornata avrei qualcosa da recriminare, ma è stata colpa mia che presa dall’organizzazione del matrimonio e dal lavoro, non ho approfondito bene il programma della giornata. In pratica avremmo dovuto passare del masai mara al serengeti. Dato che i 2 parchi sono attaccati, o meglio si tratta dello stesso parco diviso tra kenya e tanzania, pensavo che il transfer fosse veloce, tramite una frontiera interna, e lasciasse tempo al safari. Invece no! Occorre uscire dal parco, percorrere una strada di mezza montagna ai 20 all’ora (davvero…abbiamo fatto 80 km in 4 ore), passare la frontiera a Sirare, fare un giro assurdo e dopo altre 6 ore di sterrato in pessime condizioni arrivare al gate del serengeti. Una perdita di tempo assurda, non abbiamo potuto fare nemmeno 5 minuti di safari, oltre che una fatica notevole. Una simpatica coppia che era con noi non ha trovato la cosa così sconvolgente, ma per noi che eravamo in giro già da più di una settimana, con sveglia sempre prima dell’alba e sempre in macchina è stata veramente una giornata buttata e ha aggiunto ulteriore fatica. Ok, avevo solo da informarmi prima! Oltretutto sia nel Masai Mara che nel Serengeti avevamo i lodge mal posizionati in rapporto al trasferimento che avremmo dovuto fare (non erano in prossimità dei gate più vicini alle strade verso il confine). Un’altra cosa: una guida locale, mi ha detto in un italiano stentatissimo e non mi sono osata chiedergli la traduzione in inglese (quindi prendete con le molle quello che vi dico), che in realtà esiste una frontiera interna al parco masai mara / serengeti, ma occorre già avere il visto fatto.

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Ci sono 1 commenti su “Kenya Tanzania Zanzibar 2010

  1. L’Uganda rappresenta l’unica possibilita’ che abbiamo di vedere ancora i gorilla.E speriamo che sia sempre possibile. Hai fatto una bellissima esperienza di viaggio,un giorno forse saro’ pronto anche io per L’Africa,nel frattempo spero che questo fragile ecosistema animale riesca a sopravvivere dal cattivo essere umano che distrugge tutto ovunque. Ciao Federica:rose:

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