8 giorni a La Digue

Villa Mon Reve si trova praticamente in mezzo all’isola e da essa si ha accesso in 5 minuti di bici alla indimenticabile Anse Source d’Argent (100 rupie l’ingresso, il terzo è gratuito, vale tutto il giorno, cioè si può entrare ed uscire dal parco): ci abbiamo passato tre giornate intere + una puntatina veloce per vedere il tramonto (consigliato!).

Verso le nove del mattino eravamo sempre i primi ed avevamo la spiaggia tutta per noi fin verso le dieci circa. Comunque non abbiamo mai visto più di dieci persone contemporaneamente (a parte un giorno, quando la Costa ha attraccato a Mahé e la folla (30 persone?) è arrivata anche lì!). Il momento in assoluto più bello per stare su questa spiaggia secondo me è con la marea che si sta abbassando. Si formano delle piscine in mezzo ai coralli con l’acqua calda e trasparente. L’acqua è molto più calda rispetto a quella dei Caraibi, con la bassa marea si superano anche i 37 gradi! Stare immersi guardando la spiaggia bianca, i massi di granito e la vegetazione ti illude di essere in un sogno…e invece sei proprio lì!

Anche lo snorkeling merita: nuotando verso la barriera, intorno ai coralli si vedono centinaia di pesci bellissimi. Dicono che in Egitto sia più entusiasmante, ma io non essendoci stata non posso commentare! Di sicuro, però, quando alzi la testa oltre il pelo dell’acqua non ci sono confronti!
Un’altra spiaggia che a me è piaciuta molto è Anse Sévère, anche lì con la bassa marea l’acqua diventa immobile e trasparente. Non ci sono i coralli e la spiaggia è molto lunga e ben ombreggiata dalla vegetazione. In quella settimana la marea si abbassava durante il mattino e si alzava dopo l’una o le due. Nel pomeriggio le spiagge si trasformavano, l’acqua era più agitata e torbida. A me piaceva un pochino meno, ma era possibile nuotare anche vicino alla riva, invece di stare in ammollo. Vale la pena anche fare un giro nella parte nord e nord-est dell’isola. Anse Patate, per sempio, sebbene piccolina, è molto scenografica.
E poi non perdetevi Grande Anse, la strada non è facilissima, ci sono un po’ di salite, ma lo spettacolo ripaga dalla fatica! Qui non c’è barriera e il mare è proprio oceano! A marzo si poteva anche fare il bagno, ma ho visto signori di una certa età rotolare sulla sabbia dopo essere stati investiti dalle onde! Lì vicino c’è un ristorante che a pranzo prepara un buffet con pesce alla griglia. Non l’ho provato (perché di solito a pranzo ci cibavamo solo di frutta locale, stile Robinson Crusoe), ma quei pescioni enormi facevano davvero gola! Mi è stato detto che di domenica cucinano anche l’aragosta.

Le giornate sull’isola passavano lentamente. Per chi è abituato ad essere sempre occupato, all’inizio sarà dura. Bisogna farsi prendere dal ritmo del luogo e lasciarsi andare al dolce far niente, senza orologi o sveglie. E’ anche bello spostarsi da una spiaggia all’altra durante il giorno, pedalando con calma sulle stradine di cemento che percorrono gran parte dell’isola. In realtà per vedere ogni angolo basterebbero tre giorni, dipende da cosa cercate in una vacanza. Noi volevamo staccare dalla routine, non cercavamo nulla di avventuroso e volevamo vivere l’isola al 100%. Forse gli ultimi due giorni sono stati un po’ pesanti, ma tornando indietro non sono sicura che li baratterei con due giorni sulle altre isole. Mi è spiaciuto di non aver visto Praslin (mi hanno detto che Anse Lazio è stupenda), soprattutto perché di solito non torno due volte nello stesso angolo di mondo!

Pasti: come già detto, a pranzo solo frutta comprata nelle bancarelle: mango, papaya, bananine, cocco. A cena siamo andati tre volte da Zerof (una sera c’era il buffet, le altre due il menu fisso – pollo, pesce alla griglia, riso, tutto ottimo!), due volte da Chez Marston (fish&chips e pesce alla griglia, ottimo anche questo, un po’ caruccio), una volta al buffet de La Digue Island Lodge (economico e abbondante, col tavolo sulla sabbia in riva al mare. Forse un po’ troppo IN per i nostri gusti, ma davvero romantico) e una volta da Grégoire (pizza, non male per essere alle Seychelles). Noi siamo di bocca buona e tutto ci sembrava buonissimo, penso ancora adesso al pesce pappagallo e al bourgeois alla griglia…li ho mangiati quasi tutte le sere!

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