8 giorni a La Digue

Partenza il 1° marzo 2011 – volo con Emirates prenotato a gennaio per 750 euto a testa A/R, scalo lungo a Dubai per curiosare un po’ nella città e arrivo a Mahé il 3 marzo al mattino presto.

Appena scesi dall’aereo abbiamo aspettato per un’oretta la navetta gratuita del Catcoco’s, siamo saltati sullo stesso e, arrivati a Praslin, in 5 minuti eravamo già sul Catroses! Quando siamo arrivati al jetty di La Digue, ci siamo guardati e abbiamo capito subito che era il posto per noi. Tra l’altro la giornata era splendida, i colori accesissimi e l’acqua (del porto!) era di un azzurro incredibile! Con l’arrivo dei turisti nel porticciolo c’era un po’ di confusione, ma nel giro di 5 minuti abbiamo rimediato taxi e biciclette senza dover chiedere nulla! Il taxi ci ha portati a Villa Mon Reve in circa un minuto per 100 rupie, un po’ esagerato, ma bisogna dire che le strade non sono propriamente tutte in piano, quindi con le valigie e il sonno arretrato è stato un ottimo investimento.

Abbiamo scelto questa sistemazione prima di tutto per il prezzo: a fronte di 80-90 euro richiesti dalle altre strutture, siamo riusciti a contrattare 65 euro con colazione. Abbiamo prenotato meno di un mese prima della partenza. Va detto che questa guesthouse è stata semi distrutta da un incendio nel 2010: il ristorante e alcune camere non esistono più e ci sono ancora delle macerie e un po’ di disordine. Il nostro bungalow, comunque, era davvero carino e molto pulito. Oltre alla proprietaria, Agnes, davvero disponibile e gentile, c’era una ragazza che si occupava delle pulizie e della colazione. Ogni sera trovavamo il letto e la camera adornati di fiori di hibiscus e frangipani e ogni mattina, non appena aprivamo la porta della camera, il tavolo sulla nostra veranda veniva riempito di frutta, marmellate, pane tostato, thé, caffè, succhi di frutta, talvolta formaggio o enormi briosche! Agnes, oltre ad avere un negozio da parrucchiera, vende anche gelati e bibite ai locali (prima dell’incendio aveva un bar). Talvolta di sera, come aperitivo, compravamo snack di breadfruit fritto (simile alle nostre patatine) nei negozi di La Passe e compravamo da lei la birra locale (Seybrew) a prezzi davvero competitivi! Il disordine davanti a casa ci importava poco, anche perché passavamo tutta la giornata in giro, rientrando solo prima della cena.
Poi, verso le sette, il buio completo regnava sull’isola (tranquilli, c’è la luce nelle case!). Qualche lampione in giro in realtà l’ho visto, ma non fa la differenza! Ricordatevi assolutamente di alzare la testa e guardare il cielo: io sono rimasta con la bocca spalancata! Anche se ho già avuto occasione di stare al buio completo (in montagna), non avevo mai visto uno spettacolo simile: la striscia bianca della Via Lattea e un tappeto di stelle, quasi impossibile distinguere una dall’altra. Questo momento è valso da solo una parte della vacanza!!!!
Villa Mon Reve si trova praticamente in mezzo all’isola e da essa si ha accesso in 5 minuti di bici alla bellissima Anse Source d’Argent (100 rupie l’ingresso, il terzo è gratuito, vale tutto il giorno, cioè si può entrare ed uscire dal parco): ci abbiamo passato tre giornate intere + una puntatina veloce per vedere il tramonto (consigliato!).

Verso le nove del mattino eravamo sempre i primi ed avevamo la spiaggia tutta per noi fin verso le dieci circa. Comunque non abbiamo mai visto più di dieci persone contemporaneamente (a parte un giorno, quando la Costa ha attraccato a Mahé e la folla (30 persone?) è arrivata anche lì!). Il momento in assoluto più bello per stare su questa spiaggia secondo me è con la marea che si sta abbassando. Si formano delle piscine in mezzo ai coralli con l’acqua calda e trasparente. L’acqua è molto più calda rispetto a quella dei Caraibi, con la bassa marea si superano anche i 37 gradi! Stare immersi guardando la spiaggia bianca, i massi di granito e la vegetazione ti illude di essere in un sogno…e invece sei proprio lì!

Anche lo snorkeling merita: nuotando verso la barriera, intorno ai coralli si vedono centinaia di pesci bellissimi. Dicono che in Egitto sia più entusiasmante, ma io non essendoci stata non posso commentare! Di sicuro, però, quando alzi la testa oltre il pelo dell’acqua non ci sono confronti!
Un’altra spiaggia che a me è piaciuta molto è Anse Sévère, anche lì con la bassa marea l’acqua diventa immobile e trasparente. Non ci sono i coralli e la spiaggia è molto lunga e ben ombreggiata dalla vegetazione. In quella settimana la marea si abbassava durante il mattino e si alzava dopo l’una o le due. Nel pomeriggio le spiagge si trasformavano, l’acqua era più agitata e torbida. A me piaceva un pochino meno, ma era possibile nuotare anche vicino alla riva, invece di stare in ammollo. Vale la pena anche fare un giro nella parte nord e nord-est dell’isola. Anse Patate, per sempio, sebbene piccolina, è molto scenografica.
E poi non perdetevi Grande Anse, la strada non è facilissima, ci sono un po’ di salite, ma lo spettacolo ripaga dalla fatica! Qui non c’è barriera e il mare è proprio oceano!

A marzo si poteva anche fare il bagno, ma ho visto signori di una certa età rotolare sulla sabbia dopo essere stati investiti dalle onde! Lì vicino c’è un ristorante che a pranzo prepara un buffet con pesce alla griglia. Non l’ho provato (perché di solito a pranzo ci cibavamo solo di frutta locale, stile Robinson Crusoe), ma quei pescioni enormi facevano davvero gola! Mi è stato detto che di domenica cucinano anche l’aragosta.

Le giornate sull’isola passavano lentamente. Per chi è abituato ad essere sempre occupato, all’inizio sarà dura. Bisogna farsi prendere dal ritmo del luogo e lasciarsi andare al dolce far niente, senza orologi o sveglie. E’ anche bello spostarsi da una spiaggia all’altra durante il giorno, pedalando con calma sulle stradine di cemento che percorrono gran parte dell’isola. In realtà per vedere ogni angolo basterebbero tre giorni, dipende da cosa cercate in una vacanza. Noi volevamo staccare dalla routine, non cercavamo nulla di avventuroso e volevamo vivere l’isola al 100%. Forse gli ultimi due giorni sono stati un po’ pesanti, ma tornando indietro non sono sicura che li baratterei con due giorni sulle altre isole. Mi è spiaciuto di non aver visto Praslin (mi hanno detto che Anse Lazio è stupenda), soprattutto perché di solito non torno due volte nello stesso angolo di mondo!

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Ci sono 13 commenti su “8 giorni a La Digue

  1. Hai fatto delle foto meravigliose, quelle di Anse Source d’argent sono fantastiche :ok:
    Adesso si spiega il pessimo aspetto che aveva villa Mon Reve ad agosto 2010, c’era un motivo…
    Sono d’accordo con te…Mahè dopo la Digue è “traumatica”…i voli di rientro dovrebbero partire da La digue così uno se le fa tutte e tre nel senso giusto: Mahè, Praslin e La Digue…che resta il top!:)

  2. Anch’io mi aggrego…che nostalgia!!!:serenata:Quanti bei ricordi che mi hai fatto rivivere,da Villa Mon Reve dove ho alloggiato nell’aprile 2008 alle pedalate sotto le stelle per andare a cena,a quelle di giorno in mezzo alla natura per scoprire le spiagge…Per non parlare della bellezza di anse Source D’argent,anse severe,Grand Anse,sicuramente come hai detto tu le più belle!E poi Coco island,un’acquario…concordo in ogni tua riga,e le foto splendide che hai fatto parlano da sole…La Digue è un paradiso,è l’isola che rappresenta le Seychelles…Mahè dopo La Digue è un bel trauma!!!

  3. sono contenta di leggere che molti hanno vissuto le mie stesse emozioni! Però sono sempre più convinta che l’esito della vacanza è strettamente legato alle condizioni meteo e soprattutto alla luce del sole! Se manca quella tutto si spegne!!!! Le foto sono state fatte con un filtro polarizzatore, quindi i colori sono quelli che ho effettivamente visto con i miei occhi!

  4. Hai veramente ragione Simona per quanto riguarda le foto con il sole. Io, purtroppo, nei miei 5 giorni dal 17 al 22 marzo 2011, (poco fa sigh sigh…) ho trovato quasi sempre nuvolo e qualche pioggia con qualche squarcio di sole ogni tanto quindi le mie foto non valorizzano appieno la bellezza di questo posto…sta a vedè che me tocca tornacce!!!!!

  5. Grazie! Le foto sono fatte con una reflex e con un filtro polarizzatore: in questo modo i colori sono esattamente come quelli che ho visto dal vivo! Così il ricordo dell’isola rimarrà sempre vivido!

  6. Bellissimo diario e bellissime foto. La Digue è veramente speciale, ha un atmosfera che, a mio parere, non si trova in nessun altro posto, mi rimarrà sempre un ricordo favoloso di quei pochi giorni passati li e leggere che anche altri la pensano così mi fa molto piacere.

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