Cipro… come non l’avevate mai vista!

Se pensate a Cipro vi vengono in mente spiagge assolate, mare calmo e macchia mediterranea arsa dalla calura? Ecco, dimenticate questa immagine: noi a Cipro ci siamo stati in marzo e il sole, ma soprattutto il caldo, sono stati i grandi assenti.
Perché Cipro a marzo? In teoria era in programma la nostra solita vacanza sul mar Rosso, ma visti gli avvenimenti abbiamo deciso, seppur a malincuore, di cambiare meta e anche genere di vacanza, visto che a Cipro ovviamente i 30°C e la barriera corallina di Marsa Alam ce li scordavamo!
La partenza era prevista per sabato 5, ma cercando il volo abbiamo scoperto l’esistenza di un volo diretto da Milano operato dalla Cyprus Airways (compagnia di bandiera cipriota) nella giornata di domenica e quindi abbiamo traslato la nostra settimana di vacanza di un giorno: non solo evitavamo lo scomodo cambio volo ad Atene, ma addirittura il volo diretto veniva a costarci meno e gli orari erano decisamente comodi!
Trovare un posto dove alloggiare invece non è stato difficile, vista la grande disponibilità di hotel e studios e la bassissima stagione… anche i prezzi erano decisamente ottimi! Alla fine abbiamo optato per Vasilopoulos House (http://www.vasilopouloshouse.com.cy/): dal sito sembrava molto rustico e ruspante, proprio come piace a noi (anche se, devo dirlo, l’appartamento nella SPA ultramoderno a 26 euro al giorno in due mi tentava, e non poco). Nello scegliere la location abbiamo considerato in prevalenza la zona tra Larnaka e Lemesos, per essere abbastanza in una posizione centrale rispetto all’estremo sud-est e l’estremo nord-ovest dell’isola (perlomeno considerando la parte greca e non quella turca).
Anche l’auto non è stata un problema: prenotata su Autoeurope. La cifra base per un auto economica era 52 euro alla settimana (sì avete letto bene): con l’aggiunta del rimborso franchigia e la scelta del cambio automatico la cifra è ovviamente un po’ cresciuta, ma restando comunque sotto i 100 euro. Il cambio automatico l’ho preteso visto che l’idea della guida all’Inglese mi inquietava non poco…
Causa deformazione professionale ho passato le giornate prepartenza a monitorare le temperature di Larnaka e dintorni e ho visto delle ottime massime di 20-21°C… purtroppo però le previsioni per la nostra settimana non erano affatto buone, anzi tendevano a peggiorare di giorno in giorno, il che mi ha parecchio demoralizzato…
Ma l’importante è partire!

6 marzo – Partenza
Il volo, con partenza alle 14.05, è stato abbastanza puntuale, con trasmissione di film solo in inglese con sottotitoli in Greco. All’aeroporto in attesa di fare il check-in abbiamo fatto la conoscenza di un anziano cipriota che, parlando in perfetto italiano, ci ha dato un po’ di dritte su Cipro… lui rientrava da una vacanza a Livigno dedita allo sci di fondo!
A Larnaka abbiamo ritirato le chiavi dell’auto al banco della Sixt (stavolta Autoeurope si appoggiava a loro) e dopodiché siamo andati al parcheggio a cercare la nostra auto, una Kia Picanto nel cui bagagliaio non entrava neppure la mia valigia (per fortuna era 5 porte!).
Malgrado il buio, la guida a sinistra e il vetro appannato siamo riusciti ad arrivare al villaggio di Tochni, dove si trovava la nostra Guesthouse, nel giro di una mezz’oretta. Tochni è un villaggio di poche centinaia di abitanti, nell’entroterra, arroccato e con le case in pietra: molto suggestivo. Alle 20 ovviamente non c’era in giro un’anima, quindi per chiedere indicazioni su come arrivare da Vasilopoulos ci siamo infilati in una taverna: i proprietari molto carini hanno telefonato alla proprietaria della Guesthouse, che sarebbe venuta a prenderci, e nel frattempo ci hanno offerto qualcosa da bere… della Zivania! Una specie di grappa che mi ha fatto vedere le stelle del firmamento! Ci hanno anche sfamato con spiedini e pane spalmato di olio. Infatti quando è arrivata la proprietaria ci ha trovato propensi ad addentare il cibo. Un’accoglienza molto calorosa da parte dei Ciprioti insomma! Peccato che quella taverna chiudeva per ferie due settimane proprio il giorno dopo…
Athina, la proprietaria, ci ha accompagnato a Vasilopoulos House, che è veramente vicina rispetto a dove ci trovavamo e ci ha consegnato le chiavi del nostro appartamentino: vista la bassa stagione e la scarsa affluenza di turisti ci hanno riservato l’appartamento da 4 allo stesso prezzo di quello da 2! Evviva!
Vasilopoulos House è proprio come ce l’immaginavamo; inoltre l’angolo cottura era molto ben attrezzato; le prese erano già munite di adattatore (noi comunque, sapendo che a Cipro utilizzano le spine all’Inglese, li avevamo portati). L’esterno era carinissimo, con una veranda comune sotto un pergolato e vicino ad una pianta di limoni. D’estate deve essere bellissimo stare lì sotto a mangiare e godersi qualche scampolo di fresco notturno…

7 marzo – Agia Napa, Larnaka e la zona sud-orientale
Per il primo giorno abbiamo deciso di non spingerci troppo lontano (si fa per dire: Cipro è la terza isola del Mediterraneo e le distanze non sono proprio irrisorie) e ci siamo diretti verso Agia napa. A Cipro c’è una buona rete autostradale, a due corsie per carreggiata, e senza caselli o pedaggi. Fate attenzione che ci sono tanti autovelox e il limite è 100 km/h. Alla luce del sole anche la guida a sinistra non sembra poi così assurda (attenzione agli incroci a T però!).
C’era il sole, ma nuvoloni neri verso l’entroterra non promettevano nulla di buono. Difatti, non appena arrivati ad Agia napa, ha iniziato a piovere. Agia napa è la classica località turistica costellata di hotel, bar, ristoranti, discoteche e negozi di souvenir: in estate è il fulcro della vita mondana di Cipro. Non so se fosse per il mese o per il giorno (il lunedì grasso è, a Cipro, festa nazionale) ma quando ci siamo stati noi sembrava un po’ una città fantasma: tutto chiuso e poca gente in giro. Non ci siamo quindi soffermati molto e ci siamo poi diretti verso Capo Greco, zona nota per essere una delle più belle di Cipro, naturalisticamente parlando (perlomeno così avevamo letto): purtroppo non avevamo considerato (eh sì che anche questo l’avevo letto sulla Lonely Planet! ) che una delle usanze dei Ciprioti, nei giorni di festa, è caricare tutta la casa, compresa di griglia, sul proprio Pick-Up (ogni Cipriota ne possiede uno, credo!) e andare nelle zone più carine dell’isola, tra cui appunto Capo Greco, a fare un bel pic-nic; la sfortuna volle che nel frattempo scoppiò anche una specie di nubifragio, quindi Ciprioti impazziti che scappavano a destra e a manca, auto e pick-up incolonnati, delirio… ecco, alla fine abbiamo fatto marcia indietro e a Capo Greco non ci siamo più andati!
Abbiamo poi vagato per i paesi circostanti: Protaras, Paralimni, Deryneia, sino ad arrivare ai confini con la cosiddetta Terra di Nessuno, dove la strada sbarrata e un giovane militare con mitra in mano impedivano ulteriore passaggio. Intorno solo prati e qualche casa all’apparenza deserta; in teoria ci sarebbe una terrazza panoramica da dove vedere Famagosta, ma l’ingresso era chiuso. Strana sensazione: da una parte, pace e tranquillità, dall’altra un po’ di tristezza e malinconia, soprattutto ripensando a varie cose lette prima di partire sugli eventi legati alla questione cipriota.
Tornando indietro siamo passati per Pyli, uno dei pochi villaggi di Cipro dove convivono (pacificamente) greco-ciprioti e turco-ciprioti. Intorno solo il verde dei prati e il giallo dei fiori: a vedere l’isola in quella stagione è difficile pensare che in estate uno dei suoi più grandi problemi è la siccità e la mancanza di acqua.


Anziché l’autostrada abbiamo poi imboccato la strada costiera, e attraversato così il lungomare di Larnaka (carino).
Siamo poi stati al lago salato, vicino all’aeroporto: d’estate esso tende a prosciugarsi, mentre in autunno è possibili vedere gli uccelli migratori. Fortunatamente nel frattempo era anche tornato un bel sole.

Nei pressi del lago salato sorge la moschea Hala Sultan Tekkesi, un luogo di culto molto importante per i Musulmani.

8 marzo – Zona nord-occidentale
Anche quella mattina risveglio con un bel sole. Illusi da quella parvenza di bel tempo siamo partiti alla volta della zona nord-occidentale: penisola di Akamas e Tillyria. Con un po’ di vergogna lo ammetto: ci siamo portati a Cipro la muta e l’attrezzatura da snorkeling. Sì il mare era 17°C, ma mi sono illusa che ce l’avremmo potuta fare… o forse dentro di me sapevo che era impossibile, ma avevo bisogno di crederci. Quel giorno l’abbiamo caricata in macchina.
In autostrada, in direzione Paphos, si facevano sempre netti i nuvoloni neri, e usciti dall’autostrada, sulla statale per Polis, ecco che ci coglieva un supertemporale. Fortunatamente arrivati a Polis ha smesso e abbiamo potuto passeggiare per il tranquillo paese e sorseggiarci un caffè-frappè all’aperto. Siamo poi ripartiti lunga la strada che costeggia la costa settentrionale, zona nota come Tillyria, una delle aree più incontaminate della Cipro greca: tutti i paesini che abbiamo incrociato infatti erano soltanto un piccolo agglomerato di case. Nel frattempo il cielo si è fatto di nuovo nerissimo e ha ricominciato a scrosciare. Il mare con sullo sfondo il temporale meritava assolutamente delle foto, quindi ho obbligato Dario a sostare in uno spiazzo e sono scesa sotto il diluvio a scattare foto.


La strada proseguiva sino al confine con Cipro Nord, ma noi ad un certo punto abbiamo fatto marcia indietro. Nel frattempo continuava a diluviare.
Tornati a Polis ci siamo poi spostati verso l’estremo nord-ovest, cioè nella penisola di Akamas. Prima abbiamo però fatto una sosta sulla spiaggia di Latsi, approfittando del fatto che aveva smesso di piovere ed era uscito anche qualche raggio di sole. Certo, se pensavamo alla muta nel bagagliaio ci veniva un po’ da ridere…

Giunti alla penisola di Akamas, la strada si interrompe. Da lì partono sentieri pedonali, uno di questi conduce in pochi minuti ai cosiddetti Bagni di Afrodite: è una grotta con annessa cascatella dove la leggenda narra che Afrodite si immergesse… diciamo che se non esistesse questa leggenda credo che nessuno fotograferebbe questo antro, essendo esso nulla di particolare. Superati i Bagni abbiamo camminato per un altro po’, godendoci la natura e il mare sottostante.

Tornando, abbiamo fatto una piccola deviazione per Agios Georgios, da dove però siamo scappati subito essendoci un vento forte e gelido che tagliava la faccia.
La sera ci siamo fatti una bella cena alla taverna Tochni, una delle 3 del villaggio.
Rientrati dalla taverna, dopo pochi minuti abbiamo iniziato a sentire tuoni: in pochissimo tempo si è scatenato un temporale fortissimo, ci è pure saltata la corrente. Ecco, il grosso peggioramento atteso per metà settimana ci stava dando il suo biglietto da visita.

9 marzo – Lefkosia e zona interna
Al risveglio abbiamo trovato la veranda mezza distrutta dalla pioggia e dal vento della notte passata. Visto che il cielo era ancora minaccioso e l’aria gelida abbiamo deciso di dedicare la giornata a Lefkosia, la capitale (meglio nota da noi come Nicosia).
Quindi autostrada in direzione Larnaka e poi deviazione verso Lefkosia. Avvicinandosi si vedono le montagne della zona turca e su di esse spicca una gigantesca raffigurazione della bandiera turca. Quasi inquietante. Arrivati a Lefkosia ci siamo ritrovati catapultati in mezzo al traffico, al quale, dopo due giorni di sola autostrada scorrevole e stradine semideserte, non eravamo più abituati: per fortuna ormai avevamo preso familiarità con la guida a sinistra!
Abbiamo trovato, non senza difficoltà, un parcheggio a pagamento vicino alla fermata degli autobus a due passi dal centro città. Il cielo era coperto ma non minacciava pioggia, in compenso soffiava un vento davvero gelido. Abbiamo raggiunto il check-point di Ledra Street; qui, consegnati i documenti (è sufficiente la carta d’identità), ci hanno fatto un visto provvisorio (in realtà un semplice pezzo di carta coi nostri dati) per accedere nella parte turca di Lefkosia, “l’ultima capitale del mondo divisa” (questo è uno slogan che compare anche nei pressi del check-point). Se il centro della Lefkosia greca è un susseguirsi di negozi alla moda e bar, nella Lefkosia turca ci si ritrova subito circondati da bazar che vendono merce tarocca, negozi di spezie e similari: una vera e propria città mediorientale. Abbiamo girovagato un po’ per i vicoli, visitato la moschea di Selimiye, che un tempo era una cattedrale cristiana, e Asma Alti Sokagi, un tempo luogo di sosta per le carovane e oggi pieno di negozietti di souvenir e bar. Qua e là però non si possono non notare segni di devastazione e decadenza, soprattutto nei pressi della zona cuscinetto dell’ONU.


Tornati nella parte greca, passando abbastanza rapidamente i controlli del check-point, abbiamo pranzato e siamo poi tornati all’auto, visto che il vento gelido ci aveva davvero stancato; tra l’altro il mercoledì pomeriggio i negozi a Cipro sono chiusi, quindi immaginavamo che il centro città a breve sarebbe diventato abbastanza desolato.
Avendo davanti a noi ancora mezza giornata, anziché riprendere l’autostrada A1 abbiamo imboccato la A9, in direzione monti Troodos settentrionali… oddio, bisogna dire che per uscire dal centro di Lefkosia e ritrovare l’autostrada ci abbiamo messo un po’!
Finita l’autostrada abbiamo proseguito sulla statale per poi addentrarci nelle strade di montagna. Il poco sole che nel frattempo era comparso era già tornato a nascondersi dietro dei nuvoloni neri…

Poco dopo aver imboccato una stradina stretta, che doveva condurci verso il versante meridionale, ha iniziato a tuonare e a cadere qualcosa dal cielo… inizialmente erano pallini di ghiaccio, ma in brevissimo tempo ci siamo ritrovati catapultati in un vero e proprio temporale nevoso! Ed eravamo a circa 1000 metri, non così tanto in quota…

La neve continuava a cadere e accumulava anche, noi dispersi in mezzo al nulla, senza case né altre auto nei paraggi … da una parte ero elettrizzata dalla situazione surreale, dall’altra pensavo: perché non sono andata a Marsa Alam?? Perché???
Così come aveva iniziato, ha smesso. E abbiamo anche raggiunto qualche centro abitato. Abbiamo anche fatto una sosta in un taverna per berci qualcosa. Ho preso un caffè frappè, ma forse ci sarebbe stata meglio una cioccolata calda: d’altronde c’era pure acceso il camino. Mentre insieme al gestore della taverna guardavamo in tv un programma di cucina, sentendo l’odore della legna bruciata continuavo a pensare che in quel momento sarei potuta essere stata a fare snorkeling…
Nel tornare verso Tochni siamo poi passati da Lefkara, villaggio noto per i merletti, ma la pioggia ci ha impedito di visitarlo adeguatamente.
Rientrati in casa abbiamo trovato un grosso ventilatore piantato in mezzo alla sala: ho pensato ad una candid camera. In realtà esso si è rivelato essere un riscaldatore infrarosso: evidentemente i nostri ospitanti avevano immaginato che avremmo potuto avere freddo. Ed effettivamente abbiamo utilizzato tantissimo il riscaldatore quella sera. Chissà cosa avranno però pensato vedendo le mute e le maschere appoggiate sul letto inutilizzato: quasi quasi me ne sono vergognata!

10 marzo – Troodos e costa sud-occidentale
L’aria era sempre gelida, ma sembrava esserci un po’ più di sole. Armati di giacche e maglioni siamo partiti in direzione Troodos, arrivando con l’autostrada sino a Lemesos. L’idea era fare qualche bella passeggiata. Ma avevamo sottovalutato la nevicata del giorno precedente! Man mano che salivamo di quota la neve a bordo strada diventava sempre di più, fin quando ci siamo ritrovati in uno scenario in cui più che a Cipro sembrava di stare in Lapponia.


Anche stavolta non sapevo se essere esaltata o mettermi a piangere! A tratti anche la strada era sporca di neve, anzi avremmo voluto prendere la deviazione verso Platres, ma la strada era completamente sepolta dalla neve, non essendo ancora passato lo spazzaneve. Arrivati a Troodos Paese ha anche ricominciato a nevicare; la strada era inoltre una lastra di ghiaccio, quindi ce ne siamo andati abbastanza rapidamente. Inutile dire che l’idea di un bel trekking era completamente accantonata!
A quel punto abbiamo cambiato meta e, presa la strada che da Lemesos va a Paphos, parallela all’autostrada, ci siamo diretti verso Petra tou Romiou, meglio nota come la Roccia di Afrodite, cioè il luogo dove la leggenda narra che nacque la dea della bellezza (in realtà si dice anche che sia nata nell’isola greca di Citera… chi avrà ragione???).
Ci siamo anche fermati in spiaggia a pranzare, sebbene immersi in un vento veramente insopportabile che quasi rendeva difficoltoso camminare. Il mare era mossissimo (io, che adoro il mare modello tavola piatta!) Diciamo che il luogo di nascita di una dea me lo immaginavo con un clima meno rigido. Sicuramente però bisogna ammettere che, malgrado il clima non proprio gradevole, abbiamo visto quel luogo in condizioni abbastanza ottimali: è uno dei posti più pubblicizzati dell’isola e d’estate me lo immagino essere un carnaio. Invece col vento furioso e il mare in tempesta solo pochi altri erano lì in spiaggia con noi!

Tornando indietro, siamo poi andati nella penisola di Akrotiri, territorio britannico. Sì, perché a Cipro esistono due enclavi che sono possedimento britannico: una è appunto Akrotiri, l’altra è la zona di Dhekelia, tra Larnaka e Agia napa. Non ci sono confini o dogane, quindi non ci si accorge neppure di cambiare stato, ma se per esempio si prende una multa viene notificata dal governo britannico. Akrotiri è una penisola verde, dove si trova un lago salato; la punta più estrema della penisola non è raggiungibile, essendo occupata da una vera e propria base militare inglese.

Poi abbiamo seguito le indicazioni per il monastero di San Nicola ai Gatti, ma giunti sul posto abbiamo trovato il cancello sbarrato. Peccato, mi incuriosiva questo monastero abitato da suore e gatti (gatti i cui antenati erano stati importati secoli fa per debellare un grosso problema della penisola: la presenza dei serpenti).
Tutto sommato malgrado il trekking saltato è stata una giornata gradevole… inoltre il tempo ha pure retto, anzi è tornato un po’ di sole!

11 marzo – Choirokoitia, penisola di Akamas e Paphos
Il cielo era completamente coperto, ma almeno non soffiava più quel fastidioso vento gelido.
Prima di dirigermi in direzione Paphos, abbiamo fatto un giro nel sito archeologico di Choirokoitia, un importante sito di insediamenti neolotici, dal tanto che è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Il giro è abbastanza breve, ma l’ingresso costa 1.70€ quindi ne vale la pena… poi Choirokoitia è il villaggio confinante con Tochni, quasi di passaggio per noi (anche perché nel parcheggio di fronte al sito archeologico vi è un ottimo panettiere!). Tutta Cipro è ricca di siti archeologici e rovine, quindi se siete appassionati avrete solo da sbizzarrirvi, in particolare nei dintorni di Paphos!
Abbiamo poi imboccato l’autostrada sino a Paphos e proseguito poi oltre, sulla statale, arrivando sono ad Agios Georgios, dove eravamo già stati ma solo per una toccata e fuga: stavolta invece ci siamo fermati decisamente di più e passeggiato un po’ intorno, visto che l’assenza di vento lo permetteva.


Poi abbiamo preso la deviazione per la penisola di Akamas: la strada però ben presto da asfaltata si trasforma in sterrato, quindi abbiamo parcheggiato e abbiamo proseguito a piedi. In realtà molte auto proseguivano, ma non ci siamo fidati delle performance della nostra Picanto e poi era gradevole, in assenza del ventaccio malefico, passeggiare con per sottofondo solo il rumore del mare e completamente immersi nella natura.

Lungo quella strada si poteva arrivare alla famosa Lara Beach (famosa perché è la spiaggia dove depongono le uova le tartarughe) ma i km da fare erano decisamente troppi, soprattutto visto che era già pomeriggio. Dopo un po’, sulla destra troviamo anche una deviazione per le gole di Avgas (che non abbiamo neanche provato a raggiungere, visto che stando alla Lonely Planet nella stagione invernale e primaverile sono invase d’acqua… e visto le piogge dei giorni precedenti non stentavo a crederlo!). Nel frattempo il cielo aveva assunto un colore affascinante ma minaccioso, quindi onde evitare di farci una bella doccia fuori programma siamo tornati indietro.

Sicuramente però la penisola di Akamas è uno dei luoghi di Cipro che avrebbe meritato una visita più dettagliata.
Tornando, dopo una deviazione a Coral Bay (villaggio prettamente turistico fatto di bar, discoteche e case in affitto) abbiamo fatto tappa a Paphos (precisamente a Kato Paphos, la zona inferiore e più turistica); come già detto prima, la città è piena di siti archeologici e musei, c’è solo l’imabrazzo della scelta. C’erano in giro anche parecchi turisti (sinceramente mi immaginavo di trovare una Cipro molto più deserta, in marzo…).

12 marzo – Troodos, Kourion e la costa meridionale
Per l’ultimo giorno di vacanza il tempo ha deciso di graziarci, regalandoci una giornata soleggiata (non ha piovuto per tutto il giorno! Record!) e anche sufficientemente mite. Ne abbiamo quindi approfittato per tornare sui monti Troodos, ma da un’altra strada, seguendo stavolta per Agros. Al ritorno dalla tappa montana, abbiamo raggiunto il sito archeologico dell’antica Kourion, uno dei più importanti dell’isola, che anche solo per il paesaggio vale una visita, anche per i non appassionati di storia e archeologia; famoso è l’anfiteatro del sito, anche se esso è una ricostruzione moderna (il vero anfiteatro è andato distrutto, durante un terremoto se non erro).


Anche in questo caso l’ingresso ci è costato solo 1.70€.

Essendo ancora presto abbiamo proseguito la giornata tra Zygi, Maroni e la spiaggia del Governatore, località sul mare non lontane da Tochni… devo dire che mi hanno un po’ delusa: la spiaggia del Governatore ha qualche angolino carino, ma la vista sulla centrale elettrica toglie ogni poesia al posto; Zygi è un villaggio abbastanza anonimo dove abbiamo anche fatto fatica a trovare un bar. Dicono però che in questa zona ci siano delle ottime taverne specializzate in pesce (che a me non piace, quindi non so dirvi se sia vero…).
Tornati alla Vasilopoulos House abbiamo approfittato degli ultimi raggi di sole per goderci un po’ la veranda, che durante la settimana non abbiamo proprio potuto sfruttare.

Ultima cena ancora alla Taverna Tochni (che è situata peraltro all’interno di un complesso di appartamenti con piscina davvero grazioso!) visto che non avevamo voglia di prendere l’auto per raggiungere l’altra taverna, che era un po’ più lontana.

13 marzo – Ritorno
La sveglia è stata prestissimo, alle 5.20. Fortunatamente il sole sorgeva presto e quindi quando siamo saliti in macchina era già chiaro. Era decisamente fresco, poco ci mancava che trovassimo la brina e il ghiaccio sulla macchina (beh, nulla ormai mi stupiva più). Autostrada deserta (a quell’ora e di domenica, d’altronde…) e in mezz’ora eravamo all’aeroporto di Larnaka. Dopo aver lasciato l’auto al parcheggio Sixt (1800 km percorsi… eh sì che temevo che la guida a sinistra ci avrebbe limitato negli spostamenti! E invece ci siamo abituati subito, solo qualche problema negli incroci a T all’inizio…), restituito le chiavi e fatto il check-in… ci restavano solo 2 ore di attesa! Forse potevamo prendercela un po’ più comoda! Ne abbiamo approfittato per fare colazione, scoprendo perché ci avevano detto che Cipro era cara: avevano fatto colazione al bar dell’aeroporto! 9.70€ per un caffè, un cappuccio e una brioche! Scherzi a parte, nel resto dell’isola i prezzi son decisamente buoni, non come in Grecia ma comunque economici. In aeroporto invece come sempre se ne approfittano.
Tra colazione e duty free le due ore passano e alle 8.45 si parte. Era una splendida giornata, senza neanche una nuvola, maledizione!
Scalo tecnico a Roma e alle 13.15 eravamo a Malpensa, sotto una pioggia battente, giusto per non farmi rimpiangere il maltempo di Cipro!

Il viaggio a Cipro mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Certo, sicuramente le condizioni meteorologiche non hanno giocato a nostro favore: sicuramente il tutto, con il sole e qualche grado in più avrebbe avuto un altro effetto (anche se, il temporale nevoso sui Troodos… aveva un suo perché!). No, a parte ciò Cipro non mi ha convinta al cento per cento: è come se non avessi trovato la vera essenza di Cipro, un’isola che a tratti sembra la Grecia, ma è priva della sua magia, a tratti il Medioriente, ma senza il suo fascino; che ha zone ancora in mano agli Inglesi o occupate dall’Onu; che in certi momenti sembra addirittura la Russia, dalle tante scritte in cirillico che si vedono in giro, soprattutto cartelli di vendita case. Sì, perché stanno costruendo e vendendo case un po’ ovunque, l’isola è lanciata verso un turismo abbastanza estremo. Però, fortunatamente, ci sono anche luoghi come Akamas, o la Tillyria, o i Troodos, dove si respira ancora aria genuina e la natura la fa da padrona. Il mare sembra molto bello, anche se non abbiamo visto calette o spiagge particolarmente incantevoli (c’è da dire che viste le condizioni non le abbiamo neanche cercate!).
Sono però molto contenta del fatto che, grazie a questo viaggio, ho approfondito le mie scarse conoscenze sulla questione cipriota: dopotutto Cipro fa anche parte dell’Unione Europea ed è anche giusto conoscere la sua storia travagliata.
Forse darò una seconda possibilità a Cipro, probabilmente in un’altra stagione e magari spingendomi nella parte turca, che deve essere ancora abbastanza incontaminata. Chissà, magari ora di allora non si parlerà più di Cipro greca e Cipro turca, ma di Cipro. E basta.
:wink:

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Ci sono 19 commenti su “Cipro… come non l’avevate mai vista!

  1. Vedrai che se (o quando? :wink:) ci tornerai nella bella stagione, magari potendo visitare i monasteri dei Troodos, la valle del Commandaria e la parte turca (che,ti confermo, è incontaminata……) ti farà un’altra impressione…..

  2. Grazie a tutti :bacio:
    paolo in realtà sui troodos nevica tutti gli anni, d’altronde raggiungono quasi i 2000 metri… ci sono anche piste da sci :???:
    però a marzo inoltrato speravo di non aver necessità di catene e gomme da neve a basse quote :shock:

  3. Certo che rinunciare allo snorkeling per esser costretti a fare ombrelling non dev’esser stato il massimo.:(

    Però, dai, ci son state anche cose positive.
    Come dici nel titolo, avete visto Cipro in una maniera insolita.

    E poi non credo capiti tutti i giorni di “vedere tutte le stelle del firmamento”.

    :ok:

  4. Belle foto e carinissimo il diario!!!Anche se sei stata sfortunata con il meteo,hai comunque conosciuto un lato “diverso”e bello dell’isola…ed è un occasione per ritornarci con il sole e muta da snorkeling!!!:)

  5. Proprio oggi ho preso in considerazione Cypro per la mia prossima vacanza primaverile…e il tuo racconto (meteo a parte) ha fatto pendere un pochino l’ago della bilancia ;-)Splendida la foto con la neve!!! e anche le altre….Ale

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