Pasqua a Madrid

Abbiamo atteso a lungo il giorno della partenza, avendo prenotato la vacanza di Pasqua abbondantemente prima di Natale. Ma le offerte, si sa, vanno colte al balzo… Abbiamo comprato volo + hotel su Expedia, attratti dal forte sconto che il Best Western Atlantico concedeva su un pernotto di almeno 4 notti.
Prenotiamo. Volo + hotel senza colazione. Scegliamo la combinazione di voli a nostro giudizio perfetta (partenza a mezzogiorno da Bologna, partenza alle 21,40 da Madrid per il rientro). Parcheggio e assicurazione. Totale 356 euro a testa.
Arriva finalmente il giorno della partenza, il volo Iberia è partito con quasi due ore di ritardo, ma vabbè… siamo in vacanza! Arrivati a Madrid perdiamo per un soffio la navetta gratuita che l’hotel mette a disposizione dei clienti in arrivo all’aeroporto; poco male, visto che da brava segretaria avevo già studiato il “piano B” cioè il percorso da fare con la metro per arrivare al nostro hotel che si trova sulla Gran Via. Dopo una mezz’oretta e ben due cambi di linea, con bagagli a seguito, finalmente arriviamo a destinazione.
Qualche giorno prima di partire ho inviato una mail all’hotel, chiedendo se per favore ci potevano assegnare una stanza sulla Gran Via ai piani alti (avevo letto che diverse camere hanno la finestra che affaccia su di un cavedio interno, chiuso, quindi nessuna possibilità di fare entrare la luce del giorno in stanza); dopo pochi minuti mi hanno risposto che avrebbero fatto il possibile per accontentare le mie richieste.
Quando siamo arrivati, alla reception ci hanno accolti dicendoci che avevano riservato per noi una delle camere migliori: devo dire che non si sono smentiti affatto: la stanza all’ottavo piano era una delle più grandi e più belle.
Arrivati in hotel inizia a piovere, una pioggia che ci accompagnerà per i successivi due giorni, venerdì e sabato prima di Pasqua. Beh… tanto avevamo deciso di visitare almeno i tre principali musei, se non altro non si rischia di bagnarsi…
Il venerdì dopo colazione ci dirigiamo verso il museo navale, che si trova più o meno di fronte (dall’altra parte della strada) al Thyssen Bornemisza.
Oggi è venerdì santo, è giornata festiva in Spagna, come il Prado anche il museo navale è chiuso; lo visiteremo domani e ci avviamo quindi verso il Thyssen.
Un quarto d’ora di coda sotto l’acqua e poi arriviamo alla cassa; acquistiamo l’Abono Paseo del Arte, una carta che con 17,20 euro consente l’entrata al Thyssen, al Prado ed al Reina Sofia saltando le code, e non è cosa da poco, vista l’affluenza di gente durante le vacanze pasquali.
Dopo 4 ore (si, 4 ore…) usciamo finalmente all’aria aperta e, visto che avevamo una discreta fame, ci fermiamo a mangiare un boccadillo con i calamari fritti, una delizia…! Lì a poca distanza c’è la Stazione di Atocha con all’interno un giardino tropicale, merita una visita per qualche foto ricordo.
Il sabato è la giornata della visita al Prado, continua a piovere, ma molto meno di ieri. Colazione al Museo del jamon con un boccadillo mixto, un croissant jamon e due zumo de naranja (spremuta fresca di arance) e via a fare il pieno di arte anche oggi! Al Prado la fila è chilometrica, a noi non importa… abbiamo in tasca il Paseo del Arte… Per chi andrà a Madrid, sappia che c’è una cassa apposita che vi cambierà il talloncino a strappo del Paseo del Arte con il biglietto che vi controlleranno poi all’ingresso. Non mettetevi assolutamente in coda se avete già acquistato questo benedetto Paseo!
Dopo pranzo, come se non bastasse l’indigestione di opere d’arte, è scontata la visita al museo navale; io ero scettica, a dire la verità non è che mi interessasse poi più di tanto, ma alla fine devo dire che qualche “pezzo” interessante lo abbiamo trovato anche lì.
Dopo cena, visto che finalmente era cessata la pioggia, passeggiata romantica fino al Palazzo Reale e alla Cattedrale dell’Almudena per le rituali foto notturne. Impressionante la moltitudine di gente per le vie del centro per lo struscio del sabato sera.
Il giorno di Pasqua abbiamo visitato il Reina Sofia; solitamente la domenica l’ingresso è gratuito dalle 10 alle 14,30 (ora di chiusura); non essendoci alcuna fila ne abbiamo approfittato e siamo entrati gratis… pur avendo pagato il biglietto (abbiamo conservato il tagliandino del Paseo). Il Reina Sofia è un museo di arte moderna, non eravamo interessati particolarmente alla vista dell’intero museo. Diciamo che mi/ci interessavano le opere di Mirò, Dalì e Picasso: la Guernica è senz’altro l’opera più ammirata del museo; non si poteva entrare in sala con la macchina fotografica (il personale di guardia era molto attento in questo senso), a differenza di tutte le altre opere che si potevano fotografare, ovviamente senza flash. La visita, questa volta, è stata decisamente più breve rispetto agli altri musei visitati precedentemente.
Non perdetevi assolutamente un giro al Parque del Buen Retiro e un giretto romantico in barca a remi sul laghetto in mezzo al parco. Merita una visita anche il Giardino Botanico con oltre 3.000 specie di piante e fiori.
Poteva mancare un’occhiata da vicino allo Stadio Santiago Bernabeu? Certo che no! Ma i nostri piedi reclamavano vendetta, così abbiamo preso la Metro (mai e poi mai ci saremmo andati a piedi…!) Da donna mi chiedo che cosa ci fosse di così interessante a vedere uno stadio, da uomo milanista mi è stato risposto che in quello stadio l’Italia ha battuto la Germania in una storica partita aggiudicandosi il campionato del mondo nel 1982. Ah beh… allora…

Lunedì è l’ultimo giorno di permanenza a Madrid: ci aspetta la visita al Palazzo Reale (che scopriremo non essere aperto al pubblico oggi a causa di una visita ufficiale dell’Emiro del Qatar, uffa…), entriamo a visitare brevemente la Cattedrale dell’Almudena e, con la metro, vista la distanza, ci dirigiamo a Plaza de Toros. Non riusciamo a visitare l’arena in quanto le visite guidate si tengono solo di mattina fino alle 13,30.
Cosa ci manca da vedere…? Ah si, Plaza Mayor con i suoi bar e ristoranti con i tavolini all’aperto pieni di turisti a godersi finalmente il sole che illumina e riscalda Madrid dopo il frescolino dei giorni scorsi. Arriviamo anche a vedere il Mercado di San Miguel, li accanto, tipico (oddio, non poi così “tipico” in verità) posto in cui gustare un buon bicchiere di vino assaggiando tapas non propriamente a buon mercato. E’ carina la struttura: un mercato coperto in stile liberty con grandi vetrate. Pieno di gente.
Ci avanza ancora del tempo che impieghiamo per gli ultimi acquisti di souvenir gastronomici: salumi, formaggi, zafferano… tanto in valigia c’è posto e hai voglia ad arrivare a 23 kg di bagaglio. Chorizo ed altri salumi, formaggi di vacca e di pecora; ci salta in mente di comprare anche del jamon al Museo delle nostre colazioni, poi soprassediamo.
La navetta dell’hotel ci accompagna in aeroporto… la nostra vacanza è finita. Saliamo sull’aereo e guardiamo sotto di noi le luci di una città veramente piacevole che in pochi attimi ci lasciamo alle spalle.
Da domani avremo un album digitale di fotografie in più…

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