Il nostro viaggio alle Seychelles, III parte: l’isola di Praslin

Ormai La Digue è lontana, ma non così tanto…solo una manciata di chilometri la separano da Praslin, ultima tappa del nostro splendido viaggio alla scoperta delle Seychelles. Qui alloggiamo a Villagaiarda, una guest house gestita da Umberto, italiano, e Morena, seychellese. 4 notti per € 480,00 in tutto. Avevamo una villa tutta per noi, con tanto di piscina, patio e un immenso giardino. In realtà, la zona è da dividere con altre due unità, ma in quei giorni eravamo soli. A Villagaiarda è possibile soggiornare anche in camere in b&b. So, tra l’altro, che Morena è un’ottima cuoca. Qui abbiamo noleggiato l’auto tramite la Capricorn per 160,00 eur 5 giorni. Già allo sbarco dal traghetto un signore ci aspettava, chiamato da Morena. Devo dire che l’organizzazione è stata perfetta anche questa volta. Praslin è l’isola che mi è piaciuta meno. Vuoi perchè erano gli ultimi giorni di vacanza o per il minor numero di spiagge balneabili…non so, un insieme di fattori diciamo. Villagaiarda si trova sulla Cote d’Or, a brevissima distanza da Anse Volbert, un bello spiaggione di sabbia fine, sul quale si affacciano la maggior parte degli hotel dell’isola. Il mare ha davvero dei bei colori, ma la sabbia finissima rimane in sospensione e nasconde le alghe, presenti in questo periodo. Putroppo su questa spiaggia ho avuto un incontro ravvicinato con i sunfly…chi dice che non ci si accorge di nulla se non dopo ore??? Io li ho visti e sentiti, altrochè! Ma purtroppo era sempre troppo tardi e la notte ed il giorno successivo ho dovuto prendere un antistaminico per calmare il prurito. Quindi, già la partenza su Praslin non è stata il massimo. Il giorno dopo il cielo era coperto ed abbiamo deciso per visitare la Valle de Mai. Umberto, volendo fa da guida privata nella zona. Noi siamo andati da soli, accodandoci a qualche comitiva italiana (un sacco su Praslin). La bellezza del posto è data dalla sua secolare presenza sull’isola, e dal fatto che tutto è davvero vergine ed incontaminato, almeno in alcune sue parti. Poche erano le palme che presentavano il famoso Coco de Mer, e quasi tutti erano molto acerbi. Ci vogliono 25 anni perchè un cocco giunga a maturazione… Siamo riusciti anche a vedere il famoso pappagallo nero endemico del posto. Nel buio della vegetazione bisognava davvero affinare la vista! Nel frattempo il cielo si era aperto e, conclusa la visita alla Valle de Mai, siamo andati ad Anse Lazio, a detta di molti, la più bella spiaggia dell’arcipelago. In effetti è davvero stupenda! Acqua spettacolare, senza un filo di alghe, onde sulla riva, ma passati quei primi metri, il mare è quasi piatto. Spostatevi fino ad arrivare alla piccola ansa sulla sinistra della spiaggia. Per me è ancora piu’ bella. Intorno alle rocce è possibile fare snorkelling, ma io non ho visto un gran chè. Un consiglio: state attenti alle razze. Ce ne sono alcune che vengono sotto riva e nascoste tra la sabbia ed il movimento dell’acqua, diventano invisibili. C’è chi è stato punto e tagliato dalla sua coda. Meglio usare scarpette. Come da copione, abbiamo pranzato al Bon Bon Plume. Caro, ma abbiamo mangiato davvero bene. Mi sento di consigliarlo, magari una volta sola. Altra spiaggia famosa sull’isola è Anse Georgette. Si deve prenotare l’ingresso al Lemuria almeno il giorno prima. Ci si arriva con una bella (e faticosa) passeggiata all’interno del complesso, affiancando il bellissimo campo da golf, unico nell’arcipelago. La spiaggia è splendida, sempre contornata da fitta vegetazione, ma ahimè che onde! Io non mi sono attentata ad entrare in acqua. Erano davvero alte…ed era solo maggio…qui non c’è barriera, come anche ad Anse Lazio, ma pur distando l’una dall’altra davvero poco, in queste due spiagge ci sono correnti molto differenti. Sempre nel complesso del Lemuria vi è anche Anse Petite Kerlan. Io non l’ho vista perchè mi avevano detto che era esterna. In realtà non ho ben capito se ci si arriva da dentro o fuori il Lemuria. Secondo me vale la pena vederla, chissà, magari il mare è più calmo… Tornati all’auto siamo passati per Anse Kerlan e subito dopo Grand Anse, ma entrambe erano mosse e piene d’alghe, Nulla di interessante. Sono voluta andare a vedere anche Anse La Blague, nella zona ovest dell’isola, ma sempre nulla di fatto. Tra l’altro le strade hanno delle pendenze incredibili, sono strette e spesso senza guard rail. Ho visto delle foto su Anse La Farine, ma ci arriva solo chi soggiorna al New Emerald Cove, con barca da Baie St. Anne. Un vero peccato perchè è meravigliosa e protetta dalla barriera. Altra ansa incredibilmente bella e calma, che però ho visto solo dall’alto è Anse Petite Coeur. Ci si arriva chiedendo l’ingresso al resort La Reserve. Anche questo mi ha un po’ disturbato…dover chiedere il permesso per vedere qualcosa che è di tutti…vabbè. Il penultimo giorno ho fatto l’escursione a St. Pierre, 15,00 eur + 200 rupie di tasse. L’ho organizzata sempre tramite Morena che conosce Elena, un’italiana sposata ad un ragazzo del posto. Loro organizzano gite di vario genere. Visto che andavo da sola ho chiesto di essere portata all’isola per lo snorkelling quando c’era altra gente. Ho avuto un’imbarcazione tutta per me, mi hanno aspettato e poi riportata indietro. Un trattamento da vip! Elena la trovate all’interno del resort Paradise Sun. Chiedete del Sagittarius. Lei sarà là. St. Pierre dista veramente poco da Praslin. In 7/8 minuti si arriva. Purtroppo l’acqua era molto mossa e non è stato gratificante come Coco. Ma in tutti i casi, la vista di questi scogli, con la caratteristica criniera di palme è davvero superlativa! Il nostro ultimo giorno l’abbiamo passato ad Anse Lazio. Morena, non avendo altri ospiti, ci ha lasciato la villa fino alla partenza. E’ stato un viaggio superlativo, perfetto in ogni minimo dettaglio. La gente del posto l’ho trovata molto cordiale e disponibile. Abbiamo mangiato divinamente ovunque, sempre ottimo pesce a prezzi spesso convenienti. Il tempo è stato buono, a parte un po’ di vento e mare già un po’ mosso. Abbiamo visto posti straordinari e mio figlio ha fatto esperienze importanti, come fare snorkelling con me e vedere e toccare una tartaruga marina. Questo viaggio ci rimarrà sempre nel cuore, col dispiacere che sia finito, ma con la consapevolezza che, non si puo’ cominciare un nuovo viaggio se prima non si è terminato quello vecchio..giusto?

Pin It
Tags:

Ci sono 6 commenti su “Il nostro viaggio alle Seychelles, III parte: l’isola di Praslin

  1. Dunque è ufficiale…ad Anse Volbert ci sono i sandfly e in tutte le stagioni!!!La stessa cosa è capitata a me ad agosto, li ho sentiti, li ho visti ma quando era già tardi!! solo che io ero al primo giorno di vacanza.Bella conclusione di una interessante trilogia di viaggio…e belle foto!!!

  2. Bel diario anche di Praslin!Noi eravamo in 4 e siamo stati fortunati con i sandfly,nemmeno una puntura a nessuno dei 4!Avevo letto parecchi racconti che parlavano dei sandfly nella spiaggia diAnse Volbert,ed ero un pò preoccupata,alla fine allora posso dire che l’ho scampata!!!

  3. Scusate, li ho chiamati sunfly…che ignorantona !!! Sì sono tremendi!!! Per me è stata la prima volta e davvero non pensavo ad un prurito così intenso…c’era gente rovinata dai bozzi di queste piccolissime bestiole…grazie a tutti per i vostri apprezzamenti! Alla prossima!

  4. Anche noi a Cote D’Or abbiamo trovato mucchi di alghe a riva… ed è lì che si annidano i SunFly!!! Maledetti!!! Detto questo, sono d’accordo con te che Praslin è l’isola che colpisce meno… abbiamo avuto anche noi la tua stessa sensazione!Poi, per il resto… W LE SEYCHELLES!

Lascia un Commento

Commenta con Facebook