Costa Rica Sabor Unico

COSTA RICA

24/03 VENEZIA – SAN JOSE’
Partenza il giorno 24 febbraio alle ore 6.45 dal freddo ma carino aereoporto Marco Polo di Venezia; arrivo previsto a San Josè alle 16.45 (dopo uno scalo a Madrid).
L’arrivo del volo Iberia a San Jose è puntualissimo e noi corriamo fuori dall’aereporto con i nostri zainoni per fumare una meritata sigaretta.
Appena arrivati in strada veniamo assaliti da una miriade di procacciatori di turisti per i taxisti.
Viste le tante ore di viaggio e la poca voglia di girare a vuoto, io e il mio compagnero adorato decidiamo di farci accalappiare e trattiamo il prezzo della corsa per 20 $ invece che 25 $ (il nostro hotel il ‘mi casa hostel’ si trovava nella zona della Sabana, vicino allo stadio).
Dopo pochi minuti di corsa (e una telefonata del taxista agli albergatori per indicazioni) arriviamo al mi casa. (di cui poi avremmo visto gli adesivi pubblicitari in tutto il paese)
L’albergo non è niente di che, ma ha un bel giardino interno dotato di amache, una cucina pulita dove potete preparare ciò più vi aggrada e il personale è molto gentile.
Noi facciamo una corsa al vicino supermarket e andiamo a dormire perché la mattina dopo l’autobus per Puerto Jimenez sarebbe partito alle 5, o almeno così diceva la lonely planet e la proprietaria dell’albergo…

25/03 SAN JOSE’ – PUERTO JIMENEZ
… In realtà è del tutto impossibile sapere qual è l’orario corretto degli autobus che partono dalla fermata Blanco Lobo e dopo le più variegate informazioni, un tizio che voleva fregarci e darci un passaggio per un altro autobus chissà dove, e 2 ore di anticipo, arriviamo alla benedetta fermata del bus che arriva bellamente alle 8.00 della mattina.
L’unico consiglio che posso dare e di non fidarsi di nessuno e andare sempre di persona alla fermata, a costo di arrivare con ore di anticipo (come la sottoscritta).
Ad ogni modo riusciamo a partire e dopo 8 ore di viaggio (devo dire con panorami meravigliosi) e una breve sosta per il pranzo arriviamo a Puerto Jimenez verso le 17.00.
Il paese si presenta subito molto polveroso e ovviamente caldissimo, ma io e la mia dolce metà non abbiamo molto tempo per goderci l’arrivo perché dobbiamo correre all’internet point Cafe net el sol per effettuare il pagamento della notte che passeremo nella stazione dei guardiaparco di Sirena perché sia le banche che l’ufficio apposito sono chiusi perché sono già passate le 16.00 e, inoltre quello era l’unico giorno in cui poter effettuare il pagamento, perché poi sarebbe cominciato il week end.
Comunque riusciamo a pagare e ci informiamo per i trasporti per La Palma, dove saremmo poi partiti per la nostra esplorazione della giungla.
Ora, io capisco che anche in Italia possa succedere che le informazioni non siano precise, magari incomplete o anche del tutto assenti… ma almeno se chiedi alla gente nessuno ti risponde inventandosi tutto di sana pianta!!!!!!!
Nessuno, e sottolineo NESSUNO, nemmeno chi doveva avere queste informazioni per lavoro, sapeva esattamente come raggiungere La Palma e, successivamente, Los Patos.
La soluzione sarà data più avanti….
Tristemente affamati e insopportabilmente puzzolenti andiamo alla ricerca di un albergo rimandando a più tardi le informazioni quando incontriamo una ragazza Canadese (soprannominata in seguito ‘no nececito’ per la sua estenuante abitudine di ripetere la suddetta frase), conosciuta alla mitica stazione Blanco Lobo, che ci consiglia delle cabinas a 8 $ a persona.
Imbocchiamo la via indicata e arriviamo alle indimenticabili CABINAS EL PEREZOSO.
All’inizio siamo titubanti perché da fuori è innegabile una netta somiglianza con un’abitazione privata quando per fortuna qualcuno ci si rivolge in spagnolo per chiederci se ci serviva una stanza.
Rispondo di si un po’ inventando e un po’ con il poco spagnolo che conosco concludendo la frase con un:‘Amore, questo ci dà da dormire’.
Il ragazzo proprietario dell’albergo si gira ed esordisce: ‘Ma por** *** ma siete italiani! Ma ditelo!!!’ (frase riportata testualmente, lo giuro!).
Ovviamo era italiano pure lui, di Milano di preciso, e la cosa non avrebbe potuto rendermi più felice!
La simpatia è istantanea sia perché fa sempre piacere trovare qualcuno che parla la tua lingua in un paese straniero, sia perché Omar è effettivamente simpatico.
Ci sistema subito nella camera matrimoniale e noi ovviamente ne approfittiamo per chiedergli informazioni sul Corcovado.
In paese eravamo stati nell’agenzia Toucan Travel che, a nostro parere, calcando un po’ la mano e facendo quello che è del sano terrorismo psicologico ci aveva convinti a noleggiare una guida al modico prezzo di 100 $ al giorno.
Anche Omar effettivamente ci conferma che il tragitto da Los Patos a Sirena è difficile e pericoloso e ci consiglia di limitarci al sentiero che va dalla Leona a Sirena se volevamo inoltrarci senza guida.
Fortunatamente il simpatico milanese conosceva delle guide con le quali ci avrebbe messo in contatto il giorno dopo.
Intanto noi, stremati, ci laviamo e ci prepariamo per una birretta in compagnia del nostro nuovo amico.
Riusciamo a fare tardissimo nonostante tutte le ore di aereo e pullman dei giorni precedenti e invece di cenare andiamo in un bar a mangiare tacos e patatine fritte e a bere altre birre.

26/03 PUERTO JIMENEZ
Il giorno dopo io sono letteralmente una ***** ma la notte, e poi anche le successive, passata al Perezoso è stata la migliore di tutte quelle passate in Costa Rica: la pace e il silenzio erano quasi clericali (a parte il sabato sera quando il vicino ostello backpakers fa festa, ma nulla che impedisca il sonno) e addormentarsi significava essere cullati dal dolce suono dei grilli e delle bestiole della foresta circostante; nella stanza c’era un ventilatore che si rivelò però del tutto inutile dato che la temperatura di sera era freschissima e il mio amore ed io non abbiamo potuto non coprirci con un il lenzuolo leggero.
Se volete andare a Puerto Jimenez e siete viaggiatori italiani zaino in spalle e senza troppe pretese, io consiglio a tutti il Perezoso.
Non aspettatevi nessun tipo di comodità extra, il bagno è in comune e l’acqua fredda; ma le lenzuola sono pulite, il letto comodo, la zona silenziosa, fresca e centrale e il proprietario è di una simpatia e ospitalità che vi faranno sentire a casa (e soprattutto parla italiano, cosa sempre utile in certi momenti).
Se vi dovesse capitare sappiate che i miei ricordi di quel posto sono tra i migliori del viaggio.
In ogni caso la mattina seguiamo Omar per la colazione e andiamo nella PANADERIA MIGLIORE DEL COSTA RICA!!! Una bomba!
È proprio sulla via parallela alla strada principale sul lato destro del paese dando le spalle alla stazione dei bus ed è inconfondibile per il tavolino in pietra che c’è fuori.
Andateci e assaggerete i tortini, o come volete chiamarli, al pollo più buoni di tutto il paese!!! Lo giuro!!!
Comunque poi andiamo al Tucan Travel per vedere se ci rimediavano una guida dato che gli amici di Omar erano probabilmente tutti dentro al parco.
Il ragazzo promette di richiamarci se avesse trovato qualcuno e noi ce ne andiamo con Omar alla laguna dei coccodrilli (sempre dando le spalle alla stazione dei bus dovete dirigervi a sinistra, superare la pista di atterraggio e, arrivati alla spiaggia e al bar girare a sinistra seguendo la stradina che si inoltra nella giungla) dove non vediamo nessun coccodrillo ma, grazie a Dio, al bar della spiaggia incontriamo … una delle guide amiche del milanese.
Dopo la mia prima cevice e un bagno ristoratore
(non andate in acqua prima del bar perché è inquinata) riusciamo ad avere tutte le informazioni che ci interessano sul Parco National Corcovado.
Il tutto in realtà è più semplice del previsto, i metodi per raggiungere il parco sono diversi:
– da Puerto Jim a La Palma ci sono sia taxi privati che collectivos che partono praticamente a qualsiasi ora e che proseguono fino a Los Patos .
– ci sono anche degli autobus ma, a quanto ho capito, poi dovreste prendere un taxi che da La Palma vi porti a Los Patos più o meno allo stesso prezzo che se lo aveste preso a Puerto Jim.
L’unico problema serio e che lui non aveva nessuna intenzione di fare il parco in 2 giorni, come noi avevamo invece progettato, ma voleva assolutamente fermarsi una notte in più a Sirena.
Devo dire meno male che siamo stati convinti a fare un giorno in più perché primo la fatica mi avrebbe impedito di tornare indietro a piedi, secondo, non avrei visti praticamente nessun animale.
Dopo un pomeriggio in spiaggia e conseguente mio accenno di eritema torniamo in albergo e andiamo a mangiare un buon casado in centro.

27/03 PARQUE NACIONAL CORCOVADO
(LOS PATOS – LA SIRENA)
Sveglia ore 4.30 e ritrovo fuori dal Perezoso ore 5.00 con una nuova guida di nome Ronny.
Il taxi tarda ma riusciamo ad arrivare a Los Patos che è praticamente ancora l’alba.
Firmiamo il registro e finalmente partiamo alla volta del più incontaminato parco naturale del Costa Rica il CORCOVADO NACIONAL PARQUE.
La camminata è davvero impegnativa e vi porterà a guadare diversi fiumi, arrampicarvi su diversi tronchi caduti, saltellare su diversi sassi fradici e scivolosi e ammirare decine di centinaia di radici per non cadere.
A titolo informativo: non sottovalutate questo percorso fatto, per tutta la parte iniziale di continui sali scendi, quindi: non partite ASSOLUTAMENTE con zaini pesanti, ho visto con i miei occhi guide costrette a sopportare pesi disumani perché il turista senza cervello si era caricato di troppi chili; so che è costoso ma io consiglio a tutti di mangiare alla mensa della stazione, i pasti sono abbondanti e saporiti.
In più se non siete equipaggiati con fornelletto e gas NON VI SARA’ POSSIBILE CUCINARE NULLA DI CALDO, il che per una mangiona come me sarebbe una tragedia, soprattutto dopo il grande sforzo fisico.
Noi ci siamo messi d’accordo con la nostra guida e il cibo ce l’ha fornito lui, per il giorno in più non previsto, ma non posso assicurarvi che sia sempre così.
A parte questo… camminare nel bel mezzo della giungla è stata una delle esperienze più belle della mia vita e la ripeterò appena ne avrò occasione; inoltre la stazione è BELLISSIMA, un vero paradiso naturale.
Non voglio dire oltre, andateci perché ne vale assolutamente la pena, nel vero senso della parola viste le 8 interminabili ore di cammino.
Informo: una guida NON è strettamente necessaria perché i sentieri sono ben segnalati (a parte qualche raro punto), ma senza non riuscirete mai a capire a che punto siete del percorso e quindi quanto tempo vi manca per arrivare,
il che ve lo assicuro, può essere terribile; , inoltre, non vedrete nessun animale a meno che non vi passi davanti, cosa praticamente impossibile.

28/02 PARQUE NACIONAL CORCOVADO (LA SIRENA)
Ulteriore sveglia alle 4.30 per andare a vedere gli animali al Rio Sirena.
Noi nessuna fortuna, gli altri moltissima, ma devo dire che lo spettacolo dell’alba e i suoni della notte sono valsi l’alzataccia.
Giriamo più o meno per tutto il giorno, anche da soli, per i sentieri intorno alla riserva e, dopo ore e ore di avvistamenti zero, quando avevamo ormai perso le speranze e la stanchezza stava per avere la meglio… toh! Ecco che ti vediamo 2 puma che belli belli si aggirano intorno al sentiero.
Uno spettacolo esaltante ve lo assicuro, mai provato niente di simile, è come essere allo zoo ma in realtà sei tutt’altro che allo zoo e non c’è alcuna sbarra a separarti dall’animale, senza considerare il fatto che sei pure in casa sua.
L’avvistamento cambia comunque tutto lo spirito del viaggio e mi predispone alle 7 ore di cammino che mi aspettano l’indomani.

01/03 PARQUE NATIONAL CORCOVADO
(LA SIRENA – LA LEONA)
Ci svegliamo alle 4.00 per smontare la tenda e tutto e quel piccolo paradiso terrestre già mi manca.
L’ora è sempre così di buon mattino perché gran parte del percorso si svolge in spiaggia che come potete immaginare raggiunge temperature molto elevate nelle ore centrali del giorno.
Il tragitto è comunque piuttosto piacevole esteticamente, belle insenature, tante palme, sabbia che si confonde con la foresta; ma resta comunque una gran sfaticata.
Arriviamo dopo ben 8 ore a Carate, ci sdraiamo a terra e ci rialziamo solo per l’arrivo del fantasmagorico collettivo. Il tragitto è terribile, ma divertente, come descritto in qualsiasi guida.
Informo: se dormite a Sirena una notte e non ve la sentite di affrontare le ore di cammino del ritorno, a diverse ore del giorno parte un piccolo aereo al costo di 50 $ che vi porterà di ritorno a Puerto Jimenez in meno di 10 minuti.
La sera, non contenti, dopo una doccia ed un affettuoso saluto ad Omar (che, oltretutto, ci aveva riservato la stanza e tenuto gli zaini in casa sua) beviamo qualche buona Imperial e ceniamo.

02/03 PUERTO JIMENEZ – DOMINICAL
Per quest’oggi sveglia naturale il che non significa grandi dormite ma almeno non alzarsi alle 04.00 della mattina dopo quasi una settimana.
Salutiamo il nostro nuovo amico e lasciamo l’albergo per noleggiare la nostra bellissima Jimny al Solid Car Rental dove c’è la pista di atterraggio.
Noi non abbiamo fatto la casco e non ci è nemmeno successo nulla, ma consiglio a tutti di farla: starete più tranquilli ed è sempre possibile avere dei problemi viste le strade costaricensi.
Verso le 11 lasciamo la deliziosa penisola di Osa e risaliamo la Costa Negra fino al luogo che resterà nel mio cuore come il più bello di tutta la vacanza: Dominical.
ANDATECI.
La spiaggia non sarà un gran che ma il posto può vantare una delle atmosfere più rilassate del paese, con delle bancarelle sulla spiaggia tra le più colorate che abbia mai visto, ristoranti e bar di prim’ordine (niente di commerciale, assolutamente, ma andata al San Clemente Chill & Grill in centro paese per piatti messicani squisiti, e all’indimenticabile Tortilla Flats sulla spiaggia per delle colazioni sorprendenti e i calamari fritti più buoni che abbia mai mangiato), e la più alta concentrazione di hippie e fricchettoni di tutte le età del Costa Rica.
Sole perenne, tramonti spettacolari, birra ghiacciata e reagetton descrivono perfettamente Dominical.
Noi abbiamo dormito alle Cabinas Posada Del Sol, camere pulite e confortevoli, amaca fuori dalla stanza e situato in centro paese, lo consiglio a tutti.(18.000 colones circa 30 $ a notte per una matrimoniale).

03/03 DOMINICAL
Anche questa giornata si risolve tra spiaggia e bar e pensando al viaggio del giorno dopo verso Quepos e poi il Parque Nacional Manuel Antonio.
Fatalità quella notte cominciava il festival INVASION un raduno di hippie con molte attività che dura 4 giorni e 4 notti

04/03 DOMINICAL – MANUEL ANTONIO
Sveglia ore 5.30 per partire alla volta di Quepos e arrivo alle 07.30; si cerca un albergo e si parte subito per il Parque National Manuel Antonio che, devo dire, dopo aver visto il Corcovado mi sembra più uno zoo safari che un parco naturale…
Noi comunque passiamo tutta la giornata nella meravigliosa, bianchissima, pulitissima, piena di scimmiette Playa Manuel Antonio.
Dopo la giornata così beatamente passata decidiamo di fermarci al Ronny’s place per godere del tramonto e della sangria lungo la strada che porta a Quepos.
Ce ne andiamo a letto sul presto perché la mattina dopo dobbiamo partire verso Guàpiles per vedere il Parque Nacional Tortughero.
05/03 QUEPOS – GUA’PILES
Visto che ci accorgiamo che la strada per Guàpiles è più breve del previsto decidiamo di fare qualche sosta lungo il tragitto e rilassarci un po’. Nonostante questo finiamo a vedere delle cascate con delle piscine naturali… …. Che, per il poco tempo, non siamo riusciti a raggiungere del tutto.. va beh..
Arriviamo in serata a Guàpiles troviamo un alberghetto (tra l’altro veramente triste), mangiamo un hamburger e filiamo a letto.

06/03 PARQUE NACIONAL TORTUGHERO – PUERTO VIEJO
Via verso il Tortughero!!! Capire come funziona non è semplicissimo: ci fermiamo al primo parcheggio che non è quello giusto, proseguiamo e scopriamo di essere arrivati appena in tempo per prendere la barca pubblica. Il tragitto è molto divertente ma è arrivati a Tortughero che rimarrete davvero senza fiato: il paese è un paradiso inesplorato dove animali e uomini convivono in mezzo alla giungla.
Il paese è davvero minuscolo e sopravvive solo grazie al turismo, ma è assolutamente pittoresco e straordinario vedere come questa gente passa la vita pescando e facendo.. nulla.
Appena attraccati ci dirigiamo al ristorante nella “piazza” centrale, praticamente l’unico del paese, dove ingaggiamo una guida che con la sua piccola barchetta ci porterà pagaiando per i fiumi dentro al parco.

Vi consiglio di NON ASSUMERE GUIDE CHE UTILIZZINO BARCHE A MOTORE, PER UN ECOSISTEMA COSì FRAGILE QUELLE BARCHE SONO LETALI; e in più non vedreste nessun animale perché li spaventereste con il rombo del motore.
L’esperienza è straordinaria e ancora mi pento di non esserci fermati un giorno in più: pagaiare in mezzo al silenzio della foresta è un’esperienza surreale e gli animali che vedrete sono davvero tanti e vari. MERAVIGLIOSO.
Di ritorno dalla bella gita mangiamo un bel pesce alla plancha e via di ritorno alla macchina per partire alla volta del Caribe!!! (quanto amo questa parola…)
Dato che quasi tutte le strade sono tenute bene arriviamo a Puerto Viejo in serata e abbiamo tutto il tempo per cercare un alberghetto e sbronzarci come due veri turisti.

07/03 PUERTO VIEJO – MANZANILLO
PREMESSA: non fatevi troppo influenzare dalle prossime righe, informatevi e poi decidete.
Puerto VIejo è bello, questo è certo, pittoresco, festaiolo e circondato dalla natura; ma noi non abbiamo trovato un’ora di sole.
Non che piovesse, ma era sempre nuvoloso ed essendo gli ultimi giorni di vacanza non gli abbiamo effettivamente dato grandi possibilità così, dopo due giorni passati tristemente sotto una spessa coltre di nubi… decidiamo di fare una pazzia e ritornare nella mia amata e adorata Dominical!!!!!!!
Il mio compagnero non è molto contento di ciò ma mettici il mio muso lungo, il tempo che non soddisfava nemmeno lui e la voglia di sole per gli ultimi giorni di vacanza che eravamo già in macchina!!!
Così dopo otto ore di macchina la sera di martedì 8 siamo di nuovo a Dominical e non vi dico quanto ero contenta!
Ora non starò a descrivervi gli ultimi meravigliosi giorni passati tra spiaggia e bancarelle a Dominical e Manuel Antonio li lascerò sperimentare a voi se sarà quello che desiderate fare; come ultima cosa voglio solo dirvi che il Costa Rica è una meta per tutti grandi e piccini, da soli e in compagnia. Non ha importanza.
Troverete ad accogliervi solo cortesia e ospitalità, persone e luoghi meravigliosi dalla giungla inesplorata ai bar più sudici, dalle amache fuori dalle cabinas alla spiagge lunghe e scure.
Niente vi deluderà in Costa Rica.
Se poi avete la fortuna di avere un amore di fidanzato come il mio trascorrerete delle settimane davvero memorabili. Come è successo a noi che già stiamo progettando il viaggio per l’anno prossimo a Panamà!
Non vi fate scrupoli e scrivetemi per qualsiasi informazione, io e il mio ragazzo saremo felicissimi di rispondervi!!!

PURA VIDA…

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Ci sono 3 commenti su “Costa Rica Sabor Unico

  1. Mi riempie di gioia sapere che il diario è riuscito a trasmettere tutte le emozioni che ho vissuto in questo meraviglioso viaggio.

    Non c’è niente di meglio di condivedere un’esperienza con qualcuno e sapere che è stata apprezzata!

    Deborah

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