Magica Santo Domingo

Si parte lasciamo il freddo inverno per raggiungere la calda isola di Santo Domingo; senza itinerari né programmi il 12 marzo con volo Iberia partiamo da Venezia (scalo Madrid) per Santo Domingo – Las Americas.
Se devo dare un voto al volo …6 …scarso!!! In paragone alla Swiss air con cui abbiamo viaggiato per andare a Shanghai, le 8 ore di volo non passavano mai!!! Non si ha un monitor proprio ma c’è né uno a fila in cui è stato programmato un solo film, vecchissimo; pasti scarsi e per niente buoni e bibite solo su richiesta…cmq sia il volo è volato!!!
Arrivati alle 18.00 locali a Las Americas, dopo aver pagato la tassa (preparatevi i dollari a portata di mano ed il modulo che vi fanno compilare in aereo) e ritirato i bagagli c’è il nostro amico Franco (che vive li’ ed ha una pizzeria) che ci aspetta. Alla sera stiamo in pizzeria li’ da lui e stiamo a dormire a casa sua , lui vive in un quartiere in sviluppo a San Isidro più conosciuto come il quartiere delle Cabañas ovvero dei motel super lusso a ore con tutti i comfort …passando in questa strada sembra di essere a Las Vegas, piena d’insegne luminose con i nomi e le tariffe degli hotel.
Domani mattina a mentre fredda decideremo l’itinerario per questi 13 giorni!
Le 5 ore di fuso le abbiamo assorbite bene, anzi non le abbiamo proprio sentite. Sveglia presto alle 7.30 e poi subito pronti per andare in capitale a visitare la zona coloniale. Cominciamo dalla Piazza Parque Colon dove in mezzo c’è la statua di Cristoforo Colombo e la cattedrale Santa Maria la Menor ( la prima del nuovo mondo), poi andiamo a vedere il Panteon Nacional, situato all’inizio di Calle Las Damas, è un antico edificio nel quale sono seppellite le personalità più importanti della storia di Santo Domingo in maestose tombe di marmo. Poi arriviamo in plaza de España e visitiamo il Museo Alcazar Colon fu la residenza di Diego, figlio di Cristoforo Colombo, che all’ inizio del 1500 iniziò a guidare la prima città delle Americhe (ingresso circa 2 euro).
A pranzo ci fermiamo sempre in zona coloniale a gustare il piatto tipico dominicano, la Bandera (riso fagioli rossi e carne) in un bel ristorantino el Meson de Luis ( in 4 abbiamo speso 18 Euro) .
Al pomeriggio con la moglie del nostro amico visitiamo la vera Santo Domingo, non la falsa realtà di Boca Chica, andiamo in uno dei quartieri più’ poveri Saint Luis passando da Mendoza , si può’ vedere la povertà che c’è ma la gente è allegra, balla e canta dappertutto, la musica latina riempie le strade!! Siamo andati a portare ai bimbi poveri delle bottiglie di coca cola , lecca lecca e patatine.
In Italia ho chiesto ai miei conoscenti che avevano bimbi piccoli se avevano dei vestiti vecchi da portare a Santo Domingo, risultato 2 zainetti pieni di roba.
Passando con la macchina nel quartiere di Mendoza entri nella realtà del posto: così povero ma tutti col sorriso sulle labbra, le loro casette tutte colorate…rosa, azzurro, rosso, giallo, blu, verde…colori dappertutto!!!Colmadi ( i nostri piccoli supermercati) , parrucchieri, barbieri, gommisti, lavanderie, pica pollo (pollo fritto).
Arrivati a Sant Luis entriamo in questa piccola casa azzurra, ci accoglie l’abuela (la nonna che nelle famiglie dominicane è una sorta di capo famiglia) , lì ad aspettarci troviamo 6 bimbi di varie età la più piccola ha pochi mesi il più grande ha 15 anni.Avevo un po’ di timore ad andare in questo quartiere, un po’ per la pericolosità e un po’ perché non sapevo la reazione dei bimbi vedendoci portare questi piccoli doni.
Ma tutto è stato naturale, appena arrivati l’abuela ci ha fatto accomodare nella corte interna su delle sedie e lì con tutti i bimbi in cerchio abbiamo distribuito tutti i piccoli doni,
l’ abuela in base all’ età ha distribuito i vestiti e a tutti quanti ha dato un bicchiere di coca cola, un lecca lecca e le patatine.
Non so descrivervi cos’ ho provato vedendo tutta la felicità negli occhi nocciola di questi bimbi, non so dirvi le emozioni che ho provato a stare in mezzo a loro …i loro abbracci valgono più di mille parole .
In questo quartiere così povero ma così vero ho visto delle persone con sorrisi ammalianti che non badavano a ciò che avevano intorno …a loro basta vivere!!!Gli promettiamo che prima di partire torniamo a trovarli…magari con un’ po’ di pollo fritto !!!
Alla sera facciamo un giro in uno dei quartieri più alla moda della capitale ” Il Venezuela” , tanta musica…bachata, salsa, merengue…ovunque!!! Qui tutta la povertà è mascherata dalla ricchezza dei pochi dominicani…
Il lunedì si parte per Juan Dolio, il programma è deciso da Lunedì a Sabato a Juan Dolio e poi da Domenica a Giovedi’ a Samanà Las Terrenas.
Dalla capitale ci avviamo in auto del nostro amico a Juan Dolio ( 40 minuti circa). Qui non sapevamo dove andare ma sulla strada, all’ incirca a Guyacanes, incrociamo questo hotel : Playa Esmeralda” 104 euro a notte con un all inclusive…Non voglio vedere altro…qui è un paradiso…è ciò che cercavamo!!! L’ hotel è un 4 stelle reali, tutto è curatissimo, la piscina, la spiaggia, le camere, la cucina ( i pasti sono a buffet ma è tutto cibo di qualità) . E’ gestito da un’ italiano e sinceramente si vede…Tutto è perfetto! Oggi giornata in spiaggia anche se il tempo è incerto, anzi verso il tardo pomeriggio arriva anche un temporale.
Per i giorni successivi abbiamo già prenotato le escursioni a Catalyna e Saona con una buona agenzia ( Pedro Diaz Tours Boca Chica Park) entrambe per 55 $ a persona per tutto il giorno tutto incluso ( contro gli 80 $ dollari a persona che hanno pagato i ragazzi che erano in hotel con noi).
Anche il martedì stiamo in spiaggia tranquilli ci godiamo un vero paradiso anche perché siamo noi ed altri 5 ragazzi italiani, dopo lunghe camminate a sinistra verso Juan Dolio e a destra verso Guyacanes notiamo che la spiaggia dell’ hotel è la piu’ bella ( sia per la sabbia che per l’acqua cristallina).
Il mercoledì ci aspetta la prima escursione, puntuali quelli del tour ci vengono a prendere alle 8 in hotel per portarci alla Romana a prendere un battello per l’isola di Catalyna. Sul pullman che ci porta alla Romana è bello affacciarsi dal finestrino per vedere com’è la vita reale in questi piccoli villaggi dominicani in cui si passa ( tra cui San Pedro de Macoris ) e le grandi piantagioni di canna da zucchero.
Arrivati al porto si parte con la tipica calma dei dominicani ed in circa 30 minuti ci ritroviamo a Catalyna, ci fermiamo prima nella parte più selvaggia dell’ isola per fare un po’ di snorkeling poi si va nella parte animata piena di gente …noi preferivamo l’altra ma ci godiamo comunque questa acqua cristallina e questa sabbia bianca.
Alle 18.30 siamo di ritorno in hotel con un’ abbronzatura rosso pomodoro!!!
Il giovedì’ sempre alla stessa ora partiamo per l’escursione a Saona, nel parco nazionale dell’ Est, un bel po’ più’ lontano, c’imbarchiamo a Bahiahybe su una lancia da 15 persone per dirigerci prima alla Pisina Natural ,non so descrivere il colore del mare, era una meraviglia, ci siamo subito tuffati a fare un bagno e dopo aver visto dalla lancia le stelle marine ora le possiamo tenere in mano, stando attenti a non tenerle fuori dall’ acqua e a non rigettarle in mare a testa in giù sennò muoiono.
Dopo questa tappa si parte per Saona, arrivati lì restiamo senza parole ….il mare da mille azzurri, la spiaggia…è un paradiso! Pranziamo li’ e poi ci scateniamo a ritmo della musica dominicana, verso il tardo pomeriggio torniamo indietro con il catamarano ed anche lì ci scateniamo a ritmi latini….Qui si balla ovunque!!!
Il venerdì ci godiamo il relax con gli altri ragazzi italiani a Playa Esmeralda…è assurdo in tutta la spiaggia siamo in 5!!! Voto al mare 10, voto alla spiaggia 10….Puro relax!!
Il sabato ritorniamo nella spiaggia dell’ hotel e per pranzo ci godiamo una buonissima ed enorme aragosta acquistata dai pescatori la mattina stessa alla modifica cifra di 20 euro…la cucina lo chef dell’ hotel…Veramente ottima! Poi al pomeriggio torniamo in capitale dal nostro amico passeremo la notte da lui e domani si parte per Samanà!! Andiamo a vedere il palazzo reale e ci facciamo un giro per Calle del Conde coni suoi magnifici quadri riempie di colori tutta la via; passeggiando per queste strade con questi colori negli occhi e la musica latina nelle orecchie che t’invita a muoverti a ritmo di baciata.
La domenica si parte presto per Samanà, la strada che facciamo è nuova sarebbe una sorta di autostrada, il paesaggio è spettacolare, chilometri di strada fiancheggiati da palme e nient’altro.
Arrivati vicino a Santa Barbara di Samanà il nostro amico conosce dei pescatori che per 80 euro in tre ci porteranno a vedere le balene e poi Cayo Levantado. C’imbarchiamo su un piccola barchetta (molto piccola e sinceramente mi fa anche un po’ paura pensare che saremo in mezzo all’ oceano con quella barchettina…è meglio non pensarci) blu e via andiamo a vedere le balene, prima fiancheggiamo tutta la costa e poi ci dirigiamo in mezzo all’ oceano, passati 10 minuti il ragazzino che è in barca con noi ad un certo punto si alza ed ecco la prima, l’abbiamo vista, solo la coda però; ci dicono che dev’essere la mamma ed infatti dopo un po’ vediamo anche il piccolo. E poi ci giriamo e vediamo uno spettacolo favoloso, la mamma che schizza fuori dall’ acqua e per salutarci sbatte la coda. Non avrei mai pensato di vedere uno spettacolo del genere, soprattutto a fine marzo perché dicono che le balene dopo il 15 marzo non ci sono più.
Dopo questo spettacolo ci dirigiamo con la barchetta verso Cayo Levantado, un’ isoletta con un mare cristallino in cui non c’è nulla a parte un’ hotel a 4 stelle…bella l’isola…peccato che ci sia troppa gente. Al tardo pomeriggio ripartiamo e ci dirigiamo verso Las Terrenas, qui dormiremo da Guyacan una piccola pensione nel centro del paesino. La sera ci facciamo un giretto nel paese e andiamo a mangiare qualcosa in un locale sulla spiaggia.
Il giorno dopo ci svegliamo presto purtroppo il tempo non è bello, non ci perdiamo d’animo e dopo aver fatto colazione andiamo a fare un po’ di shopping di souvenir a Las Terrenas, è bello girare per questi paesini dominicani, questi colmado tutti colorati che vendono frutta, gallerie di quadri a cielo aperto, peluquerie’ ( parucchieri), macellerie…di tutto e di più, solita routine quotidiana ma lì sembra tutto così diverso…forse grazie a tutti questi colori, alla musica che ti riempie di gioia e alla gente sempre allegra!! Al pomeriggio chiediamo a Franco il cubano proprietario della pensione, dove possiamo andare ci dice di prendere la guagua (tipico bus dominicano ) ed andare alla cascata del Limon lì ci aspetterà il suo amico Santi che ci farà fare un’ escursione col cavallo alla cascata. Quindi ci dirigiamo nella piazzetta del paese e prendiamo la guagua, arrivati al Ranch di Santi (http://www.cascadalimonsamana.com) ci fermiamo, lui ci saluta e ci fa pranzare con tipici piatti dominicani
( prezzo pranzo + cascata del Limon a cavallo 16 euro a persona circa).
Dopo il pranzo ci fa salire a cavallo e con due ragazzini dominicani come guida andiamo nei boschi per arrivare alla cascata del Limon, dopo circa un’ oretta di strada, passando da piccoli fiumiciattoli ed incontrando dei panorami da mozzare il fiato, arriviamo alla cascata scendiamo dal cavallo e facciamo l’ultimo tratto a piedi.
Quando sei li’ sotto lo spettacolo è favoloso, ancora meglio quando ti tuffi e t’immergi sotto la cascata…Puro relax!!! Restiamo li’ per un bel po’…siamo stati fortunati, ci ervamo noi ed altri 2 ragazzi. Prima di risalire a cavallo ci facciamo una partita a domino (il passatempo più in voga a santo Domingo) con le nostre 2 guide, 2 ragazzini dominicani troppo simpatici!
Quando arriviamo a Las Terrenas è uscito il sole e quindi ci buttiamo in spiaggia fino alle 8; poi per la cena scegliamo un ristorante carinissimo sul mare tutto fatto in stile caraibico, che ci ha consigliato Angela una signora italiana che vive lì; il ristorante è del figlio, un ragazzo giovane che vive li’ ormai da un bel po’….abbiamo mangiato da dio, un bel piatto con l’aragosta, ecco il nome del ristorante: Restaurante le tre Caravelle Avenida 27 de febrero Las Terrenas.
Il giorno dopo purtroppo ci tocca di nuovo la pioggia, allora ritorniamo in centro del paese per vedere se ritroviamo i signori francesi che organizzano dei tour con i quad (http://www.quad-lasterrenas.com), arrivati li’ prenotiamo subito e alle 9.30 partiamo con il nostro quad destinazione la route del caffè e del cioccolato, anche se il tempo non sembra essere dei migliori.
Saliamo sul nostro quad e guidati da due ragazzi del posto ci addentriamo nella foresta per prima di tutto visitare una piccola azienda che produceva caffè e cioccolato, ci hanno fatto vedere come li fanno e ce li hanno fatti assaggiare. Poi continuiamo sempre nella foresta ed andiamo a visitare una piccola azienda che produce cauciu’ ed un’ altra che produce sigari, per il pranzo ci fermiamo in un piccolo ranch nei dintorni. Proprio una bella esperienza, riesci a vedere come vive questa gente, come passavi con i quad i bimbi dei villagi uscivano fuori tutti sorridenti solo per farti un saluto, ci sono dei posti che veramente regalano delle emozioni uniche, sei in un altro mondo , sei nella natura selvaggia…ti senti veramente libero e a bocca aperta guardi quello che ti circonda!!!
Dopo aver pranzato ritorniamo a Las Terrenas stiamo un po’ in spiaggia e poi, entusiasti dall’ escursione andiamo a noleggiare un quad da Charro Rent Motors in Calle Durante, il quad per un giorno e mezzo circa 40 euro.
Ed eccoci che con il nostro quad giriamo in lungo a largo Las Terrenas, alla sera andiamo a cena in un tipico ristorante dominicano proprio in centro ” La cocinita Dominicana” due piatti con aragoste due birre dominicane per un totale di 20 euro circa.
Il giorno dopo ci alziamo presto, la giornata è bellissima, prendiamo il nostro quad e ci dirigiamo verso playa Coson dicono che sia un paradiso, ci hanno spiegato la strada, è un un po’ complicato arrivarci ma poi ce la facciamo, bisogna passare per la carretera nueva, una strada nuova di breccia rossa che ti porta a questa spiaggia. Arrivati in spiaggia è un paradiso, ci siamo solo noi.
Ci mettiamo di fronte al ristorante Luis che ci hanno tanto consigliato, si mangia pesce fresco pescato alla mattina. Ci rilassiamo lì tutto il giorno e per pranzo andiamo da Luis: piatto dominicano con riso , vari pesci ed aragosta, noleggio delle sdraio e bevande per tutto il giorno circa 35 euro….Saremmo rimasti lì….ma purtroppo al tramonto ci rimettiamo sul nostro quad e ritorniamo a Las Terrenas…Domani pomeriggio si parte verso la capitale.
Ultimo giorno a Las Terrenas, ci alziamo presto andiamo in spiaggia fino all’ ora di pranzo a prenderci gli ultimi raggi del sole dominicano e poi a pranzo alla cocinita domincana, alle 16 abbiamo la guagua per la capitale. Saliti sulla guagua
( i biglietti si posso comprare a bordo, i pulmini si prenodono nella piazzetta centrale del paese e fino alla capitale viene circa 4 euro a testa, orari: dalla capitale parte alle 8.30 e da Las terrenas parte alle 14.00) siamo gli unici turisti è tutta gente del posto che ci spiega di tutto e di più sulle cose che incontriamo per strada, un viaggio veramente puiacevole. Arrivati in capitale alla sera, ci fermiamo a San Isidro dove abita il nostro amico e ci mangiamo la pizza nella sua pizzeria.
La mattina dopo sveglia presto, purtroppo stasera si parte, andiamo al mercato Modelo bello da vedere ma prezzi non tanto convenienti, è un po’ roba da turisti, noi abbiamo preso tutti i souvenir e le tele colorate a Samanà pagandoli la metà.
Nonostante queste due favolose settimane, abbiamo capito che la Repubblica Dominicana ha tante altre bellezza da scoprire….Ci rivedremo presto!!!

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Ci sono 7 commenti su “Magica Santo Domingo

  1. Se c’e’ una cosa che odio sono gli Italiani (io sono italiano) che girando per il mondo diventano benefattori di fronte a una poverta’ che ,se guardano bene in casa propria (cioè nella propria nazione),LA TROVANO A BIZZEFFE.
    Io Santo Domingo lo conosco benissimo…sono 20 anni che ci vengo e spesso ho trovato Italiani ,qui residenti ,senza nemmeno 100 pesos dominicani in tasca.
    In 20 anni ho visto la trasformazione di questa Isola ,che ha saputo , tramite il turismo ed una forte scolarizzazione (qui si puo’ lavorare di giorno ed andare all’Universita’ di sera), crescere in maniera incredibile.
    E’ finito quel tempo di chi ha tanto e chi ha niente; circa 15 anni fa passando per Bani mi colpi’ un cartello che indicava una urbanizzazione per la CLASSE MEDIA…….dopo 15 anni questa classe fatta di professori, ingegneri, commercianti imprenditori nei vari settori dell’economia,impiegati statali o di imprese e’ una REALTA’ con compensi che permettono una vita dignitosa e a volte superiore ai ns livelli di vita.
    Mi sembrava doveroso fare questi distinguo
    Cordialita’

  2. Caro Fabryng…il tuo commento a questo mio diario è un po’ inutile, questo sito è una community di viaggiatori e noi tutti girando nei vari paesi del mondo siamo consapevoli di questi cambiamenti avvenuti. Io non fatto generalizzazioni…ho parlato di una nostra esperienza in un quartiere della capitale che non tutti magari conoscono…La tua pungente ironia è alquanto fastidiosa…Vivendo in Italia ti posso dire che questo gesto fatto qui non mi avrebbe dato le stesse emozioni…io ho de-scritto una mia esperienza, ho descritto le emozioni che ho provato stando a contatto con quei bimbi…sinceramente farmi prendere in giro così dandomi della “Befana e Babbo Natale” mi sem-bra irrispettoso!

    Tanti cari saluti da Babbo Natale e la Befana!!!

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