Vietnam e Cambogia : 32 giorni giringiro

Il diario è frutto di 32 giorni tra Vietnam e Cambodia durante i quali, tanti viaggi in Asia, io e Giovanna abbiamo visto…. vietnamiti approfittarsi dei turisti, un po’ meno di Venezia ma molto più di Roma, dal mercato all’autobus, e abbiamo visto italiani volare, emuli dei vietcong e di mondine al trapianto, con elmetti e cappelli a cono senza mai toglierli anche durante il sonno, ho visto e toccato con mano l’inutilità di certe note guide cartacee ripubblicate ogni anno senza aggiornamenti, abbiamo visto partire voli dall’Europa carichi di uomini di media età soli e ci siam chiesti: tutte ditte che hanno delocalizzato?, e abbiamo visto sempre questi uomini soli non più soli, in Thailandia , in Cambodia ed in Vietnam, abbiamo visto grandi catene di Hotel a cinque stelle nicchiare e favorire queste situazioni ma abbiamo visto piccoli gioielli di hotel lottare contro questa forma di turismo, abbiamo visto che si rischia più ad attraversare la strada a Milano che non ad Hanoi con migliaia di scooter senza regolamento stradale, e come in Cina abbiamo visto che il contromano in autostrada è consuetudine, abbiamo visto vietnamiti fare il bagno alle 5 di mattina per non abbronzarsi ed abbiamo visto vietnamiti chiedersi cosa facessero due occidentali alle 5 di mattina con loro a fare il bagno, e abbiamo visto tante cose… che vorremmo dirvi ma che solo vivendole si possono esprimere e che egoisticamente conserviamo in noi stessi, mentre rivolgiamo un invito a visitare questi paesi e non solo, ma anche l’Asia culla di grandi civiltà. Davide e Giovanna
Vietnam Cambogia 32 giorni fantastici
Piccole info:
1 $= 20.900 vnd = 4.900 riel(da non cambiare assolutamente!!)
1 €=29.800 vnd
19luglio
Ore 8.30 si scende per la metro! Cologno/Stazione Centrale 20’….all’uscita avvaloriamo la tesi che i fruitori del servizio metropolitano dovrebbero sottoporsi in toto ad un rito esorcistico….dei veri indemoniati! Dopo varie peripezie attraverso i tornelli della M2, dopo trent’anni di fatiche con i bagagli, troviamo il nastro. Sfruttiamo la promozione di treni Italia per malpensa ed anziché spendere 11 eurini a cranio ne paghiamo 7…..stesso servizio un gran bel risparmio.Ore 9.25 trenino 1^classe con temperatura da era glaciale. Giovanna é coperta come fosse in ritirata dal Don, da centomila gavette di ghiaccio. Ormai parla solo in stretto veneto e mi chiama “bocia”. Ma fa veramente freddo Ore 10.15 al check in sembra già di essere a Bangkok… Italiani 4 thailandesi 100; colazione da un incapace barista in aereoporto.
Ore 12 siamo al gate. Il volo é strapieno Ore17.20 in volo posti da urlo…peró bisogna far resettare ben due volte i pc altrimenti volo senza film! Gentilissimi fatto subito. Aperitivi e pranzo ( a BKK) sono le 22.20. Giovanna adesso dorme dopo aver tentato di farlo a piú riprese. Forse fra un’oretta ci proveró anch’io……infatti l’arrivo a BKK é stimato per le 06.00 lt , l’una da noi…ed anche stavolta ad allietare il volo un bambino piccolissimo che strilla
20luglio
Arrivati a BKK 20’di ritardo altra rottura di controllo….anche le scarpe ‘ste barboni! E non é finita il nostro gate per Hanoi é dall’altra parte dell’aeroporto …900mt di marcia forzata…ma alla fine ci s’imbarca. Entrambi cotti…sonno tanto sonno. Arriviamo ad Hanoi:il visto! Lasciamo lettera d’invito (che abbiamo richiesto due mesi prima al sinh cafè per ben 44 usd in due) e passaporto ad un gabbiotto e ci mettiamo dall’altra parte dove veniamo chiamati a ritirare il passaporto dopo circa un’ora ed aver pagato 25 usd ed una foto. Altro passaggio all’immigrazione altro timbro e siamo a ritirare i bagagli…Ci aspetta fuori il pickup prenotato per l’hotel Hanoi Elegance 2 nella città vecchia,85 Ma May St., Hoan Kiem Dist, http://www.hanoielegancehotel.com .
Bello pulito un bagno nuovissimo una cabina doccia splendida che si rivelerà indispensabile. 64 usd notte colazione compresa. Ci stendiamo sul letto morti. Dopo una giusta dormita ci cacciamo nel delirio di Hanoi…motorini da tutte le parti, contromano pazzeschi incroci da vedere….e soprattutto un vero atto di coraggio attraversare la strada. Mangiamo con poco piú di due dollari, acquistiamo frutta e generi vari con qualche difficoltà nell’uso della moneta. Una cosa ci balza agli occhi: sarà per il turismo, sarà che qualcosa di popolare è finito ‘stà il fatto che notiamo un desiderio di fregarti! Dopo vari giri del quartiere vecchio sfiniti rientriamo non prima di aver prenotato il tour ad Halong Bay sulla Luxury cruise 140 usd a cranio transfer compreso ben spesi! Ritorniamo in stanza da dove usciremo per cena. Due opzioni: il 69 ristorante citato dalla Lonely che dista solo 20mt dall’hotel oppure l’alternativa l’omologo vietnamita davanti (New Day) i cui prezzi sono un terzo. Due birre due diversi piatti di noodle 6 usd. Ora scende la stanchezza e si chiude baracca! Buonanotte!!
21luglio
Facciamo gli splendidi! Pedaló per un’ora che diventano 7 concordiamo 300.000 dong dai 4usd all’ora e questo ci porta ovunque. Al mausoleo di Ho Chi Min assaggiamo il comunismo: donne del controllo che urlano inferocite ordini ai turisti, peraltro solo in vietnamita quindi che cosa possiamo capire. Tutto cosí drammaticamente patetico che nella concitatezza perdo il mio paio di occhiali da sole originali Briko. Le kapò vietnamite ci portano velocemente attraverso un percorso obbligato in questo edificio di una bruttezza comunista dove ogni due metri sostano sull’attenti soldatini in una divisa più grande di loro che acuisce il patetico della situazione. Un turista viene redarguito solennemente(pensavo lo bastonassero)per il solo motivo di aver tenuto le mani non lungo i fianchi. Giovanna viene *****ata solo per avere gli occhiali da vista con le lenti fotocromatiche. Visita al palazzo presidenziale e poi via seguendo il percorso predisposto a ritirare gli zaini. Tempio della letteratura, con l’omino del risció petulante che continua ripeterci le stesse cose.
Bello il tempio, ma non eccezionale e soprattutto incasinato. Usciamo e via pedalando (lui) fino alla prigione detta Hilton Hanoi,un pezzo di storia. È ora della pappa:Vinh ci porta nel quartiere francese in un ristorante da strada vietnamita. Lo invitiamo a pranzo con e gli facciamo scegliere più piatti. Ci dice che non mangiava cosi da tempo. Visitiamo la cattedrale e facciamo shopping nel quartiere…e la stanchezza comincia a farsi sentire. Si ritorna all’hotel non prima di esserci fermati in una pasticceria (baguettes and chocolat che cita la Lonely non c’è più da tempo). Arrivati in hotel sto per pagare il prezzo concordato quando Vinh comincia a dire che il prezzo è sbagliato che vuole di più. Altra circostanza che acclara la propensione dei vietnamiti ad identificare il turista come un pollo da spennare (ingrato! dopo avergli offerto il pranzo,le paste e aver pedalato per forse 1 ora). Lo molliamo e saliamo in stanza. La giornata è finita? Ma nemmeno per idea, dopo cena a piedi andiamo a vedere l’Opera House e il Metropol e ci troviamo davanti alla gelateria più vecchia di Hanoi, dal 1958: caratteristica è quello di avere più banchi dedicati ad un solo gusto e li trovate già preparati ad un costo di 10.000 dong (30cts di euro) si rientra e si va a nanna. Domani abbiamo Halong Bay e facciamo scorta di bibite con sali (8.000dong 7up revive)
22luglio
Partenza per Halong Bay con pick up alle 8; dista 140 km e impieghiamo 4 ore e mezzo! I veicoli devono osservare una velocità massima di 50km/h sulle strade e spesso su quella che dovrebbe essere un’autostrada incrociamo veicoli contromano pedoni e venditrici di baguettes. I 140km li percorriamo in un susseguirsi di risaie e mondine al lavoro , sorpassi da ritiro patente e alcuni da incenerimento patente. Passiamo il tempo con gli occhi chiusi attendendo il momento fatale…che grazie al cielo non arriva!! Giungiamo ad Halong e ci imbarchiamo sulla Dragon Pearl III dove trascorreremo una notte. La cabina,la cucina e il personale sono all’altezza di quanto pagato. Siamo soddisfatti, sembra di stare in un mondo incantato, trascorriamo molto tempo con Larry un signore americano dello stato di Washington con cui scambiamo impressioni e informazioni. Cena molto speciale un drink coricarti sotto un cielo stellato e stelle cadenti ma arriva la stanchezza.Ok ora si va in cabina e….qui comincia il bello; Giovanna trova due scarafaggi giganti (l’entomologia studiata all’università mi permette di classificarli come due bei esemplari di Blatta orientalis, invece Giovanna come due creature aliene ma pare logico rispettare l’idiosincrasia e il ribrezzo personali). Notte trascorsa da cani tra ricerca dello scarafaggio sopravvissuto, A/C a palla e luci accese (sono lucifughi!!) e riusciamo a tirare mattina.
23luglio
Ore 7 colazione poi si va al villaggio dei pescatori, manfrina tipo fabbrica dei papiri della crociera sul Nilo. Si viene portati in barca dalle donnine vietnamite. Rientro veloce ad Halong dove alle 12,30 partiamo alla volta di Hanoi. Ancora sorpassi da paura e peli alle persone ed ai camion trasporto terra. Arrivati all’hotel ci viene data la suite….allo stesso prezzo della camera precedente. Dopo una cena al solito New Day davanti al più famoso 69, Si va a nanna.
24luglio
Teniamo la stanza fino alle 16 con un sovrapprezzo pari al 50% della tariffa. Urge dopo un lungo giro al mercato coperto e nel quartiere francese. Dopo la perdita dei miei occhiali da sole entro in un negozio e acquisto un paio di Okkley allo spropositato prezzo di 6 usd.Alle 17 ci viene a prendere il taxi con all’interno i pinguini. Aeroporto di Hanoi : una pippa di aeroporto, saltiamo tutta la fila in quanto ogni banco check in é a sensazione ( cioé mettetevi dove volete). Incontriamo ancora Larry che va ad HCMC; qui si comprende il tempo vietnamita; l’aereo parte dalle 20.35 in poi. Volo stracolmo atterriamo come in appontaggio su di una portaerei dopo un’ora. Ci aspetta il taxi che ci porterà all’hotel Gerbera, un quattro stelle con una stanza gigantesca ed un balcone river view. È tardi e solo il bar DMZ è aperto. Due piatti ed un topo che ballonzola tra noi e la sua tana. Scopriremo poi che è fenomeno comune ovunque.
25luglio
Colazione e poi alla lobby il concierge ci consiglia di visitare le tombe degli imperatori con un taxi: 3 ore 35 usd. Si va: l’ingresso ad ogni tomba costa 55.000 dong a testa. All’una siamo alla tomba di Cai Dinh con una temperatura da eruzione vulcanica. Ci vengono in aiuto le bibite con i sali. Alle 14 ritorniamo e ci buttiamo in piscina. Huè è una città calma quasi a misura d’uomo con una forte impronta francese. Dopo esserci ristorati ed aver fatto acquisti al Dong Ba market andiamo a cena, non prima di aver prenotato per l’indomani il tour alla DMZ: 16 usd a testa. A cena spendiamo i soliti 5-6 usd.
26luglio
Finalmente oggi vedremo la storia, il teatro di guerra così ampiamente narrato dalla cinematografia. Partenza alle 6: dopo un km mi accorgo di aver lasciato nella lobby la mia macchina fotografica. Sono disperato, ma l’autista ha compreso,inverte velocemente la marcia e ritorniamo all’hotel . La ritrovo dove l’ho lasciata! Si riparte! Il bus è anch’esso storico,lo fanno per farci calare subito nell’atmosfera. Arriviamo a Dong Ha nella provincia di Quan Tri Imbarchiamo la guida il cui inglese è incomprensibile, anche agli americani. Visitiamo Rock Pile , il ponte di confine e la base di Khe Sanh: siamo a pochi km dal confine con il Laos. Siamo sempre in salita in montagna ed il nostro pullman sale senza AC con le porte aperte. Ritorniamo a Dong Ha per il pranzo 5 usd e ripartiamo alla volta del Ben Hai bridge il punto della “no man land”. Ed ora il pezzo forte andiamo a Vin Moch a visitare i tunnel dove vissero per 6 anni 400 persone a 23 mt sotto terra. L’ambiente è un tantino claustrofobico, attagliato sulla morfologia del popolo vietnamita piccolo e molto magro. Ci si rimane all’interno per circa 25′ ma sono sufficienti a far dire che chiunque avrebbe preferito arrendersi piuttosto che sopravvivere lì sotto. Il tour volge al termine costeggiamo il mare da una strada panoramica e ritorniamo a Dong Ha dove la nostra guida scende e noi ripartiamo per Huè, che raggiungeremo per le 17.30 (3h per fare 78 km). Un tuffo in piscina e poi a cena. Emerge a chiosa della giornata la convinzione che il popolo vietnamita non ami parlare dell’ultimo conflitto anzi….. Cena: il ristorante scelto è Le Caramel, nella vietta quasi parallela al ns albergo (Pham Ngu Lao – Hue). Ottima cena ad un prezzo irrisorio 125.000 vnd.
27luglio
Prenotiamo il bus per Da Nang 3 usd a testa con partenza dalle 8.15 di domani. Come dalle? In effetti il pullman domani passerà alle 8.50….in Vietnam è normalità!Visitiamo la cittadella attorniati da venditori di tutto e di più e da noleggiatori di ciclò. Ingresso? 55.000 Dong prezzo standardizzato! Incredibile, immensa ma lasciata al suo destino. Si possono ancora vedere i segni della guerra del 68. La visitiamo tutta ma proprio tutta senza tralasciare alcun edificio. Dopo 4 ore all’interno vogliamo andare a visitare le pagode,ma qui inizia a sentirsi la fatica. Visitiamo un parco all’aperto dove sono conservati carri armati e cannoni americani ” conquistati dal glorioso popolo rivoluzionario il 26 marzo 1975 agli invasori americani”. Invasori un tempo alla stregua dei colonialisti francesi, ma oggi amati e riveriti per la loro moneta! Eh compagno Ho qualcosa da te predicato non ha funzionato. Market: tre succhi al vero mango ed uno alla canna da zucchero una spesona: 16.000 Dong pari a 75 cts di dollaro. Ritorniamo e solito tuffo in piscina. Acquistiamo le cartoline e il dubbio per il francobollo ci viene sanato da un prospetto fuori da un post office: 12.000 Dong per l’Europa per ogni postcard. A cena optiamo per un ristorante che si rivelerà una sóla detto alla romana, però il nome era tutto un programma: la Carambole. Tipico ristorante da evitare in quanto fa cucina vietnamita in modo occidentale solo per i francesi. A proposito abbiamo scoperto perchè non si vedono francesi nel mondo: sono così sciovinisti che visitano solo paesi francofoni essendo agnostici all’idioma di Albione. Siamo stanchi torniamo all’hotel ; domattina sveglia alle 6.30 per il bus.
28luglio
Paghiamo i 17 usd per il taxi all’arrivo ed aspettiamo il bus. Con estrema naturalezza questo arriva con mezz’ora di ritardo. Il bus è di quelli locali, saliamo e troviamo posti occupati da ragazzine che dormono su tutti i posti. E noi? Beh ci arrangiamo grazie ad un locale che ci offre il suo posto. Il viaggio è attraverso la Mandarin Road in un continuo saliscendi tra colline risaie e bufali al pascolo: un’immagine bucolica. A bordo molti giovani turisti squattrinati. Il viaggio prosegue tra scossoni e arrancate del bus sulle salite, tra un’ora dovremmo arrivare. Attraversiamo il tunnel di 6 km che ovvia il passo delle nuvole ed dopo una decina di minuti giungiamo a DaNang. Veniamo scaricati su uno stradone assolato che di più non potrebbe essere. Fermiamo un taxi il cui conducente non parla inglese e non sa dove si trova l’hotel. Dopo alcuni chiarimenti ci porta a destinazione. Mai scelta fu cosí infelice: il Danang Riverside si trova in una zona che stanno abbattendo per far posto ad un insediamento residenziale. Praticamente un deserto con camion e gente che vive al di sotto del limite di povertà. Nessuno alla lobby parla inglese, ci facciamo comprendere a gesti. Sconsiglio a chiunque venga a Danang di sceglier questo hotel ed un punto di demerito al sito booking.com che dovrebbe evidenziare come l’albergo sia indirizzato solo ai tour locali. Stiamo in stanza perchè fuori c’è un caldo impossibile e perchè il riverside bello si trova attraversando un ponte posto a più di due km da qui. Attendiamo che giunga il mattino per scappare ad Hoi An. Giá prenotato taxi per 350.000 Dong e stasera visto che non ci sono locali dove andare, biscottini come cena. Mi accorgo di aver perduto l’ennesimo paio di occhiali e sono due….alzheimer!
29luglio
Ce ne freghiamo del taxi di ieri ne prendiamo uno più comodo ed arriviamo all’Ancient House Riverside di Hoi An alle 9. Bellissimo, uno storico compound bianco di stanze gigantesche immerso in bouganville e frangipani. La stanza avrebbe check in alle 14 ma ce la danno subito. Un’accoglienza famigliare che ci fa ritemprare dell’esperienza di DaNang. Ci cambiamo e subito usciamo: le bici sono a disposizione a gratis ma Giovanna è titubante e preferisce sondare il territorio a piedi, si sa mai. Percorriamo quel km che dista dalla città vecchia in un lento cammino con qualche motorino che passa. Hoi An è bellissima e la vita trascorre lenta come il suo fiume. La gente locale dopo una sosta ti riconosce; spendiamo in media 5 usd a pranzo e poco più a cena. Torniamo dal nostro passeggio e ci tuffiamo in piscina, un occhio di acqua in un giardino tropicale con Wi-Fi ovunque. Doccia e shuttle delle 18 per centro con rientro alle 21.15 o alle 22.il centro sornione di giorno alla sera esprime tutto il proprio carattere giocoso e turistico. Nessun problema per cenare tutto ciò che desideri ad Hoi An lo trovi, persino pasticcerie di gran classe aperte sino alle 23. Giringiro e scopriamo che la posta lavora 7 giorni su 7 sino alle 21;adesso andiamo a nanna,.
30luglio
È il mio compleanno ma, come sempre per me, un dettaglio. Ci viene a prendere il bus per My Son con rientro in battello sul fiume; ben 8 usd a testa lunch compreso, anche se l’ingresso è a nostro carico (60.000 vnd a testa). Beh che dire, le bombe, l’incuria ed i saccheggi hanno fatto di questo sito un luogo di macerie desolante. Se devo proprio….non vale la pena se non per il paesaggio. Scopriamo che siamo propria nella coda del tifone Mui Fa e qui il tempo volge al brutto davvero. Rientriamo in hotel il tempo di prendere le bici per andare dalla sarta dove Giovanna si è fatta confezionare una camicia ed un vestito di seta;in un giorno c’è tutto fatto alla spesa di 38 usd!! Rientriamo tentiamo la piscina ma c’è il tifone e giù acqua. Wi-fi in stanza e trascorriamo due orette con Skype, fino al momento di uscire con lo shuttle dell’hotel. La cena del mio compleanno è frugale, un piatto di wonton e dopo al Cargo Cafè (ottima pasticceria dal sapore francese) una fettona di torta e un vietcoffee a testa (5 usd ma ben spesi). Il solito rientro per pioggia con la navetta delle 21.15.
31luglio
Si vedono gli ultimi effetti del tifone ma il giorno promette al meglio. Bici e partiamo per la spiaggia. L’hotel ha una spiaggia privata Zero seamile con parcheggio custodito per le bici teli mare lettini. Esperienza da fare pedalare in Vietnam. Dopo circa 4 ore rientriamo ci cambiamo e decidiamo di esplorare per l’ultima volta Hoi An. Al nostro rientro forzato (scampiamo come sempre un forte temporale), che ci permette senza rimpianti di preparare il bagaglio per il volo di domattina. Andiamo a fare tre giorni di mare a Nha Trang con qualche timore, essendo la cittá un analogo di Rimini. Timore che si rivelerà infondato. Cena sulla Le Loi ( tutte le città hanno una LeLoi!) ultimo vietcoffee e si rientra sempre sotto un temporale tropicale.
1agosto
Check out paghiamo 210 usd per 3 notti e per il pickup per l’aereoporto (18 usd). L’aereoporto di Da Nang ha un solo gate ed i voli sono chiamati a pennarello; tuttavia c’è ovunque il wi-fi gratis. Il volo è puntualissimo e veniamo imbarcati sul “frullino”, come viene chiamato l’ATR72. Dopo un volo tranquillissimo, tutti a bordo usano pc, cellulari e altri dispositivi elettronici atterriamo a Nha Trang con precisione svizzera. Ritiro bagagli velocissimo ( ricordatevi che per uscire da qualsiasi aereoporto in vietnam dovete restituire le contromarche dei bagagli che vi vencono date con la carta d’imbarco!) ed all’interno troviamo un servizio navetta che ci fa percorrere i 35 km che dista Cam Ranh dalla città con 60.000vnd a testa. Questo servizio conclude la corsa al vecchio aereoporto della città in centro sparato. Se ci si mette d’accordo con l’autista questo per pochi vnd vi porta direttamente all’hotel. La città sembra Rimini ma non lo è. È a misura d’uomo anche se fra pochi anni sarà un simulacro di Cancun. Il nostro albergo è uno dei più famosi della città, lo Yasaka Saigon Nha Trang hotel, che vanta 2 piscine , spa garden e una spiaggia privata con tutti i servizi. È nella media a conforto di chi legge recensioni negative in rete. Diciamo che avrebbe bisogna di un riammodernamento anche se le stanze sono olto grandi e i servizi eccellenti ed uno staff discreto. La nostra stanza gode della vista panoranica sul golfo; l’albergo si trova direttamente sul lungo mare. Unica nota dolente la popolazione parla bene il russo ma del’inglese abbiamo un non pervenuto. I prezzi per la cena sono un pò più alti che in altre città. Anche qui se non troviamo buddisti tutti gli altri sono scortesi e tentano di fregarti. Rientriamo dopo una cena a base di non so cosa in un ristorantino sulla strada il cui menù è scritto in vietnamita. (235.000 vnd per due noodles e due risi, circa 12 usd! Eccessivo soprattutto perchè fanno prezzi diversi per i locali e per i turisti, un pò come nell’Italia del dopoguerra). L’hotel è silenziosissimo buonanotte.
2agosto
Come ogni mattina ci alziamo verso le 6; non per far escursioni ma solo perchè la stanza si riempie di luce. Dalle 5 i locali sono in spiaggia. Giorno di sole in spiaggia e piscina. Cena in un ristorante che Giovanna ha magnificato sin da Huè. Ebbene dove varie peripezie sempre all’una di pomeriggio riusciamo a trovarlo e prenotarlo. È il tipico ristorante ad uso locale o degli espatriati dove mangeremo cucinando di proprio sul bbq on the table. Alle 8 arriviamo e cominciamo a sentire il locale bollente e pieno di fumo. È un capannone dove arrivano anche pulman locali. Ordiniamo calamari marinati e riso al vapore che cuciniamo sul bbq: risultato la marinatura per me è gradevole, invece per Giovanna diventa un vero calvario. Affronta con spirito sereno il proprio Golgota tuttavia quando inizia a virare di colore in volto inizia la resa. Usciamo e ritorniamoin hotel con Giovanna che accusa dolori di pancia.
3agosto
Andiamo in spiaggia con i locali: sono le 5.40 è una bella esperienza!l’acqua è calda e loro riempiono la spiaggia che tra un’ora ritornerà desolatamente vuoto ad appannaggio dei soli occidentali. Ritorniamo dopo un’oretta e facciamo colazione. Meta odierna Thap Ba hot spring una specie di terme dove faremo un percorso salute a partire dai bagni di fango. Meglio prendere un taxi che ne dicano i duri giramondo, perchè indicazioni stradali non ve ne sono ed il percorso è in mezzo a baracche. Ingresso per percorso collettivo 100.000 vnd a testa mentre per il privato 450.000vnd optiamo per il primo. Si entra si lasciano 20.000 vnd di cauzione per il lucchetto dell’armadietto e viene chiesto di depositare i propri averi ad una cassa che davanti a noi li sigilla e vi appone un tagliando; a noi dà la ricevuta per il ritiro. Si inizia in una piccola vasca dove viene immesso fango liquido pulito e veniamo presi in amicizia da una giovane coppia locale e vi rimaniamo 20′ successivamente si fa una doccia calda di acqua minerale e da lì ai getti di acqua che escono dalle pietre. Avanti fino al bagno nell’acqua calda e poi alle cascate di acqua termale. Si conclude con una “zacuzzi”?? E un bagno nella piscina. Concluso il percorso usciamo e ritorniamo in hotel taxi a/r 140.000 vnd praticamente questa esperienza ci è costata 17 usd pari a 12 €!!! Beh è ora di mare ma purtroppo è in agguato un attacco all’intestino di Giovanna. Dopo 3 ore comincia a stare meglio. Preferiamo eludere la cena e acquistare due cosine al grande magazzino di fianco all’hotel; baguette( scandalosamente buona!) due croissant pringles taroccate per me mentre per Giovanna biscotti secchi. Letture su Ipad e netbook collegati wi-fi e si va a nanna!Domattina si vola a Saigon.Ps: per fortuna che siamo partiti con tutte le vaccinazioni che intimamente consigliamo a tutti coloro che desiderano intraprendere viaggi multimeta in Asia. Noi ci siamo fatti epatite a/b, antitifica e anticolerica; le ultime due con un costo non indifferente di 134€ in due
4agosto
Sveglia come sempre oramai alle 5.30! Bagagli pronti colazione light e check out: per 3 giorni di un 4 stelle abbiamo pagato 264 usd, 184 €. Taxi per l’aereoporto (35 km) tariffa fissa scritta sul lunotto posteriore di 250.000vnd! Ci porta egregiamente all’aereoporto di CamRanh dove prendiamo un ennesimo volo della Vietnam Airlines per Ho Chi Minh City (Saigon) già prenotato in rete dall’Italia a Maggio per 84 usd. Questo è l’ultimo volo con questa compagnia perchè lasceremo tra 4 gg il Vietnam dal Mekong per la Cambogia. Sto scrivendo a bordo dell’A320 dove tutti usano cellulari e pc….incredibile. All’arrivo medesima manfrina per i bagagli consegnati velocemente ( bisogna riconsegnare le contromarche dei bagagli per uscire).all’uscita vediamo un bus di linea il 152 che prendiamo al volo con i bagagli: l’autista si fa capire e ci deposita al capolinea al district 1. Ora dov’è l’hotel? Taxiiii! Diamo l’indirizzo e lui ci guarda un pò cosí: infatti il Golden Central si trova a 200 mt da lì sulla centralissima Ly Thu Trong. Davvero piacevole tutti i comforts di un 4 stelle piscina al 16° piano compresa. Depositiamo il bagaglio ed usciamo immediatamente alla scoperta di Saigon. D’acchito ci risulta una cittá strana ed un tantinello brutta; mai giudizio fu così sbagliato. HCMC ieri Saigon, è gigantesca ed alla sera diventa uno sfavillio di luci. La zona da visitare è tutta a portata di schioppo dall’hotel. Rientriamo per riposarci e decidiamo di andare a cena al Huong-Lai, 38 Ly Tu Trong str, dist.1 un ristorante famoso perchè chi serve e cucina sono ragazzi salvati dalla strada. Sito http://www.huonglai-saigon.com . Non è proprio economico rispetto agli altri ma a Saigon la vita per il turista costa quattro volte più che al nord.(cena gradevole 500.000 vnd). Tentiamo un improponibile gelato….meglio rientrare, non prima di aver acquistato una batteria Sony originale ed il suo caricatore per 25 usd…a mediaworld 133 €!!
5Agosto
Decidiamo di andare al Sinh Cafè che scopriamo non esistere ma che in realtà è la Pacific Asian Travel per prenotare il tour sul Delta che come primo intendimento era di farlo in 3 gg ma che grazie ad un’illuminazione riduciamo a 1 e guadagnamo un giorno per Phnom Penh. Tutto ci costa 60 usd biglietti x il mekong express compresi. In realtà il biglietto costa 12 usd ma l’agenzia ce li fa pagare 15…va bè ci siamo abituati! Adesso ritorniamo perchè andiamo a vedere il museo della città di HCMC ed il museo della guerra. Quest’ultimo è da vedere per comprendere la guerra trascorsa. Trascorriamo così un pomeriggio. Piscina riposino e cena in un posto sulla strada, ma qui è tutto sulla strada!! Scopriamo che ci sono Mall da tutte le parti con griffe europee con prezzi da malavita! Ritorniamo non prima di aver accettato l’invito ad entrare in un bar nuovissimo ma che dalla strada non vediamo. Ci accompagna una ragazza con crestina di pizzo e grembiulino bianco. Qualche scala ed entriamo in un cafè restaurant degli anni 50 francese di una bellezza mozzafiato; il cafè si chiama Charner Cafè, al 98 Nguyen Huè Blvd, via che collega la piazza del Palazzo del Comitato del Popolo, al fiume Saigon, davanti al Tax Department Store .
6agosto
Oggi andiamo alla Pagoda dell’imperatore di Giada a piedi con la mappa facile a dirsi: si trova in 73 Mai Thi Luu; arriviamo nei paraggi ma nessuna indicazione e nessuno sa dove sia. Ci andiamo a sbattere per puro caso. Merita una visita. Pranzo sempre molto frugale; oggi facciamo un pò di piscina. Nisba! Sono tre gg che alle 4 pm con precisione svizzera piove violentemente. Va bè stasera ci prepariamo per l’indomani al Tour del Delta. E la cena, sempre sulla via dell’hotel ad un ristorante all’angolo e si mangia sulla strada. Una spesa ridicola mangiato di tutto solo 8 dollari.
7agosto

Pick up e si parte alle 7.45. Si scende e si viene caricati su un altro bus non prima che l’agenzia si sia persa i nostri posti. Giovanna carica come un bue cafro e questi mortificati trovano un bus, pessimo, dove imbarcarci. Viaggio tra fabbriche di conchiglie, miele, caramelle….ma del Mekong ancora nulla. Dopo due ore ci portano finalmente su di una barchetta in mezzo a dei canali, 5′. Subito altro shopping e poi a bordo di una big boat verso la Turquoise isl.marrone fango come peraltro tutto il mekong. Pranzo compreso tutto ghiacciato; nel frattempo arriva una tempesta tropicale con raffiche di vento come sciabolate. Ci si reimbarca con un tempo da far desistere qualsiasi marinaio, e ci vengono consegnati i giubbotti di salvataggio che cmq sono solo coreografia. I nostri compagni di cordata sono tutti cinesi di Singapò, maleducati, chiassosi, che se fregano degli orari, una manica di zozzoni . Ripartiamo da My Tho alle 15.45 ed arriviamo a Saigon alle 17.25. Adesso subito a vedere il posto dove parte domani il bus pep Phnom Penh: 275F, Pham Ngu Lao, Dist.1. Dopo qualche errore di info fornitaci troviamo la Mekong Express: domani faremo 6 ore a bordo del loro bus alla volta di Phnom Penh, 240 km. Cena ancora al Huong-Lai e poi un drink serale sulla terrazza del Rex Hotel Saigon, 141 Nguyen Hue Boulevard, District 1 da dove scrittori e giornalisti come la Fallaci commentavano l’evolversi della guerra. Si é pagato pure quello: due drink l’analogo di 19 euro….
8agosto
Paghiamo le 4 notti 412 usd ma Giovanna riesce a pagare una parte con i vnd rimasti, quindi 362 dalla mia Postepay. Taxi e raggiungiamo la fermata del bus. In carrozza! Posti larghi, breakfast a bordo acqua, wc a bordo. Il bus non è pieno e ci sono altri due italiani di Roma,che vediamo non gradire un eventuale colloquio. E chissene frega! Hanno già di che crucciarsi d’esser romani….che aggiungere altro da buon Lombardo mi par superfluo. Compiliamo il fill form per il visto e lo consegnamo all’agente della Mekong Express con 25 usd a testa, insieme al passaporto. Le formalità verranno cosí sbrigate da loro. Ok velocissimi al contrario di quelli che dall’Italia si erano fatti fare l’e-visa, i due romani, che li fermano per un ulteriore check. Risultato, non fate il visto per la Cambodia dall’Italia, meglio far vedere i soldini. Arriviamo dopo soste per mangiare con due ore di ritardo a Phnom Penh, in un luogo dantesco, in mezzo ad un mercato con tutti venditori che ti toccano e driver di tuk tuk che si offrono. Facciamo subito il biglietto per Siem Reap 11 usd a testa con pick up della Mekong dall’hotel il giorno della partenza. Ritroviamo il nostro tuk tuk che ci porta ad una banca (non fate l’errore di cambiare moneta, qui si paga tutto in usd ed i prezzi sono in usd, e la conversione in Riel risulta sfavorevole!). Arriviamo al nostro primo hotel, infatti avendo anticipato l’arrivo,purtroppo il nostro hotel risulta full e quindi su loro consiglio ci portano al The 240, 83, Street 240, Phnom Penh dello stesso proprietario, un giovane manager francese, ubicato a 150 mt dal the Pavillion. Nuovo stanza grande con anche una piccola piscina privata. Non c’è l’ascensore. Usciamo ma sono giá le cinque e la città ci sembra un dedalo di vie. La cena andiamo al famoso Frizz, 67 Street 240, Phnom Penh. http://www.frizz-restaurant.com Praticamente 50mt dall’hotel, si mangia bene soprattutto l’Amok che è il piatto nazionale. Ritorniamo e andiamo a nanna.
9agosto
Tutto ció che la Lonely riporta è inattendibile, incompleto e obsoleto. È inutile acquistare guide ristampate dalla versione del 2006…. Ristoranti, orari costi tutti sbagliati. Al Palazzo Imperiale si entra anche in pantaloncini, si paga solo il biglietto d’ingresso mentre la fotocamera è gratis (lonely dice 2 usd a camera). Il Palazzo si gira in un’ora la parte visitabile perchè per lo più è zona vietata. La Silver Pagoda è a sinistra del palazzo. Ingresso 5 usd, e le donne devono avere solo le gambe coperte. A destra del palazzo c’è il museo nazionale, 3 usd, interessante solo come edificio. Ritorniamo al 240 per fare check out e trasferirci al Pavillion…..il trasferimento viene offerto dall’hotel. Questo edificio venne fatto costruire dalla madre dell’imperatore e ne conserva tutta la bellezza. Ci viene datala stanza con il balcone centrale da cui dominiamo la piscina adagiata tra frangipani e bouganville. Tutto l’arredamento è in stile. Una grande scelta: lo staff è eccellente; vogliamo andare a cena al Khmer Kitchen e subito ci fissano il loro tuk tuk che parla inglese che ci porta al Khmer Surin No. 9 Street 57, Phnom Penh, Cambogia, un posto eccezionale per soli 2 usd. Una cena spettacolare chiusa da un dessert che vogliamo provare: banana e tapioca cotti in zuppa di latte di cocco. Un cena che ci riserva anche lo sconto del 15% in tutto 25 usd. All’uscita ritroviamo mr Giao che ci è venuto a prendere; e ora via sul riverside tra locali e bakery. Finalmente un gelato vero! Rientriamo a nanna: domani Mekong Express per Siem Reap. Il pick up ci viene fornito dalla società, ma abbiamo fatto chiamare dall’hotel. Notte!!
10agosto
Check out 80 usd con poste pay. Alle 7.45 con perfetta precisione passa il pick up. Attendiamo due di Singapore che si erano appena alzati ed erano a colazione. Si parte anche senza che i due l’abbiano fatta. Non è la prima occasione in cui ci troviamo ad attendere i singaporegni; dev’essere un loro modo di comportarsi. Si parte alle 8.30 am alla volta di Siem Reap, 340 km da percorrersi in 6-7 ore tempo cambogiano. Iniziamo a conoscere la vera Cambodia, la povertá che impera e le condizioni di mancato igiene in cui vive la popolazione. Attraversiamo terre tra bracci di fiume esondato, e il nostro bus corre su una stretta striscia di asfalto, e non sempre. La strada infatti a causa delle alluvioni è malconcia quindi proseguiamo a passo lento. A mezzogiorno ci si ferma per 30′ dopodichè riprendiamo il viaggio. Il servizio a bordo è impeccabile, assistente di viaggio, assistente tecnico e driver. L’assistente di bordo ci offre un servizio aggiuntivo per 2 usd; il transfer all’hotel. Preso. Adesso piove forte e comprendiamo la presenza di tanti acquitrini e laghetti. Bufali sonnecchiano in acqua al nostro transitare. Mancano 100 km alla meta. Il nostro driver è mister Rain Sambo, [email]Samboren2007@yahoo.com[/email], che si offre per farci da driver anche per i prossimi giorni…vedremo! Ci porta all’hotel, lo Steung, St. 9, Khum Svaydangkum, Siem Reap Angkor, Cambodia che si rivela essere una scelta eccellente. Siamo nel centro della città vicinissimi a tutto,anche ad un mall che si trova a 50 mt e la stanza che ci viene data ha due balconi e tre finestre, si affaccia sulla piazza, ed è uno degli alberghi storici coloniali di Siem Reap. I costi per cenare sono ridicoli, la concorrenza smisurata, free wi-fi anche in strada ( Italia adeguati!!). Un margarita frozen costa 1,5 $, mezzo kg di gamberoni bbq 10, ma sono un piatto gigante. Tutto ruota attorno a pub street che se non sapessi che sono in Cambodia potrei dire di trovarmi in Viale Ceccarini, Riccione. Prima di uscire abbiamo mandato una mail a Mr Sambo per confermargli la nostra scelta. Forse pubblicherò la risposta che ci ha inviati, oserei dire deamicisiana. In questo lungo viaggio attraverso l’Indocina abbiamo scoperto un amico indispensabile che ci ha permesso ovunque di colloquiare con il mondo intero: il nostro mitico unico IPAD. Da non credere, il salvaschermo che avevo acquistato per 19€ a casa e che con moltissimi sforzi avevo montato con risultato mediocre, qui l’ho acquistato a 10$ ed in più me l’hanno montato con una perizia certosina; non ho più bolle e peli superflui.
11agosto
È il giorno di Angkor wat. Sambo ci aspetta davanti all’hotel e per 12 usd ci porterà a fare il piccolo tour del sito: 12 templi, belli ma agli ultimi sei stremato; tuttavia i più importanti li vedi all’inizio del giro. Sul tuk tuk troviamo pure il frigorifero già carico di un enorme pezzo di ghiaccio e di bottiglie di acqua giá compreso nel prezzo, ma che noi comunque pagheremo perchè cosí ci sembra giusto.Prima facciamo il check in al sito. Come sempre la Lonely risulta assolutamente inutile e così le sue informazioni:non occorre alcuna foto, visto che te la fanno elettronicamente in cassa dopo aver scelto quale biglietto fare e per quali date (1gg 20$, 3gg 40$, 6 gg 60$). Dopo la scelta, si viene quasi immediatamente chiamati per ricevere il ticket con in bella mostra stampata la foto. Dopo di che, si acquista il porta ticket a prova di pioggia e sudore con chiusura ermetica e cordino per portarlo al collo (al banchetto a destra delle casse 2 per 1$)… vedremo successivamente quanto possa essere indispensabile averlo acquistato. In vettura…anzi ora in tuk tuk e si parte. Foratura del ticket e via per una strada panoramica ampia tra la foresta con una presenza spiccata di polizia e sicurezza. Arriviamo così ad un lago che riconosciamo essere il fossato di Angkor Wat….un’emozione vederlo apparire strada facendo ed ora è arrivato il grande momento. Non spiegherò emozioni ulteriori perchè ognuno di noi ha le proprie, personali e come tali vanno rispettate. Visitiamo in successione Bayon, il complesso accanto alla balconata degli elefanti, il Victoria Gate, Angkor Thom il TaKeo, Ta Prhom e altri templi minori ma sempre di grande interesse storico. Dopo 10 ore di sudore, di massi enormi da scalare, di vere imprese su scale ripidissime, rientriamo. A domani Sambo, il tour sarà quello grande e per soli 13$. Doccia e fuori il diluvio come ogni giorno alle 5pm, durata circa un’ora. Cena all’Old Market per la cifra di 6$ (qui si paga solo in usd) un gelato al Blue Pumpkin e poi a nanna.
12agosto
Come ogni mattina ci svegliamo senza imposizioni poco dopo le 5…e son vacanze. Colazione pantagruelica e Sambo è già fuori che ci attende. Oggi faremo 28 km e vedremo templi grandissimi, immersi nella giungla, con atmosfere da provare. I templi sono solo 8 ma….ripidissimi e giganteschi! Preah khan, Ta Som, Banteay Prey, Pre Rup ed East Mebon quelli più grandi. Rientriamo dopo 9 ore. Domani faremo 120 km in tuk tuk, it’s an experience come direbbe Preshath una occasionale compagna di viaggio australiana incontrata con Bruce, suo marito, ad Hanoi. Il costo domani lievita! Ben 20$…..una sciocchezza per chi è abituato a pagare il taxi 50 € per 20′ di tragitto. Doccia, temporale cena e rincontriamo due viaggiatori di Bolzano, Ingrid e Roberto che avevamo precedentemente conosciuto ad Angkor Wat. Ceniamo vegetariano chiudiamo la serata con un margarita al solito prezzo di 1,5$.
13agosto
Sambo ci porta a 60 km da Siem Reap a visitare un bellissimo tempio, tuttavia durante il tragitto ci coglie un temporale tropicale. È il momento del poncho impermeabile….e inizia la visita. Bellissimo sito e si riparte per la montagna!!?? È proprio montagna: dobbiamo fare 1,5 km di arrampicata in un sentiero veramente poco segnato il tutto nella foresta con una temperatura da eruzione vulcanica ed un’umidità da bagno turco. Dopo tanta fatica ció che ci viene proposto ci fa dire che forse era meglio evitare questa prova di resistenza..ma ormai è fatta. Quando scendiamo ci cambiamo subito la t-shirt con una preventivamente lasciata nello zaino. Ripartiamo alla volta dell’ultimo tempio ……adesso abbiamo proprio esaurito tutti i nostri giorni in Cambodia. Domattina volo per Bangkok. Lasciamo con tristezza un paese che ci ha regalato emozioni intense e che ci ha restituito una lentezza quotidiana che oggi non siamo più in grado di assaporare. Via veloci in piscina e questa sera vogliamo provare il miglior amok di Siem Reap: all’Amok restaurant,The passage Old Market. Ed è proprio vero una cena di gran piacere con una spesa di 25 usd. Ultimo ice cream al Blu Pumpkin e domani… Lasciamo la Cambodia con un arrivederci, a presto…perchè torneremo sicuramente.
14agosto
Volo Bangkok Airways per Bkk, partenza in orario con un ATR e arrivo con 40′ di anticipo. Sbrigate le solite formalità, ormai sono anni che concludiamo i nostri tour asiatici a Bkk, e conosciamo bene tutte le procedure. Ritiro dei bagagli e via a prendere il nuovo servizio di express train che collega l’aereoporto con il centro della città, al costo di 90 bath a testa. Al capolinea un taxi che ci porta al Royal Orchid Sheraton sul riverside. Purtroppo dopo aver fatto giochi turchi per prenotarlo visto la precedente positiva esperienza, questa volta lo Sheraton non è più all’altezza della propria nomea. Non trovano la stanza, ci fanno attendere perchè quelle che sono libere non sono preparate, il servizio ai piani è carente in tutto, infatti è lasciato all’opera di una sola persona e poverella….come può fare? Il check out è alle 12 ma vediamo lasciare stanze anche alle 14.30 da ospiti asiatici, mentre a noi chiederanno 3.000 bath per tenerla prima di andare in aereoporto, offerta a cui risponderemo con fiero diniego. La stanza la ottengo alzando la voce e definendo questo baraccone una guest house! Tuttavia la prossima tornata a Bkk sceglierò un altro albergo. Noto con disappunto che lo Sheraton permette agli ospiti di invitare nella propria stanza anche compagnia per la serata….a Bkk c’è solo l’imbarazzo della scelta.
15,16,17,1819agosto
Che dire? Andiamo a zonzo per zone mai visitate. Acquistiamo qualche imitazione e Giovanna un vestito sartoriale in seta provato misurato e confezionato, a Siam Square. Poi per il resto la solita confusionaria caotica Bangkok, le ragazze dei ping pong bar a pat pong, i molti europei e moltissimi italiani che vanno in cerca di emozioni, a Pat Pong, il rumore del traffico della Silom e il dolce cullare delle acque del Chao Prahya, le griffe ed i bagliori marmo e led dei grandi Centri commerciali.
19 agosto
Ultimo giorno di vacanza lasciamo la stanza proprio all’ultimo istante e trascorriamo il restante tempo in piscina dello Sheraton, che, grazie alla palestra, ci fornisce teli e doccia. Piove ancora e lo farà fino al decollo. Prendiamo un taxi che ci porta a Phaya Thai dove c’è il capolinea dell’express rail per l’ aereoporto, in 18’senza stop. Eccoci al Suvarnhabumi …e qui è ormai viaggio di ritorno.
Conclusioni

Mancano 27′ time to destination e chiudo qui il mio diario. Ringrazio Giovanna per aver tollerato e sopportato questo iroso, brontolone, rissoso compagno di viaggio, la ringrazio soprattutto per aver scelto di voler condividere con me la vita. Per ultimi ringrazio quei tre lettori che hanno avuto la pazienza e la bontà di leggermi. A disposizione per qualche info nelle mie possibilità:

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Ci sono 13 commenti su “Vietnam e Cambogia : 32 giorni giringiro

  1. Ti dico con sincerità che quando ho aperto la pagina del tuo diario, ho pensato: no è troppo lungo non ce la faccio!!! poi ho iniziato a leggere, ed il tuo stile simpatico che scorre con ironia, mi ha fatto arrivare alla fine!complimenti davvero simpatico!Anche noi in Cambogia da Bangkok, ma via terra, è stata un’esperienza esaltante e indimenticabile!

  2. Ottimo lavoro, davvero.Intanto complimenti per la destinazione e per questa bellissima testimonianza.Ho letto con piacere parola per parola e, in alcuni passi, mi sembrava di essere li’.Fantastico.Notato anche la predilizione per l’ice cream…..

  3. 1) con me siamo a “10” di lettori che hanno apprezzato il tuo diario2) se volevi i francesi, bastava che facessi un salto in thailandia…erano tutti li’…con prole al seguito!3) mi stupisco molto leggendo delle tante volte in cui vi siete sentiti fregati, di persone scortesi, di prezzi gonfiati….giuro che in thai ( che è anche piu turistica del Vietnam) la gentilezza e la correttezza è stata ovunque presente…ovunque!!

  4. rispondo doverosamente ad Ely :ho abitato 5 anni in Thailandia e conosco perfettamente il carattere thailandese anche se ultimamente causa diversificazioni politiche il carattere si sta sgretolando, forsanche dovuto al fatto che l’occidentalizzazione ha ormai assuefatto anche l’oriente. Per i francesi…forse non mi sono espresso bene…ma non li ho rimpianti visto che erano ovunque soprattutto in Cambodie e in Vietnam paesi di passato colonialismo transalpino.

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