Zanzibar nel cuore!

Partiamo da Milano un freddo e piovoso 22 febbraio, il nostro volo Alitalia parte in perfetto orario alle 22.51, non mi è mai piaciuto viaggiare di notte perchè trovo impossibile dormire sull’aereo ma devo dire che questo volo è stato molto più piacevole e rilassato di molti altri.

Poco prima dell’atterraggio il capitano ci segnala che stiamo sorvolando il Kilimangiaro… che spettacolo!

Atterriamo alle 8 in punto e dopo aver sbrigato le formalità e ritirato le valigie usciamo dal minuscolo aeroporto e veniamo investiti dall’afa e dai mille profumi di Zanzibar.

Sul pullmino che ci deve portare al nosro resort ci sono molte persone, soprattutto coppie, ma tutti scendono prima di noi.. siamo gli unici ad alloggiare al meraviglioso Sultan Sands Island Resort.

1° giorno: alla reception ci accolgono con un cocktail fresco e delle salviette umide per rinfrescarci dopo il viaggio. veniamo subito condotti al nostro spazioso bungalow; infiliamo il costume e le infradito e ci fiondiamo in spiaggia.

La spiaggia di Kiwengwa è bellissima lunga e bianchissima, il mare ha mille tonalità di verde, vi transitano oltre ai turisti anche i locali, e per me questo non è un difetto anzi, si possono vedere gruppetti di bimbi che camminano a piedi nudi per andare a scuola… uomini che vanno sulla spiaggia in bicicletta e addirittura in motocicletta e le donne che coltivano una particolare alga proprio nel tratto di mare antistante il resort.

Facciamo subito amicizia coi beach boys e compriamo le prime escursioni. Il Sultan è un resort bellissimo con poche camere poco personale per nulla invadente e una cucina da leccarsi i baffi, veramente consigliato.

2° giorno: restiamo ancora nei pressi del resort ma esploriamo un lungo tratto di spiaggia a nord dove non ci sono altri villaggi turistici ma sulla spiaggia si incontrano le abitazioni dei pescatori e delle loro famiglie; guardiamo alcuni di loro mentre lavorano sulle proprie barche mentre i bambini giocano sulla spiaggia.

nel pomeriggio con maschera e pinne facciamo un po di snorkeling fino alla barriera corallina (abbastanza lontana dalla riva) molto popolata, soprattutto da stelle marine coloratissime e ricci, ma anche molto rovinata dalla poca attenzione degli abitanti del luogo.

3° giorno: escurione con il nostro beach boys Marcellino fino all’isola che non ce e alla laguna delle mangrovie.

l’isola che non cè è un banco di sabbia sperduto in mezzo all’oceano,vicino all’isola di Pemba, che con l’alta marea scompare e con la bassa affiora e ci si può sostare per qualche ora. il mare che lo circonda è come un sogno.

dopo pranzo ci rechiamo alla laguna delle mangrovie, una piccola laguna semicircolare dove si incontrano le mangrovie; qui è possibile fare una nuotatina circondati da pesciolini colorati e da molti volatili che cacciano.

Dalla laguna delle mangrovie a piedi si arriva al grande baobab… Un baobab gigante, si dice che abbia 500 anni!

Tornando verso il resort abbiamo visitato la capitale Stone town, una cittadina molto affascinante.

Escursione veramente consigliata e soprattutto consiglio di farla coi beach boys, persone affidabilissime e oneste: con loro l’abbiamo pagata 40$ a testa il villaggio ce ne chiedeva 80!!

4° e 5° giorno: ci siamo concessi molto relax passeggiando e facendo snorkeling sulla spiaggia di kiwengwa che risente molto dell’influsso delle maree e quindi è molto particolare osservarla nelle varie fasi della giornata ed è molto interessante fare delle lunghe passeggiate con la bassa marea quando si formano delle piscine naturali dove restano bloccate la più svariate forme di vita marine !

6° giorno: escursione a nord dell’isola (sempre coi beach boys), precisamente a visitare il villaggio di pescatori e il centro di accoglienza delle tartarughe a Nungwi e poi ad ammirare il tramonto a Kendwa. Bellissima escursione ma forse altre sarebbero state più “interessanti”.

7° giorno: Purtroppo questo è il nostro ultimo giorno a zanzibar… ci godiamo la spiaggia il sole e il mare… Salutiamo gli ultimi ultimi istanti di vacanza mentre osserviamo le donne che coltivano le alghe proprio davanti alla nostra spiaggia e con la compagnia dei nostri amici beach boys !

La mattina dopo mentre ci avviciniamo al piccolo aeroporto  si già sente il mal d’Africa affiorare lentamente; ma si sa… ogni ritorno equivale ad una nuova partenza!

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