Amsterdam, canali, casette colorate e mulini a vento

A fine anno cerchiamo sempre una città da visitare tra Natale e Capodanno, ogni anno la prima scelta è verso la Spagna o verso un posto climaticamente meno rischioso ma per il secondo anno consecutivo, un’offerta (quest’anno di Alitalia, che ci ha dato il volo della bambina praticamente gratis) ci ha portato verso il Nord Europa. Quindi il pomeriggio di Natale ci siamo diretti attraverso un’autostrada deserta verso l’aeroporto di Linate per partire per Amsterdam.

Gli hotel in centro sono carissimi, a meno di andare in posti che non ci sembravano molto raccomandabili soprattutto considerando che viaggiamo con la bambina, quindi abbiamo deciso di cercare un compromesso per la sistemazione pernottando non in centro ma vicino ai mezzi che possano portarci rapidamente verso i luoghi delle attrazioni turistiche. La scelta è quindi caduta sul Novotel Amsterdam City, nei pressi del Centro congressi RAI. L’hotel è molto bello e funzionale. Pulizia ottima sia in camera che negli spazi comuni. La colazione ottima e abbondante, ma piuttosto cara. Se si prenota con la formula City Break (come abbiamo fatto noi) la colazione è compresa ma la tariffa non è rimborsabile. Con una tariffa rimborsabile se volete la colazione costa 22.50 euro a testa. Camera doppia con divano letto per la bambina rende lo spazio disponibile molto poco. Wi-fi gratis in tutta la struttura, a disposizione anche pc e stampante per sessioni di mezz’ora. Un po’ distante dal centro, venti minuti di tram, anche di più nelle ore di punta. La fermata del tram è comunque vicina. Molto comodo da e per l’aeroporto vista la vicinanza con la stazione RAI dove passa il treno che in 15 minuti porta a Schiphol, l’aeroporto di Amsterdam.

In aeroporto acquistiamo subito all’ufficio turistico la “I Amsterdam card” da 48 ore che ci permetterà di avere i trasporti locali e l’ingresso in tante attrazioni per i successivi due giorni. Arriviamo la sera ma non resistiamo a fare un primo giro veloce in centro quindi prendiamo subito il tram per andare in piazza Dam, il fulcro della città, da lì ci lasciamo trasportare a caso dal movimento della tanta gente presente in piazza e arriviamo a passeggiare lungo uno dei tanti canali di Amsterdam, per poter proseguire verso l’altra grande piazza, Leidseplein, che in questi giorni di festa ospita una grande pista di pattinaggio su ghiaccio tutta attorniata dalle classiche bancarelle natalizie. Siamo orami stanchi e torniamo verso l’hotel dopo aver assaporato i primi momenti di Amsterdam.

La mattina, dopo aver fatto una super abbondante colazione in hotel, andiamo presto verso la casa – museo che ha ospitato per due anni il nascondiglio segreto di Anna Frank fino a quando i nazisti scoprirono il nascondiglio. Arriviamo volutamente presto per evitare le code e infatti entriamo subito nella casa che raccoglie numerosi reperti autentici del periodo del nascondiglio di Anna, di sua sorella e di altre sei persone e non si può non restare toccati e arrivare a commuoversi vedendo le testimonianze (anche con foto e filmati) della tragica storia di Anna e della sua famiglia.

Casa di Anna Frank

Il tempo è variabile, qualche goccia di pioggia che cadeva quando siamo usciti dall’hotel ora lascia il posto a qualche apertura del cielo così decidiamo di andare a visitare lo zoo cittadino, l’Artis Zoo. E’ il più grande complesso zoologico dell’Olanda e uno dei più grandi di Europa, situato proprio nel cuore della città. Ci sono tantissimi animali, anche esotici e comprende un acquario, un rettilario e diversi spazi per spiegazioni e attività didattiche, la visita è consigliata soprattutto ai bambini, ma la passeggiata tra le viuzze dello zoo è comunque piacevole per tutti.

Il nostro programma segue il meteo e, visto che non piove, decidiamo di utilizzare la gita in barca attraverso i canali di Amsterdam compresa nella Card, si può scegliere tra due società di navigazione, noi facciamo la gita con l’Holland International Canal Cruise che è proprio di fronte la Stazione Centrale. In un’ora di percorso attraverso il fiume Amstel e poi i vari canali cittadini, si passa nelle varie zone della città. Colpiscono soprattutto le tante biciclette parcheggiate ovunque, anche in un incredibile parcheggio a tre piani solo per biciclette, le classiche casette dalla forma strana lungo i canali e le tantissime Houseboat, vere e proprie case galleggianti situate lungo i canali. Pensavo fossero una sorte di attrazione da affittare a turisti in cerca di sistemazioni originali ma invece la maggior parte sono abitate da persone autoctone evidentemente molto abituate all’umidità. Torniamo un po’ a riposarci in hotel e poi ripartiamo verso il centro per cercare un posto dove mangiare. Nella zona centrale è piano di ristoranti argentini, italiani, asiatici, oltre ai classici fast food insomma c’è solo l’imbarazzo della scelta anche se i prezzi sono mediamente più cari che in Italia. Dopo cena girovaghiamo ancora a piedi per le viuzze che partono da piazza Dam e poi finiamo nel Red Light District. Ero molto indeciso se attraversare o meno questo quartiere per la presenza della bambina, ma vedo subito che le famiglie anche con bambini al seguito sono molte, tantissimi in generale i turisti, facciamo solo le due vie che accostano il canale e non ci addentriamo nelle viuzze laterali, ma la sensazione è quella di un posto creato artificialmente ad uso dei turisti. Poi torniamo verso piazza Dam, prendiamo una cioccolata calda in uno dei tanti banchetti natalizi e torniamo verso l’hotel.

Canali di Amsterdam

 

Houseboat

Il secondo giorno pieno lo voglio dedicare alla visita di Zaanse Schans, un piccolo villaggio ad una quarantina di chilometri da Amsterdam, con la peculiarità, unica nel suo genere, di ospitare ben 6 mulini a vento ancora funzionanti, in passato nella zona ne esistevano più di 100. Per arrivare si prende il bus numero 391 dalla stazione centrale (ne parte uno ogni mezz’ora) e ci vogliono circa 40 minuti. Purtroppo oggi invece il tempo è inclemente, piove a tratti anche forte ma soprattutto c’è un fortissimo vento fastidioso che distrugge subito i nostri ombrellini, meno male che abbiamo i cappucci nelle giacche a vento. Andiamo subito nel museo dedicato ai mulini a vento e alla vita nel villaggio nei secoli scorsi anche per sperare che il tempo migliori almeno un pochino. Appena smette un attimo di piovere iniziamo ad incamminarci verso i Mulini aperti al pubblico che sono tre nella stagione invernale. Effettivamente sembra di entrare in un mondo fatato, con le casette basse che in realtà sono negozietti di souvenir con accanto appunto i grandi Mulini a vento con le pale che ruotavano velocemente anche per il forte vento della giornata. Peccato per il tempo ma è una visita da consigliare a tutti coloro che vengono ad Amsterdam in vacanza.

Mulini a vento Zaanse Schanse

Piove sempre a tratti quindi il resto della giornata lo vogliamo dedicare alla visita dei musei al coperto. Purtroppo sono in molti ad avere la stessa idea e quindi per l’ingresso al Museo Van Gogh, nonostante la fila preferenziale grazie alla Amsterdam Card, la coda è molto lunga, oltre un’ora di attesa, in buona parte sotto la pioggia. Finalmente riusciamo ad entrare e dopo esserci seduti e asciugati in qualche modo all’area relax del grande museo iniziamo la visita del museo che ospita la maggior parte delle opere del grande pittore olandese. In diversi spazi espositivi si possono anche osservare gli schizzi, i materiali del lavoro, le prove del pittore e poi tutti i grandi capolavori dell’artista.

Accanto al Van Gogh Museum andiamo subito dopo allo Stedelijk Museum, un museo di arte moderna e contemporanea molto grande con opere di diversi artisti alcune per veri appassionati del genere, altre di più facile comprensione per tutti. Anche qua facciamo un po’ di coda per entrare ma non più di 15 minuti. L’ultimo museo da visitare nella giornata è il Rijksmuseum, che contiene una grandissima collezione di opere dell’arte fiamminga oltre a opere provenienti da varie parte del mondo comprese molte esposizioni di arte asiatica.

Finita la serie dei musei, è ampiamente ora di cena, mangiamo e poi, molto stanchi, torniamo in hotel dopo oltre 12 ore di cammino.

Il 28 dicembre è l’ultimo giorno di permanenza ad Amsterdam e finalmente vediamo una bella giornata con il sole che fa capolino tra le nuvole, andando avanti con il giorno il tempo sarà ancora meglio ma per noi è la giornata del ritorno a casa. Facciamo il check out in hotel lasciando le valige in custodia che torneremo a riprendere al momento di andare in aeroporto.

Oggi vogliamo sfruttare la giornata per fare un po’ di fotografie lungo i canali e girare ancora a piedi i vari quartieri della città.

Prima però abbiamo ancora qualche ora di validità della I Amsterdam card che si attiva al primo utilizzo e solo da quel momento partono le 48 ore a disposizione quindi andiamo al Museo della Scienza Nemo. E’ un museo fatto molto bene, pensato soprattutto per bambini e ragazzi che hanno a disposizione centinaia di giochini e test interattivi, le istruzioni sono solo in olandese e inglese ma sono tutti abbastanza comprensibili, poi ci sono anche alcuni veri e propri laboratori con il personale che aiuta i ragazzi a fare gli esperimenti, insomma sarebbe da restarci una giornata intera ma il bel tempo ci induce a uscire abbastanza rapidamente e sfruttare le ultime ore di Amsterdam tra i canali e le casette del centro vivendo la magica atmosfera che forse solo questa città è in grado di offrire a residenti e turisti. L’ultimo giro è poi riservato al mercato dei fiori galleggiante, il Bloemenmarkt, dove acquistiamo un bel po’ di bulbi di tulipani, vedremo se nasceranno. Purtroppo è ora di tornare a prendere i bagagli e in 12 minuti di treno dalla stazione RAI siamo in aeroporto a Schiphol. La procedura di check-in è completamente automatizzata, la carte di imbarco la stampi da solo alle macchinette totem (anche a Linate abbiamo fatto così) ma per la prima volta abbiamo dovuto anche imbarcare da soli le valige mettendole in una sorte di tunnel che le pesa e poi stampa l’etichetta da applicare. C’era una persona che assiste in caso di necessità, ma, dopo un piccolo smarrimento iniziale, la procedura non è stata per nulla complicata. Con un giorno in più avremmo potuto meglio apprezzare questa bella città e magari anche visitare i dintorni come Marken e Volendam, ma il tempo a disposizione e il budget erano questi e ci si deve accontentare, Magari prima o poi ci torneremo per finire la visita di Amsterdam e dintorni.

Amsterdam

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Ci sono 11 commenti su “Amsterdam, canali, casette colorate e mulini a vento

  1. Che bel diario pieno di spunti! Prima o poi ci andrò anch’io ad Amsterdam! I canali, i mulini a vento… deve essere una città proprio bella con un’atmosfera particolare! E poi il museo di Van Gogh deve essere meraviglioso!

  2. Il Museo Van Gogh, se si decide di non fare la Amsterdam Card, conviene acquistarlo on linee, era l’unica fila senza coda, quella con le prenotazioni on line. C’era anche la fila per le varie Card ma come ho scritto ho fatto comunque un’ora di coda

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