Boracay – Filippine

Lunedì 23 dicembre è tutto pronto, carichiamo l’auto e partiamo in direzione dell’aeroporto di Venezia, iniziano le nostre vacanze di Natale!!!

Raggiungiamo il parcheggio P5 dell’aeroporto Marco Polo (56€ per 10 gg con prenotazione on line) e ci dirigiamo verso il banco Emirates: avendo già fatto il check-in on line sbrighiamo velocemente la consegna dei bagagli. (Abbiamo acquistato i biglietti Venezia – Manila con scalo a Dubai a metà novembre pagandoli 1.084€ a testa).

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La prima tratta, Venezia – Dubai, passa tranquilla e quando atterriamo ci dirigiamo verso il banco informazioni per essere trasferiti all’hotel che Emirates offre tramite il Dubai Connect a quanti abbiano acquistato un volo con più di 12 ore di scalo, se non esistono altri voli con coincidenze migliori: avevo già volato con la Emirates Airlines e la ritenevo un’ottima compagnia, ma dopo tutti i servizi che ci sono stati offerti inizio a reputarla in assoluto la migliore.

Arriviamo al Copthorne Airport Hotel Dubai intorno all’una di notte, ci viene assegnata la stanza e veniamo informati che avremo a disposizione sia la colazione che il pranzo. Ci fermiamo a sgranocchiare qualcosa al bar aperto 24/24 e poi a nanna! Siamo all’ottavo piano e dalla finestra si vedono tutte le luci di Dubai, davanti a noi il Burji Kalifa e in lontananza si vede anche la vela, il Burji Al Arab. E’ la nostra terza volta a Dubai, la città ci piace sempre più.

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Il mattino successivo ne approfittiamo per fare un piccolo giro di shopping, l’hotel dista pochissimo dalla fermata della metro GGICO e scendiamo dopo dieci fermate al Burji Kalifa per una toccata e fuga al The Dubai Mall. Compro tutto quello che mi può stare nel bagaglio a mano da Victoria’s Secrets e ce ne torniamo in hotel. Dopo il pranzo andiamo a ricomporre il nostro bagaglio a mano e con la navetta dell’hotel torniamo in aeroporto.

Il nostro volo è alle 18:50 quindi abbiamo molto tempo a disposizione, passeggiamo nel grande e moderno aeroporto di Dubai fino a stancarci e poi raggiungiamo il gate: il più bel regalo di Natale ce lo fa Emirates quando ci consegna due biglietti per la business per la tratta Dabai – Manila! La nostra felicità è evidente, saliamo con imbarco prioritario e un immenso sorriso stampato in faccia e prendiamo posto nei nostri sedili/divano/letto. Arriviamo a Manila il mattino successivo alle 06:50, con il servizio navetta interno ci spostiamo dal Terminal 1 al Terminal 3 dopo aver recuperato i bagagli e cerchiamo indicazioni per il nostro volo delle Philippines Airlines che da Manila ci porterà a Caticlan (214€ a persona). Avevamo prenotato il volo delle 11:15, non riuscendo a calcolare bene il tempo che avremmo impiegato per lo spostamento da un terminal all’altro, ma arriviamo prima e chiediamo se c’è posto nel volo precedente: veniamo esauditi, peccato che poi scopriremo, o meglio, avremo conferma, del fatto che i voli interni sono sempre in ritardo. Proviamo l’emozione del piccolo aereo a elica e atterriamo a Caticlan dopo un’ora nel piccolo e simpatico aeroporto dove per atterrare è necessario chiudere una strada che si trova a ridosso della pista!

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Qui ci affidiamo ad un simpatico omino che per 600PHP a persona (10 €) ci offre il trasferimento fino all’hotel (ovvio che se avessimo fatto da soli avremmo speso 3€ a testa!) e facendosi strada tra tutti ci ferma il primo tricicle, mezzo che prenderemo poi per i successivi 8 giorni, e con il quale andremo al porto, ci acquista il biglietto per la barca, ci accompagna  fino all’isoletta di Boracay dove prendiamo un altro tricicle per arrivare al nostro hotel, il Crown Regency Resort & Convetion Center (420€ a persona per 6 notti). Facciamo un veloce check-in e veniamo accompagnati in una spaziosa stanza al primo piano proprio sopra la lobby e con vista sulla piscina, sistemiamo i bagagli e usciamo subito alle scoperta dell’isola; sono circa le 12:00 quando ci muoviamo e non pensiamo al fuso orario che si farà sentire di lì a poco.

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L’isola di Boracay ha una lunga spiaggia bianca chiamata White Beach da un lato e la spiaggia di Bulabog dall’altra che è la famosa spiaggia kitesurf per la quale abbiamo attraversato il globo: ci dirigiamo subito verso la seconda e per farlo percorriamo una stradina per nulla turistica: l’impatto è molto forte perché insieme all’aria calda (ci sono 30 gradi) percepiamo odori che ci sono nuovi e vediamo cose che non ci saremmo aspettati da un’isola così presa di mira dal turismo filippino. La strada sterrata è piena di pozzanghere, le capanne sono costruite le une sulle altre, i cavi elettrici sono ovunque, ci sono negozietti di vari generi alimentari che non sono altro che finestre di capanne aperte verso la strada; ma poi ci sono i bambini che si rincorrono e giocano tra loro e che, essendo il 25 dicembre, ti corrono incontro urlando “Merry Cristhmas” e  poi scappano via con i loro sorrisi pieni di vita.

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Una volta vista la spiaggia ci dirigiamo verso la turistica White Beach per il pranzo, scelta non facile visto il numero di locali lungo i sette chilometri di spiaggia divisa in tre Station (1,2 e 3).

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Qui si trova veramente di tutto, da Starbucks a Yellow Cab, da Sbarro al ristorante italiano di turno, c’è l’imbarazzo della scelta per la colazione, il pranzo, l’aperitivo e la cena, c’è addirittura un piccolo mall all’aperto! Dopo un hamburgher  da Jemmers (Station 2, vicino al D’Mall) ce ne torniamo in stanza per un riposino (ci si chiudono proprio gli occhi!) e riusciamo a svegliarci intorno alle 21:00 per uscire a cena. Il nostro hotel è davanti alle Station 2, ma decidiamo di prendere un tricicle per raggiungere il D’Mall che è più o meno il centro della White Beach e dopo qualche passo ci fermiamo in una steackhouse che si chiama appunto Steakhouse Boracay, dove ceniamo con un pollo ai ferri e uno al curry, buono, ma non degno di lode. Però è bellissimo mangiare nei tavolini che i ristoratori dispongono sulla spiaggia tra le palme! Torniamo in hotel e cerchiamo di fare la pace con il fuso orario, cosa che non risulterà così immediata!

Passeremo i giorni successivi alla scoperta dell’isola e a fare kite surf, per cui non vi tedierò con tutti i vari spostamenti, gli spuntini, i pranzi e le cene, ma vi racconterò per sommi capi le giornate.

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Le nostre vacanze sono sempre condizionate dal vento e siccome il giorno successivo non è previsto decidiamo di fare un giro dell’isola e ci fermiamo nella bellissima Puka Beach.

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Il giorno successivo il vento è ancora latitante e questo ci permette di fare il giro in barca dell’isola, sui tipici trimarani, che ci impiegherà tre ore.

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Gli ultimi giorni sono tutti dedicati al vento e alla pratica del kite surf.

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Cibo

Abbiamo provato altri ristoranti, per quasi tutti la media è di 10€ a persona

Azzurro di Boracay – Ristorante Italiano

Cowboy Cocina Boracay – Cucina Americana

Wang Shan – Ristorante Cinese

Jonah’s Fruit Shake & Snack Bar – Frullati

Soldi

Oltre a quanto già segnalato abbiamo speso poco più di 60€per l’assicurazione con Coverwise e in totale il viaggio ci è costato 1.775€ a persona che sono pochi se si considera che siamo partiti il 23 dicembre e rientrati il 1° gennaio, però c’è da dire che abbiamo prenotato tutto da metà novembre in poi, avendo potuto muoverci prima avremo risparmiato moooolto.

A Boracay ovviamente si spende pochissimo pur permettendosi tutto: mezza valigia di lavanderia ci è costata 12€, i viaggi in tricicle costano da 1€ a 2€ per due persone, un massaggio di un’ora l’abbiamo pagato 5€ a persona….poi bibite, cocktail, birre…tutto a 1€.

Atmosfera

Nonostante l’afflusso di persone da tutta l’Asia (ci hanno spiegato che la maggior parte dei turisti sono Filippini, Koreani, Cinesi e Giapponesi), ci sono anche pochi Australiani, Americani ed Europei, ma l’isola mantiene il suo carattere esotico.

Clima

Ha piovuto quasi tutte le notti e anche l’ultimo giorno, ed è stata un’esperienza anche questa: le stradine (solo la principale e asfaltata) si riempiono di enormi pozzanghere, la gente cammina quasi come se niente fosse, pochi hanno l’ombrello e in spiaggia la vita continua come se niente fosse.

Trasporti

L’isola è percorsa quasi esclusivamente dai tricicle, quasi tutti motorizzati e pochi con la bicicletta al posto della moto, le auto sono davvero pochissime.

Conclusioni

C’è il rammarico per aver visto solo una delle 7.107 isole che compongono le Filippine, ma lo userò come pretesto per tornare!

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