Andalusia alternativa

Una settimana di ferie nella seconda metà di settembre: dove andare restando abbastanza vicini e con alta possibilità di trovare ancora clima mite? All’inizio avevamo supposto di tornare a Cipro, d’altronde c’eravamo stati in marzo quindi l’avremmo volentieri rivista in versione più “estiva”; però non mi convinceva, tornarci dopo neanche 2 anni… Poi l’illuminazione, vedendo sul web foto di Ronda e del Camino del Rey: perché non andare in Andalusia?

VOLO

Abbiamo guardato voli sia per Siviglia sia per Malaga; alla fine abbiamo optato per volare su Malaga con Easyjet (migliore sia come orari sia come prezzi: circa 150 A/R a persona con tasse e bagagli compresi; prenotazione effettuata in aprile). All’andata abbiamo un po’ dovuto fare la levataccia, avendo il volo alle 6.35 (ce n’era anche uno nel tardo pomeriggio, ma come resistere alla tentazione di essere già lì dalla mattina??), ritorno invece comodissimo alle h 20.15.

ALLOGGIO

Avendo una sola settimana a disposizione abbiamo escluso l’idea di fare una vacanza itinerante e abbiamo deciso di soggiornare in un unico posto, spostandoci giornalmente: questo implicava, ovviamente, visitare meno cose, ma preferiamo vedere di meno, ma con calma, che fare tutto di corsa. A questo punto bisognava decidere in quale zona stare: a est di Malaga, per dedicarci anche a Sierra Nevada e Almeria, o a ovest. Alla fine ha prevalso questa opzione visto che, come precisato sopra, ero particolarmente attratta da Ronda e Camino del Rey.  Trovare un alloggio non è stato difficile, l’offerta in quella zona è altissima, sia lungo la costa del Sol sia più nell’interno. Alla fine abbiamo optato per il Royal Suite Marbella, a Benahavis, un paesino dell’interno non lontano da Marbella, per 308 euro in due per tutta la settimana (prenotazione effettuata su Booking). Il nome non inganni, siamo ben lontani da una suite regale, ma il posto era comunque grazioso: sebbene fosse un complesso di numerosi appartamenti era comunque tranquillo, in una zona pacifica e silenziosa, con due piscine a disposizione, di cui una (che fortuna!) praticamente all’ingresso del nostro appartamento,  wifi gratuito e ampio parcheggio sotterraneo riservato. La presenza della piscina, di solito, non ci interessa particolarmente, ma non essendo andati in Andalusia con l’idea di fare una vacanza balneare (e infatti non siamo mai entrati in mare!), avere la possibilità di farsi un tuffo al ritorno dalle nostre gite giornaliere (visto anche il gran caldo) è stato un surplus non da poco!

AUTO E SPOSTAMENTI

Tramite Autoeurope abbiamo noleggiato un auto con Record, noleggiatore locale spagnolo, per 103 euro, più 70 euro pagati in loco per assicurazione extra. Tutto sommato un buon prezzo per una settimana. La macchina che ci è stata data, una Panda, funzionava bene ma esteticamente era tremenda: bozze ovunque (anche sul tetto) e una riga su tutta una fiancata. Va beh l’importante è che funzioni, certo, però credo vinca in assoluto il titolo per la macchina peggiore che ci abbiano mai dato in un autonoleggio! Però in compenso l’impiegato all’ufficio dell’aeroporto era molto gentile (e carino!) e parlava anche in Italiano.

Il nostro alloggio era a circa 60 km dall’aeroporto e all’andata abbiamo fatto tutta autostrada, la AP7, pagando quindi anche il pedaggio (7 euro); nei giorni successivi abbiamo scoperto che l’autostrada era assolutamente evitabile restando invece sulla A7, una sorta di superstrada che corre parallela all’autostrada e completamente gratuita. Attenzione che ogni tanto abbiamo visto qualche pazzo attraversare a piedi la A7, sebbene fossero molto diffusi ponti pedonali sopraelevati. E attenzione anche ad alcuni ingressi in A7, abbastanza criminali!

La benzina ha un costo ancora inferiore rispetto che in Italia.

Alla fine della vacanza la nostra auto segnava quasi 2000 km in più: anche questa volta non ci siamo risparmiati!

Nota folcloristica: ho perso il conto di quante api e vespe ci siano entrate in macchina nel corso della settimana. Per fortuna non guidavo io, altrimenti, in preda ad un attacco di panico, saremmo finiti di sicuro in qualche burrone.

CLIMA

All’atterraggio, ci ha accolto un cielo nuvoloso; e io, che già ero partita con meno eccitazione rispetto ad altre volte, mi sentivo delusa (sebbene sapessi che le previsioni per la settimana erano ottime). Ma già dal pomeriggio il cielo si è rasserenato e per tutta la vacanza abbiamo avuto condizioni prettamente estive. Anche la sera non abbiamo mai avuto bisogno di coprirci e la notte dormivamo addirittura con l’aria condizionata. Insomma faceva addirittura fin troppo caldo! In un paio di pomeriggi abbiamo quasi toccato i 35°C! Qualcosa per coprirsi può essere utile nelle zone montuose dell’interno in caso di qualche nuvola di passaggio. Comunque ottima meta per la seconda metà di settembre! Inoltre essendo sul nostro stesso fuso, ma molto più a ovest, il sole tramontava molto più tardi rispetto che da noi nello stesso periodo (verso le 20:30).

CIBO

A pranzo ci siamo sempre arrabattati mangiando tortillas, panini o tapas in qualche bar, con spese veramente ridottissime.

Dei ristoranti dove siamo stati citiamo: Bodega La Verdad a Ronda e, a San Pedro de Alcantara, la Taberna de l’Alabardero e il Nuovo Reino, entrambi sul lungo mare. In entrambi abbiamo mangiato un’ottima paella vegetariana, ma nel secondo (forse un filo più lussuoso) abbiamo speso 56 euro in due, mentre nell’altro ce la siamo cavata con solo 36 euro a coppia, pur prendendo anche degli antipasti, grazie a una fantastica offerta: praticamente, essendo il ventesimo anno di apertura del locale, i prezzi di molti piatti erano quelli del 1993!

INFO VARIE

La zona della costa del Sol è molto rinomata per il golf: i campi sono tantissimi! Addirittura a bordo strada ho visto i camioncini che anziché la frutta vendevano… palline da golf!!!

Benché sia molto diffuso un turismo “ricco” (basta vedere le macchine che girano: mai viste tante Ferrari e Porsche) si tratta in generale di una meta che si può tranquillamente vivere in economia. Insomma ce n’è per tutti i gusti.

 

14 settembre 2013: partenza

Come già detto, il volo è stato alla mattina presto: e quando la sveglia è suonata prima delle 3 onestamente il pensiero “ma perché non abbiamo prenotato il volo del pomeriggio???” c’è stato. Fortunatamente ho dormito per quasi tutto il tempo in volo e quindi in men che non si dica eravamo a Malaga. Il tragitto dall’aeroporto al nostro alloggio è durato poco più di un’ora, non senza aver sbagliato strada un paio di volte, ma alla fine eccoci a destinazione. Dopo esserci sistemati nel nostro appartamento (al piano terra, molto ampio e ben fornito) siamo andati a farci un giro sul lungo mare di San Pedro di Alcantara, dove abbiamo anche pranzato in uno dei tanti bar e ristoranti.

Il pomeriggio l’abbiamo passato invece a sonnecchiare a bordo piscina e la sera a letto presto: il giorno dopo dovevamo essere in forma per iniziare con i nostri giri!

15 settembre 2013: Ronda

Pur essendo in particolare interessati ad un turismo “naturalistico”, Ronda non ce la volevamo perdere. Ci incuriosiva troppo quella cittadina costruita sul ciglio di un orrido.

La strada per raggiungerla è ampia ma tutta a curve e molto panoramica; abbiamo trovato un ampio parcheggio senza troppa difficoltà (ed essendo domenica era anche gratuito)e abbiamo poi raggiunto il centro cittadino a piedi. Complice forse il giorno festivo, era un brulicare di turisti, ma malgrado ciò si girava lo stesso bene. C’erano anche in corso una sfilata di Vespe d’epoca (!) e una corsa, dove i partecipanti indossavano delle strane parrucche.

Ronda è particolarmente famosa in Spagna per la sua corrida e per la sua Plaza de Toros; è possibile visitare il museo della tauromachia, ma noi non l’abbiamo visitato. Certo la corrida è tipica di quelle zone ed è un peccato perdersi un pezzo della loro cultura, ma non condivido proprio un’attrazione basata sulla uccisione di un animale (per quanto non nutra particolare simpatia per i tori)… forse si potrebbe ovviare come nella corrida portoghese, dove il toro non viene ucciso… ma non è questa la sede per fare tali riflessioni.

La vista sul ciglio dell’orrido è bella in ogni direzione.

Ma il simbolo di Ronda resta l’impressionante Ponte Nuevo sul fiume Tajo.

Esso collega città nuova e città vecchia; pagando 2 euro è possibile anche entrare all’interno delle arcate, nel Centro di Interpretacion.

Ci siamo poi spostati nella città vecchia e abbiamo raggiunto la Casa del Rey Moro; qui invece, pagando 4 euro, si accede a una vecchia scalinata che conduce giù, nelle viscere dell’orrido, dove scorre il fiume. E’ una bella scarpinata (son circa 300 gradini), soprattutto al ritorno, ma ne vale assolutamente la pena! Certo, se si pensa che questa era la scalinata che percorrevano a suo tempo gli schiavi per assicurare l’approvvigionamento idrico, fa parecchia impressione…

Vediamo anche, nell’altra direzione, un gruppo di persone in mezzo all’acqua: erano i partecipanti alla corsa che avevamo visto prima! Questi Spagnoli son proprio pazzerelli!

Dopo aver girovagato un po’ per la città vecchia, siamo tornati nella zona nuova dove ci siamo seduti in uno dei ristoranti indicati dalla nostra guida Dumont (Bodega La Verdad) per farci un pranzo a base di tapas. Ronda comunque davvero una bella cittadina, merita una visita!

Nel tornare verso il nostro alloggio abbiamo poi optato per fare delle strade alternative a quella principale e come spesso accade ci siamo ritrovati in mezzo al nulla, in stradine di montagna che si trasformavano in sterrati e che diventavano via via sempre più strette. Nel vario peregrinare siamo passati di fianco ad uno strano monumento a forma di bicicletta: abbiamo poi scoperto di trovarci in quello che era l’arrivo di una delle tappe della Vuelta Spagnola, di qualche settimana prima.

16 settembre 2013: Garganta del Chorro e Fuente de Piedra

Come già detto in precedenza, oltre a Ronda era di mio interesse visitare la zona del Caminito del Rey, presso il Desfiladero de los Gaitanes (un canyon scavato dal Rio Guadalhorce). Il caminito è un percorso che attraversa il canyon, costituito da stretti sentieri e ponti di legno, ormai fatiscente e quindi molto pericoloso (pare che ci siano stati diversi morti): malgrado ciò questo posto continua ad esercitare un gran fascino tra i climber che, in barba al divieto, raggiungono il sentiero e lo percorrono sfidando la sorte. Noi non avevamo alcuna intenzione di farlo, ma volevamo vederlo coi nostri occhi.

Si tratta in generale di una zona brulla, rocciosa ma estremamente affascinante, oltre che molto tranquilla, visto che oltre alle 4 case del villaggio de El Chorro, un paio di bar e un campeggio semideserto c’è poco altro.

A El Chorro c’è anche una stazione: è possibile prendere il treno che attraversa le gallerie del Desfiladero.

Abbiamo poi raggiunto un punto panoramico più in quota, da dove si godeva una bella vista sulla valle.

C’era anche un punto di interesse archeologico, le rovine di Bobastro, ma il lunedì non erano possibili le visite… e onestamente vista l’ora, il sole a picco e il caldo, forse meglio così!

Ci siamo poi spostati verso Fuente de Piedra, una zona protetta dove è possibile rimirare fenicotteri a altri uccelli nella laguna. Ce ne sono davvero tanti, ma purtroppo non ci si può avvicinare molto … fortunatamente però due turisti francesi che stavano pasteggiando lì ci hanno prestato il loro binocolo per poter veder più da vicino le bestie.

17 settembre 2013: Sierra de Grazalema

La Sierra de Grazalema è un altro parco naturale che comprende parte delle province di Malaga e Cadice. Prende il nome dall’omonimo villaggio bianco che sorge all’interno del parco e che devo dire essere davvero carino!

Sebbene quel giorno avessimo raggiunto anche i 1100 metri, faceva molto caldo. Un ambiente montano molto diverso da quello a cui siamo abituati sulle Alpi, ma col suo fascino.

18 settembre 2013: Gibilterra e Tarifa

Di Gibilterra avevo solo letto e sentito pareri perlopiù negativi, ma la visita di questo angolo di Gran Bretagna nella penisola iberica non volevamo farcela mancare. Essendo appunto territorio straniero non potevamo entrare con la macchina a noleggio, abbiamo quindi parcheggiato non lontano dalla frontiera in uno dei tanti posteggi a pagamento di La Linea de la Concepcion, la cittadina spagnola confinante con Gibilterra: e tutto sommato meglio così, visto che la fila per entrare in auto era davvero lunga! Il costo del parcheggio varia in base al tempo di permanenza, ma il prezzo al di sopra di un certo numero di ore diventa forfettario ed è comunque di pochi euro: bisogna solo avere la fortuna di trovare il posteggiatore, visto che le macchinette sono fuori uso!

Gibilterra non ha deluso le aspettative: non ci è piaciuta! Città portuale con zona periferica di palazzoni e una via principale che è un susseguirsi di Duty Free (convenienti per gli Inglesi, ma non per noi), Fish and Chips e Pub. Malgrado ciò son contenta di esserci stata, è comunque un posto particolare. Gli Inglesi invece arrivano a flotte in questo territorio britannico baciato dal sole del Mediterraneo.

L’aeroporto è forse una delle “attrazioni” più curiose di Gibilterra: difatti la pista di decollo/atterraggio interseca la strada principale (dove passano quindi abitualmente auto e pedoni). Al momento dell’atterraggio o del decollo di un aereo scatta il semaforo rosso per auto e pedoni e per maggiore sicurezza la strada viene chiusa con una sbarra e una catena chiodata a prova di folle. E’ una cosa talmente strana che tutti son pronti con macchine foto e cellulare ad immortalare il  fatto. Noi abbiamo avuto la “fortuna” di vedere due decolli e un atterraggio.

Ah, la pista termina poi sul bordo del mare: il posto adatto per atterrare per chi ha paura dell’aereo, insomma!

Abbiamo poi preso la funivia per andare in cima alla famosa rocca di Gibilterra, da dove si vedono bene le coste marocchine (malgrado la foschia) e dove vivono le uniche scimmie in cattività d’Europa: sono cattivelle e per nulla intimorite, quindi attenti con zaini e sacchetti!

Il viaggio di andata e ritorno in funivia costava circa 14 € senza la visita al parco (abbiamo preferito così: volevamo proseguire il nostro peregrinare fino a Tarifa quindi non avevamo molto tempo a disposizione).

http://www.gibraltarinfo.gi/gibraltar-tickets.aspx

Tenete presente che la rocca è a più di 400 metri e tirava un vento abbastanza freddo, perciò portate qualcosa per coprirvi. Ovviamente anche gli Euro sono accettati, sebbene la moneta ufficiale sia la Sterlina di Gibilterra.

Decisamente più graziosa, anche se pure essa molto turistica, la cittadina di Tarifa. Essa delimita il confine tra Mediterraneo e Atlantico e da paesino di pescatori quale era si è trasformato negli ultimi anni a meta di grande interesse turistico, in particolare tra gli amanti del surf e degli sport correlati al vento come il kyte-surf.

La costa marocchina è davvero vicina, non per niente in zona partono i traghetti per Tangeri e si vedono anche cartelli con indicazioni in Arabo.

19 settembre 2013: El Torcal de Antequera

Il Torcal de Antequera è una riserva naturale situata nella zona settentrionale della provincia di Malaga. E’ una zona montuosa caratterizzata da formazioni carsiche molto particolari e suggestive, da tanto che essa è stata spesso utilizzata per girare film di fantascienza. Rispetto a noi non era proprio vicinissimo, più di 100 km, ma anche questo parco non volevo perdermelo. In ogni caso si giunge abbastanza agevolmente in autostrada sino alla cittadina di Antequera (poi da lì abbiamo sbagliato strada diverse volte, prima di imboccare quella giusta).

Purtroppo, sebbene partiti con un bellissimo sole, avvicinatisi ad Antequera il cielo si è fatto coperto e i termometri per strada indicavano 17°C… e noi stupidamente avevamo lasciato a casa le felpe (visto che fino ad allora non le avevamo utilizzate neppure la sera). Salendo poi su per la strada di montagna entravamo sempre più dentro alle nuvole. Io ero molto avvilita e già mi immaginavo una giornata flop… e invece, dopo aver scollinato, ci siamo lasciati tutte le nuvole alle spalle  e il cielo sopra di noi era azzurrissimo e il sole scaldava.

Alla fine della strada si trova il centro visitatori del parco.

http://torcaldeantequera.com/

All’interno un piccolo percorso di spiegazione su come si è formata geologicamente quella zona e informazioni varie. Essendo ovviamente un luogo lontano da ogni forma di inquinamento luminoso, vengono organizzate anche osservazioni astronomiche.

Dal centro visitatori partono poi diversi sentieri, ben indicati, di varia difficoltà. Meglio utilizzare calzature da escursione.

Lassù “qualcuno” ci osserva…

Il posto è davvero affascinante e suggestivo e trasmette davvero l’impressione di essere su un altro pianeta, in uno di quei film dove ad un certo punto ci si smarrisce e non si riesce più a tornare indietro…

Mentre tornavamo poi al parcheggio, è arrivato un pullman che scaricava una scolaresca in visita al centro…

Un posto da non perdere per gli amanti della natura!

Sulla strada del ritorno abbiamo poi fatto una sosta alle porte di Antequera per visitare due dolmen risalenti al 2000 A.C. circa: in realtà non si vede granché, in compenso abbiamo scarpinato un altro po’ sotto il sole a picco e comunque l’ingresso nell’area è gratuito.

Infine tornando siamo passati anche da Marbella (molto problematica la situazione parcheggi): le varie scritte in Russo e Arabo fanno capire che è ancora una meta amata dal turismo di “lusso”. Non è il genere di posto che amiamo noi, quindi siamo subito scappati al residence a farci un tuffo in piscina! Dopo le camminate odierne ci voleva!

20 settembre 2013: Sierra de la Nieves e dintorni

Altro giro, altra riserva naturale: era la volta della Sierra de La Nieves, che si estende a est della strada che conduce verso Ronda.

La nostra prima sosta è stata nei pressi di una stazione termale, frequentata perlopiù da anziani, immersa nel bosco.

Sosta anche nel villaggio di El Burgo, dove si trova anche un centro informazioni del parco (in generale durante la vacanza ne abbiamo visti molti).

Dopo aver raggiunto il Passo, anziché proseguire verso Ronda, siamo tornati indietro (non senza ovviamente qualche sosta panoramica nei vari mirador) per fare poi una deviazione verso il Rifugio del Juanar. Esso è semplicemente un hotel antico ristrutturato, che si trova però in una zona da dove partono molti sentieri più o meno lunghi e più o meno impegnativi. Noi ci siamo incamminati lungo uno di essi, raggiungendo poi un punto panoramico. Una bella passeggiata!

21 settembre 2013: ritorno

Alla sera ci attendeva il volo per il rientro, ma dovevamo sgomberare la camera in mattinata. Lasciati i bagagli alla reception siamo andati a farci un ultimo giro (e un ultimo pranzo) sul lungo mare di San Pedro.

Siamo poi partiti con calma a metà pomeriggio, arrivando come spesso nostro solito in aeroporto con largo anticipo. Aeroporto gremito di gente, ai controlli abbiamo fatto parecchia coda. Alle h 20.15, in orario, il decollo.

 

Questa volta ero partita non particolarmente entusiasta e consideravo la scelta della meta un po’ un “ripiego”… E’ stata invece una vacanza bellissima che mi ha dato tante soddisfazioni e fatto scoprire luoghi anche poco conosciuti;  e ci ha lasciato la voglia di tornare prossimamente a visitare la zona a est di Malaga.

A presto, Andalusia!

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