San Francisco & West Park

Periodo: dal 05 al 30 agosto 2011
Km percorsi: circa 6700
Itinerario:
5 notti San Francisco
Volo interno con Southwest a Denver e pernotto a Grand Junction
Moab
Monument Valley
Page
Grand Canyon NP
Las Vegas (2 notti)
Zion NP
Bryce NP
Idaho Falls
Grand Teton NP
Yellowstone NP (3 notti rispettivamente all’Old Faithful Lodge a West Yellowstone e a Gardiner)
Sundance
Deadwood
Custer SP
Denver
Rocky Mountain NP
Boulder
Denver
Queste tre ultime tappe sono state aggiunte a causa della cancellazione del volo di ritorno dovuta alla chiusura dell’aeroporto di Philadelphia durante l’uragano Irene.

San Francisco:

La scelta dell’hotel, il fantastico Parc 55 è stata dettata dalla sua posizione, perfetta per i trasferimenti da/per l’aeroporto internazionale di SF tramite i comodi treni della BART (tenete presente che i biglietti possono essere acquistati solo dalle colonnine stile bancomat che accettano contanti o carta di credito, non ci sono chioschi con personale addetto alla vendita dei biglietti) . La Powell Station si trova a pochi metri dall’hotel, così come il capolinea del cablecar e il centro commerciale Westfield, mentre Union Sq e Chinatown sono raggiungibili con pochi minuti di cammino. L’unica controindicazione è la massiccia presenza di homeless che si aggirano soprattutto nella zona a ovest verso il SF City Hall. Per gli spostamenti in città abbiamo acquistato l’abbonamento MUNI & Cablecar Pass veramente economico considerato che si può utilizzare anche sui costosi cablecar.
Per nostra fortuna abbiamo visitato il Golden Gate Bridge in una giornata di splendido sole, sole che si era negato nei primi 2 giorni che avevamo utilizzato per la visita del centrocittà. Di SF porterò il ricordo degli allegri e rumorosi leoni marini del Pier39 (dove è un must mangiare la Clam Chowder), la scenografica Lombard St. e il rilassante Golden Gate Park con l’esotico Japanese Tea Garden nella zona dei musei. Abbiamo anche visitato Monterey, la 17 Mile Drive e Pebble Beach, francamente (forse per colpa della giornata particolarmente grigia anche sepoco piovosa) è stata forse la giornata meno memorabile dell’intero viaggio negli USA. Invece ci è molto piaciuta la giornata passata al Muir Woods NP. E’stato il primo NP di dieci parchi e monumenti nazionali che abbiamo visitato. Indispensabile, in questo caso, l’utilizzo del pass annuale (costo 80$), un ringraziamento alla giramondina Betty Boop che mi ha venduto il suo che aveva acquistato a giugno. Il Muir Woods NP si trova poco a nord di Sausalito (e a 12 miglia dal Golden Gate Bridge) ed è patria delle sequoie California Redwood. Dal visitor center si sviluppa un sentiero che attraverso quattro ponti sul Redwood Creek permette una facile visita dei punti principali. In aggiunta a questo loop abbiamo fatto un trail di circa un ora chiamato Fern Creek Trail, decisamente consigliato perché ci si allontana dalla folla che segue il sentiero principale e si ha un contatto maggiore con la natura rigogliosa del parco. Al ritorno ci siamo fermati a Sausalito che abbiamo trovata strapiena di turisti italiani.
Hotel: Wyndham Parc 55 – 107€ camera di generose dimensioni al 27°piano con vista mozzafiato su due lati essendo sull’angolo dell’edificio, wifi compreso (bisogna iscriversi al Wyndham Rewards altrimenti costa 11$ al giorno)

On the road:
Volo interno a Denver con Southwest (compagnia decisamente consigliata) aereo nuovo e con molto spazio interno e bagagli gratis, particolare unico negli USA.

Grand Junction:
Abbiamo ritirato la nostra Jeep Liberty 4×4 (le quattro ruote motrici le utilizzeremo solo alla Monument Valley, al Muley Point e negli sterrati all’interno del Custer SP) da Dollar (prenotata con l’ottima Enoleggio) e ci siamo diretti verso Ovest sulla US70 attraverso cittadine dai nomi conosciuti agli appassionati di sci (come Vail e Beaver Creek) in quanto sedi di gare di coppa del mondo. Arrivo a Grand Junction in serata, cittadina scelta esclusivamente per poter fare più miglia possibile in direzione di Moab, nostra meta del giorno seguente.
Hotel: Super8 – 54€ compresa colazione. Motel (a causa dell’età della struttura) sotto lo standard dell’affidabile marchio, ma comunque ancora dignitoso.

Moab:

Bisogna premettere che Moab ha talmente tante attrazioni che meriterebbe almeno due notti di soggiorno e decisamente è stata una delle mete che ho preferito in questo viaggio. Purtroppo abbiamo dovuto condensare il tutto eliminando la visita dell’interessante Dead Horse Point SP. La mattina è stata dedicata alla visita del Canyonlands NP. Ci siamo diretti subito all’unico trail che abbiamo fatto nel parco: il Mesa Arch Trail. Un facile sentiero conduce al Mesa Arch (è possibile anche camminarci sopra essendo abbastanza largo). Dopo questa bella e facile camminata ci siamo fermati ai vari view point del parco. Purtroppo a causa del tempo abbiamo visitato solo la parte chiamata Island in the Sky, il parco ha altre due parti (The Maze e The Needles) che hanno differenti ingressi e sono ancora più inospitali (per la mancanza di ombra e di acqua) di Island in the Sky. I panorami di questo parco sono molto particolari, quasi primordiali, a causa delle fenditure nel terreno procurate dai fiumi Green River e Colorado River.Dopo qualche ora di relax nel nostro motel di Moab nel tardo pomeriggio siamo tornati verso nord per entrare nel favoloso Arches NP. Il primo obiettivo è stato il sentiero che porta, dopo 45 minuti di salita, al meraviglioso Delicate Arch. Diciamo subito che l’arco merita tutta la fatica della salita……soprattutto al tramonto. Purtroppo avevamo con noi troppa poca acqua percui abbiamo dovuto anticipare il rientro, in compenso la luna piena ci ha fatto compagnia nella sosta alla Balanced Rock. La mattina seguente abbiamo completato la visita del parco. Facendo brevi trail alla Balance Rock, alle North e South Window, al Sand Dune Arch e a Park Ave. Decisamente un parco molto bello anche grazie ai contrasti dei colori in giornate così luminose. A Moab segnalo un ottimo locale dove mangiare (e bere le ottime birre locali): la Moab Brewery, hanno circa una decina di birre prodotte da loro (percui alcune sono stagionali e non si trovano sempre) e ottimi piatti inclusa l’ottima Beer Cheese Soup.
Hotel: Inca Inn Motel – 60€ (ccolazione compresa). Nonostante la gestione di una coppia svizzera, il motel non brilla certo per la pulizia, aveva ottime recensioni su internet ma, francamente, lo sconsiglio.

Monument Valley Navajo Tribal Park:

La prima parte del lungo trasferimento in direzione MV è abbastanza noioso, ma poco prima dell’arrivo a MV vale la pena fare qualche deviazione: Gooseneck SP (dove abbiamo trovato solo italiani…..) e il solitario Muley Point (qua eravamo soli ad ammirare la Monument Valley) valgono le miglia supplementari. L’arrivo alla MV è scandito dalla presenza dalle baracche dove i navajo vendono i loro prodotti. Fatto il check-in nel nostro albergo (il The View, l’unico all’interno della MV) abbiamo iniziato la visita del parco (essendo riserva Navajo il pass dei parchi nazionali non è accettato), lo sterrato è veramente in condizioni pessime ma anche questo ha il suo fascino…..Opinione personale ma, secondo me, il meglio di sé la MV lo dà all’alba, veramente eccezionale, godersi quei minuti dal proprio terrazzino è semplicemente fantastico.
Hotel: The View – 171€. Ok, il prezzo è decisamente elevato ma, come detto, li vale fino all’ultimo centesimo, inoltre l’hotel è nuovo e tenuto in ottime condizioni. Una nota anche sul ristorante interno, le recensioni non erano delle migliori ma obiettivamente non ci possiamo lamentare sia della qualità che del prezzo della cena. Durante il check-in consegnano dei buoni con un sostanzioso sconto sul prezzo della colazione.

Page:

Non avendo prenotato in anticipo la visita dell’Antelope Canyon, prima di arrivare a Page ci siamo diretti subito all’ingresso della Navajo Indian Reservation qui abbiamo prenotato il tour delle 12. Fin qui pensavo di essere stato fortunato a trovare libero il tour considerato migliore per le condizioni di luce. Invece, nel poco tempo trascorso dalla prenotazione all’ingresso nel Canyon, le condizioni climatiche peggiorano e il cielo si copre di nuvole scure che non permetteranno il passaggio dei raggi solari, le fotografie purtroppo ne risentiranno.L’affollamento all’interno del Canyon è grande ma comunque si trova il tempo per effettuare tutte le foto che si vuole. La giornata non migliora percui anche il cielo all’Horseshoe Bend risulterà coperto….un vero peccato.
Hotel: Super8 – 70€ compresa colazione e wifi. In buone condizioni, consigliato.

Grand Canyon NP:

Forse è il parco più difficile da interpretare, durante la visita mi ha entusiasmato ma a mente fredda se dovessi decidere dove non tornare probabilmente sarebbe il Grand Canyon NP il candidato. Alcuni non li visitano, ma penso che i view point nella zona orientale del parco siano i più belli (Desert View, Lipan Point e Moran Point) e meritano sicuramente una sosta. Dopo una bella passeggiata sul rim nella zona di Mather Point abbiamo parcheggiato l’auto e preso la navetta per Hermits Rest. Durante la sosta a The Abyss improvvisamente è scoppiato un temporale che ci ha letteralmente inzuppati mentre attendavamo l’arrivo della navetta successiva. Ok per oggi basta girare ci cambiamo e andiamo a cena. La New York steak con salsa di fichi che mangeremo al El Tovar Restaurant sarà decisamente la migliore dell’intero viaggio, veramente ottima…..
Hotel: Bright Angel Lodge – 75€. La posizione, a pochi metri dal rim, è un punto a suo favore ma le piccole camere (e i bagni ancora più minuscoli) dimostrano tutti i loro anni e necessitano decisamente una ristrutturazione. Il prezzo (considerata la posizione) è comunque corretto.

Las Vegas:

Prima di arrivare a Las Vegas ci fermiamo a Williams un luogo imperniato sul mito della Route 66. I locali sembrano usciti da una puntata di Happy Days. Siamo anche fortunati perché sia in entrata che in uscita dal paese la macchina che ci precede viene fermata dalla polizia, noi invece passiamo senza essere fermati. Dopo una veloce sosta per le foto alla Hoover Dam (quando scendiamo dall’auto ho l’impressione che mi abbiano sparato in faccia un phon gigante) arriviamo a Las Vegas. Uno dei posti più assurdi che abbia mai visto (e decisamente il più kitsch)! Il caldo ti costringe a visitarla solo di notte, durante il giorno siamo rimasti in piscina o a fare shopping (a prezzi realmente convenienti anche grazie al $ a 1.4) nei centri commerciali protetti dall’onnipresente aria condizionata sparata a temperature bassissime. Imperdibile lo spettacolo musicale delle fontane del Bellagio Hotel e la vista dalla Stratosphere Tower. Il tutto in un mix incredibile di lusso e miseria, di squallidi addii al nubilato e di giovani sposi squattrinati, di predicatori di strada e di call girl. Non ci sono parole per descrivere quello che si può vedere sullo Strip: ma è qualcosa che si ricorderà per sempre (poi non è detto che lo si voglia rivedere…..).
Hotel: Stratosphere Hotel -25€. Il prezzo (comprende gli ingressi alla torre, sconti al buffet e nei negozi dell’hotel) è semplicemente eccezionale. Unico difetto: la posizione, defilata dagli altri grandi hotel sullo strip (ma, considerato che si possono utilizzare i parcheggi gratuiti degli altri hotel, il difetto è veramente minimo).

Zion NP:

Questo NP viene spesso trascurato perché si tende ad arrivare da Las Vegas al più famoso Bryce NP in giornata. Invece Zion NP merita una giornata solo per sé. Ha molti trail interessanti,noi abbiamo fatto il semplice Weeping Rock, il più lungo Emerald Pools e il tranquillo Riverside Walk (anticamera del fantastico e umido The Narrows). Nel Zion NP non è possibile utilizzare la propria macchina, ma ci si muove con la navetta gratuita. A Springdale segnalo un ottimo locale: il Whiptail Grill, non fatevi distrarre dall’aspetto dimesso di ex stazione di servizio, il cibo è ottimo e la proprietaria simpatica (provate l’ottima birra locale Zion Canyon Hop Valley India Pale Ale).
Hotel: Zion Canyon B&B – 108€ colazione compresa. Ottimo B&B con colazione fantastica e i colibri che svolazzano sulla terrazza.

Bryce Canyon NP:

Bryce era una delle mete più attese del viaggio e decisamente non ha deluso le aspettative. Prima dell’ingresso si passa per il Red Canyon, l’antipasto del meraviglioso anfiteatro che si ammira da Sunset Point o da Inspiration Point. Nel parco il trail imperdibile è il loop del Navajo Trail e Queens Garden Trail,il sentiero scende dal bordo del rim al fondo del canyon unendo Sunset Point a Sunrise Point. Abbiamo iniziato il trail con un bel sole splendente ma, mentre eravamo quasi alla fine del trail, il tempo è improvvisamente cambiato scatenando una tempesta con molti fulmini. Abbiamo trovato rifugio sotto delle rocce e dopo una ventina di minuti abbiamo raggiunto il rim dove abbiamo trovato i paramediciche tentavano, purtroppo inutilmente, di rianimare un turista tedesco rimasto colpito da un fulmine mentre si era rifugiato incautamente sotto un pino sul bordo del rim. In quel momento abbiamo capito quanto sia potente la natura e come non si possano ignorare le norme di sicurezza basilari…..Un paio di ore dopo il sole torna a brillare, quindi dopo una doccia rilassante ricominciamo la visita del parco con i scenografici Bryce Point e Inspiration Point, arriviamo fino a Rainbow Point (punta estrema del parco) ed abbiamo concluso la giornata con il tramonto (ovviamente a Sunset Point) e una visita ai negozi di Ruby’s Inn (memorabili i tavoli di legno pietrificato, il mega osso di dinosauro……e i loro prezzi).
Hotel: Stone Canyon Inn – 125€ colazione compresa. Bella casa nella campagna di Tropic, colazione non allo stesso livello di quella del b&b del giorno precedente a Zion.

Idaho Falls:
Lunga tappa di trasferimento con sosta al Museo dell’Aeronautica Militare nella base di Hill (ingresso gratuito). Decine di aerei ed elicotteri militari distribuiti sia all’aperto che in capannoni. Alcuni arzilli pensionati, reduci delle guerre di Vietnam, Corea o Desert Storm, sono disponibili a dare spiegazioni sui velivoli che pilotavano.
Hotel: Super8 – 53€ compresa colazione e wifi. In discrete condizioni.

Grand Teton NP:

Grandi laghi, mandrie di bisonti, fresche cascate, alci, vecchi granai estremamente fotogenici e ranger che chiudono i sentieri per la presenza di orsi, tutto questo potete trovare al Grand Teton NP. Facendo un equazione Grand Teton stà a Yellowstone come Zion stà a Bryce nel senso che molti attraversano il parco facendo due rapide foto per raggiungere il più famoso parco gemello. Personalmente penso sia un grossolano errore. I trail intorno al Jenny Lake meritano un paio di ore (all’andata abbiamo preso il piccolo traghetto che attraversa il lago) ed abbiamo visto le Hidden Falls e Inspiration Point (con la sua bella vista sul lago). Invece di riprendere il traghetto, al ritorno abbiamo percorso il facile sentiero lungo il lago. Altri punti da non perdere sono: Signal Mountain Road (dove abbiamo ammirato un alce che si abbeverava in una pozza), il granaio di Mormon Row e Oxbow Bend (questi due sono i punti più fotografati del parco, la luce è particolarmente favorevole in mattinata). Tramonto: a Willow Flats.
Hotel: Colter Bay Cabins -114€. Tipico lodge, camere poco luminose , ma con temperamento. Posizione perfetta all’interno del parco

Yellowstone NP:

E’ il più grande parco nazionale americano (escludendo quelli dell’Alaska) e il tempo necessario per gli spostamenti (considerati i limiti di velocità bassi) deve essere tenuto in considerazione durante la programmazione del viaggio. Il parco viene comunemente diviso in 5 aree: le più affollate: Geyser Country e Canyon Country, poi Lake Country, Mammoth Country e Tower-Roosevelt Country (la più isolata, porta d’accesso per la Lamar Valley dove sono stati reintrodotti i lupi). La Geyser Country è ovviamente la zona più visitata a causa della presenza dei meravigliosi fenomeni geotermici. A parte il celebre Old Faithful, ci sono letteralmente decine di altre pozze e geyser dai meravigliosi colori, tutti facilmente visitabili con semplici sentieri. Segnalo in particolare la Sapphire Pool (di un colore celeste indimenticabile) e la Rainbow Pool entrambe si trovano nella zona chiamata Biscuit Basin. Un discorso a parte merita la Grand Prismatic Spring, vale assolutamente la pena ammirarla dalla cima di una collina al suo fianco su cui ci si deve letteralmente arrampicare, ma la vista dall’alto ripaga ogni sforzo…..Altre belle pozze si possono vedere al Fountain Paint Pot (in particolare la Silex Spring) e a Norris (tutto il sentiero lungo il Porcelain Basin). Poderose cascate si possono ammirare nella zona del Canyon Village. In particolare la discesa degli oltre 300 gradini dell’Uncle Tom’s Trail ci ha premiato con un bell’arcobaleno che nasceva ai piedi dell’Upper Falls. Vale comunque la pena vedere tutti i viewpoint sia lungo il South Rim che lungo il North Rim (i sentieri sono ombreggiati e semplici). Francamente la zona che mi è piaciuta meno è stata quella di Mammoth, mentre gli avvistamenti della ricca fauna del parco (purtroppo non abbiamo visto orsi) sono più semplici nella Hayden Valley (dove vivono le mandrie di bisonti) e nella Lamar Valley. Per pernottare abbiamo deciso di spostarci per ognuna delle tre notti che abbiamo passato nel parco (o nelle sue immediate vicinanze), abbiamo pernottato nella zona dei geyser, a West Yellowstone e a Gardiner. A Gardiner segnalo un buon locale per cenare a prezzo contenuto: il Cowboy Lodge Grill (nota positiva anche per il personale giovane e simpatico).
Hotel: Old Faithful Lodge – 95€. Lodge all’interno del parco in posizione splendida a pochi metri dall’Old Faithful e dall’inizio del sentiero della Geyser Hill, le cabin però avevano un aspetto dimesso e sono molto piccole. Prezzo troppo elevato nonostante la posizione imbattibile.
West Yellowstone Super8motel – 111€ colazione compresa Motel molto bello e nuovo ma a 7 miglia dal centro città.
Gardiner: Yellowstone Suites B&B: 103€ colazione compresa. Bel B&B in posizione tranquilla.

Sundance:

Lunga tappa (con il tratto sulla US90 tra Buffalo e Gilette con decine di miglia in mezzo al nulla, letteralmente non si vede un segno di vita). Ovviamente una sosta nella cittadina di Cody è obbligatoria. La movimentata cittadina ha un bel museo, il Buffalo Bill Historical Center. In realtà si tratta di cinque diversi musei comunicanti, i più interessanti sono quelli con la memorabilia di Buffalo Bill (compresa una sua foto scattata a Trieste) e quello della cultura indiana. Sundance è la base ideale per visitare il Devils Tower NM, il monolite alto poco meno di 400 mt. e sacro alle tribù native. Un facile sentiero permette di girarci intorno ammirando gli scalatori che provano a raggiungere la cima. Invece la cittadina di Sundance merita una sosta solo per farsi una foto alla statua di Sundance Kid (il compagno di avventure di Butch Cassidy nel Wild Bunch) davanti al tribunale dove venne condannato.
Hotel: Best Western – 75€ colazione compresa. Buon hotel (compresa piscina coperta).

Deadwood:
Raggiungiamo Deadwood attraverso le foreste lungo la Spearfish Canyon Scenic Byway (US14). Ci fermiamo a pranzare allo Spearfish Canyon Lodge, dal piazzale del lodge partono un paio di semplici trail: sia il Little Spearfish Falls Trail che il Roughlock Falls Trail portano a delle cascate. Sempre dal piazzale del lodge, un paio di miglia portano ad una location del film”Balla con i lupi”, i cartelli bianchi con scritta rossa indicano le varie location del film girato ed ambientato nelle Black Hills. Attraversiamo Deadwood e prima di visitarla raggiungiamo Sturgis, il celebre motoraduno è finito da pochi giorni e molti motociclisti sono ancora in zona. Immancabile la visita per lo shopping al grande negozio Harley Davidson (ottimi i prezzi sul merchandising). La cittadina di Deadwood è legata in modo indissolubile all’epopea del Far West (tanto da meritare una serie TV dal titolo omonimo). Alcuni dei miti dell’epoca (es. Calamity Jane, Wild Bill Hickok, Seth Bullock) sono seppelliti nel vecchio cimitero di Mount Moriah nella zona alta della città. Con nostra sorpresa abbiamo trovato letteralmente centinaia di auto storiche o appariscenti che partecipavano al raduno Kool Deadwood Nites con tanto di concerti e spettacoli nelle piazze centrali.
Hotel: Gulch Gaming Resort – 95€. Rispetto ai mega casino di Las Vegas questo è minuscolo, camere di discrete dimensioni ma clientela di età avanzata che non abbandona le sale del casino (bevande gratis a chi gioca….)

Custer SP:

In mattinata visitiamo il Mt.Rushmore NM. Teoricamente l’ingresso non si paga, in pratica si deve pagare il parcheggio (11$), il ticket d’ingresso dà diritto a parcheggiare per tutto l’anno nel parcheggio multilivello. Le sculture dei quattro Presidenti (Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln) alte circa 20 mt. sono un icona americana. Il sentiero circolare, chiamato Presidential Trail, avvicina maggiormente alle facce dei presidenti rispetto alla terrazza frontale. Nel pomeriggio ci rechiamo al Custer SP. Le mandrie di bisonti pascolano lungo il Wildlife Loop, ma le star del parco sono i begging burros, cioè degli asini selvatici che si sono abituati ad elemosinare cibo dalle macchine di passaggio. Due scenografiche strade, capolavoro d’ingegneria civile, attraversano il parco: la Iron Mountain Road (con le gallerie che fanno intravedere le facce dei presidenti) e la Needles Highway che portano al Sylvan Lake. Il sentiero lungo il lago è breve e facile. Purtroppo, controllando le mail in hotel, scopriamo la cancellazione dei voli di ritorno a causa della chiusura dell’aeroporto di Philadelphia in coincidenza dell’arrivo dell’uragano Irene. Proviamo a contattare la US Airways ma il call center è impossibile da raggiungere.
Hotel: Sylvan Lake Lodge – 117€. In bella posizione, è una struttura esteticamente gradevole, ma le camere avrebbero bisogno di essere riammodernate.

Denver:
Vista l’impossibilità di contattare la compagnia aerea, decidiamo che la missione odierna è arrivare in aeroporto e farci riproteggere sul primo volo disponibile per Venezia. Per evitare di rimanere negli USA una settimana supplementare sfortunatamente ci trovano solo un Denver-Chicago-Philadelphia-Lisbona-Francoforte-Venezia che parte tre giorni in ritardo rispetto alla data programmata. Considerati gli impegni lavorativi, siamo con le spalle al muro, per cui accettiamo questa soluzione estrema. Decidiamo comunque di goderci questi giorni supplementari non programmati.
Hotel: Super8 – 32€ colazione compresa. Con questo prezzo non si può pretendere certo una qualità alta, clientela quasi totalmente ispanica.

Rocky Mountain NP:

Ci dirigiamo verso Estes Park ed entriamo nel parco, il tempo peggiora pertanto ci dirigiamo velocemente verso Bear Lake dove effettuiamo due facili trail (i parcheggi nella zona del lago si riempiono velocemente, da valutare la possibilità di utilizzare il servizio di navette gratuite). La pioggia ci costringe a raggiungere il visitor center dove vediamo un filmato introduttivo al parco, poi, visto che il tempo non migliora, usciamo dal parco e visitiamo Estes Park che risulta una classica gatetown. La sua attrattiva principale è lo Stanley Hotel, l’albergo che ispirò il libro Shining a Stephen King (il capolavoro di Kubrick comunque non è stato girato qua ma in Oregon).
Hotel: Saddle & Surrey Motel –51€ colazione compresa. Ottimo rapporto qualità/prezzo.

Boulder:
Bella città università (sede dell’University of Colorado) abbiamo apprezzato i moderni campus immersi nel verde e la zona pedonale di Pearl St animata la sera da artisti di strada. Dove si può trovare un ristorante tagiko nel centro degli USA? Provate una cena tagika al Boulder Dushanbe Teahouse. L’esterno sembra un palazzo di Samarcanda, abbiamo poi scoperto che Boulder è gemellata con Dushnbe e il ristorante è un dono della città tagika.
Hotel: Twin Lakes Inn – 66€ colazione compresa. Albergo in una zona residenziale periferica, è gestito da una coppia che lavora nel mondo dell’atletica e per questo ospita spesso atleti olimpionici durante gli allenamenti in altura (abbiamo conosciuto alcuni simpatici maratoneti giapponesi). La stanza è dotata di una semplice cucina.

Denver:
Ultima giornata del viaggio dedicata totalmente al riposo.
Hotel: Super8 – 39€ colazione compresa. Siamo tornati allo stesso motel di pochi giorni prima, prezzo leggermente superiore perché prenotato più tardi.

Considerazioni finali:
Devo dire che ripartirei subito per il West. Saranno gli spazi infiniti, la wilderness al suo stato più puro o solo la gioia di guidare su queste strade fantastiche ascoltando musica country, ma questa è stata la migliore vacanza che abbia mai fatto. Le oltre 4200 miglia non ci sono pesate più di tanto, l’aspettativa di quello che avremmo visto i giorni seguenti era decisamente una forma motivante. Avremmo solo dovuto togliere una notte a SF per aggiungerla a Moab, ma per il resto l’itinerario ci ha pienamente soddisfatto. E’una meta molto popolare tra gli italiani perché è veramente facile da organizzare in autonomia. Personalmente ritengo indispensabile, per godere al meglio i parchi, percorrerne i sentieri ed allontanarsi un po’ dalla folla dei punti più popolari. Infine un augurio di buon viaggio a chi visiterà in futuro questi splendidi posti, spero che questo diario possa esservi di aiuto.

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Ci sono 11 commenti su “San Francisco & West Park

  1. Bel diario e foto stupende. Condivido in pieno le tue considerazioni finali.
    La prima parte dell’itinerario mi ha fatto ripercorrere con la mente strade conosciute, la seconda parte mi ha fatto fantasticare su un possibile itinerario futuro. Perciò grazie per il tuo bel reportage di viaggio.:ok:

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