Castiglia, Aragona e mare della Catalogna

Per queste due settimane spagnole abbiamo scelto di toccare diverse mete, partendo da Madrid e ripartendo da Barcellona (che non abbiamo tuttavia avuto il tempo di visitare).

Giovedì 11/08/2011 – MADRID
Ecco, per iniziare bene per poco non perdiamo il volo. Ci presentiamo a Malpensa 1 ora e mezza prima del volo, orario di solito abbondantemente sufficiente per completare tutte le procedure. Peccato che l’addetto al check in sia incredibilmente lento…la coda davanti a noi non è lunga, tuttavia scorre piano. All’inizio crediamo che qualche passeggero sbadato abbia dimenticato dei documenti, o che ci siano difficoltà per il peso di un bagaglio…ci ridiamo su…ma quando ci rendiamo conto che il primo, il secondo ed ora pure il terzo della fila ci mettono in media 10 minuti a fare il check in ci accorgiamo che qualcosa non va!!! Il buonumore evapora e ci ritroviamo sempre più nervosi a tirare accidenti al lumacone. In qualche modo ce la facciamo ad arrivare al desk, dove l’impiegato con tutta la flemma possibile scruta più volte le carte d’identità e le nostre facce (sì ok, il taglio di capelli è diverso magari, ma sono io!) ci chiede se vogliamo imbarcare entrambe i bagagli sotto un solo nome o uno per passeggero (?) ed infine ci molla le carte di imbarco. ALLELUIA!
Ci imbarchiamo 5 minuti prima della chiusura, ma ce la facciamo. Il volo fila liscio, atterriamo puntuali alle 9 e 20: l’aeroporto dà subito un’idea di efficienza e pulizia. Prendiamo il carnet da 10 corse della metro alle macchinette automatiche (11€ inclusi 2 supplementi dall’aeroporto: prima di completare l’acquisto vi verrà chiesto se vi servono e quanti acquistarne) e saliamo subito su un bel treno pulito e nuovo. La metro è molto puntuale e ben organizzata. Occhio solo alle borse, come al solito in metropolitana, una ragazza dietro di noi ha subito un tentativo di scippo.
L’hostal che abbiamo scelto si trova vicino alla Gran Via (a 2-3 minuti dalla fermata Callao) e si chiama Hostal Ballesta. Molto pulito, camera spaziosa, internet e PC a disposizione, € 46 la doppia: veramente ottimo rapporto qualità/prezzo. Nella via, come avevamo letto dalle precedenti recensioni, ci sono un po’ di prostitute, quindi non ci faremmo nemmeno caso se non fosse per l’età media (sulla 60ina) mentre gli altri giorni vedremo ragazze più giovani. Bho!
Nel nostro primo giorno madrileno, percorriamo (dopo aver sbagliato strada…ma solo perché non avevamo guardato bene la cartina, in realtà è facile orientarsi a Madrid e lo dico io che mi perdo sempre) la Gran Via, costellata di manifesti che annunciano l’imminente giornata della gioventù con visita del papa. Ammiriamo poi Plaza de Espaňa, voluta da Franco e tutto sommato gradevole nell’insieme, anche se non saprei dire perché visto che gli edifici sullo sfondo paiono dei casermoni. Saranno gli alberi, i colori, la quiete, o le statue di Cervantes con Don Chischiotte e Sancho Panza…Proseguiamo poi, un po’ accaldati (siamo sopra i 30° ma tutto sommato più che sopportabile, non c’è una grande afa) fino a Plaza de Oriente. Il colpo d’occhio è davvero scenografico, con il Palacio Real che fa da sfondo accanto alla Cattedrale di Nuestra Seňora de Alamudena, e ancora più in fondo gli alberi dei giardini di Campo del Moro…l’angolo più bello di Madrid a nostro avviso. Flavio mi convince ad entrare nella cattedrale, da fuori non mi sembrava ne valesse la pena, ed invece nonostante non sia fastosa o imponente come tante altre colleghe più antiche ha un suo fascino più moderno e…come dire…”spensierato”! E’ questo l’aggettivo che mi viene in mente pensandoci.
Usciti passeggiamo fino a Plaza de la Villa, davvero gradevole con l’aiuola fiorita al centro, passiamo davanti alla basilica di San Miguel che ha un particolare ingresso convesso (non vediamo gli interni in quanto la troviamo chiusa). L’appetito ci spinge fino ad una filiale della catena “100 montaditos” adocchiata nelle vicinanze. Conoscevamo già questa catena dall’Andalusia, e ci piace un sacco: sul menù ci sono 100 tipi di paninetti guarniti in diversi modi, tutti con un prezzo compreso tra 1€ ed 1,80€. Con 3-4 panini a testa ci si sazia, e la jarra (quindi il mezzo litro) di birra costa solo 1€. Io adoro la clara, ossia birra mischiata alla limonata!
Rifocillati proseguiamo fino a Plaza Mayor: per noi incarna perfettamente l’idea di una classica piazza spagnola, è molto bello l’edificio della Real Panaderia che vi si affaccia.Terminiamo il triangolo delle piazze con Puerta del Sol, dove scattiamo la classica foto con l’orsa e con il KM 0, anche se fa tanto turista (e poi dopotutto è quel che siamo). Per il resto la piazza non ci colpisce particolarmente, anche se l’atmosfera è allegra: è più vivace e piacevole per sostarci che bella esteticamente.
Ritornando sulla Gran Via ne percorriamo un tratto affiancato da edifici particolarmente belli, tra cui spicca il Metropolis. Arriviamo in Plaza de Cibeles, che ci dà 3 delusioni nonostante l’indubbia bellezza del Palacio de Comunicaciones sullo sfondo: non ce la aspettavamo così trafficata, la fontana della dea è spenta e c’è pure un palco davanti al palazzo, sempre per la visita del papa. Sob, non l’abbiamo certo ammirata nelle condizioni migliori


Proseguiamo fino al Prado (passando da Plaza de Neptuno che non ci dice granché) con l’intenzione di usufruire dell’orario di visita gratuito, ma c’è già molta coda e decidiamo di tornarci domenica, un po’ in anticipo e con il vantaggio di avere 3 ore gratuite anziché 2 (ingressi gratuiti al Prado: tutti i giorni dalle 18:00 alle 20:00, domenica dalle 17:00. Conviene approfittarne!)
Ripieghiamo allora sul parco del Buen Retiro, dove ci rilassiamo un po’ oltre a vedere il lago, il bel Palacio de Cristal e quello di Velazquez. Dopo esserci riposati camminiamo fino ad Atocha, un po’ per vederne gli interni (vi si trova un piccolo giardino tropicale con tantissime tartarughe) un po’ per capire dove si ritirano le auto a noleggio: ci servirà saperlo per lunedì. Ci incamminiamo verso il nostro hotel, passando stavolta dal quartiere di Lavapiés che ci sembra un po’ malfamato.
Per cena mangiamo da Almendro 13 (non lontano da Plaza Santa Ana) che però non consigliamo…cibo così così, porzioni scarse. Non ci piace. Spendiamo 26€ ma abbiamo mangiato poco e male.

Venerdì 12/08/2011 – TOLEDO
Sveglia presto, vogliamo visitare Toledo. Ci sono treni o bus che collegano le due città, noi optiamo per la seconda e più economica soluzione. Con la metro arriviamo a Plaza Eliptica, lì facciamo i biglietti (A/R € 8 a testa) e colazione a Dunkin Donuts (alla Homer Simpson…saranno sicuramente delle schifezze iper dolci e glassatissime…ma che buone! Pure il caffèlatte era decente).
Alle 10 siamo a Toledo (circa 50 minuti di tragitto, ma state attenti a prendere il bus diretto, in quanto quello che ferma in tutti i paesini ci mette un’ora e mezza. E’ comunque scritto chiaramente sul tabellone delle partenze).
Toledo lascia subito a bocca aperta, pare una città fuori dal tempo. Ogni angolo del centro storico è da fotografare. La giriamo per bene, compriamo un biglietto cumulativo (€ 8, lo potete acquistare all’ingresso di uno qualsiasi dei monumenti inclusi) che ci permette di entrare alla Mosequita de la Luz (si può tralasciare), San Juan de los Reyes (monastero costruito dai re cattolici, bellissimo, il chiostro è splendido), sinagoga di Santa Maria la Blanca (molto bella, pur essendo una sinagoga richiama più una moschea essendo stata costruita in stile mudejar), iglesia di Santo Tomé (di interesse perché ospita un’importante opera del Greco) e iglesia del Salvador (evitabile, fateci un salto giusto se prendete il biglietto cumulativo). Abbiamo inoltre visto la sinagoga del Transito (€ 3, ci è piaciuta meno dell’altra) e la cattedrale (€ 7; imponente a dir poco! Attorno alla navata centrale si aprono non so quante cappelle…l’altare maggiore ed il coro sono davvero molto belli).
E’ possibile visitare gratuitamente il museo cittadino, che comprende diverse tele del Greco. Consiglio comunque di recarsi per prima cosa all’ufficio del turismo, dove sono gentilissimi: riceverete una mappa ed informazioni. Al di là dei monumenti da visitare, che sono molti,
Toledo è proprio bella per la sua atmosfera, i vicoli, le mura e le torri, le bellissime porte cittadine…vale davvero la pena di vederla. In più fanno dei buonissimi dolcetti di marzapane! In plaza de Zocodover vediamo addirittura una pasticceria che in vetrina ha un castello di marzapane. E’ piacevole anche la passeggiata fino all’alcazar, che riusciamo a percorrere giusto prima che venga a piovere.


Torniamo così velocemente in plaza Zocodover, che è quella principale della città, e cerchiamo velocemente un posto per la cena: ci infiliamo in un ristorante che ci sembra ok, “Lizarron”: si rivela però pessimo. La carne era quasi immangiabile. Torniamo a prendere il bus, tra allegri gruppi di papaboys che suonano e cantano (li troveremo un po’ sparpagliati in tutte le città che visiteremo, in attesa di confluire tutti quanti a Madrid all’arrivo di Benedetto XVI). Purtroppo quelli italiani si fanno conoscere cantando “Chi non salta musulmano è”…meno male che vanno ad incontrare il papa, e che la religione dovrebbe insegnare la tolleranza e l’amore per il prossimo.
Anche al ritorno tutto tranquillo, puntuale, il servizio della compagnia di bus Alsa è ottimo.

Sabato 13/08/2011 – MADRID
Dopo una buona colazione nella catena “Pans & Company” (buona, meglio ancora di Dunkin Donuts; 2 caffèlatte decenti, napolitanes al cioccolato deliziose ed enormi, più spremuta fresca di arancia € 4,50) facciamo una lunga passeggiata sul Paseo de los Recoletos, che si muta più avanti in Paseo de la Castellana. Si tratta di un lungo viale alberato, tranquillo e piacevole. Arriviamo fino ad una sorta di museo all’aperto di arte moderna sotto un cavalcavia, poi ci addentriamo per Chueca. Il quartiere è residenziale e gradevole, alcune vie sono eleganti; non so se un primo tratto faceva parte del quartiere di Salamanca. Continuando verso Malasana l’unico edificio che ci colpisce in modo particolare è quello della Sociedad de Autores y Editores, davvero strano.
Torniamo poi sulla Gran Via per un pranzo al Museo del Jamon (non male anche se nemmeno speciale, buono il conto: due birre, panino con calamari, panino con salsiccia, panino con prosciutto e un’empanada di tonno € 9,50).
Camminiamo poi fino al Parque de la Montana, che ospita il Tempio del Debod. Fa strano vederlo così fuori posto, e sinceramente dopo aver visto Karnak, Luxor, Kom Ombo e via dicendo non ci colpisce granché. Dopo poco quindi cambiamo meta, e siamo a Campo del Moro (molto scomodo l’ingresso, non si può accedere dal Palacio Real ma solo dalla parte opposta in Calle Virgen del Puerto). Questo parco ci è piaciuto molto, così tranquillo, il rumore del traffico pare svanire camminando tra le alte piante che ci regalano una piacevole ombra.
Ritornati al caos della strada (abbiamo trovato Madrid molto trafficata, e con spazi pedonali – al di là dei parchi – piuttosto limitati) decidiamo di visitare il Convento de las Descalzas Reales visto che è l’orario giusto. Cinque minuti prima dell’apertura (che è alle 16:00) siamo lì, ma c’è già un po’ di coda e riusciamo per un pelo ad acquistare i biglietti per la visita delle 17:00. Se vi interessa visitarlo presentatevi quindi con un poco di anticipo, perché i posti e gli orari sono molto limitati visto che nel convento vivono ancora le monache di clausura, che durante le visite si ritirano nelle loro stanze. La visita è interessante, nel prezzo del biglietto (€ 7,00) è inclusa la spiegazione della guida in inglese o spagnolo. Troviamo che valga la pena visitare il convento: la scalinata da cui si inizia il percorso è stupenda, sicuramente la parte più bella della visita, in più all’interno si possono ammirare diverse opere d’arte e degli enormi arazzi fiamminghi.
Per cena pensavamo di tornare a Chueca, ci sembrava un buon quartiere per la serata, ed in effetti è lì che ci dirigiamo, ma al terzo locale di cui mi ero appuntata il nome chiuso per ferie ci stufiamo e giriamo a zonzo. Certe zone sono decisamente sopra le righe, apertamente gay e molto frequentate. Anche se non troviamo un locale per cenare ci piace fare una passeggiata, che si prolunga poi fino a Plaza Dos de Mayo. La troviamo subito graziosa e piacevole, ci sono un sacco di bambini che giocano e cani che gironzolano, l’atmosfera e la fame ci spingono a non seguire la nostra regoletta (prima di tuffarsi in un ristorante dare un’occhiata ai prezzi!) così ci sediamo ad un tavolino all’aperto di “Cabreira”. Credo che sia il miglior ristorante dove abbiamo mangiato durante la vacanza, abbiamo preso un polpo alla gallega ottimo, dei calamaretti fritti tenerissimi, una birra, un’acqua, un budino al formaggio delizioso ed abbiamo speso 40€. Peccato per il conto, un pochino alto visto le porzioni non molto grandi, ma era tutto davvero buono.

Domenica 14/08/2011 – MADRID
Oggi c’è il mercato del rastro: prendiamo la metro e una volta scesi a La Latina iniziamo subito a gironzolare per le bancarelle. Sinceramente ci è sembrato un normalissimo mercato, con cianfrusaglie, vestiti carini a poco prezzo, bigiotteria e qualche quadro.
Ci è piaciuta decisamente di più la Basilica di San Francisco el Grande, che vediamo subito dopo (fortunatamente la troviamo aperta per la Messa visto che non avevamo capito bene gli orari). La sua cupola è splendida e maestosa, si dice sia la più grande di Spagna. Sembra occupare l’intera chiesa.
Dopo decidiamo di approfittare dell’ingresso gratuito al Reina Sofia (domenica dalle 10:00 alle 14:30). Anche se non ci interessa molto l’arte moderna sono curiosa di vedere Guernica. In effetti colpisce, così come mi piace la restante parte dedicata alla guerra civile spagnola, con fotografie, manifesti e dipinti. Per il resto facciamo un breve giro un po’ a casaccio, poi usciamo a gustarci qualche paninetto ai 100 montaditos.
Dopo pranzo facciamo una siesta al Buen Retiro prima di dedicarci alle fatiche del Prado, e qui purtroppo subiamo una brutta esperienza, finita bene per fortuna. Siamo sdraiati sul prato beatamente, osservando di tanto in tanto uno scoiattolo che girovaga sui rami sopra la nostra testa. Ad un certo punto inizio a leggere a voce alta la guida a Flavio, quindi siamo distratti, nonostante io mi senta sicura perché ho appoggiato la macchina fotografica ed il borsello a poca distanza (saranno stati 10cm a fianco dalle nostre gambe, non di più!). Fla grazie al cielo sente un fruscio, si solleva e vede un ragazzo steso su un asciugamano all’altezza dei nostri piedi, con un braccio sporto all’indietro e la mano già pronta sulla macchina fotografica! Il tipo si alza e si allontana, ma il mio ragazzo lo segue chiedendogli spiegazioni. Al che lui mostra lo zaino vuoto, affermando di non aver fatto niente. Fla lo avvisa che avrebbe chiamato la polizia, il ladro si allontana togliendosi la maglietta per non essere riconoscibile. La polizia alla fine la incrociamo davvero, visto che circola in continuo a Madrid ed il parco non fa eccezione: Fla aveva tenuto d’occhio il percorso del ladro, per cui salendo con loro sulla volante siamo riusciti a rintracciarlo e riconoscerlo seppur senza la maglia. La polizia non ha trovato refurtiva nel suo zaino, ma ci ha assicurato che avrebbero provveduto…è stato un brutto spavento, raccomando a tutti di tenersi gli oggetti ben addosso, anche se ci si sente ridicoli ad avere timore avendoli accanto…ma è davvero questione di un attimo! E’ finita bene grazie al superudito di Fla = ) e alla polizia spagnola, che devo dire è stata molto gentile ed è sempre ben presente, dandoti un senso di sicurezza (abbiamo avuto l’impressione che lì non vadano molto per il sottile, sono più severi che da noi).
Ancora sotto choc ci avviamo al Prado, dove un po’ tremanti ci mettiamo in coda (manca mezz’ora all’orario gratuito ma c’è già una fila lunghissima). Poco dopo le 17:00 però siamo già dentro, e spendiamo tutte le 3 ore a nostra disposizione per vedere alcune delle migliaia di opere esposte. Il tempo non è di sicuro sufficiente, ma rimaniamo comunque a bocca aperta da quello che riusciamo ad osservare. Mi colpiscono in particolare le “peinturas negras” di Goya, così angoscianti; Fla è affascinato dai ritratti di corte di Velazquez. Usciti dal Prado la brutta esperienza si è un po’ allontanata dalla nostra testa, il suo spazio riempito dalle meraviglie viste.
Riusciamo anche a pensare alla cena ma, sarà lo choc, sarà che siamo stufi dei locali chiusi per ferie, scegliamo di mangiare una pizza, cosa che non facciamo mai all’estero, in una catena per di più! Si chiama Dipizza, e devo dire che non è nemmeno male, il conto è bassissimo (una pizza famiglia e due bibite € 13).

Lunedì 15/08/2011 – SEGOVIA
Stamattina ritiriamo l’auto a noleggio alla stazione Atocha (prenotata tramite Enoleggio, ci siamo trovati molto bene. Il partner di supporto era Alamo, ottimi anche loro. L’auto era una Peugeot 207 con 6 mesi di vita e 15.000 km alle spalle, prezzo € 280 per 10 giorni con assicurazione senza franchigia. Al rientro il partner Alamo ci aveva erroneamente trattenuto la tassa di sola andata, ed Enoleggio ce l’ha rimborsata. Affidabile).
La prima destinazione è Segovia, per arrivarci percorriamo l’autostrada che si rivela cara in quel tratto (ben 7€ per un tragitto non molto lungo, visto che in totale il viaggio è durato poco più di un’ora) Segovia è molto bella, l’acquedotto è un vero spettacolo, sembra così solido ma allo stesso tempo fragile, in precario equilibrio…davvero spettacolare.



Facciamo una passeggiata per il centro, che è molto piacevole, vediamo esternamente la bella chiesa di San Martin, la plaza mayor con la sua cattedrale, e passeggiamo fino all’alcazar che ha un profilo davvero romantico, appollaiato sulla valle in quel modo.
Facciamo un pranzo sano ma non molto economico (€ 20 per due insalate e una birra) a “El Desvan” in una piazzetta vicino a casa de los picos, a parte la vista non consiglierei di mangiare lì. Una delle ciotole, di legno, era perfino aggiustata con dello scotch (…)
Riprendiamo l’auto a metà pomeriggio, direzione Salamanca. Il paesaggio è piacevole, incrociamo pochissime auto nei dolci saliscendi che percorriamo tra campi di girasoli e balle di paglia. Ci dà davvero una sensazione di pace, di scoperta e il viaggio di un paio d’ore non ci pesa. Arrivati in città troviamo parcheggio in una via laterale rispetto ad Avenida de Italia, che è quella del nostro hostal.
Tutto sommato non abbiamo faticato troppo durante tutta la vacanza a trovare parcheggi gratuiti, basta non pretendere di trovarlo a due passi dal centro. La città in cui abbiamo avuto più difficoltà è stata Saragozza, l’incubo di ogni guidatore!
Tornando a noi, arriviamo a piedi al civico dell’hostal, ma lo sorpassiamo senza notare l’ingresso…ce ne rendiamo conto e torniamo sui nostri passi, riguardiamo bene il numero sul muro increduli e spaventati! L’ingresso dell’hostal è il portone di un condominio, per di più tutto scrostato e con dei calcinacci nell’atrio! Ci prende un colpo, pensiamo che abbiano chiuso, o che sia un posto mezzo in rovina…suoniamo, e prendiamo l’ascensore per il primo piano che è quello occupato dall’hostal Conde David (solo pernottamento € 36 la doppia). Alla fine l’hostal si rivela normalissimo, un po’ vecchio stile ma le camere sono spaziose così come il bagno, ed è tutto pulito. Non è un granché ma ci può stare. Semplicemente il condominio sta ristrutturando l’atrio. Fiuuuù!
Ci riposiamo, ed usciamo solo per cena: Salamanca la sera è quasi fiabesca, l’atmosfera ci piace subito. La luce morbida e soffusa s’intona perfettamente con le pietre del selciato, delle chiese, delle costruzioni attorno, donando all’insieme un’aria calda ed avvolgente.
Mangiamo a El Corrillo, nei tavolini all’aperto della piazzetta San Benito. Per € 34 prendiamo peperoni ripieni, calamari al nero di seppia, pesce alla griglia e “secreto iberico” (carne di maiale), più una birra ed un’acqua. Tutto piuttosto buono, i peperoni ottimi davvero, solo le porzioni non erano abbondanti.
Dopo cena andiamo in plaza mayor, non ci sono festeggiamenti per il ferragosto purtroppo e ne restiamo un po’ delusi, però ci sono dei gruppi di ragazzi universitari che suonano e cantano, sono bravi e ci divertiamo.

Martedì 16/08/2011 – SALAMANCA
Ci dedichiamo alla scoperta della città, delle sue due cattedrali fuse in un’unica enorme costruzione (è possibile entrare, pagando € 4,50, nella cattedrale vecchia, ma non sono sicura ne valga la pena…è senza dubbio bella, ma non c’è qualcosa che ci abbia colpito in particolare).
Ci è piaciuto molto invece salire sulle torri (€ 5 a testa) da cui si possono ammirare da vicino i tetti delle cattedrali, la bella e strana torre del gallo (fa parte della cattedrale vecchia, che ci è piaciuta di più esternamente, è curiosa) e da cui si accede ad una passeggiata interna alla cattedrale nuova; l’altezza è impressionante! Vengono le vertigini!


Gironzoliamo tra plaza Anaya, Casa de las Conchas, la Salina (edificio davvero molto bello), finché non decidiamo di pranzare nei giardini di Callisto con un’insalata, ma fai-da-te questa volta!
Dopo pranzo visitiamo l’università. L’edificio è molto bello ed antico, si tratta di una delle più vecchie università in assoluto, ma l’ingresso è forse un po’ troppo caro (€ 4) rispetto a ciò che offre la visita. Si possono ammirare giusto alcune aule.
Ceniamo vicino all’università Pontificia (che non è quella che abbiamo visitato nel pomeriggio) al ristorante La Luna. Scegliamo il menù e per 23€ mangiamo paella, un piatto tipico salamantino (che però somiglia molto a delle semplici patate stufate con pomodoro, bho!) e bistecca. Non male, ma nulla di che…non sappiamo se sbagliamo sempre noi nella scelta dei locali, ma in Andalusia abbiamo mangiato decisamente meglio.
Mmm, ci frullano (in particolare a me a dire il vero) sempre più spesso in mente i confronti con quella bella regione, sappiamo che è sbagliato ma forse eravamo partiti convinti di vivere una replica di quella vacanza.

Mercoledì 17/08/2011 – BURGOS
Oggi ci aspetta un lungo spostamento…all’inizio vogliamo affrontarlo in un’unica soluzione, ma strada facendo decidiamo di fermarci a Burgos. La nostra sosta si limita ad una visita alla cattedrale, che è davvero bella (€ 5). Qui incontiamo diversi pellegrini del cammino di Santiago, e possiamo seguire anche noi per un breve tratto le conchiglie impresse sul selciato che lo contrassegnano.
A metà pomeriggio arriviamo a Saragozza…la prima impressione nel complesso non è delle migliori. Il lato positivo è vedere sorgere sul fiume la meravigliosa Basilica del Pilar, che ci toglie il fiato. Ma per il resto fa un caldo pazzesco (39° e afosi per di più) abbiamo alle spalle diverse ore di auto e ci sentiamo un po’ stufi di girare come trottole…in più abbiamo difficoltà a trovare parcheggio, ci sono una marea di lavori in corso e semafori a non finire! Non abbiamo mai visto una città con tanti semafori. La sera, nei rettilinei quasi deserti, si vedevano decine e decine di lucette…semafori a perdita d’occhio! Terribile!
L’hotel è molto confortevole, non per nostra scelta ma perché quello che avevamo prenotato ha chiuso i battenti e ci hanno spostati allo stesso prezzo in questo 4*. Si chiama Catalonia El Pilar, la posizione è molto centrale e si trova in un bel palazzo antico con dei deliziosi balconi chiusi (anche se è impossibile starci, visto che diventano simili a delle serre bollenti).
Dopo esserci rinfrescati decidiamo di uscire per vedere il palazzo dell’Aljaferia visto che domani è chiuso. Ci interessa poichè è la massima espressione dell’arte mudejar in Spagna al di fuori dell’Andalusia (ci risiamo!). Il palazzo (€ 3) è indubbiamente bello, forse se non avessimo visto l’Alhambra ne saremmo rimasti maggiormente colpiti, ma è molto rovinato, quasi interamente ricostruito, e la parte che ci piace di più non è quella musulmana bensì quella dei Re Cattolici dove si trovano belle sale con soffitti in legno riccamente decorati.


Per cena scegliamo la piazza del Pilar, che è davvero enorme e molto bella, offre belle visuali ovunque si giri lo sguardo. Il locale in cui mangiamo si chiama Paloma e offre la possibilità di mangiare a buffet: tapas, paella, pesce, frutta e dolci (non buoni questi ultimi). Mangiamo a sazietà accompagnando il tutto con una caraffa di sangria per € 36.

Giovedì 18/08/2011 – SARAGOZZA
Girovaghiamo per la città, dedicando la mattinata alla Seo e al Pilar e girando svogliatamente nel pomeriggio. Un po’ per le aspettative riposte nella giornata, che si sa il più delle volte le rovinano (è il mio comple!) un po’ perché siamo stanchi dopo 8 giorni in giro, e anche un po’ per la città in sé, che pur essendo bella nell’area del Pilar per il resto non ci è piaciuta molto. Basta forse dedicarle mezza giornata. Gli interni della basilica del Pilar sono deludenti. C’è una lunga coda di fedeli che attendono il loro turno di baciare il famoso pilastro (la credenza vuole che sia stata la Madonna stessa a comparire e a far posare proprio lì dai suoi angeli il pilastro).
Al contrario La Seo, che esternamente è più sobria e colpisce meno pur essendo bella, internamente è molto interessante, vi si alternano nicchie e cappelle in stili molto differenti tra loro (ingresso € 4). Passeggiamo fino all’altra sponda del ponte di pietra, che oltre ad essere molto bello offre le vedute migliori sul Pilar, specialmente la notte, quando le luci della basilica si riflettono sull’Ebro, oppure al mattino presto.
Per cena vogliamo tapear, non siamo riusciti ancora a farlo come si deve (ed ecco che ritornano i paragoni con l’Andalusia…) perciò ci dirigiamo sicuri nella zona del Tubo, ossia un insieme di stretti e graziosi vicoletti costellati di bar. Nel primo che ci ispira, Doňa Casta, ordiamo delle polpette di riso nero, di prosciutto e di baccalà. Eccezionali, le migliori crocchette che abbiamo mai provato! Il conto è salato in proporzione a quanto consumato (€ 13 per 4 crocchettine e due bicchieri di birra) ma ne vale la pena. Sostiamo poi in un altro bar (non ricordiamo il nome però!) dove prendiamo un buon pincho, patate con prosciutto ed altre due birrette per 9€. Siamo un po’ giù di tono ed il nostro tapeo si ferma qui…


Venerdì 19/08/2011 – TOSSA DE MAR
Finalmente si va al mare! Non avevo mai aspettato con tanta ansia il momento di rilassarmi e di buttarmi tra le onde, anche Fla è stanco. Abbiamo visto un sacco di posti bellissimi, ma abbiamo bisogno di un po’ di relax.
Verso le 13:00 siamo a Tossa de Mar, e con qualche difficoltà troviamo parcheggio (impresa non facilissima, dipende un po’ dagli orari). Ci dirigiamo al nostro hotel, il Miami Tossa (€ 62 la doppia, colazione inclusa. Spartano, i bagni sono un po’ vecchiotti, ma va benone. Buona posizione, a 10 minuti a piedi – su una strada costellata di negozietti, per cui potrebbe volerci un po’ di più… – dalla Platja Gran. Le camere con balcone sono spaziose).
Scendiamo quasi subito in spiaggia, e troviamo la cittadina subito graziosa, ha un’aria romantica con il bel castello che fa da sfondo. In costa brava si respira proprio uno spirito catalano prima ancora che spagnolo, sia nel parlare, che nelle bandiere che nei menù dei ristoranti…rimaniamo sorpresi nel trovare il catalano così diverso dal castigliano da risultarci spesso incomprensibile.
La spiaggia principale di Tossa, Platja Gran, non è molto bella, il mare non è pulitissimo, ma oggi non abbiamo voglia di ulteriori spostamenti e rimaniamo qui, e comunque ci divertiamo un sacco: c’è tempo nei prossimi giorni per girare tante altre belle spiagge!
Per la cena scegliamo un ristorante vicino al mare, Sa Barca: il menù da € 12,50 non è niente male (i calamari alla romana in particolare sono molto buoni!). Prendiamo, inclusi nel prezzo, una sangria ed un’acqua, e scopriamo con piacere che la sangria è una bella caraffetta da mezzo litro, non il bicchiere misero che in molti posti offrono. Unica pecca: poca scelta nei dolci, non c’è la crema catalana!
Dopo cena è bellissimo passeggiare fino in cima al castello, dove si trova il faro. Scegliamo i vicoletti meno frequentati ed illuminati per salirci, avendo così la sensazione di un posto tutto per noi…con il rumore del mare in sottofondo, la luna…sotto di noi c’è la spiaggia di Es Codolar, gremita di barchette tirate in secco…che bella atmosfera!

Sabato 20/08/2011 – COSTA BRAVA (Platja d’Aro, Calella de Palafrugell)
Dopo la colazione in hotel (non varia mai da un giorno all’altro, ma è sufficiente: bevanda calda a scelta, cereali, brioches, succo di frutta, yogurt e buffet salato) prendiamo l’auto in direzione Platja d’Aro, dove facciamo tappa alla spiaggia di Sa Conca.
Questa spiaggia ci è piaciuta, senza palazzoni né edifici a due passi dal mare; è piuttosto ampia e stamattina la troviamo con il mare mosso, per cui ci divertiamo con le onde. Quando la fame si fa sentire riprendiamo l’auto, facciamo sosta ad un Mercadona (la nostra catena di supermercati spagnoli preferita!) per farci dei panini e acquistare la merenda. Questa sarà la soluzione che adotteremo per gli altri giorni, visto che in molte spiagge non c’è un baretto.
Ci fermiamo a consumare il pranzo sempre a Platja d’Aro, in una graziosissima caletta che si chiama Cala del Pi, piccolina e circondata da scogliere come tutte le spiagge che più ci sono piaciute in costa brava. Qui però non ci sono le docce, per cui non ci fermiamo moltissimo; nel tempo che restiamo lì succede una cosa strana, il cielo perfettamente limpido fino ad un momento prima si annebbia completamente, e ci ritroviamo avvolti da una coltre bassa e serpeggiante di nuvolette che scorrono veloci. La visibilità è ridottissima. Nel giro di mezz’ora però della nebbia non rimane traccia!
Verso metà pomeriggio quindi abbandoniamo Platja d’Aro per Calella de Palafrugell, dove sostiamo a Platja de Canadell. Questa spiaggia è stata un po’ una delusione, ce la immaginavamo bellissima ma non è speciale, ci sono un sacco di barche attraccate proprio di fronte e non c’è nemmeno un buon odore…
Rientrati a Tossa, in tarda serata ceniamo a “El Celler del Via” menù € 13 + mezzo litro di sangria € 7,50 (molto molto scarso, era quasi più grande quello di ieri sera incluso nel menù!). Il cibo era salatissimo, tanto da risultare immangiabile, specialmente il riso al nero di seppia. Puah! Se non altro assaggio la crema catalana, che sarà anche l’ultima della vacanza (ed io che pensavo di mangiarne a sazietà) ma non è nulla di che. Sconsigliato decisamente.

Domenica 21/08/2011 – COSTA BRAVA (Palamos, Begur, Pals)
Anche oggi giriamo diverse spiagge: al mattino la Platja Gran di Palamos, lunga e quindi non troppo affollata, piacevole vista la sabbia -ghiaietto abbastanza fine di cui è composta (a differenza delle altre spiagge viste finora, che sono tutte di sassolini spesso dolorosi!). Il paesaggio non è bellissimo, ci sono i classici palazzoni poco distanti. Verso l’una ci spostiamo a Begur, che è la zona dove abbiamo trovato le spiagge che ci sono piaciute di più.
Quella di oggi è Platja Fonda, difatti come dice il nome per arrivarci la strada è ripida, si scende un sacco prima in macchina poi a piedi per una scalinata. La baia è davvero bella, circondata da scogliere, l’acqua limpidissima.
Consumiamo il nostro pranzo, e nel tardo pomeriggio ci spostiamo (un po’ per girare altre spiagge, un po’ perché anche qui non ci sono le docce) a Sa Tuna, sempre a Begur. Fatichiamo a trovare parcheggio, anche se una volta arrivati in spiaggia risulta più affollato il ristorante. La spiaggia è minuscola e non è un granché, ma il paesaggio che la circonda compensa ampiamente e l’acqua è una tra le più limpide (e gelide) che abbiamo trovato in costa brava! C’è da dire che l’acqua è dappertutto fredda, pur essendo agosto, ma superato il primo impatto è piacevolissima e vien voglia di nuotare, nuotare, nuotare…
Quando ci siamo stancati per bene, prendiamo la fedele 207 e ci dirigiamo a Pals, un grazioso paesino medievale con vicoletti e case in sasso, molto piacevole per una passeggiata o anche una cena se siete nelle vicinanze.
Noi per cena decidiamo di avvicinarci un po’ a Tossa (tra Pals e Tossa c’è un’oretta di auto) e ci fermiamo a Platja d’Aro, alla birreria Ivan. Mangiamo delle abbondanti porzioni di piatti misti (carne, contorno, uova, ecc, un pasto completo insomma. Le crocchette come al solito sono deliziose! Dappertutto in Spagna! Ma come faranno a farle così morbide?) e beviamo mezzo di birra a testa per un totale di € 25.


Lunedì 22/08/2011 – COSTA BRAVA (Sant Feliu de Guixols, Lloret de Mar)
Stamattina ci rilassiamo nella spiaggia di Sant Pol, a Sant Feliu de Guixols: anche questa è una spiaggia lunga e quasi-sabbiosa. Non sono brutte nemmeno queste, ma ormai associamo la costa brava alle deliziose calette con l’acqua limpida!
Verso l’ora di pranzo cerchiamo di raggiungere Cala Pedrosa, che si trova a Platja d’Aro, ma si rivela troppo difficoltoso (la discesa è molto impervia, sempre che sia quella che abbiamo identificato noi & il navigatore come Cala Pedrosa…) e ripieghiamo per la vicina Sa Conca, anche se l’abbiamo già vista. Stavolta niente onde però, peccato!
La sera ceniamo a Lloret de Mar: troviamo i prezzi migliori finora, e facciamo la cena più buona della costa brava. Il locale si chiama “Cafè Toni” e prendiamo tapas (abbondanti) di polpo, crocchette e pinchos, bistecca e patatine, insalata, mezzo litro di sangria, mezzo di birra per € 27.
Lloret è piena di negozi di cianfrusaglie e pacchianate, nonché ovviamente di bar e locali; preferiamo aver scelto Tossa, che ha più l’aria di un grazioso paese di mare, nonostante i prezzi un poco più alti. Anche Platja d’Aro, che è l’altra cittadina che abbiamo visto la sera, ci è piaciuta meno. Vediamo però una bellissima chiesa (scopriremo poi che si tratta di Sant Roma) che sarebbe stato bello vedere anche di giorno.

Martedì 23/08/2011 – COSTA BRAVA (Begur, Tamariu, Llafranc)
La prima tappa del mattino oggi è Aigua Blava, vicino a Begur; è l’unica spiaggia che ci sia capitata di sabbia fine. E’ molto carina, l’acqua bella e limpida anche se molto fredda. Credo però che il pomeriggio risulti invivibile, dato che quando ce ne siamo andati verso la una era stracolma, e c’era un sacco di gente in coda in attesa di un parcheggio.
L’idea inizialmente è di andare a Tamariu, che è poco distante, ma lì la spiaggia proprio non ci piace, così non ci fermiamo e ci dirigiamo invece a Llafranc: spiaggiona lunga, abbastanza sabbiosa, non è male.
Rientriamo a Tossa e ceniamo in una specie di baretto/ristorante “Team”, visto che è molto tardi e ovunque c’è da aspettare tranne qui. Tutto sommato non ci dispiace, le sardine “a la plancha” sono molto buone (le accompagniamo alle solite crocchete, peperoni ripieni, patatas bravas, e da bere mezzo di birra e una clara piccola € 29).

Mercoledì 24/08/2011 – COSTA BRAVA (Tossa de Mar)
Non ci crediamo, è l’ultimo giorno! Cerchiamo di passare più tempo possibile al mare, anche se (per la prima volta dopo Toledo) il tempo non è bello, ci sono pesanti nubi grigie che interpretiamo come la malinconia del clima, in sintonia con il nostro umore…
Decidiamo di rimanere vicini a Tossa, per cui scegliamo Cala Giverola (5km dal centro) che è carina anche se non pulitissima (più che altro si trovano rifiuti in una specie di tunnel che collega la parte di spiaggia principale con una piccola caletta!); l’acqua è bella.
Ovviamente il tempo vola; nel pomeriggio torniamo in hotel per una doccia e per ritirare i bagagli, il proprietario infatti molto gentilmente ci ha lasciato a disposizione una camera per tutto il giorno (non la nostra perché aveva i balconi, una sul retro). L’abbiamo apprezzato molto.
Riprendiamo la nostra fidata 207 per l’ultima volta, in un paio d’ore siamo all’aeroporto di Barcellona dove dobbiamo riconsegnarla. Le procedure di imbarco stavolta filano lisce, e ci avanza il tempo per uno spuntino. Hasta luego España!

INFORMAZIONI e CONSIDERAZIONI GENERALI:

TAPPE – Madrid (3 giorni) Toledo (1 giorno) Segovia (tappa mezza giornata) Salamanca (1 giorno) Burgos (tappa di poche ore) Saragozza (1 giorno) costa brava (Tossa de Mar 6 giorni)
VOLO – Easyjet Milano/Madrid e Barcellona/Madrid (poco meno di 70€ a testa)
COSA VEDERE – senza dubbio Madrid è interessante, Toledo è molto bella e credo sia la tappa preferibile dovendo scegliere una sola destinazione nelle vicinanze della capitale. Segovia vale per l’acquedotto, Salamanca è bella mentre Saragozza (pur avendo El Pilar e La Seo, come già detto) può deludere, e forse vale la pena solo se si è di strada. La costa brava secondo noi è molto bella, specialmente nella zona di Begur per quel che abbiamo potuto vedere (almeno per quanto riguarda le spiagge ed il mare: come paese Tossa de Mar è davvero gradevole). Le spiagge sono quasi tutte cale rocciose, senza particolari servizi (in quelle più piccole/meno frequentate non ci sono le docce). L’acqua di solito è limpida e fredda.
Una nota su Tossa de Mar: non sapremmo se consigliarla se si fa una vacanza stanziale, si rischia di annoiarsi. Come d’altronde non sapremmo quale altra località consigliare allo scopo, la cosa migliore è girare ed esplorare la costa! Un viaggio che consigliamo, rivedendo un po’ l’itinerario, per chi però abbia già visto la magica Andalusia (che merita di essere la meta di un primo tour spagnolo!!!).

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Ci sono 2 commenti su “Castiglia, Aragona e mare della Catalogna

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