Dalle Antille a New York… con il pancino!!

Come al solito, quando si avvicina il Natale, per me giunge anche il momento di decidere quale sarà la meta delle vacanze estive :serenata:
E come al solito, bisogna mettere d’accordo moglie e marito..
Dopo varie discussioni, quest’anno decidiamo di abbinare la visita di una meravigliosa città, New York, con del relax al mare. Optiamo per i Caraibi e la scelta ricade su 3 piccole isole, St. Barth, St. Maarten ed Anguilla, che sogno già da un po’..

A gennaio inizia la ricerca dei voli e fortunatamente riesco a trovare un Venezia – St. Maarten e New York – Venezia a circa 600 euro. Lo prenoto al volo. Nel mese successivo prosegue la scelta dell’itinerario ed effettuiamo tutte le prenotazioni.
Ora non resta che aspettare la partenza..

Ma a fine luglio, ecco la meravigliosa scoperta: non partiamo da soli, ma con noi viene anche il nostro piccolino.
Ancora molto molto piccolino, ma si fa già un po’ vedere nella pancia.. :yeah:

6 agosto
Partiamo la sera da Venezia per Londra, dove sostiamo una notte all’hotel Hesperia Victoria (prenotato su hoteltravel a 100 euro a notte, colazione compresa), il che ci permetterà il giorno dopo di dedicare qualche ora alla visita di questa città prima di partire per gli States.

7 agosto
Passiamo la giornata visitando i monumenti vicini al nostro hotel: Buckingham Palace, il Big Ben, il Parlamento e Westminster.
Non siamo ancora riusciti a dedicare un viaggio completo a Londra, ma sempre toccate e fuga. Un po’ alla volta riusciremo a vederla tutta.. Per ora ci limitiamo ad un piccolo assaggio..

Purtroppo arriva in fretta l’ora di andare in aeroporto. Alle 18 siamo pronti ad imbarcarci sul volo American Airlines per New York, ma scopriamo che ha un ritardo di 4 ore e mezzo!! Come faremo a passare tutto quel tempo? Giriamo un po’ per il terminal di Heathrow, ma le ore non passano più. Iniziamo a sentire la stanchezza.. Finalmente alle 23.30 partiamo!

8 agosto
A New York dobbiamo prendere la coincidenza per St. Maarten alle 07.30 (anche qui volo AA in ritardo di un’ora e mezza).. Atterriamo a St. Maarten alle 13.30 e alle 14 siamo pronti di corsa e completamente distrutti a salire sul piccolo velivolo della WinAir che ci porterà a St. Barth, in 10 minuti. Questo volo è assolutamente fantastico e l’atterraggio lascia senza parole. Siamo arrivati sulla seconda pista più corta del mondo, dopo quella dell’isola di Saba. Uno spettacolo!!

St. Barth è raggiungibile da St. Maarten via aereo o via traghetto. Non so quanto convenga prendere il traghetto, in quanto il viaggio dura un’ora e mezza ed il mare è spesso molto mosso.
Arrivati in aeroporto, ritiriamo l’auto a noleggio e ci dirigiamo in hotel, il Sunset, in centro a Gustavia, capitale dell’isola.
Dalla nostra camera possiamo ammirare splendidi tramonti..

St. Barth è un piccolo gioiello di isola. Ci ha davvero conquistati!
E’ grande solo 21 kmq. Ha pochi hotel e tutti con poche camere. I voli per arrivarci possono trasportare pochi passeggeri, il tutto per mantenere limitato il turismo.
E’ anche un’isola molto esclusiva, dove tutto si paga a caro prezzo.. Fortunatamente agosto è considerata bassa stagione, per cui i costi sono stati per noi accettabili, ma guardando i listini invernali!!!!!! I prezzi triplicano!!

09 – 10 agosto
Questi due giorni sono dedicati alla visita dell’isola.
Decidiamo, cartina alla mano, di visitare tutte le spiagge balneabili.

[MAPPA]http://maps.google.it/maps/ms?msid=203200540653979242486.0004ac33653f600c867f8&msa=0[/MAPPA]

Iniziamo con la Baia di St. Jane e la vista che si gode dall’alto ci conquista!! Tutta St. Barth è puntellata da piccole casette con splendidi tetti rossi che spiccano tra il verde delle colline..

Passiamo poi per varie spiagge: Anse de Lorient, Anse Marigot, dove incontriamo una piccola tartaruga, Grand e Petite Cul de Sac, Anse du Gouverneur,… Infine decidiamo di recarci ad Anse a Colombier, una baia deserta che si raggiunge solo via mare o tramite una passeggiata di una mezz’ora completamente in mezzo alla natura

Riprendiamo l’auto e giriamo ancora un po’, fino ad arrivare ad ammirare il panorama dal Grande Roche

E infine decidiamo di dedicare le ultime ore alla visita di Gustavia.
Gustavia è la capitale, una piccola cittadina, molto fiera delle sue radici e delle idee di libertà, rispetto e tolleranza che le sono proprie.
Passeggiamo tra le viette, senza indicazioni né cartine, semplicemente godendoci quello che vediamo. Le vie sono tutte un saliscendi e io già dopo una mezz’oretta sono senza fiato. Il bimbo mi ha fatto venire il fiatone.

L’ambiente comunque è molto tranquillo e rilassato ed è facile riprendersi. Inoltre le persone sono sempre cordiali; insomma, il vero ideale di vacanza!!
Sbirciamo anche tra i negozi che mostrano tutte, ma proprio tutte le firme più famose: i prezzi ci fanno restare senza parole.. Potete immaginare..
E con questa visita concludiamo purtroppo il nostro soggiorno a St. Barth.

Hotel: Sunset Hotel, 79 euro a notte per la camera superior. Hotel molto carino, con 10 camere. Le superior hanno vista sul mare e sul porto. La colazione non è inclusa e costa 8 euro a testa. Le pulizie vengono fatte ogni giorno, il cambio asciugamani a giorni alterni.
Auto: prenotata tramite l’hotel con la compagnia Soleil Caraibe, a 25 euro al giorno.
Ristoranti:
L’entracte: si trova proprio sulla via principale di Gustavia. Cibo ottimo, ma molto caro (due portate principali e due bottiglie d’acqua a 53 euro).
Ti Zouk K’ Fè: dal lato opposto della Marina di Gustavia. Ottimo cibo, porzioni molto abbondanti ed economico per gli standard di St. Barth (un antipasto, due portate principali e due bottiglie d’acqua a 37 euro).

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ST.Maarten

11 – 12 – 13 agosto
E’ ora di spostarsi a St. Maarten.
Non sono mai stata molto convinta della scelta di visitare quest’isola, ma atterrando qui ed essendo in mezzo alle altre due, ho deciso di inserirla comunque nel programma.
La mia impressione non è molto positiva.
E’ un’isola grande (87 kmq) ed è molto molto caotica. Non ci sono molte baie tranquille, ma traffico, costruzioni ovunque e tanta confusione. Anche gli abitanti si stanno rendendo conto di quello che sta succedendo. Per attirare il turismo e quindi ricchezza, hanno rovinato la loro isola.
Cerchiamo comunque di non farci troppo influenzare e di goderci il soggiorno anche qui.
St. Maarten è un’isola per metà francese e per metà olandese. Le differenze sono notevoli: non solo monete diverse (euro/dollaro), ma nella parte francese c’è maggiore sicurezza, le strade sono ben asfaltate e curate, il traffico è meno intenso.
Per tracciare il confine, si dice che due abitanti siano stati posizionati ai punti opposti dell’isola, siano stati fatti correre e nel punto in cui si sono incontrati sia stato posto il confine.
Noi abbiamo deciso di alloggiare nella parte francese, in quanto più sicura. La parte olandese ha un tasso di criminalità decisamente più elevato.
La scelta è caduta sui Balcons d’Oyster Pond, appartamenti con vista magnifica sul porto.

Il vialetto che porta agli appartamenti è ricco di fiori e colori



Lasciati i bagagli, iniziamo subito ad esplorare l’isola in auto (assolutamente necessaria, in quanto manca un servizio di trasporto pubblico).

[MAPPA]http://maps.google.it/maps/ms?msid=203200540653979242486.0004ac3388a379680702b&msa=0[/MAPPA]

Ci dirigiamo verso la capitale della parte francese, Marigot, ma non ci colpisce particolarmente.

Passiamo quindi velocemente alla capitale olandese, Philipsburg. Nonostante tutte le guide mettano in guardia contro la delinquenza, l’abbiamo trovata più carina. Ci sono due vie parallele che corrono lungo mare, piene di locali, negozietti, ristoranti e casinò. Noi ci siamo passati di giorno, non so come possa essere la sera..

Per il resto, anche qui, visitiamo le spiagge che ci ispirano di più (molto altro non c’è).
Dawn Beach, Guana Bay, Great Bay

la bellissima Simpson Bay

l’incredibile e famosa Maho Beach

come resistere alla tentazione di fotografare questi aerei sulla propria testa?!?

Mullet Bay

Baie Longue, Baie Aux Prunes, Baie Rouge, Orient Bay. E infine, visitiamo l’Ilet Pinel, un piccolo isolotto raggiungibile in 5 minuti di barca da French Cul de Sac, al prezzo di 7 dollari a testa.

Il mare qui è un vero spettacolo


Hotel: Les Balcones d’Oyster Pond, 70 euro a notte. Hotel fantastico. Gli appartamenti sono enormi, con cucina, veranda e barbecue. Si trovano in una zona molto tranquilla. E’ necessaria l’auto per spostarsi.
Auto: prenotata tramite l’hotel con la compagnia Banana Location, a 30 euro al giorno.
Ristoranti:
Chez Coco: ristorante in centro a Marigot. Molto semplice, frequentato dai locali. Per due portate principali, un’acqua ed una birra abbiamo speso 23 euro.
Oualichi: ristorante a Philipsburg. Ambiente molto carino e curato. Offre anche cucina Thai. Abbiamo speso 33 euro per due portate principali, due contorni, acqua e birra.
Oasis: ristorante a Oyster Pond. Ambiente semplice, ma raffinato. Per due portate principali (molto abbondanti), acqua, birra e amaro abbiamo speso 37 euro.

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Anguilla

14 – 15 – 16 agosto
Finalmente si va ad Anguilla!!!!!!!!!! Non vedevo l’ora!!
Prendiamo il traghetto da St. Maarten (30 dollari a testa a/r). Ci sono delle tasse di entrata (5 dollari) e uscita (20 dollari) da pagare in loco.
Anche Anguilla non è un’isola economica e l’unico alloggio che trovo adatto a noi sono gli appartamenti del Ferryboat Inn.
Non potevo fare scelta migliore. Appartamenti enormi, dotati di due bagni, camera da letto, salotto e cucina

con vista, dal terrazzo, su St. Maarten

Anche qui decidiamo di noleggiare l’auto. L’isola è grande (91 kmq) e non ha alcun servizio di autobus.

[MAPPA]http://maps.google.it/maps/ms?msid=203200540653979242486.0004ac33f853268b25b77&msa=0[/MAPPA]

Per guidare ad Anguilla è necessario farsi rilasciare una patente di guida temporanea (ha validità 3 mesi e la rilascia l’autonoleggio) al prezzo di 21 dollari.
Iniziamo subito ad esplorarla, andando a Rendevouz Bay

e rimanendo qui fino al tramonto

Il giorno successivo decidiamo di fare un giro per la capitale The Valley

Ci fermiamo per una visita veloce alla Wallblake House, un edificio del 1787, il più antico di Anguilla, con la chiesetta vicino

In seguito ci rechiamo a Shoal Bay East, definita una delle dieci spiagge più belle dei Caraibi. Lascio giudicare a voi

Passiamo un bel po’ di tempo in acqua, incontrando una murena (in gabbia..) e una tartaruga

Facciamo tappa a West Shoal Bay, ma non ci piace molto, per cui ci dirigiamo a Meads Bay

Lo spettacolo delle spiagge è che le abbiamo sempre trovate deserte e il discorso vale per tutte le isole. Non c’erano mai più di 2/3 persone. Non so dove vadano tutti, ma per noi è stata sicuramente una fortuna!!
Hotel: The Ferryboat Inn, 100 euro a notte. Gli appartamenti sono enormi, dotati di tutto il necessario. Le pulizie e il cambio asciugamani vengono fatti ogni giorno.
Auto: prenotata con la compagnia Island rent a car, a 35 euro al giorno.
Ristoranti:
Smokey’s: ristorante a Cove Bay. Si mangia su tavolini sulla spiaggia, ascoltando musica dal vivo. Con 33 euro abbiamo preso due portate principali, due contorni, acqua e birra.
Ripple’s: ristorante a Sandy Ground. Ambiente curato, ma caro per quello che offre. Per un antipasto, due portate principali e acqua abbiamo speso 47 euro.
Lucy’s: ristorante a Long Bay. Un po’ nascosto e difficile da trovare, ma l’ambiente è molto carino. Abbiamo speso 40 euro per due portate principali e due bottiglie d’acqua.

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New York

17 agosto
Oggi purtroppo si parte, ma siamo contenti perché il viaggio non è finito: si va a New York!!!!!!!!!!
Prendiamo il volo che ci porta a Newark. Da qui Air Train + Nj Transit che ci lasciano alla Penn Station, al costo di 12,5 dollari a testa.
Decidiamo di andare a piedi fino al nostro hotel, l’Edison, prenotato su quickrooms a 620 euro, tasse incluse, per 5 notti.
Ottima scelta. Le camere sono piccoline, ma siamo a 50 metri da Times Square!!!

18 agosto
Iniziamo l’esplorazione della Grande Mela.
Partiamo dalla zona sud, dal quartiere finanziario, girando per Wall Street, la Federal Hall, Trinity Church, fino ad arrivare Ground Zero. Qui vediamo il progetto e i lavori dei nuovi edifici in costruzione.
Ci rechiamo al Museo che ricorda l’11 settembre. Dire toccante è dire poco. Restiamo senza parole nell’osservare i nomi e le immagini delle persone che hanno vissuto in prima persona quella tragedia..
Osserviamo il tutto per un po’ in silenzio e alla fine, parecchio commossi, decidiamo di uscire.
Ci rechiamo quindi al Ponte di Brooklyn, percorrendolo tutto, e al vicino Pier 17

passeggiamo per Little Italy e per Chinatown, fino ad arrivare a Washington Square, dove ci rilassiamo in compagnia di una piacevole musica fino a sera.

19 agosto
Oggi decidiamo di iniziare la giornata recandoci al Flatiron, all’Empire e al Chrysler, dove ci gustiamo la ricchezza della hall.

Arriviamo al Madison Square Garden, ma è chiuso per ristrutturazione, per cui proseguiamo fino al Grand Central Terminal. L’interno è stupendo. Lampadari e scalinate e un continuo via vai di gente.
Continuando a passeggiare, arriva sera. E’ ora di salire sull’Empire. Sfortuna vuole che non riusciamo a vedere il tramonto perché inizia a piovere, ma fortunatamente il temporale passa in fretta ed il panorama che si apre sotto di noi è sensazionale

20 agosto
Stamattina ci alziamo con calma (non ho più il fisico) ed andiamo a visitare l’Onu. Vediamo il Segretariato e le sculture presenti nei giardini, in particolare la pistola donata dal Lussemburgo, simbolo della pace

Passeggiamo vicino al Waldorf Astoria, al MetLife, al general Electric Building, passiamo per la St. Patrick’s Cathedral, per la Sinagoga, la Trump Tower, con i suoi magnifici interni e per il Plaza Hotel.
Dopo una sosta per il pranzo, decidiamo di dedicarci ai musei. Purtroppo non abbiamo abbastanza tempo per entrare in tutti (sarà per la prossima volta), per cui ci accontentiamo di osservarli abbastanza velocemente: il MoMa, il Whitney, il Metropolitan e, infine, il Guggenheim.

Finalmente è arrivata l’ora di cena e dopo un’ottima mangiata a Little Italy, ci rechiamo, come ogni sera, a Times Square.

21 agosto
Penultimo giorno a New York: iniziamo con Bryant Park

passiamo per il Rockefeller Center e per Columbus Circle

il Lincoln Center e il Dakota.
E’ ora di recarci al Central Park: dopo una breve sosta a Strawberry Fields, camminiamo fino alla Bethesda Fountain e al Bow Bridge, con la magnifica vista sui San Remo Apartments

e per concludere in bellezza saliamo al Belvedere Castle

Ma Luca non è ancora stanco (io non sto capendo più nulla, vado avanti ad inerzia..) per cui proseguiamo ed andiamo a vedere anche la Columbia University..

22 agosto
E’ arrivato l’ultimo giorno della vacanza. Stasera alle 19 abbiamo il volo di ritorno, per cui abbiamo a disposizione tutta la mattinata.
Ad aprile sono riuscita a prenotare 2 posti per la salita alla Corona della Statua della Libertà, perciò la giornata sarà dedicata a questo e alla visita di Ellis Island.
Scendiamo dal traghetto a Liberty Island e, dopo tutte le spiegazioni, ci dirigiamo a vedere la vecchia fiaccola ed è proprio da qui che inizierà la salita alla Corona.
Ero un po’ titubante sul fatto di riuscire a salire (soprattutto viste tutte le raccomandazioni che mi sono state fatte prima della partenza): in tutto sono 354 gradini, i primi più agevoli, gli ultimi molto stretti e un po’ più difficoltosi. Partiamo. Per fortuna siamo in pochi, per cui ogni tanto posso fermarmi a prendere fiato. Finalmente arriviamo in cima e posso confermare che la vista dall’alto merita davvero la fatica di salire!! Purtroppo, però, ci si può fermare solo per qualche minuto perché lo spazio è davvero angusto, per cui, fatte le foto di rito, iniziamo a scendere.
Giriamo un po’ per Liberty Island

visitiamo il Museo (molto interessante la storia della costruzione della Statua) e infine saliamo sul traghetto, diretti ad Ellis Island.
Qui passiamo un paio d’ore tra le varie sale del museo, incuriositi da tutte le storie degli emigranti.
Ascoltare le vicende delle persone mi fa cogliere pienamente la portata del fenomeno: non numeri (come spesso, purtroppo, riduttivamente li studiamo), né motivazioni astratte, ma sogni, speranze, aspettative, delusioni, disperazione e rimpatri forzati di persone comuni.
Vediamo la sala dove venivano registrati i loro nomi, i loro bagagli, i letti dove dormivano tutti vicinissimi.
Il tempo passa veloce ed in un lampo arrivano le 14. Meglio rientrare. Dobbiamo tornare in hotel, ritirare i bagagli e andare in aeroporto.
Anche qui decidiamo di prendere la metro e l’Air Train (5 $ a testa).
Arriviamo per le 17, imbarchiamo i bagagli e ci sistemiamo in attesa dell’imbarco.
Il volo British parte puntuale e arriviamo a Londra e poi a Venezia in orario.
Qui si è conclusa la nostra avventura.
Che dire? E’ stato un viaggio bellissimo, che ci ha lasciati davvero felici e soddisfatti.
Abbiamo visto posti davvero incantevoli. Siamo riusciti ad abbinare la nostra voglia di cultura e conoscenza con il divertimento e del sano relax.
E poi che dire di New York? E’ la seconda volta che ci torno e non mi stanca mai. E’ difficile descrivere appieno cosa offre questa città: bisogna andarci e viverla!!

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Ci sono 33 commenti su “Dalle Antille a New York… con il pancino!!

  1. Stupendo viaggio Stefania!! mi dai sempre delle idee meravigliose per le mete dei miei futuri viaggi d’agosto….:-)
    Bellissime foto, diario ben scritto…mi piace molto!! sei mitica!!!congratulazioni per il tuo “pancino” che nel frattempo sarà lievitato un pò :wink:
    :ciao::ciao:

  2. Davvero il viaggio perfetto (almeno per me) :ok: Sole, mare e relax pur non restando mai fermi e il tutto unito alla visita di una città :serenata:
    Complimenti per il bel diario dettagliato e ricco di bellissime foto.
    E congratulazioni per il pancino :bacio:

  3. Stefania complimenti, un viaggio molto bello proprio come piace a me, mare azzurro con sabbia bianca per il relax e una bella città da esplorare :ok:
    Sicuramente da tenere in considerazione per un prossimo itinerario, le foto poi sono favolose, e non per ultimo un mondo di congratulazioni per il tuo bel pancino che ora sarà un bel pancione :rose: :serenata:

  4. Bellissimo diario Stefy! :ok:Molto utile per trovare ottimi spunti per un bel fai da te cultura e relax: il viaggio, secondo me, perfetto!
    Per il resto che dire….CONGRATULAZIONI!!!!!:D Dopo aver seguito il tuo viaggio di nozze ora ti ritrovo in dolce attesa!!! Che bella notizia! Questa è la prova che anche in gravidanza, con le dovute accortezze, si può anzi si deve viaggiare: per rilassarsi, per godersi un momento così speciale, per vivere la passione dei viaggi con il nuovo grande amore per un pargoletto! Potresti aprire un post dando qualche consiglio su come affrontare al meglio un viaggio quando si aspetta. Ci conto!!!! :bacio:

  5. A tutti, grazie :bacio:

    Mimi hai ragione: i viaggi sono una vera passione per me e finché ho potuto ne ho approfittato. Ora farò la brava per un po’ :laugh: ma appena potrò, porterò anche il piccolo/a in giro per il mondo :serenata:

    Se qualcuna ha bisogno di info sui viaggi in gravidanza, sono qui :wink:

  6. Complimenti Sealove, prima di tutto per il ‘pancino’ e poi…………bellissima la parte caraibica con foto stupende e il tuffo nella Grande Mela mi ha suscitato ricordi (Hotel Edison compreso) sopiti ma mai dimenticati
    :clap::clap::clap:

  7. Concordo con tutti i complimenti e rinnovo i miei auguri per la maternità!!!
    Che bel viaggio, ben organizzato ed interessantissimo come mete! E poi è proprio vero ciò che scrivi alla fine . . .NYC non si può capire se non la si è vissuta!

    Lola:rose:

  8. che dirti …. :clap: complimenti !!!!

    ancora mi mancano gli states ma leggendo il tuo diario e vedendo le foto
    ci potrei fare un pensierino :wink:

    adoro la parte fatta al mare meravigliosa….:ok:

    ti auguro di poter riprendere al piu’ presto la tua missione di ”giramondina”
    con il fagottino al seguito.:joke:

    auguri e complimenti anche ”a lui”:hello:

  9. Congratulazioni anche a te :bacio:

    Anch’io avevo qualche remora a partire, ma poi sono stata contenta di averlo fatto: mi sono riposata, rilassata e sono tornata più in forma di prima :serenata: Basta non partire quando la gravidanza è troppo avanti e scegliere mete attrezzate per qualsiasi evenienza sanitaria :ok:

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