Frenesia verde

In questa fase della mia vita, zero possibilità di prendere ferie durante l’inverno per un mese intero, non avevo ancora mai considerato la Nuova Zelanda come meta di vacanza, ma, per quest’anno, essendomi incaponita sulle Isole Cook, ed essendo Auckland la base di lancio per raggiungerle con un low cost, ho pensato che, già che c’ero, potevo anche dedicarci qualche giorno.

In realtà, al rientro, mi sono rallegrata per la mia scelta, in quanto ho avuto la possibilità di conoscere una popolazione molto cordiale ed organizzata, ed un paese che mi ha meravigliato per la sua CIVILTA’ e PULIZIA, e che mi ha fatto respirare un grande senso di libertà, aggirandomi in spazi aperti di straordinaria bellezza, senza la presenza di altri esseri umani. Il colore verde straordinario, dovuto all’abbondanza di precipitazioni, è predominante, persino accecante. Per questo ho voluto celebrarlo nel titolo del mio diario.

Questo il link per le foto (preciso che il verde non è taroccato, né corretto)
http://travel.webshots.com/album/581679761vnbYdY

Sono rimasta sbalordita nella cura che si dedica agli spazi pubblici; negli stupendi parchi non solo non vi sono cartacce in giro, ma neppure mozziconi di sigaretta. Gli unici “rifiuti” presenti sulle spiagge, battute dalle mareggiate invernali, sono detriti legnosi, e non bottiglie e sacchetti di plastica, oppure altri rifiuti umani.
D’altra parte, credo sia facile vivere in 4 milioni solamente, in un territorio grande come la Gran Bretagna.

Mi hanno colpito, in alcuni paeselli, i disegni dei bimbi, affissi in luoghi pubblici, tipo ostelli o uffici del turismo, su temi ecologici, tipo “le balene sono amici, non cibo”, in effetti il paese più di altri si è fatto paladino della causa ecologica, basta ricordare che Green Peace è neozelandese.

CAMBIO

1 NZD = 0.57 €

VOLO

Emirates, costo 1079 € incluse le tasse

16/7/11 – EK092
Milano 22.20 – Dubai 06.25 (+1)
17/7/11 – EK434
Dubai 10.25 – Auckland 13.35 (+1) con scalo a Brisbane di 2 ore

12/8/11 – EK407
Auckland 17.45 – Dubai 05.45 (+1) con scalo a Melbourne di un’ora e mezza circa
13/8 – EK093
Dubai 09.05 – Milano 13.45

Il volo è eterno, mi pare siano 24 ore, senza contare gli scali!
Ho fatto il conto dei kilometri sul ritorno:
2639 da Auckland a Melbourne – 4 ore di volo
11656 da Melbourne a Dubai – 14.15 ore di volo
4700 da Dubai a Milano – 6 ore circa di volo

AEROPORTI

DUBAI
Mi ha deluso il tanto decantato (sul sito della Emirates) terminal 3, oreficerie pacchiane e negozi di elettronica a noia. Pochissimi gabinetti, e file interminabili per accedervi, potevano fare qualche boutique in meno, e qualche toilette in più.
Sul volo comunque nulla da dire, orari perfetti, l’intrattenimento è molto vario. Sul Dubai-Milano e viceversa, per i miei gusti danno persino troppo da mangiare (una colazione ed un pasto). E’ pero vero che più la gente ha la panza piena e meno rompe le balle, più sta seduta a ingozzarsi e meno cazzeggia nei corridoi.

AUCKLAND
E’ nella lista dei migliori dieci del mondo.

L’organizzazione turistica è da 10 e lode. All’arrivo, nei corridoi di snodo che conducono all’immigration, già si trovano scaffali con centinaia di depliants, della società AA.

http://www.aatravel.co.nz/main/index.php

Alle partenze, fra le sale ristorazione e l’imbocco dei primi gates, altri depliants Jasons per tutti gli stati del Sud Pacifico (Fiji, Nuova Caledonia, Vanuatu, Cook, ecc.)

http://www.jasons.co.nz/

Ritirati i bagagli, prima dell’uscita, ai chioschi di informazioni, lavorano efficientissimi, preparati, ed arzilli pensionati, reclutati come volontari. Accanto, vi sono bacheche con display dei maggiori alberghi ed ostelli della città, tutti raggiungibili con una chiamata gratuita, e gli apparecchi telefonici accanto a disposizione.
Per chi ha affittato l’auto, vale lo stesso discorso.
Il centro città si raggiunge con i bus pubblici, costo pochi dollari, oppure con il bus diretto Air Bus che con 16 NZD porta alla stazione centrale di Britomart. Vi sono poi degli shuttles che fanno il giro degli alberghi, e costano sui 30 NZD in media.

IMMIGRATION

Gentili, ma abbastanza fiscali. Al primo arrivo non ho avuto problemi, al secondo arrivo, proveniente da Rarotonga, sono stata tartassata. Evidentemente temevano che fossi espatriata e poi rientrata per avere nuovamente il visto. Tranquillizzati dal mio biglietto di ritorno, hanno comunque voluto sapere ogni dettaglio sui piani del mio soggiorno, tipo in che ostello stavo, cosa volevo visitare, ecc. (meno male che avevo già letto qualcosa sulla guida in spiaggia alle Cook)

DOGANA

Argomento delicato. Già in aereo messaggi proiettati sui minischermi diffondono informazioni su come comportarsi in materia. La cosa più semplice è dichiarare tutto, anche quello su cui si ha dubbi.
Accanto al nastro ritiro bagagli, quindi prima dei banchi dogana, che sono obbligatori, anche se si pensa di non avere niente da dichiarare, ci sono ufficiali a cui chiedere lumi. Bisogna spuntare affermativo in caso abbiate ai piedi, o in borsa, scarpe zigrinate con cui abbiate verosimilmente avuto la possibilità di calpestare suolo straniero, portandone qualche zolla in Nuova Zelanda. Bisogna dichiarare se avete una maschera con cui avete fatto snorkeling in altri paesi, bisogna dichiarare se avete cibo con voi (quello fresco, tipo miele o formaggio non verrà fatto passare, a meno che sia una marca neozelandese).
Visto che io avevo nel beautycase prodotti a base vegetale, in particolare burro di karité senegalese comprato al commercio equo e solidale, e olio essenziale di teatree da chissà dove, ho chiesto nello specifico, e mi hanno detto che per questo tipo di cose non c’è problema.

ALBERGHI
Paradiso del fai da te, la Nuova Zelanda offre soluzioni per tutte le tasche, e c’è molta offerta nella fascia economica. I campeggi e gli holiday parks (dove ci sono anche bungalows) sono situati in posizioni stupende. Gli standard di pulizia sono molto elevati. Le cucine degli ostelli in genere sono molto organizzate, alcuni generi, tipo zucchero, thè, caffè sono gratuiti, e gli ospiti, anche quelli molto giovani, osservano le disposizioni che impongono di lasciare pulito ed in ordine.
Una cosa che mi ha sconvolto un po’ è che in molti posti non c’è il riscaldamento!! Io ho visitato la Northern Island soltanto, che ha un clima invernale mite come fosse la Liguria, ma mi hanno detto che è lo stesso al Sud, che è molto più freddo (es. Piemonte).
Molti ostelli, tipo quelli situati nelle affascinanti e datate case di legno di tipo vittoriano, hanno termosifoni elettrici, che non servono a niente, in reception sono a disposizione boules dell’acqua calda, che in effetti sono utili, molto più di ciò che pensavo. Gli ostelli più moderni hanno comunque termosifoni decenti.

Questi i miei pernottamenti:

Auckland aeroporto – Kiwi International Hotel – prenotato via internet – 53 NZD – niente di che la camera, e piuttosto poco riscaldata. Colazione accettabile per gli standard italiani.

Rotorua – Crash Palace Backpacker – trovato sul posto – 30 NZD una singola senza bagno, termosifone efficiente, calda
http://rotoruabackpackers.crashpalace.co.nz/index.htm

Rotorua – Mirage Motel – trovato sul posto – 65 NZD – appartamento con 3 posti letto, cucina abitabile, e bagno, termosifone caldissimo
C’è da specificare che a Rotorua utilizzano i calori geotermici per il riscaldamento. Quasi tutti gli alberghi hanno una spa (i più costosi una per stanza) che sfruttano le acque termali.

Whangarei – Fountain Lodge Motel – trovato sul posto – 90 NZD un bungalow con 3 camere da letto, cucina e scarafaggio gratuito, non granchè – stanza fredda – solo stufette ad aria calda
http://www.fountainlodgemotel.co.nz/

Paihia – Saltwater Lodge – trovato sul posto – 60 NZD una camera con 4 posti letto tutta per me, pulitissimo, caldo (termosifone efficiente)
http://www.saltwaterlodge.co.nz/

Coopers Beach – Doubtless Bay – Mangonui – trovato sul posto – 90 NZD, stanza semplice, con cucinotta e bagno, ma vista eccezionale, in un posto incantevole – non molto freddo – termosifone piccolo elettrico che non mi ha fatto battere i denti
http://www.sanmarino.co.nz/

Auckland aeroporto – Travellers’ International Hotel – prenotato via internet – 53 NZD – da paura, freddo, sporco e rumoroso.
http://www.travellersinternational.co.nz/

Auckland centro – City Garden Lodge – prenotato via internet – 60 NZD una stanza senza bagno, potevo forse trovare di meglio, ma era in una bella zona (Parnell), in una vecchia e tipica casa di legno dai pavimenti tutti cigolanti. Un po’ freddo, solo termosifoni elettrici, ma boule dell’acqua calda a volontà, che hanno fatto un ottimo lavoro.
http://www.citygardenlodge.co.nz/

SPOSTARSI

Il treno non è un mezzo molto usato, c’è un’unica linea da Auckland a Wellington, molto cara.
Vi sono poi alcune compagnie di bus pubblici, ed i cosiddetti backpackers bus, tipo Kiwi Experience, Naked Bus, ecc. Prenotabili via internet, alcune tratte in promozione a 1 NZD, se acquistate singolarmente, ma è possibile prenotare vari circuiti, e scendere e salire a piacimento.

http://www.kiwiexperience.com/
http://nakedbus.com/nz/bus/

Combinandoli alle corse di mezzi locali, credo si riesca ad andare dappertutto, ma ci vuole più tempo, che è quello che a me manca. Opto quindi per il noleggio auto.
Le agenzie neozelandesi, Ezy, Ace Car Rentals, Pegasus, sono molto più economiche (metà del prezzo) rispetto a quelle classiche tipo Avis, Budget, Hertz.
E’ possibile noleggiare macchine vecchie, con elevata percorrenza, a 19 NZD al giorno. E’ quello che ho fatto io, con Ace Car Rentals. Poiché avevo specificatamente chiesto il cambio manuale e queste in genere invece sono automatiche, mi hanno fatto un upgrade, offrendomi una utilitaria coreana nuova, di quelle che costerebbero 36 NZD, allo stesso prezzo.
In definitiva, il costo del noleggio, per una settimana, compreso di Kasko, mi è costato 231 NZD.
Molto meno che qui, dunque.
http://www.acerentalcars.co.nz/
Devo dire che guidare non è stato per niente rilassante. Non è semplice infatti farlo in un posto che non conosci, guardando contemporaneamente la cartina per non perderti, e cercando anche di ammirare il paesaggio! Inoltre, per colpa del fuso, per tutta la settimana mi prendeva già l’abbiocco alle 14, quindi cercavo di non fare tirate troppo lunghe, con l’intenzione di trovare un albergo sempre entro le 18.
Le strade sono in buono stato, ma molto tortuose. La NH1, l’arteria principale, che io, chissà perché, prima di partire pensavo fosse tipo la A1 nel tratto Milano Bologna, da Auckland a Whangarei assomiglia invece alla Torino Savona nel tratto montuoso!! Un tornante unico, praticamente sempre in salita o in discesa, con pochi rettilinei, a volte sotto una pioggia così forte da farmi ricordare il monsone cambogiano ad agosto..
Insomma, che palle, se avessi preso il bus sarebbe stato più comodo.
Il noleggio dei camper è ancora più conveniente, ma non ho molte info da offrire in merito.

CIBO
Per risparmiare, mi sono sempre cucinata le mie cose in ostello. Nei supermarket si trova di tutto, a prezzi un po’ minori rispetto a Eurolandia.
Come cibo pronto economico, hamburgers e hot dogs (vade retro), fish and chips (fritto, non ne vado matta, ed il fegato ringrazia), e le famose meat pies, che mi schifano un po’ (il ripieno mi sembra il Whiskas, e l’odore pure). Queste le uniche opzioni disponibili nelle bakeries nei piccoli paesini.
Ad Auckland ci sono però numerosi ristoranti etnici economici (in K Road giri il mondo in pochi passi), e le food courts dei centri commerciali. Ho visto enormi sushi rolls in un ristorante coreano vicino al Ferry terminal a 3 NZD. Avevano un aspetto sano ed appetitoso.
Ho mangiato solo tre volte fuori, al Fish Market e ad un vegano very cheap, entrambi a Auckland, ed al menu prezzo fisso di un ristorante vincitore di awards a Paihia.
In parecchi ristoranti ci sono promozioni per gli “early birds”, ossia per chi si presenta per cena dalle 17 (!!) alle 19..

18/7
Atterrata dopo il volo eterno, impiegato più che altro a ronfare, passo indenne alla trafila immigration-ritiro bagagli-dogana. Chiamo gratuitamente il Kiwi International Hotel, che manda una navetta a prendermi. Tutti gli alberghi economici intorno all’aeroporto sono gestiti da indiani, e devo dire che la differenza coi neozelandesi si nota, e parecchio! La moquette è orribile, ma almeno attutisce i rumori.
La macchina è prenotata per l’indomani. Non mi pare saggio iniziare a guidare dopo 2 giorni di volo aereo. Visto però che sono abbastanza arzilla, e splende un bel sole, mi sembra sprecato dormire, e quindi, col bus nr. 328 raggiungo il centro. I bus hanno tariffe a fasce urbane, come da noi, in centro invece si trova il Link Bus, alla tariffa fissa di 1.8 NZD.
http://www.maxx.co.nz/link
Raggiunge tutti i posti più interessanti per un turista. Con questo mezzo raggiungo quindi la Sky Tower, la cui silhouette domina la città. All’interno, vi sono casinò e ristoranti. Più un ufficio turistico ed un negozio di souvenirs.
http://www.skycityauckland.co.nz/Attractions/Skytower.html

L’ingresso costa 28 NZD. Colgo l’occasione per ammirare il panorama al tramonto, il tempo qui è capriccioso, carpe diem, non so se mi capiterà un’occasione simile.

Passeggio e perlustro la zona di Queens Street, compro una scheda telefonica ricaricabile Buzz a 10 NZD, e ceno in un ristorante vegano proprio accanto alla Sky Tower, si chiama Golden Age (8.90 NZD).

Cerco di ritornare alla fermata del bus nr. 328, ma non riesco a trovarla, e mi perdo. Quando sono già le 10 di sera passate, penso che la cosa più economica da fare sia tornare in aeroporto con l’Air Bus da 16 NZD, e da lì prendere un taxi (30 NZD) per il breve tragitto verso il Kiwi Hotel.

19/7
Dopo una colazione sufficiente per gli standard italiani (ma non per quelli anglosassoni, immagino), la navetta gratuitamente mi riporta in aeroporto, e, sempre gratuitamente, dopo un’altra chiamata, vengo condotta da un minivan presso la sede di Ace Car Rentals, a meno di un kilometro dal terminal, dove prendo possesso della macchinina, una Daihatsu Sirion. Le impiegate mi forniscono indicazioni su come raggiungere l’imbocco della tangenziale, e raggiungere l’autostrada NH1 in direzione sud. L’accento neozelandese non è facile da capire, quindi mi faccio ripetere almeno 3 volte tutta la tiritera, e prendo anche appunti.
Riesco comunque a cavarmela e senza troppi casini mi instrado verso Rotorua. La giornata è bella, ma in alcuni fondovalle precipito in un nebbione che mi butta nel panico. Il paesaggio, in questa alternanza di saliscendi fra grigio e verde accecante dei prati mi fa credere di essere in una fiaba! Ovunque ci sono greggi di pecore, anche a pochi metri dal ciglio stradale.
Consumo un veloce pranzo (7.20 NZD vegetable pie, thè e torta) al Black Beagle Pub di Mangatarata, un paesino in mezzo ai boschi e raggiungo Rotorua verso le 4 del pomeriggio.
Pianto la macchina a casaccio in un posto certamente a pagamento, la prima cosa che mi attrae è un nauseabondo odore di zolfo. Sono proprio vicino al lago. Per paura della multa, la ricerca dell’hotel è piuttosto frettolosa, e, dopo aver scartato alcune opzioni più dispendiose, mi fermo al Crash Palace Backpackers, 35 NZD una singola senza bagno, ma con un termosifone!!
Dopo aver spostato la macchina, a piedi perlustro la cittadina. Soprattutto la zona attorno al Lake Rotorua, con i bei Government Gardens e la Polynesian Spa, le terme pubbliche.

Poi qualche negozio di souvenirs. All’organizzatissimo Visitors Centre, per 60 NZD prenoto un hangi al Sudima Hotel, uno di quelli precedentemente scartati per via del prezzo. Chiedo anche info sulle attrazioni delle vicinanze, e come raggiungerle. Sono organizzatissimi, mi riempiono di cartine, e mi segnano le strade interessanti a pennarello.
L’hangi è una cena tipica Maori, con le pietanze cotte nel forno. Il cibo non è granchè. Lo show invece è gradevole, anche perché gli interpreti sono bravi cantanti. Agli intermezzi musicali si frappongono racconti di miti Maori, e di usanze, credenze e tradizioni. Lo show finisce presto, anche perché in Nuova Zelanda la gente è abituata a mangiare prima di noi, e così ho il tempo di fare la spesa al Pack & Save, una catena di grossi supermercati.

20/7
Sotto un cielo bigio, ma per fortuna non piove, visito il Wai-O-Tapu Thermal Wonderland (32.50 NZD). Si tratta di una grossa area che raccoglie spettacolari formazioni geologiche, di diverse sfumature cromatiche, a seconda del materiale di cui il terreno è composto.
http://www.waiotapu.co.nz/
Vi sono geysers, fumarole, laghetti dai colori più disparati e meravigliosi. Ormai sono abituata all’odore, anzi quel vapore mi fa persino bene!

La visita si snoda su un percorso guidato, formato da due anelli, decido per l’escursione completa, e mi trattengo quindi per almeno tre ore, considerando anche il tempo che perdo a fare fotografie, ma non mi è mai capitato di vedere una cosa simile in vita mia!
Consumo un breve pasto alla caffetteria all’ingresso (13.50 MZD), dopodichè mi reco a visitare altre pozze di fango che, essendo già fuori dal parco, hanno ingresso gratuito. Sono ben segnalate, e ne consiglio la visita anche a coloro che non intendono fermarsi al Wai-O-Tapu.

Termino la giornata a Te Puia, (53 NZD compreso uno show) un altro parco termale più piccolo e molto grazioso. Qui assisto ad un altro show Maori. E’ possibile visitare alcuni laboratori artigianali di prodotti tipici, legno e tessuti, dove si possono vedere gli operai al lavoro (fra di essi, ho riconosciuto alcuni dei guerrieri che si erano esibiti nella haka nello show prima menzionato).
Decido di non proseguire oltre, e poiché ho già fatto il check out dal Crash Backpackers, mi metto in cerca di un nuovo posto per il pernotto. Mi sistemo al Mirage Motel, molto spazioso, e ben riscaldato. C’è pure una sala spa in comune.

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Ci sono 15 commenti su “Frenesia verde

  1. e’ sempre un piacere lasciarsi coinvolgere dai tuoi viaggi e sognare per il breve tempo dellla lettura di essere li con te :serenata:
    frenesia verde , e che verde splendente , un magico incanto dal’ altro lato del mondo .
    ancora una volta grazie Cristina :bacio:

  2. ecco! dopo aver letto anche la parte relativa alla nuova zelanda ho programmato il mio prossimo sogno, insieme alle cook ovviamente! in gennaio-febbraio, dovrebbe essere la fine del mondo! peccato che resterà solo un sogno.. in quanto come te un mese di ferie in inverno posso anche scordarmelo!
    è stato un piacere però iniziare a sognare insieme ai tuoi racconti! complimenti!

  3. …visto che è un paradiso del fai-da-te…occorre che prenda appunti…non si sa mai…:ok:
    sempre piacevoli le tue letture. Le mie foto preferite, quella con l’albero e quella in cui c’è la panchina “solitaria” con vista magnifica…dimmi che ti ci sei seduta …:serenata:

  4. ely80 wrote:
    …visto che è un paradiso del fai-da-te…occorre che prenda appunti…non si sa mai…:ok:
    sempre piacevoli le tue letture. Le mie foto preferite, quella con l’albero e quella in cui c’è la panchina “solitaria” con vista magnifica…dimmi che ti ci sei seduta …:serenata:

    Ely, c’erano seduti due tizi che non si schiodavano più! :x Li ho puntati come fa un gatto col topolino, guardandoli storto… poi, quando finalmente si sono allontanati, mi ci sono fiondata come una scheggia!! In effetti è una delle mie foto preferite, in uno scatto sono racchiusi tutti gli aspetti che la città ha da offrire, secondo me, un gran senso di pace, prima di tutto!

    ————–

    Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno apprezzato il mio racconto! :rose:

  5. dopo averlo letto mi è venuta voglia di cambiare rotta… ma abbiamo già preso il volo per Sydney e vogliamo farci un tour del Sud Australia/Queensland! Abbiamo 3 settimane a Gennaio e non riusciremo a vedere anche la Nuova Zelanda.
    Non è che hai un diario così dettagliato anche sull’Australia?
    Grazieee anche per le belle foto :clap:

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