Icone, cupole d’oro e capolavori: Mosca e San Pietroburgo quando anche i fiumi ghiacciano!

Ho scelto il periodo invernale per andare a Mosca e San Pietrobugo consapevole che avrei trovato un gran freddo. In realtà, le temperature si sono rivelate molto più alte del normale (tra i -6° e +2°).
Sono certa che in estate lo splendore dei numerosi parchi e giardini conferisce maggior fascino a queste città, e le notti bianche  siano un’attrattiva non da poco. Io però volevo vedere un pezzo di quella Russia con i fiumi ghiacciati e l’atmosfera che queste latitudini hanno nel mio immaginario.

VOLO

Andata su Mosca e ritorno da San Pietroburgo con Swiss Air, prenotato 1 mese prima
209 euro

TRENO

Mosca-San Pietroburgo con treno notturno di 1°classe, prenotato 10 giorni prima sul sito delle ferrovie russe tramite il sito di Rago
110 euro (5200 Rubli)

VISTO

Richiesto tramite All Russia Tour (comodo per consegna e ritiro a mano)
 
20 invito
32 assicuraz. sanitaria obblig.
60 tax consolari
29 diritti agenzia
Tot: 141 euro

HOTEL

 

MOSCA

Kiray Gorod Hotel, 4 notti con colazione, prenotato con Booking qualche settimana prima
536 euro (25.000 Rubli)
Ottima posizione a 10 min a piedi dalla Piazza Rossa, stanze microscopiche ma colazione abbondante e varia.

SAN PIETROBURGO

Nevsky Grand Hotel, 3 notti con colazione, prenotato con Booking
172 euro (8260 Rubli)
Ottima posizione a 50mt da Nevsky Pr e 10 min a piedi dall’Ermitage, stanze accoglienti e spaziose, colazione buona, personale molto disponibile.

CIBO 

Sempre cucina locale, mangiando bene ovunque (zuppe e bosh davvero gustose, tanto salmone, fresco e affumicato ma anche gamberi del mare del nord, moltissime verdure e a volte dolci della tradizione. Bevendo un paio di birre abbiamo sempre trovato prezzi intorno ai 2000/2500 Rubli in due.

Non sempre i menu sono scritti anche in inglese ma spesso hanno le foto del piatto.
Ah, da caffè addicted, avevo la mia inseparabile bialetti elettrica ma devo dire che i caffè presi nei locali erano decisamente buoni!

GUIDA

Lonely Planet “Mosca” e “San Pietroburgo”, Ed.2012
Ottime anche se la mappa della metro di Mosca ha i nomi solo in inglese e mancano in cirillico!

MOSCA   19 febbraio – mercoledì

Viaggio tranquillo, con scalo di un’oretta a Zurigo. Arriviamo all’aeroporto Domodedovo alle 19.30, in perfetto orario. Ritiriamo il bagaglio, facciamo l’immigrazione in pochi minuti e cerchiamo le indicazioni dell’Aeroexpress per arrivare in città.
L’impatto con il cirillico dei cartelli e il poco inglese alla biglietteria ci fanno sudare un po’! Comunque, in poco più di mezz’ora si arriva a Paveletsky Vokzal e da li prendiamo la metro per l’hotel.
Il sistema delle stazioni con doppio nome, all’inizio ci confonde ma ci si abitua presto. Inoltre i moscoviti sono molto disponibili quando vedono uno straniero con occhi pallati a la mappa metro in mano ;-)
L’hotel non ha un’insegna vera e propria e i numeri civici seguono una strana logica……ma alla fine troviamo l’ingresso. Per le 22 abbiamo preso la stanza, depositato i bagagli e siamo in giro ad assaporare il freddino della notte russa e ad assaggiare la cucina locale in uno dei molti ristoranti sotto l’albergo.

MOSCA   20 febbraio – giovedì

Sveglia con mooolta calma, sia per le 3 ore di fuso che per l’assenza di luce: il sole infatti sorge tardissimo e fino alle 9.30 è buio!
La colazione è varia e abbondante, con molte cose preparate express dalle signore nella micro cucina della hall.
Usciamo e in pochi minuti arriviamo a piedi alla Piazza Rossa che ci accoglie deserta e unica.
Visitiamo San Basilio, con le caratteristiche cupole colorate fuori e infiniti affreschi all’interno. Ci affascinano le splendide icone e restiamo sorpresi dalla singolare struttura interna che si sviluppa in un contorto incastro di chiese dentro la chiesa. Il principio delle matrioske in architettura!

E’ il turno del mausoleo di Lenin: visita rapida e abbastanza insignificante dopo aver depositato borse e fotocamere. Siamo pochi ma a giudicare dalle transenne si capisce che in estate l’afflusso è assai diverso.
Di fronte, il maestoso edificio ottocententesco che ospita i Magazzini GUM e, con la scusa di ammirare la copertura a vetrata, ci scaldiamo e facciamo un rapido giro tra boutiques prestigiose e allestimenti che celebrano le olimpiadi di Sochi.
Poco distante anche la Cattedrale di Kazan, piccola ma affascinante ricostruzione, copia di quella distrutta durante la dittatura.
La giornata è fredda ma serena e facciamo una passeggiata nei Giardini Aleksandrovsky che costeggiano le mura del Cremlino e ospitano la Tomba del Milite Ignoto dove una sposa è venuta a depositare i fiori secondo la tradizione locale.
La passeggiata ci porta verso il Teatro Bolshoi passando davanti all’Hotel Metropol e ad altri edifici-capolavoro dell’ Art Nouveau.    

 

A metà della Petrovka Ul ci fermiamo a visitare il Museo dei Gulag: si tratta di una raccolta di foto e ricordi di persone, ricostruzioni e filmati oltre a mappe che illustrano quantità e  distribuzione dei vari campi nei quali hanno transitato oltre 18 milioni di russi…
Per noi occidentali che poco sappiamo di questa pagina di storia risulta parecchio interessante.
Come in quasi tutti i musei che abbiamo visitato, purtoppo non sono molte le didascalie in inglese (qui però, ci sono volontari che integrano con qualche spiegazione).
Poco distante, sulla stessa strada si trova Eliseevsky, un negozio di alimentari degno di nota, ospitato in un grandioso salone ottocentesco, pieno di specchi, stucchi e colonne, e dove si trovano molte specialità russe tra cui caviale e decine di tipi di pesci affumicati oltre ad una grande varietà di vodka.

Sempre in zona ci rechiamo agli antichi Bagni Sanduny per provare una banja ma , come abbiamo letto poi, in Russia quasi tutte le strutture hanno parti separate per uomini e donne e quindi desistiamo.
Il sole che tramonta oltre le 7   contribuisce a farci perdere il senso del tempo. Ceniamo in un piccolo locale che fa cucina russa e francese, parte di una catena qui e a San Pietroburgo, che si chiama Gli Amici di Jean Jaques (Жан-Жак) : ottima cucina e locale delizioso.
Un ultimo giro nella Piazza Rossa di notte per godere a pieno della sua magnificenza e poi a nanna.

MOSCA   21 febbraio – venerdì

Stamani visita al Cremlino, quindi raggiungiamo la biglietteria e facciamo il biglietto completo che prevede anche l’ingresso all’Armeria (sul biglietto è indicato l’orario imposto di ingresso per quest’ultima).
Passiamo davanto all’Arsenale e ai suoi cannoni schierati, al Palazzo del Patriarca (che è chiuso per lavori) e arriviamo allo Zar dei Cannoni e alla Zarina delle Campane per la foto di rito. Ci lasciamo catturare dalle incantevoli cupole dorate delle Chiese sulla spianata: la mia preferita è la Cattedrale dell’Assunzione, interamente affrescata con dipinti mirabili e con un’iconostasi davvero maestosa.
La Chiesa della Deposizione  è un altro gioiello architettonico, piccolo ma altrettanto ricco di dorature e icone.
C’è poi il Campanile di Ivan il Grande, bianco e altissimo che svetta nel cielo incredibilmente azzurro.
A completare lo spazio esterno ci sono la Cattedrale dell’Arcangelo e quella dell’Annunciazione, entrambe imponenti e ricche di opere che difficilmente immagianiamo adibite a stalle o magazzini durante l’occupazione napoleonica…
In tutte le chiese è disponibile una cartina in varie lingue, per individuare gli affreschi e leggere didascalie specifiche.

E’ ora, e ci avviamo all’Armeria, lasciamo giacche e borse e indossiamo i sottoscarpe. La visita porta via un paio d’ore abbondanti tra le sale degli ori e argenti, le Uova di Fabergé, armature, abiti, troni e carrozze.
Facciamo anche un biglietto supplementare che consente di ammirare il Fondo dei Diamanti della Russia, una spettacolare collezione di diamanti, oro e platino oltre all’esposizione di alcuni tra i più bei gioielli della corona.
La giornata è volata tra tesori, arte e cattedrali. Decidiamo di fare il giro di alcune fermate della metropolitana e seguendo il percorso suggerito dalla Lonely, restiamo un’oretta abbondante sotto terra ad ammirare opere architettoniche e artistiche davvero uniche.

 

Komsomoloskaya, Novolslobodskaya, Kievskaya, Mayakovskaya, Belorusskaya tra le più ammirevoli, ma girando, ci siamo accorti che ogni stazione è un piccolo gioiello.
Finiamo con Ploshchad Revolyutsii in mezzo a sculture di rivoluzionari e passiamo la serata camminando nelle molte vie pedonali a est della Piazza Rossa e ceniamo da Korchma Taras Bulba, cucina ucraina che apprezziamo molto insieme all’ambiente caldo e familiare.

MOSCA   22 febbraio – sabato

Stamattina fa meno freddo, siamo intorno ai -4° ma il cielo minaccia neve. Con poche fermate di metro arriviamo in zona Zamoskvorechie e già la città assume un aspetto diverso, il grigio del cemento armato fa da cornice a ad una statua di Lenin e alle strade enormi. Ci avviamo verso la Moscova per raggiungere l’ingresso nord di Gorky Park e ci troviamo davanti l’immensa pista di ghiaccio.
Facciamo i biglietti che comprendono il noleggio e passiamo due ore abbondanti a pattinare divertendoci come bimbetti.
E’ sabato quindi ci sono un sacco di ragazzi, la pista è piena e si vede che da queste parti si fa sul serio: io rotolo sul ghiaccio un paio di volte metre vedo fare acrobazie da campionato anche a bimbi delle elementari!

 

Il Parco ha tutti i laghetti ghiacciati, e con il cielo plumbeo tutto acquista un’atmosfera unica. Ci allunghiamo fino al ponte pedonale coperto per vedere il fiume e al ritorno ci informiamo sulle uniche crociere invernali sulla Moscova che fanno tappa qui.
Lasciamo perdere (solo 2 orari e per noi, scomodi)  preferendo vedere la parte alta del quartiere, la Ex Fabbrica di Cioccolato, la Chiesa del Cristo Salvatore e, passando sull’isola, avere una meravigliosa vista sulle mura del Cremlino e le sue torri.

Girottoliamo su Arbat St in mezzo a negozi di souvenir e ristoranti, zona decisamente molto turistica e un non-so-che di artefatto ce la rende poco attraente.
Per cena, cucina georgiana al Genatsvale Na Arbate  (Генацвале на Арбате), locale segnalato sulla guida. Mangiamo molto bene, il locale è in pieno gusto kitch russo, con musica dal vivo, personale gentilissimo e che parla inglese (cosa non sottovalutabile quando si tratta di ordinare alla cieca piatti sconosciuti)
Questa cucina prevede coraggiose dosi di aglio e peperoncino e tra le altre cose, apprezziamo molto un delizioso pane al formaggio (khachapuri).

 

MOSCA   23 febbraio – domenica

Solita colazione abbondante, facciamo check-out e lasciamo le valige alla reception. Con la metro ci spostiamo nella periferia est di Mosca per vedere il mercato Izmaylovo.
Si tratta di un’area che la municipalità ha cercato di risanare con la costruzione di un parco a tema che prevede negozi, ristoranti e un mercato di artigianato.
Effettivamente, il quartiere appare un po’ decadente e disgelo e pioggia non rendono migliore la vista.
Il mercato ha una zona divertente con cianfrusaglie, antiquariato (più o meno vero), chincaglierie e una parte dedicata ai souvenir con montagne di matrioske, colbacchi di pelliccia e manufatti in legno.

Mangiamo i tipici spiedi di carne e salmone accompagnati da una  montagna di cipolle fresche :-D , una focaccia buonissima e birre russe.
Usciamo dalla saletta affumicati come due aringhe ma sazi e soddisfatti!
Continuamo il giro verso  i venditori di roba militare sovietica e infine, cerchiamo di spuntare un buon prezzo per un portamoccolo da icona.
Qui la contrattazione è d’obbligo: sparando la metà del prezzo che chiedono, abbiamo ottenuto prezzi assai migliori che in centro a Mosca, quindi, se dovete comprare, fatelo qui.

Rientriamo verso l’hotel, ceniamo nei pressi di Traverskaya Ul e, dopo aver recuperato le valige, andiamo alla stazione Mosca Oktiabrskaia per prendere il treno notturno che ci porterà a San Pietroburgo.

La stazione dei treni, che è a fianco a quella della metro, è modernissima e ben organizzata ma quesi nessuno, anche ai banchi ricezione, parla inglese…
Una volta trovato binario e carrozza, si fa chek-in e ci viene consegnata la cuccetta a due già pronta per la notte, con cestino per lo spuntino, asciugamani e ciabattine. Una signora passa per accordarsi sull’ora a cui portare la colazione e , in orario spaccato, si parte.
Treno e cuccette davvero ottime, si riesce anche a dormire bene. Pessime invece le condizioni delle toilette, entrambe già sporche e con poca acqua prima di partire.
Da svidanja Mockba!

 

SAN PIETROBURGO 24 febbraio – lunedì

Il treno arriva alle 6.30 a Moskovsky Vodzal, ci prendiamo un caffè su Nevsky Pr e verso le 8 siamo in hotel a lasciare le valige aspettando che si liberi la stanza.
Ci pare che qui faccia ancora più freddo che a Mosca,  forse la causa è il vento che sembra darti delle rasoiate ad ogni angolo di palazzo. Ma siamo belli coperti e camminare ci riscalda.
Andiamo subito a vedere la Neva che è completamente ghiacciata e conferisce un incanto unico alla città. Il colpo d’occhio sulla piazza Dvortsovaya deserta (“e te credo, a quest’ora!”) mentre il sole pallido si comincia ad alzare è davvero emozionante. Il Palazzo d’Inverno sembra una cartolina.

Visitiamo la Cattedrale del Sangue Versato che seduce appena si entra: l’intera superficie è coperta da mosaici che la luce mattutina fa risplendere con una grazia unica.
L’audioguida in italiano ci aiuta a capire meglio lo sviluppo delle raffigurazioni (vivamente consigliata vista la quantità di immagini) e racconta la storia della chiesa nata sul luogo dell’attentato allo Zar.

La città è davvero molto fotogenica, ogni scorcio, ogni canale, ogni palazzo ruba decine di scatti.
Attraversiamo il ponte davanti all’Ermitage raggiungendo la Strelka da cui si ha un bel panorama e ci incamminiamo verso la Fortezza di Pietro e Paolo. All’interno, oltre a passeggiare, visitiamo il Bastione Trubetkoy e le prigioni di alcuni nomi illustri come Dovstoevsky e Bakunin. Avremmo voluto salire sul campanile ma era possibile solo con visita guidata in russo!

Pazienza, il nostro giro ci porta ad attraversare il Campo di Marte dove c’è la Fiamma Eterna, i Giardini Mikhailovsky, e tornando sulla Nevsky entriamo nella Cattedrale di Kazan (che per stile e decorazioni è molto diversa dalle chiese ortodosse medievali e rinascimentali che abbiamo visto a Mosca e per questo ci colpisce meno) . Infine il Palazzo Singer, indubbiamente l’edificio più bello dell’intera strada!
Cena da Biblioteka, cucina russa e internazonale, comodo perchè d’angolo tra l’hotel e la Nevsky.

 

SAN PIETROBURGO   25 febbraio – martedì

Prevediamo di passare la giornata all‘Ermitage, quindi facciamo una super colazione che ci permetta di saltare il pranzo. Alle 10.30 abbiamo già i biglietti e le audioguide, saliamo lo Scalone Giordano e restiamo ad ammirare la magnificenza dell’ambiente tra specchi, marmi e stucchi dorati.

Nessuna coda alla biglietteria e, a parte un paio di scolaresche, non c’è molta gente; questo ci concede la possibilità di soffermarci nelle sale che preferiamo.
Siccome  abbiamo un solo giorno da dedicare al museo, pianifichiamo la visita per non rischiare di lasciar fuori qualcosa che avremmo voluto vedere.

Quindi tralasciamo il piano inferiore che ospita preistoria, antico Oriente e civiltà classiche per andare subito al II° piano a vedere gli spettacolari saloni  (Sala di San Giorgio e la Sala del Padiglione con l’Orologio del Pavone). Il giro che ho deciso prevede le sale di arte Fiamminga e Olandese e quelle Italiane dove decine di cinesi si accalcano per scattare foto a ripetizione alle due Madonne di Leonardo.

Indubbiamente  capolavori unici ma le sale precedenti e successive non sono da meno con i della Robbia, i maestri Senesi, Tintoretto, Giorgione e Canaletto. La galleria con le statue di Canova, poi, la Loggia di Raffaello e davvero molto altro.
E se anche non ci fossero le opere, il palazzo in se meriterebbe il viaggio. I saloni lasciano senza fiato, gli appartamenti imperiali e quelli Privati, la Sala della Malachite, il Salotto d’Oro, i lampadari, gli arazzi, i marmi preziosi ci lasciano rapiti.
Saltiamo la pittura tedesca e inglese per dare più spazio all’Arte Russa e ai tesori sottratti ai nazisti dall’Armata Rossa.
Infine saliamo al III° piano dove stanno i capolavori del Novecento. Da Gerard a Picasso passando per gli Impressionisti, Matisse e la sua Danza, Cezanne e la Montagna Sainte Victoire. Sono in estasi, resterei per ore ma si sono fatte le 5.30 e stiamo dentro da 7 ore!!!!

Stanchi e con un po’ di languorino usciamo passando per alcune sale con stupende stampe giapponesi e salutiamo questo museo meriterebbe almeno due giorni.
Rientrando ci fermiamo a cena al Rabbit Bar, nella via dell’albergo. Un locale carinissimo, originale, con ambienti che ricordano la tana del Bianconiglio, con una sorprendente scelta di birre e dove mangiamo molto bene.

 

SAN PIETROBURGO   26 febbraio – mercoledì

Ultimo giorno pieno, tocca dare delle priorità. Optiamo per  restare in città al posto della visita a Pushkin e scegliamo di visitare la zona di Smolny e Vosstaniya. Un po’ la metro non è così capillare come a Mosca, un po’ la bella giornata, scarpiniamo come al solito. Begli edifici orlano queste strade meno turistiche man mano che ci allontaniamo. Ci fermiamo in al mercato Kuznechny perchè mi piace sempre curiosare nei mercati alimentari.

Una signora ci fa assaggiare un sacco di conserve che fa da se, di alcune si capisce la natura, ma di altre non sappiamo definire se siamo vegetali o frattaglie! Oddio che roba avrò mangiato?!?
Ci facciamo fare delle vaschette con quello che preferiamo e proseguiamo verso la Cattedrale di Smolny e le sue guglie bianche e blu.
Purtroppo è chiusa e non si può salire a vedere il panorama. Ci fermiamo al Museo della Difesa e dell’Assedio di Leningrado: i pannelli e le didascalie sono quasi tutte in russo ma foto e reperti di morte, guerra e fame spesso non hanno bisogno di parole.
Il sole ci accompagna sul lungo Neva fino ai Giardini d’Estate, che anche se in letargo invernale fanno intuire la grazia e l’armonia che li contraddistinguono.

E’ ora di cena, decidiamo per il sushi. C’è l’imbarazzo della scelta, pare che ci siano tanti sushi bar quante caffetterie!
Non restiamo delusi, ottima scelta di pesce e infinite combinazioni di piatti asian style in genere.
Ci piace girottolare e perderci nelle strade, restare incantati davanti a scorci suggestivi anche se questo ci fa arrivare a sera praticamente fusi.
Quindi breve passeggiata (mi sarebbe piaciuta la crociera ma non avevo calcolato i canali ghiacciati!) e poi nanna.

 

SAN PIETROBURGO   27 febbraio – giovedì

Colazione, check-out e valigie alla reception per poter sfruttare la mezza giornata che ci resta.
Passiamo davanti all’Ammiragiato per arrivare alla Cattedrale di Sant’Isacco dove scegliamo di salire sulla cupola invece di visitare l’interno.

Una scala in pietra fa raggiungere la sommità da cui si vede la città a 360°, una vista fantastica anche grazie alla limpidissima giornata. Ecco che da lassù ci divertiamo a individuare ciò che abbiamo visto in questi giorni e nonostante faccia un freddo becco, restiamo a vedere per una mezz’ora buona.
Il quartiere alterna angoli un po’ degradati a zone più eleganti. Qui si trovano il Teatro Mariinisky, la Cattedrale Nokolsky e Palazzo Yusupov che vediamo da fuori mentre andiamo al Museo della Vodka Russa, visita un poco deludente perché altro non è che una piccola collezione di bottiglie e bicchieri, citazioni famose e altro, ovviamente in russo, quindi si va a deduzione. C’è anche un ristorante annesso che pare decisamente carino però per noi è tardi.
E’ ora di recuperare i bagaglio e farci portare in taxi all’aeroporto. La tariffa è fissa, 1.200 Rubli anche se il tassista ci prova e ce ne chiede 1.500: appena decliniamo ci richiama e accetta per 1.200. Furbacchione!
Impieghiamo 45 minuti tagliando la città verso sud attraverso una mega arteria stradale e un bel po’ di traffico. Il Terminal previsto (T1) viene cambiato e l’aeroporto ci mette a disposizione una navetta per raggiungere il 2 ad una decina di km di distanza.
Arriviamo in tempo per fare check-in e imbarcare. Sono le 16.30 e decollando nel cielo blu come le cupole delle basiliche, salutando questa raffinata e maestosa città.

INFO PRATICHE

A Mosca, le scritte non in cirillico sono davvero poche però, dopo un primo momento di smarrimento, poi ci si abitua e si gira davvero semplicemente.

Un po’ di titubanza può esserci al momento di ordinare, ma anche alla cieca, ci siamo sempre trovati bene. Birra si dice Piva, tutto il resto è secondario :D
Avevo letto qualche articolo che metteva in guardia sulla micro criminalità in città ma la sensazione che abbiamo avuto è la stessa che in qualsiasi altra grande città. Quindi un po’ di attenzione nella metro e nelle aree affollate, borsa a tracolla e documenti in tasca interna della giacca.
A Mosca specialmente, moltissima polizia ovunque, credo per la concomitanza con le Olimpiadi.

Wi-fi praticamente ovunque, hotel , ristoranti, caffè e metro.

I cambi valuta stanno un po’ da tutte le parti ma è decisamente più conveniente prelevare dagli ATM in valuta locale.  Carte di credito accettate quasi ovunque.

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Ci sono 6 commenti su “Icone, cupole d’oro e capolavori: Mosca e San Pietroburgo quando anche i fiumi ghiacciano!

  1. Grazie globewalker :-)

    Sea breeze, la primavera (inoltrata) deve essere un’esplosione di fiori e la neve sciolta avrá certamente lasciato temperature miti. Credo che anche la grande folla del’estate sia lontana, quindi è sicuramente una stagione perfetta!

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