Diario su Zanzibar

Proverò a raccontare in breve la mia esperienza a Zanzibar, è passato un mese quindi non sarà un vero e proprio diario, ma un racconto.
Siamo partiti io ed il mio ragazzo da Firenze in treno per Roma fiumicino, all’arrivo all’aeroporto facciamo regolarmente in check in, con dovuto anticipo. Partenza ore 00.53, volo notturno quindi con Aireurope, comprensivo di cena e film.
Arriviamo in orario all’Aeroporto di Zanzibar la mattina successiva, dal finestrino già mi rendo conto che i miei pregiudizi sull’isola e sul mare erano sbagliati, i colori non ingannano è già una forte emozione… il mal d’Africa torna a farsi sentire, quella terra rossa mi immerge immediatamente nei ricordi del mio stupendo viaggio in Kenia.
Ed eccoci arrivati … si apre il portellone e … che aria, che profumo, l’umidità ci assale immediatamente, ma io mi sento subito a casa, non me ne frega nulla del disagio dato dai vestiti invernali, dalla spartanità dell’aeroporto senza aria condizionata, con 2 ventilatori antiquati e delle file che ci aspettano per il visto. (50 dollari a testa per entrare e 25 per uscire .. conviene in dollari perchè altrimenti fanno il cambio 1:1 con l’euro).
Subito il mio entusiasmo viene smorzato dalla ricezione bagagli … lasciamo perdere che siamo in africa e non hanno le nostre tecnologie, ma solo facchini che scaraventano le tue valigie su un bancone … e che devi pagare una mancia al controllo bagagli per non fartelo aprire … a questo ero preparata .. fa parte del fascino di questi posti .. ma allo smarrimento della mia valigia non ero proprio mentalmente preparata!
L’assistenza Karambola non è presente e l’addetto Francorosso non mi considera da sola, quindi procedo da sola, a compilare i moduli di smarrimento bagaglio (a mano)… vi risparmio i dettagli.
brevemente riassumo il capitolo valigia, non mi è mai stata consegnata, ho fatto ogni giorno solleciti telefonici all’assistente in hotel e all’assistente karambola telefonicamente che mi assicuravano di aver fatto il possibile per ritrovarlo ma del mio bagaglio nessuna traccia, chiamo la mia agenzia, ma loro non riescono a contattare l’aeroporto. Mi dicono che posso spendere 300 euro in boutique e che mi saranno rimborsati (ad oggi neanche una lettera di risposta alle mie proteste è arrivata). Per fortuna mi ero portata un costume, dell’intimo e un vestitino nel bagaglio a mano! Sono andata avanti con 3 pezzi per tutta la vacanza!!!
ma torniamo al viaggio .. montiamo sul pulmino con aria condizionata per raggiungere l’Hotel Gemma dell’Est vicino a Nungwi, zona nord dell’isola. Attraversiamo vari paesi di contadini, ci sono diversi posti di blocco .. e la mia rabbia comincia ad allontanarsi … il mal d’Africa prevale.
Guardo quella gente, i bambini, le donne, le loro case, come vivono, mi incuriosisce tutto di loro, vorrei scendere e parlare con loro .. guardo i loro sorrisi, l’emozione per un semplice saluto dal finestrino, quegli occhioni dei bimbi.. in fondo sembrano felici, non conoscono stress e non c’è tristezza nei loro occhi.
Dopo 2 ore di viaggio in strade semiasfaltate e nell’ultimo tratto senza asfalto, arriviamo all’hotel .. la reception non ci entusiasma, ma l’accoglienza è ottima, ci assegnano le camere e cominciamo a scendere verso il mare … la nostra stanza è in un appartamento con un salottino e altre 2 camere doppie, la struttura è nuovissima, non è un bungalow ma una struttura in cemento, ma è molto bella, non molto alta e non deturpa il paesaggio. Il letto è enorme, ci sono tutti i confort di un 5 stelle, non potremmo chiedere di meglio.
Andiamo in pellustrazione e ci rendiamo conto che l’hotel è ancora in fase di rifinitura, i giardini stanno crescendo e giorno dopo giorno la zona rinvigorisce e si rinnova, con fontane, cascate ecc.
Il ristorante è vicino alla camera ma lontano dal mare (soprattutto la salita sotto il sole non è molto incoraggiante, ma dovranno aprire nuove aree ristorante, una anche sul pontile) inoltre ci sono le macchinine da golf che ti portano su e giù dalla spiaggia, basta avere la fortuna di beccare un passaggio. (Ci siamo divertite molto la sera a gironzolare alticce sulle macchinine con le ragazze conosciute lì, abbiamo persino quasi tamponato il titolare dell’hotel, ignorando chi fosse).
Le altre particolarità del villaggio sono: il pontile, che caratterizza la spiaggia, dove la sera fanno gli spettacoli e un po’ di lieve intrattenimento musicale, e la piscina, enorme con angolo bar per l’aperitivo al tramonto dove ti servono mentre sei in acqua e l’idromassaggio, oltre alla zona adatta per i bimbi.
Poi c’è l’angolo massaggi (sulla spiaggia) con il mitico massaggiatore stile lottatore di sumo, che attende con ansia l’apertura del centro benessere ancora in costruzione (non mi voglio immaginare).
E veniamo alla spiaggia … meravigliosa, bianchissima, acqua cristallina (anche se quando è mosso il mare la sabbia la renda un po’ opaca), zona sempre ventilata (ci vuole la super protezione altrimenti ci si scotta, ho visto gente con le piaghe!).
Non ho visto una zanzara nemmeno la sera, ma io ho fatto la profilassi con il malarone e mi sono riempita di autan.
Posso confermare che ogni sera viene fatta la disinfestazione delle stanze e montata la zanzariera sul letto (può risultare un po’ fastidioso perchè passano in camera nell’ora della doccia e del relax).
Il primo giorno abbiamo avuto il briefing e ci siamo riposati dato che la notte in aereo non abbiamo dormito .. e beh prima spruzzata di sole!
La sera spettacolo sul pontile dopo una cena squisita a buffet, cuoco italiano, ristorante con terrazza all’aperto e anche zona al chiuso con aria condizionata.
Il giorno dopo abbiamo deciso di rimanere in spiaggia per attendere notizie della mia valigia, dopo la delusione ne approfitto per fare acquisti, magliette e costume di ricambio.. ciabatte e pantaloni.. le commesse sono un po’ in difficoltà quando chiedi una taglia, ma io non sono certo una cliente facile da accontentare!
Il pomeriggio ci incamminiamo durante la bassa marea verso la spiaggia vicina a Nungwi dove c’è il villaggio dei pescatori e vari “negozietti”. Una bella camminata, ma lo spettacolo è unico, qui si vede bene la bassa marea, sulla nostra spiaggia invece non si nota molto questo spettacolo, ma in compenso possiamo fare il bagno ad ogni ora! La natura di queste spiagge è selvaggia, incontaminata, riusciamo ad avere i primi contatti con la gente del posto, con i bambini, i pescatori .. ma non possiamo fotografare, sono mussulmani. Ci addentriamo nel loro villaggio, vediamo come vivono, ci sono le mucche al pascolo.. peccato per i rifiuti sparsi in qua e là .. troviamo una zona turistica, con affittacamere e locali notturni, principalmente frequentati da stranieri. Abbiamo modo di vedere le loro scuole, le case fatte di fango e mattoni .. le donne che lavano i parei con la sabbia, i bambini che vendono conchiglie e si emozionano per una penna o una caramella .. vorrei poterli rendere tutti felici, i nostri amici regalano magliette, saponi (che non sanno nemmeno a cosa servono) lì i bimbi si lavano in mare! li abbiamo visti correre nudi dentro l’acqua a lavarsi.. che spettacolo!
Proseguiamo verso il faro di Nungwi dove ci hanno detto dovrebbe esserci un acquario con le tartarughe giganti acquatiche, incontriamo il cantiere navale, dove i pescatori costruiscono le loro barche, possiamo ammirare (senza fotografare) alcune tecniche di costruzione e riparazione .. qui lo spettacolo è stupendo con tutte le barche a pelo d’acqua a causa della bassa marea, queste imbarcazioni rudimentali riportano indietro nel tempo, sembra di vivere in un’altro mondo .. altro che yacht!
visitiamo l’acquario con le tartarughe, una pozza naturale d’acqua di mare che si crea con la bassa marea e dove vengono allevate le tartarughe, dò loro da mangiare, sono tenerissime, poi faccio la foto con la tartarughina appena nata, carinissima!!
Rientriamo al Gemma, bagno in piscina, aperitivo sul tramonto (l’unico punto dell’isola dove tutte le sere vediamo tramontare, ma la nuvoletta di Fantozzi è sempre presente, anche se ho delle foto magnifiche) ogni tanto vediamo passare un Dohw (non son come si scrive) l’imbarcazione a vela tipica del luogo che sullo sfondo crea un’atmosfera romantica (è possibile anche prenotare la gita in barca con il tramonto alle isole di fronte – la famosa isola della magia nera).
Abbiamo modo di conoscere Alibabà il beach boys con cui organizziamo una escursione per i giorni successivi: Snorkeling sull’isola di Memba dove non si può scendere è privata, ma c’è una stupenda barriera corallina, contrattiamo per il prezzo, lasciamo un acconto.
Abbiamo inoltre prenotato con il tour operator il Safari blu, perchè ci era stato descritto da chi aveva provato molto più completo rispetto a quello dei beach boys, e il tour delle spezie con la visita a Stone Town per il giorno dopo, ma la mattina abbiamo la brutta sorpresa del cattivo tempo.
Il tour viene annullato perchè a Stone town diluvia, mentre qui è solo nuvoloso.
Passiamo la mattinata in spiaggia, un giro nelle splendide spiagge vicine e organizziamo per il pomeriggio la sola visita di Stone Town in quanto il tempo è migliorato, ma non proprio adatto per stare a prendere il sole!
così il pomeriggio partiamo per Stone Town, stessa strada piena di buche, per me emozionante perchè mi ricordava i 10 giorni di safari in Kenia, ma i miei compagni di viaggio non erano molto entusiasmati ..
Ed eccoci in città.. il mercato centrale, che colori, che profumi, mi faccio inebriare dalle spezie, dal caos, dalla gente che mi circonda e che mi assale per vendere souvenir .. e proseguiamo per la visita alla città, per i vicoli stretti, bianchi.. le scolaresche di bambini che scorrazzano per le strade, i motorini, i balconi fioriti, i portoni in stile arabo.. che fascino!
Visitiamo il Palazzo della Meraviglie, il museo al suo interno e ci affacciamo alla terrazza per ammirare la città dall’alto. Poi proseguiamo verso l’anfiteatro portoghese e verso la casa di Freddy Mercury, oggi negozio di souvenir (e qui i miei compagni di viaggio perdono non so quante ore per gli acquisti!!) ma non posso protestare, è giusto che ognuno abbia le sue soddisfazioni.
Ci aspetta uno splendido giro in barca, ci incamminiamo verso il “porto”, saliamo sul dohw per ammirare la città dal mare e le isolette di fronte (isola delle tartarughe compresa, prison island ecc.) quando torniamo indietro è già l’ora del tramonto, viene issata la vela e il vento ci spinge verso terra, mentre sorseggiamo e assaporiamo dei prodotti tipici zanzibarini.
L’atmosfera è unica.. il silenzio, il rumore del mare che ci culla lentamente, il sole che tramonta e sullo sfondo la città avvolta dalla foschia con il canto dei muezin (non so come si scrive) .. quella dolce preghiera che risuona in lontananza e che ci accompagna come colonna sonora di una splendida giornata.
Arriviamo a terra e montiamo sul pulmino che ci riporta verso l’hotel, ma sul lungo mare rimaniamo affascinati da un “mercatino”, di fronte al Palazzo delle meraviglie ogni sera, i pescatori si ritrovano per mangiare e stare in compagnia, non resistiamo alla tentazione di mescolarci tra di loro, la guida ci permette di scendere per 15 minuti e ci addentriamo tra le loro bancarelle. Qui possiamo ammirare uno stralcio di vita quotidiana, sul bancone illuminato da flebili lampade ad olio una sfilza di spiedini di pesce, frutta e cibo tipico, il profumo delle spezie, i colori … rinunciamo alla tentazione
solo per paura di rovinarci la vacanza per problemi intestinali.
Ritorniamo in hotel, cena, spettacolino e a letto… domani nuova avventura, ci attende Memba con Alibabà.
Nel frattempo si cominciano a creare delle amicizie, siamo un bel gruppetto.. da tutta Italia.
La mattina ci svegliamo ed è una splendida giornata, ventosa, ma con il sole.
Appuntamento sulla spiaggia con Alibabà, il mare è un po’ mosso, ci sono delle increspature per via del vento. Chiediamo se è il caso di uscire in mare date le condizioni del mare e Alibabà ci spiega che dove dobbiamo andare è dietro la punta di Nungwi e che superato il faro il mare sarà calmissimo.
La barcarola si fa attendere, quando arriva partiamo fiduciosi, ci aspetta una splendida giornata di snorkeling .. intanto per 1 ora di viaggio un gran mal di stomaco!
Girata la punta ci attende una belle sorpresa, il mare non è affatto calmo, ed il mal di stomaco comincia a diventare insopportabile, ci accordiamo tra noi passeggeri per tornare indietro, non potendo attraccare a Memba infatti dovremmo rimanere per tutto il giorno a dondolare in barca e lo snorkeling potrebbe non essere un granchè … ma l’equipaggio non vuole accettare, la meta è vicinissima ed anche dicendo loro che paghiamo lo stesso per intero la quota stabilita, decidono di proseguire.
Ecco che ci avviciniamo alla barriera corallina, il fondale è più basso e qui le onde si fanno più alte.
La prima onda ci mette in apprensione, la seconda, subito di seguito, ci spaventa a morte, abbiamo imbarcato acqua, altre onde arrivano di seguito, si crea il panico, c’è chi urla, chi prega, chi piange.
Chiediamo di tornare indietro ma nessuno risponde, chiediamo i salvagenti ma nessuno dice nulla (non ce l’hanno), la terza onda ci travolge e si rompe l’albero della barca, si spenge il motore .. ci sentiamo spacciati.
Il mio ragazzo è l’unico che mantiene la calma e si rende conto che è solo una cosa momentanea .. . l’equipaggio continua a dirci “no panic, no panic”, e a togliere l’acqua imbarcata con mezzi improvvisati.
riparte il motore, riusciamo a girarci e tornare indietro, per fortuna non è arrivata un’altra onda altrimenti non sarei qui a raccontarvi la storia.
Torniamo indietro terrorizzati, chiediamo di farci scendere alla prima spiaggia raggiungibile, siamo ancora tremanti e spaventati, ad ogni onda un sussulto.
Alla spiaggi di Nungwi scendiamo, l’equipaggio si mette a pregare Allah, noi, dopo aver contrattato decidiamo di pagare 20 dollari per riparare la barca, ci facevano pena, ma la paura e la rabbia persistono fino a sera.
Torniamo a piedi verso il villaggio.. Alibabà è più terrorizzato di noi, dice che non farà più escursioni di mare, si sente in colpa e gli dispiace per quello che ci ha fatto passare.
Passiamo il pomeriggio in spiaggia, con l’adrenalina ancora in circolo e l’emozione di essere ancora vivi, raccontiamo a tutti la nostra avventura e ci spiegano che è meglio non affidarsi ai beach boys perchè hanno molto bisogno di soldi e per 20 euro sono disposti a rischiare anche la vita!
La sera, un po’ più tranquilla andiamo a riprendere i nostri effetti personali rimasti sulla barca e in questa lunga camminata scopriamo un’altra splendida spiaggia .. un angolo di paradiso. Recupero le mie ciabatte, e la macchina fotografica oramai inutilizzabile perchè inzuppata d’acqua, peccato le foto erano sicuramente stupende, ma meglio affogata lei che noi!!
Non so come fare a fare il Safari blu il giorno dopo .. mi manca il coraggio di montare di nuovo in barca, ma decido di farmi forza .. amo il mare quindi affronto la cosa come fosse una caduta da cavallo, decido di rimontarci subito!
E non me ne pento. Il gionro dopo, prontissimi per il Safari blu, la giornata è stupenda, tanto sole e poco vento, il mare … una tavola.
Partiamo verso il parco .. non ricordo il nome, una riserva naturale dove ci imbarchiamo per questa splendida baia, per il safari di mare.
La barca è tutta un’altra cosa, più solida e fornita di salvagenti (organizzato con TO e non con i beach boys), partiamo e mi sento già più tranquilla… arriviamo alla laguna delle mangrovie dove ci fanno fermare per un breve bagno e un paio di foto, anche se avevo visto a Cuba questi paesaggi è sempre un’emozione sguazzare in questa natura selvaggia!
Poi ci dirigiamo in alto mare e qui abbiamo la fortuna di avvistare 2 delfini che ci fanno compagnia per una decina di minuti .. che emozione vedere quelle dolcissime creature libere nel mare!
Ed eccoci arrivati alla lingua di sabbia, che appare in mezzo al mare durante la bassa marea, questo è il punto di ritrovo di tutti i tuor.. attrezzati con tende, frutta fresca per la colazione e maschera e pinne per lo snorkeling.
Avevo già fatto snorkeling ma non in una gran zona, pertanto anche se non ho visto molti pesci come mi immaginavo, sono stata sorpresa dalla mia confidenza con la profondità del mare, dal fascino dei coralli e ho avuto l’emozione di toccare stelle marine, pesce palla!! e cetriolo di mare eh eh!!!
La guida ci spiegava i vari tipi di pesci e di coralli, ce li indicava ecc. ecc.
Tornati sulla striscia di sabbia abbiamo fatto un giro sul catamarano “primitivo”, una mega vela con 2 tronchi di legno … vedessi come filava!
Poi ci siamo diretti all’isola vicina dove ci aspettava il pranzo a base di aragosta.
Ci siamo fatti una bella camminata sulla barriera corallina perchè con la bassa marea le barche non si potevano avvicinare. Un paio di foto a questo magnifico paesaggio.. una bella mangiata .. un po’ di relax e poi ci siamo addentrati per vedere il grande Baobab caduto. Una pianta di Baobab gigantesco che dal peso è caduto e continua a crescere in orizzontale. Ci siamo anche saliti sopra!!!
La giornata si è conclusa con un rientro a vela verso terra. Abbiamo imparato la famosa canzoncina Jambo Jambo e cantata in tutte le versioni possibili immaginabili, tra le risate dell’equipaggio!
Rientro in serata all’hotel cena, spettacolino e a letto.
Il giorno dopo avevamo stabilito di fare i tour delle spezie, ma l’agenzia si era dimenticata di noi, essendo tornati tardi non abbiamo potuto dare l’anticipo e quindi abbiamo saltato questa escursione.
Ma essendo l’ultimo giorno di vacanza abbiamo deciso di rilassarci sulla spiaggia e dedicarci ad un po’ di shopping a Nungwi.
La giornata è stata magnifica, sono riuscita ad ustionarmi bene bene!! Nel pomeriggio a nungwi ci siamo addentrati nella zona shopping attratti dagli stupendi colori dei batik, ma siamo stati assaliti dai venditori e dopo un paio di acquisti siamo fuggiti per rientrare in tempo per l’ultimo stupendo aperitivo in spiaggia.
Ed ecco arrivare la malinconia dell’ultimo giorno, la consapevolezza di rientrare alla vita di tutti i giorni, di lasciare nuovamente la terra Africa e il caldo!
Ci siamo consolati con una mega cena.. la tavolata con tutti i nuovi amici con cui abbiamo condiviso la splendida vacanza.
Ci siamo un po’ ubriacati, come dicevo abbiamo quasi tamponato il boss del villaggio con la macchinina elettrica!! Abbiamo fatto notte fonda in spiaggia (complici di un inciucio tra una ragazza del gruppo e il capo del ristorante Mister Taddeus!!).
Quattro chiacchera anche con gli animatori inglesi, due ragazzini Dan e Nick, carini e simpatici .. detti i gemellini, perchè obbligati a vestirsi uguali!!
Voglio precisare che l’animazione era leggerissima, un po’ di sport .. ginnastica, pallavolo e acquagim e niente caciara, niente costrinzioni… adatta ad una vacanza tranquilla.
Il giorno dopo, partenza per Roma … un po’ di tristezza e il mal d’Africa che ancora non se vuole andare.. ah volete sapere come è andata con la mia valigia? L’ho ritrovata io a Roma, appena sono scesa sono andata a bussare all’ufficio bagagli smarriti, è sempre stata lì, con l’etichetta con il nome in bella vista.. e non avevano mai ricevuto nessuna denuncia di smarrimento.
In fondo bastava cercarla .. .ho scritto una bella letterina di protesta a Karambola e la richiesta danni all’assicurazione ma … non ho saputo ancora nulla.
Questo è il racconto del mio stupendo viaggio a Zanzibar. Non vedo l’ora di tornare in Africa!

Pin It
Tags:

Lascia un commento

Commenta con Facebook