Argentina 2011 II parte: Nord Ovest e Cordoba Capital

Salta – Volcan – Purmamarca– Tilcara
Il giorno dopo andiamo all’Avis, in Calle Caseros, a ritirare l’auto. La Ford Ka prenotata non è disponibile, per cui ci danno un’auto 2 categorie superiore, una Ford Fiesta. Viaggeremo certamente comodi, peccato che consumi come un Airbus. Usciamo da Salta senza problemi, senza nemmeno l’aiuto del navigatore del cellulare. Certo c’è traffico, pedoni indisciplinati, carretti trainati da asini etc etc. ma chi ha detto che guidare a Salta è complicato, non ha certo mai guidato a Città del Messico! Ci dirigiamo via autostrada (pedaggio 2,50) verso Jujuy, su suggerimento del ragazzo dell’Avis, che invece ci sconsiglia di fare la Cornisa indicata dal sito ruta 0 (come scopriremo poi, ha assolutamente ragione!) e la prima tappa, non programmata, è a un altare gigante del Gauchito Gil. Non abbiamo niente da offrirgli ma gli facciamo tante foto. Proseguiamo poi per Volcan, dove all’ufficio turistico prendiamo depliant e cartine della zona (molto utili), visitiamo il mercato dell’artigianato nella vecchia stazione del treno, e mangiamo nell’unico ristorante, di fronte al terminal omnibus. Con 20 pesos a testa ci porta: pane, mezzo pollo a testa, con una salsina buona, riso e patate, e una minestra di verdura (dopo il pollo) che però troviamo piuttosto immangiabile. Inutile dire che siamo gli unici turisti. Ci addentriamo poi nella quebrada de Humahuaca, la strada è ben tenuta e con poco traffico. Arriviamo poi a Purmamarca, parcheggiamo e iniziamo la visita della cittadina. Purtroppo la chiesa è chiusa, apre o al mattino presto o nel tardo pomeriggio, ma la cittadina, 4 strade in tutto, è bellissima, ben tenuta e “rilassata”. Facciamo 2 passi attorno alla piazza principale, poi con un po’ di difficoltà troviamo l’inizio del Paseo de Los Colorados, un percorso facile, di circa 3 km che si snoda fra montagne di colori veramente incredibili per intensità e varietà. Siamo accompagnati da una guida locale, un cane da pastore che ci si avvicina all’inizio del sentiero e che ci accompagnerà per tutto il circuito, posando anche con noi nelle foto. Ovviamente è stato frequentemente e riccamente ricompensato (acqua fresca e gallette senza sale e senza zucchero). Il percorso si può fare anche in auto (forse solo 4×4) ma a piedi è senz’altro meglio, oltretutto l’altitudine non è ancora eccessiva. Finito il percorso visitiamo una piccola mostra fotografica molto bella, sono foto di persone locali e di un importante pellegrinaggio che si tiene da queste parti. Acquistiamo un paio di foto e lasciamo a malincuore questo paesino bellissimo (secondo me il più bello del NordOvest). Avessimo avuto più tempo avremmo passato la notte lì (abbiamo visto delle foto del paese illuminato ed è stupendo) e avremmo cercato magari un altro trekking per l’indomani. Ci sono boutique hotel molto invitanti per chi può permetterseli. Il mercatino dei manufatti tipici che si trova nella piazza principale ci è sembrato il più fornito del NordOvest, ma noi non siamo molto interessati. Pare comunque che in Bolivia, appena passato il confine, si trovino le medesime cose (è tutto prodotto in Bolivia) a un quarto del prezzo. Proseguiamo poi verso Tilcara, fermandoci ai punti panoramici sulla Quebrada, ed entriamo in Maimarà per cercare il cimitero di cui parla la LP. Non lo troviamo e ce ne andiamo…in effetti il cimitero è fuori dal Paese, verso Tilcara. Quando lo vediamo, decidiamo di non andarci, visto che ci sono delle persone in preghiera. Arriviamo poi a Tilcara, raggiungiamo il Pucarà e iniziamo la visita (10 pesos compreso l’ingresso al museo archeologico in Paese). La Lonely planet non dedica molto spazio al Pukarà e, considerato che non ci sono praticamente pannelli esplicativi, ci torna molto utile un’altra guida che ci è stata prestata, Argentina Edizioni POLARIS, priva di indicazioni pratiche ma molto dettagliata dal punto di vista artistico e storico. Consigliata. Architettonicamente il sito ovviamente non è niente di che, è una sfilza di recinti e muretti, ma la vista dalla sommità è impagabile. Insomma, già che siete qui andateci! Facciamo un giro all’annesso giardino botanico, 2 foto ai lama in un recinto e torniamo in paese alla ricerca di un posto dove dormire, sta diventando buio e freddo. I cartelli sugli hostal con scritto completo ci agitano un po’, ed in effetti i posti economici ma non troppo (sui 200 pesos) sono pieni. Meno male che è bassa stagione! Alla fine troviamo posto a El antigual, un po’ defilato dal centro e un po’ fuori budget (280 pesos se paghi in contanti, di più se paghi con carta di credito) ma non è il caso di rischiare che ci prendano quest’ultima camera e dormire in auto quando fuori è sottozero. In più, ci fa parcheggiare in cortile. Il posto è carino, pulito, ben arredato, un bagno pulito con box doccia chiuso. Solo che il bagno non è riscaldato, uscendo dalla doccia si prende freddo. Anche le famiglie locali affittano camere, ma con il freddo che fa di notte non vogliamo rischiare l’assideramento. Per cena andiamo nella piazza principale in un locale che abbiamo adocchiato all’arrivo e che è anche consigliato dalla LP. Si chiama pena de Carlito e a meno che non vogliate una cena super romantica ve lo consigliamo. Il locale è accogliente, D. chiede alla cameriera come sia la carne di lama, e una signora al tavolo a fianco gli offre di assaggiare un pezzo della sua, avvicinandogliene una bella forchettata alla bocca. D. ringrazia ma dice che la prenderà comunque e non vuole rovinarsi la sorpresa. Quindi lama ai ferri per lui e milanesa napolitana di pollo per me. In pratica, mi arriva una fetta di pollo grossa come un lenzuolo, impanata e con sopra prosciutto e formaggio gratinato. Buonissima. Anche il lama non è male, stranamente è una carne bianca, sembra pollo. Mangiamo anche un insalata mista e poi, sazi, iniziamo a seguire il simpatico spettacolo folcloristico, con musiche tipiche. Alcune coppie di argentini ubriachi inziano a ballare. L’atmosfera è allegra e simpatica, ci tratteniamo fino alla fine e D. compra anche il CD. Locale consigliato (oltretutto spendiamo meno di 100 pesos in 2), CD sconsigliato. Tilcara come paese non è male, è molto vivace ma Purmamarca è più bella, anche se certamente ha meno scelta di locali per mangiare e per dormire. Rientrando ci accorgiamo che il gestore dell’hotel sta guardando la partita del River Plate con gli amici. Ci fermiamo un po’ con loro, che ci dicono (anche se già lo sappiamo) che il River è retrocesso in serie B. D. commenta “che pena!” con fare solenne e dispiaciuto, ma tutti si irrigidiscono e ci dicono che sono del Boca, e che per loro guardare il River in serie B è una gioia senza pari. Prudenzialmente, ci rifugiamo in camera. L’indomani a malincuore dobbiamo già abbandonare la quebrada di Humahuaca, per motivi di tempo (infatti poi ci mengeremo le mani). Lasciamo indietro tante cose che ci piacerebbe vedere: Humahuaca, Iruya, la garganta del diablo…

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Ci sono 3 commenti su “Argentina 2011 II parte: Nord Ovest e Cordoba Capital

  1. Grazie a tutte!

    L’Argentina è un Paese bellissimo e molto facile da girare in autonomia, solo che a me, che faccio una sola vacanza l’anno, è mancato l’aspetto “caldo + mare” che mi aiuta a ricaricare molto le batterie…diciamo che anche se, ad es. mi piacerebbe tantissimo vedere Machu Pichu, per quest’anno punterò decisamente al caldo! Infatti Arianna ti ho mandato un MP sulla Baja California…

    Grazie ancora e se avete delle domande sono a disposizione!

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