C’era una volta il West..

Descrivere un viaggio nel west è impossibile, non si riusciranno mai a trasmettere tutte le emozioni e le sensazioni vissute e provate lungo tutto il tragitto e davanti a ogni meraviglia creata da madre natura. Ci si sente letteralmente inghiottiti, catturati dal fascino di quella terra, come in un uragano.. l’uragano “West Coast”!
Ma iniziamo dal principo…
Tutto cominciò nell’inverno 2009, quando organizzavo il mio ennesimo viaggio nella tanto amata tierra latina, un altro on the road, in Messico.. Girovagando in rete mi imbatto in una foto che mi crea stupore, meraviglia.. Leggendo nelle descrizioni mi rendo conto che quel posto aveva poco a che fare con il Messico.. Si chiamava “Antelope Canyon” e si trovava in Arizona.. Inizia così la ricerca (anche un po’ per curiosità), lo studio e l’organizzazione per un’avventura nella west coast USA..
Dopo un bel po’ di mesi.. complice una richiesta di matrimonio :oops:.. decidiamo che il nostro viaggio di nozze doveva per forza di cose far tappa tra quelle meraviglie americane. Non avevamo ne chiesa ne ristorante prenotati.. Ma il viaggio perfettamente studiato da tempo! West coast USA e Polinesia! Si parte!

Questo il nostro itinerario per la parte USA:
– Las Vegas;
– Grand Canyon;
– Monument Valley;
– Page, Horseshoe Bend, Antelope Canyon;
– Bryce Canyon;
– Las Vegas;
– Santa Monica;
– Los Angeles.

HOTEL
Abbiamo prenotato gli hotel con largo anticipo, a gennaio. Erano stati scelti da tempo e proprio per non rischiare di trovare all’atto della prenotazione il messaggino “NO VACANCY” appena abbiamo fissato le date del viaggio e dei voli ci siamo sbrigati con la reservation! Solo una piccola parentesi.. Abbiamo scelto di dormire nei lodge dentro ad ogni parco, le finanze ne risentono ma lo rifaremmo altre 1.000 volte.. Guardare il tramonto o l’alba dal proprio terrazzo o dal proprio atrio non ha prezzo..
– Las Vegas: hotel Luxor in pyramid spa suite, 104 dollari, prenotata su booking.com;
– Grand Canyon: Bright Angel lodge, 157 dollari, prenotato dal sito xanterra.com;
– Monument Valley: the View hotel, 250 dollari (!!), prenotato dal sito dell’hotel;
– Page: Days Inn & Suite, 140 dollari, prenotato dal sito dell’hotel;
– Bryce Canyon: Ruby’s Inn, 130 dollari, prenotato dal sito dell’hotel;
– Las Vegas: Caesar’s Palace, Augustus Tower deluxe room, 370 dollari x 2 notti, prenotata dal sito dell’hotel;
– Santa Monica: Sea shore motel, 170 dollari, prenotato dal sito dell’hotel;
– Los Angeles: Hollywood celebrity, 280 dollari x 2 notti, prenotato dal sito dell’hotel.

NOLEGGIO AUTO
L’auto è stata prenotata un paio di mesi prima della partenza tramite il sito di e-noleggio auto. Affidabilissimo, abbiamo pagato un acconto al momento della prenotazione ed il saldo un mese prima del ritiro. Il costo totale è stato di 250 euro per una berlina midsize incluso GPS + altri 30 euro per l’assicurazione integrativa “roadsafe”, pagati al momento del ritiro dell’auto al banco.

ASSICURAZIONE
Abbiamo ormai capito dallo scorso anno che non ci si può recare in USA senza avere un’assicurazione sanitaria per cui una settimana prima della partenza ci affidiamo a mondial assistance che ha una polizza con rimborso spese mediche illimitate e ci omaggia di un buon 50% per l’occasione viaggio di nozze! In tutto 140 euro.

VOLI
Causa coincidenze voli con Papeete optiamo per la compagnia Air Tahiti Nui che, dopo scalo a Los Angeles, ci porterà direttamente a Las Vegas, bell’impatto dopo 16 ore di volo…
Prenotato a novembre, 1.700 euro a persona con stop over sia in andata che in ritorno a Los Angeles.

13 luglio – ARRIVO
Atterriamo a Las Vegas nel tardo pomeriggio, già dall’aeroporto si capisce di essere su un altro pianeta! Siamo circondati da slot machines fino al ritiro bagagli!
Ci dirigiamo poi al banco della nostra compagnia di noleggio tramite i bus navetta e scegliamo la nostra compagna di avventura, impostando il navigatore con l’indirizzo del nostro primo hotel a Las Vegas, il Luxor.
Appena ci rendiamo conto di essere entrati nella Strip, rimaniamo subito affascinati dalle tante lucette di mille colori che invadono gli hotel, le strade, le insegne.. Passiamo davanti al nostro hotel (che è al’inizio della strip e vicinissimo all’aeroporto) ma decidiamo di proseguire fino alla fine per avere una panoramica generale di tutti gli hotel, dato che domani inizia il grande tour e non avremo molto tempo da dedicare a Las Vegas.
Tutto ad un tratto vediamo una strana luce dietro di noi e avvertiamo uno strano rumore, una sirena.. Avete presente la canzone degli Articolo 31.. Quella che fa.. “..palettina rossa, macchinina blu, patente, libretto e prego scenda giù..” ecco.. Ci ritroviamo una pattuglia dietro che ce l’aveva proprio con noi! Panico.. Attendiamo in macchina fino a che uno dei poliziotti scende e ci fa un controllo di routine facendoci notare che la licenza della nostra auto è scaduta. Nonostante questo piccolo “intoppo” ci lascia andare dopo qualche minuto.. Pericolo scampato.. Ma all’autonoleggio torneremo domani, pensiamo sia giunta l’ora di andarci a tuffare nella jacuzzi della nostra pyramid spa suite del Luxor! D’altronde, si tratta del nostro viaggio di nozze, non ci siamo fatti mancare nulla!
Dopo un veloce check in finalmente arriviamo in camera, molto ampia ma con mobili abbastanza datati.. La mega jacuzzi di fianco al letto con vista Strip però è da urlo!

14 luglio – GRAND CANYON, IN UNA PAROLA: MAESTOSO
Le 9 ore di fuso, come di consueto quando viaggiamo a ovest, fanno si che i nostri occhi si aprano intorno all’alba, pazienza, partiremo in perfetto orario per il nostro tour, oggi si va al Grand Canyon!
Breve giro all’interno del Luxor che, a dirla tutta, tralasciata la bella vasca idro, lascia un po’ a desiderare rispetto agli altri spettacolari hotel offerti da questa città. Torniamo poi all’autonoleggio per farci sostituire la macchina per via della licenza.. Spieghiamo all’impiegato l’inconveniente capitatoci la sera prima e lui, rammaricato, ci fa scegliere in sostituzione qualsiasi altra macchina presente al deposito, di livello superiore ovviamente. La scelta ricade su un suv nuovo di pacca, bianco, ne prendiamo possesso e scappiamo verso la prima vera tappa del WEST!
Fa strano ritrovarsi a guidare nelle lunghe ed interminabili strade dell’Arizona.. Le abbiamo viste chissà quante volte nei film, nei video, nelle foto.. Trovarcisi dentro però è un’altra cosa, quante emozioni nell’attraversare quei deserti.. Decidiamo di deviare dalla rotta consigliataci dal GPS per percorrere un tratto della famosa ROUTE 66, allunghiamo il tragitto di circa mezz’ora.. In compenso passiamo in mezzo a paesini dimenticati nel tempo.. Ci sono rifornimenti di benzina e negozietti caratteristici, tutto in perfetto stile.. Route 66!
Facciamo sosta nel nostro primo MC americano per il pranzo, refill di coca e via di nuovo verso il Grand Canyon! Impieghiamo circa 5 ore per arrivare, paghiamo l’entrata di 25 dollari (non ci conveniva acquistare il pass annuale valido per tutti i parchi) e ci dirigiamo subito verso il nostro lodge all’interno del parco. Carinissimo, ci assegnano una cabin proprio sul bordo del rim, praticamente usciamo dalla porta, facciamo 10 passi e ci ritroviamo il Grand Canyon davanti a noi! Partiamo subito per l’esplorazione della zona, limitandoci alla parte di canyon che confina con l’hotel, i vari view point della famosa linea rossa li vedremo domani mattina! Attendiamo il tramonto sul bordo del rim ed in un battibaleno il cielo comincia a tingersi di rosa, wow! Il sole inizia a scendere dietro i picchi del canyon e pian piano si accende la luna.. Che momento romantico.. Peccato che inizia a tirare un venticello freddo che ci fa desistere e tornare subito nel lodge! Eh già.. Perché se durante la giornata si superano abbondantemente i 30 gradi.. Di sera.. Si arriva a 15! Nel Grand Canyon c’è uno sbalzo termico pazzesco, ancora peggio è il momento dell’alba..

Ceniamo nel ristorante dell’hotel, prime 2 steak americane, abbastanza buone.. E passiamo tutta la cena a parlare con il nostro cameriere Juan, messicano, finalmente si parla un po’ di spagnolo! Ne sentivamo già la mancanza!

15 luglio – MONUMENT VALLEY, IN UNA PAROLA: STRABILIANTE
Claudio ha la brillante idea di mettere la sveglia alle 5 per vedere l’alba sul rim.. Ma si.. Tanto il fuso si fa ancora sentire.. Appena mettiamo piede fuori dalla porta il “gelo” ci travolge! Il freddo della sera prima era niente a confronto! Peccato poi che l’alba non ci affascini così come il tramonto..
Appena il sole inizia a scaldare ci avviamo per il tour dei view point attraverso il bus navetta gratuito che passa proprio di lato al nostro hotel. Ci fermiamo al primo, a poche centinaia di metri dal punto di partenza.. E il Grand Canyon si apre davanti a noi in tutta la sua immensità! Caspita che impatto! Non si riesce mai a vedere la fine per quanto è grande, anzi, in lontananza c’è quasi solo foschia.

Iniziamo a scattare foto proseguendo per i vari punti d’osservazione.. A volte scendiamo per piccoli tratti ritrovandoci completamente avvolti dalla natura! Che spettacolo meraviglioso! In alcuni punti fa quasi impressione sporgersi più di tanto, c’è il vuoto sotto di noi ed in lontananza il Colorado che passa attraverso il canyon sembra una piccola linea verde simile a quelle che si vedono nelle cartine geografiche per identificare i fiumi!

Terminato il giro dei view point facciamo sosta al supermarket che si trova a un paio di kilometri dall’hotel, è fornitissimo, c’è di tutto, pranziamo e poi via verso la nuova tappa, la Monument Valley!
Uscendo dal Grand Canyon percorriamo tutta la desert view cosparsa di innumerevoli scorci del Gran Canyon, visto dal lato opposto.
Nel giro di 3 ore siamo davanti la Monument, arriviamo da sud e seppur il panorama sia splendido non ci troviamo davanti al famoso punto in cui Forrest Gump si ferma e dal quale si ha una vista della valle e della strada adiacente eccezionale. Anche in questa occasione quindi decidiamo di deviare dalla tabella di marcia, sorpassiamo l’entrata e ci dirigiamo verso nord.. Dopo circa 20 minuti facciamo retromarcia.. Eccola, ce la troviamo davanti con la sua strada che pare infinita, che dire.. Ne è valsa proprio la pena! Sembra esattamente di essere nella scena del film!

Finalmente entriamo nella valle pagando 10 dollari e spostando l’orologio avanti di un’ora, gli indiani navajo adottano un orario differente dal resto dell’Arizona..
Iniziamo il percorso con la nostra auto, prima tappa, la più famosa, la più vista, la più conosciuta.. Rimaniamo stupefatti! Ce l’avevano descritta in tanti.. Ma vederla con i propri occhi ci fa capire cosa significhi veramente! Altra meraviglia della natura.. I film western li avrete visti tutti.. entrare nella Monument Valley, vivere la Monument Valley in ogni sua angolazione ci aiuta a farci sentire per un po’ dentro a quei film, dentro a quelle storie.. Che ****ta, eccezionale veramente!

Il sole inizia a scendere e corriamo nel nostro hotel per poterci godere il tramonto dal nostro terrazzino. Abbiamo una stanza all’ultimo piano, ci affacciamo ed abbiamo il primo colpo al cuore.. Non potevamo fare scelta più azzeccata del prenotare quell’hotel in mezzo alla valle, l’unico per giunta, dal quale si gode di una visuale unica al mondo!

Ceniamo nel ristorante dell’hotel, ottimo. Fuori dalla verandina stanno trasmettedo le diapositive del film “ombre rosse”, wow, ci sediamo per un po’, sopra di noi cascata di stelle e buio più totale, di fronte a noi le ombre della valle e il cinema western..

16 luglio – PAGE/HORSESHOE BEND/ANTELOPE CANYON, IN UNA PAROLA: SORPRENDENTI
Dopo la delusione dell’alba al Grand Canyon proibisco a Claudio di fissare la sveglia per il giorno dopo.. In finale.. L’alba non mi attira più di tanto, meglio riposarci per la nuova avventura verso Page.
Come non detto però il fuso colpisce ancora.. Alle 6 sono in piedi.. E per curiosità mi affaccio al solito terrazzino..
Meraviglia.. Stupore.. Sorpresa! Sembra di essere dentro a un quadro, mai viste così tante sfumature di colore, il giallo si mescola con il rosa, il viola e poi l’azzurrino.. Non credo ai miei occhi. La fotocamera parte in automatico come non mai prima.. La Monument all’alba ci regala tante, nuove emozioni, si alzano i peli sulle braccia, tutto sembra così impressionante e fantascientifico! Ci siamo detti più volte che la vista di quell’immagine vale da sola il viaggio fin là..

I 20 minuti che intercorrono tra le prime luci dell’aurora e la salita del sole da dietro la valle passano in un baleno, non ci saremmo mai voluti staccare da quell’immagine.. Da quel quadro.. Quando all’inizio del racconto scrivevo che era impossibile descrivere il west.. Bè, mi riferivo soprattutto a momenti come questo, impossibile descriverli..
Il sole viene coperto subito dopo dalle nuvole, la giornata non promette nulla di buono, speriamo migliori ché per oggi è prevista l’escursione all’Antelope Canyon.. E senza il sole l’effetto delle luci all’interno del canyon non sarebbe stato lo stesso..
Ci mettiamo in marcia ed in circa 2 ore e mezzo siamo a Page, spostiamo di nuovo l’orologio indietro di un’ora e ci rechiamo presso l’Overland Canyon Tour, agenzia di Page che organizza escursioni all’interno dell’Antelope Canyon, preventivamente contattata tramite il loro sito. Paghiamo 30 dollari a persona per il tour che ci sarà a mezzogiorno e ci diamo appuntamento per quell’ora fuori in strada. Manca ancora un’ora abbondante per cui decidiamo di andare a vedere l’Horeshoe Bend, si trova proprio a Page, sulla statale. Ci accorgiamo dell’ingresso solo per la marea di gente che si intravede in un parcheggio.. Era proprio il posto giusto! Per arrivare a vedere quest’ennesima meraviglia naturale bisogna avventurarsi in una camminata di circa 15 minuti sotto il sole rovente in mezzo alla sabbia rossa del deserto dell’Arizona. Alla fine del percorso si giunge in una sorta di “promontorio”, basterà affacciarsi per rimanere senza fiato! Lo spettacolo è unico e assicurato, ci si sente piccole formichine inutili e impotenti davanti a tanta maestosità. Il fiume Colorado ha scavato la terra per centinaia e centinai di metri donandogli un’insolita forma a ferro di cavallo, straordinario.

Vi dico la verità.. Facevo fatica ad affacciarmi per vedere il ferro di cavallo nella sua completezza, le foto ovviamente sono state scattate tutte da Claudio, non riuscivo a star li sul ciglio per più di un minuto.
Il tempo passa velocemente in questo posto, ci accorgiamo che stiamo quasi per far tardi all’appuntamento con l’Overland Tour per cui ci sbrighiamo a tornare al parcheggio per poi proseguire di nuovo fino a Page.
Il tour parte regolarmente insieme ad un gruppo di altre 6 persone. Arriviamo all’Antelope Canyon con una jeep guidata da una giovane navajo, il tragitto diventa a tratti comico.. Siamo letteralmente avvolti dalla sabbia, percorriamo dune e avvallamenti da capogiro.. Rischiamo anche di rimanere affondati con la jeep!
Ci troviamo davanti al canyon che da fuori non sembra assolutamente nulla di interessante ma il bello stava per arrivare.. Avevamo scelto di proposito il tour di mezzogiorno in quanto questo è il momento migliore della giornata per vedere gli effetti creati dalla luce del sole all’interno del canyon, che presenta delle fessure nella sua parte superiore e dalle quali appunto penetra la luce creando giochi e colori impressionanti. Per terra è pieno di sabbia e terriccio, le pareti del canyon sono lisce e levigate. Dentro si crea un ambiente surreale, sembra di essere davvero su un altro pianeta. Le giovani guide navajo tirano in aria manciate di sabbia e terra per rendere ancora più spettacolare la vista dei fasci di luce, strepitoso.

Scattiamo migliaia di foto ed arriviamo, sfiniti dal caldo, alla fine del canyon (dentro al canyon si è in ombra quindi la temperatura non è altissima.. Ma la sfacchinata all’Horseshoe Bend devo ammettere che ci ha letteralmente distrutti!).
Torniamo a Page e corriamo nel nostro hotel per una doccia e per un riposino, nel frattempo mi rendo conto che il mio corpo si sta pian piano riempendo di bolle pruriginose.. Mah.. Sarà l’effetto della sabbia alzata in aria all’interno del canyon..
Prima del tramonto decidiamo di andare a fare una capatina al lago Powell, all’entrata di Page, ci sono delle piccole spiagette e l’immensa diga, capolavoro umano. Il lago si sta svuotando da tutte le persone che hanno passato lì il week end, ci ritroviamo all’imbrunire soli vicino la nostra auto, con il sole che si nascondeva dietro il lago, la luna che pian piano si illuminava, le nostre fedi che luccicavano anche al buio.. Wow! Altro momento emozionante e fantastico!

17 luglio – BRYCE CANYON, IN UNA PAROLA: MERAVIGLIOSO
Mi sveglio di notte infastidita da un forte prurito dietro la schiena, mi guardo allo specchio e non credo ai miei occhi, la perfida orticaria che mi colpisce da un paio di anni ad oggi si era di nuovo impadronita di me! Non vi dico la disperazione (oltre al fastidio per il prurito.. Di solito la mia orticaria allergica non va via prima di 4-5 giorni), non poteva ricapitarmi proprio in vacanza! Inizio a pensare a chi me la possa aver tirata e tra un’ipotesi e l’altra prendo la decisione più saggia, mi imbottisco letteralmente di cortisone, l’orticaria DEVE andar via! Passerà tutta la notte e tutta la mattina prima che le prime bolle inizino a scomparire ma non ci scoraggiamo, il viaggio verso il Bryce Canyon ci aspetta!
3 ore e mezzo di auto ed eccoci nel nuovo parco, check in rapido in hotel e via verso i primi view point. Eccoci davanti all’ennesimo regalo fattoci da madre natura per il nostro viaggio! Il Bryce è un’enorme anfiteatro composto da pinnacoli rossi, bianchi e marroni che si innalzano per centinaia di metri in mezzo alla vegetazione. Suggestivo è il contrasto dal rosso dei pinnacoli ed il verde degli alberi.

Percorriamo tutti i view point con la nostra auto (e al diavolo l’orticaria e colui o colei che me l’hanno tirata!) fermandoci infine al sunset point, il più bello, il più spettacolare, peccato sia in arrivo un temporale.. Che ci fa scappare e perdere il tramonto! In compenso subito dopo assisteremo all’uscita dell’arcobaleno più grande mai visto! Le distanze tra i vari punti panoramici, a differenza del Grand Canyon, sono molto lunghe, in effetti bisogna far sosta su ognuno di essi, vedere il canyon da tutte le varie angolazioni per rendersi conto della sua grandezza.

Cena al ristorante del Ruby’s Inn (la migliore di tutto il viaggio) e a nanna presto.. Domani ci aspetta il lungo viaggio per il ritorno a Las Vegas! Azzeccata, anche in questo caso, la scelta dell’hotel. Il Ruby’s è alle porte del parco, in stile motel ma con camere molto grandi e moderne, si arriva al primo view point in un battibaleno!

18 luglio – LAS VEGAS, IN UNA PAROLA.. NON SI Può SPIEGARE LAS VEGAS IN UNA PAROLA!
Lasciamo il Bryce Canyon di buon ora, ci aspettano 5 ore di viaggio per raggiungere Las Vegas, dove arriviamo poi nel primo pomeriggio. La temperatura fuori dagli hotel è pazzesca, si arrivano a toccare i 43 gradi, un’afa incredibile. Impieghiamo un po’ prima di trovare il self parking del Caesar’s Palace ma, dopo un breve check in, ci ritroviamo nella nostra suite al 26esimo piano! Wow! Camera moderna, lettone king enorme e meraviglie delle meraviglie.. Altra mega jacuzzi in cui ci entrano tranquillamente 4 persone!

Partiamo per l’esploazione dell’hotel e del casinò, dentro ci saranno 18 gradi, fuori 43! Sbalzo termico pazzesco! L’immensità di questo hotel è impressionante, come del resto molti sulla Strip, ad iniziare dal Bellagio, il Venetian, il Mirage..
Las Vegas è finta, che più finta non si può.. Eppure ci ha già catturati! Per la cena proviamo il tanto rinomato buffet del Bellagio, si paga una quota fissa, 26 dollari a persona, e si può mangiare tutto ciò che si vuole. La fila per entrare è abbastanza lunga, una mezz’ora buona.. Le pietanze non sono ottime ma, considerando gli standard di Las Vegas, vanno più che bene! C’è anche della pasta italiana.. Ma lascia un po’ a desiderare..
Terminata la cena ci fermiamo davanti al lago del Bellagio per assistere allo spettacolo delle fontane, davvero suggestivo.. Vengono mandate in filodiffusione svariate canzoni d’amosfera (Con te partirò di Bocelli, New York New York.. Etc) e le fontane iniziano a “danzare” a tempo di musica, davvero bello, infatti ogni volta che passeremo davanti al Bellagio ci fermeremo a guardare! Gli spettacoli iniziano ogni quarto d’ora e durano dai 5 ai 7 minuti.

Procediamo lungo la Strip attraversando tutti i mega hotel illuminati e avvolti da centinaia di colori, passiamo il Cosmopolitan, il Planet Hollywood, il Paris, il New York New York (dove ci sono anche le montagne russe), l’Excalibur.. ma il caldo è troppo forte (anche di notte la temperatura rimane fissa a 40 gradi!), il fiume di gente inizia a dimezzarsi (dopo l’una c’è pochissima gente in giro), finiamo la serata nel negozio della Coca Cola, quante cose si inventano gli americani!!

19 luglio – ANCORA LAS VEGAS..
Oggi decidiamo di dedicare la mattinata allo shopping! Partiamo in direzione outlet, il caldo è veramente insopportabile ma la carta di credito ha deciso di lavorare.. Non possiamo lasciarla in vacanza anche oggi! I prezzi sono davvero ottimi, contenti dei nostri acquisti (il conto lo faremo solo al ritorno in italia!) torniamo in hotel sperando di passare qualche ora nella fresca piscina.. Ma niente.. Senza ombra non si resiste nemmeno in acqua!
Passiamo il resto del pomeriggio nella vasca ai 23 gradi della nostra camera e poi via in esplorazione degli hotel rimasti!
Ci perdiamo letteralmente all’interno del Venetian, maestoso, particolare, la riproduzione di Venezia con tanto di canali e gondolieri! Veramente molto molto bello!

Prima di cena arriviamo allo Stratosphere, vogliamo goderci Las Vegas dall’alto.. Saliamo sulla torre alla “modica” cifra di 16 dollari a testa (per gli ospiti dell’hotel invece è tutto gratuito) e tutto appare così surreale.. Le luci di questa città in mezzo al deserto iniziano ad accendersi, impagabile la vista, si vede la Strip dall’inizio alla fine, si vede il downtown.. E poi.. Il nulla.. Il deserto in lontananza! Fa un certo effetto ammirare Las Vegas da lassù..

Ultima sera a Las Vegas.. Non potevamo non ripercorrere gran parte della Strip per l’ultimo saluto.. Ultima tappa alle fontane del Bellagio, ultima sosta davanti al nostro Caesar’s che risceglieremmo altre 1.000 volte..

20 luglio – SANTA MONICA, IN UNA PAROLA: DELUDENTE
Oggi ci alziamo con mooolta calma, il check out al Caesar’s è velocissimo, lo si fa dal proprio televisore e si lasciano le chiavi sulla scrivania, niente file, niente perdite di tempo, perfetto!!
Il tragitto fino a Santa Monica è lungo, ci aspettano almeno 5 ore di viaggio, interminabili.. Strada sempre dritta, deserta, passiamo davanti la Death Valley ma non ci fermiamo, tiriamo dritti verso la nostra meta, a destinazione ci aspettano 2 amici d’infanzia in “trasferta” a Los Angeles per lavoro, non vediamo l’ora di rivederli, purtroppo non sono potuti essere nemmeno al nostro matrimonio!
Arriviamo al Sea Shore Motel intorno alle 16.00, check in e.. voilà!! Certo passare dalla suite del Caesar alla stanzetta del Sea Shore è stato un duro colpo, ma non ci diamo per vinti ed iniziamo l’esplorazione delle mitiche spiagge viste e riviste nei telefilm baywatch!
Nonostante sia la fine di luglio fa abbastanza freschino, in spiaggia soprattutto tira molto vento. Camminando per circa 15 minuti si arriva al molo, con giostrine, bar e qualche localino. Ci fermiamo proprio li sotto per ammirare tutti i ragazzi che si allenano agli anelli, c’è chi fa palestra, chi corre, chi fa surf.. Tipico pomeriggio americano da telefilm!

Ci dirigiamo poi in macchina fino alla terza strada, zona a traffico pedonale piena di negozi e ristoranti. Si perde un bel po’ di tempo lì, ma occhio ai parcheggi, costano un salasso! Se non erro intorno ai 15 dollari per circa un paio d’ore! Ci sono tanti artisti di strada che intrattengono il pubblico tra balli e canzoni, divertente.. Tanto che ci fermiamo pure per la cena in uno dei tanti pub ristoranti presenti.
Avevamo deciso di scegliere Santa Monica anziché Los Angeles prima della partenza per la poli ma evidentemente le nostre aspettative erano troppo alte, ci ha quasi deluso questa città.. E poi il motel, in zona “periferica”, c’è bisogno della macchina per andare nei posti più vivi. Forse andrò contro corrente.. Ma Santa Monica non mi ha lasciato nulla dentro a parte lo stupore iniziale nelle spiagge..

21 luglio – VENICE BEACH E…. POLINESIA!!!
Il giorno seguente lo dedichiamo ad una passeggiata a Venice Beach, strada pedonale sulla spiaggia piena di bancarelle e negozietti che vendono di tutto. La temperatura non è proprio il massimo, splende il sole ma tira un vento non molto caldo. E’ carino il posto, le spiagge immense e praticamente quasi deserte, ci sono le torrette, i campi da beach volley e.. l’oeano!

Scattiamo le ultime foto e ci rendiamo conto che è quasi l’ora di pranzo.. Alle 13.30 dovremo trovarci al check in dell’Air Thaiti Nui per poi imbarcarci, nemmeno a raccontarlo che.. Non stiamo nella pelle!!

5 agosto – LOS ANGELES, IN UNA PAROLA: VIVA
Atterriamo a Los Angeles alle 8.30 del mattino, siamo ancora elettrizzati per l’esperienza appena vissuta, isole e paesaggi unici, sappiamo però che la vacanza ancora non è finita, ci aspettano gli ultimi 2 giorni di nuovo in terra americana, a Los Angeles, per riabituarci, pian piano, alla vita mondana e “civilizzata”!
Prendiamo la nostra auto a noleggio alla Alamo e in 20 minuti circa siamo al nostro hotel, l’Hollywood Celebrity, in pieno centro, posizione favolosa, con parcheggio e colazione inclusi! Le stanze sono spartane ma abbastanza grandi, il tempo di una doccia e siamo proprio a Hollywood! L’hotel permette di raggiungere facilmente e a piedi, in 2 minuti qualsiasi attrazione della zona, la Walk of Fame, il Kodak Teathre, il teatro cinese.. Insomma c’è solo da impazzire! Una marea di gente passeggia a tutte le ore nella Hollywood boulevard, artisti di strada intrattengono i turisti ed i negozi rimangono praticamente aperti tutto il giorno. Devo dire che Hollywood è stato un bel ritorno alla civiltà! Scattiamo la foto di rito alla scritta “HOLLYWOOD” dal balcone del Kodak per poi prendere la macchina e guidare in direzione Pasadena, la mia amica si trova ancora a Los Angeles, approfittiamo del pomeriggio libero per andarla a trovare a casa! Pasadena è una zona periferica di Los Angeles, ci si arriva in mezz’ora da Hollywood. È un zona molto carina, viva e ordinata. Facciamo un giro nella piazza centrale piena di bancarelle (è sabato e c’è una sorta di mercatino), passiamo lì la serata e per cena ci affidiamo ad un ristorante messicano, El Pescado Azul, non ci entusiasma però..
Torniamo in hotel verso la mezzanotte e ci rendiamo conto che Hollywood è più viva che mai! Torniamo sulla boulevard e facciamo l’ennesima passeggiata nella Walk of Fame!

6 agosto – LOS ANGELES/UNIVERSAL STUDIOS, IN UNA PAROLA: CHE ****TA!
Acquistiamo i biglietti per gli Universal Studios direttamente in hotel, risparmiando anche 7 dollari a testa, in tutto paghiamo 140 dollari. Il prezzo non è proprio economico ma a fine giornata ripenserete a quanto ne è valsa la pena!
Ci troviamo all’entrata del parco alle 9.30, ci consegnano un piccolo opuscolo con la descrizione di tutte le attrazioni e gli orari. Decidiamo di andare subito al trenino che fa il giro dei set cinematografici, di solito c’è molta fila e infatti.. Non si contano le persone già di prima mattina! Ci mettiamo in coda nel reparto riservato alla guida in lingua spagnola, non so come e non so perché.. Ma arrivano 2 pulmini che caricano tutti i turisti e con meno di 10 minuti di attesa partiamo per il tour dei set, che si rivelerà molto carino e interessante. Si passa tra i set di molti film e telefilm famosi, viene spiegato il “mistero” di alcuni effetti cinematografici, ed infine si passa attraverso una grotta dove viene proiettato un filmato 4D di King Kong. Scesi dal pulmino continuiamo il nostro tour delle attrazioni, passando per quella dei Simpson, della mummia, Shrek, la casa di Dracula, lo spettacolo di waterworld con attori veri (spettacolo nel vero senso della parola), quello degli animali. E’ incredibile come li dentro passino le ore senza nemmeno accorgersene. Ci ritroviamo alle 22 alle porte del parco, percorriamo la strada che porta al parcheggio.. E la festa continua! Eh già, perchè la via è piena di negozi e ristoranti (ovviamente aperti fino a tarda notte), un fiume di gente continua, veniamo attirati dall’atmosfera e ci rituffiamo in mezzo al casino e alle luci! Arriviamo in camera esausti, mezzanotte, abbiamo passato quasi 15 ore in giro, senza mai fermarci (e senza nemmeno accorgercene!). Questa giornata ci ha regalato davvero tanto divertimento, consiglio a tutti una gita agli Studios, si esce fuori dal mondo reale!

7 agosto – LOS ANGELES, BEVERLY HILLS, LA FINE.. IN UNA PAROLA.. NON SI PUO’ SPIEGARE NEMMENO LA FINE CON UNA PAROLA!
Abbandoniamo Hollywood in tarda mattinata, volevamo fare un giro a Beverly Hills prima di tornare in quello squallido aeroporto, che ci avrebbe riportati a casa. Arriviamo nel quartiere tanto sognato sin da piccoli, da quando si diffuse il noto telefilm che fece innamorare tutte le ragazzine di quella vita fuori dal comune. Passiamo davanti il caratteristico cartello che porta l’insegna “Beverly Hills”, proseguiamo lungo la via per cercare un parcheggio, passiamo davanti le ville della “non gente comune” e un pochino sogniamo quella vita quasi surreale, si respira un clima di tranquillità, di serenità. Facciamo un giro anche per la rodeo drive, la via dei negozi. Per caso guardiamo l’orologio, le lancette scandiscono gli ultimi minuti di vita americana.. Eh già, è passato quasi un mese, siamo arrivati alla fine del nostro viaggio, il VIAGGIO per eccellenza, che ci ha regalato emozioni e batticuori, che MAI dimenticheremo. L’estrema felicità e spensieratezza nell’attraversare quelle strade assolate e deserte, che di arido hanno sola la terra.. Perché hanno riempito i nostri cuori di tanta meraviglia e gioia. Si torna a casa, con una nuova esperienza e con tante cose da raccontare, che ci riuscirà difficile, perché le tante emozioni regalate dal WEST non si possono raccontare.. :serenata:

Per l’album completo: qui
P
er il video: qui
Per seguirci anche in polinesia: qui

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Ci sono 28 commenti su “C’era una volta il West..

  1. s[FONT=Trebuchet MS]i torna a casa, con una nuova esperienza e con tante cose da raccontare, che ci riuscirà difficile, perché le tante emozioni regalate dal WEST non si possono raccontare.[/FONT]

    Parole sante :ok:
    Leggere questi diari sulla West coast mi da i brividi! troppo bello e foto stupende!! :-)

  2. Non basta esserci stati, non basta aver letto tanti diari, ogni volta che lo rivedo è come se fosse la prima. Il West è un’emozione unica che il tuo bel diario e le tue belle foto mi hanno fatto rivivere :clap::clap::clap:

  3. Bellissimo diaro, complimenti, e le foto sono a dir poco stupende!!!
    Non vedo l’ora di fare questo viaggio, di poter vedere con i miei occhi questi paesaggi, questi colori, questi tramonti… sto facndo il conto alla rovescia! :D

  4. Bhe, bhe, che spettacolo!!!

    Questo è il prossimo grande viaggio che vogliamo fare! Complimenti davvero per diario e foto!
    Ed ora … aspettiamo quello della Polinesia, per poter condividere ancora più emozioni, visto che ci siamo andate a pochi mesi di distanza!
    Arriverà anche il nostro diario … sooner or later!

    Lola:rose:

  5. Bellissimo diario e foto meravigliose… che paesaggi, e che tramonti :serenata:

    Sicuramente le emozioni vissute non si potranno descrivere, ma sei riuscita comunque ad emozionarmi! :serenata:

    Il West è uno dei miei viaggi nel cassetto…

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