Kalymnos: non solo freeclimbing

Per questioni di lavoro mi son ritrovata a programmare tardi la mia “settimana greca” del 2011; vista inoltre la situazione politica un po’ traballante con scioperi all’ordine del giorno abbiamo deciso di ripiegare su un pacchetto tramite TO, anziché al fai da te come volevamo fare inizialmente, ma rigorosamente in uno studios come al solito. Scartando le isole già visitate (che meriterebbero tutte di essere riviste, ma ce ne sono così tante…) e considerando che saremmo partiti a metà settembre, abbiamo optato alla fine per un pacchetto per Kalymnos, isola del Dodecaneso. A dire il vero, la nostra prima scelta era stata Skiathos, ma in fase di prenotazione il sito di Alpitourworld si impallava di continuo e visto anche che non eravamo neanche troppo convinti della scelta dal punto di vista meteorologico, partendo a settembre inoltrato, alla fine abbiamo cambiato meta, e la prenotazione per Kalymnos (pacchetto comprendente voli, aliscafo, trasferimenti e studios) è andata subito a buon fine. Evidentemente era un segno del destino…
Kalymnos, poco conosciuta ai più, è molto nota invece tra coloro che praticano freeclimbing, essendo un importante sito di arrampicata, con migliaia di vie segnate e frequentata quindi dagli arrampicatori di tutto il mondo: questo fa sì che, a differenza delle altre isole greche che si spopolano tra settembre e ottobre per ripopolarsi solo a maggio inoltrato, Kalymnos sia frequentata anche e soprattutto nelle stagioni di mezzo, primavera e autunno, quando il sole è meno “cattivo” e rende quindi meno difficoltoso arrampicare. Noi però non siamo arrampicatori, quindi abbiamo conosciuto Kalymnos da altri punti di vista e devo dire che è stata una piacevole scoperta, anche se la consiglierei solo per una settimana, perché le piccole dimensioni dell’isola renderebbero un soggiorno più lungo forse un po’ noioso ( a meno di non essere patiti del dolce far niente in spiaggia tutto il giorno, che però non fa proprio per me…).

10 settembre -Partenza per Kalymnos: Myrties
Il volo Neos delle ore 6.00 è partito puntuale e due ore e mezza più tardi siamo atterrati a Kos; lì siamo stati indirizzati dall’assistente Alpitour verso il pullmino che ci ha scaricato al porto di Mastichari, dove avremmo dovuto prendere l’aliscafo per Kalymnos. Da segnalare che eravamo gli unici di tutto il volo (che era praticamente al completo) ad andare a Kalymnos e non a Kos. Secondo le indicazioni la nostra barca sarebbe dovuta salpare alle 13.15 ed erano le… 10! Passeggiando lungo il porticciolo di Mastichari abbiamo visto che la stessa compagnia che avremmo dovuto prendere noi aveva anche una corsa alle 11… l’assistente ci aveva però detto di prendere quella delle 13.15, sulla quale già avrebbero avuto i nostri nominativi. Ma chi aveva voglia di attendere più di 3 ore al porto quando si poteva partire prima?? Abbiamo quindi contattato l’assistente chiedendole se potevamo anticipare la partenza e, tempo un paio di sue telefonate per sistemare la faccenda, ci ha dato l’ok… così alle 11 siamo salpati destinazione Kalymnos! Questo è stato il nostro ultimo contatto con l’assistenza, poiché su Kalymnos non vi erano assistenti Alpitour, erano tutti residenti a Kos (e sinceramente ce lo immaginavamo, visto che gli appartamenti dove ci stavamo dirigendo erano gli unici alloggi venduti da Alpitour sull’isola); per noi ciò non è stato assolutamente un problema, anzi diciamo che eravamo solo ben contenti di evitarci incontri e riunioni di benvenuto, mi rendo però conto che qualcun altro potrebbe però vivere la cosa come essere abbandonati a se stessi (per quanto chi sceglie una vacanza in studios su un’isola fuori dalle grosse rotte turistiche forse difficilmente pretende l’assistente a disposizione).
Sbarcati a Pothia, il capoluogo di Kalymnos, abbiamo trovato un taxi ad attenderci, che ci ha condotto a Myrties, presso i Panorama Studios. Siamo stati accolti dai genitori della ragazza che li gestisce (che in quel momento non c’era) che vivono nell’appartamento sotto a quello dove abbiamo alloggiato noi; la signora non parlava Inglese (abbiamo scoperto solo più avanti che parlava invece Francese) ma siamo riusciti comunque ad intenderci. Il nostro studios era piccoletto ma pulito e con un’enorme veranda con vista meravigliosa sulla baia e sull’isola di Telendos: ancora più bello di come si presentava nelle foto sul sito!

Peccato solo per le scale pendenti che bisognava fare per raggiungere i Panorama Studios! Va beh, un po’ di moto non fa mai male…
Siamo quindi subito usciti alla ricerca di un motorino da affittare.
Myrties e il paese immediatamente successivo Massouri sono i centri principali del turismo a Kalymnos; ma mentre Massouri è un susseguirsi di locali e taverne lungo la strada principale (che è fortunatamente a senso unico) Myrties sembra un po’ più in decadenza e a parte parecchi studios c’è ben poco altro, giusto un market, un bar e un autonoleggio Avis, che a quell’ora era chiuso. Ci siamo quindi spinti fino a Massouri (a piedi son circa 10-15 minuti, certo sotto il sole son più pesanti che da farsi di sera…) e qui abbiamo trovato un noleggiatore aperto e ci siamo presi il nostro scooter da Ace of Road ad una cifra decisamente ottima (60€ per tutta la settimana); inoltre a posteriori possiamo dire che è stato uno dei migliori scooter che abbiamo avuto in Grecia, era anche abbastanza nuovo. Per la cronaca a Kalymnos abbiamo visto circolare quasi solo ed esclusivamente scooter 50, scarseggiano le cilindrate maggiori (ma viste le strade, direi che non ce n’è neanche bisogno).
E’seguito il primo bagno della vacanza, sulla spiaggia di Myrties, dalla sabbia scura.

11 settembre – Emborios e Paleonissos

Imboccata l’unica strada diretta verso nord (le strade di Kalymnos non sono certo molte) ci siamo diretti a Emborios, il paese più settentrionale dell’isola. La strada costeggia il mare, dai bellissimi colori turchesi, mentre sull’altro lato si susseguono le falesie; si notano lungo il ciglio della strada paletti indicanti le vie di arrampicata, il tempo per raggiungerle etc… e qua e là si può vedere anche qualcuno nell’intento di arrampicarsi.
Emborios è un paesino tranquillo, con diverse taverne davanti alla spiaggia. Abbiamo anche fatto una tappa per pranzo alla taverna Harry, che non è però sul mare ma sulla strada che conduce verso di esso: ne avevamo letto su tutte le guide, è una taverna con un graziosissimo giardino costellato di fiori, un piccolo angolo di paradiso; abbiamo mangiato molto bene in compagnia di un gatto (che però era poco interessato ai nostri piatti vegetariani, molto di più a quelli dei due inglesi dietro di no); da Harry sono anche disponibili studios in affitto.

Piccola divagazione: le altre taverne dove abbiamo mangiato sono invece tutte a Massouri (a pranzo ci arrangiavamo con pite e similari): Kokkini, Aegean e Panos O Mitilinos. Abbiamo mangiate bene in tutte, ma forse quella col servizio migliore è Aegean, che è anche quella dove abbiamo speso di più (parlo comunque di 34 euro in due per una cena completa… però effettivamente da Panos O Mitilinos ne avevamo spesi poco più di 20). In tutte le taverne c’è l’abitudine di dare un omaggio, che sia un dolce, una bibita o un bicchiere di ouzo.
Tornando indietro, abbiamo preso il bivio per Paleonissos: la strada, di nuova costruzione, scollina fino a condurre alla spiaggia. L’ultimo tratto è sterrato, ma un cartello invita a percorrerlo anche con auto e scooter, ed effettivamente è corto e in piano.
Restiamo stupiti dal fatto che ci siano parecchie persone, ma poi sentendole parlare tutte in Greco e realizzando che era domenica, abbiamo capito che si trattava di gente del posto alle prese con la “gita fuoriporta”. Un bagnetto nelle acque cristalline della baia e poi un breve pisolino sotto le tamerici.



12 settembre: Vlychadia, Pothia, Therme e Massouri

La mattina l’abbiamo passata sempre all’ombra delle tamerici (quanto adoro stare all’ombra di una pianta, anziché sotto l’ombrellone!), stavolta però della spiaggetta di Vlychadia, dalle meravigliose acqua cristalline. Facendo snorkeling si vedevano anche parecchi pesci. Peccato solo che ad un certo punto è arrivato un barcone zeppo di turisti e quindi la pace è un po’ venuta meno.

Ci siamo poi spostati a Pothia, che come già detto è la cittadina principale dell’isola, piccolo ma importante porto del Dodecaneso. A Pothia ovunque, ma in realtà in generale sull’isola, si trovano negozi che vendono spugne, in quanto la pesca delle spugne è una delle attività più antiche e importanti dell’isola. Dopo un caffè-frappè rinfrescante, siamo andati alla ricerca di qualche piccola imbarcazione che organizzasse escursioni, ma a parte i grossi barconi tipo quello visto poco prima a Vlychadia, sui quali saranno state stipate decine e decine di persone, non abbiamo trovato altro… noi cercavamo qualcosa di più intimo e raccolto… tra l’altro la meta di molte escursioni erano spiagge raggiungibili anche in scooter, quindi che non ci interessavano.
Abbiamo poi imboccato la strada cieca che va a sud di Pothia: oltrepassata la spiaggia artificiale della cittadina, si raggiunge una località chiamata Therme dove, come dice il nome stesso, si dice ci siano delle acqua termali. Io le acque termali non le ho trovate, in compenso ho trovato però un mare dai colori meravigliosi dove fare un bel bagno in mezzo alle rocce.

Tornando, abbiamo preso la deviazione per Argos, per andare a vedere il piccolo aeroporto dell’isola, che sorge su un altipiano, avente pochi anni di vita e riservato solo ai voli interni.
Ci siamo poi concessi un altro bagno a Massouri, non però nella spiaggia principale (che tra ombrelloni, bar e musica a palla non era proprio il nostro genere).

La sera ci siamo poi goduti dal nostro terrazzo uno dei tramonti più belli e particolari che io abbia mai visto.



13 settembre: Telendos, Agios Jannis Melitsachas, Kantouini e Linaria

L’isolotto di Telendos un tempo era un tutt’uno con Kalymnos; si separarono in seguito ad un terremoto. Oggi è un’isola quasi disabitata d’inverno e che raggiunge a stento i cento abitanti nella bella stagione; vi sono taverne in abbondanza e studios ed è collegata ogni mezz’ora (tra le 8 e la mezzanotte) con Myrties da una barca, con costo contenuto (4 euro A/R); per la cronaca dal molo di Myrties partono anche imbarcazioni per la vicina isola di Leros. Le due isole distano solo 600 metri e difatti in pochi minuti si raggiunge il molo di Telendos. Sbarcati, tutti si sono diretti verso nord o verso ovest per raggiungere le spiagge, noi siamo invece prima andati a sbirciare verso sud. Abbiamo poi raggiunto la famosa spiaggia sul versante occidentale, ma il mare era molto mosso e non ci esaltava. Camminando sotto il sole a picco (in tutta la settimana non abbiamo mai visto una nuvola: altro che settembre inoltrato, sembrava piena estate!) abbiamo raggiunto una spiaggia isolata dove abbiamo pure noleggiato ombrellone e lettini (unica volta in tutta la vacanza, ma non c’erano alberi stavolta): i noleggiatori fanno la spola tra il villaggio e le spiagge e passano a ritirare i soldi (ma che voglia hanno di continuare a fare avanti e indietro sotto il sole??)… nel caso non passassero, beh fatevene una ragione! La cifra è decisamente buona, 6 euro in totale, mentre a Kalymnos mi pare costino anche meno (5 euro), ma non ricordo bene non avendoli mai utilizzati.
Anche lì il mare era meraviglioso.

Per chi fosse interessato poco più avanti c’era la spiaggia nudisti (Paradise), anche se eravamo comunque in una zona così isolata che non mancavano neppure dove eravamo noi.

Da lì partivano inoltre vari sentieri per raggiungere le vie di arrampicata, che non mancano neanche a Telendos oltre che a Kalymnos.
Noi adoriamo il mare ma la vita da spiaggia non fa per noi, dopo un po’ ci annoiamo, quindi nel primo pomeriggio, sotto un sole sempre più a picco, ci siamo riavviati verso il porticciolo e siamo tornati a Kalymnos.
Il pomeriggio l’abbiamo poi passato dapprima al monastero di Agios Jannis Melitsachas, costruito in parte nella roccia e poi tra Kantouni e Linaria, due località turistiche non lontane da Myrties ma che non ci son piaciute molto (anche perché il mare era molto mosso e decisamente algoso).

14 settembre: Kefalos, Akti, Vathy e Kastelli

Avevamo deciso di raggiungere la grotta di Kefalos, raggiungibile, stando a quanto avevamo letto da uno sterrato prima e da un sentiero poi che partiva dal monastero di Santa Caterina. La camminata è totalmente sotto il sole,senza un albero nel raggio di km e le indicazioni lasciavano anche molto a desiderare. Ad un certo punto compare una specie di portone ed oltre esso c’è la grotta. Vi è anche indicato un orario di apertura-chiusura, ma non è ben chiaro chi sia il pazzo che ogni giorno va lì solo per aprire o chiudere quel portone. Mah, strano posto…
Siamo poi tornati a Pothia e da lì preso la strada costiera di sud-est, che conduce a Vathy: prima però una sosta nella caletta di Akti, uno dei posti che più mi è piaciuto dell’isola.

Vathy è nota per il suo porto che sorge all’interno di un lungo fiordo. Non c’è spiaggia ma alcuni fanno il bagno dal molo. Da lì partono anche imbarcazioni turistiche che conducono verso le spiagge orientali non raggiungibili via terra, ma le barche in questioni erano vuote e non abbiamo trovato nessuno a cui chiedere info. Anche quel giorno ci siamo arresi all’idea di fare un giro in barca.

Abbiamo poi imboccato la strada che valica la zona montuosa per poi raggiungere nuovamente Arginonta, sulla costa occidentale. In quelle zone sapevamo esserci anche delle grotte e siccome eravamo in giornata-grotta e ad un certo punto abbiamo visto un sentiero segnato, abbiamo parcheggiato lo scooter e ci siamo incamminato sotto il solito sole rovente (erano le 14) su per la montagnetta… di grotte non ne abbiamo trovate però!
Stanchi e accaldati, giunti ad Arginonta ci siamo fatti una sosta nella spiaggia ombreggiata, ma il mare sembrava molto più bello visto dalla strada: invece era mosso e un po’ algoso, perciò niente bagno.
Il bagno l’abbiamo fatto invece più avanti, poco prima di arrivare a Massouri, presso Kastelli. Su una penisola, si raggiunge con un quarto d’ora di cammino una cappella, da lì poi delle scale scendono verso il mare. In quel punto il mare era di un blu spettacolare e ci siamo dedicati allo snorkeling. Abbiamo visto anche tante spugne (se è l’isola delle spugne ci sarà un perché) che, per chi non lo sapesse, in origine sono nere e non gialle! Io l’ho scoperto proprio in questa occasione!



15 settembre: Chorio, Vlychadia, Pothia e Kyra Psili

Il villaggio di Chorio era un tempo il capoluogo dell’isola; a Chorio si trova una fortezza raggiungibile con una breve camminata… chiaramente in salita e non ombreggiata! In realtà della fortezza restano solo delle rovine, vi sono anche delle cappellette in alcune delle quali si possono ammirare i resti di alcuni affreschi. Si gode comunque di una bella vista su parte dell’isola.

Dopo una tappa nella spiaggia ombreggiata di Vlychadia per rigenerarci, siamo andati a visitare meglio Pothia, dove eravamo già stati più volte ma senza soffermarci troppo. Parcheggiato lo scooter sul lungo mare ci siamo diretti verso il Museo Archeologico… devo dire che abbiamo sottovalutato la distanza, altrimenti avremmo cercato di raggiungerlo in scooter. Di fianco al museo sorge la villa di Vouvalis, esportatore di spugne dell’800, personaggio di spicco di Kalymnos; la villa è visitabile in pochi minuti (in realtà solo tre stanze sono aperte al pubblico, ma essendo la visita gratuita meglio che niente). Nei pressi del Museo parte anche il cosiddetto Sentiero Italiano, un sentiero di 5 km che conduce sino a Vathy, che ha la fama di essere molto bello e panoramico. L’idea di farlo c’era anche, ma causa caldo, sole rovente delle 14 e strada in salita superpendente… ci è subito passata la voglia!
Recuperato lo scooter, abbiamo di nuovo raggiunto Vathy, ma senza fermarci questa volta, e inseguito abbandonata la strada principale alla volta di Kira Psili: la strada era fortemente in salita e a tratti abbiamo anche temuto che il nostro povero scooter tirasse le cuoia e ci abbandonasse lì in mezzo al nulla. Alla sommità la strada finiva e partiva un sentiero, che abbiamo percorso per un po’: a tratti sembrava di stare proprio in montagna, ma con il blu dell’Egeo che faceva capolino… ahhh quanto adoro le isole greche!!!

16 settembre: Sikati, Emborios e Myrties
Il primo giorno, andando verso Paleonissos, avevo notato dalla strada la spiaggia di Sikati, raggiungibile solo da un sentiero. Ovviamente volevo andarci! E così eccoci l’ultimo giorno camminare sotto il sole cocente e in mezzo agli arbusti per una mezz’oretta per raggiungere la spiaggia in questione… prima ci siamo anche goduti uno spettacolo simpatico: qualcuno aveva avuto la malaugurata idea di lasciare lo scooter parcheggiato a bordo strada con appeso sul manubrio un sacchetto contenente una grossa pagnotta: e una delle caprette della zona se la stava beatamente pappando!

La spiaggia è stata un po’ una delusione: probabilmente anche a causa delle correnti c’era parecchia immondizia depositatasi… l’acqua però era comunque tersa e pulita quindi ci siamo fatti un bagno e dietro alle rocce abbiamo scoperto che… c’era un’altra spiaggia, decisamente più pulita! Anzi in realtà la Sikati era questa e non quella dove c’eravamo fermati noi, in quanto il sentiero (ce ne siamo accorti dopo) proseguiva!

Leros si vedeva vicinissima…
Il ritorno è stato più pesante dell’andata, essendo in salita ed essendo ormai il sole allo zenith.
La tappa successiva è stata ancora Emborios e in seguito ci siamo concessi l’ultimo bagno della stagione a Myrties: ci attendevano poi le valige da preparare, la vacanza era finita!

17 settembre: Si torna a casa…
Come indicatoci sul foglietto lasciatoci sotto la porta dai nostri padroni di casa qualche giorno prima alle 11.30 un taxi è passato a prenderci per portarci al porto di Pothia. Da lì siamo salpati alle 12.30 alla volta di Mastichari, dove ci avrebbero recuperati due ore dopo: giusto il tempo, quindi, di gustarsi l’ultimo pasto greco in una bella taverna sul porto (Kali Kardia)… in compagnia degli immancabili gatti greci!

Un autobus gigante e vuoto solo per noi è giunto a recuperarci in perfetto orario e siamo arrivati all’aeroporto di Kos tra i primi del gruppo Alpitour (evitandoci così al check-in parecchia coda). Carina la faccia dell’assistente quando, dopo averci chiesto se era stata la nostra prima esperienza in Grecia, le abbiamo risposta che era la settima (e sicuramente non ultima) volta.
Come quasi sempre ci accade il volo è partito con molto ritardo, quasi tre ore, ed essendo in ritardo quasi tutti i voli tabulati, l’aeroporto, che già di per sé non è gigante, era gremito e al limite della capienza. Ma alla fine anche stavolta siamo riusciti a tornare a casa…

Non c’è niente da fare, più vado nelle isole greche e più me ne innamoro. Alla prossima isola!:bacio:

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Ci sono 14 commenti su “Kalymnos: non solo freeclimbing

  1. Non c’è niente da fare, più vado nelle isole greche e più me ne innamoro. Alla prossima isola!

    Samy non c”e niente da fare lo confermo:ok: e poi perche’ dovremmo sono tutte cosi belle uguali in molto punti e diversisssime sotto altri :D:D
    bella anche Kalimnos selvaggia e assolata e con il solito mare incredibilmente blu :serenata:
    alla prossima :laugh:

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