Martinica l’isola delle baguette e dei fiori

Il viaggio è stato prenotato a luglio, dopo aver monitorato a lungo diverse compagnie aeree, alla ricerca del prezzo migliore.
La scelta è caduta sulla Martinica, poiché non serve passaporto, è una colonia francese e ci sono gli euro. A livello organizzativo il viaggio è molto semplice.

Voli:
Air France
Andata: Firenze-Parigi CdG
Parigi Orly-Fort de France
Ritorno: Fort de France-Parigi CdG
Parigi CdG-Firenze
euro 2604,00 compresa assicurazione annullamento x tre persone
Ottima compagnia, sedili comodi, sempre in perfetto orario.

Alloggio:
Location Oukae
http://location-oukae.com/EN/
euro 700,00 a settimana
Alloggio perfetto, i bungalow sono in ottime condizioni e ben curati, il nostro aveva l’acceso diretto al spiaggia. Purtroppo non ci siamo trovati molto bene con la proprietaria. Ma tirando le somme il rapporto prezzo/qualità è molto buono, per non dire perfetto. La località in cui si trova è una delle più belle.

Noleggio Auto:
Budget prenotato tramite E-noleggio, di cui avevamo un codice sconto
Indispensabile noleggiare l’auto per girare l’isola, i mezzi pubblici sono scarsi.
euro 350,00 renault Clio

Clima:
Secondo me perfetto, di giorno circa 30° che la sera scendevano intorno a 26°. Umidità assente, unico neo sporadiche piogge di circa 2 minuti durante il giorno.

Persone:
Se non si conosce il francese, come noi, diventa un po’ un problema, l’inglese soprattutto i locali lo conoscono pochissimo. Alcune volte mi hanno deriso perché non lo parlavo.. Ma comunque siamo riusciti a farci capire!
I più ostili sono i francesi e ce ne sono veramente molti, chi in vacanza e chi per lavoro. Non so se dipenda da un pregiudizio nei confronti degli italiani..

L’isola è molto bella e varia, ci sono spiagge bianche e spiagge nere di origine vulcanica, un vegetazione rigogliosa e tante cose da vedere. Il mare nella zona sud caraibica è molto bello e calmo, mentre nella zona atlantica è mosso e non balneabile.
Il giudizio complessivo è più che positivo!

30 dicembre
L’aereo parte da Firenze, quindi ci possiamo svegliare senza un largo anticipo, dista un quarto d’ora circa da casa nostra.
Partenza puntuale e in due ore esatte siamo all’aeroporto di Parigi Charlse de Gaulle. Da lì in tutta fretta dobbiamo ritirare i bagagli e spostarci verso l’aeroporto di Orly. www.hotels-roissy-tourisme.com per informazioni su orari e tragitti.
L’air France mette a disposizione dei passeggeri i biglietti gratuiti della navetta, ma nella confusione perdo 2 dei 3 biglietti.. Arrivati alla fermata devo correre al desk dell’air france per sapere se me ne forniscono un altro gratuito, la risposta è negativa, quindi devo pagare 19 euro..
Riusciamo ad arrivare in tempo ad Orly. Il volo per la Martinica è perfetto e le 8 ore trascorrono tranquillamente.
Arrivati a Fort de France ritiriamo l’auto al desk della Budget e già il clima della Martinica ci piace molto, la temperatura è gradevole.
L’alloggio che ho prenotato si trova a Grande Anse, dove c’è una bella spiaggia di sabbia chiara bagnata da acque calme e limpide.
La zona è molto adatta al nuoto e allo snorkelling, la sua baia protetta è rifugio di molte imbarcazioni. Qui ci sono diversi ristorantini e qualche negozietto di souvenir e un alimentari.
Arriviamo stanchi morti, quindi una cena veloce sul lungomare e poi a letto.

31 dicembre
Il fuso orario (5 ore in meno rispetto all’Italia) si fanno sentire e alle 5 di mattina siamo già svegli! Duccio si infila immediatamente il costume, vuole andare a fare il bagno.
Decidiamo di andare a visitare Fort-de-France. Dal nostro alloggio dista circa 30 minuti.
Fort-de-France è la capitale della Martinica e la più grande città delle Antille Francesi.
Il centro città conserva palazzi inizio secolo e monumenti che meritano una visita, ospita negozi e ristoranti di ogni tipo in un’atmosfera caraibica. Centri commerciali, cinema multisala e sale congressi sono dislocati nelle zone periferiche.
Molto caratteristica e colorata la via principale della città, ad ogni angolo ci sono bancarelle e artisti di strada.
Sulla via del ritorno ci fermiamo al centro commerciale, per fare la spesa. I ristoranti hanno prezzi piuttosto elevati e quindi avendo a disposizione una comoda cucina equipaggiata decidiamo che è meglio cucinare da noi.
Il pomeriggio lo passiamo rilassandoci in spiaggia e Denis pescando.
Per la cena dell’ultimo dell’anno abbiamo comprato aragosta e champagne. Ma dopo aver cenato tutti e tre ci facciamo prendere dalla stanchezza e alle 9.30 eravamo già a letto!

01 gennaio
Sveglia prestissimo e mattina in spiaggia.
Dopo pranzo ci concediamo un paio d’ore di sonno e poi decidiamo di andare a visitare Trois-Ilets e la Pointe du Bout.
Durante il tragitto ci fermiamo a dare un’occhiata all’Anse Doufur e Anse Noir, ma solo pochi minuti. Ci promettiamo di tornci in seguito.
Trois Ilets è un piccolo villaggio molto caratteristico, con le sue originali casette creole che si affacciano sulla baia di Fort de France. Mantiene il suo fascino di borgo rurale, con la piazzetta centrale delimitata dal mercato, il pittoresco municipio e la chiesa dove nel 1763 fu battezzata l’imperatrice Giuseppina Bonaparte.
Proseguendo lungo la strada principale in direzione sud si arriva a La Pointe du Bout, vivace centro turistico, con hotel, residences e una marina con boutiques diverse, ristoranti e il Casino. Compriamo una baguette per mangiare a cena, ma non arriverà mai al nostro bungalow..

02 gennaio
Come ogni giorno ci svegliamo presto… Verso le 7.30 sentiamo un clacson suonare ripetutamente in strada davanti al nostro hotel.. mi ero dimenticata, la proprietaria ce lo aveva detto che ogni mattina sarebbe passato il panettiere a vedere le baguette. Che bontà, ancora calde…
Potrei anche cambiare il titolo in “Martinica, l’isola dei fiori e delle baguette”.
Il programma di oggi prevede una giornata alla spiaggia de Les salinas.
Les Salines è considerata una delle più belle spiagge della Martinica. E’ una lunga spiaggia di sabbia bianca, con un bellissimo mare calmo, che a volte si ingrossa con onde divertenti, ideali per il body-surf. All’orizzonte si scorge la vicina isola St. Lucia.
Ci sono ristorantini o snack ambulanti, venditori di frutta e di gelato, venditori di souvenirs, costumi e pareo.
Qua Duccio fa conoscenza un bambino e lui e i suoi genitori diventeranno i nostri nuovi amici con cui condivideremo il resto del viaggio.
Dopo la spiaggia delle Salines, proseguendo a sinistra, un’altra bella spiaggia con tanta vegetazione, molto più tranquilla e selvaggia rispetto a Les Salines. Qui bisogna fare attenzione alle correnti, perchè c’è il punto d’incontro del Mar dei Caraibi e dell’oceano Atlantico.
C’è un piccolo ristorante ambulante.
Fissiamo con i nuovi amici di incontrarci il giorno dopo e visitare il giardino di Balata, la Fonte saint Denis e le spiagge del nord.
Al ritorno verso Grand Anse ci fermiamo a fotografare il tramonto a Diamant, che è una piccola e caratteristica località in riva al mare. Le Diamant è famoso per la sua spiaggia lunga più di tre km, che guarda verso il Rocher du Diamant, un pittoresco isolotto roccioso a 3 km dalla costa che fu teatro di battaglia tra inglesi e francesi e oggi è meta di molti subacquei.
Il Rocher du Diamant o Diamond Rock è un pittoresco isolotto vulcanico alto 176 m al largo del capo sud-occidentale dell’isola, di fronte all’omonima spiaggia Le Diamant. Interessante habitat naturale di numerosi uccelli marini e luogo di attrattiva per i subacquei, questo sperone roccioso ha soprattutto una storia avvincente da raccontarci. Nel 1804 vi sbarcarono 120 marinai inglesi che ne fecero una piccola roccaforte, con caserme e magazzini, e lo chiamarono con lo stesso nome di un’inaffondabile nave da guerra della Marina reale Britannica, Diamond Rock. Per quasi un anno e mezzo gli inglesi attaccarono a cannonate le navi francesi che cercavano di attraversare il passaggio. Le battaglie si conclusero solo con la messa a punto da parte dei Francesi di un piano per ingannare il nemico: l’ammiraglio francese spedì sull’isolotto una scialuppa carica di rum, gli Inglesi ormai isolati da troppo tempo caddero nel tranello e i francesi si riappropriarono dell’isola.
Cena sulla spiaggia e a letto presto.

03 gennaio
Inutile ripetere a che ora ci siamo svegliati… Abbiamo aspettato l’arrivo del panettiere e poi in spiaggia. Oggi abbiamo deciso di rimanere a Grand Anse. Verso le 10.00 arrivano anche i nostri nuovi amici e insieme decidiamo di andare al pontile a fare snorkeling.
Questa baia è ottima per nuotare, le acque sono calme e si possono vedere tanti pesci e stelle marine.
Pranzo in spiaggia e resto della giornata in completo relax mentre i bimbi giocano insieme.
Verso le 18.00 decidiamo di andare a Pointe du Bout, quando c’eravamo stati il 1 gennaio avevamo visto un ristorante creolo molto carino davanti al molo, “Le Marine“. Duccio si addormenta appena saliamo in macchina, non riusciamo a svegliarlo neppure per cenare da come era stanco!
La cena di pesce era ottima e degna di nota la Creme Brullè.

04 gennaio
Anche per oggi abbiamo appuntamento con la simpatica famiglia di Varese, ma niente mare, abbiamo deciso di visitare l’entroterra e ci siamo dati appuntamento al giardino di Balata intorno alle 10.00.
Jardin De Balata
http://www.jardindebalata.fr/
10 km, Route de Balata
Aperto tutti i giorni 9.00 / 17.00 il biglietto costa 12,00 euro
Dista 20 minuti circa dalla capitale, è un parco botanico all’interno di una foresta pluviale, attraversato da sentieri che si snodano tra alberi e fiori tropicali.
E’ uno splendido giardino tropicale, con 3000 specie botaniche esposte, creato attorno ad una vecchia casa coloniale.
E’ possibile camminare su un ponte sospeso a 15 metri d’altezza tra le cime degli alberi. Questa attrazione è completamente protetta da reti e consente di ammirare dall’alto lo stupendo panorama. L’età minima per salire è 8 anni, ma noi lo abbiamo scoperto a metà tragitto e ormai Duccio era sopra…
Ci fermiamo a pranzare in un ristorante adiacente al giardino, dove servono cucina creola con prodotti del loro orto per 15 euro a persona.
La seconda tappa è la Fonte Saint-Denis, che dista da lì circa 15 minuti.

E’ uno dei luoghi più fioriti della Martinica, a 14 km nell’entroterra di Saint-Pierre. E’ un piccolo paese sulle pendici dei Pitons du Carbet, dominato dal Morne des Cadets, sulla cui sommità si trova un osservatorio sismologico che sorveglia costantemente l’attività del vulcano Pelée. La visita alle belle cascate “Saut-Gendarme” e “Saut-Mahaut” è un’ottima occasione per una breve passeggiata.
Ci fermiamo a fare delle foto.
Poi ci sposiamo verso Saint Pierre, antica capitale economica e culturale della Martinica, é la città più conosciuta dell’isola. Fu distrutta nel 1902 dall’eruzione dalla montagne Pelée. Ma proseguiamo verso nord, senza fermarci.
Oltrepassiamo il paese, la strada continua fino all’Anse Céron e all’Anse Couleuvre, due belle spiagge di sabbia nera immerse nella giungla, dove ha inizio un sentiero di 20 km che porta a Grand-Rivière, sulla costa atlantica, toccando diverse spiagge lungo il percorso (6 ore circa).
Noi ci fermiamo all’Anse Ceron dove attendiamo il tramonto.
Rientriamo al nostro alloggio dopo le 20.00 quindi una cena veloce e a letto presto.

05 gennaio
Il programma di oggi (scelto con i nuovi amici) prevede la visita ad Anse Noir e Anse Doufur che sono praticamente adiacenti. Noi passiamo la giornata nella seconda, che è molto bella.
Passiamo la giornata tra un bagno e l’altro.
Anse Noir è l’unica spiaggia di sabbia nera al sud della Martinica, nota soprattutto per la bellezza dei suoi fondali marini. E’ grande il contrasto con l’Anse Dufour, spiaggia di sabbia bianca a poche centinaia di metri.
C’è un piccolo ristorante nascosto dalla vegetazione e tornando verso l’Anse Dufour, c’è un ristorante con un bel panorama sulla costa. Sulla spiaggia di Anse Dufour c’è un bar-ristorante, dove noi pranziamo con un ottimo pollo arrosto.
Nel pomeriggio mio marito si dedica alla pesca sugli scogli, riuscendo persino a prendere un pesce, che ci mangeremo la sera a cena sul BBQ.
Appuntamento con le foto del tramonto alla nostra spiaggia di Grand Anse.
Cena e a letto presto.

06 gennaio
E’ arrivato l’ultimo giorno di permanenza a Martinica… Per fortuna oggi non arriva nessuno e la proprietaria ci permette di tenere la stanza tutto il giorno.
Alle 9.30 ci rechiamo al molo dove abbiamo appuntamento per l’escursione di barca con il simpaticissimo Louis. Sfortunatamente il tempo oggi non è dei migliori, ci sono dei grossi nuvoloni in cielo e non è particolarmente consigliato fare il bagno a largo.. peccato..
La prima tappa è Anse d’arlet
Poi Petite Anse
Proseguiamo fino al Rocher du Diamant, dove avvistiamo numerose specie di uccelli. Se vogliamo possiamo fare il bagno, ma senza muta, non ci sembra il caso, quindi la barca riparte e si dirige verso Anse Doufur e Anse Noir, che avevamo visitato il giorno prima.
Ci fermiamo dove il mare è calmo e facciamo uno spuntino a base di spiedini di frutta (ottimi), un dolce e del Planteur, un cocktail fatto con succo di frutti tropicali:

1 volume di rhum agricolo bianco
¼ volume di sciroppo di zucchero di canna
1 volume di succo d’arancia
1 volume di succo d’ananas
Mentre torniamo verso la nostra spiaggia, Denis pesca e quasi al molo riesce a prendere un pesce, con sua grande soddisfazione!!
Rientriamo alle 12.30.
Ultimo pranzo in Martinica, che consumiamo sulla spiaggia del nostro bungalow, un po’ di relax e facciamo l’ultimo bagno…
Alle 17.30 lasciamo la camera e ci dirigiamo verso l’aeroporto.
Il volo parte alle 22.00 quindi facciamo tutto con calma.
Il viaggio di ritorno è ottimo dormiamo quasi tutto il tempo, quindi passa velocemente.

07 gennaio
Alle 11.30 arriviamo all’aeroporto di CDG e questa volta non dobbiamo cambiare!
L’aereo per Firenze parte puntuale e trascorre velocemente.

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