India mon amour

Ho rubato il titolo, distrattamente, ad uno splendido libro di Dominique Lapierre, l’autore di “La città della gioia”, “Mezzanotte a Bhopal”, libri intensi che parlano di India. Se non li avete letti, fatelo perchè sono bellissimi e fanno capire molto dello spirito di questo popolo.

Questo viaggio nasce da un insieme strano di circostanze.
Qualche anno fa, durante una trasmissione della Licia Colò sentii parlare, dalla Signora Rita, dei TCV (Tibetan Children Village).
Si tratta di insediamenti volti all’educazione di giovani tibetani, generalmente figli di famiglie scappate dal Tibet dopo l’invasione cinese.
Il governo indiano ha generosamente donato dei terreni a queste popolazioni, in diverse parti dell’India.
A seguito di questa trasmissione ho adottato un ragazzino tramite la onlus rappresentata dalla Signora Rita.
Il villaggio in cui il ragazzo in questione studia si trova a Bylakuppe, nello stato del Karnataka, India del sud.
Durante un pomeriggio di relax, mentre leggevo un giornale di viaggi inviatomi da un famoso e discusso (a ragion veduta secondo me) tour operator specializzato in viaggi avventurosi, ho trovato una proposta di viaggio relativa al Karnataka, con esplicitamente citata la possibilità di visitare questo villaggio in cui risiede il mio ragazzo.
Non ci ho pensato due volte, il viaggio mi interessava e pertanto, dopo aver coinvolto una coppia di amici, ho prenotato con questo tour operator, nonostante avessi già avuto a che ridire sulla sua onestà e organizzazione.
Per farla breve, dopo aver aspettato più di un mese per la risposta mi son visto negare la partecipazione a questo viaggio con successivo (altro mese quasi) rimborso della caparra da me versata.
Fortunatamente, due mesi prima, avevo anche contattato una guida indiana, che parla italiano, conosciuta durante un precedente viaggio in Tamil Nadu e Kerala.
Per una strana coincidenza Shashikumar, così si chiama la guida, Shashi per semplificare la vita agli amici italiani, mi ha ri-contattato dopo la cancellazione della prenotazione e pertanto abbiamo messo in piedi l’agognato viaggio.
Ho stilato un programma che tenesse conto dei posti da visitare, delle date idonee per vedere il ragazzo e una particolare festa che viene fatta in onore di Krishna a Udupi, una piccola cittadina vicino a Mangalore.
Una volta concordato tutto, date, prezzi per l’auto, l’autista e la guida abbiamo chiesto i visti all’ambasciata indiana di Roma e prenotato il volo.
Volo che, prenotato prima e con una diversa compagnia aerea, ci sarebbe costato 200 euro meno :cry: comunque sia non abbiamo potuto fare altrimenti visto che i tempi stringevano.
Dopo questa lunga premessa arrivo a descrivere sinteticamente il viaggio….

5 gennaio2012: partenza con volo Emirates per Bangalore, scalo di poche ore a Dubai. Prima tratta fatta con A380, veramente un bellissimo e silenzioso aereo (consiglio i posti economy sulla prua).

6 gennaio: Arrivo in ritardo causa nebbia su aeroporto di Bangalore, sbarchiamo, ritiriamo i bagagli e con un taxi prepagato ci rechiamo all’Hotel Sterling Suites-Langford Town, hotel prenotato dall’Italia tramite Booking.com.
Scarichiamo le valigie, una rapida doccia, dopo mezz’ora siamo per le vie di Bangalore, città moderna ma con stile prettamente indiano. Caos !!


Per le vie di Bangalore

Ci rechiamo a piedi ai Lalbagh Garden, un bel giardino curato. Il caldo si fa sentire, e il verde ci dà una mano ad acclimatarci. Pasto veloce lungo la strada con samosa e ottimo chai. Visitiamo il Bull Temple, un interessante tempio in stile dravidico del XVI secolo. Purtroppo il vicino Dodda Ganesh Temple è chiuso, dispiaciuti ma comunque soddisfatti per la lunga e interessante passeggiata torniamo in Hotel con un tuk tuk. Concordiamo con il conducente per ritrovarsi all’ora di cena e per farci condurre ad un ristorante da lui consigliato. Non ci va di cercare, siamo stanchi e ci fidiamo. Il locale in cui ci porta è pulitissimo, molto efficiente il servizio, ci portano ottimi thali, unico neo, non servono alcolici, perciò ci beviamo acqua. Spesa, in tre, 540 INR, circa 7,50 euro.

7 gennaio: Partiamo, sempre a piedi, ci rechiamo al Krishnarajendra market. Un caos di mercato che comunque con i suoi fiori, colori, odori ci fa capire che siamo in un altro mondo.


Il mercato dei fiori

Visitiamo nei dintorni il Tippu’s fort ed il Tippu’s palace, importanti vestigia di Tippu sultan, antagonista degli inglesi intorno al 1770. Andiamo a prendere un po’ di fresco in un altro bel giardino, Cubbon Park. Incuriositi visitiamo l’interessante museo della Scienza e della Tecnica. Molto bello il contatto con la gente del posto, curiosa e giocherellona. Torniamo in albergo, telefoniamo al solito autista di tuk tuk e ci facciamo portare in un altro ottimo ristorante dove servono BIRRA!!!! Il conto qua si rivela molto più salato, circa 30 euro, ma la birra e il dolce hanno avuto un peso importante.

8 gennaio: La giornata inizia male, l’autista, Ashok, che ci doveva venire a prendere sbaglia hotel, c’è in effetti un caso di omonimia, e arriva un’ora più tardi. Il nuovissimo furgone (2 mesi di vita) da ben 10 posti dopo pochi km in centro alla città si ferma e non ne vuol sapere di ripartire… pensiamo già ad un truffa “all’italiana” ma il mio amico Shashi ci rassicura, dopo un’ora ci cambiano furgone e ripartiamo alla volta di Sravanabelagola dove incontreremo la guida.
Incontriamo Shashi alla base di una enorme collina di granito, saliamo la collina camminando scalzi lungo una infinita gradinata in salita, il fiato manca… Infine giungiamo al tempio al cui interno si trova la statua monolitica di Bahubali, divinità giainista, rappresentata completamente nuda. Il tempio è molto frequentato, facciamo amicizia e foto insieme alla gente.
Il panorama da lassù è magnifico, sarebbe bello poterlo vedere a tutte le ore, purtroppo sono le 14 e la luce per le foto non è delle migliori.


Il panorama


Il tempio con la statua di Bahubali

Finita la visita ripartiamo per Belur, dove giungiamo verso le 18.
Scegliamo le camere all’Hotel Mayura Velapuri, hotel economico ma molto confortevole, 15 euro a notte per una grande matrimoniale.
Prima che faccia buio ci rechiamo a casa di Shashi, visitiamo la piantagione di caffè e pepe che circonda la sua casa e veniamo ospitati per la cena, vegetariana e ottima. Ritorno in hotel per il pernottamento.

9 gennaio: Partiamo da Belur e ci rechiamo ad un vicino paese chiamato Belavadi. La tranquillità vi regna sovrana, è un posto fuori dai giri turistici tradizionali. Visitiamo un tempio dove all’interno vi è una pietra che negli anni sta cambiando forma, assomigliando sempre di più al simpatico Dio Ganesh, quello con la testa di elefante per capirci. Ci intratteniamo anche in una una piccola azienda familiare che lavora le noci di Betel. Infine visitiamo il bellissimo tempio Veeranarayana. Che dire, è piccolo e tenuto benissimo, forse il più bello di tutto il viaggio anche in considerazione del fatto che ci siamo solo noi come visitatori. Un sacerdote ci benedice con una piccola cerimonia, siamo tutti molto emozionati.


Lavorazione Betel


Tempio di Belavadi – Veeranarayana Temple

Partiamo per Halebid, poco distante, e là visitiamo il complesso templare di Hoysaleshwara. Molto bello e grande, purtroppo anche battuto dai turisti, prevalentemente indiani comunque. Rientriamo a Belur in tempo per vedere diverse cerimonie, la benedizione di pellegrini in partenza. La benedizione con conseguente distribuzione a tutti di riso per il pranzo in una sala comune dove veniamo accolti con interesse e cortesia unici. Ammiriamo il grande tempio di Chennakesava dopo di che visitiamo l’interessante mercato alimentare all’aperto e poi rientriamo in hotel. Doccia veloce e siamo di nuovo fuori, torniamo nel tempio in tempo per veder il calar del sole e successivamente un’altra cerimonia con benedizioni varie e processione. Giornata pienissima ma super interessante.


Tramonto al tempio di Belur

10 gennaio: Giornata di trasferimento, il più lungo di tutto il viaggio, da Belur ad Hampi. Le strade sono tutte in rifacimento pertanto si va pianissimo, arriviamo nel tardo pomeriggio. Lungo la strada comunque osserviamo scene di vita quotidiana, lavoro nei campi, piccoli mercati, quando vogliamo ci fermiamo per foto video o altro…:oops: Pranzo in un loro fast food…igiene zero ma gusto del cibo veramente ottimo! Quel che non ammazza ingrassa!


Indian Fast Food

Giungiamo ad Hampi, anzi, per la precisione a Virupapur Gaddi che altro non è che il paesino al di là del fiume che lo divide da Hampi. Troviamo la Mowgli guesthouse, prenotata e pagata tramite internet, prendiamo possesso dei bungalow che si affacciano su una splendida risaia, in tempo per un fantastico tramonto. Ceniamo ottimamente nel ristorante annesso alla guesthouse, all’aperto, serviti da un gentile ragazzo del Sikkim. La sistemazione è molto spartana… con tanto di rana che ti salta addosso di notte mentre sei al bagno. Le rane ed i grilli fanno un casino tremendo ma alla fine mi addormento sotto la zanzariera…


Il tramonto davanti al bungalow


La rana con cui condividevo il bagno

11 gennaio: Ci svegliamo presto, facciamo colazione sotto un tamarindo e poi di corsa a prendere il traghetto (barcaccia in ferro lunga 3,5mt) che ci porterà all’appuntamento con la guida e l’autista dall’altra parte del fiume, Hampi Bazar. Arriviamo di là un po’ in anticipo e pertanto girovaghiamo per il paese in cerca di scatti, le occasioni non mancano, non ultimo il lavaggio di un elefante nel fiume, proprio accanto a dove si lavano diverse persone.. uno strano senso della pulizia hanno da queste parti *-) .


Lavaggio elefante… e persone!

Troviamo i nostri amici, Shashi e Ashok, ed iniziamo la visita che meriterebbe diverse pagine per essere esaustiva. Diciamo che abbiamo visto di tutto: templi antichi, statue monumenti, bazar (vecchi e nuovi). Pranzo veloce seduti in terra sotto un grandissimo mango guardando il fiume e poi di nuovo in giro per monumenti.


Hampi-Virupaksha Temple


Hampi Bazar, parti dell’antico Bazar sono usate come abitazioni.

Tutto molto interessante anche se troppa roba tutta insieme! Il cervello fa fatica a ricordare, meno male ci sono foto e video! Rientriamo a cena alla guesthouse, l’ultimo traghetto parte alle 18.30.

12 gennaio: Solito appuntamento al di là del fiume, giriamo a piedi per Hampi Bazar poi ci inerpichiamo sulla collina che sovrasta il paese, in lontananza si vede il tempio Virupaksha visitato il giorno precedente e tutto il panorama della valle. In cima alla collina collina troviamo un piccolo tempio ed un esempio dell’arte indiana di arrangiarsi. Un signore prepara, per i rari avventori, un buonissimo tè al ginger utilizzando un’attrezzatura rudimentale… Ci gustiamo il tè con una splendida veduta, disturbata solo da un po’ di foschia. Scendiamo dall’altra parte della collina per visitare altri templi… passeggiamo lungo piantagioni di banani… insomma la giornata è piena e interessante.


Hampi-Carro in pietra-Vitthala Temple

13 gennaio: Vengono a prenderci la mattina e partiamo per Badami. Lungo la strada ci fermiamo in due importanti siti storici, Aihole e Pattadakal. Entrambe capitali, in tempi diversi, dell’impero Chalukya dal III all’VIII secolo vantano diversi templi con varie forme a seconda del periodo di edificazione. Aihole mi ha colpito nella parte della città vecchia dove è possibile vedere case che al loro interno contengono resti di templi antichi. Molto suggestivo anche se la visita è stata breve.


Aihole-vecchio abitato

Pattadakal ha un bel complesso di templi con ingresso a pagamento, molto ben conservato e curato.


Pattadakal-Complesso templare


Pattadakal-Particolare tempio

In serata siamo arrivati a Badami dove abbiamo trovato da dormire all’Hotel New Satkar de Luxe. Al di là del nome vi era ben poco di lussuoso, oltretutto era abbastanza costoso a causa della penuria di posti letto in città dovuta alle riprese di un film con attori VIP… in India!

14 gennaio: Ci svegliamo piuttosto presto e dopo aver raccolto una persona del posto ci rechiamo a fare una visita inusuale per i turisti “classici”. Dopo una lunga camminata di un paio di ore troviamo il sito che cerchiamo, una antica grotta con disegni e scolpiture rupestri di età preistorica. Affascinante il posto anche se i reperti erano proprio maltenuti, i soliti incivili ci avevano addirittura disegnato sopra dei cuori!!!


Grotta con disegni rupestri

Passata la grotta siamo giunti dopo un’altra ora di cammino alla sommità di una piccola scarpata che dava su una piccola valle. Dal fondovalle giungevano urla e grida, curiosi siamo scesi a vedere. Superata una barriera di … feci umane e non.. abbiamo raggiunto il gruppo di templi di Mahakuta. La parte importante del tempio è una sorgente che sgorga dal sottosuolo, al centro di una vasca sacra. Le urla erano degli indiani che facevano il bagno in questa vasca… uno spettacolo divertente ed al contempo emozionante. Indubbiamente gli indiani sono un popolo gioioso, li adoro anche per questo…


Badami-Templi di Mahakuta-veduta parziale

In un’altra piccola vasca laterale, dove si bagnavano le donne, erano anche stese al sole ad asciugare diverse Sari multicolori… uno spettacolo per gli amanti della fotografia!


Badami-Templi di Mahakuta-Sari ad asciugare

Dopo un veloce pasto per strada siamo tornati a Badami per visitare il complesso di templi che l’ha resa famosa. Si tratta di templi scavati nella roccia a mo’ di caverna, uno più bello dell’altro.


Badami-Una delle grotte

Simpatica la compagnia di scimmie ladre, occhio alle cose da mangiare magari tenute in borsa o nello zaino. Abbiamo visitato il laghetto con i vari templi circostanti e la fortezza che domina la città.


Badami-Lower Boothanatha Temples

Per concludere in bellezza la giornata ci siamo recati a vedere una grande fiera paesana e poi abbiamo cenato da un amico di Shashi che aveva da poco (3-4 giorni) aperto un ristorante (Kumar Park Restaurant). Siamo stati trattati con tutti gli onori e in pratica abbiamo fatto da cavie, i primi clienti stranieri probabilmente.

15 gennaio: Lungo viaggio di trasferimento, lasciamo l’interno del Deccan, l’altopiano in cui ci trovavamo, per spostarci verso il mare, destinazione la mitica Gokarna. Il paesaggio è composto da campi ben coltivati, riso, mais, girasole, banane, canna da zucchero ecc. fino ad Hubli. Da Hubli in poi costeggiamo per decine di km delle splendide foreste di teak scendendo contemporaneamente la montagna. Andiamo a visitare una amico di Shashi che gentilmente ci offre un ottimo chai e ci fa conoscere una signora che fa parte di una vecchia tribù indigena… ora vestita ma che fino a pochi anni fa giravano nudi, tribù che si riconosce da delle collane particolari di semi che portano al collo. Giungiamo a Gokarna nel pomeriggio, cerchiamo un albergo e optiamo per Nimmu guesthouse che si trova vicino alla spiaggia. Scarichiamo le valigie e facciamo un giro per negozietti. Ci gustiamo lo splendido tramonto sul Mar Arabico.


Gokarna-Tramonto sul Mar Arabico

Ceniamo in un ristorante citato dalla LP (Mahalaxmi), con sala sul tetto, il posto è carino ma l’attesa è estenuante. Mangiamo dopo un’ora e mezza e ce ne andiamo a letto.

16 gennaio: Oggi si visita Gokarna, stradine varie molto pittoresche, il tempio (visitabile solo esternamente per i non hindu), la vasca sacra per le abluzioni.


Gokarna-Vasca Sacra-Koty Tirtha Talyani

Gokarna è interessante, turisti ce ne sono ma nemmeno poi tanti, uno spettacolo sono gli indiani che fanno il bagno al mare… tutti vestiti.


Gokarna-Bagno mattutino

Partiamo con il pulmino per visitare la famosa Om beach. La forma di questa spiaggia ricorda appunto il simbolo sacro indiano dell’Om.


Gokarna-Om Beach

Decidiamo da qui di tornare all’albergo a piedi facendoci una estenuante camminata di 3 ore sotto il sole, un bagno nell’acqua calda del mare ci ricompenserà al nostro ritorno a casa. Solito giro per negozietti e cena nel solito posto, ci andiamo un po’ prima e veniamo serviti decisamente meglio, cibo ottimo e prezzo ragionevole… purtroppo niente birra perchè essendo Gokarna uno dei posti più sacri per la religione hindu non vi si può nè fumare nè bere alcolici nè mangiare carne/pesce… Comunque il cibo vegetariano indiano è tutto meno che monotono, si mangia sempre splendidamente.

17 gennaio: Si parte alla volta di Udupi dove si terrà questa festa che vogliamo vedere. Lungo la strada facciamo una deviazione e ci rechiamo ad un piccolo parco conosciuto per la presenza di particolari tipi di formazioni rocciose.


Formazioni rocciose.

Torniamo sulla via principale e dopo un po’ ci fermiamo a Murudeshwara dove pranziamo in un ristorante proprio sul mare. Di fronte a noi abbiamo uno dei Gopuram più alti dell’India (83 mt) e una statua di Shiva alta 40 mt.


Murudeshawar-Tempio-La statua di Shiva di 40 mt si trova alle spalle, ma era contro sole e troppo grossa.

Dopo pranzo entriamo nelle fondamenta della statua per vedere una rappresentazione con statue, voci e luci. Viene raccontata la storia della creazione dell’importante Lingam che si trova a Gokarna. Continuiamo la strada fino ad Udupi, dove giungiamo in serata. La cerimonia che pensavamo essere il 18 si svolge la notte del 17 pertanto rimaniamo là ad osservare il tutto fino alla mezzanotte circa. Bagno di folla, sfilata di carri sacri e molto preziosi, fuochi artificiali… veramente bello.


Udupi-Carri sacri in sfilata

Ripartiamo di notte e giungiamo a Mangalore dove avevamo prenotato un hotel. Guida notturna in India? DA SINCOPE !!! :shock:

18 gennaio: Partiamo alla volta di Bylakuppe, le strade sono strette e tutte in rifacimento, per fare 220 km ci mettiamo quasi tutta la giornata! Per fortuna il panorama è bello, risaliamo praticamente sull’altopiano del Deccan passando attraverso la catena montuosa dei Ghati Occidentali.


Valle nei Ghati occidentali

Arriviamo a Kushalnagar, una piccola città vicino a Bylakuppe, qui troviamo alloggio in due bungalows facenti parte di un villaggio turistico… per indiani. Sistemazione spartana ma piacevole. La sera cena con piccolo spettacolo folkroristico e poi nanna.

19 gennaio: Sveglia, colazione e poi via… verso il TCV dove siamo attesi dalla gentilissima Sig.ra Simki e da Penpa Tsering, il mio ragazzo. L’incontro è emozionante, Penpa è timidissimo ed io lo sono anche più di lui! :oops: L’aiuto di Simki ci permette di rompere un po’ il ghiaccio, dialogare in inglese è però abbastanza complesso… nessuno di noi due lo parla bene. Simki ci conduce a visitare tutto il villaggio, che trovo molto ben organizzato e tenuto. Pranziamo in un ristorante tibetano dove facciamo la conoscenza con i fantastici Momo. Visitiamo anche un grande tempio Buddista, il Golden Temple, riproduzione di un tempio tibetano veramente esistente.


Bylakuppe-Interno del Golden Temple

Ci vengono anche mostrate due manifatture di prodotti tipici tibetani e qui facciamo un po’ di shopping. Fattasi sera ci ritiriamo in una guesthouse prenotataci da Simki dove facciamo anche un’ottima cena vegetariana. Poi solita nanna.

20 gennaio: Facciamo colazione, paghiamo (3 camere, 6 cene, le colazioni per un totale di 18 euro!!) Andiamo al TCV dove salutiamo il direttore che ci saluta a sua volta mettendoci al collo la Kata, sciarpa bianca di buon augurio. Siamo tutti emozionati… Partiamo alla volta di Mysore, una piccola deviazione pochi km dopo la partenza ci porta a conoscere la mamma ed il fratellino di Penpa. Una casa modestissima dove però veniamo accolti calorosamente, ci viene offerto un ottimo tè. Ultime foto e poi il momento straziante del saluto finale. Vedo Penpa dal finestrino che aspetta finchè non spariamo dalla sua visuale. Emozioni fortissime ed indescrivibili… :cry:
Raggiungiamo Mysore, portiamo le valige in albergo (Cristal Paark Inn) pulito e funzionale, leggermente più costoso della media, 30 euro notte. Saliamo a visitare la grossa statua del toro Nandi, cavalcatura di Shiva, sulla Chamundi Hill, collina che domina la città. C’è foschia ed il panorama non è granchè, peccato.


Mysore-Nandi a Chamundi Hill

Poi visitiamo il Maharaja’s Palace, un bellissimo palazzo in stile indo-saraceno. Si è fatta sera, salutiamo definitivamente Shashi che partirà il giorno successivo con un altro gruppo per una visita in Tamil Nadu. Prima di cena andiamo a vedere uno spettacolo di luci e suoni al palazzo, ci capiamo poco perchè è tutto in lingua locale, però è simpatico l’atteggiamento degli indiani spettatori. Alla fine dello spettacolo vengono accese per pochi minuti diverse decine di migliaia di lampadine che mostrano il palazzo sotto una luce tutta particolare.


Mysore-Maharaja’s Palace-Illuminazione notturna

Andiamo a cena in un ristorante consigliato da Ashok, l’autista che rimarrà con noi fino al giorno 22. Al ristorante (New Shilpshree) mangiamo al solito benissimo con circa 4 euro a persona. Abbiamo anche il piacere di conoscere due ragazze italiane che… udite udite.. venivano proprio dal mio paese, in provincia di Livorno!!! Certo che il mondo è proprio piccolo!! *-)

21 gennaio: Ashok ci viene a prendere in hotel e ci porta fuori dal centro abitato di Mysore, andiamo a vedere il Ranganathittu Bird Sanctuary. Si tratta di una zona protetta con tanto di laghetto dove è possibile vedere diversi tipi di uccello, il più importante è la Cicogna colorata (Mycteria Leucocephala).


Mysore-Cicogna colorata

Ci facciamo un giretto con la barca, una bella passeggiata e tante foto. Nel primo pomeriggio torniamo a Mysore ed a piedi andiamo a visitare il Devaraja Market, un mercato principalmente ortofrutticolo.


Mysore-Devaraja Market-Esterno

Cena al solito ristorante in cui ci siamo trovati bene la sera precedente e poi nanna..

22 gennaio: Partiamo molto presto, dobbiamo arrivare in aeroporto a Bangalore in tempo per prendere il volo per Goa. Siamo ossessionati dal traffico. Ashok è bravissimo, trova anche il tempo di invitarci a colazione a casa sua e ci fa conoscere la sua bellissima famiglia, moglie e due bambini. Una piccola casa, una splendida famiglia e tanta simpatia.. Ripartiamo di corsa, arriviamo puntuali in aeroporto, salutiamo fra mille ringraziamenti Ashok e prendiamo il volo Jet Line con destinazione Goa.
Un’ora e un quarto circa di volo e siamo all’aeroporto Dabolim di Goa. Qui troviamo un taxi prenotato dalla guesthouse dove saremo ospiti.
Ci facciamo un’ora e mezza di auto fino ad arrivare all’Avalon Inn di Mandrem, prenotato via internet. La gentilissima co-conduttrice Erika ci mostra i semplici Bungalows di stuoia di bambù (15 euro notte) in cui alloggeremo e poi ci scorta attraverso il paesino per spiegarci dove si trovano le cose più importanti, ristoranti, noleggio scooter, internet ecc. Facciamo una bella passeggiata lungo la vicina ed enorme spiaggia poi doccia e cena.


Spiaggia vicino a Mendrem

Cena così così… piuttosto cara e di poca soddisfazione. (Olive restaurant)

23 gennaio: Facciamo colazione alla guesthouse e poi andiamo a ritirare gli scooter (4,5 euro gg). Dopo i primi errori dovuti alla guida a sinistra prendiamo confidenza e ci spingiamo verso nord. Passiamo un largo fiume con un traghetto, visitiamo spiagge e paesini. Ci fermiamo a Fort Tiracol che è un bellissimo forte adibito ad hotel.. chiedo informazioni, 150 euro notte, noi mediamente abbiamo speso 15/20 euro… cosa vuol dire viaggiare a risparmio eh!? Sconfiniamo anche nel Maharashtra, lo stato a nord di Goa, in tutto facciamo circa 100/120 km. Altra libertà viaggiare in moto da soli…


Un tempio lungo le strade di Goa

Ceniamo al Sea Paradise, un bel ristorante affacciato sul mare, qualche km prima di arrivare a Mandrem. Ci rendiamo conto, comunque, che qua sul mare a Goa si mangia diversamente che nel Karnataka, la maggior presenza di turisti snatura un po’ l’ottimo cibo indiano.

24 gennaio: Oggi andiamo a vedere Panaji e Old Goa, Erika ci presta dei caschi perchè vanno messi se si percorre la NH17, autostrada (strada normale ma chiamata così) che attraversa tutto lo stato. Prendiamo i caschi ma non li usiamo perchè percorrendo piccole strade ed usando i traghetti gratuiti che si trovano ovunque riusciamo ad evitare la caotica e famigerata NH17. Prima di arrivare a Panaji ci concediamo una bella girata panoramica in barca, l’intento è quello di vedere i delfini che pare abbondino nella zona. Vediamo i delfini ma anche le decine di barche piene di curiosi che li inseguono…:fear2:


Barca per gita delfini

Arriviamo a Panaji, visitiamo il mercato e alcuni quartieri ma quando arriviamo al pezzo forte, la Cattedrale della Nostra Signora dell’Immacolata Concezione la troviamo chiusa… riapre troppo tardi per visitarla, peccato, ci torneremo l’anno prossimo :yeah: (magari)


Panaji-Cattedrale della Nostra Signora della Immacolata Concezione

Pranziamo e ripartiamo per visitare Old Goa. Facciamo un giro per Cattedrali a Old Goa, è impressionante pensare che questa città semi-abbandonata sia stata, nel XVI secolo, più popolosa di Londra o Lisbona!! Belle le chiese, maestose, bello anche vedere come gli indiani cattolici si relazionano con la loro/nostra religione.


Old Goa-Cattedrale di San Francesco

Ripartiamo verso l’interno e fra traghetti, sbagli di strada e varie arriviamo a casa piuttosto tardi, praticamente buio. Buona cena al ristorante D’Souza’s, ci sono anche camere disponibili a una ventina di euro … poi nanna.

25 gennaio: Prendiamo gli scooter e partiamo in direzione Anjuna, circa 30 km da dove abitiamo. E’ mercoledì ed a Anjuna si tiene uno dei più importanti mercati dell’India del sud. Dobbiamo finire le rupie che abbiamo acquistando piccoli regali per parenti ed amici. Sulla strada ci fermiamo in un bar (2mt x 3mt) e facciamo un’ottima colazione con prodotti locali, dosa masala, vada e chai (in tre spendiamo 1,50 euro). Sbagliamo strada un paio di volte, il navigatore su Google map che ho nel cellulare ci porta si al mercato… ma del pesce! :laugh: Arrivati al mercatino passiamo l’intera giornata a fare acquisti, ogni tanto ci fermiamo in qualche locale che si trova fra le bancarelle e beviamo o mangiamo qualcosa. Interessante anche il fatto che il mercato finisce addirittura sulla spiaggia.


Anjuna-Mercato settimanale(mercoledì)

Rientriamo al calasole stanchi per le estenuanti trattative… Cena da D’Souza’s dove il cameriere, Alex, un simpaticissimo nepalese, ci convince a ordinare un grosso Red Snapper per tre. Ce lo porta cucinato in maniera egregia, con ottimi contorni ed altro, finiamo con il digestivo per eccellenza, tè con miele, ginger e limone. Ottimo! (cena più cara, 10 euro a testa)

26 gennaio: Facciamo colazione e un’ultima passeggiata sulla enorme spiaggia, molte persone praticano esercizi vari sulla sabbia, la tranquillità regna sovrana.


Mendrem-Yoga su spiaggia

Alle 11 viene a prenderci il taxi che ci riporterà in aeroporto, salutiamo la gentile e simpatica Erika e il suo socio Salvador, indiano cattolico, con cui abbiamo fatto una lunga chiacchierata prima di partire. Un aereo ci riporta a Bangalore con un forte ritardo ma noi abbiamo tutto il tempo che vogliamo per la coincidenza con il volo Emirates per l’Italia… parte alle 04 del giorno 27!!

27 gennaio: Partiamo alle 04 da Bangalore, dopo un breve scalo a Dubai arriviamo alle 12,30 nella nostra bella Italia… portandoci dentro però il calore dei sorrisi e del sole dell’India del sud.

Considerazioni finali:

Si può anche spender molto meno di quanto abbiamo speso noi, rinunciando alla macchina con l’autista e/o alla guida però mi sento di dire che tutto ciò che abbiamo fatto e visto, specialmente in relazione al rapporto con la gente del posto non sarebbe stato possibile viaggiando da soli, a meno di non fare un tour di molti più giorni e di saper parlare un ottimo inglese (non come il mio) :joke:
Solo un indiano ti può spiegare approfonditamente ciò che significa un certo atteggiamento di una statua, come si mangia un certo piatto, come si saluta un sacerdote, come ci si comporta in mille altre occasioni… ringrazio di cuore il mio amico Shashi, ci rivedremo presto … Orissa e Andhra Pradesh ci attendono…
Ringrazio di cuore anche il nostro autista, il mitico Ashok, con cui rimarrò in contatto, ci ha salvato la schiena dalle migliaia di dossi rallentatori che riempiono le strade indiane… quelli italiani sono niente in confronto!!
Il viaggio lo consiglio a tutti, i miei amici, Letizia e Fabio, più o meno miei coetanei, non avevano mai viaggiato in posti “esotici” e anche così particolari, a parte il disagio dei piatti troppo piccanti per Letizia, non ci sono stati problemi di sorta. Si sono adattati a dormire in posti non all’ultimo grido, a volte anche un po’ sporchi, con uno spirito di adattamento che spesso manca a tanti “viaggiatori”.
Resto a disposizione di tutti i lettori per ulteriori approfondimenti in merito a questo mio diario, con pazienza (il lavoro purtroppo viene prima) risponderò a tutti.

Qualche sorriso dei milioni ricevuti:

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Ci sono 11 commenti su “India mon amour

  1. le foto meravigliose le avevo già viste negli album, ma corredate dal tuo splendido diario, acquistano ancora più valore!
    grazie per averci descritto questi splendidi posti e averci fatto conoscere questo meraviglioso popolo.
    Quel tramonto sulla risaia… è poesia!

    grazie, grazie ancora!:clap::clap::clap:

  2. B E L L I S S I M O !!!!!!!!!!!!!!!!!
    seppur non particolarmente amante dell’India, questo viaggio mi è piaciuto moltissimo e mi fà riflettere sul fatto che giudichi gli indiani “giocherelloni e socievoli”..pensa che a me, a pelle, fanno l’effetto contrario….
    il diario è scritto veramente bene, a tratti spiritoso, con informazioni utili e le tue foto:serenata:….le avevo già commentate e quella del tramonto a Gokarna già da qualche giorno è sul mio desktop:oops:..
    complimenti anche per l’adozione del ragazzo e averlo conosciuto è stata la ciliegina sulla torta
    …inoltre, e poi chiudo, mi piace molto il “modo” in cui avete viaggiato…ovvero dove avete mangiato…i posti in cui avete dormito..il contatto con la gente…bello bello bello:D….

  3. Complimenti, avete compiuto davvero un bellissimo viaggio.:rose:
    Anche io avevo già ammirato le foto all’interno dell’album e le trovo strepitose e poi rillegere del Goa per me è sempre un emozione, ho dei bellissimi ricordi che mi legano a quel luogo.
    Grazie:ok:

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