Aita pea pea … Polinesia Francese e Los Angeles

1 ottobre 2011

Lola e Bruno sono marito e moglie. Abbiamo atteso questo momento per 10 stupendi anni e a coronare la giornata più bella della nostra vita, ecco anche il regalo più gradito che parenti e amici potessero farci: un’indimenticabile viaggio in Polinesia Francese.
La scelta della meta è sembrata scontata ai più … la mia passione per la Polinesia mi aveva portata a leggere, studiare, documentarmi molto negli anni passati, e ciò mi aveva anche permesso di fare uno stage presso il tour operator Kia Ora Viaggi, facendomi conoscere le ragazze, bravissime, che ci lavorano, alcune delle quali sono poi diventate anche mie amiche. Tuttavia, pur avendolo sempre sognato, questo viaggio arrivava in un momento della nostra vita in cui eravamo più ispirati da viaggi itineranti, all’avventura, macchina a noleggio, visite, shopping, musei, natura. Tuttavia la voglia di non rinunciare a quello che rimaneva il nostro sogno ci ha convinti a prenotare! E non ce ne pentiremo mai :oops:!
La scelta delle isole da visitare e delle sistemazioni è stata facile e veloce, avevamo già bene in mente ciò che volevamo vedere ed il tipo di viaggio che avremmo voluto fare. E così tra mille preparativi ed emozioni ci ritroviamo pronti alla partenza, è il 3 ottobre ed ancora inebriati dalla gioia del matrimonio prendiamo il primo dei 15 voli che caratterizzeranno questo lungo viaggio.
VCE – CDG – LAX – PPT, 22 ore volate e 4 ore di scalo tra Parigi e Los Angeles filano veloci e senza traumi, siamo talmente stanchi dalle fatiche dei giorni precedenti il matrimonio che dormiamo quasi per l’intero viaggio e ci ritroviamo a Papeete senza neanche rendercene conto. La nostra prima notte polinesiana la passiamo al comodo e confortevole Tahiti Airport Motel, con vista direttamente su Moorea, perfetto per chi debba fare un’unica notte in transito per poi ripartire per le altre isole. Partiamo quindi, con il primo dei tanto temuti voli interni, per Fakarava (con scalo tecnico a Rangiroa).

CURIOSITA’: Saremo anche stati fortunati, ma devo dire che questi voli interni sono proprio comodi, veloci, divertenti! Vengono tutti effettuati con ATR 72 abbastanza nuovi, equipaggi gentilissimi, ti offrono anche da bere, e si ha l’impressione che per i polinesiani si tratti di un servizio simile a quello dei nostri autobus (infatti i voli fanno anche scali inaspettati)! Avendo sempre trovato tempo sereno, abbiamo goduto di emozionanti viste sulle isole dall’alto, mai una perturbazione, partenze ed atterraggi sempre perfetti!

4 – 8 ottobre, FAKARAVA
Arriviamo in quello che dovrebbe essere il nostro paradiso terrestre, ci aspettiamo mare cristallino, spiagge bianche, sole e giorni di puro relax… ma … tutto questo non esiste, almeno per il momento. Atterriamo con un vento fortissimo, arriviamo alla Pension Vaiama ed il mare è mosso, increspato, si scatena un temporale fortissimo e dobbiamo rinchiuderci nel nostro bungalow. Dove resteremo per i successivi 2 giorni. Non c’è anima viva nella pensione se non l’adorabile signora che la gestisce. Passeggiamo sulla spiaggia nelle pause della pioggia e siamo solo noi, sensazione pazzesca :???:, se non fosse che abbiamo sciarpa e golfino per il freddo! I nostri primi due giorni passano quindi dormendo ad ore stranissime (causa fuso orario, e causa il fatto che qui si vive seguendo le ore di luce del sole), passeggiando sulla spiaggia, leggendo sul terrazzo del bungalow … ma un po’ di tristezza ci pervade. Non era questo ciò che ci aspettavamo, e seppur la sensazione sia di quelle che non dimenticheremo mai più, ammetto che ci sono stati momenti, dopo 2 giorni senza mai essersi messi il costume, senza bagni, senza sole, senza persone, in cui abbiamo pensato “Perché non siamo a New York?” :azzz:

Poi magicamente una mattina, dopo un fortissimo temporale, ci svegliamo e davanti ai nostri occhi si apre uno spettacolo incredibile: il vento ha cessato di soffiare, il mare è piatto e si confonde con l’orizzonte in una linea impercettibile, i fondali che prima non vedevamo svelano coralli e pesci dalle forme e dai colori surreali…siamo in paradiso. “Questa è Fakarava” continuiamo a ripeterci. :clap:

Approfittiamo immediatamente del sole e grazie al prezioso aiuto della signora della pensione partiamo con una barca per l’escursione alla laguna verde. Con noi ci sono una decina di persone, ossia la quasi totalità dei turisti presenti nella zona in quei giorni, e ci dirigiamo verso … il nulla. Mare e cielo sono una cosa sola, la nostra barca sfreccia in mezzo alla laguna, attorno a noi solo mare, nuvole e cielo e non riusciamo a distinguere dove inizia l’uno e finisce l’altro. La sensazione è di quelle impossibili da dimenticare, ci sentiamo parte di un mondo che non ha nulla a che vedere con ciò che conoscevamo fino a quel momento … in the middle of nowhere.:photo:

La prima tappa è l’isola degli uccelli, dove stormi di volatili si alzano in volo al nostro arrivo, e attorno alla quale si potrebbe già fare snorkeling dalla barca, tanto è limpida l’acqua. Noi però decidiamo di goderne a pieno e ci tuffiamo. Siamo in 4, gli altri rimangono a bordo, chissà perché. Facciamo il giro dell’isola a nuoto, fondali eccezionali, pesci e coralli di tutte le forme e colori fino a che … due occhi ci fissano … puntano verso di noi … shark shark! Che paura il nostro primo incontro con uno squalo! A ripensarci ora ci viene da ridere, ma al momento bhe … ce la stavamo facendo sotto! Tutti e 4 chiamiamo a gran voce il tipo della barca, il quale ridendo si allontana sempre più, urlandoci di non aver paura … “Non aver paura? Uno squalo nuota attorno a noi e tu ti allontani? Torna a prenderci maledizione”!!! :fear2:
Ne usciamo sani e salvi, rimontiamo a bordo ed iniziamo a guardarci attorno … è pieno di squali qui, quasi tutti pinna nera, la maggior parte dei quali abbastanza piccoli. Mmmm … forse ci stiamo perdendo qualcosa! Se fosse pericoloso, non ci avrebbero portato qui e detto di tuffarci … a meno che non volessero liberarsi di noi, ma non credo, visto che dobbiamo ancora pagare l’escursione!!

Arriviamo quindi alla famosa laguna verde … palme, spiaggia deserta, lingue di sabbia in mezzo ad una laguna bassa e trasparente per chilometri … cielo e mare che continuano a confondersi. Abbiamo la netta percezione che ciò che stiamo vivendo non potrà ripetersi mai più in nessun’altra parte del mondo e della nostra vita, e ci sentiamo immensamente fortunati. Scattiamo foto a non finire perché questo posto e questo momento sono tra le cose più forti ed emozionanti dell’intero viaggio. Stiamo vivendo uno di quei momenti che ricorderemo a vita.:-)

Sbarchiamo quindi, raggiungiamo terra e attorno a noi … decine di squaletti pinna nera ci accompagnano e si avvicinano talmente tanto che a momenti sembra quasi di poterli toccare. Qui qualcosa ci sfugge … ma dobbiamo avere paura o no? Sembrano tutti così tranquilli con questi squali ed il nostro accompagnatore inizia pure a preparare il pranzo dando loro gli avanzi. Bah!

CURIOSITA’: Ci spiegheranno poi che gli squali pinna nera sono innocui per l’uomo e nuotare in loro compagnia diventa una simpatica abitudine che ci accompagnerà per tutti i giorni seguenti. Ciò non toglie che in mezzo a tanti pinna nera, qualche squalo grigio l’abbiamo visto, ma la paura in un posto così va lasciata a casa! Abbiamo avuto incontri ravvicinati con pesci di tutti i tipi, delfini, tartarughe, razze ma anche pericolose murene gigantesche e barracuda … ed è anche logico, siamo nel mare più bello, incontaminato e selvaggio che ci sia! Quale pesce non vorrebbe viverci!

Passiamo una giornata indimenticabile in un luogo che le parole non bastano a descrivere e capiamo il motivo per cui la Polinesia è famosa nel mondo … non sono i lussuosi bungalow overwater di Bora Bora a renderla speciale, ma sono posti come questo, come Fakarava, a renderla unica.

Prima di tornare alla pensione andiamo alla passe, usciamo con la nostra barchetta in pieno oceano ed un branco di delfini, decine di esemplari, inizia a nuotarci attorno, saltare, giocare, seguirci, proprio come nei film! E’ stata un’emozione unica, pazzesca, indimenticabile! Facciamo poi snorkeling con la corrente dell’oceano che ci spinge contro il reef e vediamo un immenso giardino di corallo rosa!

Passiamo il giorno successivo a Fakarava tra una visita ad una coltivazione di perle nere (dove facciamo ottimi acquisti), tra tuffi dal pontile in un mare che sembra finto da tanto è azzurro e trasparente, e tra tramonti e albe sul reef che ci fanno perdere il fiato. Amiamo questo atollo sperduto nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, un puntino che sull’atlante quasi neanche si vede, ma che ci ha lasciato la sensazione di vivere per 5 giorni da naufraghi in un’isola deserta, vivendo secondo i ritmi di una natura che prende il sopravvento sull’uomo, mangiando pesce dai sapori nuovi, facendo conoscenza con forme di vita mai viste ed assistendo allo spettacolo di alba sul reef e tramonto sulla laguna tutti i giorni. Loving Fakarava. :love:

CONSIGLIO: La scelta di alloggiare in una pensione familiare proprio a Fakarava è stata impagabile perché ha reso unica la nostra esperienza…selvaggia l’isola, semi-selvaggi noi. Cercate ciò che ciascuna isola può dare … nell’arcipelago della Società, anche se in pensione, non potrete mai fare una vita così (o forse solo a Maupiti), quindi secondo me andare in pensione alle Tuamotu è un valore aggiunto che ti fa vivere in sintonia con lo spirito di queste isole. Niente acqua calda, si mangia ciò che c’è, niente vita “sociale”, sveglia all’alba e a letto alle 9. Poche persone, tanta natura. A tratti è stata anche dura, non lo nego, ma a conti fatti è la cosa, tra quelle che abbiamo vissuto, che resterà per sempre con noi.

8 – 12 ottobre, BORA BORA
Atterriamo in serata a Bora Bora ed in 5 minuti vediamo più persone che in 5 giorni a Fakarava. Qui ci sono luci, c’è vita…arriviamo al Sofitel Marara Private Island Resort con motoscafo privato e dopo esserci accomodati nel nostro OW bungalow (che in totale sarà stato grande come casa nostra) andiamo nell’isola principale per la cena. Ristorante, camerieri, decine di persone, buffet … non siamo più abituati a queste cose!

CONSIGLIO:Se andate a Bora Bora, fatelo con stile, ne vale la pena! E’ l’isola del sogno, è mondana, è famosa, è lussuosa e allora va vissuta così, perché è questo lo stile che quest’isola ha da offrire. E’ tempestata di hotel e bungalow overwater, che ormai – purtroppo – fanno parte del panorama, ma è vero che offre probabilmente alcuni tra i più bei resort del mondo, quindi potendo risparmiare … bhe … fatelo altrove! Noi stessi, scegliendo il Sofitel, un 4 stelle su motu provato, siamo scesi a compromessi rispetto ad un Meridién o ad un Peral, i quali sono comunque molto meno belli e lussuosi di un St. Regis, Intercontinental o Hilton. Non c’è limite al lusso che si può trovare in quest’isola, quindi … approfittatene! Sempre e comunque cercando di scoprirne l’essenza! Ogni isola ha la sua personalità, e va vissuta in sintonia con essa.

Iniziamo a scoprire Bora Bora a partire dal motu privato che ci ospita, molto bello ed interessante perché non piano, ma con un promontorio che ci permette di godere di stupendi panorami sulla laguna dai colori più pazzeschi che ci siano al mondo! E’ davvero di un azzurro che toglie il fiato! Il Sofitel è molto discreto e raccolto se confrontato ad altri resort, ed offre la comodità di una navetta gratuita a disposizione per raggiungere l’isola principale. Di contro il mare che lo circonda non è il massimo per quanto riguarda la balneabilità. Approfittiamo quindi subito della navetta e ci facciamo una passeggiata fino alla vicina spiaggia di Punta Matira, l’unica spiaggia pubblica dell’isola. Nel tragitto diamo un’occhiata ad alcuni resort e ristoranti che incontriamo e facciamo anche un po’ di shopping al comodo minimarket dell’isola. Matira è una bella spiaggia con mare piatto, azzurrissimo e basso per decine di metri, piacevolissima quindi per bagni rilassanti. Vediamo anche un po’ di polinesiani nella spiaggia pubblica della loro isola che si godono relax e divertimento! Che popolo fantastico! Che sorrisi, che gentilezza, che disponibilità…con una cultura fatta di arte, danze e colori ci è già entrato nel cuore. :cipensoio:

Tramite il Sofitel prenotiamo l’escursione nella laguna, e l’indomani partiamo con una simpatica compagnia … i ragazzi che ci organizzano l’escursione sono divertentissimi (un paio di loro anche bellissimi devo dire :oops:); cantano, suonano, ci intrattengono e ci fanno passare davvero una giornata divertente tra bagni con gli squali, snorkeling, nuotate con le razze (pazzesco come si lascino avvicinare, toccare, addirittura abbracciare e baciare)! Il tutto è molto turistico e non ha nulla a che vedere con l’escursione fatta giusto un paio di giorni prima a Fakarava, ma va bene così, ci divertiamo e vediamo panorami pazzeschi! Divertente è anche vedere dal vivo i vari resort, per chi, come me, da catalogo li conosceva tutti a memoria! Quello che più mi ha impressionata è stato l’Hilton, di cui poco si parla, ma che secondo noi dev’essere davvero bello! E poi ha il bungalow OW più pazzesco tra quelli visti: 3 piani con piscina privata!

Purtroppo mio marito non si sente molto bene e la sera decidiamo di rimanere nel nostro bungalow gigantesco … ha la febbre, e nel giro di qualche ora inzio a stare male anch’io. Uff, cos’avremo mai preso? Le successive 24 ore le passiamo a letto, ma almeno fuori piove. Sono anche andata a comprare un termometro in farmacia a Vaitape, in taxi, facendomi anche un bel giretto della parte dell’isola vissuta dai polinesiani, molto meno lussuosa ma sempre ben tenuta: non stanno affatto male, anzi, mi sa che stanno pure meglio di noi se consideriamo dove vivono e quanto sereni, gentili e sorridenti riescono ad essere! Col senno di poi credo la colpa sia stata di qualcosa che abbiamo mangiato … fatto sta che ci rimettiamo, anche se io perdo l’appetito definitivamente e non mi tornerà più per l’intera vacanza.

12 – 15 ottobre, TAHA’A
Lasciamo Bora Bora con una convinzione: non si può andare in Polinesia senza vedere Bora Bora, ma allo stesso tempo non è sicuramente Bora Bora ciò che ti resta maggiormente nel cuore dopo un viaggio in Polinesia.
Atterriamo a Raiatea dopo aver fatto delle stupende foto dall’aereo a Bora Bora, ed arriviamo poi in barca a Taha’a ancora un po’ provati dalla febbre.

Queste due isole ci appaiono fin da subito molto più rigogliose delle altre viste fin’ora, e Raiatea si presenta ai nostri occhi come un’isola molto abitata dalla gente locale, con supermercati, molte case private e poco turismo. Taha’a invece è piccola e poco sfruttata, sia dagli abitanti che dal turismo…meglio così!
Dopo 20 minuti di barca arriviamo al tanto desiderato Vahine Island Private Resort, un motu privato di una bellezza sconvolgente, con al suo interno un giardino di palme da cocco a dir poco spettacolare. L’accoglienza è fin da subito di quelle che non si dimenticano e devo dire che dal primo minuto fino al momento della nostra partenza i gestori ed i dipendenti di questo resort sono stati deliziosi. E’ questo il vero lusso di questo posto … non un lusso dichiarato, sfrontato, costruito, ma un lusso vero, fatto di sorrisi, di disponibilità estrema, di gentilezza, di verità.

Qui abbiamo vissuto, in versione lussuosa, ciò che avevamo vissuto alla pensione di Fakarava … ma questa volta con bungalow gigante, terrazzone con amaca e sdraio, spiaggia ed accesso al mare privati. Il tutto in autentico stile polinesiano!
Il relax sarà la nostra principale attività sull’isola per i giorni successivi, insieme ad alcune divertenti escursioni organizzate dal resort dalle 10 alle 13 di ogni giorno, ed in via eccezionale gratuitamente nel periodo del nostro soggiorno! Che fortuna! Il motivo di questa fortuna è anch’esso da considerarsi come parte dell’enorme gentilezza e disponibilità di questa gente: stanno ingrandendo il resort, costruendo delle ville nell’isolotto affianco, e quindi offrono le escursioni gratuite nelle ore in cui gli operai lavorano per costruire i nuovi alloggi. Devo dire che abbiamo assistito a questi fantomatici rumori … ZERO! Ma il solo rischio è bastato a far si che i gestori cercassero di rimediare in qualche modo! :perep:

CURIOSITA’:I polinesiani sono un popolo eccezionale, ospitali, gentili, sorridenti, fieri della loro cultura fatta di danze, tatuaggi e colori, orgogliosi delle loro origini e per nulla “sottomessi” al turismo di massa. Anzi, essendo un popolo mediamente benestante, non hanno dovuto “piegarsi” al turismo per necessità, mantenendo ancora più viva la loro cultura e questo ci ha dato molto. Sono gentili perché lo sono di natura, non perché “devono” per vivere. E questo fa la differenza.

Durante i due giorni in cui siamo usciti in escursione siamo stati in paese a fare shopping di artigianato locale, a vedere le tartarughe, in visita ad una piantagione di vaniglia e ad una coltivazione di perle ed infine a fare snokeling in un punto dell’isola in cui la corrente ti trascina lungo il reef, divertentissimo! Autonomamente, poi, una mattina ci siamo fatti organizzare un’uscita di pesca con il gentilissimo beach boy dell’isola, Rua, che ha portato me e mio marito con il suo barchino a pescare nella laguna. Bhe, in realtà io sono andata solo a far foto!! Siamo tornati con un bottino di un solo pesce, ma in compenso abbiamo trovato un barracuda di dimensioni enormi lasciato in mare da altri pescatori che l’hanno ucciso e poi abbandonato.

CURIOSITA’:Ciò che colpisce nella Polinesia sottomarina non è tanto la varietà ed il colore, secondo noi, ma la quantità e soprattutto la grandezza dei pesci e delle altre specie marine che vi si possono incontrare. Abbiamo visto tantissimi squali, murene enormi, razze affettuosissime con l’uomo, tartarughe, branchi con decine di delfini che nuotano e giocano attorno alle barche, paguri di dimensioni gigantesche. In proporzione invece il colore e la varietà dei coralli ci sono sembrati “normali”, non superiori a quelli del Mar Rosso.

Lasciamo a malincuore il nostro pezzetto di paradiso, il Vahine Island, e ci dirigiamo verso Raiatea, dove un volo ci aspetta per Tahiti. Una volta atterrati per l’ennesima volta nella capitale dell’isola lasciamo i bagagli al deposito e prendiamo un taxi, destinazione le famose roulottes di Papeete. Qui facciamo un giretto, mangiamo qualcosa e poi ce ne stiamo seduti su di una panchina ad osservare quello che si presenta ai nostri occhi come “un tipico sabato sera Tahitiano”. Peccato che la maggior parte delle famose roulottes sia di asiatici che vendono cibi non proprio invitanti! Insomma … a noi non è sembrato niente di che, ma visto che avevamo tempo, ne è valsa la pena. Peccato invece non essere riusciti a vedere il famoso mercato, quello dev’essere stato davvero interessante!
Salutiamo la Polinesia con un po’ di malinconia, ma anche di eccitazione … stiamo tornando alla civiltà, stiamo tornando nei nostri amati States!

California … California … here we come!

Atterriamo a Los Angeles dopo 9 ore di sonno totale, e riposati andiamo a ritirare il nostro SUV bianco … “avanti a tutta forza portaci a Bel Air”!!! :rofl:

Lasciamo i bagagli all’Hilton vicino al LAX, enorme e confortevole hotel sostanzialmente per gente di passaggio, e per prima cosa ci mangiamo un maxi panino al McDonalds! Voi non sapete a Fakarava quanto me lo sognavo un panino così! Chiamiamo a casa e poi via! Walk of fame, Hollywood, Kodak Theatre (e qui inizia lo shopping con due paia di scarpe Nine West), canonica maglietta HRC per la collezione di mio marito, foto di rito sulle impronte di Johnny Depp, condite da una esilarante conversazione con il poliziotto di turno:
“Sorry, can I ask you something, even though it might sound a bit strange? Where can I find Johnny Depp’s footprint? That’s not strange at all darlin’, turn right, on top, that’s green”! A quanto pare … non sono stata l’unica a chiederlo!!! :linguacciadx:

Il nostro giro continua con Beverly Hills, Rodeo Drive e poi … 2 ore di sano e frenetico shopping al Westfield Century City (dritta trovata grazie a voi giramondini, grazie) dove compriamo di tutto, e praticamente aiutiamo i ragazzi di Hollister a chiudere il negozio!

Per cena andiamo a Santa Monica e facciamo un giro al Pier. Carinissimo! Ceniamo da Bubba Gump e poi passeggiamo godendoci l’ultima serata del nostro viaggio di nozze … qui è tutto davvero come l’abbiamo sempre visto nei telefilm, baracchini di Baywatch compresi! Che belle emozioni abbiamo vissuto durante questa giornata americana, ma qui in California torneremo, eccome se torneremo, questo assaggio ci è piaciuto un sacco!

Il giorno dopo ripartiamo verso mezzogiorno con il nostro volo Air Tahiti Nui che ci riporterà in Europa, e grazie ad una giornata perfettamente limpida vediamo sotto di noi il Grand Canyon, la Monument Valley, Las Vegas, il Colorado in tutta la sua maestosità!
Che emozione vedere dall’alto questi posti così famosi e leggendari!

Arriviamo a Parigi con la pioggia, fa freddino … ma noi siamo felici … per un viaggio che finisce, c’è una vita insieme che comincia! :bacio:

Lola:rose:

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Ci sono 12 commenti su “Aita pea pea … Polinesia Francese e Los Angeles

  1. complimenti lola.. mi hai fatto rivivere anche il nostro splendido viaggio in polinesia.. e ripensare che l’anno scorso, di questi tempi, ero nel pieno dell’organizzazione!
    un pezzettino di mondo meraviglioso… :serenata:

  2. Strepitoso Lola! mi è piaciuto tantissimo come vi siete calati nell’atmosfera di ogni singolo luogo che avete visitato, avete fatto proprio bene, alla fine forse non c’è un posto più “vero” di un altro, ci sono semplicemnete delle diversità, e mi sembra che voi le abbiate colte appieno! :ok: ciao e grazie!

  3. Grazie mille a tutti, davvero.
    @Claudina … dici bene, è esattamente quello lo spirito di ogni viaggio che facciamo. Ogni posto ha la sua dignità, la sua particolarità, e va apprezzato partendo da ciò che può offrire.
    Rimane comunque il fatto che … we love Fakarava :oops:!!

    Lola:rose:

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