Sawasdee Surin

Metti una sera dopo cena in una serata da lupi, volto lo sguardo verso la finestra e riesco a intravedere l’Elba illuminata dai bagliori dei fulmini, un temporale perfetto per immaginare di essere altrove.
Apro la posta e leggo un messaggio di Roberto che mi invita nella Città degli Angeli, sono incerto, il tigre è sempre allettante, dovrei come spesso mi capita rifiutare con gentilezza, ma nel frangente in questo buio deprimente non so quali pesci pescare.
Solo un attimo di riflessione, in fondo sono quasi due anni che non torno a casa, nondimeno eviterei la solita carnevalata infinita di Viareggio, sarà pure un paradosso ma, il carnevale… che tristezza, non c’è di meglio che pensare a una cosa negativa per avere un input positivo, questione di neuroni, salto allora deciso sul sito della Thai Arways e in pochi minuti è fatta, accetto l’invito, tutt’al più saranno cavoli loro. Stavolta niente amici o amiche, niente piani prestabiliti, deciderò a seconda delle cicostanze e di quello che offre il mercato, questo accadeva alcuni mesi fa.
31 Gennaio
Livorno – Roma, giusto in tempo per lasciarmi alle spalle il grande freddo siberiano che oltremodo tentava di congelarmi le scatole e le vacanze, dopodiché altre 10H30minuti di solitudine in un aereo mezzo vuoto, un’esperienza per me insolita e sconvolgente, ma solo fino a Bangkok.
Ad attendermi c’è Robertino, il giovane lavora nel settore turistico come del resto è abbastanza usuale per molti dei nostri connazionali, dopo anni di apprendistato si è sistemato in una villetta che condivide con una morettina e un bimbetto ad appena trenta minuti dal vecchio aeroporto Don Mueang, per loro fortuna sono stati appena lambiti dalla recente alluvione.
Soliti convenevoli con scambio di regali, per me una collanina di profumate ordchidee e poco dopo partenza in direzione Bacco, poca strada, prima sosta e seconda colazione.
Appena arrivato non sentivo certo nostalgia dell’Italia, nel caso che a qualcuno accadesse ecco un buon indirizzo per rifocillarsi dopo un lungo volo.

The bacco
Siamo diretti all’isola di Ko Kret, nell’autentica Thailandia attraverso un itinerario insolito fuori dai circuiti turistici. La visita si svolge percorrendo un camminamento che costeggia l’isola dove troviamo ogni genere di attività, in particolare Ko Kret è nota per i suoi laboratori artigianali di terracotta, il Wat Poramai e un pittoresco villaggio di etnia Mon.

Si è fatta l’ora di pranzo, ci spostiamo in un luogo incantevole dove il tempo sembra essersi fermato, lontano dal mondo adagiato sulle rive del Chao Praya troviamo il Suan Thip Thai Cultural House, un resta avvolto in un giardino tropicale conosciuto anche come Ban Chao Praya, ovvero la Casa sul fiume Chao Praya, si tratta di cultura Thai sopraffina, nonostante il fuso ne approfitto per fare il pieno.

La casa sul fiume
Il primo step bangkokkino volge al termine, benchè gli amici abbiano per me preparato una stanza a casa loro non cedo alle lusinghe, non voglio invadere la loro privacy né rinunciare alla mia, scelgo di sistemarmi per una notte al Kempinski nel cuore di Siam Paragon.
In una giornata di calura estiva con un’insolito alto tasso di umidità per questo periodo ho il tempo per un tuffo rinfrescante in una delle piscine, il mio pensiero non può che andare a Bamby sommersa sotto una coltre di neve.



Kempinski Siam Paragon

La serata prosegue con una cena in un locale speciale, il Via Vai White, un apprezzato ristorante e un punto di ritrovo per gli italiani che vivono a Bangkok.
Cucina internazionale, thailandese e italofiorentina al cubo.

Viavai
Oggi ci aspetta una fulminea escursione ad Ayuttaya, non che sia una novità, però i compagni non ci sono mai stati, non è così strano, magari andiamo alla fine del mondo ma non per esempio agli Uffizi o ai Musei Vaticani, del resto sembra che la maggior parte degli abitanti di Bangkok non si sia mai recata all’interno del Palace, per certi versi tutto il mondo è paese.
Visitiamo il Wat Phra Sri Sanphet e il celebre Wat Monhkon Bophit con la sua imponente statua del Buddha seduto, di seguito le pagode in stile cambogiano dell’immenso Wat Chai Wattanaram scenicamente posto sulle rive del Chao Praya in un contesto di grande suggestione che però non riesco ad apprezzare più di tanto, infatti sono fuorviato dal desiderio di recarmi ad Amphawa dove ho un appuntamento pomeridiano.


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The legend Maeklong
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Per soddisfare il palato ci spostiamo sulle sponde del Maeklong, sul lato opposto al Fish Market troviamo uno dei migliori ristoranti di pesce della città.
Un resta molto apprezzato dai thailandesi, chi vuole può approfittarne per schiacciarvi un pisolino.
Amphawa si trova nel distretto di Samut Songkhram ai margini del Golfo del Siam dove si svolge l’unico floating market non taroccato, niente a che spartire con l’artefatto Damnoen Saduak. Una full immersion in un autentico floating market ancora pressocchè sconosciuto al turismo, da segnalare che si svolge nel pomeriggio nei soli giorni di Venerdì-Sabato-Domenica.
Molti sawasdee sinceri per gli occidentali da queste parti, io ricambio tutti con un sorriso senza proferire parola, mi adeguo all’usanza, del resto il sorriso in Thailandia viene percepito come la più appropriata risposta ad ogni possibile situazione, al massimo un bel Kapunkah-Khob khun krap molto àh accentuato e siamo pari.
Amphawa e Maeklong non sono distanti, per chi avesse tempo potrebbe essere un buon abbinamento di giornata.

Amphawa floating market
Conoscere alcune delle particolarità culturali del paese che ci ospita può rendere la vacanza più affascinante.
Il sorriso
Non sempre la realtà è quella che sembra, il sorriso può assumere significati difficilmente comprensibili per un occidentale, tanto che ve ne sono almeno una decina che corrispondono a una gamma di emozioni diverse, dalla felicità fino alla disperazione, c’è perfino un particolare accenno di sorriso che significa non ho voglia di sorridere.
Il wai
Porre le mani in preghiera e inclinare la testa è usato per dire grazie, ( Kopunkah -Khob khun krap (uomo), Khob khun ka (donna) ciao, salve, buongiorno (Sawasdee ka-khra) o arrivederci ( laa goon) non è soltanto una forma di saluto, ma un vero e proprio gesto di rispetto verso colui che lo riceve, senza dubbio il più importante segno utilizzato nella società thailandese.
Ovviamente è anche usato verso i monaci, persone anziane e Buddha, in questo caso accompagnato da inchino, dalle varie sfumature possiamo percepirne i valori e il significato.
La regola pricipale del wai è l’altezza delle mani con le quali viene effettuato, più alte saranno congiunte a livello del viso è più sarà segno di rispetto.
La regola vuole che la persona inferiore per età o classe sociale assuma una postura con le mani ben alte sopra il naso, se vedete qualcuno che risponde con un wai con le mani giunte sotto la gola senza inclinare la testa significa che trovasi in una posizione di superiorità.
Le mani poste vicino al torace sotto il mento è posizione usata con i pari, di circostanza, oppure con gli stranieri, i quali di regola non devono effettuare il wai a bambini inservienti o camerieri neppure in segno di risposta, sarebbe per loro imbarazzante.
Infine se le mani sono congiunte svogliatamente verso il ventre specialmente con movimento oscillante, si tratta di un vai speciale, significa che dovete andare nel posto delle cose, facile intuire dove si trova. Non è da queste parti, invece nelle vicinanze troviamo il curioso Maeklong Railway Risk Market, le immagini parlano da sole, il treno lo attraversa sei volte al giorno.

http://www.youtube.com/watch?v=ScbrkhGbvyo


Io invece rientro in hotel, ma non al Kempisky dove praticamente mi hanno buttato fuori a causa di un reggimento finnico in arrivo, poco male, mai pen rai (non importa o meglio chi se ne frega) questa notte sarò ospite a Le Bua, che è pur sempre un belvedere.
E’ necessario firmare una liberatoria per accedere dalla camera alla terrazza, chi non firma non ha la chiave per aprire la porta e sarebbe un grande svantaggio non poter godere dell’aria pulita della città.

Aperitivo sul Dome allo Sky Bar con splendida vista notturna sulla città, nel frattempo lo smog si è diradato, ma considerato che siamo su di una terrazza al 63° piano e che tira un venticello di Scirocco occorre dotarsi di una maglietta a maniche lunghe e soprattutto di un portafoglio europeo.

Siroco
Siamo in quattro, un salasso non alla romana.
Sebbene la stanchezza inizi a farsi sentire non posso declinare il passaggio notturno al Pak Khlong Talat un’incredibile inebriante esplosione di odori e colori.

Mistico Isaan


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L’Isaan è la regione più estesa della Thailandia, un terzo di tutto il Paese, si trova a Nord Est a ridosso del Laos e della Cambogia, è la meno abitata, la più sconosciuta, quella più genuina.
Il ritmo della vita è scandito dalle stagioni delle piogge e da quelle secche, dall’alba e dal tramonto, dalla semina, dal raccolto e da tante altre cose interessanti, sarà anche per queste ultime che è stata scelta da una vasta comunità di farang, quelli con la tripla A non declassabile senza la quale sembra che altrove non si possa più vivere.
Visiteremo solo una parte di questa regione, in particolare la cintura che separa la Thailandia dalla Cambogia, conosciuta come Wat, Silk and Rice.
Partiamo presto per evitare il chaos mattutino, destinazione Surin alla ricerca del farang perduto.
Perduto… per la mamma sua di sicuro, l’ultima volta che l’ha visto in viso credo che sia stato nel 2007, noi comunque sappiamo bene dove trovarlo, al Bar dello Sport, ed è qui che siamo diretti.
Prima fermata a Nakhon Rathasima oppure Korat, distanza circa 250km dalla capitale.
E’ curioso, Korat richiama anche il gatto più puro al mondo, in Thailandia vengono acquistati solo per regalarli, sono considerati portafortuna senza prezzo, un regalo assai prezioso da riservare alle persone più care, gli occhi sono straordinariamente di un verde luminoso. Il mio amico che la sa lunga in proposito mi spiega che non disponendo di sottopelo è sensibile agli sbalzi di temperatura, ed è per questo che nessuno si azzarda a sottrarlo dal suo habitat naturale.
Gatti e gattare a parte, l’attrazione principale è il Prasat Hin Phimai, lo visitiamo in poche ore, si tratta del più grande tempio Khmer in Thailandia, risale al 13° secolo.
Pernottiamo al Dusit, un buon hotel, niente di più.

Dusit
Prossima fermata al Khao Yai National Park, si tratta del parco più antico e in assoluto più visitato in Thailandia, nominato dall’Unesco patrimonio culturale dell’umanità. Una Hit è la famosa cascata dove è stata impressa una scena di un famoso film, chi vuole può cimentarsi nel tuffo.
A ben vedere, da sotto, non sembrerebbe neppure tanto difficile, fortuna che non ho indossato un’attrezzatura compatibile al galleggiamento.
Riprendiamo il nostro viaggio, 150 km attraverso la campagna e arriviamo a Buriram che tradotto significa “Città della Pace”, poco a sud nei pressi del confine c’è il più importante complesso archeologico Khmer fuori dalla Cambogia, il Phanom Rung.
Si trova su di un vulcano spento nei pressi di Ban Ta-Ko e ospita una grande concentrazione di monumenti, la grande scalinata che dai piedi della collina conduce alla cima è impressionante, gli edifici sono tutti allineati fino alla pagoda principale secondo antiche credenze.
Le luci del tramonto si riflettono nei tipici stagni illuminando i templi di una magica atmosfera.

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E’ difficile racchiudere ogni aspetto in una breve descrizione, mi limiterò a dire che si tratta di una vasta area che comprende una serie di siti monumentali del tutto simili a quelli di Angkor, ma senza affollamento.
Siamo arrivati ormai a Surin, l’incontro con il nostro nuovo compagno di viaggio è stato spostato in un rinomato locale dove abbiamo un tavolo prenotato.

[LEFT]farangconnection
Tutto quello che serve per una sosta gradevole.
La connesione ha avuto esito positivo, rimarremo alcuni giorni a Surin e nei suoi d’intorni cosicchè avrò modo di studiarne lo stile di vita compreso il rito matrimoniale thailandese. Infatti Marco dopo sei anni di prove e controprove con la fattoressa ha qui preso la residenza coatta e adesso è arrivato per lui il momento del fatidico si.
Surin è anche sede della fondazione per la protezione degli elefanti, sono circa 300 gli esemplari accuditi, costantemente sono ricercati volontari a tempo determinato, chi fosse interessato ad un’esperenza particolare non retribuita può trovare info qui sotto.

Surin project
L’elefante è dunque il simbolo della città e ogni anno nel mese di novembre si celebra un grande festival, da non perdere per chi si trovasse in Thai in quel periodo.

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Dal basso Isaan è normale fare un’escursione in Laos, diciamo che per i thai locali è come una gita domenicale o un week end, vorrei fare un salto di là, invece gli sposini novelli hanno congegnato altri itinerari.
Alcune considerazioni prima di mollare l’Isaan.
A causa della lunga stagione secca in questa regione il riso può essere raccolto solo una volta all’anno, allora mi domando come mai questa terra è invece così fertile e generosa verso i farang, circa 7mila sono i visi pallidi che vi albergano stabilmente.
Mi sorge un dubbio, sarà mica per via delle Best Girl e del loro ingegno inesauribile?
Sembra che il motto “my farang is better than…” sia stato coniato qui.
Sanuk è uno dei termini più spesi da queste parti, significa letteralmente divertimento, ma lo spirito e il concetto è molto pù ampio, ne deriva che niente si può fare in Isaan senza Sanuk.
Certo non sono tutti sorrisi e fiori, chi avesse intenzione di restare più o meno a lungo deve sapere che le regole imposte sono ferree, meglio sarebbe tenersi defilati e stare all’erta con l’Automatic V System, è noto che i thailandesi non inseriti nel circuito turistico talvolta non apprezzano gli occidentali di sesso maschile.
Spesso non sono semplicemente in grado di riconoscere uno straniero buono da uno cattivo, tanto meno un italiano da un inglese o francese, infatti da manuale NonLP il lavoro più conveniente da svolgere per un farang da queste parti sarebbe lo sragnatelatore.
Comunque sia, chi avesse una mezza idea di spendere qui i suoi averi o la pensione, sempre che già l’abbiate o se mai ve la daranno, se siete stanchi del casino Pan- spreed-euro-peo, oppure per semplice curiosità ecco un breve estratto dal farang vademecum, con il quale beninteso non ho nulla a che fare, ho preso soltanto nota, non si sa mai.
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Aspirazione rurale
Ci sarebbe da dire che i prezzi della terra in Isaan sono ancora attraenti, mediamente 15/20mila Bath per Rai nudo, 1 Rai = Mtq.1600 equivalente a euro 350/500.
A dimora già riempito di riso 180mila Bath /4300 euro.
Forse meglio guardare la Rai nostrana, una parabola e via, nel caso invece che foste interessati contattatemi pure, tanto non rispondo.
Alloggi
In affitto, villetta stile Thai 3000 Bath/mese, stile farang 5000 Bath – 70/120 euro
Siete sicuri di rimanere? fatevela costruire, 12000 Bath Mtq di qualità extra farang superiore mai garantita, equivale a solo 300 euro al Mtq, il portico e l’orto sono sempre inclusi, tutto il resto è da condiderarsi opzionale.
Riso Bath Kg 30/euro 0,70, da Marco a ufo
Pollo nostrale allevato a terra Bath Kg. 60/euro 1,50
Gallinella nostrale da tortello a brodo o minestrina spedaliera Bath Kg. 70/euro 1,70
Pesce fresco delle Andamane pezzatura a Kg Bath 50/150/euro 1,20/3,70
Pesciaccio tipo tinca o pesce gatto del Mekong Bath Kg. 30/euro 0,70
Gamberi – Tiger pescato Bath Kg 120/250/euro 2,90/6,10
Acqua minerale di marca Bath 8/10 lt/euro 0,20
Tassa sulla spazzatura Bath 50 mese/euro 1,20, ne possiamo fare un casino, quanto ci pare e piace senza limite.
Ora però ci mancherebbe una cosa importante, il mezzo.
Io direi un Pick-up 4WD a natta, versione extra lusso Bath/ 800/1milione/euro 19500/24300
Carburante lt Bath 29/31/euro 0,70
Alternativa un Tuk-tuk di occasione.
Birra… a volontà.
I prezzi si intendono fluttuanti al momento del cambio, arrotondati senza resto omnicomprensivi di mancia.
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Tanti saluti, sawasdee e kapunkah, Mon
Varco di Chong Jom -O’smach, circa 150 km a nord ovest di Siem Reap, una strada da percorrere su fondo dissestato tutta terra.
Entriamo in Kampuchea, la attraverseremo da Nord a Sud per poi puntare decisi sulla nostra meta principale, alcune isole nel Golfo di Thailandia che in questo istante non trovo le parole per descriverle. Le gemelle Rong sono quasi sconosciute al turismo e le strutture ricettive una chimera, per ora e solo per poco tempo ancora poichè i cambogiani già si affrettano a definrle la nuova riviera asiatica.

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Phnom Penh
Ultima sosta in attesa di volare su Bangkok da dove proseguiremo per Phuket, questi momenti di relax li dedichiamo sbracati presso un’istituzione locale posta sulle rive del Mekong.
FCC Foreign Corrispondent Club, bar ristorante con terrazza panoramica con vista sul fiume e sul cuore della città.

Fcc
Siamo giunti a Phuket, saltiamo immediatamente fuori da questo russaio dirigendoci verso Krabi dove per ragioni di tempo siamo costretti a sostare per una notte.
Prendiamo l’occasione di una nuova apertura a prezzo promozionale poichè nel resort ci sono ncora i lavori in corso.

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Nak

Ecco la controprova che non sia del tutto operativo
Mi viene assegnata la camera che era destinata agli sposini, io naturalmente faccio finta di nulla, la restituirò in seguito una volta passata la risolite, ma non prima di aver pappato la mia parte di torta, per non essere maleducato lascio quella con la scritta happy honeymonn, un solo cruccio non c’è l’apribottiglie, pessimo servizio, niente cavatappi niente Sirah.

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Oggi ci sposteremo in un posto particolare ad appena un ora e mezza di ferry da Krabi, si tratta di Koh Jum o Koh Pu.
Gli interessati troveranno qui tutte le info necessarie.

Koh Jum

Noi sostiamo in queste capanne, ma ci sono diverse alternative a buon mercato.

Beachvillas

Speciale perchè assai poco frequentata, direi che soprattutto può fungere da supporto per effettuare altre escursioni, per il resto niente di spettacolare, mi domando che cosa ci siamo venuti a fare qui.
Quanti pensano che la Thailandia marina equivalga a Phuket, Krabi e compagnia e gli altri che invece sono convinti per esperienza che le spiagge ormai siano oltremodo prese d’assalto da orde di turisti, acusticamente e non solo inquinate ci seguano in questo breve tour che rappresenta l’altra faccia della medaglia, almeno per ora.
Poco più di altre due ore di viaggio per arrivare a Pakmeng

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Siamo nel Nationalpark Hat Chao Mai, un nome molto comune in questa provincia usato per indicare un posto speciale dove effettivamente si respira un’atmosfera di altri tempi.
Prima di spostarci sulle isole abbiamo in programma alcune escursioni interne per questo motivo prendiamo alloggio sulla costa.

Laytrang
Senza tanti fronzoli offre tutto quello che serve per una vacanza all’insegna della semplicità.
Pakmeng non è altro che un piccolo villaggio che si estende a sud di una bella spiaggia lunga 4 km, soprattutto è l’imbarcadero da dove partono tutti i tour per le isole e poco altro, in futuro questa località è destinata a diventare la nuova Ao Nang/Krabi, avendone peraltro potenzialità di gran lunga superiori.
Fortuna vuole che il processo è lento cosicché al momento rimane un luogo ideale per chi ama la natura e il relax.
Un lungo viale costiero animato da bancarelle e qualche ristorantino collega Pakmeng a Si Kao attraversando una fitta jungla che si protrae sulla spiaggia, qui troviamo l’ unico resort di un buon di livello.
Lo cito al solo fine che a qualcuno venisse in mente di soggiornarvi.

Anantara
Le cose cambiano, oggi non posso consigliarlo a nessuno.
Trasformato in un comune chiassoso villaggio turistico dai connotati molto precisi è oggi dedicato e affollato da famiglie numerose provenienti via charter dal nord Europa, non c’è comunque da preoccuparsene restano tutti nella loro tana.
L’escursione odierna via terra prevede l’esplorazione delle zone circostanti ed una gita in Kayak.
Hadd Yao and Yong Ling rispettivamente Long e Short Beaches.
Chi arriva per la prima volta in questa zona non può che rimanere sorpreso della bellezza di questo tratto di costa lungo 40 km, la spiaggia più bella è Yao Beach, pochi sanno che Yao Beach è solo il punto di partenza per raggiungere un’altra spiaggia solitaria chiamata Secret Beach.
Per gli amanti di una moderata avventura
Da Yao Pier è possibile raggiungere la Grotta della Principessa percorrendo in kayak un lungo tratto di fiume.
Si tratta di una facile navigazione attraverso una foresta di mangrovie, siamo circondati da alte montagne in un contesto naturalistico molto variegato, il silenzio è appena rotto dai nostri colpi maldestri di pagaia, attraversiamo il canyon accompagnati da fragorosi canti di uccelli e da un nugolo di scimmie che saltano da un albero all’altro, alla fine del tragitto il fiume diventa un piccolo torrente dalle acque smeraldine insinuandosi dentro la montagna, continuiamo a navigare esplorando una serie di grotte interconnesse piene di innoqui pipistrelli fino a raggiungere la Grotta della Pricipessa.

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Illuminata dalle fiaccole ci presta uno spettacolo da ammutolire, un’enorme atrio circolare rosato e tutt’intorno stalattiti e stalagmiti.
Nel silenzio riusciamo a sentire il gocciolio dell’acqua che precipita dalle lunghe stalattiti appese alla volta della grotta per poi infrangersi sulle stalagmiti sottostanti.
Certamente per chi non ama il kayak più attraenti sono le isole della provincia di Trang, Koh Ngai, Kradan, Mook, Rok, Libong, Sukorn, e le piccole Mak, Chuak e Wen. L’arcipelago di Phetra include oltre trenta isole fra cui le splendide gemelle Laoliang, Takieng, nonché le più lontane Hin Daeng e Ko Hah meta esclusiva degli amanti del diving.
E’ molto difficile capire che questa è Thailandia, te ne accorgi solo allo strisciare del Bath sul banco.
Koh Mook diventa ogni giorno più famosa per la spettacolare Grotta di smeraldo (Morakot Cave ) accessibile soltanto a nuoto tramite un tunnel, ma probabilmente oggi il gioiello di Trang è Laoliang.
From paradise to paradise, ci limiteremo soltanto a visitarne alcuni fra le mriadi a disposizione.
Phetra Marine Park
Lao Liang Islands, isole gemelle conosciute anche come le Isole degli Uccelli sono situate fra Phetra e Libong.
Circa 40 km di strada a sud di Pakmeng per poi imbarcarsi su di una long tail, sfiliamo Libong e arriviamo a Laoliang Nong, piccolo fratello.
Il paradiso può veramente attendere, mai frase così fatta la ritengo appropriata.
Immaginate di trovarvi nel posto dei vostri sogni, in un luogo fuori dal tempo lontano dalla vita frenetica e dall’affollamento, sempre che sia ciò che desiderate.

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Nel caso potreste sperimentare di vivere qualche giorno a contatto con una natura selvaggia prendendo base in piccolo campo tendato nell’unico ecoresort che si trova su quest’isola, la capacità di accoglienza è di sole 50 persone, anche se nell’occasione non abbiamo incontrato nessun ospite.

Laoliang
Laoliang Nong piccolo fratello

Chiamarlo resort è un’eufemismo, si tratta solo di qualche tenda, nel caso decideste di soggiornarvi rammentate di portare un paio di bottiglie di whisky thailandese per i due guardiani che a turno risiedono sull’isola, avrete la loro riconoscenza perpetua e le porte spalancate, per forza non ce ne sono.
A Laoliang è possibile scegliere tra una varietà di molteplici attività sopra e sotto l’acqua.
La spiaggia principale è racchiusa in una conca fra alte scogliere calcaree, con il kayak giriamo intorno all’isola da una baia all’altra, il silenzio assoluto che ci circonda è rotto dallo stridìo degli uccelli che echeggia ovunque fragorosamente in un contesto inverosimile, a colpi di pagaia solcando un mare inmmobile arriviamo a Pee, no, non siamo a Pee Pee, tutt’altro.
Laoliang Pee grande fratello
Gemello di Nong ospita saltuariamente un villaggio di zingari del mare in una grande spiaggia di sabbia bianca sul lato est dell’isola.
Pee offre una spiaggia molto più lunga, non è permesso campeggiare o dedicarsi a picnic di nessun tipo.

http://www.youtube.com/watch?v=O88vEoUPnvs


Fra Laoliang Nong e Lao Liang Pee si trova l’house reef, un canale con profondità molto variabile dove basterà dotarsi di maschera e boccaglio per godere di una vita sottomarina ricca di coralli molli. Chi vuole sperare in qualche incontro interessante dovrà recarsi verso la fine del passaggio e andare poco più in profondità, ma non più di tanto, in questo caso occorrerà soltanto fare attenzione alla corrente che spinge al largo, in poco meno di dieci minuti potreste trovarvi fuori di un miglio e senza appoggio in bocca a una balena.
[LEFT]Takiang Island
A soli 15 minuti di distanza troviamo uno dei posti più spettacolari per lo snorkeling.
Takiang è una tra le bellissime che si dovrebbe visitare, la sabbia bianca contrasta con la roccia scura, tanti coralli e grande varietà di vita marina in un brodo caldo tanto da trasformare quest’isola in un paradiso di ogni subacqueo, lo snorkling sulla barriera avviene tenendosi a una corda a causa delle correnti, Laoliang e Takiang volendo possono essere visitate con un tour giornaliero ma, non ci venite qua, tanto non c’è nessuno.
Koh Kradan – Clearwater island oppure isola della Tavola
Molti pensano che sia la più bella isola di tutta la Thailandia, mi associo solo in parte, Paradise Beach e Yang Long Beach hanno pochi rivali in tutto il sud, la barriera corallina è incontaminata, lo snorkling è grandioso mentre i sub potranno dedicarsi anche all’esplorazione di due relitti di navi da guerra giapponesi.

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Dicevo solo in parte, poichè oggi non è più così immacolata, basta pensare che in questi ultimi due anni sono spuntati nuovi mini capanneti, mentre altri progetti per fortuna bloccati stanno tentando di impestarla.
Nel 2009 era possibile albergare soltanto in alcuni bungalow gestiti dall’ente parco e al Paradise Lost. Il primo ecoresort costruito sull’isola si trova all’interno e rimane il posto migliore per il pranzo nella migliore tradizione culinaria thai, per il resto vedete voi.
Kradan è coperta da impenetrabile jungla, la sola via aperta è quella che conduce al Paradise Lost e quindi a Sunset Beach.

Paradise lost
Alloggiamo al Sevenseas un resortino quasi perfetto, posizionato certamente nella parte più bella.

7seas
Recenti new entry

Kradan beach resort
Da non confondere con Kradan Island resort, alcune capanne messe piuttosto male.
Alcuni bungalow posizionati nel lato sud non sembrano male male, rimane comunque l’unica alternativa al 7seas.
a meno che

Kalumekradan[/LEFT]

un capanneto pizza e mandolini


http://www.youtube.com/watch?v=MgFDH0Fc_Eg

E’ parco marino non dovrebbe diventare un’altra Lipe, forse…


[LEFT]No Name island
veramente ne avrebbe addirittura tre Koh Ngai – Hai -Isola Caduta dal Cielo, ma considerato che i thailandesi non hanno ancora deciso come chiamarla per i farang è semplicemente No Name.
La jungla si estende quasi fino a lambire la spiaggia, la barriera corallina è imponente, il mare assume colori variopinti da un chiarisimo azzurro a un blu intenso.
Affacciato sulla laguna più spettacolare racchiuso all’estremo sud da alte rocce troviamo il Thanya probabilmente anche la migliore fra le peggiori sistemazioni possibili, da qui possiamo godere di un bel panorama su di alcuni isolotti molto vicini.

Thanya

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Uno dei migliori punti di immersione è invece sulla barriera di fronte al Paradise Cottage.
Certamente Koh Ngai è più frequentata di Kradan, le sistemazioni sono più numerose e l’atmosfera che troviamo è per così dire più casereccia.

http://www.youtube.com/watch?v=qUxbhJbcjV4


Koh Rok Nai e Koh Rok Nok oppure isole degli scoiattoli rok rok
Un canale separa le due isole, è meta prefrita dai sub, la possiamo raggiungere facilmente da Kradan con una long tail oppure anche da Koh Ngai con una speed boat, le isole sono ancora incontaminate, l’ospitalità per chi vuole trattenersi è garantita da un mini camping gestito dall’ente parco.


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Una pestata sull’acceleratore, Pakmeng -Krabi e PhuKKete! per pranzo siamo a Khao Lak, per la precisione oltre Pakarang Cape, ad Ao Thong White Sand Beach dove pernotteremo.
Sabbia bianca da un capo all’altro senza vederne la fine, qualche piccolo resta e due resort.
Certo anche qui il cosiddetto progresso avanza, un nuovo hotel è stato appena aperto e la spiaggia non è più così solitaria, almeno al mattino, niente di trascendentale ma le cose sono in evoluzione.

Kantary
Comunque la spiaggia è talmente lunga che basta uscire da quei cinquanta metri centrali per ritrovare la pace.
Alla sera prendiamo possesso del tavolo n° 1 a metri tre dal bagnasciuga, una lampada ad olio e un cielo stellato che sembra voler vezzeggiare il mare illumina la nostra serata, nonché la panza grazie a Tom Yang Kung, tigre, aragoste e naturalmente una dozzina di Singha.
Posti a sedere liberi, tavoli 2/12 liberi.

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Mi sorge il dubbio di qualcosa di sbagliato, che forse invece sia solo un posto del Karabi?
Brihai come non mai pochi metri a ritroso stile granchio delle Andamane prendiamo possesso del nostro bungalow versione seaview XL.

http://www.youtube.com/watch?v=4dnzNwsasL8


[LEFT]Aothongbeach
Badate bene sono due cose diverse, questo sotto è più tranquillo.

Aothongbungalow
Altrimenti a titolo di cronaca c’è sempre uno dei resort più esclusivi della Thailandia.

Sarojin
Sebbene non sia nei nostri programmi chi dovesse sostare da queste parti deve sapere che esiste un luogo imperdibile da visitare, il “Guilin della Thailandia”

Khaosok
Ratchaprapha è il cuore del parco.

Khaolak
Ciò detto e sebbene sia sempre bello e piacevole sostare qui, non solo per ragioni logistiche dovremo presto spostarci, ma non prima di aver dedicato un full day a Tachai Island.

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Da sapere:
A metà strada fra Similan e Surin fino a poco tempo fa era solo The Virgin Island.
Aperta ufficialmente al turismo nel Dicembre 2011, per raggiungerla occorre pagare un dazio elevato che però vale tutti i Bath spesi.
I prezzi compreso tutto variano a seconda della compagnia con la quale deciderete di andare, da 2700 a 3800 Bath, le escursioni che costano meno non offrono lo snork su reef.
Un’isola diversa da tutte le altre, sabbia bianca corallina gelida come il marmo “le Maldive della Thailandia” viene definita, direi che è proprio così, salvo il fatto che è completamente selvaggia, nessun resort e solo un sentiero aperto nella giungla per raggiungere alcune vedute.
Ci sono due punti di immersione su barriera di cui uno sul lato opposto dell’isola rispetto all’arrivo, si tratta di Anemone Reef e Black Tipped Shark.

http://www.youtube.com/watch?v=HUcRuuZ9ybw


Siamo diretti sulle colline di Kraburi per una delle nostre ultime tappe, Kraburi è anche il fiume che segna il confine naturale fra Thailandia e Birmania. Poco a nord a Ranong chi volesse potrà fare un’esprienza giornaliera in Birmana recandosi in 40 minuti via long tail alla vicina Kawthaung, nota anche come Victoria Point, templi pagode e market, ma soprattutto un’esperienza indelebile con un salto all’indietro nel tempo.

Kuraburigreenviewresort

[LEFT]Un esotico resort avvolto dalla jungla che scende fino al Mar delle Andamane, un’ottima base da cui partire verso altre mete.
Diverse sono le possibilità, noi siamo qui per l’altra Surin, ultima fermata.

Surin
Certo non è come essere a Laoliang, qui ci sono un sacco di persone, non andateci è probabile che dobbiate perfino dormire in un accampamento.

[/LEFT]



Ultimo Tom Yang e ultima Singha, prima di levare le tende per me un test obbligatorio da parte dei miei amici.
Sei stato in Thailandia troppe volte quando:
Pensi che sia normale bere una birra alle nove del mattino *passed
Chiedere più peperoncino nel Tom Yang *not passed
Pensi che il sorriso di una ragazza sia solo un modo per dirti che non conosce la risposta giusta *passed
Hai scoperto che più grande è il sorriso meno conosce la risposta *passed
Ti sei convinto che la Thailandia sia il posto migliore per viverci e tornerai presto
*Mai pen rai

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Ci sono 8 commenti su “Sawasdee Surin

  1. J grazie
    …………..
    :@:Mik
    Visto che siamo già in tre facciamo una petizione per falli smette o sennò un 3sette o un 21
    Senti che ganzata Mik, l’ ho letta sul codice Da Ponci… la torre di pipipi ohh un mi viene la parola, si quel coso tutto torto in piazza de Miraoli che vi serve sempre? me la impresti vero? che autonomia di volo potrebbe avere a lancio effettuato prima di sfracellarsi a modino?

  2. :@: Ale
    O Ale ti rispondo con questa ,poi è meglio smette se no ci buttan fori.
    :hello:Ci sono un nero, un pisano ed un livornese in sala d’attesa. Le mogli sono in sala parto, e loro passeggiano su’ e giu’ per il corridoio. Ad un certo punto esce l’ostetrica e dice: “Sono contenta, ognuno di voi e’ diventato padre di un bellissimo maschietto, ma c’e’ un problema, abbiamo fatto confusione e non riusciamo piu’ a sapere di chi sono i pargoletti, potreste provare ad entrare in sala parto e cercare di riconoscere i vostri rispettivi figli ?”.
    Il pisano balza avanti e fa’: “Entro io pe’ pprimo !”.
    Dopo un paio di minuti esce dalla sala parto con un neonato negretto, tutto contento.
    Il livornese si piega in due dalle risate:
    “Che bischero che ttu ssei, e ‘un lo vedi che l’e’ nero ?!?!?”
    Il pisano replica:
    “Deh, almeno son si’uro che ‘un l’e’ livornese !!!”. :ok:

  3. spiritosella:@:padana
    la prossima volta sarà in Agosto, ci sarebbero i mercatini di Natale a pisa, un evento da non perdere, sai…loro fanno tutto al contrario, pensa che sono perfino riusciti a fare una torre torta e chiamarla piazza dei miracoli.
    :o

  4. “nel bene o nel male purchè se ne parli” e io, io di Pisa ho sempre sentito parlare MOLTO bene.. di Livorno invece?!? :o Ma c’è una piazza a Livorno? Oltre a quella delle foche, s’intenda..
    Vada per i mercatini di Natale agostiani, Mik aspettaci! :ok:

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