Chiare, fresche e dolci acque..

La Polinesia è il sogno tropicale per eccellenza di ogni comune mortale, noi, dopo mesi e mesi di “studio”, siamo riusciti a realizzarlo per il nostro viaggio di nozze, insieme ad un altro pezzo di sogno che meditavamo già da tempo, la west coast USA. Ne è risultato un connubio perfetto, innanzitutto perché i voli per la Polinesia fanno necessariamente scalo tecnico a Los Angeles.. E quindi.. Dato che ci stavamo.. Abbiamo pensato bene di allungare il tragitto! Pensata più che vincente, l’avventura nelle strade e nei deserti degli stati americani unita al relax più totale che abbiamo trovato in Polinesia ci hanno lasciato dentro ricordi ed emozioni indelebili, impossibile ripetere un VIAGGIO del genere!
Un viaggio in Polinesia è difficile da raccontare, si viene letteralmente catapultati in un altro mondo, con ritmi e abitudini totalmente diverse dalle nostre. Qualche consiglio:

SCELTA DELLE ISOLE:
Abbiamo organizzato il nostro viaggio di nozze con largo anticipo, scegliendo isola per isola autonomamente, in base ai migliaia di post letti sul forum (come d’abitudine ormai!) ed in base alle splendide foto trovate in rete. La scelta è ricaduta sull’inevitabile e magnifica Bora Bora, sulla straordinaria e insolita Rangiroa, sulla meravigliosa e selvaggia Fakarava.
La scelta è stata indubbiamente dura, siamo rimasti indecisi fino alla fine sull’opzione “Taha’a” e “Tikehau”, addirittura dopo aver effettuato tutte le prenotazioni abbiamo provato ad inserire a tutti i costi anche quel gioiellino di Maupiti, peccato non aver trovato le giuste coincidenze voli (eh già.. Perché per Maupiti ci sono pochissimi voli settimanali..).

DURATA DEL VIAGGIO:
Essendo una meta piuttosto lontana da raggiungere (24 ore di volo circa) ed essendo composta da decine di isole tutte diverse tra loro e tutte da esplorare credo sia doveroso dedicare alla Polinesia non meno di 2-3 settimane, noi, col senno di poi, ci saremmo rimasti anche 30 giorni!
Importante è ,secondo me, dosare in modo intelligente e con criterio i giorni su ogni isola. La nostra permanenza è stata di 1 notte a Tahiti (è quasi obbligata in quanto quasi tutti i voli arrivano in serata), 4 notti a Rangiroa, 4 notti a Fakarava, 5 notti a Bora Bora. Penso sia poco consigliabile fermarsi per meno di 4 notti, in quanto, se trovate 1 o 2 giorni di nuvole o pioggia consecutiva (come per altro è successo a noi) vedrete ben poco delle isole e delle loro splendide lagune.

METEO:
Il meteo purtroppo, in qualsiasi parte del mondo, resta sempre un’incognita. Orientativamente si dice che il periodo migliore per visitare la Polinesia sia la nostra estate (e di conseguenza il loro inverno), in quanto stagione secca . Forse andremo controcorrente ma quando torneremo in Polinesia (perché ci torneremo!) sarà in altro periodo! Si parla di stagione secca perché non si trova l’afa e l’umidità tipica del periodo delle piogge, di contro, però, il vento è una costante e, obiettivamente, mi sento in dovere di toccare anche questo argomento. Siamo arrivati a luglio in Polinesia con l’idea di trovare “la migliore stagione dell’anno”.. il sole è stato quasi sempre presente (tranne 3-4 giorni totalmente coperti), il caldo c’era.. Ma la temperatura dell’acqua del mare non era proprio da tipico brodino caraibico, nei giorni di nuvole e pioggia scordatevi di fare il bagno..
Ovviamente, sempre quando non piove, in spiaggia si sta da Dio, il sole è caldo, l’aria non è umida.. Ma, nonostante la stagione sia secca, non pensate di non trovare piogge.

ACQUISTI:
Il mercato di Papeete offre molto ai turisti, prodotti tipici e prezzi accessibili. Vi consiglio di acquistare qui il rinomato olio di monoi (viene prodotto a Tahiti, per cui nelle altre isole i prezzi si alzano e di parecchio), un colorato pareo, piccoli oggetti in madreperla.. Per le perle discorso differente, noi abbiamo trovato i prezzi più bassi a Fakarava (assolutamente sconsigliato l’aeroporto di Papeete), di norma una perla di prima categoria, montata su collana o orecchini costa all’incirca 100 euro.
I soldi potrete prelevarli al bancomat presso l’aeroporto di Papeete oppure pagate direttamente in Euro.

VOLI E HOTEL/PENSIONI:
Abbiamo acquistato il volo air tahiti nui a novembre, aggiudicandoci un buon prezzo, 1.700 euro a persona inclusi 2 scali USA, sia in andata che in ritorno. Se togliete i mesi di luglio/agosto ed il periodo di Natale riuscirete a trovare prezzi molto più abbordabili, partendo dai 1.500 euro a persona. I voli interni vengono effettuati dall’unica compagnia air tahiti, abbiamo acquistato il pass valido per tutti i voli tra le isole della società e le isole tuamotu, costo 550 euro a persona. Sul sito potrete simulare le varie tratte, in modo da trovare quella più adatta, in termini di orari, al vostro programma.
Gli hotel, come le isole, erano già stati studiati e decisi da tempo. A Rangiroa abbiamo optato per la pensione Bounty, 93 euro a testa al giorno in mezza pensione, si trova in ottima posizione, di fianco l’hotel di lusso Kia Ora, con il quale condivide la spiaggia, l’unica dell’isola. Le camere non sono molto caratteristiche, ciò nonostante il nostro giudizio è più che positivo, soprattutto per la disponibilità e gentilezza del proprietario, che vi aiuterà per qualsiasi richiesta. Le cene poi erano davvero ottime.
A Fakarava abbiamo scelto il White Sand, a nord dell’isola, 140 euro al giorno a persona in mezza pensione, con bungalow sulla spiaggia. Ne avevamo lette di tutti i colori su questo posto prima di partire, eppure ci siamo fidati del nostro istinto (e delle magnifiche foto), non potevamo fare scelta migliore! La spiaggia di fronte l’hotel è una meraviglia, il mare è pieno di pesci già a riva, i bungalow in legno e ampi, il cibo (alla carte) ottimo.
Arriviamo poi a Bora Bora, ultima tappa del vaggio, ci siamo concessi un meraviglioso overwater a le Meridien. Il prezzo non è proprio accessibile, 300 euro al giorno a persona in mezza pensione. Il resort è in splendida posizione, su un motu, a est dell’isola principale, dal quale si gode di una bellissima visuale sul monte.
Come accennavo prima purtroppo, con nostro rammarico, abbiamo dovuto rinunciare a Maupiti, li avremmo scelto la pensione Kuriri o, in alternativa, il Maupiti residence, sulla più bella spiaggia dell’isola. Peccato, sarà per la prossima volta!!

21 luglio – arrivo a Tahiti
Atterriamo di sera a Tahiti, dopo il primo saluto con i locali e dopo aver preso possesso della nostra prima collana di fiori di benvenuto ci dirigiamo subito nel nostro hotel le Meridien (prezzo 60 euro a persona inclusa colazione), distante circa un quarto d’ora dall’aeroporto e dal mercato. L’hotel è molto moderno e ben allestito. Iniziamo a sentire nell’aria “l’odore di Polinesia”, ovvero l’odore emanato dai fiori di tiarè, presenti ovunque in queste isole, vi inebrieranno il corpo e l’anima al primo passo in terra polinesiana!

22 luglio – Tahiti/Rangiroa
Ci alziamo all’alba (ci sono 12 ore di fuso!) e andiamo in esplorazione dell’hotel e della spiaggia (che un po’ ci delude, l’acqua è molto scura). Dopo un’abbondante colazione, con la navetta dell’hotel, ci dirigiamo al famoso mercato. E’ su 2 piani, pieno di banchi che vendono di tutto, dal pesce alla frutta, alle perle, ai saponi, etc.. compriamo la prima scatola di olio di monoi a poco più di 10 euro (5 flaconi) e un porta borse in madreperla a 20 euro. Per girarlo tutto tranquillamente ci impieghiamo circa 2 ore, dopodichè.. Di corsa all’aeroporto, si vola verso il primo paradiso polinesiano, Rangiroa!
Dopo circa un’ora di volo intravediamo dall’alto un grande anello di sabbia circondato dal reef e da mille tipi di azzurro. Passiamo sopra la laguna blu (la si riconosce dall’alto, sembra un piccolo paradiso) e viriamo in direzione aeroporto. Troviamo ad attenderci Alain, il proprietario della pensione, facciamo amicizia con altri 2 ragazzi spagnoli che condivideranno con noi il soggiorno sia qui che poi a Fakarava. Arriviamo in pensione con il sole alto in cielo, per cui, breve incontro con i proprietari per le spiegazioni di rito e poi di corsa in spiaggia per il primo bagno!
La spiaggia della pensione è di un azzurro accecante, già a riva ci sono banchi di coralli e proprio mentre facevamo il primo tuffo ci passa davanti il primo (dei tanti che incontreremo) squalo pinna nera! La temperatura dell’acqua non è proprio invitante.. Ma non potevamo perderci quella prima emozione polinesiana!
Alle 17.30/18.00 in inverno in Polinesia è già buio e alle 19.00 tutti al ristorante della pensione! Come cena di benvenuto Alain ci offre un carpaccio di tonno come antipasto, 2 fette enormi di mahi mahi (pesce tipico) al barbecue (ottimo è dir poco) con contorno di patate e poi uno spettacolare dolce preparato da sua moglie. Strano ma vero, alle 20.30 abbiamo già sonno, dopo 2 chiacchiere per approfondire la conoscenza con i ragazzi spagnoli Ferran e Valerie, di corsa a letto, domani ci aspetta l’escursione tanto attesa e sognata da tempo, la laguna blu!

23 luglio – Rangiroa
Dopo colazione, intorno alle 8.30 passa il pick up di Marcello (polinesiano amico di Alain che ci guiderà nell’escursione) ed insieme a lui raggiungiamo il porto per la partenza. Il costo dell’escursione è di 75 euro a persona incluso il pranzo, prenotata direttamente da Alain.
Dopo una decina di minuti dalla partenza passiamo alla pass di Tiputa, per fare lo snorkling con la corrente entrante. La barca fa scendere tutti fuori dalla pass (l’oceano è stranamente calmo) e la corrente entrante all’interno della laguna vi guiderà senza bisogna di grandi qualità da nuotatore professionista!
Purtroppo però non c’è granchè da vedere, pochi pesci e la pass è davvero larga, il reef sembra “disperdersi”. pochi minuti e decidiamo all’unisono di ripartire per la laguna blu. Per arrivare a destinazione impieghiamo circa un’ora ma, tutto ad un tratto, dal blu profondo della laguna aperta (è già, perché la laguna di Rangiroa è talmente vasta che sembra un oceano nell’oceano!) passiamo al celeste pallido del primo motu che delimita la laguna blu. Scendiamo dalla barca e raggiungiamo a piedi il motu, oltrepassiamo le prime strisce di sabbia e si apre davanti a noi uno spettacolo unico al mondo! Un’infinità di sfumature che vanno dal celeste, all’azzurro, al blu, al verde delle palme che dominano gli svariati motu che racchiudono la laguna blu.

Non stiamo nella pelle, entriamo subito in acqua e ci rendiamo conto di essere circondati da innumerevoli baby squali! Il divertimento è assicurato! Poco dopo raggiungiamo con una picola barchetta a motori il motu di fronte. Andiamo in esplorazione del motu facendo il giro in senso orario e dopo circa un quarto d’ora di cammino si apre davanti a noi un altro pezzo di paradiso, la zona delle sabbie rosa. L’acqua è alta solo pochi centimentri per centinaia di metri, grazie alla bassa marea si formano delle lingue di sabbia, che in questo punto ha una strana colorazione rosata, magnifico, mi stendo sopra una di esse e non mi alzo più fino al fischio di Marcello, il pranzo è pronto!

Si pranza a base di pollo e mahi mahi al barbecue, insalata di pesce crudo, riso e cocco!
Il resto della giornata passa via veloce, tra migliaia di foto e bagni con gli squaletti, verso le 16.00 si riparte e si lascia quel paradiso per un’altra avventura ricca di emozioni. La barca si ferma in mare aperto in una zona piena di squali (quelli grandi!) e veniamo tutti invitati a tuffarci. All’inizio si ha un po’ di titubanza, dopo pochi minuti ci si prende confidenza.. La sensazione di stare a nuotare in mezzo a degli squali è fuori dal comune, paura mista a curiosità, adrenalina pura! Peccato la temperatura dell’acqua sia fredda, non si resiste molto, anche perché il sole inizia ad abbandonarci dietro le nuvole.

Si rientra in pensione stanchi ma felici della giornata appena trascorsa e soprattutto consapevoli che si è trattata solo della prima grande emozione polinesiana!

24 luglio – Rangiroa
Per oggi abbiamo deciso di fare la seconda escursione proposta, l’isola degli scogli, sempre 75 euro a persona prenotata direttamente da Alain.
Dopo un’ora di barca si arriva in una zona lagunare ricca di pesci per fare snorkling, è pieno di banchi di corallo, con conchiglie, invertebrati e pesci di ogni colore. Restiamo un’ora circa e non vorremmo mai uscire.

Si prosegue verso la vera attrazione della giornata, la fine del reef che fuoriesce dalla laguna e forma una serie di “scogli” dalle forme strane e piscine naturali. È necessario l’utilizzo delle scarpe da reef per attraversare gli scogli, è divertente arrampicarsi per poi tuffarsi nelle piscine!
Il sole inizia ad alternarsi alle nuvole, è ora di pranzo e veniamo portati su un motu per mangiare e fare il bagno. Anche oggi pranzo a base di pollo e pesce alla griglia.
Dopo aver mangiato ci sdraiamo sotto la vegetazione e, osservando lo spettacolo circostante, ci sembra di trovarci dentro un quadro..

Il sole ci abbandona definitivamente e rientriamo alla base, dato che il mare si sta anche alzando..
Il rientro è duro, assenza totale di sole, vento forte e freddo, onde alte. Invece del solito tragitto per il rientro al porto ci rendiamo conto che la barca va in direzione opposta, si sta dirigendo proprio verso la pass, peccato che la corrente sia uscente! E che le onde siano alte almeno 3 metri!
La paura ci assale, sembra di essere nel film “la tempesta perfetta”! istintivamente però, poco dopo, ci alziamo di scatto lasciando da parte la fifa che ci accompagnava.. C’era qualcosa o qualcuno di più importante da notare, eravamo circondati da delfini! Che saltavano e giocavano con le onde! Ecco svelato l’arcano.. I delfini arrivano alla pass per giocare quando la corrente esce.. Per questo la stramba virata in direzione pass! Che emozione, sembrano enormi, siamo tutti estasiati davanti a tanta natura!
Ultima tappa dell’escursione, l’acquario di Rangiroa, sempre vicino alla pass c’è una zona calma piena di pesci, mai visti tanti tutti insieme, si notano persino da sopra la barca.. Eh già, per me fa troppo freddo, non ce la faccio a tuffarmi!
L’escursione di per se non è nemmeno paragonabile alla laguna blu, ripensando all’isola degli scogli non ho l’entusiasmo di ieri però.. Se solo ripenso ai delfini.. Bè.. Difficile da ripetere un’esperienza simile! Ed in mezzo all’oceano aperto per giunta!

25 luglio – Rangiroa
Mi sveglio con il mal di gola e con il raffreddore, era prevedibile dopo il freddo preso ieri in barca, completamente bagnata e con il vento che mi soffiava addosso! Peccato, oggi avrei voluto partecipare all’escursione alle sabbie rosa, all’estremo sud dell’isola, 2 ore di barca per arrivarci.. Per evitare di peggiorare il mio stato di salute e di passare il resto della vacanza polinesiana in camera decidiamo di rinunciare. Ci tenevo davvero tanto, peccato davvero..
Approfittiamo per prendere le biciclette della pensione e, insieme a nostri compagni di viaggio spagnoli, facciamo il giro del motu abitato di Rangiroa. Percorriamo circa 9 km in andata e altrettanti al ritorno, sotto il sole cocente, che sfacchinata! Non c’è nulla di particolare nel motu, se non palme a destra e sinistra della strada, qualche bar lungo il tragitto, qualche casa, un paio di chiese e qualche supermercato. Per pranzo andiamo a uno snack vicino la pass di Tiputa, per poi fare il bagno nella spiaggia della pensione (gi altri componenti del gruppo, io no causa raffreddore e acqua freddina).

Per il pomeriggio Alain ci consiglia di tornare alla pass di Tiputa per vedere i delfini saltare, questa volta dalla strada! È un po’ lontano ma riusciamo ugualmente ad inquadrarli e a divertirci con loro!

26 luglio – Rangiroa/Fakarava
Il raffreddore non migliora, anzi sempre peggio.. Per di più la giornata è pessima.. Non smette un attimo di piovere. Peccato avremmo voluto investire l’utimo giorno a Rangi per fare un giro alla fabbrica delle perle ma niente, non accenna a smettere di piovere. Arriva il momento dei saluti, il volo per Fakarava ci aspetta, ringraziamo Alain e sua moglie per il servizio ed insieme a Ferran e Valerie veniamo accompagnati all’aeroporto.
Lasciamo il cielo grigio di Rangiroa e dopo 40 minuti, d’improvviso si apre sotto di noi un altro scenario da capogiro, il lungo e largo anello di Fakarava, per altro illuminato dal sole!
Arriviamo in hotel intorno alle 14.00 e quasi non ci sembra vero, la spiaggia antistante i bungalow è qualcosa di eccezionale, lunga almeno 700-800 Mt., il colore del mare è di un celeste accecante, banchi di coralli pieni zeppi di pesci di ogni forma e colore che si riconoscono già dalla riva, il lungo e scenografico pontile che taglia a metà la spiaggia. Subito ci guardiamo intorno e capiamo di aver fatto la scelta giusta scegliendo questo posto, al diavole tutte le maldicenze dei soliti italiani in vacanza pretenziosi!

Il tempo di un panino preparato dall’efficiente e gentile personale dell’hotel e poi il primo tuffo, la prima camminata sul lungo pontile, la prima passeggiata fino alla fine della spiaggia. Nonostante l’hotel sembri pieno di turisti in spiaggia ci siamo solo noi e qualche altra coppia sparsa, un paesaggio da cartolina di fronte e il nostro bungalow proprio dietro le spalle!
Cena ottima, alla carte, scelta tra un piatto di entrata, un secondo di carne o pesce e un dessert.

27 luglio – Fakarava
Oggi si parte per l’escursione alla pass nord e laguna verde, dura purtroppo solo mezza giornata, costo totale 60 euro a persona, prenotata direttamente dall’hotel.
Raggiungiamo con la lancia la prima tappa della giornata, una spiaggia tra la pass e la laguna verde chiamata Tehatea, lunga kilometri e formata esclusivamente da lingue di sabbia. Scendiamo e non riusciamo a credere di essere in un posto del genere, acqua bassa 30-40 cm. Colori stupefacenti, temperatura del mare eccezionalmente calda! Wow! Il posto che fa per me! Do il via alle inumerevoli foto, al rientro a casa mi accorgerò però che nessuna potrà rappresentare, ache in piccola parte, quella meraviglia che i nostri occhi hanno potuto ammirare..

Prossimo stop: laguna verde. Si tratta di una laguna blu di Rangiroa in formato mini, molto meno estesa, ma con gli stessi strabilianti colori. Ci dedichiamo ad un po’ si snorkling all’interno della laguna e poi a svariati bagni in cerca di squali (ormai ci avevamo fatto l’abitudine!). Dopo poco si riparte in direzione pass nord, l’acqua di Fakarava è incredibilmente “calda” rispetto a Rangiroa per cui senza il minimo ripensamento mi butto in mare aperto appena la barca si ferma. Stupore.. Mai avevo assistito in vita mia a uno scenario sottomarino simile, neppure alle maldive, neppure nel mar rosso.. I punti più profondi erano di circa 8-10 Mt. Ma la trasparenza era tale che si vedeva perfettamente qualsiasi pesciolino, anche nei punti più lontani. Sotto di noi si apriva un giardino di corallo dalle mille sfumature, compatto, colorato, vivo.. Ne siamo rimasti davvero entusiasti e sorpresi da questa escursione, portiamo dei ricordi indelebili di quella giornata..

Certi di poter fare il bis appena arriviamo in hotel ci fiondiamo a prenotare l’escursione per il giorno seguente, pass sud e sabbie rosa (dato che le avevamo saltate a Rangiroa..), in tutto 4 ore di viaggio, 120 euro a testa pranzo compreso.
Il resto della giornata, a differenza della mattina non è particolarmente entusiasmante.. Il cielo inizia a coprirsi e la temperatura dell’acqua non ci invita a fare il bagno..

28 luglio – Fakarava
Ci svegliamo con la voglia di ripetere la fantastica esperienza di ieri ma appena arrivati in reception.. La triste notizia.. Escursione annullata, cielo coperto a rischio pioggia, vento incessante, nessuno dei barcaioli si fidava di intraprendere 4 ore di viaggio in mezzo alle onde..
Con l’amaro in bocca passiamo tutta la mattina sul pontile a far mangiare i pesci.. Col senno di poi però non abbiamo rimpianto il fatto di non essere partiti, più passavano le ore più il vento si alzava, anche il piatto mare dell’hotel si iniziava ad increspare, il sole non è venuto a trovarci nemmeno per un minuto.. Rassegnati decidiamo di investire il pomeriggio andando in esplorazione delle spiagge vicine, anche se, senza sole, avevano tutto un altro aspetto. Arriviamo alla pensione vaiama, la spiaggia è davvero piccola se paragonata alla nostra, quasi inesistente, i bungalow molto carini direttamente in mare, il pontile.. Abbastanza traballante!
Dopo cena ci rendiamo conto che è buio pesto, nemmeno una stella a farci compagnia.. Il che non fa ben sperare nemmeno per l’indomani..

29 luglio – Fakarava
Come immaginavamo.. Cielo coperto e qualche spruzzo di pioggia a darci il buongiorno. Non ci abbattiamo, prendiamo la bici all’hotel e iniziamo a fare il giro del motu, arrivando in paese (un po’ più vivo rispetto a Rangiroa) e raggiungendo poi la parte opposta, in tutto una ventina di kilometri. Pranziamo insieme ad i nostri compagni di viaggio spagnoli da Anita, uno snack posto dopo la pensione Vaiama, senza infamia e senza lode, riconoscendo l’accento la proprietaria ci prepara la pasta oltre ad un carpaccio di tonno con riso.. Vi lascio immaginare..
Nel pomeriggio inizia a piovere di brutto.. Il forte vento e la forte pioggia non ci permettono nemmeno di stare in spiaggia.. Decidiamo quindi di andare a visitare la vicina fabbrica di perle “dream pearl”, gestita da un francese.. Che non parla più di 10 parole in inglese.. Meno male che tra i visitatori c’era una ragazza belga.. Che gentilmente si è prestata da traduttrice! Acquistiamo una bella collanina con perla classe A, circa 110 euro.
E anche questa giornata è andata, senza la possibilità di godere di quello splendido mare di Fakarava.. Ormai ci rimane solo domani mattina.. Non ci resta che sperare e pregare!

30 luglio – Fakarava/Bora Bora
Le preghiere non sono bastate, ci svegliamo con la pioggia.. Per cui ci rassegnamo ormai a salutare Fakarava tenendo solo quei bei ricordi dei primi 2 giorni. Nonostante il brutto tempo ho apprezzato Fakarava all’inverosimile, la pass mi ha dato emozioni vere, nuotare in mezzo a tutti quei coralli e quei pesci, scoprire un altro mondo sotto di noi, sguazzare nella spiaggia delle lingue di sabbia, tuffarsi nello splendido celeste del mare del White sand.. Ovviamente consigliamo Fakarava come tappa quasi obbligatoria in un viaggio da queste parti, selvaggia, deserta, ancora poco sfruttata turisticamente, andare per credere!
Finalmente si vola a Bora (dico finalmente.. Dati i 2 giorni di pioggia e nuvole di Fakarava, avevamo bisogno di “cambiare aria”!). dopo un breve scalo a Tahiti e dopo aver salutato i nostri nuovi amici Ferran e Valerie ci dirigiamo presso il check in per l’ultimo volo che ci porterà nell’ultima perla del nostro viaggo polinesiano. A quanto pare il forte vento è una costante anche nelle isole della società, nell’atterraggio ho avuto una gran fifa che ho ringraziato il cielo una volta toccata terra, sembrava di essere sulle giostre, il piccolo aereo traballava e faceva strani rumori, ho davvero temuto per la nostra incolumità!
Arriviamo in hotel che è già buio e in reception ci rendiamo conto che, essendo in honeymoon, ci era stato riservato un upgrade nell’ultimo bunalow overwater del pontile, un premium, privacy totale! Wow! Che ****ta!

L’interno della nostra nuova “casa” è da urlo, letto enorme, bagno enorme, balcone con scaletta x scendere in acqua enorme e.. ciliegina sulla torta.. Pavimento in vetro!

31 luglio – Bora
Finalmente un po’ di sole, dico un po’.. dato che le nuvole in cima al monte Otemanu non annunciano nulla di buono..
Facciamo un’abbondante colazione al ristorante dell’hotel (c’è veramente di tutto) e prendiamo posto in spiaggia, puntiamo un’amaca che sarà nostra per tutti i restanti giorni!
Non c’è che dire, le Meridien è in posizione invidiabile, il panorama che si gode dalla spiaggia e dal balconcino del nostro bungalow è da cartolina..

In più questo hotel ha il valore aggiunto di possedere una laguna dietro la spiaggia con acqua trasparentissima, pesci di ogni dimensione e decine e decine di tartarughe giganti! Nell’hotel infatti c’è il centro di ripopolazione di questi animali, con biologhi pronti a seguirne la nascita, la crescita e la liberazione in oceano!
Per il pranzo ci affidiamo al ristorante sulla spiaggia, un cheeseburger (da vomito) e una pizza margherita (stranamente buonissima!) + bevande 50 euro.
Il resto della giornata corre via così, tra qualche bagno nella laguna della spiaggia e tra tintarella sul nostro terrazzo privato. Il sole non ci assiste per tutto il tempo, a volte qualche nuvola porta pure un po’ di pioggia ma siamo fiduciosi, il meteo dice che dal giorno seguente splenderà il sole!

1 agosto – Bora
Oggi avremmo voluto fare l’escursione a Maupiti con il traghetto (dato che avevamo perso la coincidenza voli volevamo passarci anche solo una giornata) ma le nuvole che compaiono all’orizzonte di prima mattina ci fanno desistere..
Stranamente dopo qualche ora il cielo si apre letteralmente, via tutte le nuvole, rimane solo un po’ di vento a farci compagnia. Prendiamo posto sulla nostra amaca di fiducia e iniziamo con lo snorkling nella “fredda” laguna delle tartarughe. Per immergermi impiego circa un quarto d’ora ma una volta preso il via non vorrei più uscire. È fantastico poter vedere dal vivo questi animali e addirittura nuotarci di fianco! Sembra assurdo!

Il pomeriggio è dedicato, come di consueto ormai, al nostro terrazzino, il vento sembra placarsi e ci deliziamo facendo il bagno sotto il nostro bungalow!
Dopo cena (non mi dilungo molto sulle qualità culinarie del resort.. Vi consiglio solo di prediligere il ristorante alla carte..) usciamo sulle nostre sdraiette e veniamo catturati dalla cascata di stelle che si vede davanti a noi.. Buio più totale.. Solo noi, il monte in penombra e migliaia di stelle luccicanti che ci danno la buonanotte!

2 agosto – Bora
Alternative per oggi: escursione organizzata acchiappaturisti per vedere gli squali e le razze o noleggio di barchetta per poter girare in autonomia la spettacolare laguna di Bora. Non indugiamo più di 2 minuti per poi scegliere la seconda delle opzioni! 4 ore a nostra disposizione, carburante e mappe incluse a 120 euro totali a barca, per quella che sarà la terza delle più spettacolari giornate vacanziere!
Iniziamo la navigazione verso sinistra (con la corrente a favore) passando davanti all’intercontinental, sullo stesso motu de le meridien. I colori della laguna si alternano tra il celeste dei bassi fondali al blu di quelli più profondi. Dopo circa 20 minuti la laguna diventa per un lungo e largo tatto di un celeste che sembra quasi innaturale dipinto.. Guardando la mappa ci rendiamo conto di essere approdati sul motu piti aau, mi giro intorno e vedo solo quel celeste che mi aveva catturato l’anima.. Bè.. Se esite un paradiso.. Sono convinta sia così!

Scendiamo dalla barca, ci siamo solo noi sul lungo motu (almeno un kilometro), davanti a noi una palma che cade in acqua, sembra messa apposta li, la mia fotocamera lavora a gogo.. Non riesco a fermarmi, ogni angolatura ci regala visioni da immortalare, provo anche a scattare qualche foto panoramica per rendere meglio l’idea del mio paradiso, ma nessuna foto gli renderà giustizia!
Rimarrei li tutta la vita, le ore però corrono veloci e abbiamo più di mezza laguna da circumnavigare!

Si riparte in direzione giardino dei coralli, di fronte all’hotel Sofitel (il quale non mi ha particolarmente colpita.. Il colore della laguna in quel punto è quasi blu..). Tiriamo dritti in quanto proprio in direzione giardino dei coralli il mare si increspa.. La famosa punta Matira ci aspetta!
Ci rendiamo conto di essere arrivati a destinazione proprio dal colore della laguna, lo stesso azzurro che mi aveva colpito sul motu piti aau. Punta matira è l’unica spiaggia dell’isola principale (gli altri sono tutti motu che la circondano). Ci fermiamo e facciamo il bagno li, ci sono sfumature di colori difficili da descrivere..

Poco dopo ripartiamo in direzione pass, dove ci sono diversi motu segnalati per lo snorkling e per i pic nic.. Tutto il resto della laguna intorno alla pass è di un blu scuro che non invita proprio alla navigazione (considerando poi che ci siamo solo noi e la nostra barchetta!). Velocemente la sorpassiamo e ci dirigiamo sul motu proprio di fronte. Un altro paradiso, c’è una lingua di sabbia che si apre in laguna e ne delimita la proprietà.. Peccato infatti sia proprietà privata (della pensione blue heaven), non possiamo scendere in spiaggia.. Ma solo fare il bagno un po’ a largo. Continuiamo e passiamo davanti al resort pearl bech, non c’è che dire, da fuori sembra bellissimo, il tratto di laguna è azzurrissimo, la visuale non è la stessa de le meridien e il mare sembra un po’ “increspato”, forse perché più vicino alla pass e forse perché sembra si stia alzando il vento.
Continuando sempre diritti si passa nella parte lagunare più azzurra, ci sono infiniti motu di lato, non ci fermiamo però, il vento si è alzato troppo, in mare si iniziano a formare le onde.. Attraversiamo il secondo giardino di corallo (quello a nord), l’acqua è molto bassa, è preferibile gerttare l’ancora prima di entrarci altrimenti si rimane incagliati..
Ultima tappa della giornata, il lagoonarium (che poi è di fianco al nostro hotel). Il motu è eccezionale, nonostante siano le 16.00 passate (il sole inizia a calare) i colori sono ancora accecanti! Il lagoonarium altro non è che un acquario naturale, circondato da una rete, all’interno di esso troverete squali, mante, pesci farfalla e tanti altri similari. Una buona concentrazione di fauna marina.
È arrivato il momento di rientrare, causa vento e correnti riconsegnamo la barca con ben 2 ore di ritardo! Per fortuna non ci applicano sovrapprezzi.
Torniamo nel nostro overwater stanchi, cotti dal sole, ma contenti e felici della giornata appena trascorsa! Quante emozioni e quanti immagini impresse ormai nelle nostre menti! Per completare al meglio non ci resta che fare il consueto bagnetto dalla nostra scaletta privata!

3 agosto – Bora
Oggi, ultimo giorno pieno a Bora lo dedichiamo al completo relax tra laguna delle tartarughe, passeggiate lungo la spiaggia, passeggiata verso il motu del lagoonarium (la distanza sembra breve ma, causa corrente e ricci di mare, impossibile raggiungerlo a piedi!), ultime foto per cercare di immortalare quegli angoli di paradiso sfuggiti prima alla nostra fotocamera.
Nel pomeriggio noleggiamo (gratuitamente) il pedalò, molto diverso dai nostri, piccolissimo ma abbastanza veloce, ci dirigiamo verso l’intercontinental per sbirciare tra gli overwater e la spiaggia. Essendo sullo stesso motu de le meridien i colori e il panorama non cambia, forse i servizi offerti giustificheranno l’enorme differenza economica tra i 2 resort (circa 1.000 euro per 5 notti).
Alle 17.30 appuntamento puntuale con l’ultimo tramonto polinesiano sul nostro terrazzo. Gli overwater premium fanno la differenza proprio grazie al panorama che possono garantire, altro quadro, altra cartolina..

4 agosto – Bora/partenza
Ci svegliamo di malumore.. Il viaggio non è ancora finito, ci aspettano altri 3 giorni di divertimento a Los Angeles, ma l’avventura polinesiana è al capolinea..
Decidiamo di passare le ultime ore proprio sul terrazzo che abbiamo tanto amato, in solitudine (non c’era praticamente nessuno intorno), alle 13.00 ci aspetta la barca che ci riporterà in aeroporto.
Mentre percorriamo gli ultimi kilometri nell’azzurro di Bora Bora la tristezza ci assale, il sole però è ancora alto, ci aspetta l’ultima grande emozione.. Il decollo e il sorvolo dell’isola, a detta di tutti uno spettacolo che da solo, vale il viaggio fino a Bora. All’arrivo purtroppo, causa orario, era già buio, non avevamo goduto della vista..
Appena il piccolo aereo spicca il volo abbiamo l’ennesimo colpo al cuore, avevano ragione quei “tutti” di cui parlavo prima.. La visione di Bora Bora dall’alto è qualcosa di indescrivibile, non vorresti mai allontanarti da quell’immagine, la sua laguna celeste e inimitabile, la sua montagna alta e verde che la sovrasta, i suoi motu bianchi e verdi sparsi quasi a disegnare il suo perimetro.. Insomma madre natura ha dato del suo meglio anche in questo angolo di mondo!

Un viaggio in Polinesia è piuttosto impegnativo, sotto il punto di vista economico in primo luogo, anche scegliendo di dormire solamente in pensioni non ve la caverete con meno di 4.000 euro a persona.. tante ore di viaggio che all’andata volano via.. Ma al ritorno sembrano non passare più.. Tante ore di fuso (12), al rientro in Italia preparatevi ad almeno 3-4 giorni di orari altalenanti.. Tanti voli da prendere (in base alle isole che sceglierete ma, tra scali e coincidenze, almeno 4 li avrete).. Tutto verrà ovviamente ripagato dagli spettacoli naturali che vedrete.. Difficili da ripetere..
Al rientro molte persone ci hanno chiesto se ne è valsa davvero la pena, tutti quei soldi, tutte quelle ore di viaggio.. Bè.. Asserirne il contrario sarebbe dire una blasfemia! Più passavano i giorni e più subivamo l’astinenza da quei posti, dai ritmi impartiti dalla natura e dai loro abitanti, dalla tranquillità che regnava sovrana senza orologi (se non per il tramonto!), dai colori che rappresentano il sogno tropicale per eccellenza (quello di cui parlavo all’inizio del racconto).
Ora possiamo dirlo, NE è VALSA DAVVERO LA PENA! :serenata:

L’album completo qui
Il video di viaggio qui[/URL]
Se volete seguirci anche negli USA qui

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Ci sono 20 commenti su “Chiare, fresche e dolci acque..

  1. Che meraviglia mi hai fatto sognare di essere lì… :serenata: certo che ne è valsa la pena!
    Le foto poi son così belle da sembrare irreali…

    al diavole tutte le maldicenze dei soliti italiani in vacanza pretenziosi!

    :D:D

  2. Mentre eravamo li non ce ne rendevamo conto ma … un viaggio in Polinesia crea dipendenza :oops:!!!
    Siamo tornati da 5 mesi ed ogni giorno che passa ci manca sempre di più. Ci sembra incredibile essere stati in posti del genere!!!
    E le foto sono solo un sedativo … !!!!

    Se ne è valsa la pena? 24 ore di volo, più di 10 mila euro, per 4 isolette in mezzo al mare?
    S I I I I I I I I I I I I I tutta la vita!!!!!!

    Lola:rose:

  3. questo diario (senza niente togliere agli altri) è ,per me, quello che incarna veramente il sogno del viaggio in paradiso..non riuscivo a staccare gli occhi dalle immagini..stupendo Lisa,non ci sono neanche parole!!

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