Latte, miele e lunadimiele. Diario di un desiderio. Giordania ’12

La lunadimiele perfetta sarà proprio la vostra, quella che vi cucirete addosso

Crederci? No? Sì?

Diciamo che per un viaggio di nozze avevo sempre pensato ad un bel soggiorno balneare

E diciamo anche che quel martedì nel primo pomeriggio, appena dopo aver ritirato le borse dal rullo ed appena prima di vedere davvero con i miei occhi il driver e la macchina ad aspettarci fuori dall’aeroporto, un filo di dubbio mi ha pure accarezzato….

Ormai è fatta mi dico, il rimedio è quello di tuffarsi subito nel traffico di Amman :yeah:

…prima un bel quartiere residenziale poi una sfilza di banche saudite in grattacieli specchiati e dopo il marasma dei negozi, le donne velate, i clacson a tutto volume, attraversare a piedi una strada è una mezza impresa, quella lingua incomprensibile, un banchetto zeppo solo di Kit Kat davanti ad un bugigattolo di articoli per la casa, le casine bianche e noi due per mano

…d’accordo, non sarà stato l’incipit più romantico del mondo, ma un bel piatto di mezze e il minestrone di emozioni che avevamo in testa hanno fatto il resto

Il giorno seguente facciamo amicizia come si deve con Maz., il nostro “autista” e ci dedichiamo ad un giro classico di “avvicinamento” a Petra, una sosta al Monte Nebo, un giro a Madaba e una bella passeggiata nel castello di Karak

E’ una giornata piacevole e anche interessante.

Le persone. Un capitolo a parte meritano le persone :rose:

Che i giordani fossero un popolo amichevole si sapeva, di questo aspetto avevo letto e riletto e riletto e riletto ancora. Ma.

Ma che fossero così ospitali e gentili è stata una vera sorpresa.

Non mi sono mai sentita, mai e dico mai, una turista da spennare. Ho sempre avuta chiara la sensazione di essere considerata una – gradita – ospite.

Un sorriso (mai stucchevole) ed un Welcame! hanno (quasi) sempre accompagnato ogni nuovo incontro.

Per esempio, in una piccola cittadina che si chiama Salt abbiamo chiesto un’indicazione ad un negoziante.
Il malcapitato mi ha dovuto confessare di non spiaccicare una parola d’inglese, ma ha chiamato apposta un suo amico, il quale amico ha chiamato a sua volta altri due amici suoi e in quattro, a gran voce in mezzo alla via, sono riusciti – in arabo e a gesti – ad indicarci la strada (ci siamo persi poi in un mercato di frutta e verdura, ma questa è una questione diversa).
Temo che all’osteria del paese ancora si narri la vicenda di quei due italiani spettinati….

I beduini non hanno fatto eccezione. Ci tengo a specificarlo, perché in rete avevo letto opinioni discordanti su questo punto.

Petra brulica di turisti, quindi l’offerta di oggetti e, soprattutto, di passaggi a bordo dei più variopinti mezzi di trasporto (asini, cavalli, cavalli con calesse, cammelli e compagnia briscola) può essere anche petulante, ma non ho mai trovato aggressività o maleducazione.

Fra l’altro, tanto per fare un esempio, quando ci si accorda sul prezzo di qualcosa e si stabilisce il valore di quel certo oggetto, il beduino di turno dà sempre il “resto” della banconota con cui si paga.

Quella stessa sera andiamo a vedere un “spettacolo” bellissimo, “Petra by night”, che, in poche parole, non è altro che la possibilità di arrivare fino al Tesoro illuminato da tantissime candele e di farlo col buio

Si paga un biglietto a parte e il giro dura un paio di orette.

Di certo si tratta di uno “spettacolo” turistico, ma confesso che vedere per la prima volta il volto di Petra alla luce fioca di un tappeto di candele, alzare gli occhi e capire di essere coperti di stelle mi ha fatto (quasi) dimenticare il nutrito gruppo di gente che ci ha accompagnati nel siq quella sera….

Sinceramente, tornassi in dietro, io ci andrei ancora
Insomma, bersi un tè, ascoltare il flauto e starsene lì a rimirare beati il Tesoro…non si può dire che si tratti di uno spettacolo del tipo “luci e suoni”, ovvio, ma che importa?! Io ho trascorso una serata incantevole e (anche) suggestiva

Dedichiamo le due giornate successive alla visita di Petra entrando al sito archeologico sempre dal siq, un po’ perché non abbiamo trovato la strada giusta per entrare dall’altra parte e un po’ perché anche la seconda mattina non abbiamo voluto perderci lo spettacolo del Tesoro esplodere davanti agli occhi….

E’, per ovvie ragioni, il monumento più visto di Petra, il suo “volto” appunto, e di sicuro Petra non è solo il Tesoro, ma è bello da fare piangere e di certo merita il bis

Il primo giorno facciamo il percorso “classico”, dal centro di Petra arriviamo al Monastero.

E’ una bella salita e la fama di essere anche una sfacchinata è più che meritata. In più, tutto quell’andirivieni di donkey-taxi non aiuta per niente

Ma non devo spiegare io perché ne valga assolutamente la pena….

Fra l’altro a 5-10 minuti dal Monastero ci sono diversi punti panoramici e da lì la vista è più, più, più che assicurata.
Ci si riposa con il consueto buon bicchiere di tè e davanti lo spettacolo della corona di monti e creste e wadi.

Francamente, è stata una giornata spettacolare :serenata:

Unico neo, gli asini. Non per gli asini in sé, ci mancherebbe, e nemmeno il fatto di dover fare attenzione a svicolare loro, i loro conducenti ed anche i loro profumati ricordini sulla salita per il Monastero, ma piuttosto per il trattamento che gli viene riservato. Insomma, non sono un’animalista, ma la cosa ha impressionato anche me :flirt:

Il secondo giorno saliamo alla altura detta del Sacrificio.

Ci si può arrivare da due versanti. Noi scegliamo di salire dal teatro e di scendere dal Wadi Farasa, per goderci meglio il panorama e le tombe in discesa e perché da questa parte è più facile individuare il sentiero.

Il sentiero si adocchia subito, la scala parte correndo a fianco della via delle facciate e l’immancabile offerta di “taxi” è una sicura conferma.

La salita è (dal mio punto di vista) meno impegnativa rispetto alla cugina che arriva al Monastero e occupa circa tre quarti d’ora.
Diciamo che il percorso si arrampica un bel po’ lungo il vallone, ma è breve, passa alla svelta ecco

Arrivati alla fine, se si tiene la destra si arriva proprio al “luogo alto del Sacrificio”, una sorta di “piattaforma” dove si vede bene un “altare” e da dove si gode dell’immancabile, bellissimo paesaggio.

Se invece si tiene la sinistra, si lasciano i due obelischi a loro volta a sinistra e poco più avanti (e qui il sentiero non è segnalato benissimissimo, bisogna fare un poco di attenzione ecco) si trova l’imbocco del sentiero che scende lungo il Wadi Farasa e che termina, a valle, proprio di fronte alle Tombe Reali.

Si incontra quasi subito il monumento del Leone, più avanti il sentiero diventa una scala, ripida e parecchio esposta, ma bellissima e di grande impatto.

Si sbuca alla tomba del Giardino, che magari non stupirà per il suo valore architettonico, ma che è molto scenografica.

Si prosegue con la tomba del soldato romano, quella del Frontone Spezzato, ecc, fino a che (ormai la discesa è praticamente terminata e si procede quasi in piano) la via non piega a destra per terminare alle Tombe Reali.

La fioritura della seconda metà di Marzo ha aiutato, ma lo spettacolo è assicurato da tutto l’ambiente, dai bugigattoli immancabili dei beduini (che danno anche una certa sicurezza, gingilli = sentiero corretto), dal panorama, e dalle tombe sparse che spuntano all’improvviso, quasi ad incontrare altre “vie” delle facciate.

Occorre fare un po’ di attenzione al percorso, anche perché si incontrano ben poche capre ed ancor meno escursionisti

Trascorriamo il resto della giornata alle Tombe Reali, fino ad arrivare a quella un po’ più nascosta del Sesto Fiorentino

Francamente, se la prima giornata è stata grandiosa….questa non ha avuto termini di paragone :rofl:

Curiosità: dalla tomba dell’Urna, seduti con i piedi quasi a penzoloni sul centro di Petra, se si guarda a destra verso il Monastero si scorge una cosa, lì per lì ho avuto il dubbio, ma sarà lui? Sì? No? Nell’indecisione – e chiedendo il massimo allo zoom della mia compattina :photo: – ho fatto qualche foto e sì! E’ proprio il “pinnacolo” del Monastero (che ha un nome tecnico che io non conosco)

Hotel: Petra Guesthouse.
Ne faccio cenno per la sua collocazione, fra la biglietteria e il cancello di ingresso al sito.
Non è comodo…di più!!

E di ritorno dalle nostre bellissime passeggiate, prima di salire in camera (che era proprio lì sopra) abbiamo fatto sosta al Cave Bar, in pratica, banalmente, una tomba esterna al sito in cui è stato ricavato un bar.

Ecco, in una parola, riposarsi qui dopo Petra è s p e t t a c o l a r e :laugh:

Il giorno successivo facciamo una capatina a Piccola Petra e già la strada per arrivarci è una sorpresa.
Seriamente…pare di stare sulle montagne russe, la nostra macchina ha l’acceleratore e noi non abbiamo paura ad usarlo!
Ok…un poco di paura celo, ma il piccolo sito si guadagna ampiamente lo sforzo automobilistico

Partiamo poi per il Wadi Rum, il deserto rosso.

Ci facciamo un bel giro con la jeep (precedentemente prenotato) e poi ci fermiamo per la notte in un “campo”.

L’atmosfera rilassata, il fuoco e la coperta di stelle possono rendere magica una serata già perfetta:serenata:

La mattina seguente mi sveglio molto presto, senza una vera ragione, così sgattaiolo fuori dalla tenda e mi arrampico appena fuori dal campo ad ascoltare il silenzio e a fare delle foto.
Già mi sento in colpa per non aver avvisato il mio neo-marito che me lo vedo arrivare tutto sorridente, mi spiega che un beduino gli ha detto che direzione ho preso e mi ha trovata subito

Ecco, ritrovarsi alle sei di mattina nel deserto del Rum e sorridersi mi è parso un modo eccellente per cominciare una vita insieme….

A malincuore lasciamo quel deserto colorato, ci aspetta il Mar Morto

Ci spiaggiamo in un bel resort per i giorni successivi in una sorta di comodissimo e placidissimo salotto “termale”

E’ un soggiorno rilassante e fare il bagno nel Mar Morto è divertentissimo, si resta “a mollo” a godersi il sole e il paesaggio, oppure si gareggia per le nuotate più improbabili e per le foto più strane!

Dopo è indispensabile una vigorosa doccia con acqua dolce, ma l’esperienza, anche per più della solita oretta, vale di sicuro la pena di essere considerata

Certo, la vita del resortista può essere impegnativa

Crogiolarsi in certi tramonti tutte quelle sere potrebbe essere difficile

Ma come scrive Jenny Walker sulla Lonely, è uno sporco lavoro che qualcuno deve pur fare

Tutte le pacchie hanno una fine e noi decidiamo di anticipare (parzialmente) la nostra partendo da qui verso Jerash.

Avevo letto in rete diversi punti di vista a riguardo.
C’è chi dice addirittura che non valga la pena vedere “Roma fuori da Roma”.

Ecco.
Personalmente non sono proprio d’accordo

Troviamo il sito inondato letteralmente dai fiori ed è splendido con la città sullo sfondo.

Non è troppo grande, lo si visita senza sforzo ed orientarsi è facilissimo.
E’ conservato ottimamente, in pratica si potrebbe dire che sia ancora quasi perfetto e credo, in tutta onestà, che non ci si possa proprio perdere una sosta qui.

Al ritorno ci fermiamo in una cittadina che si chiama Salt.

A parte qualche difficoltà di orientamento iniziale, si gira facilmente e non ci sono altri turisti in giro

Alcune belle facciate e una coloratissima viuzza di negozi assortiti ci convincono di aver fatto bene a fermarci qui.

Chiedo al ragazzo in una “profumeria” se posso fare una foto al suo negozio, lui all’inizio non capisce, ma poi quando gli mostro il suo negozio è contentissimo e ci offre anche il tè :D

Incappiamo pure in un mercato di frutta e verdura e ne usciamo solo driblando macchine, bancarelle, ortaggi e sonori dissapori fra automobilisti ed ambulanti

C’è anche un micro-museo di non-mi-ricordo-cosa, che di per sé non meriterebbe di essere considerato, ma che però offre l’occasione di vedere un bel palazzo ottomano restaurato. Non male

Torniamo in hotel passando la Valle del Giordano, verde e rigogliosa, è tutto un susseguirsi di canna da zucchero e bananeti
Ci fermiamo ad un memoriale della Guerra dei sei Giorni, c’è ancora gente, la cosa mi sorprende

In hotel abbiamo ancora tempo per una cosa-da-turisti …. vale a dire l’idromasaggio riscaldato, ormai è buio, c’è la luna a farci compagnia e il solito, infinito campo seminato di stelle….le ultime fatiche da resortisti!:rofl:

Il giorno dopo ci godiamo un’ultima mattinata al mare e Maz. ci viene a prendere a mezzogiorno passato per portarci a Betania

E’ un posto suggestivo e sì

Caspita, sì

Si percepisce con chiarezza tutta l’emozione di un luogo sospeso fra fede, storia e politica

Non che ci sia qualcosa “da vedere”, bene inteso, ma non si può proprio tralasciare una sosta qui….

Assolutamente.

Compriamo anche dei (costosi) rosari per alcune signore che conosciamo, ci ritroviamo così con un sacchettino bello sostanzioso delle preziose perle di legno, le metteremo in valigia, confidando che, nel frattempo, facciano il loro lavoro anche per il trasporto delle nostre borse

Torniamo in dietro, ancora verso il Mar Morto, perché la nostra ultima destinazione sono le cascate di acqua calda di Ma’In, dove concluderemo il nostro viaggio.

Però abbiamo parecchia fame e decidiamo di fare prima una sosta ad Amman Beach, una spiaggia pubblica dotata di tutte le comodità.

E’ Venerdì pomeriggio ed è stracolma di gente, famiglie, gruppi e grupponi di amici, di tutto

E’ un posto allegro e vivace, ci piace!

Ci fermiamo solo per il pranzo, non paghiamo il biglietto di ingresso, ma usiamo volentieri le seggiole e un ombrellone a bordo piscina

La strada del Mar Morto è spettacolare, ma anche il tratto che porta a Ma’In lascia spesso col fiato sospeso….

Ci fermiamo a guardare il panorama a metà della salita a fianco di uno dei tanti tornanti.

C’è una famiglia che fa un pic nic, non sarà il posto più sicuro del mondo ma li capisco bene, qui è favoloso

La vista è impressionante…

A Ma’In facciamo in tempo a fare un bagno alle cascate, l’acqua è calda!

E ci godiamo la vista ravvicinata di quelle più piccole dalla terrazza dell’albergo, di sera sono bellissime

Il giorno successivo ce ne andiamo in quelle piccole piccole che sono riservate ai clienti dell’hotel, siamo praticamente da soli ed è una vera pacchia

Ma’In si è rivelato un posto davvero speciale e il lusso di concedersi una ultima notte qui – lo ammetto – è una buona scelta

C’è un grande assente in questo percorso, il Wadi Mujib, perché, purtroppo, nella seconda metà del mese di Marzo il sentiero detto “del Siq” è ancora chiuso

Una vera disdetta e la decisione di fermarsi a Ma’In è stata in parte dettata dalla volontà di rifarci (almeno un pochino) di questa mancanza

Spese: si contratta sempre un po’, ma il prezzo più o meno non si allontana troppo da quello di partenza, diciamo che (indicativamente) si scende di un 20%.
Ci sono diversi grandi negozi per turisti lungo le strade, noi abbiamo preferito comprare prodotti qui e lì, senza recarci apposta in un negozio in particolare.
Gli affari migliori li abbiamo fatti a Madaba, a Salt e ad Amman Beach.

Prodotti di belessa del Mar Morto (dedicato alle girlz) : secondo me vale la pena concedersi qualcosa (sempre che piaccia questo genere di shopping), i prezzi non sono bassi (siamo sui 7/8 JD per una crema per le mani, ecc), ma la qualità è ottima e si tratta di prodotti Made in Jordan non commercializzati in Italia.
La “marca” più blasonata si chiama Rivage.

Cucina: straordinaria
In Giordania si mangia bene ed a volte anche benissimo, la migliore carne di agnello della vacanza è stata quella del deserto del Rum, i pasti più cari sono stati quelli in hotel al Mar Morto.

Hotel al Mar Morto: noi abbiamo scelto l’Holiday Inn, il “meno caro” della sfilza di 5* della zona.
Se ad una primissssssima occhiata può apparire un villaggio turistico….ecco, no, che sia un bell’albergo di lusso lo si capisce appena si mettono tutte e due i piedi nella lobby
Il trattamento è eccellente, ci si sta benissimo ed ho trovato anche in un grande albergo la consueta cortesia.

I tramonti da brivido e la vista sulle luci di Gerusalemme di sera non sono compresi nel conto, ma aiutano parecchio….

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Ci sono 15 commenti su “Latte, miele e lunadimiele. Diario di un desiderio. Giordania ’12

  1. …ma potevano mancare i prodotti di bellezzzzzzzzzzzzzzzza???? Certochenooooooooooooo…Delicatamente e simpaticamente mi hai fatto vivere anche il tuo viaggio di nozze … ma potevi dirlo che mi volevi anche li!!!!Ma dove sono le faccine perche’ non posso abusarne,… vorrei mettere bacini, sorrisi… occhi che strabuzzano…Clap clap…(mi arrangio in qualche modo) bel diario & belle foto!!!!!

  2. Funny!!!! ma che meraviglia questo report. Bravissima.

    E tanti complimenti per la scelta della destinazione.

    Amman

    Petra e il suo tesoro

    I beduini

    Il Wadi Rum

    Il bagno nel Mar Morto

    Le cascate di acqua calda a Ma’in

    I tramonti

    Gerusalemme

    Che spettacolo!! Un abbraccio e buona vita a te e al neosposo.

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