Namibia, la terra degli uomini dal color ocra


NAMIBIA, la terra del colore ocra (agosto 2009)

 

CONSIDERAZIONI GENERALI

Alla partenza avevo un unico dubbio: troppo pochi i giorni a disposizione, sia per il lungo itinerario e sia per una personale voglia di rimanere in viaggio più tempo possibile. Cosicché al ritorno mi sono ritrovato con una infantile voglia di non salire su quell’aereo verso l’Europa soppressa da una stanchezza notevole per non aver quasi mai avuto momenti di pausa, dove sedermi e contemplare, magari scrivere in un paese così meraviglioso.

Dopo questa prefazione che introduce il bello ed il brutto di questo viaggio in sé, voglio ricordare la Namibia con la polvere sempre ed ovunque e di tutti i colori, con la totale assenza di nubi, con il giallo oro degli spazi aperti che contrasta di netto l’ocra delle montagne fatte a colpi di spatola, lo stesso ocra che riluce nella pelle degli Himba, con la corsa impazzita degli orici, con l’imponente solitudine del baobab che implora il cielo i suoi rami scheletrici, con l’alba fredda riscaldata dal caffé appena uscito, con le sere attorno al fuoco, con le tante stelle e cadenti, con le dune di arancio dalle creste come lame, con la natura e il suo soffio preistorico che ancora emana, ed infine,  con tutti i miei compagni di viaggio.

Dopo il lirismo, doveroso omaggio a questo viaggio, passo all’aspetto tecnico e logistico, oggetto di questa relazione.

Questo viaggio ha raggiunto la valle del Marienfluss, un tragitto lunghissimo ed impervio, ma sarete ripagati proprio dal nulla selvaggio che incontrerete e dai villaggi Himba, non certo vergini al turismo, ma perlomeno diffidenti verso l’uomo bianco, e questo è già tanto.

I prezzi in Namibia sono costantemente in ascesa e troverete aumenti notevoli rispetto ad oggi, quindi dimenticatevi i lodge tranne Windhoek e Swakopmund, la tenda, invece, contribuirà ad impreziosire le giornate garantendovi un contatto più diretto col suolo africano.

Abbiamo sacrificato pitture rupestri e boschi pietrificati di Twylfontein a vantaggio del canyon di Purros; guadi nel fiume, verde intenso ed elefanti dalle lunghe zampe hanno spazzato via qualsiasi rimpianto.

Fate l’escursione allo Spitzkoppe e dormiteci pure, oltre ad essere stato il camp più suggestivo ci ha regalato un’interessante passeggiata naturalistica (e in questo viaggio è necessaria perché si sta sempre con il sedere sulle jeep) e delle buonissime costolette di pecora….(credeteci!!!) in un ristorantino che ha poco a che vedere con i buffet dei ristoranti dell’Etosha. Naturalmente dovrete sacrificare una notte a Swakopmund, città fredda, umida e “pugno in un occhio” del viaggio.

Infine, il gruppo, motore efficiente e pronto, deve esserlo più di quello dei fuoristrada!!!!

 

ITINERARIO SCHEMATICO

Giorno DATA ITINERARIO EFFETTUATO MEZZO KM. TEMPI
06/08/07 ROMA o MILANO – LONDRA – JOHANNESBURG AEREO    
07/08/07 JOHANNESBURG   – WINDOHEK AEREO + AUTO 40,0 0,5 H
08/08/07 WINDOHEK-OUTJO-OKAUKEJO-NAMUTONI AUTO 580,0 11,00
09/08/07 NAMUTONI-HALALI-NAMUTONI AUTO 150,0 GAME   DRIVE
10/08/07 NAMUTONI-OSHAKATI-KUNENE RIVER LODGE AUTO 450,0 9,00
11/08/07 KUNENE RIVER LODGE-EPEMBE-EPUPA FALLS AUTO 180,0 7,00
12/08/07 EPUPA FALLS-OPUWO-HIMBA VILLAGE (VICINO   ORUPEMBE) AUTO 320,0 10,00
13/08/07 HIMBA   VILLAGE-ORUPEMBE-RED DRUM-MARIENFLUSS AUTO 140,0 10,00
14/08/07 MARIENFLUSS-RED   & BLU DRUM – PURROS AUTO 320,0 6,50
10° 15/08/07 PURROS – PURROS CANYON-PALMWAG AUTO 200,0 4,50
11° 16/08/07 PALMWAG-SKELETON COAST-SWAKOPMUND AUTO 450,0 10,00
12° 17/08/07 SWAKOPMUND-WALVIS BAY-SPITZKOPPE AUTO 235,0 3,00
13° 18/08/07 SPITZKOPPE – SOLITAIRE -SESRIEM AUTO 650,0 7,50
14° 19/08/07 SESRIEM – SOSSULVEI – SESRIEM AUTO 130,0 2,00
15° 20/08/07 SESRIEM-REHOBOTH   -WINDOHEK AUTO 370,0 6,00
16° 21/08/07 WINDOHEK-JOHANNESBURG-FRANCOFORTE AEREO + AUTO 40,0 0,50
17° 22/08/07 FRANCOFORTE-ROMA o MILANO AEREO    
    TOTALE KM.     4.255,0  

 

Formalità d’ingresso

Non occorre pagare nessun visto, si compila una semplice cartolina, la solita che viene distribuita in aereo. Di solito il volo prevede uno scalo a Johannesburg, ma rimarrete nell’area transiti senza uscire.

 

Valute e Cambi

Il dollaro namibiano (N$) è cambiato 9.60 per un solo €, è equiparato al Rand sudafricano tanto che potrà capitarvi di ricevere dei resti in rand. Conviene cambiare tutta la cassa comune in aeroporto più i soldi personali, io ho calcolato circa 200/250 euro in più a partecipante ma alcuni li hanno riportati indietro. E’ importante conservare la ricevuta del cambio per riottenere euro dagli eventuali N$ avanzati.

 

Fuso orario ed ore di luce

C’è un’ora in meno rispetto all’Italia, considerate che inizia ad albeggiare intorno alle 05:30 praticamente il nostro costante orario sveglia e poco dopo le 06:00 il sole inizia già a riscaldare. Il tramonto, invece, inizia ad allungare le ombre alle 17:15 e alle 18:10 è già notte piena.

 

Clima

E’ molto secco, come già ho scritto non abbiamo mai visto una nuvola; durante il giorno la temperatura è piuttosto gradevole intorno ai 25° presumo, a meno che non ci sia vento allora una felpa è più che sufficiente. La notte invece fa freddo, portatevi di pail, berretti di lana, pantaloni pesanti e sacchi a pelo di classe –5°. Swakopmund e Windhoek, invece, le abbiamo trovate fredde anche di giorno. Inoltre, consiglio di munirvi di tende piccole che disperdono meno il calore.

 

Salute

Non abbiamo avuto nessun problema, tranne un paio di lievi mal di pancia. In Namibia, se prendete le solite precauzioni su acqua e verdure starete tranquilli, anche perché si mangia molta carne alle griglia, tra l’altro per gran parte dei pranzi e delle cene sarete voi i cuochi con la cassa cucina.

Dal ministero della salute, “viaggiare sicuri”, etc. etc. viene raccomandata la profilassi antimalarica, non posso contraddire, solo dirvi che le zanzare non le ho mai viste e di noi nessuno l’aveva fatta.

 

Telefoni e comunicazioni

Fino ad Opuwo dovreste trovare telefoni pubblici, uso il condizionale perché spesso possono essere fuori servizio come al Kunene River Lodge, contateci con sicurezza solo nell’Etosha e da Swakopmund in poi. I telefoni cellulari prendono campo solo nell’aerea centrale della Namibia, al nord sarà impossibile; chi aveva la TIM riusciva anche a chiamare mentre con la Vodafone si ricevevano solo SMS. Preventivate perciò almeno 4 giorni di isolamento totale, salvo uso del satellitare.

Gli internet point, invece, sono ancora più rari; non gli abbiamo mai usati e presumo siano disponibili solo nelle poche città.

 

Elettricità

La corrente è a 220 V. Per utilizzare le prese potete comprare gli adattatori già all’aeroporto di Windhoek, consigliate di portare ciabatte, spesso nei camp avrete una sola presa a disposizione per tutti.

 

Guide e cartine

Ho usato la lonely placet 6° edizione.

Le cartine, invece, saranno il vostro pane quotidiano e ve ne occorreranno due: quella generale di tutta la Namibia (Roads Authority di colore marrone) e quella più particolareggiata della regione del Kaokoland (Shell), in quest’ultima vi segnalo un errore: dal Red Drum in direzione ovest il primo bivio a 8 Km non esiste, calcolate una distanza di 15 Km circa al secondo bivio e troverete il Blu Drum. Queste due mappe potete acquistarle subito in aeroporto oppure al supermercato multipiano di Windhoek dove farete il primo grosso rifornimento di spesa prima di partire.

 

Sicurezza

In Namibia la prima garanzia di sicurezza dovrete essere voi stessi nella guida delle jeep. Per il resto è un paese piuttosto sicuro, almeno da quello che noi abbiamo visto; capiterà che nei pressi dei supermercati e distributori di benzina sarete presi d’assalto da tipi di dubbia moralità, fate sempre attenzione soprattutto perché un gruppo non è attaccabile direttamente ma facilmente crea esso stesso una confusione che stimola al furto.

 

Consigli

–          Sul Van ‘Zil Pass: è rimasto un mio personale rimpianto, e pur vero che qualsiasi guaio possa capitare lassù assumerebbe proporzioni notevoli che si ripercuoterebbero su tutto il proseguo del viaggio, ma lo stesso vale per il completo isolamento nella valle del Marienfluss a meno che non siete dotati di telefono satellitare. Ho incontrato una famiglia con bambini che era appena scesa da là, mi ha raccontato tutte le difficoltà incontrate, come lo scendere per riempire grosse buche con i sassi, tuttavia erano gonfi di orgoglio per esserci riusciti. Il fatto è, che il Van ‘Zil capita dopo soli 4 giorni del viaggio, quando molte dinamiche e caratteri di ogni singolo partecipante sono poco noti, se avessi dovuto scegliere, ad esempio, quando eravamo a Swakopmund, sarei salito senza pensarci un minuto. Fate, perciò, una vostra personale valutazione, tenendo conto che accorcereste il tragitto di un giorno, dalle Epupa direttamente al Marienfluss, il che non è poco per questo viaggio…..in bocca al lupo!!!!

–          Ho trovato molto utile l’idea di distribuire per ogni jeep un foglio plastificato con l’itinerario di massima, km, condizioni strade, punti di arrivo e partenza, telefoni cellulari di ogni partecipante. Tuttavia è bene che ad ogni partenza informate i 4 guidatori sull’arrivo finale della giornata.

–          Sui ristoranti: volutamente non ho inserito la solita tabella, infatti spesso dovrete decidere se mangiare al ristorante oppure utilizzare la cassa cucina e non quale scegliere; la Namibia non ha specialità sul menù, c’è sempre un buffet, dove, come eccezione, troverete carni particolari, tipo orice, kudù o coccodrillo. Il mio consiglio sarebbe quello di utilizzare sempre la cassa cucina, si mangia meglio e ci si diverte, tuttavia per dire ciò devo elogiare le nostre ottime cuoche. A Windhoek abbiamo mangiato al “Gourmet”, mentre a Swakopmund era tutto occupato e ci siamo “accontentati” di un ristorante superlusso.

 

Conferme voli

La South African Airways, prima di partire contattata telefonicamente, non richiede la conferma dei voli.

 

Corrispondenti

La signora Selma Cristoph, impiegata alla NWR (Namibia Wildlife Resort) che in Namibia regola e gestisce un po’ tutte le strutture turistiche più importanti, come Sossulvei o l’Etosha.

Circa due mesi prima di partire ho iniziato a contattare Selma via mail, inviandole la mia bozza di itinerario e le prenotazioni che ritenevo necessarie, lei non ha mai risposto ma una sua collega Anna Onen mi ha scritto dicendomi che per tutto il mese di agosto era già tutto al completo: cosicché ho preso il telefono ed ho chiamato Selma direttamente a casa, ma ho avuto la stessa risposta anche se ha accettato comunque di incontrarmi a Windhoek quando sarei arrivato.

Cosicché da Selma, che si è presa 300 N$ di mancia, ho ottenuto la prenotazione per 2 notti consecutive al camp Namutoni dentro l’Etosha: effettivamente ho verificato di persona che gli altri due camp dell’Etosha, Halali e Okaouakejo, erano pieni e non c’è stato modo di ottenere spazio. Per il camp di Sesriem/Sossulvei, invece, anche se doveva essere completo, arrivando nel primo pomeriggio ho ottenuto una piazzola per 2 notti, anche se avevo prenotato per sicurezza all’esterno, all’Agama River Camp, il cui indirizzo lo trovate sulla lonely planet. Perché è importante il camp di Sesriem? Perché è l’unico all’interno dell’aerea Sossulvei e quindi vi permette le albe e i tramonti in cima alla duna 45, diversamente non potete entrare/uscire in tempo.

Di seguito tutti i contatti possibili per Selma:

selmac@nwr.com.na, reservations@nwr.com.na, reservations@mweb.com.na, schristoph@nwr.com.na, www.nwr.com.na .

Tel. 00264-61-236975/6/7/8   00264-61-236935/6/7/8 uffici

Tel. 00264-61-217687 casa 00264-0812460062 cellulare

Per tutto gli altri camp ho prenotato autonomamente dall’Italia oppure in alcuni bisogna solo essere bravi ad arrivarci, nella tabella dei camp ci sono gli indirizzi.

 

Noleggio jeep

In aeroporto si noleggiano ottimi mezzi, dotati di ridotte, 4X4,ampio portabagagli posteriore,A/C, lettore CD, l’unica diesel era quella della Europcar e sarebbe opportuno averle tutte diesel soprattutto per i consumi, ma non credo riuscirete a spuntare questa pretesa, vi dico solo che la Hertz non aveva disponibili nemmeno quelle a benzina e abbiamo aspettato un intero pomeriggio all’aeroporto. Al noleggio dovete aggiungere dei costi addizionali: la ruota di scorta aggiuntiva (prenotarla dall’Italia) e il guidatore secondario, l’Europcar prevede anche una tassa, comunque calcolate una spesa di circa 800 N$ per auto, soldi che non possono essere pagati in contanti ma verranno addebitati sulla carta di credito del partecipante/garante assieme ad eventuali addebiti di danni.Entrambe le agenzie non rilasciano la strisciata della carta di credito, la Hertz un foglio che specifica l’importo che verrà sottratto mentre l’Europcar nemmeno quello, poiché ci hanno addebitato un danno al bracciolo interno di guida e di cui non conoscevano l’effettivo importo di mercato, specificando però una clausola che il prezzo non avrebbe superato i 400 N$. Non mi è sembrato un modo di lavorare molto ortodosso, comunque dovrete fidarvi.

Le auto vanno riconsegnate con il pieno (fatelo in aeroporto) e lavate, altrimenti avrete addebiti; mentre il contratto con la Hertz prevedeva la copertura totale, comprese forature e danni al parabrezza, quello dell’Europcar esclude forature e parabrezza, noi abbiamo bucato 3 volte e tutte e 3 le volte per la legge di Murphy l’auto dell’Europcar, è stato necessario comprare un nuovo pneumatico (1050 N$) anche perché le riparazioni dei gommisti namibiani sono a dir poco visibili ed approssimative, non fanno altro che applicare delle pallette di  gomma esternamente al foro!!!

In caso malaugurato di rotture non intervenite con meccanici qualsiasi ma avvisate preventivamente l’Agenzia, provvederanno loro ad indirizzarvi.

Le targhe si perdono molto facilmente, quindi toglietele da subito e appicicatele all’interno sui vetri con del nastro; al momento del ritiro prestate la massima attenzione a qualsiasi guasto visibile, all’interno, alla carrozzeria, ai vetri, alle luci e se siete esperti anche ai vari livelli dei liquidi e al motore. Inoltre controllate che il kit per la sostituzione della ruota sia completo e fatevi spiegare come inserire e dinserire il 4X4.

Contatti Europcar: tel. 0027-11-5744457 fax 0027-11-5744321 fdavids@europcar.co.za, help@europcar.co.za , questi sono i contatti della sede centrale a Johannesburg, a Windhoek: 00264-62-540040/1 fax 00264-62-540042

Contatti Hertz: tel. 00264-62-540115 oppure 061256274 fax 00264-62-540117 danniel@hertz.co.za

Anche se numerosi siti internet indicano che in Namibia è necessaria la patente internazionale, questo non è vero oppure viene sorvolato, anche perché nemmeno la polizia ad un controllo ci ha chiesto questo certificato. Infine vi consiglio di far firmare a tutti i partecipanti una dichiarazione di manleva che in caso di incidente ripartisce pene pecuniare e responsabilità a tutto il gruppo. Di seguito il modello:

 

 

 

 

 

 

 

Abbigliamento & attrezzatura

Nel paragrafo “Clima” vi ho già anticipato quasi tutto per quanto riguarda l’abbigliamento, posso aggiungere che il viaggio è essenzialmente in auto quindi non c’è nessun trek particolare tranne una tranquilla passeggiata allo Spitzkoppe.

Tutta l’attrezzatura da campeggio, invece, è stata noleggiata alla “Camping Hire” di Windhoek, tranne i sacchi a pelo che ognuno ha portato il proprio. Di seguito l’elenco del noleggio:

–          Tende, richiedetele da tre e considerate che sono da due, perciò esagerate se volete dormire più comodi, evitate tende da quattro o più, sono più fredde.

–          Materassini, sono di gommapiuma, comodi e diventeranno impolverati all’inverosimile

–          2 lampade a gas, fatevi dare le garze di ricambio perchè possono facilmente rompersi

–          1 tanica 20 l per l’acqua per ogni auto, servirà per cucinare o lavare nei camp non attrezzati

–          3 taniche 20 l di benzina per auto, 3 e assolutamente non 2, una delle nostre jeep ha finito la benzina a 30 km da Sesfontein, ero tranquillo perché avevo una jeep diesel con molto più autonomia e siamo stati fortunati perché a Sesfontein abbiamo trovato la benzina.

–          1 pala per disinsabbiare per auto, a Sossulvei è servita tantissimo

–          cavi d’acciaio per il traino, non sono stati usati ma necessari

–          cavi per la batteria, non sono stati usati ma necessari

–          un compressore per gonfiare le ruote

–          1 imbuto per auto, serve a mettere la benzina, necessario.

–          1 tavolino pieghevole da 8 come appoggio per le operazioni da cucina. Necessario ma non prendetene di più perché ingombrante.

–          6/8 sedie pieghevoli, necessarie ma vale quello che ho detto per il tavolino, avrete molto spazio nelle jeep ma anche molta roba e dovrete contenervi

–          piastra con due fornelli, necessari e sufficienti

–          2 bombole a gas per i fornelli, noleggiatele perché quelle di AnM hanno un attacco diverso e sarebbero inutili

–          un’ascia per tagliare legna

–          un apriscatole

–          un buon coltello da carne

–          una griglia per la carne

 

Prenotate tutto dall’Italia alla “Camping Hire Namibia”, 78 , Malcom Spencer Street, quartiere Olimpia, vicino ad un grosso distributore con autolavaggio, e minimarket. E-mail: camping@iafrica.com.na, camping@natron.net e sito www.orusovo.com/camphire, Tel. +264.61.252995 mobile +264.81.1244364. Sono tedeschi sinonimo di precisione in questo caso, possono venire a consegnarvi tutto il materiale al lodge ma conviene andare di persona per la verifica. Alla riconsegna controllano molto rapidamente, senza aprire le tende, ci è stato addebitato solo il vetro di una lampada che era evidente. Chiedono la carta di credito come garanzia, ma noi abbiamo preferito pagare in anticipo tutto l’importo.

Se avvisati, anche nei giorni festivi o dopo l’orario di chiusura possono consegnarvi la roba.

 

L’attrezzatura personale, invece, richiede:

–          fotocopia del passaporto e patente di guida

–          tessera sanitaria + tesserino vaccinazioni

–          Carta di credito (indispensabile per i noleggi, conviene mettersi d’accordo con i partecipanti prima di partire al fine di evitare sorprese)

–          4 foto tessera

–          GPS ( è stato di notevole aiuto nel Marienfluss, sarei riuscito anche senza ma perlomeno si ha sempre la certezza di non sbagliare mai strada, e non è poco quando si deve cercare un ipotetico bidone in un altrettanto ipotetico bivio)

–          Radio trasmittenti

–          Adattatori per le prese, si comprano all’aeroporto appena arrivate

–          Bussola

–          Ciabatte doccia

–          Elastici per le valige

–          Binocolo

–          Quaderno e penna

–          Sacchi grandi della spezzatura per coprire gli zaini, necessari

–          CD per i lunghi tragitti dove nemmeno la radio funziona e la strada è sempre dritta

–          Sveglia

–          Torcia con pile di ricambio, ottima quella frontale

–          Gavetta, posate e bicchiere..necessari

–          Micropur o amuchina per disinfettare l’acqua

–          Asciugamani

–          Sapone di Marsiglia

–          Coltello multiuso

–          Costume da bagno

–          Creme solari

 

CASSA CUCINA

 

–          coltello

–          scolapasta

–          pentolone grande

–          padella grande + aggiungete un pentolino per scaldare il latte

–          una caffetteria

–          mestoli di legno

–          tagliere

–          coperchio pentole

–          rotolo di nastro adesivo

–          forchettone

Il viaggio non prevede la cassa viveri, tuttavia prima di partire, d’accordo con tutto il gruppo ho provveduto a comprare:

–          2 kg di spaghetti

–          2 kg di penne

–          8 buste di risotti knorr ai funghi

–          3 sughi pronti “all’arrabiata”

–          3 sughi pronti “al tonno”

–          parmigiano sottovuoto

–          2 kg di caffè

–          1 l di olio

–          peperoncino e aglio

–          1 paio di guanti da lavoro

–          2 paia di guanti per lavare i piatti

–          detersivo piatti

–          strofinacci

–          panno per asciugare

Nei supermarket delle maggiori città, come Windhoek, Opuwo, Oshakati, Sesfontein(qualcosa), Swakopmund, troverete tutti i generi alimentari necessari, anche risotti knorr e pasta. Fate molta attenzione con l’acqua, compratela sempre in eccessiva abbondanza perché viene venduta solo nei maggiori supermarket, nei piccoli negozi potete trovare alcool e birra fresca ma non acqua in bottiglia, poiché in Africa è considerata un lusso tanto che il suo prezzo equivale a quello della birra. Abituatevi a tante scatolette, tonno, sgombro, fagioli, piselli,mais, verdure…….

 

Cassa comune

Prima della partenza avevo preventivato di spendere sul posto circa 400 euro, siamo rientrati molto stretti in quell’importo considerando che alcune cene sono state escluse e il giorno dell’escursione dello Spitzkoppe pure.

Siamo rientrati nei 400 €, dormendo quasi sempre in tenda e utilizzando quasi sempre la cassa cucina!!!!

 

Località Albergo Prezzi a persona & giudizio
Windhoek “Puccini   guest house”, Puccini street, 4

Tel.   061236355, puccinis@mweb.com.na , info@puccini-namibia.com

120 N$ con tlf, buona colazione in un bell’ambiente:   stanze da 2,3,4 posti, essenziali, alcune con bagno esterno.
Windhoek “Chameleon   City Backpackers”, Tel. 061244347 info@chameleon.com.na , 120 N$ con tlf, allo stesso prezzo del Puccini è   notevolmente superiore, stanze da 2,3,4 posti, ben arredate e pulite
Etosha Namutoni Camp, prenotabile tramite Selma oppure l’ NWR   con largo anticipo 1050 N$ piazzola tenda per tutto il gruppo.

Camp affollato, servizi insufficienti per tutti, niente   di speciale.

Swartbooisdrif “Kunene River Lodge”, www.kuneneriverlodge.com.na, info@kuneneriverlodge.com , Tel. 065274300. Prenotato   dall’Italia 75 N$ , camp tra i più belli, sulle rive del fiume nel   mezzo di una vegetazione rigogliosa. Servizi ottimi. Possibilità di usare barbecue,   vendono legna.
Epupa Falls                              “Omarunga camp”,   ermo@namibiaweb.com  Tel. 067330220, senza prenotare,   dall’Italia mi avevano risposto che era pieno. 75 N$, camp sul fiume kunene, vicinissimo alle cascate,   servizi belli e particolari, vedrete. Ottimo posto
Marienfluss “Three Anatral Camp”, impossibile prenotare, arrivate e   troverete posto. 35 N$, camp vicino al letto di un fiume, in posizione   bellissima, servizi spartani e sabbia bianca finissima per terra.
Purros “Purros Camp”, impossibile prenotare, arrivate e anche   qui troverete posto. 40 N$, camp tra le acacie giganti, sabbia bianca per   terra e servizi negli alberi.

Posto bellissimo anche questo.

Palmwag “Palmwag Lodge”, non prenotato. dassaf@iafrica.com.na  tel. 064404459

 

80 N$ per campeggiare nel parcheggio, i lodge   lussuosissimi e costosi. Ottimo posto, ci siamo finiti per necessità.
Swakopmund “Municipality   city bungalows”, restcamp@swkmun.com.na  tel. 064-4104332/3/4. Prenotato   dall’Italia. 85 N$, lodge da 4 posti con angolo cottura. Ottimo   rapporto qualità/prezzo
Spitzkoppe “Spitzkoppe Restcamp” tel. 061221918/250558 www.nacobta.com.na , office@nacobta.com.na 40 N$, il camp più bello, più spettacolare e più   indimenticabile; non importa se non ci sono i servizi e nemmeno acqua, solo   una doccia comune a tutti.
Sesriem “Sesriem Camp Site”, prenotabile attraverso Selma o   direttamente all’NWR. Avevo avuto risposta negativa, siamo arrivati e abbiamo   trovato comunque posto. 60 N$, il camp non è nulla di eccezionale ma all’interno   dell’aerea Sossulvei, quindi strategico per le albe e i tramonti alla duna   45. Servizi discreti.

 

 

ITINERARIO GIORNALIERO

 

06 agosto, voli Roma o Milano – Londra – Johannesburg

Giornata negli aeroporti, in 8 partiamo da Roma e gli altri 7 li prendiamo in terra anglosassone.

Tutto regolare e tutti gli orari rispettati, per imbarcare la cassa cucina dovete andare nel check-in per i bagagli fuori misure standard.

07 agosto, volo Johannesburg – Windhoek

Anche questo volo regolare, vi sembrerà di atterrare in un deserto, solo un piccolo aeroporto nel nulla.

Iniziano le pratiche ritiro auto, sono le 1300, c’è un bel sole anche se fa freddo, sono contento perché alla luce si controlla tutto meglio, invece la Hertz aspetterà il buio per consegnarmi le 3 auto; le pratiche alla Europcar invece sono state velocissime. Nel frattempo i 4 bagagli non sono arrivati e la speranza è rimandata a domani, così i 4 nudi si prendono l’unica macchina disponibile per attrezzarsi con vestiti per la notte e come pegno provvedono al ritiro di tutto il materiale da campeggio che avevo ordinato dall’Italia. Circa alle 1830, finalmente lasciamo l’aeroporto, prime indecisioni con la guida a destra ma siamo troppo stanchi per aver voglia di sbagliare strada e dopo mezz’ora circa di strada siamo alla Puccini. Organizzo l’incontro cena per le 2030, nel frattempo incontro Selma e vi ho già raccontato come è andata.

Fa proprio freddo a Windhoek, ma il ristorante “Gourmet” è caldissimo e si mangiano i primi orici, springbooks e coccodrilli del viaggio; per le strade la città è deserta, tutto chiuso e si può solo rientrare alla guest house.

08 agosto, Windhoek – Okaukejo – Namutoni

Dopo il burro di arachidi sul toast inizia il primo giorno di viaggio vero e proprio, e subito il gruppo si divide: i 4 nudi o succintamente vestiti restano ad aspettare il bagaglio insieme all’autista, rimaniamo in contatto con gli sms, noi 10, invece, tappa obbligata al supermercato, carichiamo le jeep di cibo ed io ne approfitto per comprare le mappe, ricordatevi che aprono alle 0830.

Direzione parco dell’Etosha, la strada è scorrevole e tutta asfaltata ma non fateci l’abitudine, la polvere inizia dentro al parco, dal gate di Okaukejo precisamente. Tento invano di ottenere un posto tenda a Okaukejo seppur avevo la prenotazione a Namutoni, invece ci pranziamo e basta, vicino alla pozza affollata di elefanti che la notte dovrebbe illuminarsi.

Alle 1500 riprendiamo il viaggio verso Namutoni, sono 150 km dentro al parco quindi sottintende che ci fermiamo spesso a far foto agli animali ed infatti arriviamo di notte, comunque ci aprono il cancello anche se l’impiegato della reception non è un campione di gentilezza

Prima cena con cassa cucina, con 2kg di pasta al ragù in 10 persone hanno mangiato pure gli sciacalli che ci giravano attorno; poi passeggiata alla pozza illuminata ma nessuno si è presentato a mostrarsi, ed infine e finalmente prima notte in tenda.

09 agosto, Namutoni – Halali – Namutoni

Subito una bella notizia, arrivano gli altri 5, hanno dormito ad Outjo ed alle 0730 sono al gate di Namutoni.

Siccome la giornata è interamente dedicata al safari fotografico è impensabile procedere insieme con auto, significa aspettare tutti per le foto ed esigenze varie, quindi l’appuntamento è alle 1300 ad Halali per il pranzo. Vi consiglio di comprare un’altra mappa, quella dell’Etosha dettagliata, il parco è grande ma c’è un’unica arteria principale che lo taglia longitudinalmente a metà con tante stradine laterali, alcune di queste portano alle pozze, artificiali o non, e solo lì potrete vedere tanti animali ammassati insieme, elefanti, rinoceronti, gazzelle, orici, giraffe, kudù, zebre, per il resto sarà, almeno per me, la giornata più noiosa, sempre in macchina e senza mai poter scendere.

Dopo il pic-nic pranzo ad Halali un po’ di relax e birra fresca al bar, nel pomeriggio entriamo nel Pan Etosha, una suggestiva distesa di bianco salino che scompare all’orizzonte.

Anche stasera devono aprirci il cancello perché rientriamo in ritardo subito dopo il tramonto, ci laviamo con calma perchè all’unanimità abbiamo già deciso di cenare al ristorante buffet del Namutoni

10 agosto, Namutoni – Oshakati – Ruacana – Kunene River Lodge

Sveglia all’ alba, usciamo dall’ Etosha per il “King Negale Gate”, verso nord trovate la strada tutta dritta uscendo dal Namutoni e girando a dx poi ancora la prima a dx, è un Gate molto bello perché sorge nel nulla in mezzo al giallo delle graminaceae secche, fate attenzione perché controllano ricevute di pagamento al camp e visti d’ingresso.

Partendo presto siamo ad Oshakati alle 1030, la strada per arrivare è asfaltata; qui facciamo prima la sosta pieno benzina,anche per le taniche, alla Caltex, procediamo una macchina per volta per via della nomea dei “ladri di Oshakati”, in effetti si avvicinano alcuni tipi ambigui ma non succede niente. Dopo il rifornimento spesa grossa al supermercato “Spam”, è molto fornito e lo trovate sulla via principale alla fine della città, compriamo anche della carne per una grigliata.

Dopo questa sosta si riparte per Ruacana dove arriviamo alle 1400, di nuovo un rabbocco di benzina e sosta pranzo sotto ad un albero qualunque sulla strada. Per il distributore si gira prima, circa 5 Km dopo il primo bivio girate a sx e lo trovate dopo 100 m, poi ritornate indietro e seguite la strada verso il confine con l’Angola, dopo alcuni km trovate il bivio per Ruacana Falls e frontiera, ignorateli e proseguite dritti, subito dopo finisce la strada asfaltata ed inizia lo sterrato.

Da questo punto in poi ci sono 65 km per il Kunene River Lodge, la strada a tratti è molto dissestata, nessun problema ma perderete molto tempo, inoltre vi capiterà di incontrare un bivio senza indicazioni vicino ad un campeggio, è indifferente quale strada seguire, tanto poi si ricongiungono. A circa 20 km dal Kunene vedrete i primi villaggi Himba se ancora così si possono chiamare, tutti completamente ubriachi, non a caso sono quelli più alla frontiera con il turismo tradizionale e lo spettacolo è veramente triste.

Arriviamo al Kunene River Lodge che è quasi buio, il posto è bellissimo, immerso in una vegetazione lussureggiante si affaccia sul fiume Kunene e dall’altra riva c’è l’Angola; è di proprietà di una famiglia inglese appassionata di ornitologia, c’è il telefono ma non è detto che funzioni, i bagni del camp sono spaziosi e puliti, inoltre ricordatevi che alle 2200 staccano l’energia elettrica.

Dopo una buonissima grigliata di carne, la legna si può comprare lì, ci godiamo la notte di S.Lorenzo sulla magnifica terrazza che si affaccia sul fiume, ancora meglio quando tolgono la luce.

11 agosto, Kunene River Lodge – Empembe – Okongwati – Epupa Falls

Partenza alle 0700 dal Kunene, dopo 4 km al bivio girate a sx, è una pista di terra rossa molto buona anche se a tratti è interrotta per guadi di fiumi, se fate attenzione ai lati della strada tra le sterpaglie

di acacia noterete diversi villaggi Himba; entusiasti, prendiamo i nostri “doni” di zucchero e miglio, ma sono completamente deserti anche se visibilmente abitati dalle tracce del fuoco ancora recenti.

La sosta al villaggio di Epembe invece è molto interessante, c’è una scuola con tanto di professori ma senza alunni perché è sabato, ci mostrano i compiti in classe corretti e cercano di spiegarci tutte le loro difficoltà, portate materiale per la scuola e se vi ricordate anche palloni da calcio, naturalmente sgonfi perché mi hanno mostrato che hanno la pompa per gonfiarli.

Dopo Epembe altra sosta alle 1100 ad Okongwati, paese famoso per il distributore di benzina, vi aspetterete una pompa invece c’è una signora in un pomposo costume Herero che succhia la benzina dai bidoni e la trasferisce nelle taniche, poi un ragazzino le versa nei serbatoi e il marito, scrupolosamente fa i conti.

Riprendiamo per le Epupa Falls, le indicazioni sono ben visibili e la strada non è poi così dissestata come veniva descritta, arriviamo là alle 1400 e ci sistemiamo all’ Omarunga Camp senza aver prenotato; è importante arrivare nel primo pomeriggio perché le cascate vanno visitate. Prima pranziamo e siamo sempre lungo il corso del fiume Kunene, sentendo il frastuono del salto a pochi metri. Nel pomeriggio passeggiata panoramica attorno alle cascate, si può fare il bagno in piccole piscine d’acqua che si formano attorno oppure una gradevolissima passeggiata, è un posto naturalistico veramente bello, vedrete splendidi baobab, sono secoli che rimangono aggrappati alle rocce a strapiombo. Tramonto con buonissima birra Windhoek nera al bar dell’ Omarunga, poi cena con spaghetti al tonno e di nuovo birra nell’unico bar, finché la notte non inizia a raffredarsi.

12 agosto, Epupa Falls – Okongwati – Opuwo – Okandjondo (50 km da Orupembe)

Partenza dalle Epupa e stessa strada di ieri al contrario passando per Okongwati (dove non è necessario rifare benzina) fino al bivio di Otjiveze sulla DR3700 e proseguire dritti per Opuwo, qui ci fermiamo per i 2 rifornimenti: benzina e viveri, Opuwo non è un villaggio, dà più l’impressione di un caotico paese, dove il supermercato è ben rifornito del necessario ed il distributore è grande, c’è anche un telefono pubblico funzionante, approfittatene perché non chiamerete per qualche giorno. Da Opuwo prendete la direzione Sesfontein e dopo 25 km girate a dx per Kaoo Katavi sulla D37057 in direzione sempre di Orupembe. Verso le 1310, arriviamo nei pressi di un villaggio, credo che si chiami Otiju dalla cartine, comunque non potete confonderlo perché si trova nel mezzo di un deserto di polvere bianca e sulla destra c’è un palmeto sul letto di un fiume in secca. Qui ci fermiamo per lo spuntino pranzo, all’ombra delle palme, pochi minuti e siamo invasi dai bambini in groppa d’asino della comunità locale, arrivano anche le donne in costume Herero ma non è bello mangiare davanti agli occhi di affamati, cerchiamo di sdebitarci riempiendoli di penne e quaderni.

La strada è molto polverosa, non buona e lenta nel primo tratto fino ad Otiju, poi riprende una pista scorrevole ma indefinita per poi peggiorare nel mezzo di una vallata di montagne splendide, ne troverete una che sembra un esatta piramide; è tutto il giorno che siamo in macchina ed il pomeriggio comincia ad inoltrarsi, ci fermiamo al villaggio Himba di Okandjondo per decidere se proseguire ancora 50 km fino ad Orupembe e chiedere ospitalità al famoso avamposto di polizia, oppure fermarsi a dormire lì, visto che tramite un ragazzo capace di tradurre inglese/Himba ci hanno accordato l’ospitalità in cambio di un offerta in denaro e un po’ di cibo.

Dopo un’estenuante votazione risolta per un solo voto rimaniamo, piantiamo le tende a pochi metri dalle capanne, in un suolo pieno di deiezioni animali, tento di far cucinare una capra per tutti ma la proposta viene rifiutata, allora mangiamo le nostre scatole e rimaniamo a bere attorno al fuoco, nel frattempo si avvicina un anziano Himba completamente ubriaco o pazzo che non smette mai di parlare e gesticolare qualcosa che a noi rimarrà per sempre sconosciuto. E’ stata una serata speciale, di quelle che rimarranno a lungo nelle nostre memorie.

13 agosto, Okandjondo – Orupembe – Red Drum – Marienfluss –Otjinungwa

Sveglia all’alba, café e latte caldo tra gli Himba, l’odore d’ocra della loro pelle e il puzzo di capra compensano quasi tutto il viaggio. Alle 0900 circa siamo alla stazione di Orupembe, arriviamo solo in tre macchine perché la quarta scopriremo che ha forato, la ruota bucata la lasciamo ai poliziotti

che dicono di poter provvedere a riparala e domani la riprenderemo. Sosta allo “Shop n.1” fornito di sigarette, alcool e scatolame e poi partiamo per la valle del Marienfluss. Di seguito cerco di darvi le indicazioni esatte per il Red Drum.

Un paio di km prima lo “shop n.1” girate a dx e seguite il cartello per “Otjimente Community Camp Site” , la strada non è buona ma come al solito in Namibia molto bella ed avrete modo di avvistare molti animali, soprattutto orici; da qui in avanti mantenete sempre verso sinistra finchè dopo circa 30 km troverete una stele bianca di marmo con la freccia a sinistra verso il camp e il simbolo della neve (???), fermatevi al camp qualche minuto per una pausa tanto non c’è nessuno, solo un ragazzino che aggiustava il tetto della sua baracca. Accanto al camp c’è la prima indicazione per il Red Drum, dovete guadare il letto in secca di un fiume e subito dopo un bivio dove girate a destra, a questo punto sempre dritti e non potete sbagliare tenendo sempre la destra, anche ad ogni ipotetico bivio che poi vedrete che si ricongiunge. Qua, la strada è a tratti impervia, con il noto saliscendi terribile, fate solo attenzione, dopodichè sarà una pista facile fino al Red Drum, prima di arrivarci ci fermiamo a pranzo sotto l’unico alberello disponibile nel mezzo della prateria, poi sosta di rito, firme sui sassi e foto al Red Drum. Dallo spiazzo dove si trova il bidone girate a destra, dopo alcuni km un cartello vi darà il benvenuto nella valle del Marienfluss, la strada da qui in poi è una pista agevole a tratti troppo sabbiosa, senza parole per descrivere lo scenario della valle, facciamo numerose soste nei vari villaggi Himba che incontrerete sulla strada, oppure, se provate a spegnere i motori potrete udirne il tam tam dei tamburi.

Arriviamo che come al solito è quasi il tramonto, dopo l’ennesimo guado del fiume la strada prosegue obbligatoriamente verso destra, inizierete a trovare il primo cartello che indica la mobile school e poi le indicazioni a destra per il syncro camp, noi invece siamo andati a sinistra in questo bivio e abbiamo trovato il “Three Anatral Camp” che qualcuno pensava sparito. E’ incustodito, ci sono docce e bagni, ed è posizionato sul fiume in un terreno di sabbia bianca come quella del mare, dormirete sul morbido. Anche stasera non c’è altro da fare, se non lavarsi, mangiare spaghetti al sugo piccante  e rimanere a chiacchierare intorno al fuoco finchè non scende il freddo.

14 agosto, Otjinungwa – Red Drum – Blue Drum – Orupembe – Purros

Sembrava incustodito il “Three Anatral Camp”, invece, quando ancora stavamo bevendo il café e il sole aveva iniziato a farsi vedere, arriva un ragazzino con un grosso registro in mano per riscuotere. Subito dopo la partenza, a qualche km, ci fermiamo alla “mobile school”, non ci sono maestre ma solo tre ragazzini a scaldarsi le mani intorno ad un fuoco, dicono che la scuola inizierà a settembre e rimangono estereffati ma felici dei nostri regali, vestiti usati, quaderni e penne.

Prima di riprendere una marcia serrata, perché anche oggi c’è molta strada da fare, scattiamo molte fotografie al paesaggio impreziosito dalla tenue luce dell’alba e ci fermiamo in almeno due villaggi Himba dove scarichiamo tutte le nostre scorte di regali.

Fino al Red Drum fate attenzione a mantenere sempre la destra della strada, altrimenti c’è un bivio a sx che vi porterà al famigerato Van Zil’ Pass; poi dal Red Drum proseguite dritti verso la Hertmann Valley, dopo 11 km troverete una specie di pompa di colore verde, proseguite ancora altri 5 km e rimanete sempre a sinistra, al bivio successivo non vedrete subito il Blue Drum ma se fate attenzione è 500 m più avanti. Da ora in avanti fino ad Orupembe l’imperativo è mantenere sempre la sinistra ad ogni bivio e non potrete sbagliare, attraverserete una splendida valle che cambia colore, dal grigio al verde, dal nero al giallo, sembra infinita e costantemente soffia un gelido vento proveniente dall’Atlantico, buona e veloce anche la pista. Verso le 1330, siamo praticamente sul retro della stazione di polizia di Orupembe, dove oltre a lei c’è solamente lo “shop n.1” e nient’altro, a parte qualche pastore. Fuori allo shop pranziamo, infastiditi dal vento che si diverte a far svolazzare piatti e tovaglioli di carta. Alle 1430 ripartiamo per Purros dove arriviamo alle 1630, due ore d’auto veloci e monotone, non incontrerete mai un cartello (tranne una stele con l’elefante che dà il benvenuto nell’aerea di conservazione naturale di Purros), mai un bivio, solo una strada_

uguale e diritta. Prima di arrivare troverete indicazioni a sx per il camping Purros, comunque è indifferente perché ci finite dentro lo stesso, è un camp bellissimo, tra le acacie giganti, fate solo attenzione alle spine e ad insabbiarvi, perché intorno c’è un labirinto di strade che portano tutte alle quattro baracche di Purros city  ma sono piene di sabbia. Le docce e i bagni sono ricavate all’interno del groviglio di rami delle acacie, è un posto pieno di verde e natura, avvistiamo anche una giraffa a quattro passi dalle tende, gli elefanti invece sono al canyon. Per cena ci prepariamo una pastone di pasta piccola con dei brodi knorr, sarà per la fame ma lo ricordo molto buono, poi solita bellissima ed indimenticabile serata attorno al fuoco dove decidiamo l’indomani cosa fare: escursione al canyon di Purros per gli elefanti (con il rischio di rimanere senza benzina perché abbiamo i km contati fino a Sesfontein) oppure arrivare a Twylfontein per pitture rupestri e bosco pietrificato…..ci piace il rischio e decidiamo per il canyon.

15 agosto, Purros canyon – Sesfontein – Palmwag

Giorno di ferragosto, iniziamo con il freddo ed un intensa umidità per la colazione, subito dopo, puntuale alle 0700 arriva il ragazzo, guida per il canyon, inizialmente ci porta a vedere una carcassa di un fenicottero mangiato dagli avvoltoi e rimaniamo dubbiosi sulla scelta, poi iniziamo ad entrare nel canyon e sciogliamo qualsiasi perplessità, vegetazione verdissima in contrasto con l’ocra delle rocce attorno e tanti piccoli ruscelli gioia e divertimento dei guidatori, che inzuppano d’acqua le nostre jeep da giorni secche e polverose. Avvistiamo anche i famosi elefanti di Purros, specie particolare perché dalle zampe più lunghe, tra l’altro prima di partire avevo visto un documentario proprio su di loro trasmesso da “adventure one”. Alle 0900 circa ritorniamo alla reception del camp, da qui è molto semplice prendere la strada per Sesfontein se vi dirigete dal retro verso le baracche di Purros, senza inoltrarvi nel dedalo di acacie e strade di sabbia.

Avevo anticipato il rischio benzina, per Sesfontein sono 110 km di strada non bella, ma una delle macchine si ferma al 70!!! Sapevo che delle quattro una è diesel quindi con notevole autonomia, la carico di taniche e lascio tutti gli altri con viveri e tende (non si sa mai) nel nulla di una bassa vegetazione arbustiva, e di corsa mi dirigo verso Sesfontein, sperando di trovare benzina….altrimenti Palmwag!!! Siamo fortunati, e nel giro di un ora il problema è risolto e siamo di nuovo tutti insieme in viaggio; ci fermiamo al market di Sesfontein per la spesa ed il pranzo, soprattutto abbiamo bisogno di acqua potabile.

Per Palmwag ci sono altri 110 km ma la strada è buona rispetto a quella dissestata da Purros, incontriamo numerose bancarelle che vendono quarzi e pietre particolari, tra cui anche dei fossili; prima di arrivare, però, le peripezie non sono ancora finite e foriamo sempre la stessa macchina, quella dell’Europcar naturalmente.

Puntuali come al solito, al tramonto arriviamo a destinazione: siamo al “Palmwag Lodge”, lussuoso complesso di lodge in legno dove gli elefanti passeggiano indisturbati, ma appunto perché lussuoso non fa per noi e ci assegnano il posto tenda fuori nel parcheggio, in compenso possiamo usare i bagni….meglio di niente. Perlomeno rinunciamo per stasera alla cassa cucina e ci concediamo la cena al ristorante, buonissime le patatine e l’orice in cottura media. Tra tutti i camp questo mi sembra il più freddo, non bastano due whisky per riscaldarsi e il sacco a pelo è l’unica speranza….con particolare attenzione agli elefanti che camminano sopra le tende.

16 agosto, Palmwag – Skeleton Coast NP – Cape Cross – Swakopmund

Prima di partire faccio riparare la ruota dal gommista del lodge, “no comment” per l’evidente rattoppo, adesso capisco perchè l’ Europcar vuole i copertoni nuovi. Dopo la benzina, la direzione e la Skeleton Coast, seguiamo la C43, poi voltatiamo a destra per la C39, dritti e arriviamo al gate di Sprigbookwater, pago il pedaggio ed entratiamo, dopo qualche km si inizia a vedere il mare, giriamo a sx verso il sud. Per tutto il giorno mi sono domandato perché quel tratto della Skeleton Coast debba essere dichiarato parco naturale, dal gate di Springbookwater a nord fino all’altro di Ugambe a sud, non c’è praticamente niente, solo una strada dritta che costeggia la battigia di un km circa, piante niente, animali idem, relitti nemmeno; solo a metà strada avrete l’occasione per una

sosta pipì nell’unico relitto di ferro arrugginito presente, sembra una specie di gru o qualcosa di simile ad una pompa, completamente ricoperto di guano e vi lascio immaginare l’odore. Poco dopo, due sbarre con guardiano delimitano un pezzo di strada dove non si può scendere altrimenti qualcuno spara (dal cartello), deve esserci qualcosa per i diamanti, comunque affari loschi.

Il gate di Ugambe, è il massimo del kischt, due enormi teschi in plastica decorano il cancello di entrata, e altrettanti teschi di animali sono esposti nella casermetta in entrata; è ora di pranzo e chiediamo di poter cucinare lì intorno nonostante il forte vento, inaspettatamente ci concedono delle stanze vuote nelle baracche di lamiera dietro, noi saremo così bravi da tirar fuori un delizioso piatto di spaghetti al ketchup!!! Quindi un comodo café, poi veloci verso Cape Cross, la strada è ancora geometricamente dritta.

A Cape Cross ci sono le otarie, foche di modeste dimensioni tutte ammassate sulla riva, emanano un odore sgradevole ma presto ci si fa l’abitudine, poi c’è una grossa croce con targhe di un tale navigatore portoghese, forse il primo europeo a mettere piede in Namibia

Da Cape Cross a Swakopmund la strada diventa asfaltata ma delle curve non ne vuole sapere e costantemente costeggia l’oceano, a circa 25 km da Swakopmund passerete vicino al paese di Wlotzkasbaken, sono tutte casette pastello in mezzo alla sabbia, avrei voluto fermarmi ma non c’era tempo.

Swakopmund è una città, grosse insegne luminose, centri commerciali, strade a due corsie, ma tanta tanta nebbia e freddo, il cielo terso di tutti i giorni addietro era un ricordo, che generava un contrasto di ritorno all’Europa immediato, forse la Germania viste le parole dei cartelli. Dopo tanta tenda torniamo a dormire sotto al cemento, ai “Municipality City Bungalows”, per trovarli rimanete sulla strada principale e seguite la direzione per Walvis Bay, dopo il curvone obbligato girate alla terza strada sulla sinistra. Troverete un complesso di tante casette dai tetti spioventi fino al suolo, praticamente dei triangoli isoscele; rinunciamo non solo alle tende ma anche alla cassa cucina, e come dei gran signori, o meglio sporchi coloni europei, andiamo a mangiare in un ristorante del centro molto lussuoso perché gli altri tutti prenotati, cena molto buona e costosa al buffet.

Stasera non c’è il fuoco, ma con Paolo e David rimaniamo lo stesso a bere fino a tardi, nella graziosa cucina del bungalows.

17 agosto, Swakopmund – Walvis Bay – Spitzkoppe

La giornata più intensa è più variegata, da Walvis Bay fino al giorno dopo il gruppo si è diviso, 9 con me allo Spitzkoppe mentre gli altri 6 sono rimasti alla base di Swakopmund.

La colazione non è compresa nei bungalows, ma avevamo a disposizione le cucine, un lusso dopo tanti café preparati al buio e al gelo sotto al lenzuolo delle stelle del Sud. Partiamo tutti insieme per Walvis Bay, è una mattina ancora avvolta in uno spesso manto di nebbia, la strada la trovate attaccata ai bungalows, praticamente è la parallela che và verso sud, sono circa 30 km di ottima strada, a destra avete il mare a sinistra le dune di sabbia, fortunatamente subito dopo Swakopmund c’è il sole che già riscalda l’aria. Prima tappa sono i fenicotteri rosa, dopo il cartello “Welcome to Walvis Bay” trovate una rotonda, quindi seguite le indicazioni marroni per la laguna, si trova verso sud alla fine della città, seguendo il litorale non si può sbagliare. Il mio giudizio soggettivo, escluderebbe già a priori i fenicotteri, tra l’altro la nebbia, che qui era ritornata, sfuocava tutta la colonia, macchie rosa nel bianco. Dopo un mio madornale errore, cercavo la Duna 7 proprio dietro alla laguna, andiamo alla già menzionata e attrattiva turistica Duna 7, ritornate alla rotonda e seguite le indicazioni per l’aeroporto, la trovate dopo qualche km.

Gli altri sono saliti a piedi fino alla cima patendo un sole terribile, io Giorgio, Ester e Nicola siamo impazziti dal divertimento sui quod, il noleggio costa 150 N$ per mezz’ora, vi accompagna una guida molto blanda, che vi permetterà tutti i saliscendi, le derapate, le insabbiate che volete.

Alla Duna 7 ci dividiamo, sono le 1130 circa e con due jeep partiamo alla volta dello Spitzkoppe, alias il “Cervino D’Africa”, prima di lasciare Swakopmund ritiriamo la nuova gomma alla continental (1050 N$). Seguite le indicazioni per Windhoek vicino ad un semaforo sulla strada

principale, appena girate sulla destra dovreste trovarvi un distributore-autogrill verde dell BP, poi proseguite sempre dritti per Usakos, la strada è dritta e tutta asfaltata fino al bivio che vi dice di girare a sinistra per lo Spitzkoppe, dalla B2 prenderete la D1918, quindi a destra la D3716, sono 25 km di ottimo sterrato, in tutto, il viaggio Swakopmund-Spitzkoppe è al massimo di due ore.

Nell’aerea intorno allo Spitzkoppe la natura si è sbizzarrita, rocce rosse soprattutto porfidi granitici, hanno assunto le forme e le dimensioni più strambe, alcune sono palloni sul punto di cadere da un precipizio, altre sono dei ponti a che collegano un estremo all’altro, poi guglie, gole, etc etc,….Rich, ragazzo San bravo ed educato, ci ha guidato in passeggiata per due ore tra le bellezze della sua terra, conosceva numerose piante, ricordo il cactus velenosissimo, l’aloe in cima ad un albero, infusi per il thè e altre specie botaniche di cui mi è rimasta solo la fotografia; infine ci ha mostrato delle pitture rupestri, cosicché abbiamo compensato l’eventuale rimpianto di Twylfontein.

Dopo giorni di viaggio sempre sulla jeep, la passeggiata è stata un toccasana per i nostri umori, sia fisici che mentali, poi relax bevendo una birra fresca seduti in quello che sarà il ristorante per la cena, infatti dobbiamo ordinare: pollo o capra? Prima della cena montiamo le tende, in uno scenario che è poco dire suggestivo, nel mezzo di enormi rocce svettanti al cielo appuntite.

La cena, invece, non è stata il massimo dell’abbondanza anche se ho comunque apprezzato la qualità ottima del cibo (sarà per la fame…) , cosicché abbiamo dovuto riempire lo stomaco con spaghetti scotti alle salse africane.

Tutti e nove siamo stati soddisfatti della variante Spitzkoppe, ne parliamo attorno ad un velocissimo fuoco perché stanchi ci addormentiamo seduti, prima di entrare in tenda metto una mano sulle rocce intorno, sono ancora calde, termosifoni naturali.

18 agosto, Spitzkoppe – Swakopmund – Walvis Bay – Solitarie – Sesriem

E’ ancora buio quando partiamo dallo Spitzkoppe, ore 0600, colazione volante a bordo, perché alle 0800 dobbiamo essere puntuali all’appuntamento a Swakopmund con gli altri, devo tener presente che a Sesriem è necessario arrivare nel primo pomeriggio per trovare posto tenda nel camp, in quanto non c’è la prenotazione.

Infatti spacchiamo il minuto all’appuntamento concedendoci pure una colazione decente all’autogrill BP di Swakopmund, qualche minuto per scambiarci impressioni sulle diverse esperienze delle ultime ore con i 6 rimasti e subito ripartiamo.

La strada di oggi è facilissima, a Walvis Bay prendete per l’aeroporto verso la duna 7 di ieri, poi sempre dritti e presto all’asfalto si sostituisce lo sterrato, km e km di una noia mortale, sempre dritti, continui saliscendi, la strada si ravviva con un po’ di curve in corrispondenza del Kuiseb e Gaub pass, dopo di loro c’è la sosta di rito al cartello “Tropic of Capricorn”, e poi, tranne i guidatori, riprendete tranquillamente il vostro pisolino mattutino baciati dal sole caldo del deserto del Namib fino a Solitarie, dove ci fermiamo e ci svegliamo per la sosta pranzo. La leggendaria torta di mele non ci ha particolarmente entusiasmato perché in sostanza si tratta di un pasticcio di mele cotte, Solitarie non è un paese, e una specie di autogrill, vende souvenir, c’è un telefono, tavolini per pranzare, bagni e un distributore benzina.

Dopo il pranzo riprendiamo la C19 e poi C27, circa 70 km di buono sterrato, fino a Sesriem, dove arriviamo alle 1500 circa; secondo l’ottimistica previsione troviamo posto tenda, in una piccola piazzola delimitata da un muretto con un bell’albero al centro, il camp è già affollatissimo di turisti. Perché è importante campeggiare al camp di Sesriem? Il camp è una specie di spartiacque tra la strada normale e l’aerea Sossulvei, con due cancelli, campeggiando dentro superate il primo che apre tardi al mattino e chiude presto la sera impedendovi alba e tramonto, l’apertura del secondo, invece, è regolata a tempo sia per vedere l’alba che il tramonto.

Dopo aver montato le tende, corriamo entusiasti a Sossulvei per il tramonto dalla duna 45, il 45 sta per 45 km da Sesriem quindi basterà fare attenzione al contachilometri per trovarla; noi, invece, più entusiasti che ignari abbiamo preferito proseguire verso Sossulvei, ovvero gli ultimi 5 km di strada sabbiosa che consigliano di fare con il 4X4 o la navetta….risultato: il tramonto non l’abbiamo visto, in compenso abbiamo disinsabbiato due nostre jeep, con sudata e sforzo sovraumano e rischio di lasciarle lì, ce l’abbiamo fatta per un soffio perché stava già iniziando a fare buio.

Al ritorno al camp, meritata doccia e cena con cassa cucina, per stasera, pasta al sugo in abbondanza! Poi, solite chiacchere attorno al fuoco e buonanotte.

19 agosto, Sesriem – Sossulvei – Sesriem

Sveglia alle 0430….ma non fatevi ingannare, perché sarà la giornata più rilassante, diciamo “bucolica”. Alle 0430 perché alle 0530 siamo già all’apertura del gate del camp verso Sossulvei per l’alba sulla duna 45. Facciamo perfettamente in tempo a salire fino alla cima, faticosa di primo mattino, e il sole dobbiamo aspettarlo noi; non posso usare aggettivi negativi perché lo scenario è incantevole e un leggero vento freddo ci rabbrividisce, ma i colori dell’alba non sono gli stessi accessi del tramonto, sono più tenui, più pastello, più rosei. Dopo l’alba aspettate che il sole vi riscaldi in cima alla duna, poi non scendete a piedi ma ruzzolate!!!!!……….sarà un divertimento incredibile, inoltre ha il vantaggio che la sabbia assorbe sudore e sporcizia della pelle, e vi sentirete pure puliti dopo aver accuratamente sbattuto tutti i vestiti, ma non vi impegnate troppo perché la sabbia nelle orecchie di Sossulvei l’ho ritrovata ancora i primi di settembre…..!!!!!

Dopo la 45, alle 0830 andiamo a Sossulvei, alla fine della strada praticamente; anche oggi, memori dell’insabbiamento di ieri, decidiamo giustamente di riprovarci ed evitare la navetta troppo costosa; infatti siamo molto più bravi, abbiamo imparato, e su 4 solo una rimane lievemente insabbiata, ma il problema si risolve in pochi minuti.

Arrivati alla fine, sistemiamo le jeep a riccio intorno ad un albero, scarichiamo tavolino, fornelli e caffettiera per la seconda colazione, ancora più buona della prima perché imprevista. Qualcuno dorme, qualcuno passeggia, scatta foto, scala le dune attorno oppure rimane semplicemente a conversare attorno al tavolino; tutti insieme ci ritroviamo lì per il pranzo, l’acqua bolle in un paio d’ore ma noi abbiamo tutto il tempo per scaricare tutta lo stress e la fretta dei giorni precedenti, si parla a braccio di qualunque cosa, in un atmosfera simile alla “colazione sull’erba”. Ombra, leggero venticello, uccellini a pizzicare i nostri avanzi, un contorto albero che ci ripara, sono così calmo che mi appisolo sulla sedia.

Il sogno finisce alle 1615, dobbiamo ritornare per il tramonto alla duna 45, causa l’ultimo insabbiamento arriviamo giusto in tempo, il sole cala velocissimo, un arancione accecante ed ombre sempre più allungate fino a diventare loro stesse il buio; ho la prima sensazione che il viaggio è quasi finito.

Ingrati, rifiutiamo l’utilizzo della cassa cucina, e cena al lussuoso “Sossulvei Lodge”, appena fuori il camp di Sesriem sulla sinistra: il ristorante offre un buffet grandioso, c’è così tanta roba che confonde e insieme a noi, che siamo gli ultimi ad alzarci dai tavoli, (ultimi perché per ultimi ci hanno permesso di sederci) mangiano anche gli sciacalli e il magrissimo guardiano al gate di Sesriem che ha promesso di aspettarmi fino alle 2330.

20 agosto, Sesriem – Rehoboth – Windhoek

Oramai non c’è più nessuna meta da raggiungere, nessuna aspettativa, solo il ritorno diretto a Windhoek per le pratiche varie di restituzioni e l’aereo che domani ci porterà via.

Partiamo lo stesso presto perché è importante arrivare a Windhoek per l’ora di pranzo, riforniamo a Sesriem e poi via; la strada che avevo in mente era questa: da Sesriem C27 verso sud, poi svolta a sx per la D845, poi incontrando la C19 a sx e subito dopo a dx per la D854 fino a Bullsport….fino a qui arriviamo anche noi, ma una macchina prosegue dritta per la C14 senza girare 200 m sulla destra per la D1206 fino a Reitog quindi MR47 fino alla C24. Cosicché noi siamo costretti ad inseguire l’auto ed incontriamo la C24 al bivio con la C14, allunghiamo una 40 di km più i tempi di attesa. Poi la C24 porta dritta alla B1, la strada asfaltata, arteria che taglia longitudinalmente tutto il paese. Poco prima dell’asfalto, ironia della sorte, l’ultima foratura sempre alla stessa jeep, europcar naturalmente!! A Windhoek arriviamo precisi per il pranzo, e consumiamo le ultime scorte di scatolame vario sui tavolini del bordo piscina al “Chameleon”.

Dopodichè faccio l’inventario di tutto il materiale da campeggio da restituire e lo carichiamo su un’unica jeep che guido io, poi ciascun guidatore provvede al lavaggio del proprio mezzo. Quindi ci disperdiamo per la capitale, l’appuntamento è per la cena.

In ordine, riconsegno il materiale alla “Camping Hire”, la procedura è velocissima, la signora controlla solo che ci sia tutto; poi lavaggio auto, ci vogliono circa 40 min,; faccio riparare l’ultimo pneumatico forato ed infine sono libero per una birra fresca al centro di Windhoek.

Sinceramente sono stanchissimo e speravo (poiché avevo demandato agli altri la prenotazione del ristorante) che il ristorante fosse vicino, senza prendere auto, e sorpresa delle sorprese, le ragazze stanno organizzando la cena proprio al “Chameleon” usufruendo della cucina, c’è da rimanere in pantofole !!!! A questo punto devo ricordare il pollo al limone e la pasta alle melanzane, piatti squisiti, un’altro grazie alla cuoca Alessandra. Il dopocena lo passiamo sul divano a guardare una videocassetta, “Full Monthy” credo che era perché mi addormento quasi subito.

21 agosto, Windhoek – aeroporto Windhoek – voli

Sveglia senza orario, l’importante è partire alle 1000. Mangio l’ultima spalmata di burro di arachidi e cafè, poi tranquillamente mi fumo una sigaretta al bordo piscina mentre un tiepido sole mi riscaldava.

Riforniamo le jeep prima di partire per l’aeroporto, dove arriviamo dopo 30 min., delle procedure Hertz ed Europcar vi ho già parlato. Aspettiamo il volo, programmiamo il raduno, scriviamo gli indirizzi sulla lonely planet, spendiamo e cambiamo gli ultimi N$ rimasti……solite cose di fine viaggio; i voli sia per Johannesburg che per Francoforte sono regolari.

22 agosto, Francoforte – Roma o Milano

Di primissima mattina in terra tedesca il gruppo si divide per le due diverse destinazioni.

 

 

Alessio Quatrini ideatore e inventore di “Ospiti in Africa”: contattatemi sul sito, su Facebook, sul cellulare, dove volete, sarò sempre disponibile e felice di potervi aiutare.

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