India, perle e polvere

La frase più classica che ci si sente dire è: “l’India o la ami o la odi”.
Dobbiamo dire che per noi non è stato così.

Per certi versi la parte di India che abbiamo visitato ci ha meravigliati, per altri ci ha delusi, ma non possiamo dare un giudizio così drastico da schierarci dall’una o dall’altra parte.
Eravamo già stati in Asia e ci eravamo innamorati dei popoli gentili e sorridenti del Laos e della Cambogia…forse ci aspettavamo di trovare la stessa atmosfera.
È stato così solo in parte.
Abbiamo sicuramente incontrato molte persone estremamente gentili e ospitali, che non dimenticheremo mai. In qualche caso invece abbiamo avuto l’impressione di essere visti come polli da spennare.
Ricorderemo sempre la coda per entrare al Tempio d’oro, gli aquiloni nel cielo di Mandawa, la gentilezza della famiglia di Agra e il calore del capodanno a Udaipur, ma non potremo scordare le immagini delle tante persone che vivono ai bordi delle strade, l’indifferenza con cui si scavalcano le persone riverse a terra (probabilmente morte). Non dimenticheremo gli occhi di quella donna-bambina che, invece di giocare, portava in braccio un neonato, sicuramente il figlio, e stava seduta a bordo strada cercando di vendere qualcosa.
È stato un viaggio lungo, abbiamo riempito lo sguardo di meraviglie e di estrema povertà, la testa di storia, miti, religioni e di clacson e caos. Abbiamo visto gli aspetti migliori e quelli peggiori di una cultura completamente diversa dalla nostra, abbiamo visto la ricchezza contornata dalla miseria, che rappresenta la quotidianità per migliaia di persone.
Un viaggio intenso, ricco di emozioni. Un viaggio che non può lasciare indifferenti, che fa riflettere.
Un bagaglio umano e culturale che ci porteremo dietro per sempre…ciò che noi definiamo “viaggio”.

Informazioni utili:ok:

HOTEL (caratteristica comune di tutti gli hotel, il freddo. Non hanno riscaldamento e di notte la temperatura scende parecchio):

Amritsar: Hotel Akaal Residency, pagato 1675 rupie a notte in executive room.
Camera pulita, abbastanza grande, ottima posizione. Non ha ristorante. Wifi gratuito.

Mandawa: Hotel Shekhawati, pagato 1200 rupie a notte in camera standard.
Camera spartana ed essenziale, staff gentilissimo, ottima posizione. Ristorante in terrazza, ottimo.

Bikaner: Hotel Harasar Haveli, pagato 1650 rupie a notte in camera deluxe con colazione.
Camera spaziosa, comoda, posizione un po’ decentrata, è necessario spostarsi in auto o tuk tuk. Ristorante in terrazza e al piano terra, buono. Internet disponibile su pc dell’hotel.

Jaisalmer: Hotel Rajmandir, pagato 2500 rupie a notte in camera deluxe con colazione.
Camera spaziosa, pulita e con vista sulla città, posizione fantastica all’interno del forte. Non ha ristorante.

Jodhpur: Hotel Haveli, pagato 2250 rupie a notte in heritage room con colazione.
Camera spaziosa, con vista magnifica sul forte, posizione ottima vicino al Clock Tower. Ristorante in terrazza.

Udaipur: Mewar Haveli, pagato 1630 rupie a notte in doppia superior.
Camera piccolina, curata e pulita, posizione ottima vicino al lago. Ristorante in terrazza, buono. Wifi a pagamento.
Udaipur: Pratap Bhawan, 1630 rupie a notte in doppia superior.
Camera spaziosa, vicino al Mewar haveli. Staff gentilissimo. Internet disponibile su pc dell’hotel.

Bundi: Shivam Guesthouse, pagato 450 rupie a notte in camera standard.
Camera essenziale, buona posizione in città. Wifi gratuito.

Pushkar: Green Park hotel, pagato 1800 rupie in camera super deluxe.
Avevamo prenotato l’hotel Kanhaia Haveli chiedendo una deluxe room, volevano rifilarci un tugurio allo stesso prezzo della deluxe perché avevano troppe prenotazioni.
Ce ne siamo andati e abbiamo cercato un altro hotel, il Green Park.
Camera enorme, un po’ decentrato.

Jaipur: Hotel Pearl Palace, pagato 1200 rupie a notte in camera deluxe.

Camera spaziosa e pulita, buona posizione anche se per muoversi è necessario usare l’auto o il tuk tuk. Ristorante in terrazza ottimo. Wifi a pagamento.

Agra: Heritage Home, pagato 1200 rupie a notte con colazione.
Camera spaziosa e pulita, gestori gentilissimi, wifi gratuito. Decentrato, necessario spostarsi in auto. Cena preparata dalla famiglia, ottima.

Delhi: Hotel Hari Piorko, pagato 1500 rupie a notte.
Camera spaziosa, molto rumorosa. Ottima posizione vicino alla stazione. Wifi gratuito. Ristorante buono.

RISTORANTI :

Amritsar: abbiamo mangiato in un ristorante lungo la via principale, vicino al Golden Temple.

Passeggiamo nelle strette vie del forte tra i tanti negozietti di artigianato, pashmine, vestiti e quant’altro.

Il giorno dopo ci svegliamo presto per visitare i templi giainisti. Meglio andarci appena aprono per riuscire a vederli relativamente vuoti.
Questi 5 templi, costruiti tra il XII e il XV secolo in arenaria gialla, sono bellissimi. All’interno ci sono centinaia di colonne, decorate splendidamente, e statue nei corridoi che circondano gli altari. Jaisalmer ci sta sorprendendo.
Prendiamo un tuk tuk e ci facciamo accompagnare alle principali Haveli della città, decidiamo di non entrare. Sono bellissime da ammirare da fuori, mentre dentro non c’è praticamente nulla se non negozi.
Nel primo pomeriggio il nostro autista ci porta a vedere Gadi Sagar, un lago artificiale che rappresenta il rifornimento idrico della città. Il lago è circondato da scalinate e da un bel palazzo, in mezzo all’acqua ci sono alcuni tempietti che si possono raggiungere in barca.

Infine, deserto del Thar. Ci vuole circa un’ora da Jaisalmer per raggiungere Khuri, da dove partono le gite a dorso di dromedario.
Paghiamo circa 30 euro in due per fare il giro al tramonto. I ragazzi che ci accompagnano ci portano sulle dune e ci lasciano lì dicendo che verranno a prenderci dopo il tramonto, siamo un po’ scettici visto che vuol dire aspettare due ore e visto il livello di foschia (o polvere) che difficilmente ci farà apprezzare lo spettacolo del sole che va a dormire.
A qualche centinaio di metri altre persone, parecchie…ci avviciniamo verso la folla. Decine e decine di turisti e locali venuti apposta per vedere il tramonto…e per finire…bancarelle! Non ci possiamo credere! Siamo nel deserto più affollato del mondo! Sarà passato un quarto d’ora da quando abbiamo lasciato i dromedari…ma vogliamo già tornare indietro. Siamo molto delusi, forse anche perchè siamo stati da poco nel Sahara, dove abbiamo potuto ammirare il tramonto e l’alba nel silenzio più totale del deserto.


Tornati al campo base, paghiamo e torniamo a Jaisalmer.

30 dicembre

Siamo di nuovo in viaggio.
Salutiamo la bellissima Jaisalmer e partiamo alla volta di Jodhpur.

Ci sistemiamo in un hotel vicino alla Torre dell’Orologio e andiamo a visitare il forte Mehrangarh. Si tratta di una delle più vaste roccaforti dell’India, costruito sulla cima di una collina nel 1459 da Rao Jodha, il sovrano cui si deve anche la fondazione della città di Jodhpur. Le mura che circondano il complesso hanno un’altezza di 36 metri e sono spesse 21 metri. All’interno si trova un museo con collezioni di strumenti musicali, miniature e portantine regali. Ci si perde tra stanze e cortili, ammirando i decori e i dettagli di queste architetture.

Attorno al forte si sviluppa tutta la città…ovviamente un caos! La parte più antica è caratterizzata da case dipinte di azzurro. Un tempo solo le case dei bramini (i sacerdoti induisti) erano dipinte in blu cobalto, ora questa usanza si è estesa a tutti.

Visitiamo anche il Jaswant Thada, un mausoleo in marmo bianco costruito nel 1899. All’interno si trova una galleria con ritratti dei sovrani di Jodhpur.

Torniamo in città e iniziamo a girovagare per le vie e i mercati. Ci rapisce in particolare lo Spice Paradise, gestito da una gentilissima ragazza. Qui compriamo diversi prodotti ayurvedici e alcune spezie. La ragazza dà anche lezioni di cucina e ci prepara uno squisito thè masala! Davvero ottimo!
Dopo l’ottima cena, torniamo in hotel, dalla nostra stanza si vede il forte illuminato. Che meraviglia!

31 dicembre – 1 gennaio

Lasciamo Jodhpur alla volta di Udaipur. Prima però facciamo due tappe.
Prima sosta a Ranakpur, dove si trova il tempio di Adinath del XV secolo, il più grande santuario giainista e uno dei cinque templi più sacri dell’India. All’interno 1444 colonne scolpite, una diversa dall’altra, sorreggono cupole e torri. Infine le statue, ce ne sono centinaia!


Lasciato il meraviglioso tempio, facciamo una deviazione per il forte di Kumbhalgarh.
Si attraversano piccoli villaggi, la strada è un susseguirsi di curve, ci mettiamo quasi un’ora ad arrivare.
Il forte è una costruzione imponente che domina valli selvagge a perdita d’occhio. Le mura sono lunghe ben 36 chilometri (terze al mondo per lunghezza dopo la muraglia cinese e le mura di Gorgan in Iran). L’area comprende, oltre al castello, centinaia templi, Hindu e giainisti.
Il motivo principale per visitare questo luogo è la vista che si estende per decine di chilometri sulle montagne della catena di Aravalli, purtroppo la giornata, come sempre, è nebbiosa e quindi non si può godere granché dello spettacolo.
Arriviamo finalmente a Udaipur. Lasciati i bagagli in camera, passeggiamo nelle viuzze colorate di negozi.
Girovaghiamo un po’ ed è già ora di cena! E’ la vigilia di Capodanno, alcuni ristoranti sono pieni, decidiamo di mangiare nel ristorante dell’hotel Mewar Haveli. Dall’ultimo piano si gode di una vista spettacolare sul lago e sul resto della città illuminata a festa per l’arrivo del nuovo anno!
Mangiamo il dal, delle patate tandoori, il riso buryani e il chapati…squisito!
Finito di cenare, torniamo nel nostro hotel, i proprietari sono in terrazza con la famiglia a festeggiare, ci invitano a restare con loro per aspettare la mezzanotte e vedere i fuochi d’artificio!
Allo scoccare della mezzanotte, ci scambiamo gli auguri con tutta la famiglia e restiamo un po’ in terrazza a guardare i fuochi che illuminano la città.
Un bel capodanno.

Il primo giorno del 2012 andiamo a visitare il City Palace, il più grande del Rajastan, entriamo all’apertura quando non c’è ancora troppa gente. Prendiamo una guida che ci accompagna nella visita e ci racconta la vita all’interno del Palazzo.

Nel lago, di fronte al City Palace, ci sono altri due bellissimi palazzi: il Jag Niwas, conosciuto come Lake Palace, adibito ad albergo (uno dei migliori dell’India) e il Jag Mandir, quest’ultimo immerso in un bel giardino e utilizzato come location per feste e matrimoni, che chiunque (se lo possa permettere) può affittare per più giorni.

Usciti dal City Palace andiamo ad imbarcarci per visitare Jag Mandir. Dalla barca ci godiamo la città da un altro punto di vista, col suo imponente Palazzo riflesso sull’acqua.

Tornati nel caos cittadino, ci incamminiamo verso il Jagdish Temple e poi alla Bagore Ki Haveli che si trova sulle sponde del lago.

Finiamo la giornata tra i negozietti, dove compriamo ancora qualche prodotto ayurvedico e dell’argento.

2 gennaio

Salutiamo Udaipur e partiamo alla volta di Bundi…passando per la Transilvania! Lasciata la città percorriamo tre ore di nebbia densissima…non si vede assolutamente nulla!
Le strade in questo tratto sono particolarmente sconnesse e malridotte. Sembra un viaggio infinito!
Facciamo una tappa a metà strada a Chittorgarh. Si tratta di un complesso enorme, visitiamo solo alcuni punti di interesse, il Forte, un palazzo di cui restano solo delle rovine e la Torre della Vittoria.
Ripartiamo alla volta di Bundi.
Una volta arrivati lasciamo i bagagli in guesthouse e andiamo a visitare il palazzo e il forte.
Percorriamo la ripida salita che porta fino all’ingresso del palazzo, arriviamo in cima alla collina esausti! Il palazzo è bello, peccato che sia trascurato.
Bello il panorama dal terrazzo sulla città, risaltano le case color blu cobalto.


Tentiamo la “scalata” al forte, il sentiero è quasi inesistente e lungo il cammino incrociamo tantissime scimmie.
Concludiamo la giornata con una passeggiata per la cittadina, tanto tranquilla quanto malridotta.

3 gennaio

Lasciamo Bundi e ci immergiamo di nuovo nella nebbia. Destinazione Pushkar, la città del lago sacro. Prima di arrivare, ci fermiamo ad Ajmer per vedere la moschea E-Sharief Dargah. Dopo La Mecca, il più importante luogo di culto per i musulmani…e la folla che incontriamo sembra darcene conferma.
Pushkar è una città dove la sacralità e la devozione dei fedeli si scontra con i numerosi negozietti e ristoranti ad uso turistico. Visitiamo il tempio di Brahma e scendiamo sulle rive del lago, evitando i sedicenti sacerdoti che cercano di rifilarti dei petali per la Puja (preghiera) e da cui siamo stati messi in guardia dal nostro autista.
Ci sono 52 “vasche” dove i fedeli possono bagnarsi nelle acque sacre.

Mentre osserviamo il lago e le scalinate, si avvicina un anziano signore che ci racconta la storia di Pushkar.
Secondo la tradizione dalla mano di Brahma cadde un fiore di loto e dai petali del fiore sgorgò l’acqua che diede origine al lago di Pushkar.

Ringraziamo il gentile vecchietto e passeggiamo un po’ tra i negozietti.


4-5 gennaio

Arriviamo a Jaipur, capitale del Rajasthan, soprannominata la città rosa per via delle costruzioni in pietra arenaria rosa.
Jaipur è una città caotica. Il rumore del traffico, dei clacson, non si interrompe mai.
Amarjeet ci porta un po’ in giro. Passiamo dalla zona centrale e fotografiamo il famoso Palazzo dei Venti, Hawa Mahal, uno dei simboli di Jaipur, costruito nel 1799 per permettere alle dame di corte di osservare la strada sottostante dalle 953 finestre senza essere viste.

Uscendo un po’ dalla città, sulla strada verso l’Amber Palace, ci fermiamo a vedere il Jai Mahal, un palazzo costruito su un isolotto di un lago. Infine visitiamo ancora il Birla Temple, un tempio moderno di marmo bianco.
Il giorno successivo andiamo all’Amber Palace, ci facciamo accompagnare dall’autista fino all’ingresso del palazzo e lasciamo perdere la salita a dorso di elefante…ci fanno troppa pena quei poveri animali che fanno tutto il giorno avanti e indietro.
Entriamo nel grandissimo cortile interno e decidiamo di prendere una guida per apprezzare meglio la visita.

Si susseguono cortili, giardini, fontane e palazzi magnifici, il più bello è il Diwan-i-Khas, il palazzo degli specchi, così chiamato per le incredibili decorazioni fatte con vetri e specchi e arricchite di oro e argento.

Si passa poi nella zona che una volta era riservata alle donne, un labirinto di stanze, hammam e corridoi.
Questo palazzo è una vera perla, secondo noi il più bello del nostro viaggio, assolutamente da vedere!
Torniamo in città e andiamo a visitare il complesso City Palace, residenza attuale del Marahaja. All’interno ci sono palazzi, collezioni e cortili. Bella visita, anche se non particolarmente interessante. Usciti dal City Palace andiamo all’osservatorio astronomico, Jantar Matar, dove si possono vedere degli strumenti astronomici inventati per diverse misurazioni.
Girovaghiamo ancora un po’ per la città prima di tornare in hotel.

6-7 gennaio

Dobbiamo percorrere 230 km per arrivare ad Agra, con qualche tappa.
La prima fermata è subito fuori Jaipur, vorremmo vedere il Monkey Temple…Amarjeet ci lascia ai piedi di una collina, la strada per arrivare al tempio si può percorrere solo a piedi. Superiamo una porta, intorno a noi è pieno di animali. Mucche, capre, tantissime scimmie, maiali…la strada è ricoperta da uno strato di qualcosa di non ben definito (anzi…purtroppo è molto ben definito…)! Si affonda con i piedi e l’odore è nauseabondo. Desistiamo. Rimontiamo in macchina.
Seconda tappa a Fatehpur Sikri, a pochi kilometri da Agra. Visitiamo il forte, costruito verso la fine del ‘500 in pietra arenaria rossa. Ci sono diversi palazzi e cortili e, all’esterno, una moschea, un’opera molto sacra per i musulmani.

Arriviamo ad Agra e dobbiamo discutere con il nostro autista che non vuole lasciarci alla guesthouse che abbiamo prenotato. Alla fine abbiamo la meglio.
Veniamo accolti dai proprietari come dei figli!
La cena è squisita…tanto che Enzo esagera e fa indigestione…di lenticchie, patate e chapati.
Il mattino alle 6.30 usciamo, sembra non esserci troppa nebbia, andiamo al Taj Mahal, un monumento all’amore, edificio funerario fatto costruire dall’imperatore per la moglie morta di parto.


Si entra alle 7, quando il cielo inizia a schiarire e dentro non ci sono ancora troppe persone.
Il Taj Mahal si presenta a noi avvolto da un leggero velo, dandoci l’impressione di essere quasi irreale. I primi raggi di sole sono deboli e si perdono nella lieve foschia. Non è la luce ideale per ammirare tutto lo splendore del mausoleo, ma, come detto, questa atmosfera è quasi magica.

Giriamo un po’ per il sito e fotografiamo il monumento da tutti i punti.
L’unica
nota negativa è la mancanza di acqua nelle vasche del bellissimo giardino. E’ giorno di pulizia. Non possiamo così godere de riflesso del Taj…un motivo per tornare!
Torniamo in guesthouse per la colazione e quindi usciamo per visitare l’ultimo forte di questo viaggio, il Red Fort di Agra.
Facciamo un giro veloce, è un forte molto bello…ma oramai ne abbiamo visti talmente tanti che ci risulta un po’ monotono.
Torniamo in guesthouse presto anche perché Enzo non si sente per niente bene, infatti ha la febbre!

8-9 gennaio

Salutiamo i fantastici signori della guesthouse e ci dirigiamo verso Delhi.
Passiamo l’ultima giornata in giro per questa città dai grandi contrasti. Passiamo dai mercati popolari ai palazzi governativi. Realtà diverse nella stessa cornice di caos e odori.


Arriva così il giorno della partenza, è ora di tornare alla nostra realtà e salutare questo paese.
Arrivederci!

Cry e Enzo

:rose:

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Ci sono 21 commenti su “India, perle e polvere

  1. un bel viaggio con ottimi suggerimenti e indicazioni , foto molto belle e suggestive , Cri ed Enzo :bacio: siete bravi nel vostro modo di viaggiare e nel riportare il tutto :serenata:
    quanto al ‘india che dire , non ci sono ancora stata , non so se l’amero’ o odiero o semplicemente come voi saro’ felice di aver fatto un’esperienza nuova e particolare di viaggio , sicuramente ricca e interessante :sorridente:

  2. Partirò per l’India a ottobre in viaggio di nozze. Il nostro viaggio sarà molto simile al vostro anche se escluderemo Udaipur, Bikaner e Jaisalmer per includere Varanasi e il Ranthambore Park.
    Le vostre bellissime foto mi hanno fatto venire una voglia matta di partire. Leggerò dettagliatamente il diario per ricavarci più info possibili!
    Grazie mille!

  3. Viaggio stupendo e intenso..leggere i vostri diari è sempre un piacere..avete visitato i luoghi più belli del mondo..e per questo prendo ispirazione dai vostri diari per le mie mete (purtroppo future)..complimenti :sorridente:

  4. L’ho letto subito Cry…ho iniziato e poi scorreva talmente bene che l’ho finito:wink:!
    E’ stato un viaggio faticoso mi pare, con tanti spostamenti in auto , pero’
    ne è valsa la pena a quanto pare…
    PS: Il deserto piu affollato del mondo??..che ridere….
    e la città con il forte bellissima!!
    :clap::clap:

  5. questo diario… mi ricorda qualcosa… ah si… ci sono stata anch’io 2 mesi fa! :laugh:

    tornando seri, devo dire che condivido molte delle tue opinioni al riguardo, anche noi abbiamo incontrato persone gentili, abbiamo apprezzato molti bei sorrisi, dall’altro lato abbiamo visto un modo di vivere, abitudini, e modi di pensare molto, molto lontani dai nostri.
    Purtroppo spesso, abbiamo avuto la sensazione di essere dei “bancomat ambulanti”, molte persone che si sono avvicinate a noi per parlare, con modi gentili, alla fine avevano solamente il fine di venderti qualcosa o di portarti in qualche negozio.
    Il capitolo ” Pashmine” poi… ci sarebbe da scrivere un trattato…
    Avevo valutato anch’io Amristar, ma poi ho pensato che fosse troppo faticoso… per noi “vecchietti”, avendo aggiunto rispetto al tuo itinerario anche Orccha, Kajuraho, Varanasi e Mumbaii.
    Complimenti per le belle foto e per la descrizione scorrevole! :clap:

  6. Si penso che l’India sia uno dei paesi piu’ particolari e contrastanti del mondo.

    Mai dire mai come si dice, ma non penso che la visitero’, in compenso il vostro diario e le vostre foto come sempre super mi hanno dato delle belle emozioni!

    Ciao ragazzi! Bravissimi! :clap:

  7. Ho finalmente avuto tempo per leggere il tuo diario…informazioni utilissime e descrizione e foto “come al solito” ottime!:rose:
    Questa terra mi attrae e mi respinge allo stesso tempo e forse la tua bellissima e non casuale frase “...è il deserto più affollato del mondo…”:clap:, la dice tutta sui sentimenti contrastanti che ogni viaggiatore si porta dietro al rientro dall’India!

  8. La sensazione “bancomat ambulante” non è prerogativa della sola India, purtroppo, ma certo è che in alcuni luoghi, tipo Agra, raggiunge i massimi livelli..
    Mi spiace, Cri, per la tua affollata esperienza nel deserto, ti assicuro che i posti dove rimanere in solitudine ci sono, anche in piena alta stagione come a Natale e Capodanno, anche con le gite del pomeriggio… che peccato..

    Un bagaglio umano e culturale che ci porteremo dietro per sempre…ciò che noi definiamo “viaggio”.
    Da citazione!

  9. grazie ragazze per i vostri commenti…. :bacio:
    @Cri hai proprio ragione…purtroppo siamo considerati bancomat ambulanti in tantissimi posti…

    ti assicuro che i posti dove rimanere in solitudine ci sono

    ne sono sicura…infatti ci tornerò per trovare quei posti e per conoscere meglio la gente :-)…
    vorrei tanto vedere altre zone e magari vivere di più in mezzo alle persone… ci tornerò di sicuro :ok:.

  10. Complimenti,bellissimo diario e foto meravigliose!:clap:Sicuramente l’India e’un paese che trasmette emozioni molto forti,tante realta’e tanti contrasti ed e’molto affascinante culturalmente,conosco diverse persone che hanno visitato l’India,e l’hanno definito un posto che ti entra dentro al cuore e alla testa un posto che ti fa pensare,un esperienza forte e allo stesso tempo indimenticabile…e dalle tue parole leggo le stesse emozioni:serenata:

  11. Un grande viaggio, ben raccontanto e corredato da bellissime fotografie.
    Mi ha riportato alla mente le sensazioni di un viaggio simile che ho fatto ormai quasi sei anni fa: le meraviglie architettoniche, i colori, gli odori, le notti fredde in albergo e anche la fatica nell compiere quella esperienza, per la quale però ripartirei anche ora!
    Complimenti!:ok:

  12. per me e’ come entrare in libreria e comperare un libro di rollins…..
    so gia’ che la lettura difficilmente mi deludera’.

    ancora una volta complimenti per aver messo in lettere le vs senzazioni e ad enzo
    per avergli dato vita con le su bellissime immagini

    :clap::clap:

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