Seychelles e Dubai: perfezione della natura e dell’uomo a confronto

L’idea di questo viaggio ci è venuta nell’occasione del nostro 10° anniversario di matrimonio (anche se è stata solo una scusa… io e mio marito Andrea siamo due zingari e abbiamo già fatto diversi viaggi di nozze da allora…..).

In questo mio racconto non voglio dilungarmi in considerazioni personali, ma solo dare il maggior numero di consigli pratici per chi volesse intraprendere la nostra stessa avventura.

Ecco in sintesi cosa vi servirà sapere:

Periodo di Viaggio
Abbiamo scelto come periodo per la nostra vacanza la fine del mese di aprile, considerato il migliore per le Seychelles (per Dubai, siamo al limite per la sopportazione del caldo, che ai primi di maggio raggiunge già i 41°C con un discreto tasso di umidità, nonostante ve lo venderanno per caldo secco).
Dopo 7 giorni a Praslin (dal 21 al 28 aprile) abbiamo approfittato dello scalo a Dubai per fermarci qui 3 giorni (dal 29 aprile al 1° maggio) e spezzare il viaggio di ritorno.

Voli
Partiamo il 20 aprile 2012 con un volo serale di Emirates da Milano Malpensa Terminal 1, destinazione Mahè, con scalo obbligato di due ore a Dubai, che vi voleranno in quanto c’è molto da vedere in aeroporto. Il volo notturno da Milano a Dubai è durato 6 ore, 2 ore di scalo e poi altre 4 ore e 40 minuti da Dubai a Mahè.
Purtroppo l’occasione del volo diretto di 9 ore ci è sfumata con il fallimento di Air Seychelles proprio in questi mesi, ma da aprile 2012 la compagnia Blu Panorama (che non brilla per comodità e servizi) ha inserito un charter diretto dall’Italia con partenze settimanali di martedì.

Attenzione per chi vola con Ethiopian Airlines: si fa scalo ad Addis Abeba che è considerata area endemica per la febbre gialla, quindi una volta arrivati alle Seychelles, vi obbligheranno a presentarvi in ospedale per un controllo medico (a meno che non abbiate con voi un certificato di vaccinazione).

Il volo Emirates è una garanzia di qualità e puntualità: in perfetto orario, anche se i posti dell’economy non sono poi così larghi come dicono. Alla partenza vi verrà offerta una spugna calda inumidita e profumata per rinfrescarvi e ai bimbi daranno un giochino. Il pasto è personalizzabile online prima della partenza (vegetariano, per diabetici, per celiaci, poche calorie, solo frutta, ecc.) ed è preceduto in volo da un menu stampato e consegnato agli ospiti. Inoltre, se prenoterete il pasto speciale, verrete serviti per primi.

Fuso Orario
Alle Seychelles il fuso orario in questo periodo è di 2 ore in più rispetto all’Italia.

Telefonare dalle Seychelles
Arrivati all’aeroporto di Mahè, abbiamo acquistato una sim locale per il telefonino, gestore Cable & Wireless, pagandola € 1,50. La sim è ricaricabile, quindi potete caricare quanti soldi volete. Ci sono inclusi anche 30 sms gratuiti. Abbiamo caricato 30 euro e abbiamo telefonato molto in una settimana, avanzando circa metà del credito. Per conoscere il credito residuo con Cable & Wireless bisogna digitare 109. Invece, la sim del gestore Airtel non è ricaricabile, ma si acquista prepagata.

Il prefisso telefonico per chiamare alle Seychelles è 00248 + numero di telefono (non esiste prefisso locale). Per chiamare l’Italia dalle Seychelles bisogna fare lo 0039 + prefisso (con lo zero davanti) + numero di telefono.

Aeroporto di Mahe’
Per chi volesse consumare un pasto all’aeroporto di Mahe, sappiate che l’unico ristorante esistente si trova fuori sotto la tettoia, prima dei banchi check-in. Una volta entrati dentro, ci sono solo negozi e duty free.

Un consiglio per un souvenir originale: dentro all’aeroporto, una volta entrati dopo aver fatto il check-in per il volo di rientro, c’è uno stand che vende dei buonissimi profumi locali, per uomo e per donna. Ogni profumo ha il nome di un’isola delle Seychelles (Praslin, Mahè, La Digue, Felicité, Silhouette e altri) e sono davvero buonissimi. Costano euro 25 per 30 ml e 35 euro per 50 ml. I miei preferiti per donna sono il Seychelles 30 ml e il Praslin 50 ml.

L’Isola di Praslin
La nostra scelta dell’isola di destinazione è caduta su Praslin, in quanto molto più selvaggia di Mahe, anche se quest’ultima possiede strutture di lusso e spiagge di grande bellezza. La Digue la visiteremo in escursione giornaliera.

Trasferimenti in Traghetto
Per raggiungere Praslin da Mahè abbiamo preso il traghetto della compagnia CatCocos (http://www.catcocos.com/) prenotando la corsa via mail all’indirizzo [EMAIL=reservation@catcocos.com]reservation@catcocos.com[/EMAIL]. La CatCocos mette a disposizione gratuitamente una navetta dall’aeroporto al porto che parte circa un’ora prima della partenza del traghetto. Basta recarsi fuori dall’aeroporto, attraversare la strada e aspettare sotto la tettoia di fronte. In alternativa, si può prendere un taxi con 20 euro.
Una volta arrivati al porto, con la stampa della prenotazione si va all’ufficio CatCocos per il pagamento e l’emissione dei biglietti. La traversata Mahe-Praslin e ritorno costa €86 a testa. I posti sono tutti a sedere, c’è un bar all’interno e il locale è climatizzato. Se volete state al piano di sopra all’aperto, dovete dirlo all’acquisto del biglietto, altrimenti non vi faranno salire. Esiste anche una prima classe con supplemento con imbarco privilegiato (ma, a mio parere, non vale davvero la pena). Il tragitto dura 1 ora e può essere molto movimentato. Prevedere una pastiglia per mal di mare.

Strade e auto a Noleggio
Per girare a Praslin, è quasi obbligatorio affittare un’auto, in quanto le varie spiagge distano molto l’una dall’altra e perché i mezzi pubblici non sono molto affidabili in puntualità, e attendere il passaggio del bus per delle mezz’ore sotto il sole cocente non è proprio il massimo della vita. Inoltre, il bus non vi porterà sempre all’ingresso della spiaggia, ma spesso dovrete fare molta strada a piedi.

Per il noleggio dell’auto consiglio senza riserve la Morelo rent-a-car, Anse Volbert Tel. +248-2585800 / 2777111 mail: [EMAIL=morelocars@gmail.com]morelocars@gmail.com[/EMAIL]. Auto nuova (Hyundai i10 5 porte, cilindrata 1.2, clima, cambio automatico) a 35 € al giorno. Attenzione alla guida a sinistra. Le strade sono in buone condizioni, c’è pochissimo traffico, ma troverete salite e discese ripidissime, tornanti a gomito, e fate attenzione agli scoli d’acqua ai lati della carreggiata, sono molto profondi! Sulle strade di tutta l’isola non c’è illuminazione serale.

Sistemazione a Praslin
Per la nostra sistemazione abbiamo optato per una struttura alternativa trovata su internet. Si chiama Coco Bay Villa e si trova ad Anse Volbert, sulla Cote d’Or, a circa 200 metri dal mare: costa € 25,00 al giorno a persona ed è un self-catering. La pulizia delle camere e il cambio degli asciugamani viene fatto ogni 3 giorni circa, nessuno vi rifarà il letto, la colazione è self-service (viene fornito uno starting pack con un filone di pane e della marmellata). The, caffè liofilizzato e zucchero sono sempre presenti in cucina e di uso comune di tutti gli ospiti della villa. Poi bisogna lavarsi le tazze da soli. In cucina è presente un forno a microonde e un bollitore elettrico per l’acqua, padelle, posate e un bollitore elettrico per riso. Niente lavastoviglie e lavatrice. Ci siamo trovati molto bene, è stato come stare a casa e ci siamo sentiti in famiglia. La proprietaria Rosemary è una bella signora seychellese molto disponibile e cortese, è stata per noi un importante punto di riferimento e farà in modo che la vostra vacanza trascorra senza pensieri. Consiglio questa sistemazione anche per entrare in contatto le altre persone ospiti della villa, spesso stranieri, con i quali confrontarsi ed entrare in contatto con altre realtà.

La villa è di nuova costruzione (del 2009) ed ha un bellissimo giardino di palme e fiori, una fontana ed è curato direttamente da Rosemary e dai suoi collaboratori, un’amaca, una doccia esterna e dei fili per stendere la biancheria. La bellissima veranda è attrezzata con tavolo e sedie per colazione (e cena) e con sdraio per rilassarsi dopo una stressante giornata balneare.

Rosemary vi aiuterà ad organizzare le vostre escursioni, contattando direttamente strutture e organizzatori.

Pagando 15 € in più a testa al giorno, abbiamo usufruito della “mezza pensione” (bevande escluse, quelle ce le compravamo noi), costituita da una cena in veranda preparata sul posto da Rosemary. Lei cucina davvero ottime cene creole, adattandole ai vostri gusti. Cucina con molta cipolla, ma è sempre disponibile ad incontrare ogni vostra esigenza di palato. Devo dire che siamo stati felicissimi della scelta fatta, abbiamo goduto della cucina creola locale, genuina, e della compagnia di Rosemary che allietava le nostre serate con aneddoti divertenti e spiegandoci dal vivo la vita seychellese (lei non parla italiano, ma solo inglese e francese). Inoltre, Rosemary ha voluto viziarci con un delizioso the alla citronella servito dopo ogni cena, genuino al 100%, in quanto la citronella è piantata nel suo giardino e la coglieva freschissima per noi.

La Coco Bay Villa ha 4 camere con bagno privato nel corpo centrale, un salotto dotato di TV e cucina a vista di utilizzo comune e ferro da stiro in dotazione.
Le 4 camere hanno tutte l’aria condizionata, un bagno con doppia doccia in muratura, e sono provviste di adattatori di corrente.

Esiste una camera in dependance senza A/C. E’ davvero molto piccola, il bagno ha una finestra senza vetri (quindi potrebbero entrare anche degli insetti). Assicuratevi che non vi venga assegnata quella se soffrite il caldo, lì è davvero insopportabile.

INnformazioni per gli acquisti e cambio valuta
Sulla Cote d’Or, come nel resto dell’isola, non c’è nessun divertimento, la sera è tutto chiuso, sono aperti solo la gelateria da Luca e i vari ristoranti.
I negozi sulla Cote d’Or non sono a buon mercato, meglio acquistare in aeroporto. I souvenir che vanno per la maggiore sono i the alla citronella e alla vaniglia e le varie raffigurazioni del coco de mer (il seme della famosa pianta endemica delle Seychelles, che si sviluppa in 40 anni, e che costa molto per chi volesse acquistarlo. Il più economico l’ho trovato sulla Cote d’Or a 160 €).
Il the alla vaniglia più venduto è il SeyTé nella scatola arancione da 100 bustine, che trovate al prezzo più basso (44 SCR, circa 2,5 euro) nei supermercati e nelle botteghe (nei negozi di souvenir e all’aeroporto costa molto di più). Tutti i negozi e i supermercati chiudono entro le 19,30.

Sulla Cote d’Or ci sono 3 bancomat sulla via principale. Il cambio è quello corrente che applica la banca e il denaro viene erogato in valuta locale. Ad aprile 2012 il cambio era:

1 euro = 18,5704 SCR (rupie seychellesi)
1 SCR = 0,0538 euro

Attenzione ai pagamenti con carta di credito: ovunque vi applicheranno una commissione che oscilla tra il 10 e il 15%. Molto meglio munirsi di valuta locale.

People
Se siete donne, sulla spiaggia vi capiterà che alcuni rasta vi si avvicinino per proporvi “compagnia” per la nottata. Anche qui si sta sviluppando una sorta di turismo sessuale e pare che già molte donne straniere, per es. russe e francesi, vengano alle Seychelles con questo scopo.

Troverete molta gente del posto barcollante per le strade, ubriaca di una bevanda locale chiamata Baka. Si tratta di un drink fatto con frutta e verdura fermentata ma non distillata, che purtroppo sta diventando un cancro dilagante. Gli effetti sono evidenti dopo anni di abusi e portano a danni neurologici e motori.

Ristoranti
Per chi volesse consumare un pranzo veloce ed economico sulla Cote d’Or, esiste un take away dove si mangia con 2 euro (mi pare che sia di alcuni indiani), altrimenti comprare nei supermercati è molto economico. Inoltre, non mancherà mai della buona frutta fresca venduta ai bordi delle strade.

In un paio di occasioni abbiamo cenato sulla Cote d’Or. Per chi non ha problemi di budget, il ristorante la Piroghe ad Anse Volbert offre una cucina raffinata in un ambiente curato ed elegante.
Il ristorante La Goulue, invece, serve buona cucina creola a prezzi modici: con 450 rupie in due (circa 24 euro) mangerete un’ottima insalata di pesce affumicato e un hamburger con patatine, acqua e coca cola. Sono un po’ lenti ma ne vale la pena. Buona l’insalata di polipo e il filetto di pesce alla griglia (sempre 450 rupie per due persone).

Spiagge di Praslin
Anse Lazio è la nostra prima tappa a Praslin, direi che siamo partiti dal pezzo forte! Si raggiunge proseguendo verso nord-est dalla Cote d’Or seguendo l’unica strada esistente. Una volta arrivati nei pressi della spiaggia, ignorate il primo cartello di parcheggio e proseguite fino sotto costa. Vi risparmierete un’inutile camminata sotto il sole cocente.

Il fondale è degradante e di sabbia fine, nessun corallo sul fondo grazie alla mancanza di barriera corallina. Non aspettatevi il classico mare tipo piscina, non c’è laguna e quindi non è adattissimo per i bambini. Qui il mare può essere un po’ agitato, ma non esageratamente. Per noi è stato molto divertente cavalcare le onde!

Anse Lazio è la famosa spiaggia degli attacchi di squali avvenuti nell’agosto 2011. Abbiamo trovato in acqua ancora le reti antisqualo, ma la spiaggia è stata riaperta da poco alla balneazione. State comunque molto attenti e non allontanatevi troppo.

Per il pranzo ad Anse Lazio consiglio il ristorante Le Chevalier, che non è proprio a buon mercato sulle portate elaborate e sul pesce, ma potrete gustare un piatto gigante con hamburger di polipo o manzo servito con patatine fritte e insalata a 250 rupie (circa 13,50 euro) più un eccezionale frullato di frutta fresca offerto in omaggio. Vi assicuro che ci tornerete!

Qui, come in tutte le spiagge di Praslin, la marea saliva di molto al pomeriggio portando via tutta la spiaggia. In aprile c’è la presenza di alghe su quasi tutta l’isola, ma in maniera massiccia sulla costa ovest (Grand Anse, Anse Kerlan).

Da un paradiso all’altro, siamo poi approdati ad Anse Georgette, a nord dell’isola. Per arrivare qui è necessario avere un particolare permesso dal Lemuria Resort, attraverso il quale bisogna passare per arrivare alla spiaggia. Per prenotare l’accesso bisogna contattare direttamente il Lemuria qualche giorno prima (mi pare che facciano entrare una ventina di persone al giorno). Per noi ci ha pensato la proprietaria della nostra struttura, quindi abbiamo dovuto solo presentarci all’orario stabilito (l’accesso è consentito dalle 09,30 in poi).
Dall’ingresso del Lemuria bisogna proseguire a piedi attraversando il campo da golf. Ciò che nessuno dice mai è che il percorso, seppur asfaltato, è lungo e faticoso, ci sono parecchie salite ed è quasi tutto al sole. Armatevi di buon fiato e una buona crema solare. Arriverete sudaticci!!!
Ad Anse Georgette non c’è nessun ristorante, solo un ragazzo locale che vende frutta fresca su una bancarella improvvisata. Portatevi quindi da bere e qualcosa di solido da mangiare.

Una gita che mi sento di consigliare vivamente è l’escursione in barca ad Anse La Farine, a sud di Praslin, con tappa alla spiaggia dell’Emerald Cove Resort. Questa zona è raggiungibile esclusivamente in barca, ma è bastato chiedere ad un barcaiolo sulla spiaggia di Petite Anse (di nome Elibe) per farci portare per soli 200 rupie a testa (circa 11 euro).
Per arrivare a Petite Anse la strada e’ asfaltata ma molto stretta e impervia, con salite ripidissime, ma la vegetazione e’ rigogliosa e selvaggia. Anse La Farine appena prima dell’hotel Emerald Cove non è un gran che, molto bella e selvaggia quella subito dopo. Il tempo è stato variabile con un breve acquazzone. La spiaggia dell’hotel è completamente coperta di coralli morti, ma dentro si riesce bene a fare il bagno anche senza scarpette. Questo è uno dei posti più belli per lo snorkeling, ci sono razze, tartarughe, molti pesci colorati e una barriera ancora accettabile, ma non ai livelli del Mar Rosso. Portate maschera e pinne.
Qui abbiamo pranzato al ristorante del resort, aperto anche ai visitatori, e con 10 euro a testa abbiamo mangiato un ottimo burger di manzo con patatine e insalata, oppure un enorme sandwich con prosciutto cotto e formaggio, patatine e insalata o ancora un’insalata di pesce affumicato, acqua, birra e una macedonia. Alla reception c’è la wi-fi gratis per chi volesse tornare per un poco sulla terra. La marea anche qui sale di molto verso le 15, ma è possibile stare nella spiaggia dell’hotel e usare i loro lettini, nessuno dice niente. Il barcaiolo ha voluto 800 rupie (circa 44 euro divisi per 4) per tutta la giornata.

La Digue
Finalmente arriva anche la giornata dedicata all’isola di La Digue. L’escursione proposta sulla spiaggia dai ragazzi locali non è economica, molto meglio imbarcarsi al porto e prendere il traghetto con Inter Island Ferry. Non c’è bisogno di prenotare, basta presentarsi sul molo ed entrare nell’ufficio, pagare e ritirare il biglietto. La traversata Praslin-La Digue e ritorno costa € 24 a testa. Il tragitto dura 15 minuti e non è per niente movimentato. Gli orari delle corse li trovate a questo indirizzo: http://www.seychelles.net/iif/start.htm.

A La Digue i turisti possono girare solo a piedi e in bici. Le bici si possono trovare direttamente al porto e l’affitto costa 100 rupie al giorno (circa 5,5 euro). Contrattare il prezzo, perché vi spareranno di più.

Anse Source d’Argent è una delle spiagge più fotografate al mondo Per raggiungerla in bici dal porto ci vogliono 15 minuti circa e per poter accedere all’interno del suo parco protetto vi chiederanno 100 rupie a testa (circa 6 euro). Qui l’acqua è bassissima e calda, ci sono molti coralli sul fondo e ci vorrebbero le scarpette.

Proprio qui, consigliamo il pranzo al ristorante locale Le Lanbousir: i tavoli sono sulla sabbia, servono buona cucina creola e piatti abbondanti. Si mangia un buon piatto unico con 10 €.

Un’altra spiaggia segnata sulla cartina di La Digue è anse la Reunion, ma non l’abbiamo trovata degna di nota, quindi se come noi avete poco tempo, non ve la consiglio. Se, invece, resterete per più giorni, potrete anche farci una capatina.

Anse Sevère, per contro, a nord-ovest dell’isola, è davvero molto bella e selvaggia, con sabbia rosa e finissima, tipo farina, ma fondale basso, non adatto a bei bagni (acqua caldissima in aprile). Ma vi avviso, per arrivarci vi aspettano ripide salite da fare in bicicletta…..

Un’altra spiaggia rinomata è anse Coco. Noi, purtroppo, non siamo riusciti ad andarci, perché dista 3 km. da Anse Source d’Argent e la strada è davvero impervia, ma è vivamente consigliata.

Felicite’ e Coco Island
Sempre attraverso Rosemary abbiamo prenotato l’escursione alle isole di Felicité e Coco (l’organizzatore è un rasta di nome Robert) a 80 euro a testa incluso il pranzo (nel prezzo sono incluse 200 rupie della tassa d’ingresso all’isola). La traversata in motoscafo è uno spasso e dura circa una mezz’oretta.

Queste due isolette sono davvero una gemma incastonata nell’Oceano Indiano. Completamente disabitate, sono parco marino protetto e presentano le caratteristiche formazioni rocciose granitiche che contraddistinguono tutto l’arcipelago delle Seychelles. Qui farete delle magnifiche foto da cartolina! L’acqua è trasparente, le piccole spiaggette sono di sabbia bianca corallina e qui è possibile fare del buono snorkeling con le tartarughe di mare che nuotano insieme a te (attrezzatura fornita dall’organizzatore). Il pranzo da loro organizzato è davvero una chicca: vi prepareranno una tavola imbandita di frutta e verdure fresche, contornate dall’immancabile riso basmati e lenticchie, grigliando dell’ottimo job fish alla moda creola. Il tutto a bordo spiaggia (quasi pied-dans.l’eau) e abbellito da composizioni floreali. Insomma, una situazione da perfetta luna di miele!

Un’altra spiaggia meritevole di almeno una visita è Anse Consolation, all’estremo sud di Praslin. Si raggiunge superando il molo dei traghetti (provenendo dalla Cote d’Or) e proseguendo per salite e tornanti davvero tortuosi su una strada asfaltata ma stretta. E’ una spiaggia selvaggia e remota ma molto bella. Qui non ho trovato alghe e coralli, il fondale è sabbioso e degradante. Bella laguna con acque calme.

Qualche nota sul clima
Ad aprile il caldo è molto umido, portare solo canottiere e pantaloni corti. C’è pochissima escursione termica tra il giorno e la notte, non serve nessuna copertura supplementare per la sera. Temperatura di circa 35°C, acqua del mare a 30-32°C.

In generale, per tutta la vostra vacanza, portate protezioni solari molto alte. Anche chi di solito non soffre, come me che non uso mai creme, si scotterà facilmente. Il sole in questa stagione e’ davvero cattivo.

So che molti si chiederanno se alle Seychelles piove spesso. In effetti, arrivando vi accoglierà una vegetazione rigogliosa e lussureggiante, segno di abbondanti rovesci durante l’anno. Aprile dovrebbe essere il mese migliore dell’anno, in cui trovare giornate soleggiate, scarse precipitazioni e acqua limpida. Ma ormai le stagioni in tutto il mondo non seguono più le canoniche regole climatiche, quindi è possibile trovare caldo umido e qualche veloce acquazzone come è capitato a noi anche durante la stagione secca. Quindi il mio consiglio è: andate dove volete quando più vi aggrada, in quanto non è più possibile fare previsioni di alcun tipo.
In sintesi, aprile è un ottimo mese per visitare le Seychelles. In una settimana abbiamo sempre trovato giornate soleggiate e roventi, il cielo spesso attraversato da nuvole passeggere e solo in due occasioni ci siamo bagnati con rovesci improvvisi ma di brevissima durata.

Ad aprile non abbiamo trovato alcun insetto volante, nessuna zanzara o sunfly.

Presenza di alghe
Come già detto, la zona di Grande Anse a Praslin e in generale su tutta la costa occidentale, in questa stagione è penalizzata dalla massiccia presenza di alghe, ma per chi volesse soggiornarvi, posso consigliare una sistemazione con un buon rapporto qualità/prezzo, a metà strada tra la guesthouse e il lussuoso resort. Si chiama Le Relax Beach Resort ed è spesso in offerta sui maggiori siti internet (es. Expedia).

Valee de Mai
Oltre alle spiagge, non c’è molto da vedere a Praslin, ma una tappa obbligata è sicuramente la Vallée de Mai al centro dell’isola di Praslin. Si tratta di una foresta di 20 ettari, unico posto al mondo dove nasce il coco de mer (cocco di mare) allo stato naturale. Si passeggia attraverso questo parco nazionale in tutta libertà lungo sentieri guidati, oggi patrimonio dell’Unesco (entrata a pagamento, aperto dalle ore 8:00 alle ore 17:30). L’ingresso costa 20 euro a persona, che potrebbe sembrare una cifra elevata, ma metà dell’importo serve per la salvaguardia dell’isola di Aldabra. Qui il caldo è davvero torrido e umido, ma vale una visita.

L’Arrivo a Dubai e qualche info
Alle prime luci dell’alba eccoci atterrare a Dubai. Qui il viaggio comincia già dall’aeroporto, credo il più avveniristico del mondo. Dubai è una città ricca fatta per ricchi e qui è tutto molto caro. In 3 giorni abbiamo speso di più che in una settimana alle Seychelles!
Anche qui conviene munirsi di valuta locale. Ad aprile 2012 il cambio era:

1 euro = 4,8186 AED (dihram)
1 AED = 0,2075 euro

A Dubai molto è ancora in costruzione, quindi vedrete moltissime gru al lavoro (pare che il 90% delle gru di tutto il mondo sia a Dubai!).

Una curiosità: L’Islam è la religione ufficiale di Dubai. Per questo vi capiterà spesso di assistere all’ora della preghiera: ovunque voi siate, in hotel, per la strada, in spiaggia o nei centri commerciali, inizierà una nenia proveniente da un megafono posizionato non si sa dove.
Lo stato di Dubai resta uno dei posti più liberali dell’intero Medio Oriente ed i seguaci di altre religioni sono tollerati e liberi di professare il proprio culto. A tale proposito, con la presenza ormai sempre più significativa di occidentali nel paese (è difatti stimato che entro un paio di anni il 50% della popolazione sarà composto da europei ed americani), la religione cristiana è ormai largamente praticata e seguita ed il suo espandersi è destinato a crescere.

Come alle Seychelles, anche qui la lingua più diffusa per i turisti è l’inglese, nessuno parla l’italiano.

Il clima, inutile a dirlo, è caldissimo. La temperatura diurna a fine aprile si aggira intorno ai 40°C. La sera scende a 30°C. Diffidate di chi vi assicura che qui c’è un clima secco, noi abbiamo trovato molta umidità, quindi la temperatura percepita era molto più alta. Era impossibile spostarsi all’aperto senza sudare, nemmeno all’ombra. Per darvi un’idea della calura, sappiate che anche le pensiline per la strada per l’attesa dei bus sono condizionate!

Fuso Orario
A Dubai il fuso orario in questo periodo è di 2 ore in più rispetto all’Italia.

Hotel a Dubai
Per il nostro soggiorno abbiamo scelto l’hotel Pullman Mall of The Emirates, proprio accanto all’omonimo centro commerciale. Per raggiungere l’hotel dall’aeroporto ci vogliono circa 18 minuti senza traffico, 27 km e 66 AED (circa 14 euro) di taxi in tariffa notturna.
La prenotazione dell’hotel è stata fatta attraverso il sito Booking.com per circa 60 euro a persona al giorno (pernottamento e prima colazione). Attenzione: il pagamento avverrà direttamente in hotel, dove vi applicheranno un supplemento del 20% di tasse locali, quindi la camera ci è costata 72 euro al giorno. E li vale tutti! L’hotel è fantastico, di nuovissima costruzione, con servizio impeccabile, camere standard molto spaziose e fornite di tutto, una bella piscina panoramica sul tetto aperta 24 ore (teli forniti) e una colazione strepitosa. Non perdetevela! (acquistata separatamente costerebbe 20 euro a persona).
Il sito internet del Pullman hotel non gli rende giustizia. E’ tutto molto di più di ciò che vedrete. Il bagno delle camere è fornito di phon 1200 W, bilancia elettronica, pantofole, accappatoi e tutto il necessario. Inoltre troverete cassaforte, frigorifero, adattatore elettrico, due bottigliette d’acqua gratis e the e caffè in camera gratis. Le porte delle camere hanno addirittura il campanello. La pulizia è impeccabile.
Alle spalle della lobby al quinto piano (dove si fa colazione) c’è un internet point gratuito completo di tutto (stampanti, scanner, fax, rilegatore, fotocopiatrice, ecc). La wi fi gratuita nella lobby col telefonino e’ lentissima, impossibile collegarsi. Dall’hotel è possibile accedere al centro commerciale Mall of the Emirates direttamente con l’ascensore, selezionando il primo piano.

Spostarsi a Dubai
Le cose da fare a Dubai sono davvero tantissime e concentrarle in 3 giorni scarsi è stata un’impresa.

Per chi come noi ha poco tempo, consiglio di prendere il Big Bus Tour, un bus hop-on/hop-off che vi permetterà di scendere e salire a vostro piacimento ad ogni fermata. Il biglietto si può fare al centro commerciale Mall of the Emirates oppure nei chioschi sulla strada posizionati nelle varie fermate. Esistono due linee, quella rossa che attraversa la Dubai storica con i suoi souk portandovi fino al creek (il canale d’acqua che separa la nuova Dubai da quella antica) e quella blu, che invece vi porterà alle spiagge. Noi abbiamo acquistato il biglietto per 48 ore al prezzo di 295 dihram a persona (circa 61 euro).
Sul Big Bus si può stare all’aperto al piano superiore, ma fa davvero un caldo africano con un’umidità pazzesca, mentre dentro l’aria condizionata è da clima polare. Sul bus vi verranno consegnate degli auricolari con guida in tutte le lingue, anche italiano. Nel biglietto del big bus è inclusa una crociera di un’ora sul creek in dhow (imbarcazione tradizionale) e una corsa (traversata del creek) con il water
bus RTA.
Unico neo del big bus è che potrebbero capitarvi lunghe attese alla fermata, vi diranno che passa ogni 20 minuti, ma a noi è capitato di aspettarne 30-40, e perdere tempo a Dubai è un vero delitto

In alternativa, i taxi a Dubai sono abbastanza economici: per farvi un esempio, dal Mall of the Emitates a Hard Rock café 51 AED (circa 11 euro), dall’Old Souk a Wafi center 20 AED (circa 4 euro).
Non vi stupite se troverete molti tassisti scortesi, qui pare sia la norma.

Shopping a Dubai
Dubai è il regno dello shopping e per questo ci sono molti centri commerciali, tutti molto cari. Non esiste convenienza ad acquistare a Dubai invece che in Italia, nemmeno sul materiale fotografico e tecnologico (un esempio: abbiamo esaurito la memoria della SD card della nostra fotocamera e abbiamo dovuto acquistarne una nuova: una SD da 8 Gb l’abbiamo pagata 75 AED, circa 15,5 euro). Noi abbiamo visitato, tra gli altri, il Mall of the Emirates, dove mangiare ai fast food del piano terra è comodo ed economico. Il centro è aperto dalle 10 alle 24 dal giovedì al sabato e dalle 10 alle 22 dalla domenica al mercoledì.
Dal Mall of the Emirates si accede direttamente al famoso Ski Dubai. In mezzo al deserto sorge, ormai da qualche anno, uno dei centri sciistici al coperto più grandi al mondo. Al suo interno si trovano 5 piste da sci di diversa difficoltà e lunghezza. Nel biglietto di ingresso è compreso il guardaroba ed il noleggio di tutta l’attrezzatura. Per 30 euro a persona potete godervi due ore di sci.
Un altro centro commerciale che vale sicuramente una visita è il Dubai Mall, il più grande del mondo per area totale occupata, con i suoi 1200 negozi. Si trova nel centro finanziario della città (accanto al Burj Khalifa, per intenderci). Qui, oltre a negozi delle migliori marche e gioiellerie da mille e una notte, troverete molte atre attrazioni, come il Dubai Aquarium, l’acquario sospeso più grande del mondo e credo uno dei più belli che abbia mai visto, grazie anche al tunnel che ti permette di passare sotto a magnifici pesci, compresi grandi squali. Al suo interno, poi, troverete molte altre specie animali, dai rettili ai pinguini, dalle lontre alle tartarughe. Vi assicuro che la visita al suo interno non vi lascerà delusi. Ci sono diversi percorsi da fare, noi abbiamo acquistato il biglietto intermedio al prezzo di 85 AED a testa (circa 18 euro).
Sempre nel Dubai Mall, troverete la famosa cascata dei tuffatori e il Dubai Ice Rink una pista di pattinaggio su ghiaccio regolamentare, con tanto di spalti per gli spettatori delle diverse manifestazioni.
Al piano terra del Dubai Mall troverete una concentrazione di locali ristoro, con una vasta offerta per i vostri pasti provenienti da tutto il mondo. Sempre al piano terra, poi, troverete la gelateria Morelli’s, dove abbiamo mangiato il gelato più buono del pianeta! Anche quello, però, lo fanno pagare caro e salato: due coni a due gusti (ma abbondantissimi) a 46 AED (circa 10 euro).
Solo passando attraverso il Dubai Mall si può accedere al famoso Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo (come vedete i primati di Dubai si sprecano, questi arabi hanno la mania dell’eccellenza…), ma per potervi salire e ammirare la città dall’alto, è necessario prenotare tempo prima. Noi siamo andati subito il giorno del nostro arrivo, e abbiamo trovato posto due giorni dopo, 4 ore prima del nostro volo! Quindi, vi consiglio di giocare d’anticipo, purtroppo non si può prenotare per telefono o via internet, ma solo sul posto. Il costo della salita è di 125 AED a persona (circa 26 euro). L’ascensore che vi porterà AT THE TOP viaggia ad una velocità di 18 piani al secondo… sì, avete capito bene! Salendo al suo interno non avrete la percezione di tale velocità, perché la salita è molto morbida, quasi ovattata. Vi accorgerete che state salendo velocemente quando sentirete le orecchie tapparsi. Arriverete fino al 124° piano, dove potrete uscire all’aperto su una piattaforma sospesa (dove fa un gran caldo) e protetta da grandi vetrate e dalle quali ammirare il paesaggio sottostante. La città vi apparirà come un modellino plastico. Sempre all’interno del Burj Khalifa, oltre ad uffici e residenze, c’è il costosissimo Armani Hotel.
Ma la vera attrazione associata a questa torre, è lo spettacolo delle sue fontane danzanti, create sulla falsa riga di quelle di Las Vegas, che creano dei fantastici giochi d’acqua e luci al ritmo di musica. Potete assistere allo show notturno, decisamente quello più suggestivo, dalle 18 alle 22.

Nuova Dubai e Dubai storica

Il contrasto tra il vecchio e il nuovo è evidente girando per le strade della città. Il territorio di Dubai è davvero molto esteso, per questo è difficile identificare un centro e impossibile da girare a piedi.
La strada principale Sheikh Zayed Road, lunga 170 km, attraversa tutta la città e arriva fino ad Abu Dhabi. E’ una strada a 6 corsie per senso di marcia, abbastanza scorrevole, tranne nelle ore di punta (la mattina e la sera dalle 17 alle 19). Vale la pena percorrerla, il paesaggio di grattacieli è spettacolare. Le costruzioni si susseguono e anche le stazioni della metropolitana sono stilisticamente apprezzabili.

Utilizzando la linea blu del Big Bus tour abbiamo visitato il centro finanziario e commerciale (Burj Khalifa e Dubai Mall), spostandoci poi verso la costa e visitando la zona di Jumeirah, con la omonima spiaggia libera dove ristorarsi dal gran caldo (anche se l’acqua del mare è caldissima) e fare qualche foto con il simbolo per eccellenza di Dubai, cioè il Burj Al Arab Hotel, meglio conosciuto come La Vela, uno dei pochissimi hotel 7 stelle del mondo. Proseguendo per la litoranea, si incontra un altro lussuosissimo hotel, il Medinat, a mio avviso molto più suggestivo della Vela. Questo, infatti, è la rivisitazione degli edifici tradizionali della vecchia Dubai, con le famose torri del vento e la ricostruzione di uno strepitoso souk (con aria condizionata) con negozi artigianali e bar. L’hotel, inoltre, si sviluppa su una vasta area attraversata da canali d’acqua sulla moda di Venezia, e anche questo ricorda un po’ Las Vegas.
Per finire, il tour delle spiagge termina al maestoso hotel Atlantis, posizionato sulla punta più settentrionale di The Palm Jumeira, un isola artificiale fatta dall’uomo riportando migliaia di metri cubi di sabbia in mezzo al mare e riproducendo la forma di una palma. Al suo interno un grande parco acquatico e un maestoso acquario.
La Dubai vecchia si incontra, invece, attraversando il creek. Potete arrivarci con il Big Bus, oppure fare come abbiamo fatto noi: imbarcatevi sulla sponda dell’old souk (un intricato crocevia di stradine tempestate di botteghe che vendono per lo più pregiati tessuti e souvenir, per non parlare del regno del tarocco di borse, cinture e orologi delle migliori firme) su una caratteristica imbarcazione locale, l’Abra, per un solo dirham a persona a tratta (circa 20 centesimi di euro) e arriverete dalla parte del mercato delle spezie e dell’oro. Qui verrete abbagliati da miriadi di vetrine sbarluccicanti oro di tutti i colori e qualità, pietre preziose e orologi di lusso. Per chi invece preferisce uno shopping più sobrio ed economico, il mercato delle spezie, gestito esclusivamente da indiani e orientali, offre una moltitudine di sostanze curative per mente e corpo, erbe aromatiche di ogni genere, frutta secca e altro.

Vita Notturna
Per chi non fosse abbastanza stanco della giornata appena trascorsa, anche la Dubai by-night ha molto da offrire.
Non voglio dilungarmi elencando tutti i locali più famosi della città (li potete trovare su tutte le guide), ma consigliarvi una passeggiata lungo la strada pedonale di Dubai Marina, davvero molto suggestiva e rilassante. Si tratta di un molo riparato all’ombra (o alla luce notturna) dei grattacieli, con molti ristorantini disseminati lungo tutto il perimetro e l’aleggiare costante dei profumi inebrianti del fumo dell’ashisha, presente in quasi tutti i locali all’aperto. Qui la clientela è molto giovane, e non è difficile imbattersi in giovani e belle ragazze che si propongono come escort.
Per chi, invece, volesse portarsi a casa l’immancabile souvenir della t-shirt dell’Hard Rock Café, sappiate che da novembre 2011 si è trasferito in una zona un po’ remota della città, e nemmeno i tassisti sanno dov’è. Per questo vi darò le coordinate esatte per arrivarci, quindi prendete carta e penna: si trova nella zona del Dubai Festival City a Crescent Drive, di fianco al Ferrari Store e di fronte all’Ikea. Ho trovato che i prezzi dell’abbigliamento siano più economici che in altre parti del mondo. Una T-shirt da donna costa circa 85-90 AED, quindi 18-19 euro.

Escurzioni

Sono molte le cose da vedere a Dubai e troverete molte dritte sulle guide turistiche.

Noi abbiamo scelto quella, a nostro avviso, più suggestiva, e cioè il safari nel deserto con cena beduina. Abbiamo prenotato con Arabian Adventures (http://www.arabian-adventures.com/en/tours-and-safaris/index.aspx) al prezzo di 350 AED per persona (circa € 73). Una grossa Jeep 4×4 verrà a prendervi direttamente in hotel verso le 16 del pomeriggio per portarvi nella riserva privata del deserto di Dubai. Qui vi aspetteranno salti ed acrobazie tra le dune, una sosta con una dimostrazione di caccia con un falco pellegrino, una fermata nel bel mezzo del deserto durante un rosso e caldo tramonto per immortalarvi in foto che vi verranno vendute (facoltativo) durante la cena beduina che si terrà a fine serata in un lussuoso campo tendato. La cena si compone di alcuni antipasti e un piatto unico di carne alla griglia con riso, verdure e salse varie, frutta e bevande a volontà. Non stupitevi se non proverete l’emozione di essere soli in mezzo al nulla, perché partirete in gruppo con diverse decine di fuoristrada e vi troverete a cenare con una miriade di persone. Purtroppo la percezione dell’artefazione umana in tutto ciò è molto forte, si nota che tutto è costruito per noi turisti e che i veri beduini non hanno forse mai calcato questi luoghi. Qui delle bellissime donne beduine (anch’esse attrici) vi faranno gratuitamente un tatuaggio all’henné e, infine, ci sarà anche uno spettacolo di danza del ventre. Sarete riportati al vostro albergo verso le ore 22 (anche se nel depliant il ritorno è previsto alle 20,30). Nonostante la finzione, devo dire che abbiamo molto apprezzato questa mezza giornata di evasione dal cemento di Dubai e dall’aria condizionata, quindi ci sentiamo di consigliarla vivamente, anche per l’atmosfera mistica che solo il deserto può regalare.

Per chi volesse provare questa esperienza con un pizzico di brivido in più, potete viverla a bordo di un massiccio hammer, prenotabile con Orient Tours (http://www.orienttours.ae/tours-safaris.html).
L’offerta di safari nel deserto più conveniente è quella di Oasis Palm (www.opdubai.com).

Qui finisce la nostra avventura, un fantastico viaggio e soprattutto una bellissima esperienza di vita.

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Ci sono 3 commenti su “Seychelles e Dubai: perfezione della natura e dell’uomo a confronto

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