Alla scoperta del Giappone

Viaggio in Giappone dal 26 marzo al 13 aprile 2014

Città visitate

Japan tour

Tokyo, Kamakura, Nagoya, Takayama, Kanazawa, Hiroshima, Miyajima, Nara, Osaka.

Preparativi e Consigli

Una delle prime cose che ho fatto è stata comprare la guida per il Giappone della Lonely Planet per capire un attimo quali città e quali luoghi dovevo per forza visitare.

La seconda, fondamentale per chi organizza il viaggio autonomamente, è navigare in internet. La scelta delle tappe e la durata del viaggio sono state influenzate anche dal costo/disponibilità degli alberghi  e del biglietto aereo ma una volta deciso il percorso e i giorni per ogni tappa le cose sono andate in discesa.

I miei due grandi timori sono stati la lingua, capire e farmi capire e il prelievo di contante in caso di necessità.

Il primo non è stato un problema. Il Giappone è un paese a misura d’uomo e i giapponesi sono persone squisite sempre disponibili per  qualsiasi informazione o aiuto ma, in caso, ci sono i punti d’informazione turistica in ogni principale stazione ferroviaria dove hanno mappe sia della città sia della metro in lingua Inglese e tutto l’occorrente per un turista: biglietti, tessere metro, ecc.. quindi se parlate un pò d’inglese non avrete grossi problemi.

Il secondo in parte l’ho risolto portandomi 150.000 yen in contanti (circa 1070 euro). Per il cambio consiglio vivamente di andare alla propria banca, dove il cambio è molto più vantaggioso rispetto ai normali Change che si trovano in aeroporto o in città. L’unico accorgimento è che se andate in banca andateci 10-20 giorni prima di partire per fare l’ordine.  Sul posto, in Giappone, per le uniche due volte che ho prelevato, la mia carta ricaricabile Bnl, circuito Mastercard, è andata alla grande negli uffici postali ma non ha funzionato nei famosi Seven eleven, poco importa. Per i pagamenti nei negozi non ho avuto alcun problema. Se siete preoccupati di portarvi al seguito molto contante, vi assicuro che non avrete problemi, il Giappone è un luogo con pochissima micro-criminalità, quasi inesistente, potete stare tranquilli insomma.

Chiarito tutto ciò,  un consiglio che dovreste seguire quasi obbligatoriamente, se avete intenzione di visitare il Giappone in treno come ho fatto io, è… acquistate l’abbonamento Japan Rail Pass (JR). Non risparmiate sulle cose importanti. Il JR pass è fondamentale (si prenota online prima di partire, mi raccomando). La linea ferroviaria copre praticamente tutto il Giappone ed in più in alcune città  come Tokyo ed Osaka anche la linea metropolitana (in genere è una linea raccordo o ad anello che gira intorno alla città, appunto) o gli spostamenti con il traghetto come ad Hiroshima per andare a Miyajima. Insomma il JR pass è indispensabile. I treni poi sono spettacolari, puntualissimi, pulitissimi, da prima classe!

Un altro consiglio, ma valutate voi, sempre online acquistate una Sim card per navigare in tutto il Giappone con il vostro cellulare. A me, avendo l’iPhone, è servita molto. Ho potuto usare un’applicazione fantastica,  Japan della Tripomatic. Consiglia i luoghi d’interesse, ristoranti, negozi, tutto il necessario e cosa importante funge anche da navigatore mostrando il tragitto per raggiungere il luogo d’interesse, utilissima.

In ultimo ho comprato un adattatore per le prese elettriche. E’ tipo quello per l’America, se lo avete già, siete apposto. In più ritornando un attimo sul discorso treni, tutti o quasi, hanno le prese per ricaricare qualsiasi dispositivo elettronico. Più di così.

Tappe del Viaggio

27 marzo. Tokyo. 

Partenza il 26 marzo ore 14.40 da Roma Fiumicino con scalo a Dubai. Compagnia Emirates. Arrivo a Dubai ore 22.50, scalo di 4 ore. Verso le 02.50 partenza per Tokyo Narita sempre con Emirates. Arrivo all’aeroporto Tokyo Narita previsto verso le 17.30 del 27 marzo. Totale ore volo, quasi 16 ore.  Arrivo all’aeroporto, verso le 18, faccio la mia fila per il controllo passaporti e una volta superato vado diretto al ritiro del mio JR pass e della mia Sim card sempre all’interno dell’aeroporto. Con il JR pass e la Sim card in mano sono pronto per il Giappone. Per raggiungere la città dall’aeroporto prendo il Narita Express e uso per la prima volta il mio JR pass! La mia fermata è Shinjuku. Da Shinjuku prendo la metro fino a Higashi-Shinjuku dove a pochi metri si trova la Guesthouse che ho prenotato. Ho rischiato di restare fuori per la notte, perché Philip, il gestore della Guest se ne stava andando via. Ho fatto giusto in tempo ad intercettarlo davanti all’entrata. Gli avevo detto che sarei arrivato verso le otto-otto e mezza ma tra il controllo passaporti, il ritiro del JR , la sim e il tragitto dall’aeroporto, erano quasi le dieci e mezza di sera. Philip, un ragazzo belga molto alla mano che parla benissimo inglese, mi dice tutto l’occorrente, mi mostra la camera, mi consegna la chiave e si congeda. Sono ufficialmente a Tokyo. Disfo i bagagli, la camera è molto spartana, il bagno è in comune e le docce sono al piano di sopra ma per come la vedo io, la camera serve per dormire e per lo scopo è più che sufficiente. Prima di addormentarmi pianifico il percorso per i quattro giorni che mi rimangono. Mappa alla mano, app sull’iPhone e guida Lonely planet, faccio due conti e mi accorgo che i giorni a disposizione per visitare Tokyo sono appena sufficienti per permettermi di fare solo una delle tre escursioni che avevo in mente. Tra Nikko, Monte Fuji e Kamakura  alla fine scelgo Kamakura, scelgo il grande Buddha di Kamakura. Posso andare a dormire.

28 marzo, Tokyo.  

Mi sveglio verso le sette, il Giappone è avanti all’Italia di 8/7 ore in base all’ora legale. Mi trovo a higashi-Shinjuku quindi prima tappa è Shibuya ma prima devo fare colazione. La mia prima scelta è sempre Starbucks ma dove sono io non c’è e quindi consumo la mia colazione da Tully’s, la mia seconda scelta preferita. Un normale essere umano prenderebbe la metropolitana ma io per andare a Shibuya decido di farmela a piedi, così mi vedo di passaggio anche Shinjuku.

Shinjuku

Si trova un po’ di tutto, la parte appariscente con grattacieli, grandi magazzini e maxischermi, dalla zona a luci rosse Kabuki-cho, ai santuari o Shrine, alla zona del Museo Ghibli (conviene comprare i biglietti online prima di partire, purtroppo per me i biglietti non erano disponibili per tutti i giorni che sono stato a Tokyo, giusto per farvi capire). Mi sono “accontentato”, per così dire, di visitare il Gyoen Park, uno dei parchi più grandi di Tokyo dove si può ammirare la meraviglia dei ciliegi in fiore. Se volete visitare il Giappone, vi consiglio questo periodo, marzo-aprile, è il migliore secondo me.

Tokyo marzo 2014-12

Shibuya 

L’attrazione principale è l’attraversamento pedonale più famoso del Giappone. Migliaia di persone ogni giorno calpestano queste strisce pedonali e trovarsi nella mischia è davvero emozionante. Si trova praticamente all’uscita della stazione di Shibuya dove c’è anche la statua dedicata ad Hachiko (il cane del film). Fatto il mio bel attraversamento, almeno tre volte, è il momento di perdermi  per le vie di questo quartiere. Lo anticipo adesso, ogni quartiere, tipo Shinjuku, Shibuya, Akihabara, Roppongi, Ikebukuro è pieno di vita, d’insegne, maxischermi giganti, ristoranti, negozi, centri commerciali, ma quello che più mi ha colpito è il loro stile. Sembra di essere a Time Square ma in grande. E’ spettacolare. I suoni caratteristici di Tokyo, dai semafori, all’interno della metropolitana, ai maxischermi pubblicitari, rendono questa città ancora più particolare.

Tokyo marzo 2014-71

Roppongi

Rimanendo in tema insegne al neon, Roppongi è quello che più si avvicina all’atmosfera di Blade Runner e la sera la fanno da padrone la musica da discoteca, un brusio continuo di voci e i locali con i galoppini all’esterno che ti invitano a seguirli per farti conoscere la parte più peccaminosa di Tokyo e del Giappone. Ecco, ho letto che è bene non seguirli, non sono giapponesi, credo siano afroamericani e non portano niente di buono. Un tizio mi ha offerto addirittura la sua macchina… Roppongi è un pò il quartiere della tentazione, diciamo così ma come ho già detto è sempre tutto molto tranquillo in fatto di sicurezza. Ma Roppongi è anche la Tokyo Tower, Hard Rock Cafè (ce n’è un altro anche a Ueno) e il Centro d’arte nazionale di Tokyo. Dalla Tokyo Tower si vede gran parte della città e per la vista che offre, soprattutto quando è buio, vale la pena visitarla.

 Tokyo marzo 2014-133

29 marzoTokyo.

Secondo giorno. C’è ancora molto da vedere e ho la sensazione di non riuscire a vedere tutto quello che vorrei. Mi sveglio sempre verso le sette, proprio per non perdere tempo prezioso. Colazione da Tully’s e la mattinata è dedicata al Palazzo Imperiale nei pressi della stazione centrale di Tokyo zona Marunouchi, di Ginza per eccellenza il quartiere del lusso e dell’alta moda, e la visita del Mercato del pesce Tsukiji nei pressi della stazione Tsukijishijo. Purtroppo l’attività frenetica del mercato avviene la mattina presto verso le 5-6 e pur mettendoci la buona volontà, svegliarmi prima dell’alba è fuori questione. Il pomeriggio dopo pranzo (parlerò poi della cucina giapponese) sono andato a:

Ueno.  Oltre ai Templi Kaneiji, Kiyomizu Kannon e Bentendo c’è un meraviglioso parco che al suo interno ospita lo Zoo di Ueno e svariati musei tutti molto interessanti.

Akihabara. Il quartiere dell’elettronica e dei manga. Inutile dire anch’esso molto caratteristico, pieno di gente intenta a scoprire gli ultimi ritrovati dell’elettronica e dell’informatica ma anche del mondo manga e videogiochi. Da vedere.

Asakusa. Il Tempio Senso-ji. Il Tempio più famoso e popolare di Tokyo. Nei pressi del tempio mi è capitato di imbattermi in una caratteristica usanza credo; dei suonatori di tamburi e flauti con a capo un uomo con tanto di maschera a forma di drago che passando per i negozi dava un morso sul capo dei passanti e dei gestori, quelli che si prestavano, credo come porta fortuna. Molto divertente. Oltre al Senso-ji, molto bello è il Tokyo Sky Tree o meglio la passeggiata lungo il fiume Sumida.

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30 marzo, Tokyo. 

 Giornata dedicata all’isola artificiale di Odaiba.

L’inizio della giornata non è stato dei migliori, pioggia e vento hanno caratterizzato la mattinata ma per fortuna verso l’ora di pranzo è ritornato il bel tempo. Odaiba si affaccia sulla baia di Tokyo e offre un panorama e attrattive interessanti. E’ il luogo dove ho visto molti ragazzi con costumi manga. C’è un ponte enorme che porta al DiverCity Tokyo Plaza dove c’è un Gundam gigante spettacolare, ma prima si passa davanti alla Ruota Panoramica Daikanransha, al Tokyo Big Sight o Tokyo International Exhibition Center (la più grande area fieristica e centro congressi del Giappone) e allo showroom Toyota Megaweb. Come detto Odaiba si affaccia sulla baia, quindi dopo il DiverCity, nei pressi del Fuji Tv Building c’è un punto panoramico dove si può vedere il Rainbow Bridge, una sorta di copia del Golden Gate di San Francisco, e la copia in miniatura della Statua della Libertà.

 Tokyo marzo 2014-386

 31 marzo, Kamakura. 

 Tra Nikko, Monte Fuji e Kamakura è stata una scelta difficile. Fare tutte e tre le escursioni non è stato possibile, avevo soltanto un giorno, l’ultimo disponibile prima di lasciare Tokyo e ho optato per Kamakura. Non me ne pento perché Kamakura è davvero molto bella. C’è il mare, la natura, i templi, è tranquilla ma allo stesso tempo piena di vita e poi c’è il grande Buddha che ammetto ci tenevo a vederlo. Arrivato alla stazione di Kita-Kamakura, circa un’ora e mezza da Tokyo, inizia subito la schiera di Templi da vedere. L’Engaku-ji e il Kencho-ji , via via altri templi come Enno-ji, Tokei-ji, Tsurugaoka Hachiman-gù e l’Hase-dera. In questi templi il tempo si è fermato. La contrapposizione della vita frenetica, di una città come Tokyo, alla calma assoluta e spirituale (a parte i turisti anche se molto educati e silenziosi nel possibile), immerso nella natura, il canto degli uccelli, lo scorrere dell’acqua delle fontane di bambù e il suono di una campana è qualcosa di impagabile. Un’esperienza da provare e difficile da spiegare. All’ Engaku-ji ho avuto una sorpresa, c’è un punto nel tempio da dove si riesce a vedere il Monte Fuji, anche se in lontananza la sua vista è sempre uno spettacolo, mi consolo con qualche scatto per la mancata visita.  Prima del Daibutsu, il grande Buddah, visito Kamakura, le sue vie, i negozi e la spiaggia. Finalmente arrivo al Kotoku-in il tempio che ospita il vero motivo della mia visita. La foto non rende la sensazione che si prova a trovarsi davanti a questa statua così imponente ma lascio a voi giudicare senza aggiungere altro.

Kamakura marzo 2014-163

 A fine serata faccio ritorno alla Guesthouse, non prima di aver fatto un ultimo giro per le vie di Shibuya e Shinjuku. Domani si parte per la seconda tappa. Oggi è stata un giornata ricca.

 In conclusione Tokyo mi è piaciuta molto. C’è tutto quello che si può desiderare. Inutile dire che i servizi pubblici sono impagabili, la gente è molto cordiale ma soprattutto educata e rispettosa. Da quando entri a quando esci da un negozio, che sia un bar o un mall, si sente di continuo arigato goizaimasu. Se siete in un bar e pagate il conto con una banconota da 10000 yen, vedrete il cassiere rivolgersi al collega per fargli vedere che ha 10000 yen in mano, per renderlo testimone credo, per poi darvi il resto. Ovviamente sempre ringraziandovi. Sui treni i controllori appena entrano e prima di uscire dalla carrozza fanno sempre un inchino. Se c’è da fare una fila non verrete mai superati dal furbo del momento, non esiste una cosa del genere, in caso è un turista. Questo comunque vale per Tokyo come in tutte le città che ho visitato. Tokyo mi è sembrata una Time Square fatta città ma se volete la tranquillità potete rifugiarvi in un Tempio o Shrine trovandolo magari dietro ad un grattacielo.  Ogni “quartiere” ha la sua peculiarità, perciò una volta preso dimestichezza con la metro e con la città avrete un’ampia gamma di scelta, da Ueno per lo zoo, Akihabara per la tecnologia, Asakusa per essere riuscito a mantenere il più possibile l’atmosfera di un tempo. Non ho visto tutta Tokyo quindi immagino quante meraviglie ci siano ancora da scoprire.

01 aprile, Nagoya. 

E’ tempo di continuare il viaggio per questo paese affascinante.

Raggiungo la Tokyo Central Station, a  Marunouchi per prendere lo Shinkansen diretto per Nagoya. Lo shinkansen come detto è un treno di prima classe. comodissimo e pulitissimo. Anche il viaggio in treno è stato utile per ammirare il paesaggio fuori dalle grandi città. Dopo circa tre ore arrivo alla stazione di Nagoya. Il mio hotel è vicino alla stazione. Arrivo presto, il check-in è alle 17, ma ogni hotel permette di lasciare il bagaglio. Lascio la valigia e inizio senza perdere altro tempo a visitare Nagoya. Un giorno per Nagoya è sufficiente, la maggiore attrazione è il Nagoya Castle dove c’è abbastanza da vedere. Altro, c’è il Giardino Noritake, la Spiral Towers e il Museo Toyota dell’industria e della Tecnologia. Ma non voglio svalutarla, in un giorno probabilmente non ho avuto modo di apprezzarla più di tanto. Sicuramente è un buon punto di appoggio per gite fuori porta. Non molto lontano da Tokyo, vicino a Osaka, Kyoto, Nara, Ise e Gifu. Passo la giornata fino a sera a girare e a girare, tutto a piedi, cercando di vedere il più possibile. Stremato ritorno in hotel per prepararmi alla terza tappa del giorno dopo.

Nagoya aprile 2014-61

02 aprile, Takayama.

Gli scorci più belli, devo dire, sono stati quelli durante il tragitto  in treno per Takayama. Via via un susseguirsi di piccoli paesi di montagna e immagini di un fiume che mi ha accompagnato per quasi tutto il viaggio. Takayama è una piccola perla, mi è piaciuta molto. Dopo essere stato a Tokyo e Nagoya, due città, mi ritrovo in un paese di montagna, molto caratteristico dalle case stile giapponese, saranno di legno?, non molto turistica, nel senso che i negozi chiudono verso le 17.30, ma che di turistico ha molto perché è sicuramente da vedere. La mia prossima tappa è Kanazawa dove soggiornerò due notti mentre a Takayama rimarrò soltanto per una notte, che per il paese è più che sufficiente ma con il senno del poi forse sarebbe stato meglio gustare l’atmosfera più a lungo ed invertire la durata. Come detto in un giorno si può vederla tutta ma quello che più affascina è che si respira davvero l’aria del Giappone legato alle sue tradizioni e a quelle immagini che sono arrivate anche a noi occidentali tramite i film.

Takayama aprile 2014-09

 

 

Takayama aprile 2014-13

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per continuare ad assaporare questa atmosfera si può fare un’escursione a Gokayama e Shirakawa-go, io non ho potuto purtroppo perché il giorno dedicato a questa escursione stava piovendo di brutto.

 

03-04 aprile, Kanazawa.

Kanazawa ha due facciate, la parte antica stile Takayama residuo dei vecchi quartieri delle geishe e dei samurai, e la parte moderna con negozi di alta moda. Le cose da vedere sono il quartire dei samurai Nagamachi, Kanazawa Castle e il suo parco, Kenrouku-en uno dei tre giardini più importanti del Giappone (gli altri sono il Kairaku-en di Mito e il Koraku-en di Okayama) e per gli amanti dei musei ce ne sono svariati, uno su tutti il Museo d’Arte contemporanea del XXI sec. Il programma prevedeva un giorno per Kanazawa e un giorno per Gokayama e Shirakawa-go ma il tempo l’ha fatta da padrone e il secondo giorno l’ho passato metà in albergo e l’altra a vedere la parte moderna. Ne è valsa la pena visitare Kanazawa? Sì, una volta arrivato a Takayama, il passo successivo è Kanazawa anche per avere una visione più completa della regione Chubu. Dedicando pochi giorni ad un città per forza di cose non si può apprezzare fino in fondo, al massimo ti fai un’idea  per capire se può piacerti o meno. Kanazawa non è Kyoto nè tanto meno Tokyo ma ha comunque il suo perché a me alla fine è piaciuta.

Kanazawa aprile 2014-41

Kanazawa aprile 2014-163Kanazawa aprile 2014-49

 

05-06 aprile, Hiroshima.

Saluto Kanazawa la mattina presto del 5 per dirigermi a Hiroshima, è il tragitto più lungo che faccio in treno ma non per questo stancante, merito dei favolosi Shinkansen. La mattina è dedicata tutta al viaggio e come al solito anche al paesaggio che mi viene offerto gentilmente attraverso il finestrino. Verso le 14.30 raggiungo la stazione di Hiroshima. Qui, per la prima volta prendo il taxi per raggiungere il Ryokan dove soggiornerò per due notti. Non potevo far mancare nel mio tour del Giappone l’esperienza di dormire in un Ryokan, cosa che poi bisserò in Kyoto. Devo dire che ero molto curioso a riguardo e l’idea di dormire su di un vero Futon mi entusiasmava ma allo stesso tempo mi preoccupava un po’. Il futon è un letto tradizionale formato da due materassi, molto sottili, uno sopra l’altro ricoperti dal lenzuolo, senza rete ovviamente,  a contatto direttamente con il tatami con una trapunta come coperta. Praticamente è come dormire sul pavimento. La mia preoccupazione è stata proprio di non riuscire a dormire al meglio per via della mia schiena ormai da buttare, invece sorpresa delle sorprese ogni mattina mi sono alzato sempre senza alcun acciacco. La padrona di casa è una signora molto simpatica che mi mostra la dislocazione del bagno, della doccia, e della mia camera. Cosa importante, all’ingresso del Ryokan bisogna togliersi le scarpe ed indossare un paio di pantofole pronte all’uso che a loro volta vanno tolte prima di entrare in camera. Questo è un rituale, il togliersi le scarpe, molto frequente in Giappone quando si visita un Tempio, una casa tradizionale, alcuni alberghi anche se non ryokan e addirittura alcuni ristoranti o sale del tè. In camera c’è un tavolino tradizionale, cioè basso tanto che la sedia è senza gambe, con l’occorrente per prepararsi il tè, un mobiletto con sopra la televisione, un piccolo frigobar e il condizionatore. Diciamo che c’è l’essenziale, compreso il wi-fi. Sistemata la valigia, saluto la signora e inizio la visita. Il programma è: la giornata di oggi per la città, il giorno dopo a Miyajima e al rientro quello che non ho visto di Hiroshima. Senza indugio mi dirigo verso il Peace Memorial Park. Capire quello che riesce a trasmettere l’intero sito dedicato al terribile evento e a tutti i suoi caduti, adulti e bambini lo si può immaginare ma trovarcisi è tutt’altro. La giornata sembra accompagnare l’atmosfera della mia visita con una leggera pioggerella, per niente fastidiosa. Prima di arrivare sul posto, scorgo da lontano la cupola, Genbaku Dome, (insieme alla Rest House  sono gli unici due edifici rimasti in piedi), lasciato di proposito come monito e ricordo per le generazioni future. Ma una volta sul sito l’emozione è tanta e non nego di avere la pelle d’oca. Un silenzio inverosimile, interrotto ogni tanto dai rintocchi della Peace Bell che qualsiasi visitatore può suonare, me compreso, e dall’altra campana più piccola nei pressi del Children’s Peace Monument.  Arrivo dalla parte della Peace Flame  dove alle sue spalle si nota benissimo il Genbaku Dome. Proseguo verso il monumento dedicato ai bambini e l’emozione cresce sempre più. Evito di scrive le mie considerazioni su quello che provo a riguardo. Ci sono disegni fatti da bambini sulle pareti di una vetrata vicino al monumento. Mentre mi dirigo verso la Peace Bell, la mia attenzione viene rapita da una musica, suonata al pianoforte, incuriosito mi avvicino e tra gli alberi del parco scorgo questa ragazza Hiroshima aprile 2014-26 scalza e sotto la pioggia danzare. Ora immaginate questa scena, che lì per lì per quanto non ti aspetti ti fa quasi sorridere ma poi ti concentri, ascolti la musica e l’unico altro rumore che senti è l’acqua sull’ombrello e ogni tanto il suono profondo della campana della pace e vedi questa ragazza, incurante delle persone che le stanno intorno, danzare con un’espressione sul volto così intensa, il tutto come scenografia il Peace Memorial Park. Questa è un’immagine del Giappone che ricorderò per sempre. Infine arrivo ai piedi del Genbaku Dome. Assisto ad un piccolo siparietto complice un signore e due ragazzi americani. Il signore che non conosceva i due ragazzi gli chiede cosa provassero a riguardo essendo americani. I due imbarazzati ammettono con tono dispiaciuto di essersi commossi al Peace Memorial Museum, nella stanza dove vengono trasmessi filmati di testimonianze tratte da lettere di bambini sopravvissuti e non. Ed è lì, dopo essere stato alla Hall of Remembrance, che chiudo la mia visita al sito.                                    Questo è quello che c’è scritto su di una lastra di marmo, all’interno del museo:

                                                               

“War is the work of man. 

      War is destruction of human life.

War is death.          

 To remember the past is to commit oneself to the future.

To remember Hiroshima is to abhor nuclear war.

To remember Hiroshima is to commit oneself to peace.”

10:30 a.m. 25 February 1981 – Pope John Paul II   

 Hiroshima aprile 2014-12

Fatta sera prima di rientrare al Ryokan faccio un giro per le vie centrali tutte al coperto con molti locali, ristoranti e negozi di tutte le marche. Hiroshima non è una città morta, anzi è piena di vita.

 

06 aprile, Miyajima.

Oggi si va a Miyajima, sveglia verso le 7, per riuscire a prendere il traghetto il prima possibile. Vicino al  Ryokan c’è la stazione JR dove prendo il trenino diretto a Miyajima-guchi da dove partono i traghetti della JR. Avendo il JR Pass ovviamente per questi spostamenti non ho pagato nulla. Verso le 9 si parte per l’isola Miyajima. Il tempo è incerto, un po’ nuvoloso ma rimango fiducioso. Pian piano che ci si avvicina all’isola si nota subito l’ Itsukushima Shrine e il Floating Torii gate, un Torii gigante  in mezzo all’acqua.

Miyajima aprile 2014-06

 Non sono ancora sull’isola e già quello che vedo mi entusiasma parecchio. Finalmente sbarchiamo, e dopo qualche passo dal porticciolo si fa subito l’incontro con i veri padroni dell’isola, i cervi. Questi, per niente intimoriti  passeggiano tra la gente con la speranza di rimediare qualcosa da mangiare. Un paio li ho anche accarezzati. Allora, l’isola è stupenda ed è una meta che deve essere messa assolutamente nella lista di cose da vedere in Giappone. Anche dalla foto si capisce che si è in mezzo alla natura, e oltre all’Itsukushima Shrine, da vedere c’è il Daisho-in Temple, il Monte Misen, il parco Momijidani, altri templi tutti molto belli e l’ Acquario. Io ho provato a fare anche il giro dell’isola ma sono arrivato fino ad un certo punto perchè a piedi è una bella scarpinata. Per raggiungere la cima del Monte Misen, il più alto dell’isola, per godere della vista mozzafiato che offre, c’è la funivia. Raggiungere la funivia comunque richiede tempo se non prendete la bus-navetta. Sull’isola ho anche apprezzato le ostriche alla piastra, favolose. Verso le 17  prendo la via del ritorno.

Ritornato sulla terra ferma e a Hiroshima, vado a vedere il quartiere Nagarekawa, la parte più moderna della città, dove c’è la via principale Hondori Street, una galleria al coperto, piena di negozi, ristoranti, locali e centri commerciali. Da Hondori Street si arriva al Parko dove all’interno c’è un edificio con ben 26 ristoranti che preparano piatti tipici di Hiroshima.

Il giorno dopo prima di partire per Kyoto passo al volo all’Hiroshima Castle, volevo vedere anche il Shukkeien Garden ma si era fatto troppo tardi.

 

07-10 aprile, Kyoto. 

Kyoto. Altra città, altro ryokan. Devo fare una premessa. Da quello che avevo letto mi aspettavo molto da Kyoto. La mia idea fantasiosa era di una città molto caratteristica stile Giappone medievale con case dai tetti rossi e con geishe e samurai a passeggio per le vie tempestate di ciliegi in fiore. Un po’ troppo fantasiosa, lo ammetto. Comunque, un po’ per la stanchezza, che iniziava a farsi sentire, un po’ per le troppe aspettative, il primo impatto con la città non è stato dei più grandiosi. In più studiando la cartina mi accorgo che tutte le cose più importanti da visitare sono ai margini di Kyoto, il che richiede organizzazione per gli spostamenti, se non si vuole sprecare del tempo prezioso. Di cose da vedere ce ne sono, anche troppe e inizio a pensare che tre giorni, nemmeno pieni, non sono sufficienti. Mi sarebbe scocciato parecchio rinunciare a qualcosa. Faccio un bel respiro, mi armo di Lonely planet, cartina e iPhone e inizio a tracciare il percorso da fare per ogni giorno. Per visitare Kyoto in tranquillità l’ideale sono cinque giorni e suddividerla in cinque o quattro zone da spartire in questo periodo di tempo. Io ne avevo a malapena tre, ho detto tutto. Quello che più tenevo a vedere erano il Kinkaku-ji Temple (il Golden Pavillion), il Kiyomizu-dera Temple, il Sagano Bamboo Grove (il bosco di bamboo, spettacolare), il Ginkaku-ji Temple (il Silver Pavillion), la Passeggiata del Filosofo il Kyoto Imperial Palace e le vie di Gion dove con un po’ di fortuna, nemmeno troppa, si può incrociare qualche Gheisha. Tutto questo in due giorni e mezzo e nemmeno è tutto quello che c’è da vedere, bene! Mi sarebbe piaciuto non tralasciare nemmeno un angolo sperduto, ma lasciamo perdere. Alla fine della fiera, con la forza della volontà sono riuscito nell’impresa, con tanto di foto ad un gruppetto di Gheishe a Gion, una cerimonia, tipo messa, al Nishi-Hongan-ji Temple, e con la visita di altri Templi, zone e vie importanti e il Kyoto Nishiki Food Market. In conclusione, quello che sono riuscito a vedere è stato all’altezza delle aspettative, Kyoto ha saputo ripagare la mia pazienza e determinazione. Inoltre ho avuto l’impressione che è il luogo con più turisti e forse anche per questo la gente del posto è più socievole e confidenziale. Faccio un appunto. Kyoto doveva essere la tappa dopo Kanazawa e prima di Hiroshima, ma a causa del costo degli alberghi non è stato fattibile. Spostando le date di qualche giorno sono riuscito a trovare un Ryokan vicinissimo alla stazione ad un buon prezzo (alla fine elencherò gli alberghi e il loro costo), quindi se dovete organizzare un viaggio con delle tappe prefissate, prima di prenotare, provate ad invertirle, nel limite del possibile, o a spostare la data di qualche giorno, magari riuscite a risparmiare qualcosina.     

Kyoto aprile 2014-119

                                                                                                          -Bamboo Grove-

 

10-13 aprile, Osaka

Ad Osaka si conclude questa esperienza indimenticabile. Il mio volo è prenotato per il 13, sempre con l’Emirates, quindi ho mezza giornata del 10 e tutto l’undici per Osaka e il 12 per Nara. Osaka è grande ma due giorni o tre se volete andare all’Acquario e al parco a tema Universal Studios Japan sono sufficienti. Quello che a me interessa è Nara. I collegamenti sono ottimi, con il JR pass sono riuscito ad arrivare ovunque senza pagare nulla. Il mio albergo era vicinissimo alla fermata JR Tsurugaoka, a tre fermate dalla stazione Tennoji, dove si può prendere la Loop line, un anello che fa il giro della città, sempre della JR. Inoltre Tsurugaoka è sulla linea che porta al Kansai International Airport. Direi una buona cosa. La zona non è che offra molto a parte un parco dove c’è anche lo Stadio di calcio, però la posizione compensa questo aspetto. Le attrattive di Osaka sono prevalentemente l’Osaka Castle, il Shitennoji Temple, l’Osaka’s Sumiyoshi Taisha, l’Osaka Tenmangu Shrine e lo Zoo a Tennoji. In più, da non perdere ci sono il Dotonbori una delle vie più visitate di Osaka, davvero uno spasso, il Shinsaibashi Shopping Arcade, una serie di vie al coperto piene di ogni genere di negozi e i due distretti, il Den Den Town, dedicato all’elettronica  e l’ Amerikamura, allo stile americano, con tanto di statua della libertà in miniatura che svetta su di un palazzo. Sinceramente Osaka l’ho un po’ snobbata, forse perché ultima meta prima del ritorno a Roma, forse perché stanco delle città e più interessato ai piccoli centri più caratteristici. Mi è sembrata rispetto a Tokyo, il cui confronto non regge assolutamente, più sbiadita, più trasandata. In tutta la durata del mio viaggio è a Osaka che ho visto il primo ‘senzatetto’ nipponico.

Osaka aprile 2014-132

                                                                                                           -Dotonbori-

 

12 Aprile, Nara.

 Infine Nara, diciamo il vero ultimo capitolo del tour giapponese. E’ un paesetto piccolino che si gira tranquillamente a piedi e che in mezza giornata volendo si riesce a vederlo tutto. L’importanza di Nara però deriva dal Todaiji Temple, uno dei templi più famosi e storicamente importanti del Giappone e il più grande edificio in legno del mondo ove al suo interno è custodito il Daibutsu-den, una delle più grandi statue in bronzo, raffigurante il Buddha, di tutto il Giappone. Il Daibutsu-den bisogna assolutamente vederlo ma non solo, c’è anche il Nara-Koen, un parco con altri siti molto belli da scoprire, dove scorrazzano i cervi, ritenuti sacri in Giappone, proprio come a Miyajima. Molto simpatico è stato, sempre nel Todaiji, una scolaresca di bambini dell’asilo, o nostro corrispettivo, alle prese con la fotografia di gruppo, davvero uno spasso osservare le loro espressioni.

Nara aprile 2014-54

– la foto ovviamente non rende la grandezza del buddah –

 

Mi rimane tornare ad Osaka, passeggiare per il Dotonbori e Shinsaibashi fino a tarda sera e tornare in albergo per preparare la valigia. Un addio al Giappone che spero sia un arrivederci perché ci sono tante cose ancora da vedere, tante e davvero tutte molto belle.

Cosa ho mangiato in Giappone?

Cucina giapponese uguale sushi e sashimi, manco per niente, almeno in Giappone. Ovviamente c’è, non dico che non fa parte della cucina nipponica, ci mancherebbe altro ma se andate in giro noterete più ristoranti che offrono noodles, udon una varietà di noodle, ramen, soba, tempura, tofu e yakitori. Il sushi costa, la carne costa e non è la nostra classica bistecca o fettina ovviamente. Comunque lo sfizio me lo sono tolto, sia del sushi sia della carne alla griglia detta hibachi, che prende il nome dallo strumento con cui viene cotta, in un classico ristorante yakitori.         Per me c’era il rituale della scelta del dove mangiare. Sia per il pranzo sia per la cena passavo in rassegna tutte le vetrine dei ristoranti e in base alle foto e al tipo di scritte prendevo la mia decisione. Il più delle volte se non c’erano esposte fotografie delle pietanze o le scritte erano in Kanji, passavo oltre. Il più delle volte la mia ricerca era focalizzata sul trovare non tanto un vero e proprio ristorante ma, io la chiamavo così, una piccola baracchetta, dove si può respirare l’atmosfera della vera cucina giapponese. Il bello è mangiare facendo il classico risucchio con la pasta, senza farsi problemi di essere osservato. I posti più simpatici dove ho mangiato ovviamente bene, sono stati a Takayama dove chi cucinava e serviva era una simpatica vecchietta e sempre a Takayama un ristorante di sushi e sashimi con il cuoco che aveva un blocchetto a mo’ di  frasario personale di termini e modi di dire in varie lingue, dall’inglese, francese, italiano, al tedesco e chissà quale altra, che di cliente in cliente teneva aggiornato. Alla fine gli ho fatto un mini corso d’italiano sui modi di dire e di salutare ma soprattutto su come pronunciarli. Un altro è stato a Kanazawa, in un Yakitori. La carne ottima e squisita manco a dirlo ed il bello è che te la cuoci tu sulla piastra. Insomma, c’era il gestore / addetto al taglio della carne, che da quando sono entrato a quando me ne sono andato, non si è fermato un attimo, una macchinetta. Quello che più mi ha divertito è stata la sua espressione concentrata e allo stesso tempo simpatica e i suoi movimenti sincronizzati alla perfezione. Il bello di questi ristorantini è che sono per lo più a conduzione familiare, riuscendo così a trasmettere una piacevole atmosfera casalinga. Per concludere dico solo che una volta tornato a Roma volevo mangiare solo cibo giapponese.

Kanazawa aprile 2014-57

                                                                                                      -Yakitori a Kanazawa-

      Alberghi, Ryokan e spese varie

– Volo andata Roma-Tokyo ritorno Osaka-Roma: circa 760 euro. Compagnia Emirates.

– JR pass da 21 giorni: 410 euro.

– B-mobile visitor SIM  1 Gb prepaid: 3,791 yen  (27 euro più o meno) ma ho ricaricato una volta in Giappone.

– Totale spesa alberghi incluso Ryokan: 600 euro circa.

– prelievo presso ufficio postale in Giappone: 60.000 yen 430 euro circa.

I rimanenti dai 1070 euro (cambiati in banca prima di partire che includono i 600 euro per gli alberghi e ryokan) più le 400 euro prelevate sul posto sono bastati per tutte le altre spese, dal mangiare, bere, biglietti per i Templi o musei e regali.

Quindi Totale speso in Giappone:

760 (volo)+410 (JRP)+54 (sim e ricarica)+1070 (alberghi e spese)+430 (prelievo per spese e regali)

= 2.724 euro circa

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Tokyo: Kabukicho Central Building – 5 notti 22.500 yen (http://booking.com/1b8c84b60c7e6b043)

Nagoya: Eco Hotel Nagoya – 1 notte 2.500 yen (http://booking.com/abcb278c02c5392)

Takayama: K’s House Takayama – 1 notte 4.800 yen (http://booking.com/cc17a49aae36)

Kanazawa: Castle Inn Kanazawa – 2 notti 8.400 yen (http://booking.com/1e124a530847a20)

Hiroshima: Sansui Ryokan – 2 notti 9.000 yen (http://booking.com/288bc0ef16fc2eb)

Kyoto: Station Ryokan Seiki – 3 notti 17.850 yen  (http://booking.com/d2eb599312984e1e)

Osaka: For Leaves Inn Nagai – 3 notti 10.800 yen (http://booking.com/e9172a10450a)

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