Finalmente la Grande Mela

New York è una di quelle città che deve essere visitata almeno una volta nella vita. I racconti di chi c’è stato la ritraggono come un posto dove tutto è sempre in movimento, dove tutti sono sempre attivi ad ogni ora del giorno e della notte, finalmente riusciamo ad andare ad assaggiare la Grande Mela.
Abbiamo prenotato il volo molto presto, a gennaio per cercare un buon prezzo, voliamo direttamente da Malpensa al JFK di New York all’andata con Delta e al ritorno con Alitalia.
Per la scelta del pernottamento ci pensiamo parecchio, cambiando idea varie volte, la soluzione ideale ovviamente sarebbe un discreto hotel nel centro di Manhattan ma i prezzi sono tutti davvero vertiginosi, quindi guardiamo alcune soluzioni fuori Manhattan, a Long Island per esempio o nel vicino Jersey, ma alla fine preferiamo restare a Mahnattan rinunciando all’hotel e scegliendo come abitazione un piccolo appartamento vicino a Central Park. Tramite Consolo Viaggi troviamo un appartamento gestito da Living Manhattan, ne hanno di tutti i tipi e tutti i prezzi, noi (due adulti, una ragazza e una bambina) abbiamo preso un monolocale nell’Upper East Side su Lexington Avenue, all’altezza della 72 th. street, vicinissimo a Central Park e alla fermata 68 th.street della Lexington Line della metro, è uno degli appartamenti più economici che propongono, ma devo dire che ci siamo trovati piuttosto bene.
Il prezzo non è estremamente economico però in linea con quelli di Manhattan, certo alloggiando a Long Island, Brooklyn o Jersey City si spende meno anche in hotel ma una volta deciso di stare a Manhattan questa soluzione ci è parsa la migliore.

Prima di partire abbiamo fatto on line la City Pass, un carnet di 6 attrazioni (Empire State Building, Metropolitan Museum, Museum of Natural History, Moma, e poi, a scelta, Crociera Circle Line o Ellis Island e Top of The Rock o Guggenheim) a 89 dollari per gli adulti e a 64 dollari per i ragazzi (fino a 18 anni), molto conveniente se si ha il tempo di visitare tutte le attrazioni comprese nel carnet.

Dopo un viaggio di 9 ore passato relativamente in fretta con tutte gli intrattenimenti proposti da Delta, finalmente tocchiamo il suolo americano, ancora mezz’oretta per passare le pratiche burocratiche dell’immigrazione e finalmente prendiamo un taxi giallo che, alla tariffa fissa di 45 dollari più i pedaggi più le mance, ci porterà a Manhattan.

Piove ma sarà l’unico giorno di pioggia della settimana che ci accompagnerà con un tempo splendido, sole ma non troppo caldo a parte solo l’ultimo giorno, davvero caldissimo a 100 gradi Faranheit, per il resto sempre temperatura ideale intorno ai 20 gradi Celsius.

La visione dello skyline mentre ci si avvicina a Manhattan è davvero emozionante, c’è traffico ma non ci dispiace troppo guardiamo a sinistra e a destra ogni angolo e ogni edificio sapendo che ormai ci siamo, la nostra vacanza a New York è iniziata.

Un’oretta scarsa di taxi e siamo davanti all’appartamento in Lexington Avenue.

L’appartamento è piccolo (ne hanno anche di molto più grandi) ma comunque decisamente più grande di tante camere quadruple di molti alberghi in cui siamo stati in passato, è ben fornito di tutto (piatti, stoviglie e biancheria in abbondanza, asciugacapelli, moka, bollitore, forno tradizionale e microonde, frigorifero grande con freezer…).

Non sono previsti cambi di asciugamani e lenzuola ma ne lasciano veramente tanti (una ventina almeno di asciugamani e tre cambi per i letti), c’è l’aria condizionata, un telefono per chiamate locali gratuite e il wi-fi molto veloce gratuito.

Si entra in modo self-service trovando la chiave in una cassetta di sicurezza un paio di isolati accanto ma poi per qualsiasi necessità si può chiamare la loro assistenza, risponde un ragazzo italiano davvero molto gentile e disponibile a cercare di risolvere la richiesta, a noi hanno concesso di restare 3 ore in più oltre l’orario canonico di check out avendo l’aereo di sera..

Il tempo di sistemare le nostre valige e usciamo a fare un po’ di spesa in un market vicino, poi abbiamo ancora il tempo per fare la nostra prima visita a Central Park, l’immenso polmone verde nel cuore di New York.

Avere la casa a 10 minuti da Central Park è stata davvero una fortuna, è stata la nostra tappa quotidiana ogni volta che ci sentivamo di fare una pausa nelle lunghe camminate, ogni volta che si tornava a casa per mangiare qualcosa o per riposarsi ci stava anche una piccola sosta a Central Park, e ogni volta se ne scopriva un angolo diverso, si scorgeva un animaletto mai visto prima, c’è pieno di scoiattoli, ma si trovano anche tartarughe giganti e ogni tipo di volatile.

Ci fermiamo subito alle statua di Alice in wonderland, la statua di Alice è uno dei tanti angoli da scoprire di Central Park. Un complesso di bronzo con al centro Alice e tutto attorno i vari personaggi della fiaba, il coniglio, il ghiro, il cappellano matto.
I bambini si arrampicano sopra e si muovono tra i vari personaggi, un angolo da scoprire di Central Park per fermarsi un attimo a sognare.

Rientriamo a casa, andiamo a prendere da mangiare in quello che sarà il nostro posto preferito, il Dallas BBQ sulla 3rd avenue (molto meno affollato di quello in Times Square e con la possibilità di avere il take-out a tutte le ore), portiamo casa hamburger, alette di pollo e patatine e mangiamo nel nostro appartamento finchè non crolliamo dal sonno felice di essere finalmente nella grande Mela.

La mattina successiva con il fuso orario ancora da assimilare, alle 5 siamo già tutti in piedi, la colazione si può fare in un vicino Dunkin’ Donuts che è aperto 24 ore su 24, mangiamo i primi muffin e donuts newyorkesi e poi alle 6 del mattino siamo già diretti verso Times Square, è il cuore di New York City. Tutte le strade centrali passano di qua. C’è sempre grande confusione a ogni ora del giorno e della notte e forse rappresenta più di ogni altro luogo il modo di essere di New York, sempre attiva, sempre in movimento, sempre con qualche attività in corso.
Giriamo nelle vie centrali passando da Braodway e dai suoi teatri con le insegne luminose gigantesche, per poi tornare a Times Square, man mano che passano i minuti la gente aumenta e la strada si riempie di persone, turisti soprattutto ma anche molti americani che iniziano la loro giornata lavorativa.

La tappa successiva della nostra mattinata è Bryant Park: proprio in mezzo ai grattacieli del centro di New York si trova questo splendido angolo di verde con tante sedie e tavolini dove sedersi a riposarsi un attimo dopo le lunghe camminate. Tutto attorno al parco tanti chioschi per comprare qualcosa da bere o mangiare ad ogni ora del giorno.
Collegamento wireless gratuito per chi volesse utilizzarlo, come peraltro in moltissime zone di New York. Spesso spettacolini o corsi di ballo lasciano musiche piacevoli di sottofondo.
Davvero un luogo che diventa sosta obbligata nella visita di New York.

Accanto a Bryant Park si trova la biblioteca più importante della città, la New York Public Library, è il posto ideale per rilassarsi mezz’oretta tra una camminata e l’altra soprattutto se fa molto caldo. L’entrata sembra quella di un museo imponente più che di una biblioteca ma appena entri trovi subito le grandi sale con libri di ogni forma e volume. Si può anche solo stare seduti a consultare un pc oppure una propria guida. Un piccolo break da frapporre al ritmo caotico di New York City.

Dopo la sosta in biblioteca prendiamo la mitica Fifth Avenue e ci dirigiamo verso la cattedrale di St. Patrick’s, la più importante chiesa cattolica di New York. Stupisce soprattutto trovarla proprio in mezzo ai grattacieli nel cuore di Manhattan. Stile gotico, molto bella la facciata esterna e il grande rosone che sovrasta un organo grandissimo.
Dopo la visita culturale, come promesso alla bimba (gli accordi familiari prevedono sempre alternanza di attrazioni “da grandi” e “da piccoli”) il programma prevede la visita ai mega negozi di giocattoli, torniamo a Times Square e entriamo nel mondo dei balocchi di Toys ‘r us e di Disney Store per poi finire nella dolcezza dell’M&M’s Store poco distante.
Anche l’altra figlia grande ha le sue esigenze e quindi la mattinata finisce da Aeropostale e in altri negozi di abbigliamento in zona Times Square.

Dopo una breve sosta nel pomeriggio decidiamo di dirigerci verso il primo importante museo che abbiamo deciso di visitare: il Metropolitan Museum of Art. E’ un museo immenso pieno di capolavori e opere d’arte, due piani grandissimi, il primo più dedicato a sculture e aree tematiche, il secondo ai dipinti. Bisogna calcolare almeno 4 ore per la visita nemmeno troppo approfondita.
Attenzione agli orari: alcuni giorni la chiusura è alle 17.30, non vuole dire come si potrebbe pensare che a quell’ora è l’ultimo ingresso, ma alle 17.15 iniziano a chiudere le sale e invitano a uscire. Noi non eravamo riusciti a finire la visita, siamo tornati nei giorni successivi spiegando la situazione e ci hanno fatti rientrare con la semplice offerta di 1 dollaro a testa ma non so se sia la prassi o siamo solo stati fortunati.

Prima di tornare a casa a cena, facciamo in tempo a tornare a Central Park per visitare una zona del parco che non avevamo visto il giorno prima.


La stanchezza e il fuso orario non ci permettono di fare la programmata uscita serale e così andiamo a letto presto con l’impegno di uscire la sera successiva.

Il mattino del terzo giorno siamo prontissimi come al solito molto presto, riusciamo a “tirare” alle 6 del mattino per aspettare l’apertura di un vicino Starbucks per prendere muffin e dolcetti vari e poi siamo già diretti verso downtown, primo obiettivo il Ponte di Brooklyn, è il ponte per eccellenza, quello ritratto in tutte le foto e in tutti i quadri di New York. Il ponte, anche se parzialmente “impacchettato” per un restauro, è ricchissimo di fascino, lo percorriamo tutto a piedi da Manhattan a Brooklyn lentamente, senza fretta, con tutto il tempo necessario per scattare le foto e fermarci ad ammirare il panorama da entrambi i lati del ponte facendo solo attenzione alle bici che scorrono velocissime nella loro pista ciclabile e ai newyorkesi che fanno jogging correndo lungo il ponte.
Dopo la attraversata ci fermiamo un po’nella Brooklyn promenade, una splendida passeggiata, recentemente ammodernata, lungo il fiume con una vista mozzafiato di Manhattan, con tante panchine, tante aree verdi per riposarsi quando si è stanchi.


Per tornare verso Manhattan prendiamo invece la metropolitana che passa sotto il fiume Hudson e scendiamo nella vicina Wall Street, il cuore finanziario della City e quindi del mondo intero.
Grattacieli altissimi di vetro sono tutti attaccati l’uno all’altro, ti immagini che all’interno ci possa essere qualcuno che prende decisioni fondamentali per le sorti dell’economia mondiale.

In mezzo al distretto finanziario e proprio tra i grattacieli di Wall Street sorge la bella chiesa di Trinity Church. In questi giorni la facciata è in restauro e si perde la visione di una delle migliori caratteristiche di questa chiesa, ma anche l’interno è comunque da visitare.

Proseguiamo a arriviamo nel luogo simbolo dei nostri tempi, in quello che resterà, purtroppo, nella storia per sempre, Ground Zero, il luogo dove c’erano le Twin Towers del World Trade Center, abbattute nell’attentato terroristico dell’11 settembre 2001.
Non c’è più il “cratere” delle torri ma c’è tutto un muoversi di gente che lavorano per ricostruire il più velocemente possibile una nuova area residenziale e economica, la nuova Freedom Tower è immensa, già più alta di ogni altro grattacielo di New York, è davvero impressionante vedere la gru appesa in cima al grattacielo, sembra sospesa in mezzo al cielo.
In ogni angolo del quartiere c’è però un ricordo dell’11 settembre, una scritta, un cartello, un fiore, insomma, giustamente va bene ricostruire, ricominciare, ma non bisogna mai dimenticare e il massimo dell’emozione si prova visitando St.Paul’s Chapel, una piccola chiesa proprio sotto le Torri Gemelle incredibilmente risparmiata dalle macerie e dai detriti seguiti dall’esplosione e diventata rifugio di tutti coloro che stavano scappando o aiutando i superstiti in qui terribili momenti. La chiesetta di St.Paul’s è diventata una sorta di museo ricordo per celebrare le vittime e i soccorritori della tragedia dell’11 settembre. Ci sono vestiti, scritte, divise, e tanti ricordi che lasciano un segno importante in tutti quelli che si fermano un istante a pregare per coloro che non sono sopravvissuti a quella immane tragedia


Lasciamo la chiesetta con gli occhi lucidi e, dopo una sosta al vicino outlet Century 21, torniamo a piedi verso il fiume, questa volta verso South Seaport e la zona del Pier 17 recentemente ristrutturata e diventata una sorta di centro commerciale in parte all’aperto e in parte all’interno del molo. La zona è molto carina con tanti negozi alla moda e tante attività ludiche anche per bambini, la vista del ponte di Brooklyn e (più in lontananza) della Statua della Libertà poi è tra i migliori punti di osservazione di New York. Ci fermiamo a mangiare hamburger e patatine da Johnny Rocket e poi camminiamo ancora un pochino per arrivare a Battery Park con l’obiettivo di prendere il traghetto gratuito che porta a Staten Island per vedere da vicino la Statua della Libertà.

Il traghetto per Staten Island si prende dal molo sud di Battery Park. Ne parte uno ogni mezz’ora ed è assolutamente gratuito. Si passa molto vicino alla Statua della Libertà e si ha anche una splendida visione dello skyline di Manhattan. I posti migliori sono sulla destra all’andata. Un’oretta fate andata e ritorno, da non perdere, vale la pena.


Tornati subito indietro ci fermiamo un po’ a Battery Park e poi proseguiamo per il vicino Bowling Green una delle tante altre zone verdi in mezzo ai grattacieli di New York, qua c’è da vedere il caratteristico Toro, il Charging Bull, è la famosa statua in bronzo del toro che per le borse significa rialzo. Dopo averlo visto tante volte nei film ambientati a New York non è potuta mancare una foto ricordo, accanto al Toro.

Riprendiamo la metro e decidiamo di visitare due quartieri sempre nella zona downtown, Chinatown e Little Italy.
Chinatown è la solita di tutte le grandi metropoli, una città dentro la città con tanta confusione, tanti carrellini pieni di pacchi che si spostano a piedi e tanti banchetti che vendono ogni cosa oltre ai soliti ristoranti.
Accanto a Chinatown c’è Little Italy, e ti aspetti la Little Italy vista nei film o raccontata dagli emigranti di ritorno a casa invece trovi qualche ristorante e gelateria con i menu sgrammaticati tutti attorniati da market cinesi. Un giretto vale la pena farcelo ma ormai è solo il ricordo di tanti emigranti che hanno fatto fortuna in America.

Siamo stanchi, camminiamo dalle 6 del mattino, prendiamo la via del ritorno in appartamento fermandoci però, come facciamo quasi ogni giorno, a Central Park a riposarci distesi nell’erba vicino a qualche scoiattolino che ci guarda incuriositi.

Il giorno seguente è dedicato al mattino presto ad un altro momento impedibile di una visita a New York, la salita in cima all’Empire State Building, quello che fino a pochi mesi fa era il più alto grattacielo di New York, ora superato dalla Freedom Tower in costruzione a Ground Zero.
Alle 8 (ora di apertura) siamo sotto l’Empire e praticamente non facciamo coda per salire rapidamente fino all’86 esimo piano. Il tempo è bello e la vista è splendida. Consiglio di prendere l’audioguida (compresa con il City Pass) spiegano in italiano quello che potete vedere in tutti i punti dell’osservatorio. Sarebbe da fare sia di giorno che di notte, noi lo abbiamo fatto di giorno, lasciando l’osservatorio del Top of The Rock per la notte. Da ogni angolo di osservazione si può ammirare una differente parte di New York, il fiume con i vari moli, il grande rettangolo verde di Central Park, l’ammasso di grattacieli di Wall Street, gli edifici storici e tutti gli altri grattacieli con i piccoli parchi verdi che ogni tanto interrompono la serie di costruzioni altissime. Veramente un’esperienza fantastica.


Finita la visita all’Empire continuiamo a piedi sulla Fifth Avenue, passiamo accanto al Flatiron Building, il grattacielo storico a forma di ferro da stiro e ci dirigiamo verso Madison Park, un altro parco cittadino con panchine e giochini per bimbi e poi proseguiamo verso Union Square, una sorta di mercato all’aperto con tanti banchi che vendono ogni genere di alimenti.

Poi prendiamo la metro per spostarci nella zona west di Manhattan, visitiamo subito il Chelsea Market, è un mercato al coperto, ricco di colori e che propone alimenti svariati, specie pasticceria e pesci. Infatti entrando in uno dei tanti negozietti si possono ammirare vari pesci e crostacei in vendita, alcuni anche prelibati e si possono anche comprare o mangiare sul momento.

Appena fuori dal Chelsea Market, siamo sulla High Line, è una bella passeggiata sopraelevata di circa un chilometro e mezzo nel luogo in cui una volta c’era la ferrovia (e ci sono ancora le vecchie rotaie). Tante panchine, qualche attività (soprattutto per i bimbi) e il modo per staccarsi un’oretta dalla vita frenetica di Manhattan.

Per tornare verso l’appartamento prendiamo prima il bus numero 23 che taglia tutta la 23 th. street (c’è sempre un bus con il nome della strada che la percorre in tutto il tragitto) e poi la metro numero 6 che ci riporta alla nostra fermata sulla Lexington Line e mangiamo a casa.

Nel pomeriggio ci dividiamo, mia moglie e mia figlia piccola vanno a Central Park a rilassarsi e a fare qualche giochino mentre io porto mia figlia maggiore a vedere il Guggenheim Museum non distante dal nostro appartamento.
La struttura del museo di forma circolare è bellissima e molto particolare, per raggiungere le opere d’arte nel piano successivo si percorre circolarmente un corridoio salendo sempre di livello. Le opere esposte sono effettivamente dedicate ad un pubblico di appassionati del genere di avanguardia e di arte moderna e non sono di facile interpretazione per i non addetti ai lavori e per i non appassionati del genere. Da vedere esternamente anche di sera (lo abbiamo fatto il giorno successivo) con l’illuminazione artificiale colorata della struttura esterna.


Torniamo a Central Park per ritrovare il resto della famiglia, facciamo ancora un giro nella zona più lontana del parco che non avevamo ancora visto e in particolare arriviamo nella zona degli “Strawberry fields” con il tributo a John Lennon, un mosaico (più piccolo di quello che pensassi in realtà) con la scritta “IMAGINE” e attorno i vari tributi lasciati di volta in volta dai fan e dai semplici visitatori.

Ci siamo riposati abbastanza e siamo pronti per ripartire verso un altro appuntamento importante della nostra visita di New York, la crociera sul fiume Hudson. Compresa nella City Pass c’è la crociera Circle Line che circumnaviga il fiume fino a passare davanti alla Statua della Libertà.

E’ un bel giro intorno a Manhattan con la barca. Avevamo scelto la Harbour Cruise per vedere la città all’imbrunire ma a metà giugno la crociera (dalle 7 alle 9 di sera) è praticamente tutta con il chiaro ma ciò non toglie l’emozione di vedere un fantastico skyline di Manhattan e la Statua della Libertà davvero da pochi metri.

Soprattutto si arriva davvero quasi attaccati alla Statua della Libertà. E’ il simbolo di New York, immancabile vederla da vicino. In questo periodo non ci si può salire quindi ho scelto di vederla solo dal fiume. Ci si avvicina abbastanza anche dal traghetto gratuito per Staten Island (già fatto il giorno precedente) e poi ci siamo arrivati accanto con la crociera Circle Line. Sempre un’emozione vederla.


Oramai è sera tardi giusto il tempo di prendere il solito take out da Dallas BBQ e mangiarlo in appartamento e poi si va a letto dopo una giornata piena di attrazioni che abbiamo potuto vedere.

Il quinto giorno della nostra visita di New York è domenica e avevo già programmato da tempo di andare a Harlem per assistere ad una messa gospel, un’esperienza che davvero non puoi trovare in nessuna altra parte del mondo.

La messa però è alle 11, noi usciamo presto come al solito e quindi facciamo in tempo a fare visita all’Apple Store sulla Fifth Avenue nella punta sud di Central Park, che è aperto 24 ore su 24. Più che un negozio sembra una biblioteca super tecnologica con tanti tavolini con computer e tablet da provare e utilizzare e anche un angolo per i bimbi con gli I-Pad con preinstallati giochini per bambini con vari livelli di difficoltà a seconda della età. Dopo aver giocato un po’ con i Mac, fatto qualche foto alla vicina Grand Army Plaza, abbiamo costeggiato a piedi il lato sud di Central Park per arrivare a Columbus Circle, la piazza con la grande statua marmorea di Cristoforo Colombo e da qua prendere la metro in direzione Harlem.

Arriviamo un po’ in anticipo per non fare le temute lunghe code alla First Corinthian Baptist Church e prendiamo subito posto nella gradinata riservata ai turisti. Piano piano la chiesa si riempie di turisti e di fedeli locali che si sistemano nella parte di più bassa della gradinata e nella platea e inizia la celebrazione. Si parte subito con un canto, poi arriva il reverendo, acclamato come una rock star, fa il suo sermone (molto poco comprensibile a dire il vero per il nostro inglese) e poi ripartono a raffica una serie di canzoni gospel straordinarie che coinvolgono tutto il pubblico in maniera straordinaria con gente in piedi che acclama il coro e canta a squarciagola, pochi momenti liturgici tradizionali si affiancano a tanti momenti di canti e preghiera collettiva.
Un’esperienza davvero da fare per vivere anche questo lato religioso di New York.

Ritorniamo in bus per mangiare a casa e dopo pranzo torniamo per finire la nostra visita al Metropolitan Museum per poi tornare verso Times Square a fare le vie centrali e a rivedere qualche negozio per farci venire in mente i primi acquisti da fare.
Solita capatina a Central Park e poi torniamo presto a casa perché subito dopo cena vogliamo andare all’osservatorio del Top of The Rock sul Rockfeller Center per vedere New York City dall’alto con le luci della notte.


Qua la coda è più lunga dell’Empire perché ovviamente in tanti vogliono vedere lo skyline con le luci notturne dei vari edifici, comunque la vista è simile a quella dell’Empire, fantastica in entrambe le occasioni, da qua ovviamente si vede l’Empire di fronte. Dopo il tramonto si accendono le luci dei vari edifici e la città assume tutto un altro connotato, diventa ancora più magica.
Davvero un’esperienza da non perdere vedere la città dall’alto di mattina e di sera.

Del resto lo Skyline di Manhattan è uno di quei panorami che deve essere visto da tante angolazioni, scoprirete sempre un angolo suggestivo, un edificio strano che vi era sfuggito, un parco che non avevate visto…
Consiglio la visione dall’alto (Empire o Top of The Rock) sia di giorno che di notte e la vista dal fiume Hudson durante la crociera Circle Line o una simile.
Non male anche la vista di Downtown dal ponte di Brooklyn o da South Seaport.

Siamo già al sesto giorno di New York, come è volato il tempo, ci resta ancora qualcosa nei nostri appunti, la prima tappa del giorno è il Tramway, la funicolare che porta a Roosvelt Island. Se avete la metro card è gratuita. Per 5 minuti siete sospesi (in assoluta sicurezza) nel cielo di Manhattan, un’esperienza davvero bella e insolita per vedere la città da un ulteriore punto di vista oltre ai grattacieli, le strade, il fiume e tutto quello che consigliano tutti.

Dopo un breve giro nelle vie centrali ci facciamo trovare alle 10.00 pronti ad attendere l’apertura del Moma, il Museum of Modern Art. Al venerdì pomeriggio c’è l’entrata gratuita ma è compreso nel City Pass che abbiamo fatto quindi lo abbiamo lasciato volutamente per questa mattina. E’ un museo organizzato molto bene, pulito, con spazi sufficienti per permettere la vista di ogni opera d’arte ai tantissimi visitatori che affollano le sale ogni giorno. Le opere più importanti e note sono agli ultimi due piani, nei precedenti tante opere di artisti di avanguardia. Certamente un must per gli appassionati del genere arte moderna, visita da preparare bene per i non addetti ai lavori.

Nel pomeriggio iniziamo finalmente a fare un po’di shopping per le vie centrali e torniamo a passeggiare per Times Square affollatissima di gente mentre alla sera andiamo a vedere la struttura del Guggenheim illuminata e facciamo un giro a Central Park con le luci della sera.

Siamo già arrivati al settimo e ultimo giorno pieno della nostra vacanza a New York, tra le attrazioni che ci siamo prefissati di vedere ci manca solo l’American Museum of Natural History, il museo di storia naturale, quello del film “Una notte al museo”, è un museo veramente immenso, non solo tutti gli animali del mondo ma anche tante sale dedicate all’arte, alle scienze, alla biologia, all’evoluzione dell’uomo. Per una visita nemmeno troppo dettagliata vi serve comunque mezza giornata, i ragazzi e i bambini sono quelli che apprezzeranno di più la visita a questo museo. Compreso con il City Pass c’è anche uno spettacolo al Planetario.

La visita al museo porta via parecchie ore e siamo già nel primo pomeriggio, vogliamo girare senza una meta precisa per alcuni quartieri di New York che non avevamo ancora avuto il tempo di visitare, Soho e Tribeca con i loro edifici in ghisa con le scale all’esterno tante volte ritratti in numerosi film e telefilm, e con i loro negozi e locali alla moda, poi Greenwich Village cuore della Manhattan giovane e dinamica anche questo quartiere di innumerevoli film per finire a Washington Park altra area verde in mezzo ai grattacieli delimitata da una splendido arco di trionfo.

Prima dei giri nei vari quartieri però avevamo fatto un passaggio a Times Square con l’obiettivo di coronare un sogno che avevamo fin prima della partenza del viaggio, vedere un musical a Broadway !!! i prezzi sono piuttosto alti e allora abbiamo cercato i biglietti al TKTS che offre le rimanenze della giornata a prezzi molto scontati (40-50-60 %). Ci avevamo già provato due volte, una sempre a Times Square e venerdì pomeriggio a South Seaport (in un’altra filiale di TKTS) ma la coda chilometrica ci aveva fatto desistere, ma ormai all’ultima sera non c’erano altre possibilità quindi nonostante la coda ci siamo fermati e alla fine siamo stati premiati trovando il biglietto per Mary Poppins con il 50% di sconto.

Il musical inizia alle 20 quindi si rientra a casa presto per prepararsi lo spettacolo è al New Amsterdam Theatre, uno dei teatri più grandi di Broadway all’altezza della 42 th.street a due passi da Times Square, il musical Mary Poppins, davvero straordinario, attori bravissimi (compresi i due bambini), effetti speciali splendidi e tante tante emozioni. Assolutamente da non perdere anche se non conoscete benissimo l’inglese, la trama la sappiamo tutti, è stata riadattata senza cambiarla, riuscirete sicuramente a seguirla, poi ci sono tantissime canzoni che vi coinvolgeranno in pieno. Davvero un’esperienza indimenticabile.

Il 20 giugno, ottavo giorno e ultimo della nostra vacanza a New York è dedicato all’ultimo shopping, all’ultimo saluto a Times Square e a Central Park e ovviamente alla mesta preparazione delle valige.

Nel pomeriggio ci avviamo autonomamente senza fretta verso l’aeroporto JFK prima prendendo la metropolitana fino a Jamaica e poi l’Air Train fino all’aeroporto.

I controlli doganali sono assolutamente nella media di tutti gli aeroporti, prendiamo l’ultimo frappuccino da Starbucks e saliamo sull’aereo Alitalia che viaggiando nella notte locale ci porterà il mattino successivo a Malpensa.

New York è una città fantastica, da vivere in ogni suo quartiere, da visitare in ogni ora del giorno e della notte, da girare in lungo e in largo lasciandosi guidare dall’istinto del momento, perdendosi nel suo skyline da ammirare in ogni angolazione e visuale possibile, insomma questa Grande Mela è da mangiare tutta, fino al torsolo.

Paolo

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Ci sono 54 commenti su “Finalmente la Grande Mela

  1. Bravo Paolo!! mi piace molto questo diario :clap:
    Bellissime foto e un sacco di informazioni e consigli da mettere nel cassetto!!!
    …adesso ho un desiderio incredibile di provare Dallas BBQ!!!!!!:yummy::yummy::yummy: ciao

  2. Welcome Mr Paolodebora, join the club ! il club di quelli che a vario titolo sono legati a NYC. E my compliments per il diario, le foto e per l’intensità delle escursioni, visite, etc etc. MA ancora di più per aver colto esattamente lo spirito di questa città e dei suoi abitanti, che hai sintetizzato con questa frase (copy/paste)

    [FONT=Trebuchet MS]Non c’è più il “cratere” delle torri ma c’è tutto un muoversi di gente che lavorano per ricostruire il più velocemente possibile una nuova area residenziale e economica
    [/FONT]

    I newyorkesi hanno smesso da tempo di chiamarlo “ground zero”, per loro è “the construction site”. Questo non si trova in google, lo si impara solo vivendo la città in modo non superficiale. BRAVI ! a quando la prossima ???

  3. Che bello Paolo!!!!!!:ok:
    Io ho già avuto modo di gustare, 20 anni fa, la Grande Mela, ma ora ho voglia di tornare a morderla nuovamente, e spero di realizzare il sogno nel cassetto: andarci a Natale:serenata:!
    Complimenti per racconto e foto! :clap:

  4. Paolo meraviglia , ve la siete gustata e goduta questa grande mela , l’avete vissuta proprio come piace a me :serenata:
    info preziose :ok: mi hai fatto venire una voglia di visitarla al piu’ presto

    Harlem per assistere ad una messa gospel, un’esperienza che davvero non puoi trovare in nessuna altra parte del mondo.

    fantastico immagino :serenata:
    grazieee :bacio:

  5. Grazie a tutti voi per i commenti :rose:

    Vi assicuro che rivivere i momenti passati a New York per scrivere questo diario mi ha portato fino alla commozione :serenata::serenata:

    New York è appunto una città da vivere con lo spirito di chi non si ferma e non si arrende mai di fronte a nulla :ok::ok:

  6. Tu ti sei emozionato a scriverlo e io a leggerlo..hai ragione quando dici che N.Y è una città magica che nn deve assolutamente mancare nelle esperienze di chi viaggia,lo si capisce anche solo dalle foto,dalle quali si fa fatica a distogliere lo sguardo.Spero di provare le tue stesse emozioni un giorno,grazie Paolo!

  7. Paolo che bel diario e che belle foto – avete proprio sfruttato benissimo il tempo a vostra disposizione – complimenti all’organizzatore

    mi sono emozionata ripensando alla nostra New york di 20 anni fa quando ci andammo con il bimbo che aveva 8 anni
    io ero affascinata dalla città, ma la meraviglia che vedevo negli occhi di Niccolò era incredibile

    avemmo l’opportunità di fare anche il giro in elicottero tra i grattacieli, che ora credo non sia più possibile

    è una città indimenticabile e magica in cui si ritorna sempre volentieri

  8. Grazie anche a coloro che hanno aggiunto il proprio commento questa mattina :rose:

    Il giro in elicottero si fa ancora, partono da South Seaport, vicino a Battery Park, era però fuori dal nostro budget :oops:

  9. Molto bello, sia il diario che le foto :clap:
    Io in verità sono tra i pochi (forse l’unica?) che ha avuto un incontro un po’ “brusco” con la Grande Mela. Ci ho impiegato un po’ di tempo per digerirla e assimilarla. Adesso beh…. datemi dieci minuti e sono pronta a ripartire :wink:

  10. Che bel diario Paolo!!!!! Ho sempre voluto vedere New York!!!! Di sicuro userò il tuo diario come spunto…e anch’io credo opterò per un appartamento, perchè volendo si può risparmiare qualcosa mangiando lì :ok:!!
    Ma nella cifra che hai messo sono compresi anche i vari souvenirs e…lo shopping:cattivo::rofl:???

  11. Eccomi, arrivo anch’io :sorridente:, letto ora i direi che hai fatto proprio un ottimo lavoro :ok:, il tuo diario è proprio bello e dettagliato e sò già che me lo stamperò quando andrò a visitare New York, è anni che dico di andarci ma poi c’è sempre qualche altro viaggio che prende il soppravvento :please.ma è nei miei piani futuri e l’idea dell’appartamento non è niente male

    Complimenti avete fatto proprio un bellissimo viaggio e poi delle foto stupende :serenata::serenata:

  12. Anche se NY non mi ha mai attratto più di tanto, la penso come te: almeno una volta nella vita va vista :ok:
    Grazie Paolo, bel diario e belle foto, sembra di stare in un film…:serenata:
    Lo Skyline notturno poi…

  13. Finalmente ce l’ho fatta :hello:
    Non sono mai stata particolarmente attratta da NY ma leggendo il tuo diario e vedendo le foto un po’ mi hanno fatto ricredere, da pensarci prima che l’età avanzi troppo :laugh:
    Complimenti :clap:

  14. Ciao, hai fatto un fantastico resoconto…mi hai fatto venire in mente quando ero più giovane: sono stata a New York due volte ma moolti anni fa! quando ero una ragazza e studiavo! Sai la cosa buffa pensavamo di andare forse l’anno prossimo per portare la nostra bimba di 9 anni: l’anno scorso se non erro sei stato a Bayahibe e noi andiamo quest’anno, quest’anno sei sstato a New York e noi andiamo l’anno prossimo, seguiamo i vostri viaggi! Senti posso chiederti il costo dell’appartamento e i riferimenti?
    Grazie e ancora complimenti:rose:

  15. Grazie, anche tu sei molto gentile con i complimenti :rose:
    Mi auguro davvero di poterti essere utile come spero di esserlo stato per i Caraibi :ok::serenata::serenata:

    Per i costi dettagliati ti mando un MP :wink:

  16. :ok: me lo son salvato tutto e me lo leggerò le prossime sere …:yeah:
    visto che vado 7 giorni … perché non seguirlo … quasi alla lettera?
    mi sembra fantastico!!!

    Grazie mille! Sei stato super!!!! Tanti complimenti! :rose::ciao:

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