Messico e ….. nuvole

Viaggio in Messico Giugno 2010 (13 giugno – 3 luglio)

Finalmente dopo mesi di progetti, sogni e varie letture partiamo per il nostro viaggio in Messico. Siamo in sei; la nostra famiglia composta da me, mio marito e due ragazzi e mia sorella con suo marito. Abbiamo deciso di non fare prenotazioni, a parte l’hotel a Città del Messico e la macchina. Andremo poi all’avventura aiutati dalla Lonely Planet e dal navigatore.
Partenza domenica 13 giugno aereoporto di Pisa destinazione Città del Messico via Parigi. Dopo un volo noioso e interminabile arriviamo a Città del Messico. Sono le 21.30 e Città del Messico dall’alto ci appare una distesa infinita di luci. Espletate tutte le formalità in dogana, cambiamo un po’ di euro al cambio dell’aereoporto (decisione disgraziata…. Il peggior cambio effettuato durante tutto il viaggio) e ci dirigiamo verso la compagnia di taxi per prenotarne uno che ci porterà in hotel nel centro della città, non lontano dallo zocalo. Durante il viaggio per arrivare in hotel, il taxi buca una ruota e siamo costretti ad una sosta (in una zona poco raccomandabile della città. Dopo circa due minuti di sosta ci vediamo affiancare e scortare da un auto della polizia….meno male!!!). In ritardo, stanchi ed affamati arriviamo in hotel, ci sistemiamo e andiamo a dormire. Abbiamo un giorno per visitare velocemente Città del Messico, abbiamo infatti prenotato la macchina per il giorno dopo. Per quel poco che abbiamo visto la città è immensa e caotica. Visitiamo lo zocalo, che sfortunatamente non è visibile nella sua completezza a causa del Fifa Fun Fest approntato per i mondiali di calcio 2010 con maxi schermo sistemati in varie zone della piazza che ci permettono però di guardarci la partita della nostra nazionale. Dopo la partita un piccolo assaggio di cucina messicana e via in metropolitana alla ricerca dell’Hard Rock Cafè. Mentre al mattino l’aria è frizzante al pomeriggio il caldo si fa sentire e non ci permette di fare tutto quello che avevamo programmato…. Ritorniamo in hotel e ci prepariamo per la cena.
Martedì 15 giugno. Parte il nostro viaggio. Ritirato il “carrito” alla Hertz, dopo un attesa di circa due ore, (una cosa che abbiamo presto imparato in Messico è che non bisogna avere fretta … tutto ha un suo tempo), programmiamo il navigatore e partiamo alla volta di Teotihuacan. Ma non so come, dopo aver attraversato la caotica Città del Messico e con un ritardo di diverse ore, ……finiamo a Tula. Il sito è pressoché deserto, cosa che ci permette di visitarlo con calma. Le statue “atlantes” sono perfettamente conservate. Enormi piante grasse fanno da contorno alle rovine. Dopo una sosta al supermercato, di nuovo in macchina destinazione Teotihuacan…… almeno lo speriamo. Abbiamo infatti delle difficoltà a trovare alcuni itinerari sul navigatore…. ma fortunatamente abbiamo la nostra inseparabile Lonely Planet che ci aiuterà durante tutto il viaggio. Arriviamo nel tardo pomeriggio.
Mercoledì 16 giugno. Visita al sito archeologico di Teotihuacan. Al mattino fa molto freddo e ben coperti ci incamminiamo lungo il viale dei morti che ci porterà alla piramide della luna e del sole. Decidiamo di salire sulla piramide del sole…..ma arrivati in cima siamo stravolti, l’altitudine non ci aiuta, ma ne vale la pena. La vista dall’alto è meravigliosa. Dopo la visita al sito e l’acquisto di vari souvenir (i prezzi sono veramente bassi e i messicani molto gentili e disponibili), ripartiamo con destinazione Taxco. Solita sosta per il pranzo (abbiamo deciso, durante il giorno di evitare ristoranti ecc… e di servirci presso le panetterie e le salumerie locali nonché supermercati che ci permettono di fare pasti abbondanti e poco costosi). Arriviamo nel primo pomeriggio a Taxco. Seguiamo il consiglio della nostra fidata guida e ci troviamo un hotel. Sistemati i bagagli ci incamminiamo verso il centro della cittadina. Taxco, famosa per le sue miniere d’argento ormai esaurite, si presenta come una chiassosa e super inquinata cittadina con una quantità di traffico impressionante. Saliamo fino alla famosa cattedrale di Santa Prisca e durante la nostra passeggiata possiamo ammirare una infinita quantità di negozi che vendono manufatti d’argento (c’è l’imbarazzo della scelta…). Dopo la visita alla chiesa e l’acquisto di diversi oggetti in argento, ci fermiamo a riposare nel giardinetto che contorna il piccolo Zocalo. Ma il traffico è veramente caotico e chiassoso e così, vista l’ora, decidiamo per una veloce cena e via in hotel a riposare.
Giovedì 17 giugno. Dopo una colazione sostanziosa a base di cornetti giganti partiamo per la successiva destinazione. Acapulco. Da questo momento in poi troveremo durante il tragitto diversi posti di blocco (esercito e polizia), ma dopo il primo spavento ci abituiamo presto e non facciamo altro che fermarci e scendere dall’auto per permettere loro di “controllare” ….. Arriviamo a Acapulco nel primo pomeriggio e sistemati in hotel decidiamo di andare a farci un bagno…. La stagione non ci aiuta, il cielo non è mai veramente limpido e una cappa di umidità rende difficile respirare…. Ma siamo in vacanza e i ragazzi vogliono fare un bagno e quindi entriamo in un piccolo stabilimento balneare nella parte vecchia di Acapulco, ci riposiamo un po’ gustandoci una bella birra ghiacciata. Abbiamo scelto Acapulco perché volevamo vedere i tuffatori, la famosa Quebrada. E’ una tradizione che si tramanda da diverse generazioni fra alcune famiglie messicane. I tuffatori, tutti ragazzi molto giovani, scalano la montagna a piedi e mani nude, e dopo una preghiera davanti a un piccolo santuario aspettano l’onda e poi giù….. si tuffano. Il punto più alto è 35 metri. Dopo lo spettacolo ceniamo in un piccolo ristorante sempre nella parte vecchia di Acapulco.
Venerdì 18 giugno. Partiamo al mattino con destinazione Puerto Escondido, ma poco dopo veniamo fermati dalla polizia locale. Questo è un guaio. I poliziotti, arroganti e maleducati ci spaventano minacciando, per quel poco che riusciamo a capire, sequestri di patenti e multe elevatissime. Presi dal panico riusciamo a concordare una piccola “tangente” di 300 dollari americani, che il poliziotto una volta intascata divide con il suoi compagni. Dopo questo furto demoralizzati e arrabbiati ci rimettiamo in viaggio, ma abbiamo perso un po’ di entusiasmo. Arriviamo Puerto Escondido nel pomeriggio. Decidiamo di fare un percorso interno distante dalla costa per poter vedere il Messico vero. La strada percorsa attraversa una serie di piccoli villaggi molto poveri. Bambini, animali, sporcizia. C’è di tutto e troviamo anche le famose “tope” messicane. Sono l’incubo degli automobilisti. Dossi artificiali di solito situati in prossimità dei “Pueblo” ci obbligano a fermate brusche. Il rischio è di distruggere la macchina. Dopo diverse ore ci avviciniamo alla costa che si presenta molto frastagliata con piccole baie ed insenature. Arrivati a Puerto Escondido ci accoglie la lunga e famosissima Playa Zicatela. Questa piccola cittadina è deliziosa. Decidiamo per un piccolo hotel fornito di piscina e dopo un bagno nell’oceano pacifico terminiamo la nostra giornata in piscina. Il clima si fa sempre più caldo e umido e abbiamo qualche difficoltà ad abituarci, ogni pretesto è valido per rinfrescarci. La cena è ottima e a base di pesce e la spesa è veramente bassa.
Sabato 19 giugno. Giornata di trasferimento. Più di 600 km per avvicinarsi al Chiapas. Sosta a Tuxla.
Domenica 20 giugno. Decidiamo di visitare il Canyon del Sumidero. E “adescati” da un traghettatore in bicicletta ci facciamo accompagnare all’imbarcadero. Attendiamo che il barcone sia pronto e forniti di giubbotto di salvataggio partiamo. La guida parla messicano, capiamo poco, ma è il paesaggio che ci stupisce. La vegetazione è lussureggiante, le pareti a picco sul fiume e una cascata a forma di abete….e poi tanti animali. Da vari tipi di uccelli, avvoltoi, buffissimi pellicani ai coccodrilli, alle scimmie. Beh il canyon è veramente fantastico. Terminata la nostra gita ripartiamo per la successiva destinazione. San Cristobal de las Casas. La città è a una altitudine di 2000 metri circa e finalmente si respira. E’ scomparsa l’umidità e il clima è ottimo. Ci dirigiamo nel centro della città e rimaniamo colpiti dalle variopinte case e strade a saliscendi, che ci portano ad una scalinata. In cima si erge una delle tante chiese di San Cristobal e dall’alto si può ammirare la città. Ritorniamo verso il centro e notiamo una forte presenza indigena. Troviamo infatti un pittoresco mercato artigianale di prodotti messicani (tessuti, ricami, ceramica, gioielli). E qui ci gettiamo in un frenetico giro di acquisti. E’ tardi e siamo stanchi, decidiamo di andare a dormire.
Lunedì 20 giugno. Partiamo destinazione Palenque. Una volta arrivati, nel primo pomeriggio, decidiamo di entrare subito per la visita al sito archeologico. Devo dire che tra quelli visitati è il mio preferito, soprattutto per la vegetazione lussureggiante in cui è immerso.
Martedì 21 giugno. Sempre facendo base a Palenque partiamo per la visita alle cascate di Misol-ha e di Agua Azul. Le prime sono molto alte e belle, visto che è la stagione delle piogge sono ricche di acqua e più spettacolari, ma purtroppo soprattutto per Agua Azul di azzurro hanno proprio poco e non abbiamo potuto fare il bagno. Peccato!

Mercoledì 22 giugno. Partiamo al mattino da Palenque e arriviamo a Campeche all’ora di pranzo. Troviamo subito una sistemazione e dopo un bagno nel golfo del messico a Playa Bonita, andiamo a visitare questa coloratissima città coloniale. La cattedrale e la piazza principale alla sera sono completamente illuminate e offrono una spettacolo bellissimo. Il giorno dopo, a causa di un malessere generale che ci ha colpito durante la notte, siamo costretti a correggere la nostra destinazione e partiamo direttamente per Valladolid, rinunciando alla visita al sito archeologico di Edznà.
Venerdì 24 giugno. Partiamo da Valladolid per andare a visitare la famosa Chichén Itzà. E’ un complesso archeologico Maya, nel nord della penisola dello Yucatan. Le rovine si estendono su un’area molto grande e comprendono numerosi edifici tra i quali il più rappresentativo è senza dubbio la piramide di Kukulkan, nota come El Castillo. All’interno ma anche all’esterno del sito troviamo numerosi venditori e così ne approfittiamo per gli ultimi acquisti. Al ritorno ci fermiamo al cenote di X’keken. Il cenote è al chiuso in una grotta alla quale si accede scendendo una stretta scala di pietra. C’è soltanto una piccola apertura sul “tetto” della grotta dalla quale entra un raggio di luce. E’ molto buio e l’acqua non è freddissima. Ci sono molti pesci neri (non ho chiesto e non mi interessa il tipo di pesci…). Dopo un bel bagno rientriamo a Valladolid.
Sabato 25 giugno. Arriviamo nel Quintana Roo. Destinazione Tulum. Ma il tempo che fino a questo momento ci ha assistito, peggiora e arriviamo a Tulum durante una tempesta tropicale. Il vento è fortissimo e il mare molto mosso ma siamo in vacanza è caldo e decidiamo di fermarci fino alla nostra partenza, che sarà il 2 luglio, in una cabanas sulla spiaggia. Soggiorniamo presso l’hotel Posada del Sol, la proprietaria molto gentile è Italiana come anche una dipendente il che ci facilita le cose e ci fa sentire un po’ a casa. A causa del tempo non abbiamo potuto goderci rilassanti bagni ma abbiamo ugualmente ammirato nel suo splendore il Mar dei Caraibi, ne abbiamo approfittato per riposare (dopo 4000 km ne avevamo bisogno) e visitare la costa che è molto bella. Una visita a Cancun è d’obbligo. La città è molto “americana” con negozi, fast food, ristoranti. Durante il nostro soggiorno non potevamo non visitare la famosa Tulum. Il sito, molto piccolo, è a picco sul mare e ci sono molte iguane che girano indisturbate tra le rovine. Nei paraggi di Tulum si trovano diversi cenote. Noi abbiamo visitato il Grande Cenote, una piscina naturale scoperta con acqua turchese trasparente con diverse varietà di pesci, tartarughe e piante, ma con l’acqua gelida.
Il viaggio di ritorno è stato tranquillo senza problemi e stranamente più veloce. Dopo tre settimane passate in Messico il ritorno alla vita normale è stato un po’ malinconico….ma siamo già con la mente ad una nuova esperienza.…..chissà dove la nostra voglia di viaggiare ci porterà il prossimo anno!

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Ci sono 10 commenti su “Messico e ….. nuvole

  1. 300 dollari sono veramente una mazzata, maro’! di solito uno se la cava con 300 pesos!! purtroppo sono cose che succedono e con i turisti se ne aprofittano di piu’!…peccato per le cascate…per vederle azzurre davvero bisogna andare a dicembre o gennaio!

  2. Bel viaggio!
    Il tragitto Acapulco – Chiapas lo feci in pulman.. e anche a quei tempi (198…) c’erano tantissimi posti di blocco; non ci chiesero danaro soltanto perchè il mio compagno di viaggio aveva un aspetto tremendo, essendosi bèccato la famosa “vendetta di Montezuma”…ma 300 dollari sono veramente un furto!

  3. Lamadanzante wrote:
    300 dollari sono veramente una mazzata, maro’! di solito uno se la cava con 300 pesos!! purtroppo sono cose che succedono e con i turisti se ne aprofittano di piu’!…peccato per le cascate…per vederle azzurre davvero bisogna andare a dicembre o gennaio!

    sara’ colpa dello spread centro americano…
    Scherzo,massima solidarieta’ la polizia messicana come quella brasiliana sono tutto un programma(in negativo).
    In questi paesi fanno piu’ paura dei criminali condivido.

  4. Beh adesso non esageriamo, paura!…non lo dico per giustificarli, pero’ loro lo fanno solo per arrotondare il misero stipendio che percepiscono dallo stato. Raramente si comportano male o in modo agressivo, soprattutto con stranieri, perche’ sanno che possono passare dei guai se tirano troppo la corda. Semplicemente ti multano per cose che magari non hai fatto o che si hai fatto, per’ senza stendere un verbale e intascandosi loro l’ammontare della “multa”. Io in 5 anni che ho vissuto la’ , mi avranno fermato una decina di volte, io sempre senza patente, loro non me l’hanno mai controllata, qualche scambio di battute e poi 200 pesos passavano di mano. E via, finiva li’!

  5. Lamadanzante wrote:
    Beh adesso non esageriamo, paura!…non lo dico per giustificarli, pero’ loro lo fanno solo per arrotondare il misero stipendio che percepiscono dallo stato. Raramente si comportano male o in modo agressivo, soprattutto con stranieri, perche’ sanno che possono passare dei guai se tirano troppo la corda. Semplicemente ti multano per cose che magari non hai fatto o che si hai fatto, per’ senza stendere un verbale e intascandosi loro l’ammontare della “multa”. Io in 5 anni che ho vissuto la’ , mi avranno fermato una decina di volte, io sempre senza patente, loro non me l’hanno mai controllata, qualche scambio di battute e poi 200 pesos passavano di mano. E via, finiva li’!

    Mannaggia a te ci scontriamo sempre su questa cosa del Messico!
    Il mio “paura ” era inteso non nel senso proprio della parola,piu’ inteso come gran seccatura.
    Il fatto che debbano arrotondare con estorsioni di questo tipo a danno di chi va a visitare il loro paese non giustifica di certo la cosa.
    E non intendo solo il Messico ma tutta L’America latina dove questa “pratica “delle forze dell’ordine e’ molto diffusa.
    200 pesos non sono 300 usd.
    Questa inflazione e’ un cavallo arabo ormai tanto galoppa!

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