In giro per l’Europa…

In giro per l’Europa

di Giusep11                 10/18 maggio 2014

10 maggio

Trasferimento a Roma con autobus che porta un grave ritardo che quasi mi complica irreversibilmente la vacanza con il rischio di non poter prendere il treno per Ciampino e quindi di arrivare in tempo utile per prendere l’aereo. Arrivo a Tiburtina, salto dal bus e via con la metro fino a Termini; da qui in un binario lontanissimo riesco per pochi secondi, dopo una lunga corsa olimpionica, a prendere il treno per Ciampino.  I rivoli di sudore formano una maschera sul mio volto molto eloquente.
Arrivo a Madrid con Ryanair in serata e con largo anticipo posso comodamente prendere il bus che mi porta a Sivilla viaggiando tutta la notte. Fortunatamente arrivo in anticipo rispetto all’orario di partenza in quanto vedo che questo bus(SOCIBUS) parte con 15′ in anticipo rispetto all’orario orario…..che paura!

 11 maggio

Arrivare a Sivilla alle 6 a.m. è fantastico perchè puoi vedere l’alba passeggiando lungo il fiume Guadalquivir e gustare un churro fritto con caffè o altro. Sono giorni di Feria d’Abril, la gente ha festeggiato tutta la notte e si appresta a tornare a casa e incontro donne vestite con costume tradizionale accompagnate dal loro cavaliere.
Conosco bene Sivilla per averla visitata altre due volte per cui vado a zonzo a memoria senza uso di mappa; faccio un giretto in centro e perdo un po’ di tempo a che apra la Cattedrale per ascoltare Los Cantos Gregorianos. Intanto arrivo a metà mattinata e corro a Plaza de Toros per assistere ai preparativi della corrida. Faccio la fila al botteghino per chiedere i vari prezzi, ma rinuncio perchè ritengo eccessivo il loro costo; intanto resto sempre lì per vedere tutti i preparativi assistendo all’esibizione di Caballeros che ben si destreggiano con il proprio cavallo e sicuramente sono incuriosito dai costumi dei toreros che puntualmente immortalo con la mia digitale.
Sono a Siviglia per assistere alla storica Feria d’April per cui mi trasferisco nel quantier generale della manifestazione per poter fotografare las mujeres e los ombres in costume tradizionale. Il caldo è molto forte e non riesco a stare lì così preferisco tornare in centro per poi rifare una puntatina verso il pomeriggio tardi. Durante le ore pomeridiane, lungo i vari viali dove sono situate Las casetas, vi è la sfilata delle carrozze con condottieri vestiti in costume tradizionale che è l’unico elemento, insieme ai balli di flamenco, degno di essere visto perchè tutto il resto è commerciale. Solo verso le 21 riesco a stare un pò al sole  e rilassarmi lungo le sponde del fiume pensando all’indomani. La festa finisce a mezzanotte con i fuochi d’artificio.

12 maggio

Alle 7.30 con bus EVA mi trasferisco a Faro. Con molta sorpresa quando si passa il confine tra Spagna e Portogallo si viene fermati alla frontiera e controllati rigorosamente i documenti sia dalla parte della Spagna che dalla parte del Portogallo: ma non c’era il trattato di Shengen che permette la libera circolazione di beni e persone all’interno dela UE????? Questo controllo ci ha fatto perdere del tempo per via di un americano che non aveva i documenti..che storia!   Arriviamo a Faro e subito mi inoltro nel centro storico, La Cidade Velha (città vecchia) all’interno della cerchia muraria, per vedere i punti principali del centro città, come la Cattedrale(Igreja da Sé), Nossa Senhora de Assunção, Nossa Senhora do Carmo; ed è molto bello camminare lungo le stradine che percorrono il centro con pavimentazione particolare in cui vi sono tutti i negozi. Dopo aver fatto un grosso giro a piedi mi dirigo verso la stazione dei treni, ma prima faccio un salto per vedere se dalla stazione dei bus(praticamente vicina a quella dei treni) vi è un mezzo che parte subito: così è. Faccio subito il biglietto e salto sul bus che sta per partire per Lisboa pagando una tariffa inferiore rispetto al programmato treno.

 

Arrivo a Lisboa dalla parte del porto commerciale, percorrendo un alto ponte da cui si può vedere tutta la città così imponente. Il bus sosta alla stazione Siete Rios e da lì con la metro raggiungo comodamente il centro. Per chi non avesse mai fatto il bilgietto con metro Lisboa o Porto, è bene sapere che bisogna acquistare una card che poi si ricarica ogni volta che si fa un viaggio.
Sono a Lisboa solo per un un saluto avendo poco tempo per via del bus che mi porterà a Fatima in serata, ma non importa perchè sono stato qui lo scorso anno e l’ho visitata per bene. Raggiungo Praca do Commercio e mi siedo per rilassarmi prendendo un po’ di sole lungo la sponda del Rio Tejo insieme a tanti turisti.
Più tardi faccio ritorno a Siete Rios per prendere la  Redexpressos che mi portarà a Fatima in cui passerò tutta la notte per la “grande notte di Cova da Iria-2″…

13 maggio

Siamo giunti al mattino dopo una dura notte e dopo aver fatto visita alla località delle apparizioni Aljustrel, mi trasferico a Porto per passare una giornata. Ero stato qui lo scorso anno di passaggio e mi aveva fatto una buona impressione per cui ho deciso di approfondire la conoscenza. Le strade sono un pò come Lisboa, ovvero sali e scendi, ma si capisce subito che è una città che vale la pena visitare. Sono innumerevoli le chiese che, come per altri palazzi, riportano los azulejos come decorazioni esterne ma anche interne come la stazione Sao Bento tutta piastrellata con decorazioni all’interno. Tra le chiese ricordo Se Catedral, Igreja de Santa Clara, Capela das Almas, Igreja de S Francisco, Igreja do Carmo,  Igreja e Torre dos Clérigos(in fase di restauro)…e altre. Ci sono poi dei quartieri come la caratteristica Ribeira con i suoi palazzi tipicamente colorati che costeggiano River Douro pieno di locali gastronomici dove si può bere una birra Super Bock accompagnata da una frecesinha, raggungibile dopo aver percorso il grande ponte D. Luis I. Questo imponente ponte realizzato da un collaboratore di Eiffel è percorribile a piedi sia lungo il piano alto  che  quello basso, in altre parole conviene attraversare la parte alta per godere della vista panoramica, poi prendere una stradina che porta alla parte bassa lungo la quale si arriva dall’altra sponda del Douro dove ci sono le cantine di vino. Lungo il fiume ci sono i rabelos, ovvero le tipiche imbarcazioni che una volta servivano per trasportare le barrique di vino.

14 maggio

Alle 5 del mattino con la linea 3M da Avenida Aliados giungo in aeroporto per iniziare una nuova avventura che mi portèra nel nord europa.
Con volo Ryanair arrivo a Parigi da cui dopo breve scalo prendo altro volo per Warszawa. All’arrivo si capisce subito che il tempo è completamente cambiato e si passa dai 35° di Siviglia a 15-18° della Polonia, il tutto accompagnato da gran nuvoloni che minacciano pioggia. Decido di cambiare 10euro per le prime spese, ma mi accorgo che mi rapina 2 euro di commissioni (non potevo fare altro). Allora per riguadagnarli decido di  non prendere il solito bus che attende all’uscita dell’aeroporto, ma di usare la compagnia Transuld che con 9 zl ti porta fino in centro a fronte dei 33 zl. Sono un pò smarrito perchè non capisco dove sia la fermata di questo bus, ma dopo aver chiesto a un passante mi dirigo verso la possibile fermata. Mi fermo un istante e davanti a me si ferma un minibus che scarica due persone e guarda caso è proprio quello che cercavo; salto su e mi porta alla fermata da cui con altro bus arrivo in centro proprio davanti all’imponente Palazzo della Cultura che esprime tutta l’architettura del realismo socialista. Cerco subito di cambiare altri euro in banca ma trovo notevole difficoltà sia perchè alcune non cambiano sia per la lunga attesa che mi ruba del tempo prezioso. Raggiungo l’ostello, prendo posto e subito via in strada per iniziare il percorso delle visite. Ho subito una visione positiva della città sia per l’organizzazione e l’ordine, sia per la gentilezza e la disponibilità delle persone che non mi aspettavo. Inoltre pensavo, come avevo letto in altri diari, di incontrare difficoltà per la scarsa conoscenza dell’inglese dei polacchi; nulla di tutto ciò: lo parlano tutti e molto bene, anche le persone non giovani!! Che dire, è una gioia per me prendere contatto con queste persone che si mostrano così disponibili a fermarsi e parlare per aiutarti a darti le indicazioni di cui hai bisogno: veramente un popolo civile! Dopo aver ammirato il Palazzo della Cultura mi dirigo alla ricerca della ulica Sienna dove vi è presente un pezzo-frammento del muro del ghetto di Warszawa, ovvero quella parte della città murata tutta intorno dai tedeschi in cui viveva una larga fascia della popolazione. Grande è l’emozione nel toccare quel pezzo di muro all’interno di un condominio che potrebbe raccontare chissà quali immani tragedie umane consumate in quel periodo. Vorrei ricordare solo la grande resistenza polacca nel ghetto che mise in seria difficoltà l’esercito tedesco che fu costretto a organizzare una grande armata speciale per aver ragione sulla resistenza, che provocò anche molte perdite nelle fila degli invasori. Non sono del tutto soddisfatto e nel ricordare che esiste un altro pezzo di muro, mi metto alla ricerca. Dopo aver parlato con il solito polacco gentile, mi dice che in ulica Zloty ve ne è un’altro che sarà oggetto della mia ricerca all’indomani. Intanto faccio un percorso a piedi lunghissimo e per la strada compro dei panini molto particolari sia normali con pezzi di olive che integrali con farina scura che mi danno energia per arrivare a Umschlagplatz( ul. Stawki), ora monumento, ma allora era la stazione da cui partivano i treni dei deportati con destinazione Auschwitz. La facciata interna di marmo è piena di nomi dei deportati che fa rabbrividire. Dopo aver sostato all’interno del monumento mi dirigo verso Stare Miasto(città vecchia) che con sorpresa mi da la sensazione di essere dentro un libro dei sogni. Mi ritrovo all’inizio di un quartiere da cui parte la Via Reale, ovvero quella strada lungo la quale si incontra quasi tutto di quello che c’è da vedere a Warsawa. E’ semplicemente incantevole questo quartiere con costruzioni tipiche dell’architettura neoclassica e barocca completamente bombardata e ricostruita meticolosamente con gli stessi mattoni da non rendercene conto. Incontriamo la fortezza del Barbacane, Plac Zambowy, numerose chiese tra cui la cattedrale dove vi è sepolto il Primate di Polonia Mons. Stefan Wyszyński che indicò il nome di Wojtyla come successore di Pietro ed in attesa di canonizzazione, Rynek Starego Miasta(Piazza del Mercato)….etc, fino ad arrivare in centro da cui ero partito.

15 maggio

Dopo una notte insonne passata nella camerata dell’ostello(una volta chiamato “della gioventù”) in cui vi erano degli individui che oserei chiamare “barboni” con particolari problemi neurologici che hanno reso impossibile il sonno. Arrivo al mattino e presto lascio il manicomio per rimettermi subito alla ricerca del muro del ghetto in via Zloty molto più grande dell’altro. Col tram arrivo al cimitero ebraico, che essendo ancora chiuso decido di far visita alla casa di Chopin composta da una sala in cui sono esposti degli oggetti realmente appartenenti a lui, come 2 pianoforti, spartiti musicali, mobili e dei dipinti che raffigurano i membri della sua famiglia…molto bello ed emozionante. Faccio ritorno al cimitero ebraico per una breve visita dove si possono vedere le tipiche tombe ebraiche e con bus 180 ritorno all’ostello per ritirare il bagaglio. Mi rimane pochissimo tempo per vedere il Palazzo Wilanow con i suoi giardini. Salto su un bus e con l’aiuto fondamentale di una signora che mi stupisce per come parla l’inglese non essendo giovane, arrivo alla fermata dove avrei dovuto prendere il bus per arrivare, dopo la visita del palazzo, alla stazione bus metro Wilanowska da cui parte Polksibus che mi porterà a Czestochowa. La visita del palazzo Wilanow è breve ma è utile per rendermi conto di cosa si trattava e soprattutto ho potuto ammirare quei giardini curatissimi. Dopo la visita corro alla fermata del bus indicatomi dalla signora ce miracolosamente arrivo in tempo per prendere Polskibus.

Czestochowa: all’arrivo  prendo informazioni circa i bus che partono all’indomani per Krakow; la signora anche se non parla la mia lingua, capisce e mi segna tutto su un pezzetto di carta…ancora persone disponibili. Ho fame e alla stazione dei bus compro dei dolci pieni di crema ad un prezzo incredibile e mi metto in cammino per il centro in cerca del mio hotel. Lungo la strada incontro una suora che vedo fissarmi come se mi conoscesse, io con un po’ d’imbarazzo abbasso la testa e lei continua a camminare, ma subito decido di chiamarla e parlando un po’ con lei mi racconta di essere stata a San Giovanni Rotondo per anni per cui parla italiano…che roba! Dopo aver parlato un po’ e averle fatto vedere delle foto e filmati della notte di Fatima, la saluto con un vecchio …”Pace e Bene” e mi rimetto in cammino. Con un pò di difficoltà riesco a trovare l’albergo che mi riserva una bella stanza grande in cui finalmente potrò passare una notte tranquilla. Dopo aver ricevuto le raccomandazioni dalla receptionist mi incammino per il santuario di Jasna Gora dove vi è esposta la Madonna Nera molto venerata in Polonia. Che dire del santuario, è molto bello e dentro vi è la Cappella dove è esposta la Madonna e di fianco la Basilica. E’ inutile dire che ci sono pellegrini e celebrazioni per tutto il giorno e si può toccar con mano la grande fede dei polacchi per il culto cattolico. C’è una speciale preghiera riportata dietro l’immaginetta della Madonna per ottenere una grazia particolare….approfittatene. Resto lì tutto il pomeriggio fino a sera. Intanto piove.

16 maggio

Mi alzo alle 5 per essere puntuale al santuario alle 5.30 per la messa, ma soprattutto assistere al rito dell’esposizione del dipinto della Madonna Nera che la tradizione vuole attribuire a San Luca. Al mio arrivo sotto la pioggia, trovo già gente e sempre di più se ne aggiungono; non capisco bene che cosa stia per succedere ma vedo che il quadro di Jasna Gora è scomparso. Alle 6 tutti in ginocchio, cominciano a squillare le trombe e vedo  un pannello sollevarsi dietro il quale spunta il ritratto della Madonna Nera. Resto ancora un po’ e mi precipito alla stazione dei bus per prendere la linea MSK che mi porterà a Krakow. Anche qui piove, ma nulla mi deve fermare perchè la visita della città che mi aspetta è bellissima. Arrivo in una modernissima stazione, prendo informazioni e mi dirigo nel centro storico dove ho prenotato una singola al Backpacker hotel a due passi dalla piazza. Lascio il bagaglio e subito in strada per soddisfare tutte le mie attese. Pur sotto l’acqua faccio visita subito alla fortezza del Barbacane e da lì alla chiesa di S.Floriano (parrocchia di Wojtyla da sacerdote), poi la Basilica di S.Maria in centro, Piazza del Mercato, Torre del Municipio, varie strade del centro fino ad arrivare al Wawel che permette di visitare la Cattedrale(gratis) e il grande dipinto del genius Leonardo Da Vinci “Dama con l’ermellino”, esposto in una sala semi-buia in cui la visita viene effettuata affiancati da due guardie che ti fissano facendoti salire l’ansia(10zl). Per chi vuole ripercorrere i punti chiave della vita di Wojtyla può percorrere ul. Kanonicza sede dell’arcivescovato dove si trova anche un piccolo museo con tutti gli effetti personali a lui appartenuti; ul.Franciszkanska sede in cui permaneva quando era vescovo di Krakow e quando ritornava in patria, da cui si affacciava per salutare i fedeli;ul. Tyniecka 1 dove abitava a 18 anni;Università Jagellonica dove studiava. Altre chiese troviamo: San Francesco, S.Pietro e Paolo, S. Casimiro,…                                                                                                                                                      Passo il pomeriggio a visitare il quartiere ebraico Kazimierz con la piazza Wolnika, vecchia Sinagoga, cimitero Ebraico. Al ritorno da questo quartiere, passando vicino al Wawel,vedo una miriade di gente che sta facendola fila per vedere il museo d’arte all’interno. Dopo aver chiesto informazioni, scopro che quel giorno dalle 19 i musei erano tutti aperti fino all’una gratuitamente. Con molta pazienza, sotto l’acqua, mi metto in fila e attendo per entrare e vedere quella parte non vista la mattina. La visita dei musei non finisce qui perchè tornando in piazza riesco a vedere inaspettatamente altri 2 musei.

Ho trovato questa città un pò diversa da Warszawa, ovvero quest’ultima è più metropolitana, meno turistica, con gente molto semplice e disponibile, con tante cose da vedere…veramente mi ha sorpreso.

17 maggio

Mi alzo molto presto per prendere il treno regionale che mi porterà a Oswiecim (Auschwitz). Dalla stazione di arrivo bisogna fare 1,5 km a piedi per arrivare al campo o attendere il bus. Per chi arriva entro le 10 può effettuare la visita a Auschwitz senza guida e gratuitamente per cui entro molto velocemente senza problemi. Questa visita era molto attesa soprattutto il passaggio della sbarra sopra la quale vi compare la scritta metallica:  Arbeit macht frei (Il lavoro rende liberi). Visito  tutto il campo con particolare attenzione e vedo che ci sono alcuni blocchi che vengono utilizzati come sale-museo con rappresentazione fotografiche, video e oggetistica. Camminare lungo quei viali si respira un’aria surreale, si respira un’aria di cimitero e di angoscia nel pensare alle atrocità praticate dall’uomo sull’uomo. Avevo letto molte cose prima di partire, ma ho scoperto tanto altro e peggio sul campo. Ho potuto toccare quel filo spinato attraversato all’epoca dalla corrente tenuto da quei paletti di cemento armato che tante volte ho visto nei film. Ho potuto vedere le stanze delle torture, l’orribile edificio della Gestapo usato per far parlare i prigionieri, i dormitori con quei letti a castello, i bagni con numerosi vasi(quando li hanno messi!), i lunghi lavabo che potevono accogliere molte persone, i blocchi usati dai medici ginecologi per sperimentare chissà cosa sulle donne, ma il blocco più atteso è il n°11, ovvero quello della prigione dove fu sperimentato il gas Zyklon B che portò alla morte di 850 persone. In questo blocco vi sono diversi tipi di prigioni come quelle strette che ti costringono a rimanere in piedi, quelle buie dove fu rinchiuso Padre Massimiliano Kolbe offertosi di morire, al posto di un’altro, per fame e sete. In realta padre Kolbe riuscì a sopravvivere e fu ucciso per iniezione di fenolo. Terminata la visita ad Auschwitz prendo la navetta che porta a Birkenau.

Arrivato al campo colpisce la sua grande estensione e le baracche sono di legno e non di mattoni. Comincio a visitare le grandi baracche di legno dove si trovano i dormitori con i letti a castello; ci sono pochi turisti per cui ci si ritrova soli nel visitare questi luoghi spettrali, ma si può approfittare di stare in silenzio e ascoltare, si ascoltare quelle voci, quelle grida, quei lamenti di disperazione che si levano da quei tavolacci usati come materassi in cui erano costretti a dormire tante persone ammassate. Il mio sguardo si posa ripetutamente con attenzione sulle tavole che formano i fianchi dei letti per riuscire a scorgere qualche scritta, qualche nome,…qualche traccia lasciata da qualche ignoto colpevole di essere ebreo. Vi sono delle baracche adibite a latrine quando non vi erano i bagni e alcune con i bagni formati da una lastra unica di cemento riportante numerosi fori circolari fungenti da water. Vi sono delle strutture semi distrutte adibite a cucine e in mezzo al campo è ferma sul binario una carrozza del treno che trasportava i deportati da Auschwitz per arrivare appunto qui come ultima tappa. Vedo anche un carro con ruote per cavallo che veniva usato per trasportare i cadaveri. Birkenau è veramente particolare, ancor di più di Auschwitz, per la sua estensione, per la tipologia delle baracche che accoglievano deportati divisi per sesso, religione, orientamento sessuale e politico, per la presenza delle camere a gas e delle grandi strutture con forni crematori chiusi o all’aria aperta che diffondevano nell’aria un odore acre e pungente. Purtroppo a causa della pioggia ho dovuto rinunciare con grande dispiacere a visitare proprio questa parte sita un po’ distante dalle baracche.
Bagnato ed infreddolito riprendo la navetta che mi riporta a Auschwitz e da qui un altro bus fino alla stazione da cui prendo il bus per Wadowice. Durante l’attesa alla fermata del bus conosco una ragazza polacca diretta anche lei a Wadowice che non sapeva quale fosse la fermata giusta, ed insieme decidiamo di cambiare fermata; intanto nell’attesa mi offre una cioccolata calda approfittando di fare conoscenza.

Arrivo a Wadowice a metà pomeriggio e mi dirigo in centro cercando la casa museo Wojtyla. Alla biglietteria la signora mi dice che non è possibile entrare in quanto vi è un solo gruppo con guida in lingua polacca; dopo la mia insistenza la signora accetta e mi accodo al gruppo dei polacchi in cui  fortunatamente vi sono due persone che parlano italiano e diventano nostri traduttori. La visita è piacevole sia per la storia raccontata dalla guida sia per gli oggetti personali esposti del Padre insieme ai mobili di proprietà. Non avendo portato la mia mappa in cui era segnata la fermata del bus per Krakow, devo far riferimento solo alla mia memoria, infatti ricordavo che la fermata era vicino all’ospedale e così fu.

Arrivo, salgo e richiedo la fermata di Lagiewniki dove vi è il grande Santuario della Divina Misericordia con la Cappella di Santa Faustina. Dopo una breve visita faccio ritorno col tram al centro di Krakow. Arrivo all’ostello per riprendere il bagaglio, faccio l’ultimo giro in centro e mi dirigo alla stazione dei bus per trasferirmi a Praha.

La scelta di prendere il bus (Trafline) fino al confine Ceco è strategico, in quanto se si prende il treno diretto da Krakow fino a Praha si paga quasi 60euro, mentre se lo stesso treno si prende dal confine parte Ceca si paga 12euro, per cui vado fino a Cieszyn con bus e da lì passo il confine superando un ponte arrivo a Cesky-Tesyn in cui vi è la stazione da cui si prende lo stesso treno in arrivo da Krakow. Debbo dire che non è agevole arrivare in piena notte e farsi 1,5km fino al confine Ceco soprattutto perchè si può sbagliare strada ed essendo notte non vi è possibilità di chiedere a qualcuno; ma ancora una volta la gentilezza dei polacchi è protagonista, infatti parlando con l’autista del bus, mostrandogli la mappa stampata su google, mi fa scendere nel punto più vicino alla strada che arriva a Cesky. Dopo essere sceso mi sono incamminato e passati gli attimi di indecisione e smarrimento, restando freddo, orientandomi bene con la cartina, imbocco una strada che non sembra giusta perchè il nome era diverso da quello riportato su google, ma una volta tornato indietro fermo un taxi che mi conferma che la strada era giusta e via fino al confine che mi viene confermato dall’avvicinarsi del ponte sotto cui scorre il fiume che divide la Polonia dalla R. Ceca. La stazione è sorvegliata da una guardia che mi chiede che cosa facessi lì, ma dopo avergli detto che aspettavo il treno per Praha mi dice che la biglietteria aprirà tra mezz’ora. Aspetto, faccio il biglietto e via salto sul treno che arriva a Praha alle 7.35

18 maggio

Arrivare qui a Praha da Krakow per fare colazione è stato un capriccio ma ben guadagnato. Tutto sommato arrivare qui con la mia strategia mi è costato 15euro…si può fare. Bene, all’arrivo mi trovo già in centro e visito per prima la grande piazza Venceslao con di fronte il grande museo. Proseguendo si arriva a Porta delle Polveri diciamo l’ingresso medievale della città, a seguire il Municipio della Città Vecchia e l’Orologio Astronomico che allo scadere dell’ora si aziona un meccanismo sonoro con tutto un teatrino di figure umane e animali che scorrono a rotazione fino al canto del gallo finale…con applauso dei turisti. Proseguo per la Cappella di Betlemme e arrivo al ponte Carlo lungo il quale si incontrano una trentina di statue fino ad arrivare alle Torri del Ponte. Passato questo ponte si arriva dall’altra parte della città con molte cose da vedere come il Castello che a mezzodì propone il cambio della guardia molto spettacolare di domenica, Loreta, ulica Zlata(Vicolo d’Oro) dove vi è l’abitazione di Kafka, il Monastero di San Giorgio. Ormai si è fatta già ora per me e la pioggia non facilita per cui prendo la metro fino alla fermata Dejvická e da lì il bus 119 fino all’aeroporto terminal-2 dove mi aspetta un volo Easyjet per Roma.

Ho trovato molto interessante la Polonia e mi sono trovato bene; so già che tornerò per conoscere ancora meglio questa terra!

Per portare a termine un viaggio occorrono le giuste motivazioni; allora ti ringrazio Manu perchè il successo di questo viaggio è dovuto anche alle motivazioni che mi hai trasmesso.

Pin It

Lascia un commento

Commenta con Facebook