West Coast USA – San Francisco, Los Angeles, Las Vegas e il vecchio West (Parte 1)

Quest’anno come meta della importante vacanza estiva abbiamo scelto la famosissima costa Ovest degli States dopo la bellissima esperienza dell’estate scorsa in quella ad Est. L’itinerario è stato sicuramente impegnativo ma non troppo stancante, infatti ho cercato di non esagerare con le mete durante l’organizzazione e tenendomi largo con i tempi. Le tappe principali: San Francisco, Monterey, Pismo Beach, Los Angeles, Anaheim, Kingman, Grand Canyon, Page, Monument Valley, Bryce Canyon e Las Vegas. Un totale di 21 notti negli USA. Mancano i parchi naturali della California, che spero di riuscire a visitare a breve, magari abbinandoli alle Hawaii. In viaggio sono andato con la mia famiglia composta da 4 persone, i miei genitori, io (16 anni) e mio fratello (12 anni).

Mercoledì, 18 Luglio 2012 – Roma > San Francisco (Ritenta e sarai più fortunato!)
Arriviamo all’aeroporto di Roma Fiumicino al mattino presto perché il volo con British Airways per Londra da dove poi avremmo dovuto prendere il volo per San Francisco era alle 8:10. Purtroppo pessima esperienza con questa compagnia elogiata da molti. Siamo saliti sull’aeromobile, un Boeing 767, in orario ma a causa di un problema alla chiusura del portellone della stiva l’aereo non è decollato e dopo due ore siamo stati fatti scendere dal mezzo dicendoci che non sarebbe partito prima delle 18. Nelle nostre stesse condizioni circa 300 persone, di cui oltre la metà avevano Londra solo come meta di scalo, abbiamo ritirato le valigie e siamo andati al banco di British Airways. Fortunatamente ci è venuta l’idea di dividerci e di lasciare mio padre e mio fratello a prendere i bagagli sui nastri e io e mia madre andare a fare la fila per avere un volo alternativo. Nonostante fossimo tra i primi a causa di soli due banchi e circa 15 minuti per trovare una soluzione per ogni caso specifico abbiamo impiegato oltre 2 ore, ma non possiamo lamentarci perché nel tardo pomeriggio, dopo diverse ore, la coda non sembrava molto diminuita. La migliore soluzione che ci viene offerta è un volo per il mattino seguente alle 7:20 con Air France facendo scalo a Parigi, ci viene pagata la notte all’hotel Hilton Rome Airport Hotel e offerti il pranzo e la cena a buffet nello stesso albergo.

Giovedì, 19 Luglio 2012 – Roma > San Francisco
Sveglia la mattina presto, l’Hilton Rome Airport Hotel è un buon albergo camere pulite e letti comodi, il fatto di essere a pochi passi dal centro dell’aeroporto è la migliore caratteristica ma ciò non giustifica il prezzo esorbitante che si fanno pagare. Consiglio un albergo nelle vicinanze come l’Euro House Inn se il soggiorno non vi viene gentilmente offerto dalla compagnia aerea. Alle 7:20 il volo per Parigi con Air France parte puntuale, fortunatamente, arriviamo a Parigi in orario e dopo quasi mezz’ora di autobus per spostarsi nel terminal riusciamo a salire sull’aereo per San Francisco su un Boeing 747. Aereo nuovissimo, poltrone comode, monitor personale molto grande rispetto alla media e cuffie di buona qualità che abbiamo potuto portare a casa, unico difetto il cibo ovviamente secondo i gusti dei francesi ma in coda bevande, gelati e snack di buona qualità. Il volo sembrava procedere bene quando mentre sorvolavamo il Canada gli hostess vanno in fondo all’aereo e non fanno entrare per qualche minuto chi voleva prendere snack, la cosa è parsa strana a molti. D’un tratto sulla mia mappa che segnava lo stato del volo appare come destinazione finale Winnipeg e non più San Francisco, prima di riuscire a riflettere su quello che era successo il comandante parla e con il mia scarsa conoscenza dalla lingua francese riesco a capire che l’atterraggio non è per problemi tecnici ma perché c’era un malato grave a bordo che necessitava di cure mediche urgenti. Dopo un brusco atterraggio l’aereo si ferma e il malato viene portato a terra su una barella, io non lo ho visto perché ero in fondo all’aereo ma una simpatica e gentilissima hostess che parlava un discreto italiano ci ha detto questo. A bordo circolava la voce che questa persona, anziana, fosse addirittura morta. Dopo quasi due ore parcheggiati a Winnipeg serviti anche a far scaricare le valigie della signora, ci viene detto di allacciare le cinture e l’aeromobile si muove per un centinaio di metri quando si ferma di nuovo per oltre 15 minuti. Suonano i telefoni dell’equipaggio i quali vengono informati del nuovo problema, ricordo benissimo una giovane bionda hostess che si mise le mani sulla faccia pensando forse di non essere vista dai passeggeri. Passa ancora un po’ di tempo quando il comandante informa i passeggeri del motivo del mancato decollo, parlando sottovoce come se non volesse farsi capire e solo in francese, io non sono riuscito a capire nulla mentre i suoi connazionali facevano delle facce poco rassicuranti. Io, anche abbastanza preoccupato a questo punto, vado a cercare la hostess parlante italiano per farci spiegare cosa era successo a noi e ai pochi italiani a bordo che non avevano capito nulla. Ci disse che l’aeroporto di Winnipeg non è adatto alle dimensioni di un Boeing 747 (su Wikipedia, nella pagina dall’aeroporto di Winnipeg, è possibile trovare l’evento nella lista: risulta come il primo Boeing 747 atterrato al nuovo terminal) e che il pilota non era in grado di tornare sulla pista visto il poco spazio disponibile e l’impossibilità di muoversi verso avanti ma solo in retromarcia. Era quindi necessario un “trattore” (lei lo ha chiamato così non sapendo la corretta traduzione in italiano, beh, non la so nemmeno io) per trainare l’aereo. Si vedono spesso negli aeroporti questi mezzi ma il bello doveva ancora venire, perché l’aeroporto di Winnipeg non aveva un “trattore” abbastanza forte da poter spostare un aereo così pesante e quindi ha detto che sarebbe dovuto arrivare da un altro aeroporto e che se la fortuna ci avrebbe assistito saremmo decollati in meno di due ore. Fortunatamente così è stato anche se non so se l’aereo è stato veramente trainato o sono riusciti a trovare una soluzione alternativa considerato che nel raggio di centinaia di chilometri non c’era un aeroporto di dimensioni maggiori a quelli di Winnipeg e che quindi non sarebbe potuto mai arrivare in così poco tempo. Dopo altre 4 ore di volo arriviamo con quasi 4 ore di ritardo intorno alle 18:30 a San Francisco e dopo una veloce dogana e dopo aver noleggiato l’auto alla Dollar (una Chevrolet Captiva di colore rosso in ottime condizioni con appena 350 miglia di strada percorsa) andiamo in albergo al The Westin Market Street, un’ottima struttura anche se non proprio economico (ma vale il prezzo): nuovo, pulito e spazioso in una ottima posizione per visitare il cuore di Frisco a piedi.

Venerdì, 20 Luglio 2012 – San Francisco
Avendo perso un giorno i programmi per visitare questa bellissima città degli Stati Uniti, forse seconda solo a New York, sono cambiati. Ci alziamo di buon ora a causa del JetLag che comunque non ci ha dato nessun fastidio a differenza dello scorso anno a NY e andiamo a vedere la città a piedi. Attraversiamo la bellissima Market Street, continuiamo verso Union Square curiosando tra i vari negozi intorno alla piazza. Passiamo dalla un po’ squallida ma da vedere Chinatown, saliamo sulla Coit Tower a Telegraph Hill da dove si ha una stupenda vista della città (consiglio a tutti di visitarla) e andiamo a mangiare una pizza al tavolo vicino il Financial District e all’imponente Transamerica Pyramid. Il pomeriggio andiamo ad Alcatraz con il tour serale prenotato con mesi di anticipo da casa, è un posto bellissimo, una delle cose da non perdere assolutamente a Frisco. Il posto non metteva di certo felicità ma aveva un suo fascino, il piccolo isolotto ha una spettacolare vista sulla baia e al tramonto diventa ancora meglio. Ottimo il tour audio disponibile anche in italiano.

Sabato, 21 Luglio 2012 – San Francisco
Una importante tappa da fare a San Francisco, a maggior ragione se si ha un sabato disponibile, è Ferry Building Marketplace: il mercato. Qui tutti i giorni della settimana ma specialmente il sabato ci sono centinaia di stand che vendono cibi di tutti i generi. Io personalmente ho assaggiato diverse cose, lo consiglio per passarci una oretta. Subito dopo siamo andati a nord della baia in quello che è uno dei punti più caratteristici di San Francisco, il Fisherman’s Wharf con il Pier 39. Di mattina non è molto animato ma il posto è davvero particolare, ci sono tanti negozietti interessanti (e anche l’Hard Rock dove comprare l’immancabile maglietta) e dalla fine del molo si ha una vista spettacolare sull’isolotto di Alcatraz e sul famosissimo Golden Gate Bridge. Da non perdere i leoni marini sdraiati su dei banchi galleggianti di legno. A questo punto abbiamo preso l’auto e siamo scesi dalla ripidissima Russian Hill e poi abbiamo fatto un giro per vedere le case vittoriane di Alamo Square e Pacific Heights. Mancava ancora da vedere il simbolo di San Francisco, il Golden Gate Bridge! Sempre in auto raggiungiamo Fort Point sulla Golden Gate Promenade da dove si ha la migliore vista del famoso ponte rosso. Qui ci sono tanti parcheggi disponibili quindi non è un problema lasciare l’auto per fare una breve passeggiata. Attraversiamo il ponte e arriviamo alla piccola cittadina di Sausalito, se si ha un’auto a disposizione va visitata. Dopo il pranzo (ad orario più consono ad una cena) andiamo a Presidio, al Palace of Fine Arts e all’enorme parco verde Golden Gate Park dove entriamo nel Japanese Tea Garden, il giardino è molto carino e curato ma pagare 24$ (7$ adulti, 5$ ragazzi) per questo è eccessivo. Alcuni giorni a settimana comunque l’ingresso è gratuito la mattina. Nel tardo pomeriggio una breve visita dall’esterno alla City Hall e alla Octagon House. La sera Market Street per salutare questa stupenda città che ci è rimasta davvero nel cuore, spero di rivisitarla presto e ancora meglio.

Domenica, 22 Luglio 2012 – San Francisco > Monterey
Non potendo prendere l’auto prima delle 10, facciamo colazione da Starbucks davanti al nostro albergo con un bel caffè da mezzo litro con cubetti di ghiaccio (beh, questione di gusti) e un veloce giro per i Yerba Buena Gardens davanti al San Francisco Museum of Modern Art. Davvero una bellissima zona. Prendiamo l’auto e ci dirigiamo verso la Silicon Valley ed andiamo a visitare la sede di Google (consiglio vivamente la visita anche a chi non appassionato di informatica) e in quella di Apple e Microsoft. Non poteva mancare una foto al Garage più famoso del mondo dove Steve Jobs con il suo amico Steve Wozniak crearono il primo computer moderno. Continuando lungo la costa c’è Santa Cruz con il suo caratteristico Luna Park, il Santa Cruz Beach Boardwalk. Nel pomeriggio arriviamo alla bellissima Monterey, una delle città che mi hanno colpito di più. Abbiamo soggiornato al bellissimo InterContinental The Clement Monterey, quasi come una enorme palafitta proprio sulle gelide acque del Pacifico. Ottimo albergo, camere spaziose, pulite e curate. Il tempo era ombrato, non c’era sole, ma non ha piovuto nemmeno una goccia d’acqua. Questa condizione di luce, mantenuta per tutto il nostro soggiorno, da a Monterey qualcosa di magico. Da non perdere il Fisherman’s Wharf e la Cannery Row, purtroppo non ho fatto in tempo a visitare l’acquario perché il costo dell’ingresso è molto elevato e in meno di due ore chiudeva. Cena in un simpatico locale italiano nella piazza centrale di Cannery Row che faceva un’ottima pizza.

Lunedì, 23 Luglio 2012 – Monterey > Pismo Beach
Giornata impegnativa ma memorabile. Dopo una foto al faro Point Pinos Lighthouse, entriamo nella bellissima 17-Mile Drive (pedaggio 9.75$), da qui si hanno bellissime viste dell’infinito oceano. All’ingresso viene data una mappa con tutti i viewpoint, si fanno tutti in poco tempo anche scendendo dall’auto. Qualche foto a Carmel-by-the-Sea e andiamo verso Big Sur. Qui il paesaggio toglie il fiato, la strada è spettacolare, piena di curve non proprio facili visto che si susseguono per centinaia di chilometri ma la vista è impagabile. Il cielo poco luminoso faceva la sua parte dando maggiore particolarità al luogo. Lungo la strada da non perdere la Pfeiffer Big State Beach (ingresso 5$) con la sua sabbia viola e le famose rocce, le cascate McWay Falls e Piedras Blancas da cui si possono ammirare da vicino i leoni marini. Continuiamo visitando l’Hearst Castle, posizionato in un alto punto sulla collina da dove si ha una vista eccezionale. Dal Visitor Center si prendono gli autobus che in circa 15 minuti portano a questa lussuosissima costruzione. Il tour interno di 45 minuti è un po’ noioso per chi fatica a comprendere bene l’inglese ma per l’esterno ne vale davvero la pena, da sogno le piscine. Prima di arrivare in albergo a Pismo Beach una veloce visita alla Morro Rock di Morro Bay. Abbiamo soggiornato al Hilton Garden Inn San Luis Obispo/Pismo Beach, hotel abbastanza economico con ottime camere e struttura nuova.

Martedì, 24 Luglio 2012 – Pismo Beach > Los Angeles
Mattina sveglia presto per andare a visitare Santa Barbara, una delle più belle città lungo la costa. Lasciamo l’auto vicino il Santa Barbara County Courthouse, un vero e proprio tribunale nel quale si può entrare da cui si ha una vista a 360 gradi sulla città dalla torre. Continuiamo a piedi per la via dei negozi davvero bella e ordinata. Dopo, una veloce visita alla Santa Barbara Mission solo dall’esterno e una passeggiata sullo Stearns Wharf, il molo di Santa Barbara. Continuiamo in macchina e arriviamo a Malibu dove facciamo una passeggiata sulle lunghissime spiagge caratteristiche di queste zone della California. Nel tardo pomeriggio arriviamo in albergo, quello che probabilmente è stato il più bello dove abbia mai soggiornato: il Terranea Resort. Il prezzo delle camere è elevato ma il complesso è enorme e curatissimo. Si trova proprio sull’oceano e grazie ad un upgrade gratuito ci è stata offerta una camera con vista mare, con giardino e a due passi dalla piccola spiaggia. La sera andiamo a Long Beach, di sera l’ingresso della città fa un po’ paura ma è indimenticabile. Si passa dall’infinito porto in auto attraverso altissimi ponti ed enormi gru per lo scarico di merci. Il tutto è stato illuminato a LED per dare una atmosfera niente male. Qui da non perdere la Queen Mary, un’enorme nave ancorata che ospita un albergo e ristoranti.

Mercoledì, 25 Luglio 2012 – Los Angeles
Oggi visita agli imperdibili Universal Studios Hollywood nel cuore della capitale del cinema, il parco è piccolino e super affollato (nonostante il prezzo non proprio economico) ma curato nei minimi dettagli. Le code accettabili per tutta la giornata, non superavano quasi mai i 45 minuti. Le recensioni delle attrazioni principali:
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[*]Studio Tour: l’attrazione principale del parco, ha una durata di un’ora e si visitano tantissimi set cinematografici usati per i più importanti film Universal, alcuni davvero complessi come quello dell’aereo caduto per cui è stato distrutto un vero Boeing 747 fuori servizio. Inoltre durante il giro, senza scendere dal tram, si entra in un tunnel in cui viene riprodotta una scena di King Kong a 360 gradi da vedere con gli occhialini. Voto: 9.5.
[*]Transformes – The Ride 3D: la novità di questa stagione, davvero un’ottima attrazione molto simile alla famosissima Spiderman degli Universal’s Studios Islands of Adventure. Si viene trasportati attraverso diverse stanze in cui vengono proiettate animate scene d’azione a 360 gradi e il veicolo su cui si viaggia simula la realtà con tantissimi effetti. Uno degli effetti migliori e la caduta dal grattacielo in cui un ascensore lascia sprofondare il veicolo (sono riuscito a vedere il background quando si sono accese le luci bianche per un blocco). Voto: 10.
[*]The Simpson Ride: un ottimo simulatore e cinema 3D a 360 gradi. Voto: 7.
[*]Revenge of the Mummy – The Ride: simpatico giro su un breve rollercoaster con tanti effetti speciali in contorno. Voto: 7.5.
[*]Jurassic Park – The Ride: dopo un tranquillo giro in barca lungo uno scenografico percorso una caduta da una buona altezza con una discesa ripida e bagnata. Voto: 8.
[*]Special Effect Stage: interessantissime lezioni che spiegano come vengono creati gli effetti speciali, dai più vecchi ai più nuovi. A me è piaciuto molto quello in cui attraverso una tuta con punti luminosi illuminata da raggi infrarossi vengono riprodotti in tempo reale al computer gli stessi movimenti della persona da un personaggio modellato in 3D. Voto: 9.5.
[*]WaterWorld: spettacolo molto divertente all’inizio dove vengono intrattenuti i visitatori da imponenti uomini che bagnano le prime file in tutti i modi possibili. Per il resto, l’esibizione degli stuntman, non è stata niente di nuovo. Voto: 7.
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Visto che le cose da fare nel parco erano terminate siamo usciti prima delle 18 e siamo andati nel cuore di Hollywood sulla Hollywood Boulevard. Il centro è tutto vicino al Kodak Theatre (rinominato ormai Dolby Theatre) in cui ci sono negozi e molti turisti. Qui si trova anche il Grauman’s Chinese Theatre, la famosa Walk of Fame con i nomi delle stelle del cinema e l’Hard Rock se vi interessa la maglietta.

Giovedì, 26 Luglio 2012 – Los Angeles
Dopo quasi 45 minuti di macchina sulle spettacolari autostrade fino a 7 corsie (per ogni senso di marcia) per arrivare da Rancho Palos Verdes, la bellissima località dove si trovava il nostro albergo, a Los Angeles, iniziamo la giornata con la bellissima Rodeo Drive, la strada più famosa di Beverly Hills con tutti i suoi lussuosissimi negozi. Qui è facile trovare macchine da milionari come una bellissima Bugatti Veyron (auto dal costo di appena 1.5 milioni di euro), indubbiamente la cosa più fotografata quella mattina. Prendiamo l’auto e ci dirigiamo verso l’università della California, l’UCLA, nonostante fosse domenica mattina brulicava di studenti, consiglio la visita per vedere i veri campus americani che in Italia non possiamo nemmeno sognare. Un giro per le ville di Beverly Hills e andiamo fino al Getty Center. Anche se non si è appassionati d’arte, merita una visita la bellissima struttura costata oltre un miliardo di dollari con i coloratissimi giardini, le fontane, i fiumi e le cascate. La visita dei musei è gratuita e si paga solo l’eventuale parcheggio al costo di 15$. Dopo una rinfrescata nelle piscine del Terranea andiamo fino al Griffith Park con il suo osservatorio da cui si ha una visione totale della città dall’alto oltre che alla famosa (e niente più) scritta Hollywood sulla collina. E’ davvero un bel posto, al tramonto ancora meglio. La sera andiamo alla Downtown di Los Angeles, per vedere la City Hall, il Walt Disney Concert Hall e gli imponenti grattacieli del Financial District.

Venerdì, 27 Luglio 2012 – Los Angeles > Anaheim
Dopo aver lasciato l’albergo, andiamo verso Anaheim e al parco Knott’s Berry Farm, famoso per essere il primo degli Stati Uniti. Il parco è tutto sommato un buono, offre diverse attrazioni per chi cerca emozioni forti, ma anche la famiglia non si annoia. Non è molto curato scenograficamente. Noi abbiamo fatto tutto quello che ci interessava in mezza giornata, vale sicuramente il prezzo del biglietto di circa 25$ a testa se preso su internet. Per saltare le code ho fatto il Fast Lane al costo di 50$. Le recensioni delle attrazioni principali:
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[*]Boomerang: il giro è breve ma simpatico, in pochissimo tempo si fanno ben 6 inversioni niente male. Andrebbero però imbottite le protezioni perché possono risultare un po’ dolorose. Voto: 7.5.
[*]GhostRider: va chiuso, demolito, la legna data alle fiamme e le sue ceneri sotterrate. A parte gli scherzi è indubbiamente il peggior rollercoaster mai provato. Ho fatto un giro in penultima fila e gli scossoni sono esagerati ed insopportabili, c’è il serio rischio che qualcuno non scenda vivo. Voto: 3.
[*]Silver Bullet: un ottimo rollercoaster, percorso lungo, intenso e mai noioso. Probabilmente uno dei migliori B&M al mondo. Voto: 9.
[*]Xcelerator: sono salito molto tranquillo pensando che il lancio non superasse quello di iSpeed di Mirabilandia, ma invece è di una potenza scioccante. Il resto del tracciato è breve ma fa apprezzare tutta la velocità generata dal lancio e dalla prima discesa verticale. Voto: 10.
[*]WindSeeker: dall’esterno sembra un’attrazione esagerata ma invece è solo alta (oltre 107 metri) e non regala particolari emozioni se non la vista. Dovrebbe girare più velocemente ed inclinare maggiormente i sedili. Voto: 8.
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Uscendo presto dal parco abbiamo avuto il tempo per rilassarci in piscina e andare nel tardo pomeriggio a Newport Beach. Il centro è molto piccolo ed è praticamente impossibile trovare parcheggio anche a pagamento, abbiamo impiegato quasi mezz’ora credo. Oltre alla lunga spiaggia con il suo piccolo Pier e i negozi vicino al porto non c’è molto di sera. Oltre le 21, si popola di gente poco raccomandabile.

Sabato, 28 Luglio 2012 – Anaheim
Il nostro albergo, lo Sheraton Park Hotel, si trova molto vicino ai parchi Disney quindi è possibile raggiungerli in pochi minuti a piedi. E’ un’ottima sistemazione, forse un po’ caro, ma le camere sono spaziose, pulite ed anno tutte un balcone. Iniziamo con il Disney California Adventure, un parco eccellente, probabilmente il miglior Disney mai visitato, con tante attrazioni di altissimo livello e uno stile diverso dai soliti Disneyland a tema fantasia o Hollywood. Le recensioni delle attrazioni principali:
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[*]California Screamin’: ha il record di essere la montagna russa più lunga al mondo, il lancio è divertente ed il percorso lungo e godibile, ancora meglio se nelle ultime file. Bella la vista che si ha del parco, consiglio un giro di sera. Voto: 10.
[*]Grizzly River Run: probabilmente la migliore attrazione sui gommoni al mondo. La tematizzazione è eccellente e molto divertenti le due discese. Ci si bagna ma non molto, principalmente schizzi, ed io preferisco così. Voto: 10.
[*]The Little Mermaid – Ariel’s Undersea Adventure: una breve dark ride, ma è ottima la qualità degli Animatronic e degli effetti. Voto: 8.5.
[*]Mickey’s Fun Wheel: è una ruota panoramica, ci sono due tipologie di gondole, quelle fisse e quelle che dondolano anche se solo due volte durante tutto il giro. Il sistema di carico è molto lento perché la ruota non gira continuamente. Voto: 6.5.
[*]Radiator Springs Racers: si percorre un lungo tragitto a bordo delle macchine di Cars, il percorso si suddivide in due parti, la prima relativamente lenta principalmente all’interno ma molto divertente mentre la seconda è una gara ad alta velocità all’esterno. La scenografia è sbalorditiva come gli Animatronic interni e la cura anche al più piccolo dei dettagli. La coda durante il giorno non scende mai al di sotto delle due ore, ma è possibile trovare fino ad un’ora dopo l’apertura i Fast Pass, la coda per prenderli è di almeno 20/30 minuti. Tutta la nuova aerea è curatissima anche se più piccola di quanto pensavo e piena di gente. Voto: 10.
[*]Soarin’ Over California: è un simulatore che simula davvero bene un volo sopra gli stupendi paesaggi della California. L’età si fa un po’ sentire ma il giro è davvero emozionante. Voto: 9.
[*]Toy Story Mania!: si sale a bordo di delle vetture che si muovono attraverso vari schermi da vedere con gli occhialini 3D sui quali si spara con dei piccoli cannoni. Non è il solito (e noioso) gioco con le pistole laser. Voto: 9.
[*]The Twilight Zone Tower of Terror: la TOT è un marchio di tutti i parchi Disney. Si viene lasciati cadere nel vuoto da una bella altezza e i vari su e giù creano momenti in cui ci si alza completamente dal proprio posto. Tanto divertimento e non troppo estrema. La scenografia è da 10 e lode e simile a quella di Parigi, ma inferiore a quella di Orlando. Voto: 10.
[*]World of Color: spettacolare esibizione di fontane danzanti colorate. Probabilmente il più bel spettacolo Disney. Voto: 10.
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Domenica, 29 Luglio 2012 – Anaheim
Oggi visita al Six Flags Magic Mountain a Valencia, a nord di Los Angeles. Il parco è spettacolare già da fuori con la vista delle sue imponenti montagne russe. E’ consigliato ovviamente a chi ama i rollercoaster, io da grande appassionato non potevo perderlo, offre attrazioni anche per i più fifoni ma niente di eccezionale. E’ senza ombra di dubbio, insieme al Six Flags Great Adventure vicino New York, il miglior parco al mondo per chi cerca adrenalina pura. Io per sbrigarmi nel minor tempo possibile e non far annoiare molto ai miei ho fatto il Flash Pass Gold del costo di 75$ che mi ha permesso di fare molte attrazioni con attese inferiori ai 20 minuti rispetto alle 2 ore in media presenti a tutte quelle principali. Le recensioni dei principali rollercoaster:
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[*]Apocalypse The Ride: è un rollercoaster in legno (wooden) di buon livello, l’altezza non è eccessiva e la discesa non dà particolari emozioni, abbastanza fluido anche se molto rumoroso. Voto: 7.
[*]Colossus: il percorso è lungo e in diversi punti regala buone sensazioni. Purtroppo funzionava un solo treno e quindi niente “duello”. E’ un po’ vecchio e andrebbe rinnovato un po’. Voto: 6.5.
[*]Goliath: l’altezza è l’elemento principale del rollercoaster ma la discesa, sarà forse per la bassa inclinazione, non dà le emozioni che ci si aspetta. Il resto del percorso sembra messo solo per consumare l’energia creatasi dall’alta drop (discesa) iniziale tranne in alcuni brevi punti. Voto: 8.
[*]Green Lantern – First Flight: questa è la tipica attrazione demenziale che non può mai mancare in un parco americano. In alcuni punti si creano delle elevate forse G positive e negative eccessive per la maggior parte dei visitatori. Un giretto va fatto, ma non sottovalutatelo. Voto: 6.5.
[*]The Riddler’s Revenge: è una tipologia di rollercoaster che si percorre in piedi (Stand-Up), tipologia non tra le mie preferite. La discesa è buona e il percorso vario. Ho impiegato 15 minuti per trovare la corretta coda per i possessori del Flash Pass. Voto: 8.
[*]Viper: tipico rollercoaster vecchio e fatto con il “righello”, infatti il percorso è spigoloso e non fluido, comunque, sa divertire anche dopo aver fatto i suoi fratelli maggiori. Voto: 7.5.
[*]X2: questo è il RE dei rollercoaster senza alcun dubbio. I posti, posizionati ai lati della pista, ruotano a 360 gradi su se stessi decine di volte per tutto il tracciato. La discesa è spettacolare con la rotazione a 360 ed il resto del percorso è intenso ma godibile e non estremo, cosa che non farebbe apprezzare questo spettacolo dell’ingegneria. La musica a bordo ad alto volume è la ciliegina sulla torta, purtroppo non funzionava il fuoco e le fiamme. Voto: 10.
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Nel pomeriggio siamo usciti e andati verso la bellissima Santa Monica non molto lontana dal parco. Tutto si snoda intorno al caratteristico Pier con il suo piccolo Luna Park. Qui è possibile ammirare le più belle spiagge di tutta Los Angeles. Sul molo inoltre ci sono decine di negozi di souvenir e artisti di strada più o meno bravi. E’ uno dei punti più turistici di Los Angeles ed è indubbiamente imperdibile. Sera invece a Venice Beach, ma essendo un po’ tardi le spiagge erano deserte e oltre a queste c’è poco da fare e vedere.

Lunedì, 30 Luglio 2012 – Anaheim
Giornata dedicata alla visita del primo Disneyland, creato da Walt Disney in persona. Il parco è molto più grande rispetto agli altri Disneyland, infatti ha molte più aree tematiche oltre ad essere il più ricco di attrazioni. Il castello è molto piccolo in confronto a quello dei suoi fratelli ma fa comunque il suo effetto. Le recensioni delle attrazioni principali:
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[*]Big Thunder Mountain Railroad: il classico trenino della miniera presente in tutti i parchi Disney. Si percorre un divertente percorso, la scenografia è ovviamente di altissimo livello. Voto: 8.5.
[*]Haunted Mansion: una casa stregata con decine di effetti speciali alcuni davvero notevoli. Voto: 8.5.
[*]Indiana Jones Adventure: quest’attrazione è uno dei miracoli Disney. Si percorre uno sconnesso tracciato a bordo di una Jeep e si attraversano sentieri bui, vulcani, ponti instabili e si rischia di essere schiacciati da un’enorme pietra rotolante. Tematizzazione eccellente. Voto: 10.
[*]”it’s a small world”: come scordare la musica di questa rilassante gita in barca per il mondo? Voto: 8.
[*]Pirates of the Caribbean: una lunga dark ride dove si percorrono a bordo di grandi imbarcazioni varie scene a tema Pirati dei Caraibi. A differenza dei suoi simili negli altri Disneyland questo mi è parso più lungo. Ci sono due brevi discese all’inizio e alla fine le barche passano affianco alla coda. Scene troppo buie, non fanno apprezzare al massimo. Voto: 8.5.
[*]Space Mountain: il percorso viene fatto ad una buona velocità e quasi completamente al buio se non per i migliaia di punti luminosi che simulano stelle. Attrazione vecchia ma sa ancora divertire. Voto: 8.
[*]Splash Mountain: la scenografia è davvero curata e il giro a bordo dei tronchi dura parecchi minuti. Ci sono diverse discese ma l’ultima, abbastanza alta, non è niente male. Voto: 10.
[*]Fireworks: i più bei fuochi d’artificio Disney. Seguono la musica e lo spettacolo è abbastanza lungo. Voto: 10.
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Continua nella seconda parte….

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Ci sono 8 commenti su “West Coast USA – San Francisco, Los Angeles, Las Vegas e il vecchio West (Parte 1)

  1. Caro Francesco..non posso che ripetermi nei complimenti che ti faccio ogni volta. Resto sempre colpita da quello che riesci ad organizzare e da come poi riporti le cose nei tuoi diari!! ..e immagino cosa riuscirai a fare quando sarai più grande visto che già adesso ti muovi così bene:ok:
    comunque..inizio viaggio burrascoso..io avrei perso la testa già al primo volo cancellato, figuriamoci per il resto:shock:
    non avevo dubbi sul fatto che la destinazione vi sarebbe piaciuta, io adoro la west coast e per dei ragazzi giovani (e anche per i tuoi genitori :wink:) mi sembra una destinazione di vacanza perfetta!! Bellissime foto e aspettiamo la seconda parte!! Bravo:clap:

  2. E bravo Francesco! :clap::clap::clap:
    Non solo hai perfettamente organizzato un mega viaggione , ma ne hai fatto anche un ottimo resoconto, corredato da bellissime foto (io comunque non avevo dubbi in merito :-))
    Aspetto la seconda parte :bye:

  3. Francesco complimenti!!!!!!
    Ho letto proprio in questi giorni gli arretrati del forum e leggevo con interesse la tua organizzazione!
    Hai organizzato un viaggio stupendo e il tuo resoconto e’ dettagliato con foto splendide!!:clap:
    Aspetto la seconda parte!!!!!

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