¡Perù: todo listo!

Moneta:  € 1 = 3,70 Nuevo Sol (PEN)

 

1^ Giorno: Milano Malpensa – Madrid – Lima

Sono mesi che cerco un volo decente che ci porti in Sud America e, come un’apparizione il 29 marzo riesco a prenotare un’ottima soluzione per il Perù (€ 1.067); mi mancherà il mare, lo so già ma, dopo 2 anni in Asia, lo spirito latino ci attende!

E’ il 10 agosto 2013, da Malpensa, ci alziamo in cielo con un volo Iberia diretto a Madrid e meno male che non proseguiremo con la compagnia spagnola: nemmeno un bicchiere di acqua offerto. Aspettiamo le due ore di scalo e.. via! Volo LAN comodissimo, ottima cena, servizi interattivi senza alcun programma in italiano, ed anche questa volta grasse dormite.

 

2^ Giorno: Lima – Paracas

Sono quasi le sei del mattino, sopra le nubi un sole splendente, scendiamo di quota e ci attende una coltre di nebbia, una cappa insomma che non fa arrivare a terra nemmeno un raggio di sole, a Lima non esistono ombre: è tutto grigiastro con enormi cartelloni a lettere cubitali fluorescenti, fortunatamente ci sono parchi verdeggianti e tessuti colorati. Ritiriamo i nostri averi e ci accingiamo ad uscire.. semaforo per il controllo dei bagagli e la Sere si becca il rosso, ma nel mio fagottino non ci sono prodotti a rischio perquisizione quindi, fila tutto liscio!

Ancor prima di varcare la soglia dell’uscita ci aggrediscono mille taxisti che vorrebbero portarci in centro. Rifiutiamo e, con la sicurezza di chi a Lima ci vive da una vita, ci dirigiamo in strada dove prendiamo una carretta a motore guidata da un vecchio signore raffreddato, per 25 Soles sfreccia tra le strade deserte e scorciatoie sconosciute a molti automobilisti ed, in una ventina di minuti, ci porta a destinazione.

Dopo mille saluti lasciamo a Lima il bagaglio carico di regali e partiamo per la penisola di Paracas in bus (30 Soles). Ci vogliono circa 5 ore per giungere all’incrocio dove, lasciando la famosa Panamericana ci spingiamo fino al mare: El Chaco. C’è un unico taxi che per 15 Soles ci porta nel piccolo villaggio.

Scegliamo il Backpakers The Pacific: camera doppia con letti separati ad una piazza e mezza (trovati molto spesso in questa vacanza) e bagno in comune per 40 Soles in due.

Si può utilizzare la cucina, la rete wi-fi gratuita e la sala relax con un bel Tv a 60 pollici.

Non abbiamo ancora mangiato nulla dal nostro arrivo…. Bugia! Sul bus i tipici venditori peruani ci hanno offerto pan brioches, palomitas (pop corn) e altri snack oltre ad una quantità indefinita di bevande gassate.

N.B.: i locali mangiano e bevono qualsiasi cosa ad ogni ora del giorno: centinaia di migliaia di venditori ambulati affollano le strade, i mezzi pubblici, i marciapiedi e qualsiasi area calpestabile offrendo caramelle, dolcetti, snack salati… sempre!

Scegliamo un ristorantino/chiosco anonimo dove gustiamo capesante al formaggio e mariscos picante con una bella birra ghiacciata, totale 70 Soles. Cuenta in linea con i prezzi di tutti i ristoratori nelle vicinanze.

Passeggiamo sul lungo mare, il sole è caldo ma c’è una brezza fresca che non mi fa mollare la mia giacchina a vento nemmeno per un istante.

Sarà il pranzo, il vento ma io ho sonno! Mi rintano nel mio lettuccio e…

 

3^ Giorno: Paracas – Ica

…mi sveglio a mattina fresca come una rosa!

Prima di cadere in letargo sono riuscita a prenotare l’escursione alle Islas Ballestas per le ore 8.00 (35 Soles + 7 di tasse) e, dopo una rifocillante colazione a base di torta confezionata, succo d’arancia e banane siamo pronti per la gita in barca.

L’aria è gelida, il mare è scuro, il cielo grigio ma, dopo pochi minuti avvistiamo dei bellissimi delfini! Proseguiamo fino al famoso Candelabro e poi ancora fino ai primi faraglioni ricoperti di guano. L’odore è intenso ma il posto è incantevole: foche, pinguini di Humboldt e decine di specie di uccelli; un’oasi di pace, di natura incontrastata dove si può solamente sedersi e contemplare in silenzio…

 

Purtroppo dobbiamo tornare verso la terra ferma e, carichi come molle prendiamo delle bici a noleggio (35 Soles con mappa e cellulare d’emergenza) diretti alla Reserva de Paracas.

Ecco, non fatelo!

Forse il nome riserva è pure appropriato ma, la fatica di pedalare in controvento seppur in discesa senza muoversi di un centimetro in mezzo al deserto, beh non ne vale la pena.

Ci sono dei comodi pulmini che partono dalla cittadina e che fanno tappa prima al Museo e ad altre attrattive naturali sparse per il territorio ma in bicicletta proprio no!

Raggiungiamo Lagunilla: un piccolo porticciolo, insediamento di pescatori locali e tappa di ristoro per i turisti. Ovviamente mangiamo ceviche: pesce crudo freschissimo marinato con limone e aceto e altre frutti di mare. Ottimo da Tia Pily per 60 Soles totali.

Ci sarebbero altre tappe da visitare all’interno della riserva ma vista la fatica fatta per arrivare qui, decidiamo di tornare verso casa: fortunatamente abbiamo il vento favorevole ed in un batter d’occhio siamo  in ostello.

Attendiamo il bus delle 17 per Ica con la più famosa compagnia di autobus del paese: Cruz del Sur – 20 Soles per un’ora di tratta.

Apro una piccola parentesi sui mezzi pubblici: ce ne sono di tutti i tipi per tutte le esigenze e per tutte le tasche. Bus tradizionali – semi cama (con sedile che si reclina un po’ ) – cama e super cama ovvero letto (praticamente la poltrona della business class). Ci sono decine di compagnie che offrono tratte per ogni pueblo sul territorio nazionale e stati limitrofi. Che dire? Provateli, ne vale la pena!

Arriviamo in questa super caotica cittadina, non vi sono molte attrattive, ma è un comodo snodo per l’escursione di domani e la prosecuzione del viaggio.

Troviamo un piccolo alberghetto anonimo: camera matrimoniale con bagno privato 20 Soles.

Decidiamo di entrare nel vivo della vacanza e ceniamo in un ristorantino per locali a 5 Soles. La formula proposta sarà la medesima in altre città: caldo (brodo) o tallarin (pasta lunga tipo trenette) e menù del dia a scelta tra circa una decina di piatti con refresco incluso (bibita fatta da loro – es. succo di ananas o granatina allungati). Que rico!

 

4^ Giorno: Ica – Huacachina

Sveglia alle 06.30 – come per  quasi tutto il resto della vacanza – per una colazione con i fiocchi: 1 lt di frutta frullata a testa e una fetta di torta che nemmeno al mio compleanno è così grande per 19 Soles.

In taxi, per 6 Soles, raggiungiamo l’oasi di Huacachina, una piccola perla verde incastonata tra le dune, cielo azzurro ed uccelli che cinguettano.

Ci rilassiamo un po’ in riva al lago, facciamo un giro sulle dune di sabbia finissima e torniamo in città dove bighelloniamo fino a sera tra il Museo Regional (10 Soles), il Parque, un grande centro commerciale ed il nostro ristorantino fidato sia a pranzo che cena.

Ci dirigiamo verso il terminal della compagnia Civa dove alle 21.45 siamo in partenza per Arequipa. Il viaggio sarà lungo, circa 12 ore…

 

5^ Giorno: Arequipa

… mi sveglio con il sole già alto, il tempo di una colazione al sacco ed è ora di scendere dal mezzo!

Prendiamo il taxi che ci porta in centro città (6 Soles) e scegliamo l’Hostal Alamo che, per 50 Soles ci propone una super doppia, con bagno privato e wifi.

Ci rimpinziamo di cibo con un ricco menù del giorno da 5 Soles e portiamo i panni sporchi in lavanderia (6 Soles – 1.5 kg). Scegliamo di visitare il Monastero di Santa Catalina (35 Soles) un dedalo di viuzze, stanze e angoli pittoreschi dove vivevano  le suore di clausura. Ci sono un sacco di oggetti originali e tutto il complesso è dipinti nei toni dell’azzurro e dell’arancione, con bellissime piante e fiori colorati.

Siamo ancora in tempo per la visita guidata in italiano al Museo di Juanita (10 Soles + contributo alla guida), la mummia restituita dal vulcano e conservata magnificamente grazie alle temperature polari. Vi sono moltissimi reperti storici, un interessante filmato sul ritrovamento e la piccola cella frigorifera con il corpo della giovane ragazza.

Ceniamo da Huatapa dove per 47 Soles gustiamo degli ottimi piatti a base di patate, dei dolci e delle bevande tipiche: cucina peruana rivisitata e moderna. Molto apprezzati il locale e la gentilezza del proprietario.

A mezzanotte si è svolto uno spettacolo pirotecnico al quale ovviamente non ho assistito in quanto dormivo già da qualche ora…. Peccato, sarà per la prossima!

 

6^ Giorno: Arequipa

E’ il 15 agosto: festa di Arequipa! Le strade traboccano di gente, danze, sfilate, saltimbanchi e bancarelle.

Raggiungiamo il quartiere di Yanahuara dalla cui sommità si gode una bellissima vista sui

Ci spingiamo fino a Cayma dove però, centri commerciali e negozi moderni snaturano le bellezze della Città Bianca elegante e storica ma che, purtroppo, guarda al futuro ed al progresso.

Mentre mi rilasso su di una panchina mi parte un flash: i biglietti del bus!!!! Li ho buttati nel cestino!!!

Corriamo in albergo e come due archeologi – nella monnezza – ritroviamo i pezzetti di carta tanto preziosi.. la tratta notturna è salva, Puno: arriviamo!

Ovviamente, dopo la faticosa ricerca del biglietto, ci fermiamo in una polleria a fare uno spuntino con patatine e pollo fritto! :D

 

7^ Giorno: Puno –  Uros Islas – Isla Amantanì

Il viaggio dura 6 ore e come sempre, non faccio a tempo ad appoggiare la testa che siamo arrivati.

Facciamo colazione al terminal con il famoso mate de coca (the con foglie di coca) che allevia i sintomi causati dell’altitudine e siamo pronti per la prossima escursione proposta da Inka travel e da molte altre agenzie della città (90 Soles 2gg/1nt).

Con il battello navighiamo sul Lago Titicaca con destinazione le isole degli Uros o per meglio dire il popolo Aymara che, per sfuggire alla dominazione degli  Incas ha costruito delle isole fluttuanti sul lago navigabile più alto del mondo basando il proprio sostentamento sulla totora, una particolare canna palustre autoctona commestibile e resistentissima con la quale si costruiscono abitazioni, imbarcazioni e la famosa pavimentazione delle isole stesse.

Il complesso è molto turistico, gli abitanti mostrano i vari utilizzi della canna, accompagnano nelle proprie abitazioni e vendono l’artigianato. Tutto viene importato dalla città di Puno ed il turista, ancora una volta è l’unico mezzo per sopravvivere.

Riprendiamo il traghetto e con 3 ore circa di navigazione – ovviamente gran parte dormite – raggiungiamo Amantanì, isola naturale abitata da locali che ospitano i turisti secondo un democratico sistema che permette a tutti lo stesso guadagno.

Noi saremo a casa di Fernanda, una simpatica signora rimasta vedova da un paio di anni, i figli – come desiderava il marito – stanno studiando a Puno e, l’unico modo per guadagnare qualcosa è ospitare i turisti.

La camera da letto ed il bagno sono moderni: ha dovuto sostenere molte spese ed indebitarsi per poterli ristrutturare secondo i target turistici mentre la cucina ed il bagno di servizio son ancora tipici.

Pranziamo insieme a Fernanda e all’altra coppia ospitata, due simpatici ragazzi francesi e poi, mentre le donne lavano i piatti i ragazzi tagliano la legna per il fuoco.

Ci spostiamo in piazza dove è in corso una festa cittadina, musicanti e danzatori affollano la tipica piazzetta quadrata: Inca Cola e Birra a volontà.

Tra un paio di ore il sole tramonterà e, prima che avvenga, ci trasciniamo fino alla vetta dell’isola, per la precisione al Templo de Pachatata (Tempio di Padre terra) per godere di questo meraviglioso spettacolo. La scalata è difficile a causa dell’altitudine (3800 mt slm), il fiato è corto e la testa duole ma una volta arrivati in cima ci si scorda di tutto.

Ceniamo ancora nella piccola cucina di Fernanda i piatti sono semplici ma gustosi e genuini.

Rassettiamo e regaliamo alla piccola signora un po’ di medicine, ha una spalla infiammata e il taglio dei tronchi non aiuta la sua guarigione..

 

8^ Giorno: Isla Taquile – Cusco

Salutiamo la proprietaria di casa che, con gli occhi lucidi ci chiede di tornare, è stata bene con noi e noi con lei… un giorno forse, chissà…

Navighiamo con destinazione Taquile, l’isola, come la precedente, è collinare e mette a dura prova la nostra resistenza fisica ma è molto piacevole passeggiare sotto il sole caldo, il cielo limpido e l’aria fresca…

Gli uomini portano pesanti sacchi sulle spalle colmi di cemento e allo stesso tempo, con le mani nodose e screpolate tessono con maestria la lana.

Gli abitanti portano curiosi cappelli e cinture eleganti: dalle curve del sentiero gli abiti colorati e vaporosi spuntano sul nostro cammino.

Ci godiamo un ottimo pranzo con vista sulle vette boliviane e degradiamo fino al mare per tornare a Puno.

Salutiamo i ragazzi conosciuti con la promessa di passare a trovarli a Parigi o in Provenza! Adieu mon amis!

Torniamo al terminal terrestre per prendere il bus Power per Cusco: 8 ore di viaggio mooolto scomodo su un bus tradizionale che per 15 Soles ci porta a destinazione.

 

9^ Giorno: Cuzco

Arriviamo alle 00.30 al terminal e, con il culo rotto seguiamo il proprietario dell’Hostal Andino, uno dei pochi che a quest’ora attende ancora i turisti alla stazione. La sistemazione è pessima, il bagno in comune è fatiscente e il letto scomodo, l’acqua manca a causa dei lavori in corso nella strada sottostante però c’è wifi, anche se, avrei preferito farmi una doccia… 40 Soles.

Ci svegliamo di gran carriera ed andiamo a cercare un nuovo alloggio, in centro: sarà il Chakana, bello, luminoso, pulito, ci assegnano una camerata con 10 posti letto, tutta per noi, attrezzata con 2 belle docce, il wc e wifi gratuito – sempre 40 Soles.

La città è bellissima: sarà per il sole, il cielo limpido, le montagne, i monumenti, la piazza, boh ma  pure la parata militare e musicale che sfila per le strade ha il suo perché.

Ottima colazione al Tupanan dove per 20 Soles ci sbraniamo l’impossibile: pane con marmellata, jogurt, frutta fresca, uova strapazzate, succo di frutta, the e caffè – tutto ottimo oltre ad avere una bellissima visuale sulla piazza con dei piccoli balconcini verdi.

Passiamo da Lorenzo Expedition per saldare il tour acquistato dall’Italia che prevedere l’inca jungle Trail (219 Dollari) …ma questa avventura inizia domani!

Facciamo un giro al pittoresco Mercado de San Pedro dove si vendono frutta, verdura, carne, formaggi e artigianato locale; c’è anche una zona ristorazione: ovviamente ci gustiamo salchipapas e altri piatti squisiti.

Gironzoliamo per la città, ci spingiamo in zone meno turistiche, camminiamo fino a sera e andiamo a dormire presto. Ci servono energie per i prossimi giorni…

 

10^ Giorno: Cusco – Santa Maria

Sveglia all’alba e, dopo aver lasciato in custodia il grosso dei bagagli partiamo per il tour.

Ritrovo in piazza alle 06.00 dove 2 pulmini (per un totale di 16 persone + 2 guide) partono con destinazione il Lorenzo Lodge: qui dopo briefing e lauta colazione si prosegue fino al passo Abra de Malaga, il punto in cui parte la nostra avventura.

Scarichiamo le mountain bike, mettiamo le protezioni e viaaa!!! ci lanciamo verso valle, incontriamo paesaggi pittoreschi in questi 50 km di curve e tornanti, guadiamo piccoli ruscelli e respiriamo a pieni polmoni in questa bellissima natura.

Arriviamo in un piccolo paese, abbandoniamo le bici e ci fermiamo a pranzare in un ristorantino. Proseguiamo con il pulmino fino a Santa Maria dove passeremo la notte. C’è chi fa rafting, chi si rilassa e chi, come noi fa un giro tra cafetales e piantagioni di banane e passa a salutare alcuni amici nella missione ospitata nella casa parrocchiale: è sempre bello vedere facce conosciute a tanti km da casa.

Dormiamo in un ostello pulito e carino, dividiamo la stanza con una coppia olandese, il bagno è in comune ma la doccia è a parte quindi è tutto molto gestibile.

Ottima cena al ristorante Estacion: piatti ricchi abbondanti e molto curati.

 

11^ Giorno: Santa Maria – Santa Teresa

Dopo un’abbondante colazione al ristorante della sera precedente, iniziamo la nostra escursione a piedi passando da Santa Maria Antigua distrutta dal passaggio del Niño nel 2008. Fiancheggiamo il Rio Urubamba e camminiamo nella selva per alcune ore sempre accompagnati dalle nostre guide esperte che ci raccontano un sacco di aneddoti, storie e informazioni curiose sulla loro terra.

Passiamo dei punti panoramici bellissimi, si vede il letto del fiume che scorre impetuoso a diversi metri sotto i nostri piedi, attraversiamo ponti in legno e piantagioni cariche di frutti e fiori che brillano tra le foglie.

Ci fermiamo nella selva a mangiare in un piccolo posticino nascosto con tanto di amache per rilassarci un po’.

Riprendiamo il cammino fino a tornare al livello del fiume dove per 2 Soles attraversiamo il corso d’acqua con una specie di carrucola.

Siamo a Colcamayo famosa per le acque termali naturali: ci si può immergere in vasche a diverse temperature. Noi ne approfittiamo per un bell’aperitivo con birra e patatine.

L’ultimo pezzo di strada lo facciamo in minibus per arrivare al paese di Santa Teresa dove pernotteremo.

L’alloggio è molto confortevole, camere private con bagno per tutti.

La cena è in ristorante poco distante, buona come sempre!

 

12^ Giorno: Santa Teresa – Aguas Calientes

Si riparte con il bus per fare sosta poco dopo per lo zipline (90 Soles): è una sorta di carrucola che ti porta da un’altura all’altra. Vi sono 4 linee per arrivare fino alla fine del percorso e in un batter d’occhio siamo di nuovo a terra.

Spettacolari gli scenari e abbastanza adrenalinico!

Sempre con il minibus arriviamo fino alla Centrale Idroelettrica dove inizieremo il nuovo tratto a piedi seguendo i binari del treno che portano ad Aguas Calientes.

Sosta per pranzo in un ristorantino vicino alla ferrovia e proseguiamo fino a destinazione.

Siamo stanchi ma molto soddisfatti dell’escursione fatta e domani ci sarà il gran finale!

Ceniamo da Chulpa, un moderno ristorante con piatti elaborati e molto appetitosi per fiondarci a letto prestissimo.

 

13^ Giorno: Machu Picchu – Cusco

Ci svegliamo poco prima delle 4 e a piedi, con le torce, raggiungiamo il ponte – ancora chiuso – per poter salire i 2.200 gradini che portano al sito archeologico di Machu Picchu.

Poco prima delle 5 viene aperto il cancello e, dopo il controllo di passaporto e biglietto, iniziamo a salire.. la scalata è ripida si suda moltissimo e dopo 40 minuti di fatiche raggiungiamo l’ingresso del sito.

Ci riposiamo un pochino e attendiamo l’apertura, pronti a scattare le foto alla magnifica città perduta ancora deserta, in compagnia dei Lama che abitano l’altura.

Ascoltiamo gli ultimi racconti di Ronald, la nostra guida, ci congediamo e attendiamo la scalata del Huayna Picchu delle 10.00.

Ormai siamo esperti scalatori, arriviamo in vetta, mangiamo qualcosa e ci rilassiamo un po’. Ci si sente anche se per poco padroni del mondo in questo posto incantevole!

…ed un pensiero va a tutti voi che mi fate compagnia, ogni giorno! J

Ci intrufoliamo di qua e di là ed è ora di tornare coi piedi per terra, in tutti i sensi.

Scendiamo dalle stesse scalinate che tanto ci hanno fatto soffrire questa mattina.

Ci fermiamo al bar vicino al ponte: mai visto un wc più pulito in tutto il paese, un aperitivo con birra e patatine e siamo pronti a tornare alla cittadina.

Un giro tra negozi, bar e ristoranti e, scegliamo di cenare al Mercado con un super frullato di frutta fresca, miele, uovo, sciroppo di algarrobina ed una bella bistecchina ai ferri accompagnata da riso, insalata, pomodori e cipolle.

Ci rechiamo in stazione per il treno delle 21.30 diretto ad Ollantaytampo (48 €) purtroppo l’idea originale di tornare a piedi fino alla Idroelettrica non è stata fattibile per la mancanza di tempo per poter rientrare a Cusco in orario per il volo di domani.. peccato, dovrò regalare i miei sudati spiccioli a quegli approfittatori delle ferrovie private.

Il viaggio dura due ore ma come sempre, mi addormento ancor prima di partire.

Ci infiliamo su di una combi e sfrecciamo fino a Cusco dove arriviamo intorno a mezzanotte.

Una super dormita nel nostro dormitorio privato ci sta proprio!

 

14^ Giorno: Cusco – Lima

Prontissimi per il volo che ci riporterà a Lima, approfittiamo dell’attesa per una colazione oltre a quella che ci verrà fornita in aereo: il biglietto lo avevo acquistato dall’Italia al costo di € 94 con la compagnia Star Perù.

Arriviamo in città alle 11.15 ed acquistiamo subito il biglietto per il bus notturno diretto a Huaraz con Moviltour (60 Soles).

Nel frattempo ci rechiamo alla Marina e a Petit Thouars zona di acquisti all’ingrosso di tessuti & co. dove faccio man bassa  di mante, cappelli, sciarpe e similari in lana d’alpaca.

Ceniamo a casa di amici e siamo di nuovo in viaggio.

 

15-16-17^ Giorno: Llamellin

Arriviamo alle 7 in città, le vette innevate sono vicinissime, il vento è gelido ed il cielo è di bianco luminoso, intenso.

Questa volta siamo proprio fortunati: alcuni amici sono partiti con il bus precedente al nostro quindi continueremo il nostro viaggio in carro (una sorta di fuoristrada).

Ci sono circa 5 ore di paesaggi mozzafiato e strade dissestate per arrivare al paese di Llamellin; seppur capoluogo di provincia è un paesello incastonato tra le montagne, una piccola piazza tipica con alberi, panchine e poco altro.

Qui vivono diversi italiani, volontari: nel taller ovvero la scuola di intaglio del legno, nelle cooperative dove si producono i tessuti anch’essi venduti poi in Italia, c’è la panetteria, la fabbrica di mattoni e poco più su, a Raspapampa, una stalla dove ci sono gli animali, si produce il formaggio e si lavorano i campi.

Lele è stato qui nel 2010 per 4 mesi e, tornando in Perù, non potevamo non passare da questi luoghi intrisi di ricordi.

Passiamo così questi 3 giorni in compagnia di amici, saliamo a pranzo alla stalla e stiamo un po’ in compagnia dei campesinos, ripercorriamo a piedi la strada che Lele faceva tutte le mattine a piedi per salire e scendere (1 ora a tratta), ammiriamo stupiti i capolavori dei ragazzi che studiano nel taller e lavorano nella cooperativa.

 

18^ Giorno: Shilla

Riprendiamo il bus per Huaraz dove ad attenderci c’è un altro amico che ci porterà nella sua piccola missione: Shilla. Qui in clima è più caldo anche se sopra le nostre teste si erge in tutto il suo spessore il monte Huascaran.

Anche qui abbiamo modo di conoscere la vita delle persone che ruotano attorno a questa bellissima “macchina della carità”, conosciamo le famiglie che vengono ospitate in parrocchia durante i pasti, gli anziani e la piccola scuola materna dove vengo invitata per el dia del niño ovvero il compleanno comunitario di tutti i bimbi che compiono gli anni durante il mese in corso.

Conosciamo le realtà delle persone con dei disagi economici e fisici e mi commuovo per il loro sorriso….

 

19^ Giorno: Jangas

Salutiamo gli amici vecchi e nuovi e proseguiamo nel nostro cammino fino a Jangas, un altro paese a pochi km da Huaraz… ritroviamo vecchie conoscenze e ne facciamo di nuove.

Dormiremo qui e domattina prenderemo il bus che ci riporta a Lima.

 

20^ Giorno: Lima

Sono le 10.30 partiamo con lo scassato bus  Impresa per 8 ore di viaggio (20 Soles) ci allieta con 4 film trasmessi di cui 2 senza finale… Gentili!

Arriviamo in città stanchissimi e ci accoglie un traffico esagerato: la capitale si prepara al weekend.

Andremo a letto presto, domani ci attende un altro lungo viaggio.

 

21^ Giorno: Lima – San Paolo – Milano

Il nostro volo parte alle 13.00 puntuale, il sedile è piuttosto scomodo ma riesco a fare qualche pisolino, le ore passano lente e ci ritroviamo in Brasile dove facciamo uno scalo di 3 ore.

Ultimo sforzo e si atterra a Milano con la consapevolezza di aver vissuto un viaggio ricco di emozioni semplici e genuine, di persone vere, di posti incantevoli e un po’ di malinconia…

 

¡Hasta pronto, Perù! 

 

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Ci sono 3 commenti su “¡Perù: todo listo!

  1. Peru’, mi chiedo spesso se e’ un viaggio che faro’ mai ….
    chissa ‘
    intanto me lo “gusto con mucho gusto'”
    come sempre Serena , brava bravissima , bello scorrevole da leggere il tuo diario e bello bellissimo il tuo viaggiare .
    Bru

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