Il nostro South tra Catfish, Gumbo, Shrimps, Oysters, po-boys e Fried Green Tomatoes (I Parte)

Per non scontentare nessuno, io e mia moglie cerchiamo di fare un anno per uno nella scelta della meta delle vacanze. Quest’anno toccava a lei. Non mi da grossi paletti “visibili”….si limita a dire “qs anno voglio andare in Usa…in un posto di mare….al caldo….”….mmmm…ampia scelta direi….escludendo le Hawaii per motivi di budget, rimane solo la Florida….dove sono gia stato nel 2007 e nel 2010 ma, come si dice in questi casi…non c’è il due senza il tre, anche perchè la Florida è bella grande e, dopo aver fatto bene tutta la parte da Orlando in giù, quest’anno potremmo chiudere il cerchio vedendo tutto ciò che sta sopra orlando.

Dopo Natale iniziamo quindi a pellustrare il web in cerca di un volo abbordabile ma butta male…non si va sotto gli 800 euro. Allarghiamo la ricerca su Atlanta oltre che su Miami, ma la solfa non cambia, anzi…siamo piu verso i 900 che gli 800. Passa tutto gennaio…passa tutto febbraio…passa tutto marzo…e siamo sempre li…Miami si assesta sui 760 – 800 euro…Atlanta 850….inizio a spegnermi quando, una bella sera di fine marzo, noto su Kayak voli Lufthansa su Atlanta che non avevo visto prima a circa 820 euro. Clicco per curiosità, vengo rimandato ad Expedia e mi si raggela il sangue…599 euro a testa….ricontrollo e tutti i voli Lufthansa vengono venduti a 599 euro….cambio date per ottimizzarle al meglio ed in modo da avere tre settimane piene, seleziono uno scalo a Toronto per vedere l’aeroporto e volare con Air Canada…sempre 599 euro….chiamo mia moglie, le chiedo di correre con la carta di credito e via di corsa a comprare i voli…la transazione va a buon fine, il volo è confermato…ricevo il codice di prenotazione, entro nel sito Lufhtansa e sembra tutto ok. Riprovo a cercare i voli ma sono spariti, o meglio, tornati a 820 euro…non capirò mai come abbia fatto a trovare quel prezzo, ma una volta tanto..va bene anche a me.

Si va letto tutti felici e contenti, si torna in USA, ora dobbiamo però decidere cosa vedere. Inizialmente immaginiamo di fare un on the road puro, senza prenotazioni, all’avventura, da Atlanta ad Atlanta, cosi iniziamo a bloccare l’auto. Dopo una ventina di noleggi con la tanto amata “Enoleggio“, per questa avventura passiamo ad “Auto Europe”; per 620 euro affittiamo per tre settimane piene una auto “economy” con due autisti e pieno iniziale, circa 60 euro in meno del preventivo enoleggio. La compagnia sarà la “Dollar”.

E mo’? dove si va? Siamo totalmente a digiuno riguardo agli stati del sud, le guide sono molto scarne a riguardo, iniziamo quindi a vedere film, leggere libri, racconti, tutti ambientati in queste zone, e mano a mano che passano i giorni, siamo sempre piu esaltati, la nostra ignoranza ci aveva sempre tenuto nascosto luoghi che sembrano meravigliosi. Stendiamo un programma che ci permette di toccare i luoghi che ci interessano di piu, e siamo pronti a partire….una decina di stati…circa 6000 km…una bella avventura…

PS. Una sola premessa…questo è un diario indirizzato principalmente a chi vuole conoscere questi luoghi e, magari, sognarci di venire un giorno, sarà quindi un diario molto molto molto tecnico e lungo con costi, distanze, indirizzi, dettagli che possono aiutare una programmazione. Questo per evitare una noiosa lettura a chi invece si aspetta un diario romatico e poetico :oops:. Cliccando sulle parole in verde troverete tutti i link ad attrazioni, hotel, ristoranti, ecc ecc

3 AGOSTO, VENERDI’: ITALIA – ATLANTA

Il momento tanto atteso è arrivato…si parteeee. Ore 6.30 siamo gia pronti con le valige, un amico sta per passare a prenderci per accompagnarci a Malpensa. Non troviamo il minimo traffico, alle 7.15 siamo gia in aeroporto. Lasciamo le valige al banco Lufthansa, ci danno le carte di imbarco del volo Air Canada che non eravamo riusciti a stampare da casa, e siamo pronti per l’imbarco.

Volo Lufthansa 3177

Partenza Milano (MXP) 09:15, Arrivo Düsseldorf (DUS) 10:45

Boeing 737-500, D-AIBD First flight date 14/12/1990 Plane age 21.7 years

22 anni e non sentirli…aereo impeccabile, tenuto benissimo, interni nuovi, pulito e ben curato. Spazio per le gambe molto abbondante, e si che sono alto quasi 190 cm….anche allungandomi con le ginocchia non tocco il sedile di fronte, configurazione di sedili nel classico 3-3. Ci portano da bere ed una brioches ripiena di pasta di mandorle…diciamo un pò….pesante :sorridente: Atterriamo leggermente in anticipo, sbarchiamo ai remoti, ma il transito è rapidissimo. DUS è un aeroporto piccino, cosi in pochi minuti abbiamo gia fatto il controllo passaporti e siamo al gate per il prossimo volo, peccato che dopo i controlli non ci sono negozi o duty free, ma poco male, abbiamo poco tempo prima del prossimo volo.

Volo Lufthansa 472

Partenza Düsseldorf (DUS)12:35, Arrivo Toronto (YYZ) 14:55

Airbus A340-300, D-AIGS First flight date 24/09/1999 Plane age 12.9 years

Aereo Impeccabile, configurazione 2-4-2, noi prendiamo una fila laterale da due sedili. Schermo personale con film on demand. Conto 12 film in italiano, più che sufficienti per andata e ritorno. Unica pecca i posti sono strettini….piu stretti che per il volo precedente. Fortunatamente sono “solo” 7 ore, ma devo ammettere che mi aspettavo un po piu di spazio per le gambe. Grandissima sopresa il pranzo…oltre ogni aspettativa, il migliore pranzo mai avuto in aereo, meglio anche di Emirates, pollo delizioso, torta superba, buona scelta tra vino e birra, le hostess passano piu volte con il vino, ed al termine del pranzo con Bayliss e ghiaccio. Prima dell’atterraggio spuntino con pizza o calzone alle verdure, tutto superbo. Promossi a pieni voti.

Uno dei motivi per il quale ho voluto fare uno scalo in piu e passare per Toronto era, oltre che vedere l’aeroporto e provare Air Canada, sperimentare la tanto astrusa procedura di transito Europa – Canada – Usa visto che, nonostante mi fossi informato a lungo, non ne avevo mai capito a fondo le dinamiche, e dopo averla provata sulla mia pelle, posso confermare che è decisamente astrusa…:sorridente:

Atterriamo a Toronto con 45 minuti di anticipo…un record per un volo cosi corto, l’aeroporto è carino. Una volta usciti dal Gate, seguiamo le indicazioni per “USA transit”, veniamo cosi divisi da chi fa l’immigrazione canadese per i transiti interni. L’astrusità sta nel fatto che le indicazioni ci portano un una sezione dell’aeroporto, abbastanza strettina, dove dobbiamo aspettare il nostro bagaglio, a differenza dei transiti in USA infatti, qua il bagaglio va ritirato prima dell’immigrazione. Abbiamo due ore e mezza, ma non sono cosi abbondanti come credevamo. Le nostre valige infatti arrivano dopo un ora di attesa ( e poi ci lamentiamo di Malpensa…). Ritirate le valige ci mettiamo in coda per fare l’immigrazione USA. Veniamo sottoposti ai classici controlli, scanner della retina, impronte, domande di rito….effettuati da agenti americani. Abbiamo ora sul passaporto un bollo di ingresso USA marchiato…Toronto…nice :sorridente: . Dopo aver superato l’immigrazione depositiamo le valige sul nastro dei transiti e ci rechiamo al gate. Non corriamo, ma diciamo che le due ore e mezza di tempo non si sono rivelate cosi abbondanti come pensassimo.

Volo Air Canada 8627

Partenza Toronto (YYZ) 16:50, Arrivo Atlanta (ATL) 18:56

Embraer 190 C-FHNL Plane age 5.4 years

Volo a dir poco perfetto!Posti incredibilmente larghi in configurazione 2 – 2, degni del migliore lungo raggio. Pur essendo un aereo piccino ogni sedile aveva un grande schermo personale con film on demand. Ci hanno dato da bere ed uno snack, entrambi gratuiti. Ottima ottima sorpresa! Atterriamo in perfetto orario, avendo fatto l’immigrazione a Toronto ci rechiamo diretti al ritiro bagagli, che arrivano prima di noi. Il teminal internazionale di ATL è molto nuovo, e separato dal resto degli altri terminal domestici. Per raggiungere l’autonoleggio dobbiamo prendere un pulmino gestito dall’aeroporto che trasporta tutti i passeggeri ad un centro unico dove si trovano tutti gli uffici di autonoleggio.

L’aeroporto è pur sempre il piu grande al mondo, impieghiamo cosi 15 minuti buoni per arrivare a destinazione. Giunti al banco Dollar decliniamo gentilmente una prima volta tutti gli upgrade e le assicurazioni che la gentile signorina ci propone, per poi declinarli un po meno gentilmente quando la un pò meno gentile signorina inizia a farci terrorismo psicologico riguardo a cosa potrebbe capitarci senza tali assicurazioni…ritiriamo tutte le scartoffie e ci rechiamo al posteggio per scegliere l’auto. Essendo Atlanta un aeroporto immenso la scelta è enorme. Abbiamo una auto “economy” ma ci permettono di scegliere anche tra le “compact” visto che hanno poche auto piccole. Francesca spinge per una Ford Fiesta rosso fiammante, una delle poche economy presenti, ma rinuncia quando capisce che in nostri valigioni non potranno mai entrare nel bagagliaio, optiamo quindi per una Focus “compact”, super tecnologica, dove ci sentiamo super comodi.

Per il pernotto abbiamo deciso di dormire a nord di Atlanta, a Norcross, circa 60 km dall’aeroporto.

La strada corre via veloce. Attraversiamo tutto il centro di Atlanta in una mega autostrada a 6 corsie, in 45 minuti siamo in Hotel….e qua la prima sorpresa…l’Hotel è magnifico, con camere immense e letti comodissimi…ad oggi, dei 100 e piu pernotti che abbiamo provato in USA, certamente il migliore rapporto qualità prezzo. Straconsigliato

Wingate by Wyndham Atlanta Norcross, 5800 Peachtree Industrial Boulevard, Norcross. 

Facciamo una doccia ed alle 21 siamo sotto le coperte…per il nostro corpo è gia notte fonda

4 AGOSTO, SABATO: ATLANTA – GREAT SMOKY MOUNTAINS NATIONAL PARK – LOUDON (440 KM) 

Alle sei siamo belli arzilli, poco male, abbiamo molta strada da fare, e partire presto non ci fa assolutamente male. Scendiamo a fare colazione e la nostra valutazione sull’hotel non fa che migliorare, grande scelta tra dolce e salato, uova, molta frutta, yogurt, molti dolci…decisamente un buon inizio di giornata. Alle 7 siamo in macchina, pronti per lo Smoky Mountains.

Decidiamo di puntare verso il villaggio “tirolese” di Helen. Accendiamo l’auto e…colpo di scena….compare il messaggio “engine oil change due”, noooo…ma di certo non torniamo in aeroporto, ci penseremo a Nashville.

Il tempo è variabile e spazzi di sereno si alternano ad una pioggerellina leggera. Arriviamo ad Helen verso le 8.30, sembra di essere in Tirolo ad agosto :sorridente: , temperatura piacevole, leggera nebbolina, poca gente in giro.

Delizioso il negozio del Natale, che vende di tutto e di più per gli addobbi natalizi, intriganti le pasticcerie che vendono strudel e mele caramelate, un’esperienza molto carina. Facciamo una piacevole passeggiata per il centro, prima di rimetterci in marcia per Cherooke, dove giungiamo verso le 11. Facciamo il primo pranzo americano dal mitico KFC, passiamo al visitors centre del parco per ritirare la piantina di turno, prima di intraprendere la traversata del parco nazionale americano piu visitato in assoluto, il “Great Smoky Mountains National Park“, che ogni anno raggiunge il doppio dei visitatori di Yosemite e Yellowstone.

La strada che da Cherookee porta a Cades Cove è davvero piacevole. Larga, con docili curve che permettono di apprezzare il panorama. Il parco è molto meno di impatto rispetto ai parchi dell’Ovest, quindi, in un on the road come il nostro, con tempi inevitabilmente stretti, non da il meglio di se.

I panorami sono carini, ma nulla di indimenticabile. Il parco offre però una serie infinita di attività, che spaziano dall’escursionismo, al rafting, alla canoa, al bird watching, ai tour in bicicletta; penso che con una settimana, o almeno qualche giorno di permanenza, ci si possa davvero innamorare di questo parco.

Facciamo una sosta a Newfound Gap, il passo che separa il North Carolina dal Tennessee per scattare qualche foto, prima di continuare l’avvicinamento a Cades Cove. Il tempo è bello, ed un tiepido sole accompagna il nostro viaggio. Arrivati a Cades Cove ci dirigiamo al campeggio, dove nolleggiamo due biciclette per effettuare il famoso “Cades Cove Ring”, un giro circolare di 20 km che permette di ammirare splendidi paesaggi e vedere molti animali. Ovviamente dopo pochi km arriva il classico temporale montano a farci compagnia. Io mi diverto come un matto, Francesca un pò meno…vediamo comunque molti caprioli, anche se, purtroppo, nessun orso. Torniamo al campeggio bagnati da testa a piedi. Il noleggiatore si impietosisce al punto che non ci fa nemmeno pagare il nolo delle biciclette. Cambiamo i vestiti, mangiamo un gelato e verso le 17.30 partiamo per Loudon, meta del nostro pernotto.

Super8 Loudon, 12452 Hwy 72 North, Loudon Prezzo 45 euro camera matrimoniale, colazione, parcheggio e internet compresi

Motel cosi cosi…diciamo nulla di eccezionale, pulito ma molto basilare, probabilmente, dopo il lusso del giorno prima, ci eravamo abituati troppo bene. Doccia di rito e verso le 20 usciamo per la cena. Avevo precedentemente selezionato il Log Cabin Restaurant, situato a breve distanza dall’hotel. Arriviamo al locale e….lo troviamo deserto. Molte sedie sono gia state messe sui tavoli…sono le 20.10…e stanno gia chiudendo…guardiamo gli orari, chiude tutti i giorni alle 20, tranne il sabato ( oggi) che chiude alle 20,30…botta di vita :sorridente: …ci fanno entrare sorridenti, dicendo che facciamo in tempo a cenare senza problemi. Prima vera cena USA..ovviamente a base di ribs, uno strano burger senza il pane ed onion rings, tutto da 10 e lode.

 Non facciamo in tempo ad arrivare a metà bicchiere di bibita quando una solerte cameriera ce lo riempie di nuovo…viva il free refill!! mangiamo molto bene, paghiamo 23 euro in due…onesto…belli sazi ci dirigiamo verso il nostro motel, è ora di andare sotto le coperte…domani si parte per l’esplorazione del Tennessee :ok:

5 AGOSTO, DOMENICA: LOUDON – NASHVILLE (280 KM) 

“Per quel che mi riguarda, abbiamo proprio tutto in Tinnessay…” dice un uomo mentre fa benzina in un distributore nei pressi di Memphis. “Abbiamo la Birra, il pollo fritto, il football e Gesù…cos’altro ci serve?” [cit. Lonely Planet]

Questa frase, anche se puo sembrare banale, riassume davvero bene il Tennessee…uno stato davvero meraviglioso che non ha le attrazioni di New York, San Francisco o Chicago ma che, nella sua semplicità, ci è entrato nel cuore. Nelle città si respira musica ad ogni ora del giorno, ed il cibo è a dir poco vario ed originale.

Ma andiamo con ordine… Il fuso è gia un ricordo, dormiamo bene tutta la notte, ci svegliamo alle 7 passate e scendiamo per colazione, che si rivelerà come il motel…molto basica. Partiamo con comodo verso Nashville. Durante il percorso guadagneremo un ora, dovendo tirare indietro l’orologio poco prima di entrare in città. Ci fermiamo da Wallmart per comprare una cassa da 35 bottiglie di acqua da mezzo litro (4 $) e, soprattutto, il mitico freezerino in polistirolo (2.5 $) che ci servirà in tutta la vacanza per mantenere in fresco bibite e frutta. Usciamo da Wallmart e troviamo il posteggio completamente bagnato, deve essere arrivato un mega temporale mentre eravamo nel supermercato….non ci siamo nemmeno accorti.

Arriviamo a Nashville verso le 10.30. La nostra prima meta è il museo di Hazzard…si, Hazzard…la serie televisiva con Bo e Luke…il generale Lee….quella gran sventolona di Daisy Duke…. :sorridente: Cooter’s Place Nashville, 2613 McGavock Pike, Nashville In realtà non si tratta di un vero e proprio museo, ma di un negozio di souvenir sulla serie con decine e decine di cimeli autentici che riguardano la serie.

Il pezzo forte sono ovviamente le 4 auto usate nella serie, il generale Lee, la jeep di Daisy, il carro attrezzi di Cooter e, ovviamente, la macchina di Rosco! La visita non porta via molto tempo ed, essendo gratuita, direi che se siete amanti della serie e volete tornare indietro di qualche decina di anni, è imperdibile.

Terminata la visita entriamo in città. Parcheggiamo nel multipiano della biblioteca, il posteggio centrale piu economico della città, 4 dollari al giorno nel weekend: Nashville City Library Garage, 151 6th Ave North, Entrance: 6th Ave North and 7th Ave North

La scelta si rivela azzeccatissima, il parcheggio è centralissimo, e lasciando l’auto qua possiamo liberamente girare tutta la città a piedi. Il temporale del mattino è stato una manna dal cielo, possiamo girare la città il 5 agosto con la piacevolissima temperatura di 28 gradi… Iniziamo a visitare la parte settentrionale di Downtown, salendo fino a Charlotte Ave, quindi passando per corte suprema, Il Tennesse State Capitol, il Performing Arts Center ed il famoso e maestoso Hermitage Hotel

Da qua percorriamo Union st scendendo verso il Riverfront Park sul fiume Cumberland, luogo perfetto per una piacevolissima passeggiata in riva al fiume. Il parco ospita anche Fort Nashborough, una ricostruzione risalente al 1930 dell’avamposto originario della città.

Assistiamo anche alle riprese di un film e, dalla disposizione delle vie….abbiamo l’ennesima prova della democrazia Americana :sorridente: Terminiamo la camminata fotografando i grattacieli di Downtown facendo l’immancabile sosta all’Hard Rock cafe.

La città è carina, piacevole, semplicissima da visitare….diciamo nulla di strepitoso quando….boom…arriviamo nel cuore pulsante di Nashville….“The District”….il quartiere.

The District è la zona formata dalla Broadway e dalla 2nd st N. Nell’800 questa zona ospitava i magazzini del cotone della città. Oggi, questi locali sono stati restaurati ed ospitano negozi di stivali e cappelli, ristoranti ma, soprattutto, locali dove ogni giorno, in qualsiasi ora del giorno, poter ascoltare tanta tanta ottima musica rigorosamente dal vivo.

Ci divertiamo a provare cappelli e stivali facendo molte foto ridicole, dobbiamo ammettere che gli stivali sono super, magnifici…forse un po “impegnativi” se non si vive in Tennessee…

Facciamo poi il giro dei locali, i famosissimi BB Kings blues club, il Coyote Ugly, il mitico Tootsie’s Wild Orchid Lounge, dove ogni sera si esibiscono cantanti di primissimo livello, Robert’s Western World, ed il Wildhorse Saloon, che viene eletto a posto dove cenare e passare la serata.

Terminiamo passando di fronte al mitico Ryman Auditorium, cuore pulsante della musica Country. Siamo estasiati, ma i nostri piedi iniziano a reclamare una pausa, decidiamo quindi di andare in hotel a lasciare le valige ed a farci una doccia prima di tornare in centro. Per questa notte scegliamo il Baymont Inn and Suites Brentwood, 111 Penn Warren Drive, Brentwood. L’hotel è una zona molto molto tranquilla, con molti supermercati nei dintorni (compreso uno Starbucks ed un meraviglioso Publix, dove ci fermiamo subito a prendere tacchino affumicato, pane, frutta e Sushi per il pranzo di domani).

Siccome il famoso messaggio che compare ogni volta che accendiamo l’auto non ci lascia tranquilli, facciamo un pit stop all’aeroporto di Nashville. Come vedono il messaggio ci cambiano immediatamente l’auto, anzi, rimangono stupiti dal fatto che l’olio andava cambiato 2000 miglia fa….ben prima che la prendessimo noi ad Atlanta. Non hanno piu ne economy ne compact car, ci fanno quindi un nuovo upgrade ad una mid size. Una mega Dodge…un po grande per noi, ma con un gran motore

Torniamo in centro e ri-parcheggiamo nello stesso parcheggio del pomeriggio. Iniziamo ad avere fame, cosi ci dirigiamo subito al Wild Horse. Paghiamo 6 dollari di ingresso per la musica dal vivo, ci sediamo ad un tavolo ed ordiniamo la cena, Hamburger per Francesca, pesce gatto fritto per me, tutto accompagnato dalla mitica Sam Adams( tutto a 30 euro).

Passiamo una serata indimenticabile, la musica ci prende, i balli di gruppo sono ipnotici….come scrissi direttamente dal Wild Horse agli amici di FB:

“Se non siete mai stati a Nashville non potrete mai capire perchè è considerata all’unanimità la capitale mondiale della musica….non esiste un nessun alto posto al mondo con una cosi infinita serie di locali, dove ad ogni ora del giorno potete ascoltare tanta buona musica dal vivo….veniteci, e come me, vi innamorerete di questa città”

http://www.youtube.com/watch?v=nQ41EcoXc9E

Ascoltiamo tutto il concerto di Phil Vaughn estasiati, molto bravo…poi stanchi ripercorriamo il District illuminato da mille luci verso la nostra auto, è stata una giornata che non dimenticheremo

6 AGOSTO, LUNEDI’: NASHVILLE – LINCHBURG – MEMPHIS (540 KM)

Appena abbiamo iniziato a programmare l’itinerario, uno dei punti fermi era la visita della Jack Daniels Distillery a Linchburg, in quanto, quando si pensa al Tennessee, la prima cosa che viene in mente è il whiskey americano e i tappi delle botti lanciati dalle sedie a dondolo.

Nel nostro itinerario la visita ci costringe a fare una lunga deviazione, ma la strada non ci fa paura, e cosi non ci pensiamo due volte e dopo una buona prima colazione ci mettiamo in macchina.

Dopo poco lasciamo l’autostrada ed iniziamo a percorrere strade di campagna da film, siamo circondati da fattorie, cavalli, boschi…una strada davvero piacevole. Sono le 9.30 e siamo gia alla distilleria.

La visita è gratuita, ed appena arrivati abbiamo gusto il tempo di registrarci prima di invitarci ad entrare nell’auditorium. Dopo un breve video, molto ben fatto, che introduce la storia della distilleria, veniamo fatti salire su un pulmino e portati all’estremità opposta della distilleria, da dove inizieremo la visita. Purtroppo all’interno della distilleria non è possibile scattare fotografie, vediamo in primis la preparazione del carbone usato per la filtazione, la sorgente, prima di entrare nella distilleria vera e propria

La visita è molto molto interessante, ci vengono mostrati i tini di fermentazone, i distillatori, la filtrazione su carbone, l’imbottigliamento e, ovviamente, i magazzini di invecchiamento. Può sembrare strano ma Linchburg è una delle poche contee USA dove vige ancora il proibizionismo, quindi, a Linchburg si produce il Jack, ma non può essere venduta una goccia di alcool. Terminata la vista ripartiamo in direzione Memphis.

La strada non è poca, ma piacevole. Abbiamo un primo assaggio di Alabama e Mississippi, e dobbiamo ammettere che il Mississippi ci intriga non poco. Pranziamo in un parco in riva al lago poco prima di lasciare l’Alabama, ed alle 16 siamo a Memphis.

Per la notte dormiremo al Days Inn and Suites, 3685 American Way, Memphis. Hotel piu che bello, pulito, rinnovato, molto curato, con una colazione piu che dignitosa, non eccessivamente lontano dal centro. 

Doccia veloce e via in centro, non so perchè, ma la nostra ignoranza ci aveva sempre fatto immaginare Memphis come una città decadente, kitch, una “Reno” del sud….in realtà troviamo una città completamente diversa…pulita, ordinata, da vivere. Parcheggiamo l’auto in pieno centro, nel silos accanto a Bale St, la via piu famosa della città. Il silos è situato al 250 di Peabody Place, ed ha una tariffa di 1 dollaro l’ora. Iniziamo a percorrere Bale st, la passeggiata è piacevolissima, il sole del tardo pomeriggio ci accompagna senza infastidirci.

Nel parco davanti all’Hard Rock Cafè un complesso blues suona ininterrottamente accompagnando la nostra passeggiata, qua si trovano tutti i locali piu famosi, c’è gente, ma non la folla che immaginavo e temevo.

Facciamo visita alla famosa merceria Schwab, dove si trova davvero di tutto, dalle caramelle, ai vinile, ai vestiti usati. Ci spostiamo verso il lungo Mississippi, passando per i giardini che ospitano la statua di Elvis, e uno dei simboli della città, L’Orpheum Theatre.

Passeggiare per Memphis è davvero un esperienza piacevole, ma la sorpresa piu piacevole l’abbiamo quando ci dirigiamo verso downtown, a breve distanza da Bale st. Troviamo un centro magnifico, con viali alberati, molto verde, con curatissime aiuole e molti locali con giovani intenti a prendere l’aperitivo.

Se Nashville è una città che mi ha rapito per l’aria che si respira ad ogni angolo, Memphis (assieme ad Atlanta come vedremo poi), è diventata la città USA, dove vorrei vivere. Senza dubbio.

I nostri piedi (ed il nostro stomaco) ci ricordano che è ora di fermarci…uno dei locali culto che volevamo visitare durante la vacanza era Gus’ World Famous Fried Chicken, al 310 S Front St. Secondo tutte le riviste specializzate questo locale serve il miglior pollo fritto di tutti gli Stati Uniti.

Il locale è pieno, ma troviamo in fretta un tavolino per noi due. Il menu offre pollo fritto cucinato in tutti i modi. Chiediamo suggerimento alla cameriera, dicendo di portarci lei quello che preferisce. Direi che la fama è meritatissima, il pollo è sublime, croccante ma morbido, anche il petto è molto succoso e per nulla asciutto. L’unico punto che non mi lascia entusiasta è che tutto il pollo è piccante, non eccessivamente, ma per un non amante del piccante come me non mi permette di gustare al 100% questa prelibatezza. Mangiamo a sazietà, prendiamo due torte a dir poco divine, paghiamo 21 euro in due, meritati al 100%. Torniamo in Bale st, che nel frattempo è illuminata dalle insegne dei locali. 

Anche oggi è stata una giornata lunga…ma da ricordare…il sud ci sta piacendo sempre di piu.

7 AGOSTO, MARTEDI’: MEMPHIS – JACKSON (340 KM) 

Questa mattina si torna in centro a Memphis. Direte voi…e certo…non ci hai detto nulla di Elvis…qs mattina andrai a Graceland….ebbene no…

detto tra di noi non essendo minimamente fans di Elvis non siamo interessati alla visita della sua casa, decidiamo quindi di investire in modi a noi piu congeniali i 72 $ (36 a testa) della visita a Graceland.

Questa mattina si torna in centro per la visita guidata alla fabbrica delle chitarre Gibson, uno dei punti fermi della nostra vacanza. La visita costa 10 dollari a persona, prendiamo i biglietti per la visita delle 11, giriamo lo store in mezzo a chitarre a dir poco strepitose, facciamo due passi per downtown, ripassando per Bale st e Fedex Arena, in modo da essere puntuali alle 11 per la visita. Il sole ci accompagna durante la nostra passeggiata, rendendo la città davvero piacevole.

La visita è da 10 e lode, purtroppo non si possono fare fotografie all’interno della fabrica. La guida, molto simpatica e preparata, ci mostra tutte le fasi della costruzione delle chitarre, dal taglio delle casse acustiche, alle fasi di incollatura, verniciatura, lucidatura, fino alla fase di accordatura, mentre gli operai sono al lavoro per costruire questi gioielli. Visita imperdibile se si passa per Memphis.

Teminata la visita, ci mettiamo in marcia per Jackson, capitale del Mississippi

Dopo pochi minuti lasciamo l’amato Tennessee per entrare in Mississippi, uno stato che si rivelerà pieno di soprese e che ci piacerà in maniera inaspettata.

Ci fermiamo a metà strada, verso Granada, dal nostro amato Publix per la scorta di sushi e macedonia per il pranzo, giungendo a Jackson verso le 16.

Per la notte abbiamo scelto Super 8 Pearl/Jackson East, 111 Airport Road Court, Pearl.Questo sarà l’hotel piu economico di tutta la vacanza, 31 euro la doppia con colazione, parcheggio ed internet. Il motel è molto basilare, ricorda molto quello di Loudon della seconda notte, ma pulito e con uno staff disponibile. Visto il prezzo decisamente basso, per noi va benissimo.

Facciamo una bella doccia, prima di uscire per un fare due passi a downtown. Jackson non è una località turistica, anzi, fino a prima di questo viaggio ne ingnoravamo anche l’esistenza. La maggiore attrazione è il campidoglio, quindi ci dirigiamo direttamente li. Parcheggiamo proprio di fronte al palazzo del senato, sarà l’ora tarda, sarà che è agosto, ma siamo soli soletti. La giornata è magnifica, il sole del tardo pomeriggio è molto piacevole ma, soprattutto, il centro si rivela graziosissimo

Il Mississippi lo stato più povero degli Stati Uniti, il centro della sua capitale però non lascia trasparire ne povertà ne degrado. Attorno al Campidoglio ci sono giardini curatissimi, strade ordinate e pulite. Un posto ideale per una passeggiata prima di cena. Oramai sono le 19.30 ed il nostro stomaco inizia a reclamare.

Per la cena avevo scelto uno di quelli che mia moglie chiama i “postacci”, locali tipici, molto tipici, frequentati da abitanti del posto dove si respira aria di genuinità e si può entrare nella cultura del luogo:Cherokee Inn, 1410 Old Sq Rd, Jackson. Effettivamente il locale è mooolto tipico. Si tratta di un pub / ristorante dove si ritrovano le ragazzine di 8-10 anni dopo l’allenamento di calcio con le mamme ed i papà. I ragazzini mangiano assieme nella sala laterale dove ci sono bigliardi e calcetti, mentre i genitori magiano qualcosa bevendo una birra sulla barra del bar….very american….

mangiamo bocconcini di aragosta fritti in pastella, pesce gatto, un hamburger, tutto per 18 euro in due….promosso a pienissimi voti. Domani si parte per l’esplorazione del Mississippi, e dell’America piu vera.

8 AGOSTO, GIOVEDI’: JACKSON – NATCHEZ – BATON ROUGE – NEW ORLEANS (450 KM)

Oggi sarà una delle giornate piu intense di tutta la vacanza, infatti percorreremo il famoso Natchez Trace, da Jackson a Natchez. Il Natchez Trace, è una strada di carattere storico che si estende per 710 km da Nashville a Natchez, in Mississippi.

E un itinerario utilizzato per secoli dai nativi americani per spostarsi tra i vari insediamenti, in seguito fu usata dai primi esploratori europei e americani, i commercianti e gli emigranti nel tardo diciottesimo secolo, per poi essere teatro delle più famose e sanguinose battaglie della guerra di secessione. La strada è incredibilmente piacevole, non può essere percorsa da camion ne da veicoli commerciali, quindi il traffico è inesistente.

Nei 160 km che separano Jackson a Natchez, incroceremo solo una decina di auto se non meno… Lasciata Jackson facciamo una doverosa sosta al visitors centre di Clinton (1300 Pinehaven Road, Clinton) , città dove imboccheremo il Trace. Qua due simpaticissime vecchiette ci forniscono cartine, informazioni utili su cosa vedere, opuscoli, coupons, in pratica tutto quello che è necessario sapere su questo tratto di strada. Il Trace è davvero piacevolissimo, il Mississippi è davvero uno stato stupendo, verdissimo, pulito, curato, la strada corre veloce ed i km non ci pesano per nulla.

Facciamo una sosta a Port Gibson, anche se non si dimostra nulla di che. A parte il municipio ed alcuni murales sulla segregazione raziale non offre molto. Ci rimettiamo quindi in marcia per Natchez, dove arriviamo per l’ora di pranzo. Ci dirigiamo sul lungo Mississippi dove pranziamo al sacco con del rosebeef Cajun comprato il giorno prima da Publix….un odore tremendo, ma un sapore alquanto particolare, e niente male!

Il Mississippi è sempre piu impressionante, scorre lento davanti a noi, la mole d’acqua è immensa, assieme al Rio delle Amazzoni è uno dei fiumi con la maggiore portata al mondo…rimaniamo a lungo ad osservarlo, prima di iniziare la visita della città. Passiamo quindi al visitors centre, al 640 di South Canal St, per ritirare le cartine che segnano l’itinerario delle magioni piu interessanti. Natchez infatti è famosa per racchiudere, in poca distanza, molte case coloniali di proprietà di ricchi latifondieri che vivevano qua nell’era d’oro del cotone. Ora sono per lo più trasformate in Hotel o ristoranti per banchetti.

Sono a dir poco magnifiche, con imponenti viali alberati che le precedono, la visita si dimostra, oltre che semplice, molto interessante e gradevole. Terminato il nostro tour ripartiamo direzione New Orleans, con una sosta intermedia a Baton Rouge….la capitale della Louisiana.

Baton Rouge merita una sosta almeno per il suo magnifico Old Capitol, un magnifico castello in stile neogotico risalente al 1850, sostituito nel 1932 dal nuovo Capitol, decisamente meno affascinante.

Facciamo la nostra abituale passeggiata sul lungo Mississippi, che mantiene sempre il suo fascino anche qua :sorridente: , prima di ripartire per New Orleans.

Per il pernottamento abbiamo scelto il Super8 New Orleans, 6322 Chef Menteur Highway. Lasciamo le valige in camera, facciamo una bella doccia, e ci fiondiamo in centro. Su consiglio del proprietario dell’hotel ci dirigiamo al parcheggio pubblico al 300 di N Rampant st. (5$), ma troviamo comodamente da parcheggiare gratuitamente lungo Basin st, alla sera il parcheggio in questa zona non sembra un problema.

Ci dirigiamo direttamente nel quartiere francese, passeggiando per la strada piu famosa di New Orleans, Bourbon st., decisamente una strada viva, traboccante di locali per tutti i gusti. Il nostro stomaco brontola, quindi ci dirigiamo direttamente nel locale stabilito per la cena, Pierre Maspero’s, al 440 di Chartres Street. Non c’è che dire…mangiamo bene….molto bene…tutti piatti tipici, dal gumbo vegetariano, una zuppa con verdure, okras, riso, leggermente piccante, al pesce gatto in umido, ai tortini di granchio, piu un dolce locale con cannella e pane, molto simile alla brianzola torta paesana.Finalmente assaggio anche i famosissimi pomodori verdi fritti, uno dei piatti tipici del sud, che deve la sua notorietà oltre confine per il famoso film di inizio anni ’90, direi un sapore particolare, anche se non ne andrò pazzo. Il locale è molto raffinato, i camerieri molto simpatici, decisamente una buona scelta. Paghiamo 44 euro in due, meritatissimi.

Terminata la cena facciamo due passi per il quartiere francese….è mercoledi sera, ma sembra di essere in piazza duomo l’8 di dicembre..

Locali con musica dal vivo, ottimi ristoranti, negozi Woodoo, strip club….si trova di tutto, per tutti i gusti, ad ogni ora del giorno. Se le premesse verranno mantenute…domani sarà una giornata interessante

9 AGOSTO, VENERDI’: NEW ORLEANS 

Dopo una piu che soddisfacente colazione al Super8, torniamo in centro. A quest’ora trovare parcheggio gratuito può essere complicato, cosi andiamo direttamente al parcheggio che ci ha consigliato ieri il proprietario. Ci dirigiamo direttamente verso il cuore del quartiere francese…Jackson Square. Bella! Bella! Bella! Quanto di piu simile ad una piazza europea abbiamo visto ad oggi….una cattedrale, palazzi antichi, una piazza, un parco, negozi tutto attorno, un posto davvero piacevolissimo.

Partiamo ora con l’esplorazione del quartiere. Le vie sono perfette per una camminata, andiamo a zonzo ammirando le case in stile coloniale, carinissime.

Passiamo per la Beauregard-Keyes House, la Faulkner House, la Gallier House Museum, il New Orleans Pharmacy Museum…tutti luoghi storici presenti nel quartiere francese. Come nei giorni passati, alla fine ci troviamo sul lungo Mississippi….ci hai accompagnato per tutti questi giorni, da domani ci mancherai non poco

Siamo a pochi km dalla sua confluenza nel golfo…qua le dimensioni sono davvero impressionanti, wow. Ora di pranzo, si va diretti al Camellia grill, 540 Chartres Street. Locale culto, aperto nel French quarter, dopo che Katrina ne aveva danneggiato la sede storica. Il locale è di quelli da non perdere, c’è un solo tavolo a forma di cavallo simile ad un grande bancone, si mangia tutti assieme, uno accanto all’altro, con dei simpaticissimi camerieri di colore con candide camice bianche e papillon neri che ci intrattengono con delle fragorose risate, mentre i cuoci cucinano sotto i nostri occhi.

Finalmente ci lanciamo sui nostri primi po-boys, grossissimi panini con dentro di tutto, dal rosebeef ai gamberi, dalle verdure ai burgers, un’esperienza da non perdere nel sud. Prendiamo anche un Gumbo di pesce, davvero buono.Prendiamo anche una torta divina. Spendiamo 25 euro in due, ben spesi. Decidiamo di dedicarci ad un po di shopping, oramai è una settimana che siamo in usa e non siamo ancora entrati in un centro commerciale..record…

ci dirigiamo quindi al Lakeside Shopping Centre. Saltiamo Aeropostale, ci dedichiamo ad Hollyster, dove tutto è scontato dal 30 al 70% ma soprattuto ad Abercrombie, dove ci sono grossi saldi. Le maglie da donna sono tutte a 9.90 dollari, arrivati in cassa passano a 6.60…ulteriore sconto sulle magliette, torniamo indietro e ne prendiamo altre, ottimi regali a basso costo per Natale. Siamo gli unici clienti del negozio, quindi possiamo impegnare il negozio. Tra l’altro in Louisiana vige il tax free per i turisti, quindi, in cassa, ci compilano un voucher con il quale, presentandoci nell’ufficio tax refound del centro commerciale, ci ridanno i soldi delle tasse.

Usciti dal centro commerciale la maledizione dell’auto ribussa alle nostre porte. Questa volta è la spia della pressione dei pneumatici ad accendersi. Siamo vicini all’aeroporto, la macchina è un po grande ed esosa per noi due, decidiamo di passare a farcela cambiare. Sono gentilissimi, ci propongono una Ford Fusion della categoria superiore (classe “standard”) , ma un po piu compatta. Appena usciti succede una cosa incredibile, si accende la spia dell’ASR….non ci potevamo credere, torniamo dentro e decido di tornare ad una Ford Focus, purtroppo hanno solo il vecchio modello, nulla a che vedere con quella di Atlanta. La prendiamo lo stesso. L’auto ha un po di vibrazioni…ma inizialmente diamo la colpa al passaggio da una auto grande ad una molto più piccola…torniamo in hotel, doccia, e ci prepariamo per la serata.

Torniamo in centro e parcheggiamo ancora lungo Basin st senza grossi patemi. Per la cena qs sera abbiamo scelto Acme Oyster and Seafood House, al 724 di Iberville St. E’ di certo un’istituzione del quartiere, qua si mangiano ostriche cucinate in tutti i modi. Prendiamo un seafood gumbo, delle ostriche con salsa all’aglio e formaggio fuso ( DIVINE!!!), del pesce fritto.

Paghiamo 53 euro, abbiamo mangiato davvero bene. Facciamo l’ultima passeggiata per il quartiere francese, divertendoci ad osservare la fauna incredibilmente variegata che ci circonda, la cosa piu bella di New Orleans forse sta proprio in questo, si trova di tutto per tutti i gusti, dall’alternativo che vive con 2 euro al giorno dormendo per strada, al raffinato che cerca hotel di lusso e cucina sublime, e tutti poi si ritrovano la sera qua, nel cuore pulsante della città, il quartiere francese. Da domani inizia una nuova vacanza: sole, mare ed infradito…ma per quella dovrete avere un po’ di pazienza ………..continua……

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Ci sono 48 commenti su “Il nostro South tra Catfish, Gumbo, Shrimps, Oysters, po-boys e Fried Green Tomatoes (I Parte)

  1. Ciao!
    Complimenti davvero, non è facile fare un diario così: ben scritto, dettagliato, con belle foto e pieno di tutte quelle informazioni che i viaggiatori Fai Da Te cercano!
    Bello,bello, bello anche perchè fuori dai soliti itinerari!
    Propongo di aggiungere “Esperto USA” al già consolitato e prezioso “Esperto di Voli Aerei”!
    :clap:

  2. @cucciolina, troppo buona…ho solo fatto un viaggio meraviglioso…e da li viene facile scrivere

    @franziska, ni….in realtà come detto…è stato un disagio relativo, in Dollar sono stati sempre superdisponibili :)

    @ Marilu…sai sempre dove trovarmi :)

  3. Questo tuo diario è proprio come gli altri: PERFETTO! Ormai non mi stupisce più leggere tutto d’un fiato i tuoi bellissimi reportages e come sempre dico: che bello, voglio andarci anch’io! Secondo me questo è particolarmente bello perchè l’itinerario è inedito e decisamente intrigante.
    Mi raccomando, aspetto di leggere presto il seguito!

  4. come sempre i tuoi racconti invogliano ad intraprendere il viaggio fatto da te.. un itinerario molto allettante..
    bellissime anche le foto.. fai venire una gran voglia di partire!
    non vedo l’ora di leggera la seconda parte! :ok:

  5. sono senza parole! bello, bellissimo, sublime!!!
    me lo sono goduto fino all’ultimo dettaglio con una bella tazza di caffè, americano naturalmente!
    complimenti davvero, sei riuscito a fare un resoconto dettagliato del viaggio senza compromettere la parte emozionante e vibrante del racconto. Mi sembrava di essere lì e mi ha allietato una giornata iniziata non nel migliore dei modi….
    E’ un itinerario molto interessante che vorrei tanto fare un giorno, così da vedere gli stati del sud e completare la florida, girata nella sua parte meridionale a febbraio….

  6. Avevi dichiarato la tua allergia ai diari e mi ero messa il cuore in pace, poi oggi…. SORPRESA!:yeah:
    Solo un problema: chi so lo toglie più dalla testa questo viaggio? :serenata: Da fare assolutamente :-)
    Le foto e il racconto sono meravigiosi, attendo la parte “infradito”

    P.S. Evviva i diari tecnici!!!

  7. Se non ricordo male, c’è stata un’occasione in cui si parlava di diari di viaggio e noi due non eravamo esattamente d’accordo su quello che per noi era il “diario ideale” ….bhè..deve esserci stata qualcosa che non andava in quella discussione perchè ho trovato questo tuo diario…semplicemente incredibile. E non è per lusingarti troppo…è davvero ben fatto :ok:
    A livello tecnico ho apprezzato molto le foto inserite a spezzare i paragrafi di scrittura…l’occhio non si stanca e il diario scorre che è un piacere. Ottimo compromesso tra le info tecniche e le tue impressioni di viaggio…hai bilanciato tutto molto bene.

    Per il contenuto sul viaggio…mi hai fatto venire voglia di partire, di vedere cose nuove, mi hai fatto venire fame….

    [FONT=Tahoma]la nostra ignoranza ci aveva sempre tenuto nascosto luoghi che sembrano meravigliosi. [/FONT]

    è la stessa cosa che penso io, c’è tanta meraviglia che non ci si crede quando si inizia ad organizzare. Non è un segreto che adoro gli USA, è un paese di pazzi con tante contraddizioni, ma è favoloso!! E sappi che questo itinerario me lo stampo, lo piego per bene e lo metto in un cassetto…:sorridente: ..insieme alla seconda parte ovviamente…
    ieri quando ho visto il diario non potevo credere che avessi fatto cosi in fretta a prepararlo ..ma credo che sia stato l’entusiasmo a guidarti nella scrittura veloce!!! trapela da ogni riga…..:ciao:

  8. @ Pancake: corro corro, ma solo per farti contenta :-P

    @Denny: nello scriverlo ho sperato di stuzzicarti la voglia di virare dal Messico al Sud :)

    @Miki: amica….come farei io a non essere daccordo con te su qualcosa??? *-)

    @Grazie Ricky, sei gentilissima :ok:

  9. Bello! c’è tutto quello che mi aspetto di trovare in un diario,quindi l’ho letto una prima volta avidamente e poi una seconda soffermandomi meglio.
    Grazie Molokai,ora aspetto la seconda parte visto che tra una settimana parto per la Florida :yeah:

  10. Molokai che scrive un diariooo?! Cosa mi sono persa!?
    Cmq, bellissimo, belle le foto che ovviamente invogliano agli Usa!
    Per il volo? Successe anche a me due anni fa per Lax, 600€ e poi sparì… sempre i miracoli di Expedia!
    Attendiamo la seconda parte!

  11. globewalker wrote:
    .complimenti anche per le foto..:ok:

    quest’anno ci siamo impigriti…non abbiamo nemmeno portato con noi la reflex…i tre precedenti diari che ho scritto (hawaii, west ed islanda) erano con foto un po piu belle, qs anno meritavano i posti :sorridente:

    coral wrote:
    Bello! c’è tutto quello che mi aspetto di trovare in un diario,quindi l’ho letto una prima volta avidamente e poi una seconda soffermandomi meglio.

    Grazie :ok:

    coral wrote:
    Grazie Molokai,ora aspetto la seconda parte visto che tra una settimana parto per la Florida :yeah:

    urgh….non so se riesco per settimana prossima, ma se mi mandi la mail via messaggio privato posso provare a mandarti un anteprima :)

  12. ..bel itinerario molokai…uno dei quei on the road americani che vorrei fare prima o poi….

    …aspetto anche la II parte e poi fammi sapere…cosa escluderesti e quali posti meriterebbe una visita più approfondita…se
    dovresti rifarlo…..

  13. Itinerario decisamente interessante ma insolito (e per questo ancora più”intrigante”).
    Complimenti x la scelta e x la stesura del diario che si legge tutto di un fiato (uno di quei diari veramente utili con le info necessarie x eventualmente replicarlo):ok:.
    Grazie x aver condiviso questo bel viaggio con il forum…………….

  14. ….un diario è bello quando lo riesci a leggere tutto senza annoiarti ed arrivare alla fine e dire……” è finito ?!? ” ….oltre che trovare info utili….
    Bellissimo !!!!! :clap:
    A presto con nuove domande……. *-)

  15. alebolli wrote:
    . fammi sapere…cosa escluderesti e quali posti meriterebbe una visita più approfondita…se
    dovresti rifarlo…..

    :) io non taglierei nulla….ma so che tre settimane sono un lusso…volendo compattarlo…salterei le notti di smoky mountains, da thallassee andrei direttamente a st augustine saltando quindi la notte di tampa e le 2 di orlando, poi da charleston si puo tornare ad atlanta, risparmiando le notti myrtle beach e wilmington

    hammer wrote:
    Complimenti x la scelta e x la stesura del diario che si legge tutto di un fiato (uno di quei diari veramente utili con le info necessarie x eventualmente replicarlo):ok:.

    grazie :ok:

    pissicona wrote:
    ….un diario è bello quando lo riesci a leggere tutto senza annoiarti ed arrivare alla fine e dire……” è finito ?!? ” ….oltre che trovare info utili….
    Bellissimo !!!!! :clap:

    Grazie Daniela :rose:

  16. Eccomi, oggi sono finalmente riuscita a leggere questo diario, che dire, bellissimo :clap::clap: ma già te lo avevo detto quando mi avevi fatto leggere la ” preparazione ” e già allora mi aveva incuriosita e invogliata molto questo itinerario.
    Sei stato, come sempre, conciso e dettagliato quanto basta per farti venire voglia di partire e copiare tutto e chissà che poi un giorno non lo faccia.
    Le foto poi che inframezzano il tutto lo rendono perfetto e piacevolissimo.
    Di nuovo complimenti
    :clap::clap::clap::clap::clap::clap:

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