No Farang, No Party!

   Moneta: € 1 = 38 Baht (THB)

[…] dato che volenti o no turistici lo si diventa comunque, tanto vale bere il calice fino alla feccia e godersela.

1^ Giorno: Milano Malpensa – Dubai
Sono le 22:20 di sabato 11 agosto e siamo pronti a partire: biglietto acquistato ai primi d’aprile ad € 779, ok, non è un affarone ma, il tempo stringe e con Emirates si viaggia benissimo. Assicurazione con Travel Guard € 42.80, zaino in spalla e via! Scalo di 3 ore nell’emirato arabo e siamo di nuovo in volo

2^ Giorno: Dubai – Bangkok
Tutto perfetto: volo, cibo, film, giochi.. non sembra nemmeno di fare un viaggio così lungo. Arriviamo in aeroporto, visto e hasta la vista!
Ci fiondiamo per prendere un taxi rosa Barbie (400 thb) per arrivare dritti dritti all’ostello prenotato su Booking a metà maggio: KS Guesthouse. Come il nome suggerisce si trova in Khao San, per la precisione in una strada vicina, in 4 minuti siamo nella via centrale, la posizione è ottima se si sta in zona, camere molto piccole ma tranquille, connessione wi-fi gratuita, bagno in camera e salviette! 3 notti a 1.647 Baht.
Molliamo i bagagli ed usciamo a mangiare qualcosa… l’occhio cade sulle bancarelle ambulati: nelle wok fumanti sfrigolano germogli di soia, spaghetti di riso, gamberetti.. siamo appena arrivati, dovremmo limitarci… sai, i batteri, le condizioni igieniche… mai pen rai: 2 piatti di Pad Thai grazie! 100 baht, una salsiccia su spiedino 10 Baht, un sacchetto di pitaya (frutta del dragone) 20 baht – pancia piena, doccia e nanna.
*Auguri Regina e auguri mamme! Il 12 agosto è celebrata in tutta la Thailandia la festa della mamma e coincide con il compleanno della Regina.. la città è disseminata di palchi con gigantografie della sovrana addobbati con coccarde di stoffa e gli alberi sono adornati da lucine bianche, sembra Natale!
Le strade sono bagnate, l’aria è leggera, pulita e fresca, non potevo chiedere di meglio..

3^ Giorno: Bangkok
Ci svegliamo di gran carriera e partiamo alla scoperta della città non prima di aver fatto una bella colazione in una bakery vicino al nostro ostello: 4 brioches e 2 succhi di frutta (e poi mi chiedo perché non dimagrisco nemmeno in ferie) 130 baht e siamo in strada.
Ci dirigiamo verso Ko Ratanakosin ovvero la zona in cui si trovano le principali attrattive culturali di Bangkok: Wat Phra Kaew e Palazzo Reale ingresso gratuito, non abbiamo ben capito il motivo della visita senza il pagamento del biglietto, forse per la festa del giorno precedente o perché entriamo con altri 3 milioni di giapponesi? Il sito è molto bello e nel contempo affollato.. ci spostiamo al Wat Pho (100 Baht) e ci concediamo ½ ora di massaggio nella dependance riservata all’antica e non troppo rilassante arte del massaggio thailandese (260 Baht). Molto professionali ma un po’ carucci rispetto ai prezzi fuori dalle mura.

Scegliamo di proseguire visitando il Wat Arun (50 baht), sull’altra sponda del fiume Chao Phraya, prendiamo pertanto il battello fluviale che per 12 baht ci scarrozza in andata e ritorno. Inizia a fare caldo, il cielo è coperto ma la temperatura sale, abbiamo fame e non usciamo nemmeno dai cancelli del sito che stiamo mangiando dei Noodles in brodo – prima lezione di auto alimentazione con bacchette (50 Baht).
Passiamo in ostello per prendere due cose e visitare Ko Kret ma inizia a piovere.. e che pioggia! Impossibile uscire… Ne approfittiamo per fare un pisolino, nel frattempo si fa tardi, il diluvio si placa e l’aria si rinfresca, siamo pronti per uscire nuovamente! Scegliamo di visitare la zona di Siam Square e i tanto decantati centri commerciali, ci arriviamo in Bus, un’impresa capire come, dove e soprattutto quando passano i mezzi.. con 8 Baht siamo a destinazione. Serena 1 – Thai 0
Il Siam Paragon è una moderna, luccicante vetrina sulla moda e sul cibo, non mi spingo più in alto del secondo piano, mi sento quasi a disagio.. tutti sono vestiti meglio di me! Ahahah
* Piccola nota sull’abbigliamento: pantaloni sotto alle ginocchia e spalle coperte, per gran parte del viaggio (tranne in mare) sono stata la ragazza più coperta della Thailandia – thai e farang con mini shorts e canotte sono all’ordine del giorno… la moda smodata e scostumata ahimè, è arrivata e si è annidata anche qui.
Ci rechiamo nel seminterrato dove si trova il centro gastronomico, ritiriamo la tesserina alla cassa dopo averla ricaricata di 300 Baht e ovviamente, ce la divoriamo tra Noodles e altri piatti sconosciuti.
Siamo stanchi e torniamo in tuk tuk (80 Baht), giornata intensa ma piacevole, buona notte Bangkok.

4^ Giorno: Ayutthaya – Bangkok
Approfittando della connessione della guesthouse, scopriamo che, il bus che passa sotto il nostro ostello, arriva direttamente a Bang Sue, nodo strategico per poter prendere il treno delle 07.23 per Ayutthaya, prendiamo il bus e nel nostro anglothailandese scalcinato chiediamo se siamo sul mezzo giusto… dopo 20 minuti di inutili richieste un gentil bangkokkino ci informa che siamo sul bus che fa la tratta opposta, ringraziamo, scendiamo e prendiamo il l’autobus nella direzione corretta. Thai 1 -1 Serena
La città si è svegliata e con il suo stiracchio ci imbottiglia nel silenzioso e maleodorante traffico cittadino. Ci trasciniamo fino alla stazione dei treni per prendere quello delle 08.50 con arrivo alle 10.30, per un totale di 311 Baht di biglietto Express in seconda classe, aria condizionata e con tanto di merendina e the a bordo. Thai prova il distacco e segna: 2 – 1 Serena.
Scendiamo in stazione e decidiamo di farci una passeggiata nella canicola, pensando di trovare un noleggio bici nei paraggi invece, ci facciamo accompagnare in tuk tuk dato che il centro cittadino non è proprio adiacente alla stazione ferroviaria. Per 40 Baht la gentilissima signora che gestisce l’attività mi affida una bicicletta dotata di lucchetto, cartina e informazioni utili per raggiungere i templi più belli ed importanti. Seguiamo l’itinerario consigliato e pagheremo 3 entrate di 50 Baht ciascuna per la visita ai siti, mangiamo 2 succulenti spiedini di carne indefinita (10 Baht) con tanto di sgabelli per riposare le stanche ossa e riprendiamo l’escursione in bici. Gironzoliamo fino ad arrivare al TAT il moderno ed interessante ufficio turistico dove vi sono, al piano superiore, una mostra di opere d’arte ed un museo interattivo.
Riconsegniamo le biciclette per prendere il treno Ordinary delle 17 in 3’ classe – 20 Baht (Serena raggiunge il pareggio 2 a 2).
Arriviamo alla stazione di Hualamphong alle 19.00, usciamo in strada e cerchiamo di prendere il bus per tornare alla guesthouse, prima ci dicono di salire sul nr. 25 e poi sul 53 dall’altra parte della strada, attendiamo attendiamo ed in fine prendiamo un tuk tuk a 110 Baht. (Sconfitta 3 – 2)
Ci laviamo, profumiamo e mettiamo il vestito della festa per poter entrare nello sciccoso Sirocco Bar situato al 53’ piano del Lebua. Guardando le foto sul sito ufficiale, a parere mio ci han segregato in un altro posto, siamo in 50 stipati su una fettina di terrazzo con posti a sedere sui cuscinoni non a sufficienza per tutti, si fa a turno per sedersi! Ahahah no, non mi piace, bocciato, e il mezzo dito di Martini Bianco che mi hai dato non vale i 10 € spesi. Le olive e i pistacchi eran buoni però.. a parte scherzi, la vista è molto bella, ma non c’era l’atmosfera e la tranquillità ideali per respirare a pieno lo spirito della città da quell’altezza.
Torniamo tra gli straccioni di Khao San o per meglio dire nella via parallela, la Th Rambutri, più rilassata e familiare della parallela, ci sono lanterne appese agli alberi ed un sacco di locali in cui cenare e fare bisboccia. Scegliamo le bancarelle alla fine della strada, per 35 baht puoi scegliere una portata tra quelle proposte e del riso, vada per il pollo! Tutto molto buono!
Ora a nanna, domani si riparte.

5^ Giorno: Bangkok – Kanchanaburi
Alle ore 06 puntuali come da mia richiesta, il sig. Tong dell’agenzia Oriental Escape si fa trovare in strada con la sua vettura, pronto per accompagnarci a Kanchanaburi, con escursioni lungo il tragitto.
È un omino simpatico, un gran chiacchierone, mi spiegherà un sacco di aneddoti e ci porterà dritto dritto alla meta. L’agenzia è una delle tante che offrono questo tipo di servizio scelta tra altre 5 per il miglior prezzo offertoci: 3.500 Baht per una Toyota Vios, reputata da loro economica ma con interni in pelle e radica, acqua a bordo per gli ospiti, gasolio e pedaggi inclusi.
La prima fermata è al Maeklong Railway Market a Samut Songkhram, il treno passerà alle 08.40 quindi abbiamo tutto il tempo per gironzolare sui binari e nel mercato coperto: siamo gli unici farang prima dell’arrivo degli avvoltoi verso le ore 08.15… acquistiamo dei cereali al cioccolato e dei Ringo thailandesi a forma di sole che sorride, ci fermiamo in un “bar” prendiamo del caffè e facciamo colazione.
Torniamo sui binari dove nel frattempo sono arrivate orde di turisti, ci ritagliamo il nostro angolino e cerchiamo di smerciare dell’erba cipollina ma non avremo nessun acquirente.. il trenino passa lento lento a filo della merce esposta, le tende sono state ripiegate e i carrellini allontanati per permettere il passaggio della locomotiva. Piacevole e curioso, peccato che fosse invaso di persone..
Proseguiamo la nostra corsa, passiamo vicini alla cittadina di Amphawa dove si svolge un altro mercato galleggiante, un po’ più autentico ma purtroppo aperto solo nel weekend, peccato… arriviamo al mercato galleggiante di Damnoen Saduak dove concordiamo con il barcaiolo 40 minuti di navigazione a 220 Baht. La nostra capitana si diverte a speronare e a sorpassare le altre barchette, fino a che, restiamo imbottigliati diversi minuti nel traffico fluviale, mi gusto un cocco per 20 Baht e osservo la merce esposta, la medesima incontrata a Bangkok e dintorni..
Ripartiamo per Nakhon Phatom, dove è stato costruito il più alto monumento buddhista al mondo (60 Baht). Ci sono molti thai che pregano, offrono spazzolini, saponette, pile in colorati secchi, gettano monetine nelle coppette delle offerte e monaci che cantano, fumano e disegnano. Si respira una sana tranquillità, il sole splende e gli uccellini cantano. Noi però dobbiamo ripartire.
Arriviamo a Kanchanaburi salutiamo il nostro autista che ci ringrazia calorosamente per il servizio acquistato, per loro è bassa stagione e gli ordini sono pochi… buon viaggio Mister Tong!
La scelta è ricaduta precisamente sulla Sugar Cane I Guesthouse, contattata telefonicamente il mese precedente per assicurarmi la casetta galleggiante sul fiume. Mai scelta più azzeccata, per 400 baht a notte la camera è dotata di bagno privato, ventilatore e ha una bella veduta sul fiume, il clima è di pace e relax assoluto in più c’è wi-fi gratuito in tutta la struttura.
Si scatena un breve acquazzone e ci godiamo dalla terrazza in comune con le 3 camere ospitate sulla nostra chiatta galleggiante, il fragore delle gocce infrangersi nel fiume, il cielo diventa bianchissimo, nasconde le montagne all’orizzonte e il pennacchi dei templi. C’è qualcosa di magico in questo posto…
L’atmosfera mistica è rotta dal brontolio dei nostri stomaci, usciamo in strada e ci fermiamo in uno dei numerosi ristoranti che si affacciano sulla via, alternati ai centri massaggi. Gustiamo dei buonissimi fruit shake e prendiamo 3 piatti di cui un Pad Thai, una specie di spezzatino alle erbe thailandesi e una zuppa di cocco [cit. “come mangiare un misto tra deodorante e foglie di siepe appena potate”].
Poco distante c’è il Allied War Cemetery, un curatissimo cimitero che ospita le lapidi dei prigionieri di guerra per lo più inglesi, australiani e olandesi, molto toccante forse a causa anche della fitta pioggerellina che è tornata a cadere..
Facciamo un giro per la città e ci spingiamo fino al Jeath War Museum che purtroppo è chiuso, torniamo in sorng.taa.ou (specie di combi thailandesi) alla guesthouse dove riposiamo e ci prepariamo per uscire a cena. Stasera si va al Tai Thai e, seguendo il consiglio trovato sul diario di una giramondina, proviamo Papaya Salad e cavallette fritte! Niente male! Un mix tra gamberetto gustoso e snack croccante!
La giornata sembra interminabile, io vado a nanna..

6^ Giorno: Kanchanaburi
Dopo una colazioncina in guesthouse, prendiamo a noleggio da Mr. Day, un simpatico ragazzotto che offre servizi turistici, uno scooter a 200 Baht. Ci affida il mezzo dotato di lucchetto, i due caschi e viaaa! Destinazione cascate di Erawan. Inutile dire chi fosse il pilota.. ci godiamo il tragitto sulla Highway 323, ci accompagna dapprima una pioggerellina fine fine che incessante si rivelerà un bel temporalino. Fradici e con le chiappe sfondate giungiamo all’ingresso del parco, parcheggiamo il mezzo e ci incamminiamo, dopo aver pagato il biglietto di 200 Baht.
La scalata fino al 7’ livello è una bella impresa, le rocce sono scivolose e il fango ha reso viscide anche le radici degli alberi, ci sono pure un sacco di zanzare! Ma la fatica è pienamente ripagata, l’acqua è fresca al punto giusto, di un azzurro pieno, limpido, la natura è rigogliosa e possente: voto 10!
Immergo i miei piedoni e vengo subito attaccata da decine di pesci che mi mangiucchiano, la sensazione è strana, viene voglia di scappare ma dopo un po’ di sopportazione è quasi piacevole, rilassante…
Facciamo il bagno in tutte le tappe e verso le 12.00 le cascate sono invase, un’altra volta, da centinai di turisti che schiamazzano, fanno tuffi e nuotano nelle pozze d’acqua.
Torniamo verso casa e a pochi chilometri dalla città, colpevole un moscerino che mi acceca, prendo in pieno una buca, lo scooter inizia a sbandare e psssss gomma bucata! Come nelle migliori favole davanti a noi c’è un gommista, non ci sono alternative, anche se costasse come un’auto nuova, la camera d’aria è da sostituire: 110 Baht con snack e acqua offerte durante l’attesa. (Serena 3 – Thai 3)
Con la gomma nuova fiammante sfrecciamo fino al Ponte sul Fiume Kwai, foto di rito cercando di non far rientrare nell’inquadratura chi sorride, saltella e mangia sui binari…
Trovo sulla guida un tempio costruito nelle grotte a circa 7 km dalla città, si chiama Wat Tham Khao Pun (20 Baht) ed è tristemente famoso per l’uccisione di una turista inglese da parte di un monaco, sarà per la storia, sarà che sta tramontando il sole o forse perché siamo gli unici ad avventurarci nelle 9 caverne ma ho quasi i brividi, c’è un’atmosfera mistica.. su consiglio del monaco all’ingresso proseguiamo fino al promontorio dal quale si gode una bella visuale sul fiume, si scorgono i primi ristoranti galleggianti che intonano le canzoni al karaoke.
Torniamo per una doccia e ci rechiamo al mercato notturno per smangiucchiare qualcosa. È il paradiso del fast low food! Ci rimpinziamo di spiedini di carne, pesce fritto, calamari alla piastra, crocchette di patate dolci, frullati di frutta, al cioccolato e al caffè, il tutto per circa 200 Baht.
Mi fermo in uno centro per fare un massaggino, questa volta con olio, niente thai massage. Un’ora di puro relax per 200 Baht…

7^ Giorno: Kanchanaburi
Ci svegliamo poco prima delle 8 per ritirare il bucato affidato ad una minuta signorina che ci renderà il fardello profumato (20 Baht al Kg). Con un tuck tuck a pedali sapientemente diretto da una mamma accompagnata dal suo bimbo che si tiene forte alla struttura, arriviamo alla stazione dei bus e prendiamo quello diretto a Sangkhlaburi con fermata all’ Hellfire Pass Museum (biglietto 50 Baht). Prima di salire, acquistiamo dei biscotti e del succo in uno dei centinaia 7-Eleven disseminati in terra thailandese. Sono piccolo supermercati con ogni sorta di prodotto alimentare e per l’igiene personale, fonti preziose in caso di carenza d’occidente.
Il bus ferma proprio di fronte all’ingresso del museo, circa un km a piedi, per arrivare alla struttura che ospita il museo e, abbandonati i calzari, iniziamo la nostra visita. Il museo è molto recente, tutto documentato e tradotti in inglese, vi sono teche con reperti, cartine, immagini e filmati del periodo più triste della storia locale. Molto interessante ed esplicativo. Scegliamo di calpestare di persona i 4 km di tracciato che ospitavano la vecchia ferrovia, l’aria è umida e pesante e le zanzare mi stanno distruggendo. La natura è bellissima e siamo i soli a solcare questa terra desolata. Purtroppo a circa 2.5 km il percorso è interrotto per manutenzione quindi torniamo fino al museo e riprendiamo il bus destinazione Sai Yok Noi con le sue cascate, la fonte e le grotte. Mangiamo 2 ottimi piatti in uno dei ristorantini disseminati sulla strada, acquistiamo delle banane tagliate come patatine e delle patate tagliate a fiammifero, tutto rigorosamente fritto (80 Baht). A pancia piena, ci spariamo i 2 km che portano alla fonte, non c’è anima viva, solo cartelli in thailandese e una X su sfondo rosso.. io il bagno qui non ce lo faccio… torniamo verso la cascata e faccio un tuffo tra decine di russi sbraitanti.
La sera la dedicheremo alla cottura della nostra cena al buffet nel mercato notturno per 125 Baht ci sono inclusi tutti gli ingredienti presenti sul banchetto e un litro di Pepsi. Ti recapitano una Moo Kata sul tavolo: una pentola con brace alla sommità e un contenitore per il brodo sul fondo per bollire o arrostire carne, pesce, verdure a piacimento.
Uno shake al caffè ed uno al cioccolato giusto per digerire il tutto…. Ahahaha
Domani ripartiamo e non posso lasciarmi scappare un altro massaggino rilassante, torno nel centro di ieri sera e… buona notte.

8^ Giorno: Kanchanaburi – Prachuap Khiri Khan
Oggi levataccia per poter prendere il bus delle 06:30 con destinazione Ratchaburi, prendiamo un tuk tuk motorizzato guidato da un nonnino tutto nervi, giungiamo in stazione ed il pullman è già in movimento: sgommata del vecchietto che insegue letteralmente il mezzo per permetterci di salire. Ovviamente era il bus delle 06.00 con partenza alle 06.20! Grazie nonno!
Scendiamo alla fermata e in tuk tuk raggiungiamo la stazione dei treni per prendere quello diretto a Prachuap Khiri Khan (50 Baht 3’ classe).
I vagoni sono molto affollati ed i finestrini spalancati per far entrare l’aria fresca in velocità. Ci sono due anziane signore sedute su di un sedile e una micro nonnina sdraiata su quello di fronte. Con uno scossone le fanno riprendere i sensi, ancora rintronata mi fa un sorrisone, alza le sue gambine e mi fa posto… da subito iniziano a comunicare, ovviamente in thailandese, cerco di far capire che non comprendo la loro lingua e loro alzano la voce ripetendo la stessa cosa, un po’ come mia nonna con gli stranieri… mangiano delle caramelle e me ne offrono una, poi sgranocchiano delle arachidi e me ne danno una manciata, apro le mie patatine a fiammifero e le offro alle mie compagne di viaggio. Passo così le 4 ore, tra venditori ambulanti di granite e cibi vari, riposini con i piedi della mini nonna dietro alla schiena e sorridendo agli altri passeggeri che ci guardano incuriositi. Arriviamo in stazione, ci congediamo dalle granny e a pochi passi troviamo il Yuttichai Hotel, consigliato dalla Lonely. Per 250 Baht ci offrono una camera con bagno privato, salviette e wi-fi.
Lasciamo i bagagli e ci dirigiamo verso il molo, il panorama è molto bello, rilassato, una cittadina sonnolenta e in città siamo davvero pochissimi stranieri… prendiamo un tuk tuk per la spiaggia di Ao Manao. E’ inserita in una base aeronautica infatti per accedervi si varcano i cancelli controllati dai militari, si firma sul registro l’entrata e l’uscita annotando il nr. di passaporto e la nazionalità.
Siamo in spiaggia noi e i thailandesi che con i loro vestitini e t-shirt entrano in mare con grosse camere d’aria per giocare… ci si sente quasi a disagio in bikini, ovviamente, grandi sorrisi e occhiate fugaci. Non c’è molto sole, la sabbia non rispecchia le descrizioni dei cartelloni pubblicitari appesi in città ma è molto affascinante, quasi familiare.
Ci fermiamo nella piazzetta dei venditori di cibo, ci sono panchine e tavoli dove si possono mangiare i piatti acquistati. Assaggiamo delle polpettine di pesce e dei calamari fritti accompagnati da fruit shake. Tutto ottimo! (220 Baht)
Un altro bagnetto e torniamo in città, direzione Khao Chong Krajok ovvero la montagna che domina la città con alla sua sommità il Wat Thammikaram. La particolarità di questo tempio è d’esser invaso da scimmie, a terra, sui tralicci, sui cartelli, sugli alberi, sulle scale, sulla campana, sui tetti: scimmie ovunque. Armati di bastone e scortati da un’altra coppia munita di fionda saliamo la scalinata che si inerpica fino alla cima. Il panorama è bellissimo, a 360° sulla città, il mare, i pescherecci, il cielo, la luna che sta spuntando…
Torniamo per una doccia, un po’ di relax e in città, udite udite, ci sono ben 2 mercati notturni! Questa sera la stanchezza la fa da padrona, solo una granita di mango e a nanna, mentre Lele divora una succulenta fettona di pesce.

9^ Giorno: Prachuap Khiri Khan – Chumpon
Annesso all’ostello c’è l’unico bar che offre la colazione, un perfetto caffè in stile occidentale che offre del buon cappuccino, bevande simili e toast.
Scegliamo di noleggiare uno scooter per poterci muovere liberamente, l’ostello purtroppo ne ha solo con cambio manuale pertanto si ingegnano per farci trovare un mezzo un cambio automatico. Contattano il sig. Pinit, gentilissima guida che arriva con scooter e caschi oltre a guestbooks dove tantissimi clienti hanno lasciato i loro giudizi sul lavoro del ridanciano signore. Ci mostra le foto delle escursioni che organizza e ci insegna a scrivere il nostro nome in thailandese il tutto compreso nel nolo dello scooter. (250 Baht)
Ci spingiamo fino a Ao Khan Kradai, dopo la baia di Ao Noi, dove sorge un tempio ricavato in una grotta. La scalinata che si inerpica su per la montagna mette a dura prova i nostri polmoni, fa caldo e l’umidità all’interno è alle stelle. Purtroppo anche qui le cose sono cambiate: sulla guida si parlava di procurarsi una torcia perché la seconda camera non era illuminata invece la corrente elettrica è arrivata fino a qui e si paga il contributo di 20 Baht per l’illuminazione artificiale. Resta comunque un luogo affascinante, poco conosciuto ed autentico con una bella veduta sulla baia e sulle barche dei pescatori ormeggiate a riva.
Riprendiamo la moto e seguiamo tutta la costa proseguendo oltre Ao Manao, arriviamo fino alla punta estrema, dove c’è un posto di blocco ed una cancellata che non ci permettono di continuare.
Torniamo verso la città e scorgiamo una signora che prepara dei ravioli spalmando del liquido bianco (forse farina di riso) su di un canovaccio bollente, copre il tutto e in pochi secondi la crèpe biancastra e delicata è pronta per essere riempita di erbe, carne, pesce o verdure. Il cestino è composto da 4 ravioli e a conti fatti ne ordineremo 3 porzioni, tutte per Lele, io oggi jogurt e frutta! Torniamo ad Ao Manao per fare il bagno, tra poco ripartiamo, quindi approfittiamo delle docce gestite al lato della strada dove per 5 Baht ci sono dei bagni puliti con comodi soffioni.
Io ora ho fame, torno in piazzetta e mangio dei gamberi con asparagi in salsa agrodolce: fantastici!
Torniamo a salutare le scimmie ai piedi del tempio e riconsegniamo lo scooter a Pinit che mi regala dei bellissimi fiori raccolti nel suo giardino.
Arriviamo in stazione per proseguire la nostra avventura fino a Chumpon (3’ classe 84 Baht).
Il viaggio è come sempre tranquillo, spazio ce n’è e giungiamo a destinazione in orario.
All’uscita c’è un’ arzilla signora che coordina i trasferimenti al porto dal quale partono i traghetti notturni per Koh Tao, ci stiva su di un camioncino, ragazze in cabina, ragazzi nel cassone e via! (100 Baht). Alle 22.00 puntuali siamo sul ferry dopo aver pagato il biglietto di 300 Baht comprensivo di cuccetta con lenzuola, coperta e cuscino. Il traghetto è molto pulito, si entra senza scarpe e i posti letto sono davvero comodi. Partiamo in anticipo, ovvero non appena occupati tutti i posti.

10^ Giorno: Koh Nang Yuan – Koh Phangan
Alle 04.10 con ben 50 minuti d’anticipo siamo al pier di Koh Tao, è ancora notte e l’unico esercizio aperto è un 7-Eleven, ne approfitto per fare colazione con caffelatte e brioches. Ci accomodiamo sul molo, c’è una sala d’aspetto coperta, Lele dorme e io leggo un libro… attendiamo che spunti il sole per andare a Nang Yuan.
Alle 7 puntuali contrattiamo con un barcaiolo la cifra di 300 Baht (a testa per A/R) per la tratta in long tail verso l’isoletta, detto fatto! Lasciamo i bagagli alla custode dei bagni (20 Baht) che vende in oltre cartoline e noodles in scatola e, fradici ma felici arriviamo nel piccolo paradiso. L’isola dorme ancora, ci sono solo un paio di ragazzi che aprono gli ombrelloni. Siamo s o l i , immersioni bellissime nel colorato Japanese Garden, pesci di ogni dimensione, forma e colore, coralli, anemoni e altre forme di vita più o meno indefinite. Sono circa le 11 e iniziano ad arrivare ondate di turisti con fischietti, salvagenti, giubbottini etc.. bene, è ora di andare! Alle 13.30 siamo sulla barca che ci riporta a Tao, non è la stessa dell’andata, è un signor traghettino sul quale il nostro barcaiolo ci fa accomodare per non farci perdere tempo visto che il nostro rientro era previsto per le 14.00, che gentile!
Mangiamo 2 pancake al molo mentre aspettiamo il ferry delle 15:00 per Phangan, nostra destinazione finale! (400 Baht)
Scendiamo sull’isola e veniamo investiti da ragazzi e ragazze con brochure che offrono ogni tipo di struttura. Non abbiamo prenotato nulla e ci affidiamo ad una signora che ci illustra varie sistemazioni. Mi faccio tentare dal Chalocklum Resort che per 300 Baht ci riserva una camera con ventilatore.. ci portano due baldi giovani in scooter (100 Baht), con i bagagli, sfrecciando sulla strada interna che porta fino a nord, in un susseguirsi di sali e scendi, tornanti e curve.
Diciamo che la brochure dell’hotel forse risale a 10 anni prima, la piscina è aromatizzata alla candeggina e..sorpresa delle sorprese la spiaggia è davvero deludente.. avevo letto di recensioni molto positive sul villaggio di pescatori e la spiaggia adiacente, sarà complice la stanchezza e il cielo coperto ma, a me pare sia ricca di rifiuti, (forse depositati dalla bassa marea?) le antenne che sovrastano la collina sono un pugno nello stomaco e il mare ritirato per circa 200 mt lascia una landa desolata e triste..
Non perdiamoci d’animo, domani ci sposteremo! Sicuramente la zona è moooolto tranquilla, solo palme da cocco e cani che fanno i pisolini, niente di più.
Mangiamo qualcosa in hotel e a letto prestissimo..

11^ Giorno: Koh Phangan
Ci svegliamo verso le 08.30 e siamo pronti per noleggiare nuovamente uno scooter, direttamente in hotel a 200 Baht, 40 Baht di gasoline, equivalente ad una bottiglia di liquido giallo brillante e via! Prima tappa 7-Eleven per la colazione, seconda tappa lavanderia e gasolio per assicurarci il carburante necessario per la nostra escursione. Ci dirigiamo verso ovest, precisamente a Ao Mae Haad di fronte a Koh Ma, una minuscola isoletta collegata da una lingua di sabbia alla terraferma. La spiaggia è bianchissima, tira un vento fresco e restiamo sotto alle ombrose piante a goderci il panorama. Facciamo qualche bagno e ci spostiamo ad Haad Salad, vi facciamo una breve tappa in quanto torneremo per passarci le prossime due notti, è ben servito, la spiaggia è molto bella e la sera tranquillissimo.
Ci fermiamo ad Laem Son per mangiare qualcosa, in un ristorantino sulla strada, o meglio una baracca telonata dove una simpatica signora prepara squisiti piatti, assaggiamo gli shake fruit più buon di tutta la vacanza, recapitati direttamente dal negozio di fronte (tot 295 Baht). Arriviamo ad Haad Son una piccola baia, molto tranquilla con sole 2 strutture, è quasi il tramonto, torniamo verso casa per ritirare il bucato, fare una bella doccia ed uscire, sempre in moto per mangiare al villaggio. Questa sera super BBQ di pesce! Accompagnati dalla risacca gustiamo i due piattoni di pesce grigliato in uno dei ristoranti dislocati sulla spiaggia.

12^ Giorno: Koh Phangan
Riprendiamo la nostra fedele motoretta e ci dirigiamo verso est, ci fermiamo per qualche ora a Haad Khom. La spiaggia è proprio come descritta da Ely “bella e selvaggia” (perché non ti ho ascoltata?!?!?!?). stiamo diventando troppo sedentari, bene, è ora di aggiungere un po’ di avventura: ci dirigiamo verso Hat Khuat a piedi! In pantaloncini ed infradito, ci incamminiamo sul sentiero che, sulla mappa è indicato come 1 ora di trekking, poi si rivelerà una scalata per esperti di ben 2 ore! Graffiati, sudati e sporchi arriviamo in questo piccolo paradiso, ormai raggiungibile troppo facilmente con le long tail che fanno spola dalle varie spiaggette per la famosa Bottle Beach. Alle 14:00 decidiamo di tornare comodamente in barca visto che di li a poco ci verrà a prendere il taxi del nuovo posto in cui dormire… il cielo è nero e le onde si infrangono sulla battigia.. partiamo e appena abbandoniamo la caletta, il mare è piuttosto nervoso, le onde sono alte e la barchetta oscilla pesantemente, dapprima il barcaiolo se la ride e ci fa provare l’ebbrezza delle secchiate d’acqua in faccia poi quando vede che siamo fradici compresi zaini e macchina fotografica, decide di rallentare e ci ordina di sederci strategicamente per non far ribaltare la long tail. Arriviamo ad Haad Khom, baciamo la spiaggia e andiamo a recuperare lo scooter.
Come pattuito il Sea Salad Resort, ci manda un suo scagnozzo a prelevarci, arriviamo al nostro bungalow con ventilatore, bagno privato e salviette (350 Baht a notte), depositiamo i bagagli e ci fiondiamo al ristorante a mangiare: green papaya salad and coconut shake for me, so good!
Andiamo in spiaggia, ci scassiamo di bagni e facciamo un aperitivo in riva al mare con patatine e Singha ghiacciata.
Ci rilassiamo un po’ con un libro e wi-fi nella struttura che ospita il ristorante, una bella terrazza con adiacente bar allestito con ping pong e poltroncine.
E’ ora di cena, scegliamo un anonimo ristorantino per riempire il pancino.

13^ Giorno: Koh Phangan
Oggi puro e completo relax, non mi sposto per nessuna ragione al mondo!
Dopo la colazione in terrazza con jogurt, frutta e toast scendo in spiaggia per abbandonarla solo per pranzo… ci fermiamo ancora in terrazza (viva la pigrizia) e assaggio un Som Tam: una variante dell’insalata di papaya verde.
Torno in spiaggia fino a che non arriva un bell’acquazzone che rinfresca l’aria e ci segrega sul nostro terrazzino dotato di amaca per il tradizionale aperitivo con birra e patatine.
È un’altra volta ora di cena (mi piace la Thai cuisine) e la scelta ricade su un mezzo garage dove una mastodontica donnona prepara dei piatti a vista. Mi porta delle ottime melanzane verdi thailandesi, un’insalata di papaya e 2 mega piattoni per Lele annaffiati di birra il tutto a 270 Baht. Super super consigliato! E’ nella via parallela che porta alla spiaggia, non ha alcuna insegna, tra un ristorante jappo thailandese con liane appese fuori e ad un negozio di souvenir e prodotti.

14^ Giorno: Koh Phangan – Surat Thani
Oggi mi sveglio presto, voglio godere delle ultime ore di sole e mare, alle 10.30 partiremo per il porto in direzione Surat. Qui prendiamo il ferry a 380 Baht comprensivo di transfer fino alla stazione dei treni. La scelta è ricaduta su questo porto d’arrivo anziché Chumpon in quanto più congeniale con il collegamento a Bangkok. Arriviamo in stazione e i primi due treni in partenza sono al completo.. ovviamente non abbiamo prenotazione e ci dobbiamo accontentare di un seconda classe con aria condizionata e senza cuccetta (578 Baht). [inutile contare il risultato Serena vs Thai, mi arrendo].
Sconvolta al pensiero dalla notte che dovrò passare insonne, mi ingozzo di involtini fritti, salsiccette ed altre schifezzuole nel take away della stazione…
Saliamo nel nostro vagone, è mezzo vuoto, l’aria condizionata è a -30°, ci portano una copertina e cerco di addormentarmi… mi sveglierò trecento volte, con la schiena indolenzita, un braccio senza sensibilità ed un mezzo raffreddore. In compenso un sorridente ragazzo thailandese mi regala i suoi Longon (Lam Yai), dei piccoli frutti a buccia dura simili ai Litchis, ribattezzati Pippi per semplicità.

15^ Giorno: Bangkok
Arriviamo alle 06.30 in stazione ad Hualamphong, prendiamo la metro e scendiamo al National Stadium, l’ultima notte la passeremo in zona per facilità di connessione all’aeroporto e per poter fare gli ultimi acquisti. L’ostello consigliato dalla Lonely Planet è chiuso e nella via ce ne sono altri 4/5, i prezzi sono nettamente superiori ad altre zone della città ma per questa notte, andrà bene così: 980 Baht per una doppia con aria condizionata e buffet per la colazione (ammortizzeremo mangiando tutto – ahahah) al A-One Inn Hotel.
Ci dirigiamo verso il Chatuchak Market dove ciondoleremo tra t-shirt, addobbi, sete, vestiti, ciotole e quadri. Qui ho assaggiato il gelato al cocco più buon del mondo! (20 Baht)
Ultimi acquisti all’MBK e massaggino d’arrivederci vicino all’hotel. L’ultimo massaggio deve essere in perfetto Thai style.. 250 Baht per spezzarmi il collo, farmi piangere dal dolore e scrocchiarmi le vertebre. Non so davvero come il giorno seguente non riporto paralisi o arti offesi.
La sera facciamo un giretto a Patpong, voglio vedere se riesco a liberarmi del mio uomo ma, nemmeno sotto il richiamo delle sirene sullo sgabellino, dei fantasmagorici show offerti e delle ladyboy dotate di proboscide riuscirò nella mia missione.
Torniamo in hotel e cerchiamo di dormire, domani sarà una lunga giornata.

16^ Giorno: Bangkok – Dubai – Milano Malpensa
Oggi la sveglia suona presto, un’altra volta, colazione “spazzola tutto” e prendiamo metro + skytrain per l’aeroporto (65 Baht). Inutile descrivere il piacevole volo con Emirates.

Lah gòrn Thailand….

Sono solo appunti di viaggio per lo più pratici, non sono una guida turistica e non voglio esserlo, pochi consigli e nessuna conclusione, come sempre epiloghi e deduzioni li lascio a voi.

[…] E paradossalmente, dall’unione fra il mirabile distacco dei buddhisti e un portafoglio pieno può nascere il consumatore perfetto.

Album fotografico

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Ci sono 15 commenti su “No Farang, No Party!

  1. dato che volenti o no turistici lo si diventa comunque, tanto vale bere il calice fino alla feccia e godersela.”

    dato che in questa frase c’é una grande verita :sorridente: beviamolo e godiamocela :D:D:D
    leggere della Thay mi carica sempre :D sai di cosa avrei voglia adesso ? di fermare al volo un taxi rosa barbie e salirci su :laugh::laugh:
    bello Kik :rose:

  2. Grazie Bru, sono contenta che tu abbia colto l’aspetto positivo della mia citazione.. peccato però che le foto nel diario siano tutte bislunghe.. eheheh! le aggiungerò nell’album fotografico! :ciao:

  3. ci fermiamo per qualche ora a Haad Khom. La spiaggia è proprio come descritta da Ely “bella e selvaggia” (perché non ti ho ascoltata?!?!?!?).

    dai Sere che è andata benissimo lo stesso …:clap:
    Mi fai ridere quando scrivi che vi magnate di tutto in **** alle norme igieniche….mi ricordate qualcuno.:laugh:ma come resistere alle “montagne di noodles” per pochi spiccioli…Ho letto che anche tu hai preferito la parallela a Kao San , proprio come me….mi sa che noi due bisogna farci un viaggetto insieme…non volevi liberarti del tuo uomo *-)????????

  4. Anche a me hai fatto rivivere l’emozione del mio viaggio in Thai dell’anno scorso :serenata:! La mitica Bangkok, Kanchanaburi e i suoi paesaggi mozzafiato, le cascate di Erawan, il treno notturno per Chumpon, Koh Tao e…il fantastico cibo thai (però io le cavallette non le ho provate!)! Che bei ricordi! Complimenti :clap:: bel viaggio e bel diario!

  5. Bellissimo diario!!:ok:
    in alcuni tratti il tuo viaggio è molto simile al mio di luglio.. In molti punti mi ci sono ritrovata.. Ad esempio il donnone che cucinava nella via parallela che portava alla spiaggia di Haad Salad!!
    Che fenomeno :laugh:
    il ns ristorante preferito a Ko Phanghan!!
    Mi spiace che non ti sia piaciuta la spiaggia di Chaloklum, quando ci ero stata io la spiaggia era pulita con mare trasparente.. E non risentiva delle maree. Ho trovato invece sporca e affollata la spiaggia dove c’è l’isolotto di Ko Ma!!
    Comunque la Thai è bellissima.. Spero di tornare presto… C’è così tanto da vedere e il tempo è così poco….
    Anche le foto sono spettacolari :rose:

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