USA – East Coast

Programma di Viaggio da New York a Miami
Questo è il primo diario che scrivo, spero vi piaccia.
E’ il racconto della mia prima volta negli States accompagnato da mia moglie e una nostra coppia di amici con i quali abbiamo vissuto emozioni uniche!
Il mio intento, oltre che a raccontare le nostre esperienze, è quello di fare una mini guida pratica che a volte ci è mancata ;-)

1° giorno: la Partenza
Giovedì 9 agosto a mezzogiorno siamo partiti con il nostro volo British in direzione Londra dove abbiamo fatto scalo.
Arrivati a Heathrow dopo una bella corsa per il tempo davvero risicato, siamo riusciti a prendere il volo per NY.
Atterrati al JFK, abbiamo subito fatto i conti con quella che secondo me è la risorsa meno valorizzata di tutta NY la metropolitana!
Abbiamo acquistato un carnet valido una settimana a 29 dollari a persona, lo consiglio a tutti è illimitato e molto conveniente.

Abbiamo preso il trenino interno dell’aeroporto che porta alla fermata Howard Beach, dalla quale parte la linea Blu che ci ha accompagnato per oltre un’ora fino a Fulton Street, per poi continuare sulla verde e finalmente scendere alla Grand Central dove alloggiavamo.
Sono così tanto critico con la metro perché entrati in stazione si passa dai 45 gradi in banchina ai 18 all’interno delle carrozze, che dopo 5 o 6 volte nella giornata iniziano ad essere davvero pesanti.
Il fattore positivo è che con qualche particolare attenzione si può arrivare ovunque con facilità!
Alcuni treni sono chiamati ‘express’ e saltano determinate stazioni portandoci nelle principali, mentre i ‘locali’ le fanno tutte, bisogna stare molto attenti a salire su quello giusto.
Stremati, siamo arrivati al nostro bellissimo hotel: il New York Helmsley.
Ci hanno dato un ottima camera con vista sul Chrysler Building! Uno spettacolo!

2° Giorno: Il primo assaggio della Grande Mela
Abbiamo subito visitato da fuori il Chrysler Building che con le sue guglie e le sue giganti aquile americane è davvero uno spettacolo per gli occhi.
Diretti verso il Rockefeller Center siamo entrati nel più rinomato centro commerciale di NY: MACY’S.
Per il pubblico femminile questa è una tappa d’obbligo, la si può benissimo paragonare ai magazzini Lafayette di Parigi o alla Rinascente di Milano o a Harrods di Londra.

A questo punto del viaggio ci siamo trovati di fronte al bivio che quasi tutti i viaggiatori che capitano in questa città affrontano: vista dall’Empire o dal Top of The Rock?
Abbiamo optato per il Top of The Rock perché, bensì sia meno rinomato del primo vanta una vista a 360°.
Innanzitutto una precisazione: il Rockefeller Center non è un palazzo ma un complesso di 14 palazzi costruiti dal famoso magnate petrolifero Rockefeller negli anni ‘30.
Al centro risiede il palazzo più maestoso dove a natale davanti alla statua di Prometeo viene allestita la pista di pattinaggio ripresa in moltissimi film.
Il prezzo del biglietto, 25 dollari, è alto ma comunque minore rispetto all’Empire; una volta saliti si viene controllati come sempre dai vari metal detector e poi finalmente inizia la visita.
Prima il più grande Swarovski al mondo incastonato in una enorme parete e poi la classica foto che ci raffigura in pausa pranzo su una trave sospesi a centinaia di metri dal suolo.
A questo punto il pezzo forte dell’attrazione, il fantastico ascensore con il tetto in vetro panoramico che ci fa ammirare la velocità in salita: 70 piani in 42 secondi!!! Molto scenografica.
Arrivati in cima si apre davanti a noi uno spettacolo incredibile!
Una vista a 360 gradi di Manhattan, dove da una parte ammiriamo l’Empire e dall’altra Central Park.
Il tempo ci aiuta e l’esperienza è di quelle da ricordare a vita.

Sfruttando l’entrata gratuita visitiamo il MOMA, una visita certamente da fare anche se non sono un appassionato d’arte moderna.
Consiglio di andarci un po’ prima delle 17 in modo da evitare la lunga coda per la distribuzione dei biglietti gratuiti.

La sera dopo una bella doccia, abbiamo ammirato lo spettacolo di luci e colori offerto da Times Square!
Veniamo sorpresi soprattutto dalla pazza gente seminuda intenta a fare mille foto e da tutti i personaggi di mille film.

3° Giorno: Un giro dalla Cina a Central Park
Dopo una bella colazione da Starbucks sfruttando il loro WIFI gratuito, partiamo in metro direzione Little Italy.
Scesi a Canal Street lo spettacolo non è come ce lo aspettavamo, la maggior parte del quartiere è stato assorbito dalla vicina Chinatown e ormai la comunità italiana si è quasi completamente integrata con quella americana.
Al contrario Chinatown è un mondo a parte, i negozi, le persone e gli odori ricordano in pieno la vera Cina!

In tarda mattinata riprendiamo la metro e scendiamo sulla 59’ strada per visitare Central Park!
Decidiamo di visitare la metà del parco a piedi, una bella camminata che però rende moltissimo.
All’interno un vero e proprio bosco costituisce la cornice ai molti laghetti presenti all’interno.
Per pranzo ci fermiamo in un chiosco a mangiare dei buonissimi Hot Dog, dopodiché si riprende la camminata in direzione del museo di storia naturale!
L’entrata costa 25 dollari ma grazie al pass universitario della nostra amica ce la caviamo con 15 dollari a persona.
All’interno il museo si divide tra ricostruzioni di ere antiche, reperti neolitici, fossili di dinosauri enormi, fino alla fantastica statua “gomma gomma” ritratta in ‘Una notte al museo’. All’interno dell’edificio c’è un ottimo WIFI gratuito.
Usciti dal museo ci dirigiamo, sfruttando la giornata gratuita, al Guggenheim.
Il museo ha una forma elicoidale che rendono la visita ancora più caratteristica, come per il MOMA non mi permetto di giudicare le opere che comunque anche al neofita lasciano un bellissimo ricordo.

La sera ci dirigiamo a Chelsea per mangiare in un buonissimo ristorante italiano.

4° giorno: Una giornata piena di emozioni
Al nostro risveglio ci dirigiamo subito a Battery Park, a sorpresa troviamo un ottimo market chiamato ‘Cucina Liberty’, dove facciamo una buonissima colazione.
Ci dirigiamo verso il porticciolo nel famoso castello Clinton dove all’interno vendono i ticket per andare su Liberty e Ellis Island.
Il biglietto costa 17 dollari.

Appena saliti a bordo del traghetto consiglio di fiondarsi all’ultimo piano in modo da godere al massimo della vista offerta.
Arrivati su Liberty Island non si sprecano le mille foto con la statua che è stata per un secolo il simbolo di un paese intero.
Pensare che milioni di immigrati carichi di speranze hanno visto quello che stiamo osservando noi crea una fortissima emozione!
Purtroppo per ristrutturazione non si può salire nella statua ma vederla da fuori vale veramente la pena.

Ogni 20 minuti passa un battello che porta su Ellis Island, l’isola dove per un centinaio di anni tutti gli immigrati dovevano registrarsi sul librone osservabile nel mitico film ‘Hitch’ con Will Smith.
Il tour comprende un giro nel palazzo, passando tra tutte le varie camere, l’ambulatorio, il tribunale, la stanza dei giochi di abilità per capire il Q.I., fino ad arrivare nel salone dove ogni immigrato veniva iscritto nel registro.
Con nostro forte rammarico il registro non si può visitare ma posso garantire che passeggiare per quei corridori creerà forti emozioni a chiunque.

Tornati sulla terra ferma mangiamo di nuovo nel market della colazione, dove questa volta potremmo trovare di tutto!
Io scelgo il Giapponese mentre gli altri si sbizzarriscono tra panini e insalate fatte al momento. Tutto a prezzi veramente onesti .-)
Ci incamminiamo sulla Broadway per fare la mitica foto con il Toro di Wall Street. Incrociamo due simpaticissimi e disponibilissimi poliziotti che ci concedono pure di fare una foto assieme.
Ci dirigiamo a piedi verso Ground Zero.
Qui le guide ci portano un po’ fuori strada e non vorrei che nessun altro faccia i nostri stessi errori.
Appena arrivati vi colpirà l’immensità della Freedom Tower, girandoci attorno troverete uno store con una grossa coda, dove dopo una donazione riceverete il biglietto per entrare nel parco.
Dopo una lunga coda si entra nel luogo dove una volta c’erano le torri gemelle; al loro posto ci sono due maestose piscine con una cornice di marmo nelle quali sono incisi i nomi delle 3000 vittime delle torri gemelle, dei voli e del pentagono.
L’emozione è indescrivibile e si respira un’atmosfera di profonda commozione.

Torniamo in albergo, ma ancora non sazi la sera torniamo al World Trade Center per goderci lo spettacolo della Freedom Tower completamente illuminata di rosso nello skyline di New York.
Riprendiamo la metro e scendiamo a Brooklyn per andare a visitare il ponte più famoso di NY.
La vista è bella e fa risaltare ancora di più la Freedom, peccato che tutto il passaggio pedonale del ponte è ricoperto da barriere in metallo, spero solo momentanee, che ne rovinano un po’ lo spettacolo.

5° Giorno: Un volo spettacolare!
La mattina ci ritroviamo nuovamente a Battery Park, questa volta per fare un’esperienza unica: un bel giro panoramico in elicottero!
Consiglio di fare i biglietti in Italia per evitare le code che dovrete fare li. L’eliporto è situato a 300 metri sulla destra di Battery Park (guardando la cartina), una volta entrati un commesso veramente gentile ci consegnerà un piccolo salvagente stile marsupio e ci guiderà verso il nostro Elicottero.
Sono elicotteri da 6 persone, una davanti e cinque poste nella parte posteriore. Il volo dura circa 12 minuti e costa sui 150 dollari a persona ma vi posso garantire che la vista non ha eguali.

Nel pomeriggio decidiamo di visitare al massimo Times Square, i negozi di ogni genere non mancano, tra i tanti consiglio LIDS se si è appassionati come me di cappellini o il negozio gigante della M&M’s dove potremo fare del self-service con mille e più snack! Un altro negozio da non perdere è l’Hard Rock Cafè, dove abbiamo acquistato come da rito la storica maglia.

Per mangiare ci sono mille locali, famosi e non. Se si vuole spendere un po’ consiglio il Friday’s o il Famoso Bubba Gump se invece vogliamo ci si vuole tenere più sull’economico i mille baracchini con hot dog offrono una valida alternativa.
Sul presto torniamo in camera per prepararci ad una sera davvero speciale!
Verso le 5 p.m. prendiamo la metro in direzione BRONX!
Scendiamo alla 167’ strada e ci accoglie subito la vista dello Yankees Stadium!
Abbiamo comprato i biglietti dall’Italia (solo 16 dollari) per goderci lo spettacolo di NY vs Texas Giants. La partita, per la cronaca vinta da noi 10 – 2, non è molto movimentata ma la cornice attorno è di quelle uniche, gli americani sanno sfruttare al massimo queste occasioni e così quando viene inquadrato un marines sugli spalti, tutti in piedi, mano sul cuore e parte l’inno americano!

6° giorno: Washington
Oggi levataccia, ci aspetta un viaggio in pullman di 5 ore per arrivare a Washington. La guida spagnola non è delle migliori e la musica dei Queen mi tiene compagnia al meglio.
Una volta arrivati osserviamo dal pullman l’immensità dell’obelisco e scendiamo al Lincoln Memorial. Davvero suggestivo.
Continuiamo la visita con tutti i memorial relativi alle varie guerre: Corea, Seconda guerra mondiale, e Vietnam, dove incisi nel marmo ci sono tutti i nomi dei caduti con la scritta finale ‘FREEDOM IS NOT FREE ’.
Una forte emozione che ti fa ragionare sul senso della guerra.
Per pranzo ci fermiamo al museo Aerospaziale dove oltre a mille velivoli, militari e civili, vi è conservato il vero modulo lunare dell’Apollo 11 oltre che allo shuttle Discovery.
Purtroppo abbiamo poco tempo, mangiamo da Mcdonald’s e ci dirigiamo al museo delle cere dove facciamo qualche foto davvero divertente.
La tappa finale della nostra gita è il Parlamento americano! Il cupolone bianco in marmo con la maestosa bandiera statunitense è bellissimo e le foto non si fanno mancare.
Qui ci terrei a fare un appunto, io consiglierei a tutti di vedere Washington ma non certo come lo abbiamo fatto noi. La poca professionalità della guida e la velocità delle visite non ci hanno fatto godere al massimo questa stupenda città.

7 ° giorno: Daytona
Questa mattina altra levataccia, alle 7 ci aspetta l’aereo che ci porterà a Orlando. Questa volta vista la nostra stanchezza abbiamo scelto il taxi per arrivare in aeroporto, hanno una tariffa fissa di 60 dollari che divisa per le 4 persone ha un ottimo costo.
Dopo circa 2 ore e mezza di volo atterriamo a Orlando e il clima torrido e la fortissima umidità si fanno subito sentire!! La nostra voglia di mare aumenta!

Entriamo all’autonoleggio localizzato proprio sotto all’aeroporto e ci viene affidato un minivan Toyota Senna da 8 persone che dopo i nostri primi dubbi ha superato alla grande la prova.
E’ spaziosissima (fin troppo per 4 persone), e al pari dei mostri americani consuma davvero poco.

Partiamo e ci dirigiamo subito verso il nostro Hilton hotel proprio fuori dall’aeroporto, molto bello il complesso confinante con un mega outlet.
Dopo una bella doccia partiamo e ci dirigiamo verso la prima destinazione a 100 miglia di distanza: DAYTONA!
Le grandi strade americane spingono ad accelerare ma grazie al cruise control dell’auto tengo una velocità fissa, e scongiuro una fermata dalle mille auto della polizia che girano in autostrada.
Arrivati a Daytona non si può fare a meno di scattare una bellissima foto all’autodromo più famoso del mondo che sembra non finire mai, ricco di colori e bandiere.

Il più bello ancora ci attende, arrivati in spiaggia ci accoglie la grande scritta ‘benvenuti nella spiaggia più bella al mondo’.
Si può entrare, parcheggiare in spiaggia e finalmente godersi un po’ di meritato sole!
La spiaggia non delude, è bianchissima e molto pulita, passiamo due ore bellissime scoprendola tutta.

8° giorno: Cape Canaveral
La mattina ci godiamo la mega piscina del nostro hotel a Orlando, e nel primo pomeriggio ci rechiamo a Cape Canaveral distante solo 1 ora.
Recandoci il pomeriggio non abbiamo potuto assistere al tour guidato ma questo ci ha permesso di avere un bello sconto sul biglietto pagando solo 27 dollari.
Per prima cosa abbiamo visitato il memorial dedicato a Kennedy situato nell’ingresso, poi i vari spettacoli all’interno tra i quali quello in 3d e l’immancabile gift shop per riportare a casa un pezzettino di quel bel pomeriggio.
Per finire abbiamo visitato la vecchia stazione di lancio dove sono posizionati uno dei primi shuttle e 2 enormi razzi.
Il tempo non è stato dei migliori ma è stata una bella giornata!

9° giorno: Magic Kindom
Oggi ci attende il mondo di Topolino!
Il giorno prima abbiamo acquistato i biglietti per entrare evitando le code, il prezzo è davvero alto circa 95 dollari a persona ma il clima respirato nel parco lo giustifica.
Il parco è un mondo ricco di colori, divertimento e studiato per i bambini, noi ci aspettavamo qualcosa di molto più ‘adrenalinico’ e forse per questo siamo rimasti un po’ delusi.
Tra le tante giostre consiglierei di sicuro, i pirati dei caraibi con il fantastico Jack Sparrow che ci intrattiene per tutto il giro, la Space Montain l’unica attrazione davvero adrenalinica e Buzz light Year che ci invita a bordo di una carrozza a colpire i vari bersagli in movimento.
La sera decidiamo di darci al cibo in scatola come fa un vero americano quasi ogni sera, abbiamo preso tra le altre cose del thailandese e dei ravioli nel sugo da fare in microonde.
Il risultato di questo esperimento non è stato piacevolissimo ahaha però è stata una serata molto divertente!

10° giorno: Una camera non proprio all’altezza!
Salutiamo Orlando e ci mettiamo in macchina per fare oltre 400 miglia.
La nostra prima tappa è la famosissima Palm Beach. La città sembra una Montecarlo americana, boutique e bellissime auto parcheggiate dovunque! Molto caratteristica!
Ripartiamo ma il tempo peggiora e di molto, facendoci arrivare a Fort Lauderdale sotto un diluvio assurdo! Sconsolati ci dirigiamo subito verso Miami Beach all’hotel Park Central.
Per l’hotel è meglio ridere che piangere…adesso mi spiego.
Appena entrati è molto scenografico, è il più vecchio hotel in tutta Miami Beach, è stato costruito negli anni 30 e riporta tantissime foto dell’epoca.
Ma il bello finisce la!! Ci danno due stanze con vista sul…muro del palazzo di fronte.. e il bagno è piccolissimo. A farci arrabbiare di più c’è la spesa imprevista di 28 dollari al giorno per parcheggiare l’auto con il valletto, visto che l’hotel ha un parcheggio interno al quale si può accedere solo in questo modo.
La sera per fortuna ci risolleva gli animi.
Mangiamo in uno dei mille ristoranti sulla Ocean drive, si spende un po’ ma l’esperienza è unica ogni sera! La via è ricca di locali e divertimenti per ogni gusto ma quello che fa la differenza sono le persone, le auto e suoni che si ascoltano. La gente qui sembra dimenticarsi di tutti i problemi e per una sera cerca di divertirsi e far divertire.

11° giorno: un giorno di vero Relax!
Oggi ne approfittiamo per esplorare la nostra amata spiaggia sull’Ocean drive.
Una spiaggia enorme e lunghissima protetta come ogni altra spiaggia americana dai famosi lifeguard che protestano subito se ti allontani troppo in mare. Sulla sinistra la spiaggia è interminabile, costeggiata da una miriade di grattacieli. Sulla destra si scontra con un piccolo porticciolo dove, indossando la maschera, si può osservare una buona varietà di fauna marina, pochi coralli ma moltissimi pesci che rendono quel luogo un po’ speciale.

12° giorno: Fort Lauderdale
Non soddisfatti oggi decidiamo di recarci nuovamente a Fort Lauderdale, ma questa volta non delude le attese.
La città è molto bella e costeggiata per tutta la sua lunghezza da una bellissima spiaggia! Per affittare un ombrellone e due sdraio chiedono 50 dollari, con 40 abbiamo comprato due ombrelloni con relative risate nel montarli, vista la giornata di forte vento.
Il mare, come al solito stupendo, ci regala dei bagni fantastici in un’acqua cristallina.
Per mangiare a pranzo consiglio vivamente di andare in uno dei ristoranti attaccati alla spiaggia. Con qualche premura siamo entrati in un ristorante italiano con una signora davvero cordiale la quale ci ha raccontato di aver avuto un nonno italiano traferitosi 50 anni prima in America per cercare fortuna, e proprio lì l’aveva trovata! Il ristorante non delude, ricordo di aver mangiato benissimo e di aver speso una cifra irrisoria.

13° giorno: Key West
Oggi ci attendono più di 200 miglia per arrivare al punto più basso di tutti gli stati uniti: Key West!
Appena entrati nelle Florida Keys il paesaggio si trasforma, dalla terra ferma passiamo ai veri e propri caraibi. Il mare assume un colore turchese bellissimo e si passa da un isola all’altra senza neanche accorgersene.
La strada diventa con una sola corsia e i limiti di velocità scendono di molto fino a 35 miglia orarie. Qui non preoccupatevi dei sorpassi o altro, tutti vanno alla stessa velocità, la polizia è molto severa in merito.
A 60 km da Key West ci siamo fermati per pranzo nel parco di Baia Honda, ci si arriva attraversando il famoso ponte 7 mile.
Entrando si paga una piccola tassa di 2,50 dollari a persona. Il parco ha due spiagge, una lunghissima che costeggia tutta l’isola che però noi a causa della marea abbiamo trovato piena di alghe e un’altra vicino all’area di ristoro molto bella e pulita, con la possibilità di godersi a pieno la vista del ponte. Abbiamo mangiato molto bene spendendo poco nell’area di ristoro e ci siamo diretti nel pomeriggio a Key West.

Arrivati sull’isola si respira un’area di vera rilassatezza che non ho trovato in nessun altro posto; pernottiamo in un vero Motel americano, ‘il Blue Marlin’, disposto con le camere a U con tanto di piscina posta nel mezzo.
La sera decidiamo di fare un giro in centro ad ammirare il famoso tramonto nel punto più a sud dell’isola. Il momento non tradisce le attese e i colori che si riflettono sull’oceano sono uno spettacolo per gli occhi!
La sera andiamo a cenare in un bellissimo ristorantino scoperto per caso il ‘Hog’s Breath Saloon’. Abbiamo mangiato benissimo, pannocchie e pollo, spendendo veramente poco. In più metà del saloon è diventato un gift shop nel quale abbiamo preso delle bellissime maglie!

14° giorno: Key Biscayne
La mattina abbiamo visitato la famosa casa di Hemingway, il faro e la boa che indica il punto più basso degli stati uniti a soli 90 miglia da Cuba!
Nel pomeriggio ci siamo diretti verso Miami, ma prima abbiamo fatto un’altra tappa a Key Biscayne, un’isola a 30 km da Miami.
Si entra nel parco pagando una piccola tassa di 5 dollari, dove si trova un enorme parcheggio e una bellissima spiaggia piena di palme.
Purtroppo per noi le alghe la facevano da padrone e non ci siamo goduti al massimo il mare. Tornati alla nostra amata spiaggia sull’Ocean Drive a Miami, abbiamo passato una bellissima serata tra i vari locali.

15° giorno: Miami
Dopo una mattinata passata in spiaggia, nel pomeriggio abbiamo visitato il cuore di Miami!
Siamo partiti dalla famosa zona di Coral Glabes nella parte meridionale di Miami, dalla 22’ strada fino al grande campo da golf della città: il Biltimore golf Course. Una zona molto bella, ricca di bellissime ville, che ci ha davvero affascinati.
Spostandoci più a nord abbiamo visitato Calle Ocho (sulla 8’), una strada dove una volta l’influenza cubana della città si poteva esprimere al meglio.
Purtroppo ha perso la sua vera anima ed è diventata un agglomerato di fast food e centri commerciali, sconsiglio di visitarla.

La sera ci siamo diretti verso il porto turistico di Miami, una località veramente speciale.
Il porticciolo è ricco di bancarelle, mille negozi e ristoranti di ogni genere.
Tra i tanti negozi consiglio quello imperdibile della Harley Davidson pieno di maglie e gadget un po’ cari ma unici al mondo.
La vera perla del posto è sicuramente Hard Rock Cafè dove abbiamo mangiato un ottima cena a base di hamburger e panini davvero buoni!
Ne ho girati davvero tanti di Hard Rock nel mondo ma questo è davvero unico per i pezzi che ha esposti; si passa dal corpetto di Madonna, la chitarra degli Aerosmith fino al pezzo forte della collezione: la giacca che indossava Michael Jackson nel video di Thriller opportunamente autografata.
Prima di tornare in hotel degustiamo un gelato da Häagen-Dazs, ultra calorici ma buoni!

16° giorno: Il ritorno a Casa
Purtroppo il nostro ultimo giorno negli stati uniti!
La mattina ci siamo goduti l’ultimo relax in spiaggia, il pomeriggio abbiamo riconsegnato la nostra affezionata toyotona e siamo ripartiti per l’Italia facendo scalo a Madrid.
Spero che questo racconto possa essere una linea guida per un vostro bellissimo viaggio come lo è stato per me.

Per qualsiasi altra informazione contattatemi pure

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