Costa Degli Etruschi Prima Di Capraia

Nessuno è profeta in patria, di solito preferisco raccontare di posti lontani che non capisco fino in fondo piuttosto che descrivere luoghi che conosco a menadito, non mi era mai passato per la mente di farlo, lo ritenevo del tutto superfluo, almeno fino a quando un giorno di Agosto nel mentre predisponevo per l’ennesima gita all’isola di Capraia un ghibellino mi ha dato di guelfo viola. Passi il guelfo, ma viola no! Quel colorito da morto; è come dire a un fiorentino che tifa per la Juve.
Siamo in provincia di Livorno, la mia terra di appartenenza o se vogliamo di adozione, un privilegio in questo lembo di Toscana, pensate se fossi livornese indigeno o peggio ancora pisano, boia deh, tutti in Meloria*.

*Secche al largo di Livorno dove nell’Agosto 1284 si svolse una sanguinosa fratricida battaglia navale fra la Repubblica di Genova e quella di Pisa. Quest’ultima in seguito alla sconfitta che le costò 5mila morti e 11mila prigionieri iniziò il suo declino come potenza marinara.

[/I]Grazie Mik la scintilla è scoccata, abbandono i miei appunti del recente viaggio a Sulawesi per dedicarmi ad argomenti ben più importanti. Allora superfluo o no per chi avesse una idea nel cassetto da aprire prima o poi per girellare da queste parti, ma soprattutto per spasso, che Costa degli Etruschi prima di Capraia sia.
Alcune delle immagini che accompagneranno questo post sono una raccolta per gentile concessione di Foto Foffo*, tanto non se ne fa più di nulla è appena fallito, purtroppo per lui non ci sono più le famigliole di una volta disposte a spendere per farsi immortalare sugli arenili, magari sul patino di salvataggio oppure su astrusi cavallucci marini, la spending review colpisce tutti. Mi scuso per la mancanza ma lo scanner cervicale non è ancora stato inventato, chiederò all’ingegnerone Livo, capo di ogni cosa a Rosignano di farlo al più presto. Sarà senz’altro un successone che contribuirà anche a superare la crisi, pensate soltanto al fatto che qualunque apparato video fotografico ne risulterà obsoleto tanto da doverlo buttare nel water. Certo la fabbrica dovrà superare il problema del Download, installare un microchip cervicale personalizzato sottocutaneo a ogni individuo non mi parrebbe un’idea percorribile, però… e perché no! Tutto sommato si fa già con successo con gli animali, no no, forse si pone un altro problema, qualche hacker potrebbe entrare nel cervello e manomettere o rubare tutti i dati per poi a spregio postarli, chissà che casino ne verrebbe fuori, bisognerà prima di tutto porre un quesito al garante della privacy.

*Foffo mitico baccellone dal grande nasone avvistabile sul tratto di arenile che va da Marina di Donoratico a San Vincenzo.

La “Costa degli Etruschi”[/B][/B][/B][/B][/B][/I]
Il nome richiama le necropoli che si trovano in gran parte nel Golfo di Baratti e Populonia, si tratta dell’unico sito archeologico sul mare. In seguito l’intero tratto di costa che si estende per circa 90 km da Livorno a Piombino ne ha catturata la denominazione.
Un angolo di Toscana dove convivono mare e sapori, nove sono le bandiere blu assegnate nel 2012, nondimeno è suggestione di antichi borghi medioevali dove nelle circostanti colline coperte da vigneti nascono alcuni dei più rinomati vini.
Dalla Costa Etrusca è facile recarsi in una delle isole dell’Arcipelago Toscano, cinque delle sette sorelle che lo formano sono parte della provincia di Livorno.

Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa e Montecristo

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Percorrerò le strade di tutti i giorni, la vecchia Aurelia, le provinciali e le statali da Livorno a Piombino, ma solo per linearità. I residenti sanno bene che tutte le basi sono buone, alcune meglio di altre, starà a voi casomai individuare la vostra.

I tratto Livorno – Vada
Prima fermata a Montenero, una benedizione talvolta è necessaria.
Si tratta di un quartiere collinare del comune di Livorno reso famoso dal Santuario della Madonna patrona della Toscana. Oggi questa località è ben collegata ad Ardenza e diverse sono le possibilità di arrivarci, da segnalare la funicolare che dalle pendici del colle sale fino al Santuario, per questa scelta fare riferimento a Piazza delle Carrozze, facile parcheggio e partenza.
Coloro che vi si recano per fioretti o penitenze dovranno osservare un percorso obbligatorio da effettuarsi a piedi seguendo un’apposita variante della Via Francigena, si tratta di circa 20 km attraverso assolati viottoli di campagna, servirsi della Superstrada FI-PI-LI non è ammesso, pena l’esclusione da ogni grazia.
Pisani a piedi scalzi, sandalo alla mano e accompagnati da su’ ma’.
Qui tutte le info necessarie: SantuarioMadonnaMontenero
Imbocchiamo la S.S.1 vecchia Aurelia, oltrepassato Antignano la litoranea in un continuo saliscendi e un susseguirsi di scorci mozzafiato ci porterà a Castiglioncello.

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Lungo questa strada sono state impresse le famose scene del film il Sorpasso di Dino Risi girato nell’estate del 1961 e interpretato dal grandissimo Vittorio Gassman e da J.L. Trintignant.
La celebre pellicola ha appena compiuto 50 anni, giusto ricordarlo per chi non ne avesse memoria.
Ultimo atto Romito – Calafuria

Il Sorpasso

Continuando per la panoramica a sud di Antignano in uno dei tratti più suggestivi incontriamo Calafuria, una località che invita a una sosta per un bagno di sole o di mare, per un pranzo, un aperitivo o una cena, qui troviamo alcuni ristoranti e nei pressi uno dei pochi arenili fruibili.
A picco sul mare a fianco della Torre medicea.
RistoCalafuria[/URL][/COLOR]
La scogliera di Calafuria è accessibile attraverso sentieri scoscesi, ci sono molti massi “piatti” dove prendere posizione, l’acqua è di un blu intenso subito profonda, ma per la sua conformazione sono numerose le piccole piscine naturali di basso livello interconnesse collegate al mare. Bel posto dal fondale roccioso molto amato da neofiti e provetti sub provenienti da tutta l’Italia. Poco più avanti prima del ristorante Il Romito troviamo lo scoglio del Sassoscritto, il vento e il mare hanno disegnato questi scogli per cui ne deriva il nome, il luogo è più che altro noto per la frequentazione di nudisti, ambientalisti e gay.
Su tutto il tratto costiero la ristorazione è da considerarsi di livello medio basso o turistico, segnalerò alcune rare eccezioni che si elevano di gran lunga su tutte le altre, mentre la situazione culinaria è molto positiva nell’entroterra.
Allora Stop al RistoRomito [/COLOR]uno dei luoghi più invidiabili dell’Etruria tirrenica, terrazza panoramica con vista impagabile, per soddisfare gli occhi e il palato, se volete con un ottimo cacciucco.
Dal parcheggio del ristorante si accede alla spiaggia ghiaiosa di Calignaia anche conosciuta come La Bùa*.

*Posto ambito particolarmente frequentato tanto da lasciarvi un’impronta, una buca profonda praticamente.

La cala racchiusa fra alte scogliere è sovrastata da un alto ponte che crea una comoda striscia d’ombra. Un piccolo paradiso o un inferno, dipende da voi, in considerazione che è meta preferita delle persone che flirtano con la morte, aspiranti suicidi che ogni tanto da qui si gettano nel vuoto.

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Chi sceglie di restare con i piedi per terra e scendere il viottolo troverà una bella spiaggia con graduale accesso a mare e acqua limpidissima.
Fra il Ponte di Calafuria e quello di Calignaia troviamo Cala Leone.
Dall’alto è impossibile intravederla, l’arrivo è segnalato dai tanti motorini parcheggiati in prossimità di una curva e da un andirivieni di persone che continuamente scavalcano il guardrail.
Meglio non avventurarsi con le infradito o sandali tipo fratacchione dalla suola in cuoio di tipica produzione pisana, la discesa è molto ripida e pericolosa. Una volta arrivati illesi potremo godere di una bella baia a forma di mezza luna con alle spalle una scogliera altissima e mare trasparente. Nonostante la difficoltà per raggiungerla è frequentatissima.


Siamo nel centro balneare di Quercianella, non ci sono discoteche o divertimenti, è un luogo dormiente che offre relax estremo. Il soggiorno sarebbe consigliato a pensionati e a chi ha del tempo da perdere come per esempio i fumatori di pipa, oppure a chi ama dedicarsi alla pesca che più o meno è uguale, tanto non piglierà una seppia. Piccolo porticciolo con annessa piscina artificiale di acqua salata, qualche locale e qualche piccola cala di ciottoli.
Proseguendo verso Castiglioncello troviamo la spiaggia del Fortullino, ampia e accessibile da sotto il cavalcavia della ferrovia, la parte attrezzata con lettini è posizionata nel prato all’ombra della macchia mediterranea.
Tutti i giovedì sera il bar del Fortullino si trasforma in una disco all’aperto con tantissima gente. A meno che non siate interessati all’acquisto di una casa oltrepassiamo Chioma, una località con porticciolo villette, villaggio e colonia estiva pratese.
Siamo giunti a Castiglioncello, non c’è molto da aggiungere rispetto a ciò che è già noto su questa bella località che definirei Chic & Fun. In posizione privilegiata occupa l’intero promontorio che sovrasta il Quercetano, oggi è un po’ decaduta rispetto ai tempi delle frequentazioni Vip, ma rimane comunque la località marina più animata con quel non so ché di fascino che richiama la Costa Azzurra.
Chi ama le spiagge attrezzate può effettuare qui una sosta a caro prezzo.
BaiaQuercetano
Ma il posto più carino per trascorrervi qualche ora è Punta Righini, semplici attrezzature, prezzi contenuti e buona cucina.



Labaracchina

Gli incontentabili che non vogliono farsi mancare nulla dovrebbero guardare invece all’Astragalo, a condizione che lo trovino aperto, allora tutti i loro sensi verranno appagati e con vantaggio ne usciranno pure dimagriti.
RistoAstragalo
A gradini sulla scogliera del Quercetano con splendida vista sulla baia, tramonto da godere se volete in occasione di un aperitivo, 15/20,00 euro senza sconto. Una volta digerite le noccioline iniziamo la discesa verso Rosignano, due sono le località con questo nome, Marittimo e Solvay.

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Occupiamoci di Rosignano Solvay legata indissolubilmente alla famosa fabbrica di carbonato e bicarbonato di soda che dagli inizi del novecento ha scaricato i residui di lavorazione con destinazione le spiagge fra Rosignano Solvay e Vada.

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Spiagge Bianche, e chi non le conosce almeno di nome, è qui che si sono formati i Caraibi nostrani all’ombra della sinistra sagoma della Solvay, non sabbia ma soda. Un bagno di sale tonificante al bicarbonato non fa male a nessuno, sembrerebbe che immergersi ed effettuare gargarismi più volte al giorno sia una terapia contro il mal di gola, invece sciacquandosi frequentemente la parte dentale funzionerebbe da trattamento sbiancante.

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Assieme all’attrezzatura subacquea portatevi uno spazzolino.
Chi non avesse mai visitato in un giorno d’estate questo luogo non potrà credere a quando candida sia la sabbia e il mare cristallino, basti pensare che numerosi sono gli spot pubblicitari con sfondi caraibo celestiali che qui vengono filmati e presentati a nostra insaputa come tropicali.

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Whisky and Soda and Rock ‘n’ Roll
Sopravento
White Sands, cinque km di illusione fantastica da Rosignano a Vada, chi non ha un’idea può farsela qui,
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[/B][/B]In realtà osservandole da sud tutto apparirà più affascinante, non avremo neppure la vista sul “mostro” basterà socchiudere l’occhio destro e la visione del lungo pontile con poca immaginazione diventerà quello di un attracco di un esotico resort.

Vada invece possiede un autentico litorale coperto da una pineta che si allunga verso sud per oltre 15 km. Da qui a Piombino la costa è quasi tutta accompagnata dalla macchia mediterranea, pinete, dune e parchi naturali. Poche considerata l’estensione sono le concessioni per gli stabilimenti balneari, una caratteristica che porta con sé molti pregi e alcuni difetti. Proseguendo verso sud è un susseguirsi di campeggi, oltrepassiamo Mazzanta, una località con residenti pari quasi allo zero, un mortorio invernale e un dormitorio estivo e arriviamo a Cecina.

II° tratto Cecina – San Vincenzo
È il cuore della Costa degli Etruschi, non solo per il mare, ma soprattutto poiché a ridosso dello stesso sarà possibile con una serie di brevi circuiti visitare tutti gli antichi borghi medioevali, mete preferite del turismo straniero.
Cecina è una piccola cittadina di circa 30mila abitanti in un tratto di costa di nove km e altrettanto di pinete, quel tanto che basta a farla essere vivibile anche durante il periodo invernale.
Ma la Marina? Una volta era la Marina di tutte le marine, quanti bei ricordi in Via Dell’Acciuga, le impennate con il motorino e poi la pesca, che passione.
Il mio amico Livio, quel rintronato… che famigliola moderna, e su’ ma’?
Oh come era ganza, una velina di altri tempi, quando passava per Via del Corso tutta ginnica era uno spettacolo cinematografico, faceva buà, e la su’ nonna sulla spiaggia? tutti a fotografalla che pareva una star holliwodiana.


E la pesca alle sarpe? Mi rammento delle sarpe, com’erano grandi, talmente grandi che non c’era il verso di tiralle fori dall’acqua.
E i pescatori? Loro si che lanciavano e recuperavano di continuo ogni cosa.
Quante belle giornate passate sulli scogli e sui pontili a osservarli, per imparare bene bene come facevano.
Oggi non è più la Marina di una volta, è un luogo dedicato a un turismo che non voglio definire, tutto è cambiato e sebbene questo sia un fatto plausibile, il troppo è troppo e quando è troppo storpia. Troppo degrado, troppe botteghe cinesi, e il Cecina? Quel poero fiume preso a bombe da i pescatori di frodo, e i paperi e l’anatre mutole selvatiche? non se ne vede più una nemmeno a pagarla a peso d’oro. E’ vero che con non sono razzista ma, insomma tutto quell’inquinamento di roba gialla a galla, non c’è più il verso di pescare neppure una gallinella, e poi la speculazione che ha stravolto l’ambiente? Delle volte penso fra me e me: Ma se fossi uno straniero? Ad esempio uno del nord che scorge il sole tre volte l’anno, ma che Marina vedrei?
Ristorazione
Ecco due bottegucce ad uso e consumo dei passionisti della cucina di pesce.
Lungomare della Marina
RistoAndrea
Centro città
Scacciapensieri


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Per borghi circostanti

Montescudaio è un borgo fortificato circondato da mura imponenti il cui nome deriva dal latino “scutarius”, (fabbricante di scudi) da qui Monte degli Scudieri anche per la sua posizione militare strategica.
Il circondario è oggi molto noto per la produzione di vino. Duemila abitanti, altezza slm 250 mt e prefisso telefonico di Livorno, ma il comune fa parte della provincia di Pisa gemellato con Virgin Islands, e chi altri se non loro avrebbero potuto pensare a una stravaganza simile.


Ma ora è finita!
Basta con questa stupida rivalità, mettiamo al primo posto gli interessi e il senso comune di fraternità secondo l’arcaico sentimento di amicizia che da sempre ci contraddistingue.
Il Governo ha istituito la provincia unica, si chiamerà Lisa e Pisa diventerà Pisorno e a seguito di queste decisioni governative con l’imminente passaggio di Pisa sotto la tutela di Livorno per prima cosa verranno attuate le seguenti disposizioni:
– Lo stadio verà chiuso, tanto un serve a nulla, al suo posto verrà creato un giardinetto per pensionati labronici.
– L’Arno verrà rinominato Fosso Grande e Borgo Stretto diventerà Via dell’Acciughe.
– Il campanile storto verrà fatto a pezzettini, smontato e rimontato sulle Secche della Meloria e dal tramonto all’alba verrà illuminato a giorno con lampade a olio amaranto.
– L’università Anormale finalmente diventerà normale e si chiamerà Nuovo Polo Universitario Labronico, come rettore è già stato eletto il bomber amaranto Lucarelli, vice all’ala sinistra, Igor Protti.
– Nelle scuole della ex prrovincia pisana l’ora di religione verrà sostituita con l’ora del Vernacoliere.
– La Marina di Pisa diventerà Marina di Pisorno e tutti i cartelli stradali indicanti Pisa verrano sostituiti con Pisorno.
– Il Capodanno pisano verrà abolito, al suo posto verrà festeggiata la festa della liberazione.
– Per ultimo ma solo per ora:
Tutti i pisani dovranno imparare a mangiare il Cacciucco, a tal fine verrà istituita la scuola primaria obbligatoria del Cacciucco nella colonia di Cecina che per l’occasione si chiamerà Ceciorno.
Passeggiando per le strette viuzze si respira un’aria di altri tempi, da visitare alcuni palazzi storici e il caratteristico rione del Poggiarello. Lasciando vagare lo sguardo giù dal piazzale del Castello in certe giornate terse si possono vedere bene le isole di Capraia e Gorgona.
Alloggi
AgriturismiToscanaTirreno
Camping
Mangiare
Osteria Forapaglia, terrazza panoramica con vista sulle colline, cibo di qualità ad un prezzo onesto, altrimenti il pretenzioso Frantoio.
RistoFrantoio
Continuiamo le performance sull’ex territorio pisano e sbarchiamo a Casale Marittimo.
Un altro splendido borgo posizionato in cima a un collina dominante la piana di Cecina, meno abitato rispetto a Montescudaio ma, turisticamente molto più attrezzato, un bene?

Curiosità
Il nome è un composto latino, da Casalis (case di campagna) e Marittimo che al contrario di quanto si possa pensare significa Maremma e quindi maremmano, allora a Casale Maremmano, necropoli, vino e a breve distanza il mare.

Alloggi e Mangiare
AgriturismiToscanaTirreno
Vallegaia
Una cinghialata completa a 25/30 euro alla Taverna di Mezzo, in alternativa Hostaria Cavalieri, terrazza con vista mare garantita tutti i giorni esclusi quelli nebbiosi.
Rientrando in territorio livornese

“La nebbia agli irti colli piovigginando sale, e sotto il maestrale urla e biancheggia il mare.”**

Appunto, non possiamo fare a meno di scendere a Bolgheri tanto amato da Carducci detto Giosuè e imbocchiamo il famoso Viale dei Cipressi;



” Alti e schietti che van da San Guido in duplice filar”
* Dalla bella poesia *”Davanti a San Guido” una piccola chiesa a lato del Viale dei Cipressi costruita in memoria di Guido della Gherardesca.

*Deh perché fuggi rapido cosi?
-Bei cipressetti, cipressetti miei, laciatemi’ire: Or non è più tempo e quell’età.
Se voi sapeste!…via, non fo per dire, Ma oggi sono una celebrità.

Il nostro eroe passando per i luoghi della sua infanzia è preso dal paesaggio che suscita in lui ricordi e sensazioni che sembrano avere un senso di rimpianto. Non è superfluo dire che questo è ciò che a grandi linee spiegano a scuola e che apparentemente sembra descrivere il poeta.

Curiosità
Giosuè trascorse a Bolgheri la sua giovinezza e l’intero borgo come è ovvio che sia ne è legato, lui pure lo fu, anche per la casa *”della bionda Maria” primo amore rimpianto per tutta la vita.



Parafrasi

Fra le diverse interpretazioni del pensiero di Giosuè ce n’è una più intrigante delle altre. Ad esempio, io la penso così: i decantati cipressi che tanto ci rammentano sconforto, cimiteri e funerali, a lui invece aprivano la porta del paradiso terrestre.
Infatti scriveva:

I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar, Bisbigliaron vèr’ me co ‘ l capo chino —
Perché non scendi ? Perché non ristai ?
[Amiaccio dei tempi andati, via, fermati un poinino che un ti ci garba più a casina tua?]
Fresca è la sera e a te noto il cammino.
[Orsù è già buio, la nebbia piovigginando sale e te tu sai in dove riposare]
— Bei cipressetti, cipressetti miei,
[- Bella cipressetta, cipressetta mia, – pensando alla bionda Maria -][/B]
Fedeli amici d’un tempo migliore,
Oh di che cuor con voi mi resterei—

[Oh cavolo, amica di un tempo migliore, quasi quasi mi fermo per una rimpatriata][/B][/B]
Ma, cipressetti miei, laciatemi’ire: Or non è più tempo e quell’età.[/I]
[Ma, cipressetta mia, lasciatemi andare, ho finito le cartucce, sapete alla mia età…][/B][/B]
Se voi sapeste!…via, non fo per dire,
[Se vu sapessi!… boia deh,- via, mi dispiace un ve lo posso dire.][/B][/B]
Ma oggi sono una celebrità.
[Ragazzi, oggi non ho più bisogno di venire fin qua che piova o tiri vento, per poi torna’ tutte le vorte a casa con la bronchite, ovvìa.]
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Arrivati alla fine del viale l’entrata nel borgo è segnata dalla porta del Castello della Gherardesca.
Entriamo per

Le vie del borgo dal ribollir de’ tini va l’aspro odor de i vini L’anime a rallegrar”.**


Allora scoliamoci un Sassicaia icona del Made in Italy, oppure un Ornellaia e sennò un DOC.
Bolgheri è una perla rara, una tappa obbligatoria per chi cerca qualcosa fuori dall’ordinario, per la sua storia, la sua architettura e l’atmosfera fuori dal tempo che vi si respira.

“Gira su’ ceppi accesi lo spiedo scoppiettando: Sta il cacciator fischiando su l’uscio a rimirar”**


**San Martino una delle più famose poesie di Giosuè Carducci, si lo so che che la sapete a memoria ma, ci sono tanti forestieri che non ne sanno nulla.

Direi di sostare in uno dei romantici ristorantini oppure fare una scappatella alla bottega Antinori di Guado al Tasso, eventualmente per un tronchetto di finocchiona accompagnata da un Bruciato o piuttosto da un Tignanello.
AntinoriBottega
Siamo in tempo per un bagno a Marina di Bibbona all’ombra del Forte, una tranquilla località al centro di una pineta che si estende verso sud fino a Marina di Castagneto Carducci. Chi vi intenderà sostare troverà un’ampia scelta fra hotel, camping, agriturismo, e residence.

Circuito Marina di Castagneto – San Vincenzo – Borghi


Il litorale che si estende da Marina di Castagneto a San Vincenzo è caratterizzato da grandi spiagge, fitte pinete e dune sabbiose. Marina è dedicata alle famiglie con bambini, qui troviamo il parco divertimenti più grande della Toscana, occupa una grande superficie nel verde a ridosso del mare.
Giochi, attrazioni, ristorante pizzeria.
Cavallinomatto
Nei mesi invernali la Marina fa la bella addormentata nella pineta.
Al contrario San Vincenzo con i suoi 7mila abitanti è il fulcro centrale di tutta la Costa degli Etruschi ed è godibile tutto l’anno. Possiamo trovarvi tutti i servizi immaginabili escluso la buona cucina intesa come ristorazione e la vita notturna.
Purtroppo per le note vicissitudini gli avventori non potranno più recarsi nel tempio della cucina, infatti il Gambero Rosso inserito in “The World’s 50 Best Restaurants” e in prima fila su tutte le guide specializzate internazionali dopo una chiusura e un successivo tentativo di riapertura nel 2010, ha chiuso definitivamente i battenti e certo non per mancanza di clientela o difficoltà economiche.
Se volete saperne qualcosa di più;
Mistero-gambero-rosso-chiuso
Veramente… non sarebbe tutto e neppure del tutto vero, in rete circolano le storie più assurde, la motivazione è molto più semplice di quello che appare e certo non sarò io a permettermi di spettegolarci sopra, a meno che non mi si offra una passatina di ceci e gamberi preparata dal solista.Non oso paragonare con chicchessia la bravura di Fulvio Pierangelini in cucina e quindi neppure lontanamente se non per grado direttissimo di parentela con quella del rinnovato Bucaniere; di proprietà di Fulvietto sempre Pierangelini e condotto ai fornelli da Lorenzo Lunghi già apprendista del più famoso Fulvio, il posto è carino e vi possiamo assaporare piatti elaborati ispirati al fu Gambero Rosso.
Mi dispiace, ma niente di più per chi ha nella mente di raggiungere certe mete che per ora rimangono una chimera. Il conto Salato, ma in questa ottica è un punto a loro favore. Circa 50 euro solo contanti, che rappresentano il 40% di ciò che sarebbe occorso per il solo menù degustazione al Gambero Rosso, vini esclusi. Il Bucaniere è anche un piccolo tranquillo stabilimento balneare.
Ristoranteilbucaniere
In genere non si mangia e non si balla, se non a qualche sagra, interessante quella del maiale, della pecora e quella della Palamita, invece gli aspiranti brihai potranno recarsi con servizio navetta gratuito nella vicina San Carlo per la festa della birra.
Palamita[/URL][/COLOR]

Valdicorniasagre[/URL][/COLOR]
Chi avesse voglia di ciccia in un luogo marino ci sarebbe un locale dal nome orribile ma, da provare.
Steakhouse
Ma che fantasia d’Oltremanica… mi domando se non era più adatto Partito della Bistecca o I’Cicciaio.
Nel 2010 San Vincenzo si è abbellita di un nuovo porto.
Marinadisanvincenzo
e con essa pure di un CP Vip bar
CPVipahah[/URL]
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Parco di Rimigliano oasi floro-faunistica protetta


Uno dei luoghi più suggestivi del litorale, inizia poco a sud di San Vincenzo e si estende per 120 ettari fino al Golfo di Baratti. Le dune ricoperte da ginepri nascondono uno splendido arenile di libero accesso, in compenso da quest’anno su tutto il viale che dalla Principessa arriva a Baratti è stato istituito un parcheggio a pagamento, un euro ogni ora, una gabella ridicola, per l’appunto sull’acqua, che già di per sé è salata.
Rimigliano fa parte dei Parchi della Val di Cornia che costituiscono un insieme di aeree protette dal punto di vista storico, naturalistico nonché archeologico.
ParchiValdicornia
Segnalo un bar ristorante sulla spiaggia fuori dal contesto, per una visita, un aperitivo oppure una cena.
Marivacafe
Il triangolo dei borghi medioevali
Castagneto Carducci
Posizionato su una collina dominato dal Castello della Gherardesca prende il nome dal famoso poeta che qui ebbe a risiedere. È bello passeggiare per i vicoli lastricati alla scoperta di angoli che nascondono tipiche osterie e antiche botteghe artigiane.[/LEFT]
Dalle terrazze circostanti possiamo godere di una vista che spazia sulla tipica ondeggiante campagna cosparsa di vigneti per arrivare fino al mare.


Da visitare la casa museo, la zona di piazza del Municipio e la chiesa di San Lorenzo.
I carnivori possono soddisfarsi presso la bottega di “Hannibal”, un copia incolla che ha inteso scimmiottare il più famoso inarrivabile Dario di Panzano in Chianti.
Ristomacello[/URL][/COLOR]
Due sono le scelte per proseguire il tour che ci porterà a Suvereto.
La prima percorrendo le tortuose strade di Sassetta che ha prestato il nome a una famosa prova speciale rallystica del Liburna, la seconda passando da Monteverdi Marittimo.
Sassetta oppure Saxum, ossia piccola rocciaPittoresco paese arroccato su una montagnola rocciosa a 330 mt slm e dominato da un’antica fortezza medioevale. Il soggiorno è consigliabile agli amanti del relax, delle passeggiate a piedi o a cavallo e a tutti quelli che volessero per un breve periodo estraniarsi dal mondo.


La distanza che separa Sassetta dagli altri borghi, le strade tortuose per raggiungerlo e i grandi spazi a disposizione sono quello che caratterizza questa zona, una natura boschiva primitiva da esplorare percorrendo sentieri fra distese di lecci e castagneti. È più conosciuta dagli stranieri che dal turismo nostrale.
Diversi sono gli agriturismo che offrono ospitalità, ne segnalo due incantevoli incastonati nelle classica collina toscana.Seripa
Labandita
Monteverdi Marittimo
Sorge sul versante meridionale delle colline metallifere della Val di Cornia a 360 mt slm, è attraversato da numerosi torrenti e dal fiume Cornia. Soffre di poco turismo a causa della spietata concorrenza di borghi più famosi. Si trova nella provincia di Pisa, malgrado ciò è un luogo che amo particolarmente per l’autentica atmosfera fuori da ogni frenesia moderna pur in assenza di carciofi. Da segnalare che fra poco, nel 2013, prenderà il nome di Montelivoverde Marittimo.



Curiosità
Il nome deriva dal composto di “monte” per la sua posizione e dal meritato aggettivo “verde”, come abbiamo già visto “marittimo” significa maremmano a convalidare la posizione geografica.
Da visitare la Chiesa di Sant’Andrea patrono di Monteverdi e il Castello con i resti delle fortificazioni medioevali.
Consiglio una sosta a l’ Osteria del Ghiotto, specialità carne e cacciagione sulla griglia, bistecca e trippa veramente alla fiorentina e naturalmente pappardelle sul cinghiale, di-vino per chi si trovasse in zona a un prezzo medio tutto compreso di 30/ 35 euro, meglio prenotare per non perdere l’occasione.
Da Monteverdi alla Valle del Diavolo, un soffione di Toscana
Larderello
Un piccolo paese avvolto dai vapori a 390 mt di altitudine al centro delle colline metallifere.
Qui vi potremo osservare un fenomeno geotermico dei più spettacolari che difficilmente verrà dimenticato, un girone infernale dove Dante ha preso spunto per alcuni passi della divina commedia.
Oggi questi soffioni boraciferi sono imprigionati in tubazioni per produrre energia ma, nei pressi sono numerose le fumarole lasciate liberamente sbuffare a scopo turistico.



Campiglia Marittima
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Un altro borgo storico della Costa Etrusca, uno dei più abitati, dei più attivi e con il comprensorio più vasto.
È adagiata su un colle dal quale si domina tutta la pianura fino Piombino. Il centro è raccolto in cima alla collina entro le cinta murarie, tanti sono gli angoli suggestivi, dalla Pieve di San Giovanni alla Chiesa di San Lorenzo risalente al 1200. Nelle piazze e nelle vie lastricate di pietra si affacciano antiche botteghe e osterie. Da visitare il Palazzo Pretorio, l’enoteca pubblica della Val di Cornia e la Rocca di Campiglia che occupa la parte più alta.
Nel mese di Agosto per cinque giorni consecutivi si svolgono una serie di manifestazioni medioeval-casinistiche da fare impallidire qualsiasi altra ricorrenza storica culturale, queste manifestazioni richiamano turisti da tutto il comprensorio.
Lecinquegiornate
Curiosità

Nella piana fra Campiglia e San Vincenzo si svolse l’omonima battaglia finale che coinvolse da una parte le truppe fiorentine e dall’altra quelle pisane che vennero travolte definitivamente assieme alle loro mire di indipendenza. Correva l’anno di grazia 1505 mese di Agosto del giorno 17, allora non resta che festeggiarne l’anniversario nell’unico localino degno di nota in paese.
Locandailcanovaccio
Ma non per la sua cucina, che reputo appena discreta e oserei dire perfino un pochettino farsesca, troppo facile per un locale che vorrebbe essere un ristorante tipico offrire soltanto antipasti e primi piatti. Ciò detto, è situato nel centro storico in un palazzo medioevale affacciato su una delle più belle piazze di Campiglia.


Dispone di alcuni tavoli all’aperto posizionati in una stretta terrazza dominante tutta la piazza, necessaria la prenotazione.
Talvolta si mangia anche con gli occhi, consiglio di rinunciare se qui non vi fosse un tavolo disponibile e piuttosto andare a fare un bagno a Calidario.
Calidarioterme
Da qualche anno completamente ristrutturate oggi offrono ospitalità in un attiguo residence e sono dotate di un bar ristorante.
La particolarità sta nel fatto che si tratta di un laghetto naturale dal fondale ghiaioso in un contesto molto suggestivo, bello immergersi al tramonto o in notturna, meglio in autunno che in estate.
Per i freddolosi
Un corridoio interno riscaldato permette di entrare ed uscire.
Suvereto
Deriva da sughero quindi Sughereto oggi Suvereto.
Inserito nei 50 borghi più belli d’Italia, le mura a forma di pentagono sovrastate da otto torri racchiudono il centro storico.


Chi desidera immergersi in atmosfere medioevali una volta oltrepassata la prima porta avrà la sensazione di trovarsi in un’altra epoca, un borgo da visitare a tutto tondo magari partecipando a una delle tante manifestazioni.
Suveretoseratemedievali
Escursione fuori dai confini per visitare

Massa Marittima


Siamo in provincia di Grosseto, una cittadina che ci rammenta i butteri e i veri maremmani, duri di sicuro, puri non lo so. La possiamo raggiungere con una deviazione, trovandosi di fatto nel circuito che ho indicato. Costruita nel medioevo attorno al Monte Regio è uno dei borghi più frequentati dal turismo di ogni genere. Oggi è conosciuta anche per i vini che si producono attorno alle colline e che troviamo nella denominazione “Monteregio”.

I passionisti non potranno farsi mancare una boccia di”Avvoltore”.
Morisfarms
Invece per rifocillarsi
Vecchioborgo
Alternativa, da quelle briahae delle fate
Fatebriache
Oramai che siamo a Massa sarebbe indicato un piccolo sforzo senza certificato medico per visitare L’Abbazia di San Galgano, un complesso magnifico con tanto di spada nella roccia, qui tutte le info.
Laspadanellaroccia



Costa Etrusca ultimo tratto


Ritorniamo da una delle tante connessioni stradali sulla via della Principessa – Parco di Rimigliano in direzione Piombino e svoltiamo per il Golfo di Baratti, una strada stretta ci condurrà fino alla fine del golfo e da qui a Populonia.



Golfo di Baratti – Populonia

Paesaggio

Un golfo circolare con una spiaggia stretta e lunghissima con alle spalle pini marittimi e prati verdi. Non mi sento di consigliare una sosta per un bagno di sole o di mare nei giorni festivi e prefestivi, ne tanto meno nei mesi di Luglio e Agosto, a meno che non abbiate a lamentarvene causa eccessivo affollamento.
D’altronde il luogo è bellissimo, il mare in certe giornate di calma piatta è spettacolare, Baratti è totalmente privo di insediamenti turistici salvo alcune casette, qualche ristorantino, un piccolo stabilimento balneare, un approdo turistico per piccoli natanti e naturalmente la necropoli Etrusca.
Chi fosse interessato al wind surf può trovare un punto attrezzato con relativa scuola per apprendisti.
Nel periodo estivo di punta sarebbe consigliabile andarci alla sera, quando i giornalieri saranno sfollati, l’atmosfera davvero speciale ci ricorderà luoghi più blasonati.
I ristoranti in zona sono da evitare sia per la qualità che per le tasche. Se proprio volete trattenervi per una cena citerò un paio di locali, ma solo per la vista che offrono.
La Pergola, carissimo e dal servizio lentissimo.
Altrimenti
Canessa
Non pensate di cavarvela salendo a Populonia che per tale ipotesi è pure peggio.


Dalla fine del golfo la strada si inerpica e dopo un breve tratto presso un tornante destro c’è un piccolo parcheggio, “Piazzale del Reciso” se avete tempo fermate l’auto e seguite le indicazioni, un sentiero scosceso ben segnalato in circa 20 minuti conduce in una baia selvaggia protetta dai venti, è ” Buca delle Fate”. Il nome magico fu dato dai boscaioli che vivevano sul promontorio; pensavano che le cavità fossero dimora di esseri soprannaturali.


All’arrivo la fatica sarà ricompensata da un mare cristallino dai tratti turchese e blu intenso che ci rammenta la Sardegna.
Volendo come variante possiamo percorrere il sentiero che dal Reciso conduce fino alla chiesetta di San Quirico e quindi alle rovine del monastero, proseguendo ancora arriveremo prima a Cala San Quirico e successivamente a Buca delle Fate.


Il percorso costiero di trekking si snoda fino a Cala Moresca di Piombino, purtroppo non è consentito effettuarlo in moto, solo a piedi o in mountain bike. Riprendendo il viaggio o se volete continuandolo dopo poche centinaia di metri strada arriverete a Populonia dove finisce la strada.
Non resta che tornare a ritroso sulla statale e svoltare in direzione Piombino, seguendo facili indicazioni arriveremo a Cala Moresca e quindi alla Marina di Salivoli.
Cala Moresca
Bella la baia, emozionante il tramonto che possiamo assaporare dalla terrazza assieme a una buona cucina.
Calamorescabeach
Offre una spiaggia di ghiaia e ciottoli, in parte attrezzata e occupata dall’omonimo bagno ristorante ed è la base inversa rispetto al percorso di trekking con destinazione Populonia.
Percorso abbreviato Cala Moresca – Fosso alle Canne km 2,4 e se vorrete tornare indietro aggiungerne altrettanti.
Dal parcheggio parte una strada sterrata che dopo circa 1km si riduce a un sentiero, siamo a non più di 20 metri slm, sarà sufficiente sollevare lo sguardo per avere una vista panoramica dell’isola d’Elba. A circa metà del percorso con una breve deviazione possiamo scendere alla incontaminata Spiaggia Lunga, riprendendo il percorso originario e proseguendo ancora per circa 1 km un altro bivio ci condurrà al Fosso delle Canne, un’altra spiaggia selvaggia e assai poco frequentata, scogli e fondale ghiaioso.


Siamo giunti al termine di questo virtuale viaggio, sono indeciso, la tentazione di pigiare il tastino cancella è forte, sono consapevole del fatto che sia più facile descrivere e magari raccontare con più enfasi di posti lontani che di quelli che sono a noi vicini e che inconsciamente sottovalutiamo.
Adesso dopo aver descritto in modo schematico la Costa degli Etruschi non resta che salutare tutti quelli che sin qui hanno voluto seguirmi; per me è giunta l’ora di levare l’ancora, partirò per una delle mie Koh preferite, Kapraian, (isola di Capraia) un posto che ho nel cuore da sempre pur non essendo mai stato ospite della sua splendida casa circondariale da dove si domina a vista d’occhio tutto il Tirreno.

Info per il fai da te
Marina di Salivoli
Quella di Salivoli è una marina strategica per chi volesse spostarsi autonomamente per l’Arcipelago Toscano oppure semplicemente per affrontarlo in modo diverso, le distanze per raggiungere le isole sono molto brevi, basti pensare che l’Elba è a sole 5 miglia, per questo motivo qui sono nate tante società di noleggio di successo.
Non avete la patente nautica? Per condurre un natante entro le 6 miglia dalla costa non è necessaria, certo scordatevi il panfilo.
In sintesi, senza patente possiamo condurre un natante in acque interne o entro le sei miglia dalla costa se non supera la lunghezza fuori tutto di 24 metri, WOW! Ma:

“non avente una cilindrata superiore a 750 cc se a due tempi, (ma tanto non ne troverete) oppure di 1000cc se a quattro tempi fuori bordo, oppure a 1300 cc quattro tempi entrobordo, oppure infine a 2000cc se diesel e comunque non si possono condurre natanti senza patente se la potenza è superiore a 30 kw o a 40,7 cv.”

Quindi un normale natante a vela diciamo di 11 metri che abbia un motore per esempio di una trentina di cv può essere condotto a patto che non si superino le sei miglia dalla costa e che naturalmente ve lo diano a prestito.
Chi non ha esperienza provveda a stipulare una polizza kaskone,attraccare al posto barca assegnato,di poppa,con un solo piccolo motore e vento traverso non è come parcheggiare un’automobile.
Sappiate che non c’è cosa più divertente che assistere a simile manovra per chi sta in banchina, meglio sarebbe dirigersi in Francia, lì attraccano tutti di prua.
Nauticanormepatenti
Sarà sufficiente dotarsi di un gommone per raggiungere ad esempio l’isola d’Elba, per trascorrervi la giornata e rientrare, oppure per stazionarvi e girarla a piacimento a tutto tondo.
Gli interessati troveranno facilmente il mezzo a loro confacente presso uno dei tanti noleggiatori.
Unodeitanti
Strano a dirsi ma, quando si tratta di andare in Capraia mi pulsa il cuore come se fosse il mio primo appuntamento.
Marina di Salivoli la fissazione
Era il mattino del 23 Agosto quando ci incontrammo con i miei due compagni di viaggio sull’uscio del centro commerciale.
Mario e Livio cominciarono a ridere prima di me.
— Lo sai disse Livio che siamo tre bischeri? — Pare che si sia dato qui l’appuntamento a una bella insolazione.
— Difatti dissi io, — si asfissia — pensare che Mik il pisano mi aveva predetto uragani e tempeste di vento.
Mi ritornano alla mente le sue ultime parole famose “né si attracca né si parte”, rimanemmo lì per qualche momento a + 33° a goderci l’afa con l’umidità al 95% appoggiati a un muretto arroventato dal sole.
Salivoli-Capraia miglia nautiche 31 e che “Lui ce la mandi bona e senza vento”.
Il vento difficilmente è sinonimo di pace e serenità, a taluni crea disagio ma, qui il famoso detto popolare non vale considerato che andremo a vela.
Intanto abbiamo mollato gli ormeggi, usciamo dal porto e una volta cazzate le vele boliniamo sostenuti da un vento apparente di 16 nodi, non è molta roba, ma per il mese di Agosto è accettabile.
Su di una barca a vela ci sono 3 tipi di vento da prendere in considerazione.
— Reale è quello che si avverte a barca ferma.
— Apparente è quello che si forma appena iniziamo a muoverci ed è influenzato dal vento della nostra — Velocità e dalla direzione. In altre parole è la somma del vento reale e quello della velocità della barca, questo significa che il vento reale è diverso da quello apparente ma comunque è quest’ultimo che conta soprattutto quando una barca risale il vento di bolina stretta l’intensità del vento è molto maggiore di quella reale.
Bene bene, più che si aumenta la velocità è più che il vento apparente sarà maggiore, più il vento apparente sarà maggiore e più aumenteremo la nostra velocità, non all’infinito ma è quello che in sostanza oggi ci auguriamo.
Quando invece si veleggia in favore di vento l’aiutino è ridotto o nullo.
Un esempio interessante
Se pedaliamo a 10 nodi (20km/h) in bici contro un vento che spira a 10 nodi, sul volto avremo un vento apparente più o meno di 20, vero, che ventaccio! Fermiamoci o mostriamogli il sedere e tutto sarà reale.
Allora, i discorsi li porti via il vento e le biciclette i livornesi, tanto più che non ho nemmeno la patente.
Bolina stretta, bolina larga, lasco, scarso, scarsone, sbattimento di… delle vele, picchio con il dito sul barometro ma, nulla di nulla e allora mi sdraio sul grimolo di prua rivolto faccia all’ingiù scrutando il mare sperando che balzi fuori all’improvviso dall’acqua una sirena, un delfino o un pesce sega.
Niente di tutto ciò si avvera, in compenso in lontananza posso osservare il mare che si sta formando ricoperto da piccole creste, significa rientro di vento, con l’abbrivio riusciamo a entrare nel bono e non lo perderemo più sino a meta.

Isola di Capraia



Sono 37 miglia da Livorno, non è più in funzione il mitico “Capobianco”, con le sue spettacolari gabbie per detenuti, ma possiamo approdare all’isola in poco meno di tre ore con un moderno si fa per dire traghetto.
Chi volesse raggiungere questa meta dal tratto esotico-selvaggio anche soltanto per trascorrervi un weekend più o meno lungo qui trova la soluzione.
Toremar
Certo non è più quella di quando ci veniva Mik con i calzoncini alla zuava, d’altronde pure lei si è emancipata, nuove regole, nuove attrezzature, nuovi negozi ma anche dismissioni, sempre bella e in sostanza salvo poche cose quasi niente è mutato.


Capraia si divide in due zone, quella bassa del porto e quella alta del paese, fra l’una e l’altra ci si muove bene anche a piedi tenendo conto del breve tratto in salita, tuttavia è sempre attivo un servizio navetta a pagamento.
Per alloggiare non presto consigli, l’ultima volta che ho dormito fuori dalla ruota o dalla banchina sono stato in una casa privata, quella dell’ex sindaco, qui affittano tutto, troverete in rete quello che vi occorre, tanto non c’è da scapricciarsi più di tanto.
Chi vuole attendarsi troverà un campeggino con uno scalcinato ristorante.
Però se volete guastarvi le feste andate qui;
Dabeppone
Una volta mitico Beppone.
Che si fa in Capraia?
Bella domanda, non so mica rispondere, so solo che mi ci garba parecchio.
Scrutare l’immensità del mare?
— Boh, volendo.
Essere avvolti da un senso piacevole di solitudine rimirando le stelle?
— Sì dal Castello, alla sera sul tardi può essere.
Io vi dico la mia, si mangia tre volte al giorno e questo mi pare assodato, poi si va in giro per l’isola, chi vuole sempre dipendendo da dove ha preso alloggio, può perfino raggiungere a piedi la spiaggia dei carcerati oppure percorrere antichi sentieri. Ad esempio quelli che portano al carcere, peccato sia ex, era tanto folcloristico, a quei tempi i detenuti erano in semilibertà, lavoro e casa, casa e lavoro come in un campus, avevano persino la loro caletta privata, tanta gente però aveva paura e per questo motivo non visitava l’isola. Oppure gli amanti del trekking possono in tre ore raggiungere la Torre dello Zenobito ma, soprattutto è necessario dotarsi di un pescatoriello, meglio se dai capelli grigi, se poi avesse anche la barba bianca sarebbe il massimo; per finire dovrebbe avere una giusta taglia e quel non so ché di lupo di mare, magari invecchiato dalla salsedine e che vi porti a fare se non il giro dell’isola almeno a Cala Rossa, si fa i bagni e ci si diverte, questo è tutto.


Mangiatoia
In paese, pochi dubbi, “La Garitta” appena sotto il Castello dal quale ci possiamo inebriare con un bianchetto e una bellissima vista d’insieme.
Alternativa piacevole “Da I’ Nonno Bebbe” in un canneto sul porto, carino soprattutto alla sera, luci basse musica soft e buona compagnia, divieto assoluto di infrattarsi nel canneto e tanto meno di usarlo per scopi personali.
Oppure lo storico “Vecchio Scorfano” da prenotare nella veranda.
Gli amanti delle novità invece potranno provare “Il Carabottino” è un carabottino* come a casa di un pescatore.

*Grigliati di legno incrociati usati per coprire i boccaporti e le sentine delle barche.

Si mormora da più parti che quelli intrisi di coppale incolore talvolta vengono usati per fare il fuoco e che le orate qui sopra cucinate assumano un sapore fortemente esotico.
Io però, su questa credenza popolare la mano sopra non la metterei.
30 Agosto la quiete in attesa della tempesta
Dopo il tramonto calerà la notte, poi sorgerà un nuovo giorno e con esso arriverà la corazzata.




La premonizione si è dunque avverata, Banana e le sue amiche sono atterrate giusto in tempo per guastarci le feste, non c’è di peggio l’improvviso materializzarsi di figure femminili per interrompere la dolce armoniosa tranquillità maschile.
Decidiamo di salpare, rotta sulla Corsica, Macinaggio, solo 20 miglia da percorrere per l’ultimo scorcio di vacanze.
Oltrepassata Punta Zenobito il mare è appena formato, sospinti da una brezza leggera mare forza 2 arriviamo a Macinaggio accolti da sole e mare che pare una tavolozza.

Domenica 2 Settembre la fine
Macinaggio fa rima con passaggio, infatti è una meta intermedia per poi scorrazzare verso altri lidi, i nostri dovevano essere essere quelli di Capo Corso invece per motivi inenarrabili rientriamo alla base.
Piove ed è freddo freddo, maremma come è freddo ma, ritornerà l’estate e con certezza il mio dolce pensar in duplice filar, da Capraia a Costa degli Etruschi.

Oggi 20 Settembre, una giornata assolata di piena estate.
Mi levo, mi lavo, prendo il motorino farò un girettino, turisti italiani pari a zero, soltanto qualche straniero in cerca di emozioni.
Il Golfo di Baratti in questo frangente riassume le sue sembianze primitive, uno spettacolo della natura, questo è il momento di salire a Populonia.

Fuori della porta appoggio il motorino, mi siedo a un tavolino, ordino un panino, un crostino e un boccalin di vino, un caffèttino, mi riposo un poinino al solicino, ci vorrebbe un baldacchino o un camerino per stiacciare un pisolino, tiro fori un cerino accendo un sigarino, girerò un filmino con il telefonino. La carta canta otto euro e cinquanta, in questa terra santa il sole non decanta è un caldo che si schianta.

Populonia


ParcoBarattiPopulonia[/URL][/COLOR]
Piccolo borgo dal fascino indescrivibile situato in cima al colle che domina tutto il Golfo, La Rocca e le sue fortificazioni furono erette nel XV secolo per proteggersi dalle incursioni dei pirati.



Una volta affacciati dai bastioni da qualunque lato ci si voglia sporgere la nostra vista sarà appagata da uno scenario da cartolina, mentre all’interno delle mura troveremo piccole botteghe artigiane, un museo e qualche ristorantino come ho anzidetto da evitare ma, appoggiate il carrozzino varcate la porta, un panino, un bicchierin di vino…

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Ci sono 5 commenti su “Costa Degli Etruschi Prima Di Capraia

  1. un diario o una poesia ? o ancora meglio un inno alla nostra bella Toscana :serenata: e alla nostra Italia .
    posti che conosco bene dove sono cresciuta e che amo , in particolare il golfo di Baratti :yeah:
    grazie Ale

    il giochino delle foto me lo devi insegnare wow :laugh:

  2. [FONT=Trebuchet MS]sono indeciso, la tentazione di pigiare il tastino cancella è forte[/FONT]

    sta bonino e fermino con quel ditino:no:!
    [FONT=Times New Roman]Ale, io ringrazio di cuore Michele per averti dato di guelfo viola, penso che questo sia il diario più divertente ( oltre che ricco di informazioni utilissime che tu sempre dai) che abbia mai letto…..sarà che conosco i posti.. sarà il tuo accento . le poesie…le postille….la descrizione di Vada…e i pratesi??…le rime….insomma tu mà proprio fatto morì da irridere!!
    :rofl:
    [/FONT]

  3. ” A volte tornano” come al solito bel racconto dell’amico poeta Ale, la cinquina di ieri sera LI-SP 1-5 :prrr:spero non ti abbia tolto il buonumore.
    Comunque sembra che il Monti ci stia ripensando e mi si potrebbero riaprire nuovi scenari,
    P.S. Sse andate al Sassoscritto mi raccomando, spalle al muro o mani dietro !

  4. A me il calcio non mi garba
    Uhmm, siehh Monti… te sogni ghiande
    Oh senti, bisogna fa’ come a San Lorenzo…e fa’ silenzio
    Dopo il campanile storto toccherà a quelli del buccellato, a proposito lo sai perché a Lucca un c’è mai assassini?…
    Perché ‘r delitto ‘un paga!

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