Weekend Con Il Morto

15 Giugno, durante la notte vengo raggiunto da una chiamata, dopo una decina di squilli fra un moccolo e uno sbadiglio decido di prendere il telefono. È il dottore che non avendo clientela in corso d’opera non sa come trascorrere il tempo, a fine turno entrerà in ferie ed è anche per questo che ha deciso di rompermi le scatole ma, non più di tanto, un’ispirazione improvvisa con lo scopo di corroborare la pressione arteriosa ed è subito Sulawesi.
Un viaggio nel mirino
Preparate quattro carabattole siamo pronti a partire, per calcolo premeditato la rotta sarà Roma — Bangkok — Bali.
Siamo ospiti del Samaya a Ubud, ripresi dal lungo viaggio consumiamo la merenda commentando che questa è l’ultima fermata prima di raggiungere la nostra meta.
Samaya
Ottima cucina fusion, fettunta, fagioli di Sorana e panorama spettacolare, mi domando se sono già tornato a casa, più o meno sembra di essere nella Svizzera pesciatina senonché non vedo uliveti, niente di nuovo è la stessa impressione che ho avuto l’ultima volta, Ubud è un bel posto turistico che non mi dice nulla.
Soranasvizzerapesciatina
Chi si trovasse a passare da Bali per turismo e per qualsiasi ragione ne rimanesse deluso potrebbe darsi comunque un’altro motivo per essere qui.
liocollection
La merce perviene perfettamente imballata in casse di legno.
In linea di massima a seconda degli oggetti scelti posiamo fare un contenitore Cif porto italiano (costo, assicurazione, nolo) incluso per circa 1500/2000 euro.
Per esperienza diretta e per completezza di informazione ci sarebbe da precisare che lo sdoganamento non andrebbe affidato al primo corrispondente doganale, rischiereste di spenderne altrettanti per portarlo a casa.
Sulawesi, (Celebes) un’ora e mezza di volo per raggiungere Ujung Pandang, (Makassar) un’isola tanto vicina quanto diversa da Bali.
Con quattro estese penisole somiglia a una piovra i cui tentacoli si estendono a Nord all’arcipelago delle Filippine e a Sud verso Timor fra l’Oceano Pacifico e i mari di Java e Banda, taluni la definiscono l’isola dell’ orchidea, ogni petalo un promontorio circondato da fondali marini tropicali, vedremo.
Per la sua conformazione e lo stato delle strade gli spostamenti via terra talvolta inevitabili sono assai difficili e richiedono molto tempo.
Un viaggiatore che intendesse visitare Sulawesi in lungo e in largo necessariamente dovrà mettere in conto una serie di voli interni.
La prima volta che ho visitato l’Indonesia non c’era una compagnia aerea nazionale che non fosse sulla black list, adesso le cose sono leggermente diverse, sei rispettano gli standard.
Garuda, Airfast, Mandala, Premiair, Ekspres e Batavia.
Escludo in ogni circostanza tutte quelle sulla lista nera, ciò detto, sebbene con dispiacere è motivo sufficiente per rinunciare in principio a un’escursione nel remoto arcipelago di Tukang Besi e più precisamente a Wakatobi.
Al momento questa appetibile destinazione è servita soltanto dalla Express Air via Kendari con un Dornier a 32 posti al quale vengono attribuite un numero impressionante di sventure.
WAKATOBI non è altro che un acronimo delle quattro isole più famose.
Le alternative via mare per raggiungerlo richiedono molto tempo oppure una crociera dedicata che parte da Kendari.
La stagione ideale per le immersioni è comunque assai limitata.
Wakatobi
WA Wangi Wangi KA Kaledupa TO Tomea BI Binongko, dovranno attendere.



Muoversi per Sulawesi

Bali — Ujung Pandang — Palu — Manado — Bali cinque voli alla modica cifra di euro 300,00 uno spasso.
Garuda
Da notare che tutte le connessioni hanno uno stop a Ujung Pandang che di per sé non possiede alcuna attrattiva particolare, ma la è base da cui partire per qualsiasi altra destinazione, la nostra è Tanatoraja.
Lo strano mondo dei Toraja
Avrei fatto anche a meno di questa gita, ho il piede marino e per giunta tutto ciò che ha a che fare con la morte come diceva il sommo poeta L’Aretino Pietro non mi sconfinfera, insomma non mi garba per nulla, ma il dottore è qui anche per questo, vuole vedere tutto tutto, capire come fanno questa gente a non morire mai.
Una esperienza di vita? Da riportare a Livorno e magari poi tenere un simposio al fine di istruire un nuovo corso di specializzazione in resuscitazione post mortem.
Un lungo viaggio di otto ore per percorrere appena 300 km e arriviamo a Rantepao, è uno degli ultimi centri dove possiamo trovare alloggio, nei d’intorni nel raggio di 30/40 kmq sono disseminati gran parte dei villaggi Toraja ovvero la gente dell’altopiano.
Per restare in tema alloggiamo al Toraja Heritage, un buffo hotel.



Torajaheritage

Le cose cambiano, i Toraja fino al secolo scorso erano ancora tagliatori di teste, oggi questa popolazione di circa 500mila individui vive concentrata nell’altopiano inquinata dal turismo di cui noi portiamo esempio.
Infatti da qualche anno, nella stagione estiva, arrivano turisti da ogni parte del mondo per assistere alle cerimonie funebri.

Attorno a questi avvenimenti è nata una PMI del turismo, ovunque sono sorti alberghetti, ristoranti e agenzie turistiche che offrono posti in prima fila per assistere ai riti religiosi, talune propongono escursioni in luoghi segreti dove assistere a surreali episodi mistici.
I Tongkonan
La prima cosa che colpisce arrivando in questa zona è l’architettura delle costruzioni, queste strane abitazioni chiamate tongkonan e che tradotto significa “sedere” sono poggiate su palafitte e sormontate da un grande tetto di bambù la cui forma ricorda antiche imbarcazioni.
Le facciate sono sempre esposte a nord adornate con il mitico “Katik”, uno strano uccello grifone che somiglia molto al gallo, invece le corna di bufalo affisse all’esterno rappresentano il sacrificio in occasione dei riti funebri, più sono le corna esposte e più ci sono dei cornuti, mi è scappata, in realtà starebbero a indicare la ricchezza della famiglia che è quantificata con il numero degli animali posseduti.



Le cerimonie
I preparativi richiedono molti mesi o anche anni, in questo caso il morto non viene considerato tale, ma viene tenuto da conto e dato in pegno alla BCCT, (Banca di Credito Cooperativo Torajese) custodito nel caveau, assicurato contro i rischi di furto, incendio e le malattie contro il deperimento organico. Alla fine quando decidono che il predestinato è crepato per davvero e comincia a puzzare di pecorino ammuffito, la festa potrà avere inizio.
Naturalmente può essere ulteriormente rimandata, ad esempio nel caso che il proprietario non avesse il danaro per riscattarlo, oppure se gli spettatori non fossero in numero sufficiente, tanto a morire c’è sempre tempo giacché lui non ha impegni pressanti.
Comunque sia è pur sempre un evento extra ordinario di lusso e tanto più è imponente quanto più significa che il ruolo nella comunità del defunto era importante, può durare per diversi giorni con canti, balli e sacrifici, oltre a ciò è un’occasione per concludere affari, scambi, baratti e matrimoni. In questa ultima ipotesi lo sposo novello dovrà donare dei bufali al padre della sposa per poter concludere il business.
È quindi la bestia la moneta di scambio per effettuare pagamenti di un certo importo. Il governo per la verità ha tentato con una legge di imporre il bancomat oltre la soglia di 1000 rupie, ma loro nulla, se ne fregano delle segnalazioni fiscali. Così come avviene per altri paesi con i cammelli la valuta pregiata è qui rappresentata in modo esasperato dalle bufale, grazie alle quali si ricava la famosa mozzarella “imbufalita di Toraja” esportata e apprezzata in tutto il mondo.
Nella città di Manado possiamo gustare una pizza torajese con le mandorle e bufala che niente avrebbe da invidiare alla nostra napoletana, se solo non fosse per quella forma a barca così contorta. Consiglierei di provare il taglio di poppa, non fa un filo d’acqua.
Pensare che il mondo dei Toraja gira tutto attorno ai bufali ma, non vengono utilizzati né per il latte né per lavorare i campi.
Allora concludendo, chi intendesse assistere all’ambaradan dovrebbe scegliersi un morituro di alta classe, cosicché da vedersi assicurato un fantastico spettacolo.
Toraja tour
Abbiamo deciso di metterci nelle mani di una guida esperta, fra i numerosi pacchetti offerti ne scegliamo uno completo, “Weekend at bernie’s” include trekking con il morto, due funerali giganti, 4— wheel drive e Pedrito a disposizione.
Opzionale con supplemento di 1milione di rupie possiamo aggiungere la più esclusiva cavolata “The walking dead of Toraja”, una zombiata notturna alla ricerca dei morti che camminano.
Rantepao Sud
Lemo – Tilanga – Kambira – Tampangallo – Kete Kesu
Rantepao Nord
Palawa – Deri- Lempo -Batutumonga -Lokomata – Pana
Marionette e Mortesecche
Dopo aver descritto con circospezione queste tappe, tra uno sgozzamento, una bara, un cimiciaio e tanti tau tau* (*marionette raffiguranti i morti) ho deciso infine di cancellare tutto a vantaggio del solo commento, salvo una eccezione che vedremo in seguito.




Cultura religiosa od orrore gratuito?
Da sapere
Difficilmente i bufali muoiono all’istante come sarebbe augurabile, il più delle volte impiegano anche mezz’ora di tempo, cadono e si rialzano, è spaventoso vedere come cercano di fuggire da una morte certa.
Devo ammettere che le mie informazioni si sono rivelate del tutto errate, le pratiche di sgozzamento dei bufali mi dicevano che ormai erano piuttosto rare, in disuso da quando il governo per contenerne il massacro ha fortemente tassato queste pratiche. Possederlo è segno di ricchezza, si pensi che un bufalo costa da quattro a cinquemila dollari, quindi giù tasse un tanto al chilo, per questo dovrebbe essere sconveniente abbatterlo per simili motivi.
Allora mi aspettavo una grande festa, una specie di palio dove gli animali venivano fatti gareggiare, che ingenuità, invece queste efferatezze sono ancora di pratica comune ed possibile assistervi senza nessun limite.
A orario continuato vengono sacrificati bufali e altri animali in un modo talmente crudele e sanguinario che vi risparmio ogni dettaglio e benché il dottor Macello ne sia abbondantemente fornito non mostrerò nessuna immagine. Difatti non ho voluto assistere direttamente a questo palio della cattiveria e me ne sono andato a fare un bagno.
Però un cosa voglio raccontarla, in alcuni luoghi sperduti un residuo di piccole tribù più primitive delle altre usano terminare la cerimonia con una benedizione particolare.
Alla fine della stessa, con la lama dei coltelli sacrificali ancora intrisa di sangue vengono bagnate le fronti di giovani ragazze in segno di purificazione, poi le pelli degli animali vengono tagliate a strisce sottili per farne dei rudimentali frustini mentre con altre pelli tagliate a listelli vengono fabbricate una sorta di gonnelle indiane. Una volta indossate, questi lugubri personaggi non so a quale titolo, ignudi tranne che per le strisce di pelli iniziano a correre in circolo come degli indemoniati. Lungo il percorso in un bailamme terrificante frustano tutti coloro che incontrano, soprattutto le donne, non ne ho capito bene bene il senso ma il dottore cerca di spiegarmi che così facendo vogliono farle capire che aria tirerà fino a morte sopravvenuta. Sarà…
Non siete impressionabili e queste pratiche primitive le ritenete tutt’oggi ancora ammissibili in virtù del mantenimento cultural-religioso e tutto quello che volete voi? Andateci vi piacerà, gli altri che hanno dei dubbi o la pensano diversamente vadano al mare.
L’eccezione
Palawa e Batutumonga
Palawa
Un piccolo villaggio inserito nel circuito turistico ma poco noto e ancor meno frequentato.
È costituito da appena 11 case e altrettanti granai, per entrare come un po’ ovunque occorre pagare un pedaggio, allora di bello? Mah, direi il canneto e le case, le cui facciate sono molto ben adornate con minuziosi disegni geometrici colorati.
Dietro il granaio c’è il camerino pubblico e un negozietto di souvenir.



Batutumonga

Siamo arrivati in questo villaggio nel primo pomeriggio, quasi tutte le persone che passano da qui lo fanno per una breve visita e una sosta in qualche punto panoramico per immortalare la vallata e poi rientare a Rantepao, noi decidiamo di fermarci alla festa di Mamma Rina una barcaccina senza pretese.
Sono seduto appena fuori dal Tongk ad ammirare uno scenario che spazia sulle solite terrazzate di riso che possiamo osservare in tanti altri posti in Asia e non solo, una leggera foschia non impedisce di arrivare con la vista fino a Rantepao. Benché a quota 1300 metri l’aria fine non riesce a dissipare il tanfo che c’è attorno e che al mio olfatto appare appestante.
Ciò nonostante per la prima volta in questi giorni sono ispirato, pervaso da un senso di pace accendo un sigaro all’aroma di cioccolato fondente con lo scopo di disinfestare l’ambiente che mi circonda, mi sento come un indiano che fuma il calumet o che manda segnali di fumo ma, con la nuvoletta Help!
La cavolata
Il dottore invece non è del tutto soddisfatto, cerca le risposte che sin qui non ha trovato, all’imbrunire assieme a Pedrito il nostro zombie personale e uno sciamano locale si avventura per la montagna alla ricerca dei morti viventi, con lo sguardo li seguo fino a vederli scomparire nella boscaglia nel mentre assorto dai miei pensieri rientro dal didietro nel Tongk buio e tetro. No, non è lontanamente paragonabile alla famosa capanna dove Zambo fa la nanna al cui confronto è una reggia.



Chissà come mai queste case sono tutte tetto e niente arrosto, buie, tanto buie, come una sentina di una Galera, speriamo soltanto che nel corso della notte non spuntino i remi e qualcuno con frusta e tamburi che ci obblighi a remare.
— Mamma help! Preso da un momentaneo senso di sconforto mi domando continuamente,
— Perché sono qui?
Finalmente arriva l’alba e il momento di lasciare questo mortorio per passare a miglior vita, destinazione il paradiso.


Dobbiamo raggiungere via terra Ampana da dove ci imbarcheremo per le Isole Togian.
Un percorso che richiederebbe dalle 14 alle 15 ore filate di tempo, non sarebbe un problema ma essendo in vacanza decidiamo di dividerlo in due tratti, con un primo stop a Tentena.
Questo paesotto è una boccata d’aria fresca rispetto a Rantepao, lago, cascate, risaie, e niente altro da fare, gli appassionati potrebbero comprarsi una canna e andare a pesca, insomma un bel posticino dal quale darsela a gambe il prima possibile.
Pochissimi turisti e nessuno che parla inglese, nonostante Pedrito continuamente ripeta no problem, vorrei segnalare che questa è zona di estremo conflitto fra musulmani e cristiani, lo testimoniamo i numerosi avvisi e altrettanti attentati ed episodi molto cruenti risolti con mutilazioni e decapitazioni.
Dopo aver incorporato una buona dose di schifezze presso un minimarket dell’orrore ci rifugiamo al Victoria Hotel, un po’ per stanchezza e un po’ di più per noia.

È terribile vedere con quale crudeltà in ogni circostanza vengono trattati tutte le specie di animali.
Da sapere [/I]
Per chi volesse affrontare questo tragitto con i mezzi pubblici in partenza da Rantepao dovrà tenere conto che il viaggio si volge con dei vecchi bus senza aria condizionata ed è interminabile, in compenso chi vuole a bordo potrà fumare quanto gli pare e piace.
Tentena — Ampana 5 ore
Ampana è la via di accesso naturale per chiunque abbia in programma di visitare le Togian, tanto è vero che a breve verrà costruito un aeroporto, noi dobbiamo raggiungere Pulao Batudaka il giorno stesso in tempo utile per un ritiro. Per questo fine è necessario partire molto presto senza effettuare soste o deviazioni per rimirare paesaggi.
Approdiamo come previsto presso il Marina Cottages dove ad attenderci c’è un mezzo veloce dell’hotel che in poco più di due ore di navigazione al costo di 45 dollari ci sbarcherà a meta.
Alternativa per i dormiglioni o per chi ha del tempo da spendere sarebbe quella di trascorrere la notte al Marina e imbarcarsi il giorno successivo, così fan quasi tutti.
Info Ampana Marina cottages
Ampana
Togian è un arcipelago composto da 6 isole principali e da una sessantina fra isolette e atolli nella Baia di Tomini, ma solo in alcune è possibile prendere alloggio.

Kadidiri è una destinazione molto popolare in virtù dei numerosi siti di immersione a portata di mano, per raggiungerla occorre disporre del tempo per una vacanza dedicata all’insegna del diving.
Blackmarlindiving
Chi invece amasse ritrovarsi con compagni italiani alla fine del mondo, eventualmente per una piacevole rimpatriata o una briscola attorno a un tavolone comune segnalo un bel posto che però richiede un altro itinerario, perfino facile facile. Walea può essere raggiunta in poche ore tutto compreso approfittando di un volo da Ujung Pandang su Luwuk, fra l’altro effettuato con una buona compagnia.
Batavia-air
Waleadiveresort
Gestione e frequentazione italiana.
Impensabile, noi abbiamo scelto il buon ritiro a una distanza ragguardevole di sicurezza.
La zona di Bomba non solo è la via più breve per andare e scappare dalle Togian, ma è anche quella che ha la maggior parte di barriere coralline adatte allo snorkeling.
Togian-island-retreat
Nella laguna e nel tratto di costa vicino al ritiro è comunque meglio dedicarsi a gite in kayak piuttosto che ad altro.
Pasir Tengah
L’immersione avviene su una parete ricoperta da grandi cespugli di coralli, molti sono gli anfratti e le grotte da esplorare. La profondità è tanto elevata da non scorgerne il fondo ma grazie all’altezza del muro che arriva quasi in superficie è possibile prendere questo sito anche con il solo snorkeling.
A qualsiasi profondità siamo accolti da una lussureggiante vita sottomarina ed è davvero facile incontrare grossi predatori. Goa Goa è un altro sito che si differenzia da Pasir soltanto per la parete che non è non così ripida.




Tapuan I° e II°

Piccola isola di origine vulcanica con una bella laguna circondata da barriera e due lati buoni per le immersioni. La profondità massima è di circa 25 metri, ambedue i siti non presentano difficoltà di sorta in virtù delle acque calme e la visibilità di circa 15 metri.



Poya Lisa

Abbiamo raggiunto questo atollo dove c’è anche un piccolo resort dotato di alcune capanne, avevo letto alcune recensioni che mi avevano incantato, prima, esterrefatto dopo, niente di bello né come fondali né come isoletta.



UnaUna Island

Sfruttando il gioco di parole Una è probabilmente Una motivazione e forse l’unica valida che giustifica questo lungo viaggio.
Si tratta di “Una” piccola isola di origine vulcanica relativamente distante da tutto, il punto costiero più vicino è a trenta km e per questo poco visitata, di conseguenza dispone di una serie di reef spettacolari quasi intatti.



All’arrivo siamo accolti dal vulcano attivo Gunung Colo che si erge a circa 500 metri di altezza slm, a seguito delle eruzioni la cenere a ricoperto le spiagge che risultano grigiastre e marrone scuro.
Diving
Un mondo sommerso brulicante di pesci di ogni tipo e taglia su un reef straordinario, questo nonostante i tentativi di distruggere tutto con la pesca effettuata a base di dinamite e cianuro, pratica molto diffusa da queste parti.
Jack Point
Una barriera imponente purtroppo con molte lesioni, ciò nonostante ci appare ancora bellissima soprattutto per le distese di grandi spugne attraversate da branchi di dentici.

The Pinnacle
Uno dei siti più belli che abbia mai visto, la parete scende fino a circa 60 metri, cosa che non ci penso nemmeno ad affrontare, ma già a 15 metri la vita è un cacciucco incredibile, spugne, coralli, tartarughe, pesci lanterna e di ogni altra varietà, purtroppo anche segni inconfondibili di danni provocati dai bombaroli.



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Malkololio

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[LEFT]Una luce straordinaria si riflette su un giardino di corallo.

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La barriera degrada dolcemente senza strapiombi cosicché grazie anche a Una visibilità perfetta osserviamo alcuni sgombri giganti che stazionano in profondità, conviene comunque restare immobili per assistere alle evoluzioni delle aquile del mare.




Apollo il club dei barracuda

Si tratta dell’attrazione principale di Una Una, occorre scendere su di una parete inclinata che inizia a circa 20 metri di profondità ritrovo di migliaia di barracuda, ed soprattutto per loro che siamo qui.



Siamo in un acquario coperto da una prateria di spugne e corallo, vi resteremo per ore sguazzando tra pesci pagliaccio, cernie, murene, napoleone, tartarughe e di tutto di più, ma ciò che sorprende sono i branchi di barracuda che arrivano come se avessero con noi un appuntamento, sono talmente tanti che a tratti oscurano tutto formando davanti a noi un muro.




Questa giornata ci ripaga in parte di tutte le sofferenze patite per arrivare sin qui.
Da sapere
Una brutta in viso e sotto il paradiso, non divers alla larga.

Ritorno inverso con direzione Ampana – Palu – Ujung Pandang – Manado
Ujung Pandang o Makassar che sia è semplicemente un posto orrendo dal quale fuggire il prima possibile.
Esplorando Manado
Ho scoperto di non conoscere quasi nulla della civiltà umana, qui nel Nord di Sulawesi ad esempio l’attività più popolare o se vogliamo lo sport preferito è il Rat-Tour. I turisti che volessero partecipare, naturalmente a pagamento, verranno dotati di fucile ad aria compressa e accompagnati nella jungla a caccia di topi selvatici, dicono che quelli domestici non sanno di nulla, in ogni caso è ovvio che la preda sarà la cena, servita con un abbondante calice di vino di palma, un’altra schifezza di degustazione.
Chi desidera procurarsi un surplus di shock culturale non ha altro che da percorrere poco più di una ventina di km attraverso la strada che da Manado conduce a Tomohon chiamata anche Flower City, per me soltanto la città dell’orrore..
Non sapevo che esistesse fino a quando mi è stato presentato come” Hot Spot Food and Cultural Tour”, quando mi si parla di mercati non riesco a resistere, ma certo non immaginavo a che cosa sarei andato incontro.
Si tratta del più grande mercato della regione ed è diviso in tanti settori da quello del pesce a quello della frutta e via dicendo per così dire secondo le specialità della casa.
Appunto la specialità della casa, non appena entrati nel reparto macelleria assistiamo a quello che mi appare come un’anteprima di un film agghiacciante non ancora proiettato sugli schermi.
Sarò breve cercando di rendere la cosa meno sgradevole possibile pur tuttavia senza sottacerne i particolari.
L’aria è pervasa da un acro nauseabondo odore come di pelle bruciata, un tanfo di animali morti e in attesa di morire di tutte le specie, dai pipistrelli della frutta ai topi, dai cinghiali ai maiali, dai serpenti, tanti serpenti, ad altri che non riesco a definire e tutto intorno sangue. Gli animali a pelo prima di essere infilzati nello spiedo o messi in vendita sui banchi vengono passati a una sorta di fiamma ossidrica e fatti lisci come le natiche di un neonato, ciò per facilitarne la cottura da parte dell’acquirente .
Cammino svelto per cercare la via di uscita più breve in mezzo a un bordello terrificante fatto di guaiti, berci e lamenti da stordire il cervello, ma non è finita, la vista di decine di cani già passati alla fiamma stesi in fila sui banconi e altri in corso d’opera mi inorridisce, come altrettanto quella di centinaia di bestioline sistemate in delle gabbie tanto piccole che a stento riescono a muoversi tra il sottofondo di urine e feci, e che la cui sorte è segnata. Alcuni all’interno di piccole gabbie di ferro sono pure legati con grosse catene, difficile dimenticare lo sguardo di un piccolo meticcio che attraverso le sbarre mi pare supplicare con gli occhi sgranati grandi come una casa.
Mi fa male lo stomaco, è l’ulcera di Sulawesi, se fosse possibile vorrei portarli via tutti.
Ma sono dei fetenti barbari? Malgrado ciò per la gente che vive in questa parte del mondo è normale, quindi non sarebbe corretto parlare di barbarie, se vogliamo così è la natura in certe savane selvagge e certi uomini per certi versi non si differenziano troppo dagli animali feroci. Pensandoci bene non sono neppure del tutto vegetariano, ma potrebbe essere il momento giusto per diventarlo.
Io… che ho appena fatto togliere la milza alla piccola Trudy in ragione di una brutta cosa, ho… Ancora oggi alla sera turbato da quelle immagini che mi tornano in mente faccio fatica ad addormentarmi.
Dopo aver valutato i pro e i contro ho deciso infine di non mostrare alcuna foto lasciando il tutto sospeso all’immaginazione e al libero arbitrio di chi legge.
Tuttavia non escludo in seguito di farlo, qualora sebbene ripugnante lo ritenessi utile, magari su qualche sito più indicato.
Questo stupido racconto di uno stupido stupido viaggio in un altrettanto stupido posto che vorrei definire in altro modo finisce qui.

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[LEFT]Per solo dovere di cronaca aggiungo queste poche righe.
Inquinamento professionale
L’Indonesia è la nazione che detiene il primato di inquinamento delle acque nel mondo, basti sapere che i 51 principali fiumi dislocati su 33 province sono così stati catalogati dal loro stesso ministero dell’ambiente.
Estremamente inquinati di cui alcuni irrecuperabili 32.
Fortemente inquinati 9.
Moderatamente inquinati 7.
Rispettano gli standard 3, fra cui il Lariang nel centro di Sulawesi.
Il fiume Citarum che scorre nell’ovest di Java è considerato il più contaminato del pianeta, classificato in categoria D (pericolosa-irrecuperabile) palma d’oro non contendibile da altri, fra cui il Ciliwung che attraversa Jakarta, mentre a ruota inseguono una lunga schiera di pestilenze.
Chi non avesse mai avuto la sfortuna di vedere di persona questi due fiumi in qualsiasi punto da monte a valle può sempre farlo nella forma consueta.
Neppure l’Isola Degli Dei è indenne da questo fenomeno avendo decine di fiumi superato abbondantemente il livello rosso. Benoa Bay è il terminale e Suwung è la parolina magica della regione di Denpasar e di tutta la costa sud.
Tutto ciò è generato principalmente dai rifiuti domestici, ma contribuiscono fortemente gli scarichi agricoli e quelli di piccole e grandi industrie chimiche e tessili nonché da tutte le acque reflue non trattate che finiscono direttamente o indirettamente a mare.


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Diving immondizia e cianuro
Nei giorni successivi dopo una gita di un giorno a Gangga island siamo stati ospiti a Bunaken e a Kungkungan Bay nello stretto di Lembeh.
Da più fonti questi luoghi vengono presentati ed esaltati come paradisi tropicali, ho dovuto constatare inaspettatamente che anche il Nord di Sulawesi è afflitto da gravi problemi ambientali, come del resto gran parte dell’Indonesia.
Nonostante le acque antistanti Manado siano parco nazionale i pescatori dei circa 35 villaggi che vivono all’interno o ai margini continuano imperterriti con le loro attività, per giunta anche qui usando cianuro e dinamite con lo scopo non dichiarato di distruggere le barriere coralline, mentre quella dell’immondizia gettata in mare e nei corsi d’acqua è un’usanza divenuta piaga che tuttora non sembra essere una priorità da risolvere.
Gangga Island è un’isoletta a Nord di Manado a sole tre miglia dalla costa e può essere raggiunta facilmente in 15/20 minuti di barca veloce, per una escursione di poche ore o per prendervi alloggio. Mare sporco e snorkling zero, il pomeriggio arriva la bassa marea che comunque costringe a salpare.
C’era una volta Bunaken

Tutta l’isola è soggetta al fenomeno delle maree e per gioco di correnti è praticamente la pattumiera di Manado. Plastiche e rifiuti organici di tutti i tipi si accumulano in superficie e sui fondali rendendo in alcuni giorni il mare persino impraticabile.
Questo fenomeno è osservabile in misura maggiore nella spiaggia principale di Liang, ciò non significa che non si possono fare belle immersioni, è necessario uscire e a secondo della stagione, dei venti e delle correnti occorre recarsi nei siti più distanti o riparati.




Ad esempio Manado Tua per la sua posizione a Nord Ovest è protetta da questi fattori negativi.
Da sapere
Belle immersioni sono ancora possibili ma niente snorkling, una differenza non di poco conto da tenere in considerazione.
Se non siete divers e amate crogiolarvi al sole su una spiaggia bianca per nullafacenza e poi snorkare su una vicina barriera, guardate altrove.
Stretto di Lembeh
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Non aspettatevi spiagge paradisiache e mare multicolor, ma piuttosto sabbia e fondali neri determinati dallo sporco che arriva dalla cittadina portuale di Bitung e dal continuo via vai di barche che attraversano lo stretto scaricando a mare tutto il sudiciume possibile. Pure in questo caso non significa immergersi in fondali di scarsa visibilità, ma piuttosto su un fondo sabbioso scuro fra detriti e plastiche vaganti.
Scavando appena sotto la sabbia emergono ogni genere di porcherie, tuttavia non comprendo come la vita sottomarina sia ancora così spettacolare, mi chiedo se non sia un raro caso di allevamento submarino.
In conclusione a Sulawesi conviene sempre andare in luoghi il più distante possibile dalle città, per quanto tempo ancora non è dato sapere.
Progetti di inceneritori, di rieducazione umana, distribuzione di cassonetti e costruzione di barche spazzino il tutto sponsorizzato da associazioni private sono in corso ma, per il momento solo agli amanti del mondo molto sommerso consiglierei il viaggio, forse.

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