Il “Trenino Rosso” del Bernina – 2012

La tratta Tirano– Saint Moritz che il Bernina Express percorre tutti i giorni dell’anno è stata definita una delle più affascinanti al mondo ed è stata dichiarata Patrimonio mondiale dell’ UNESCO. Partendo dalla Valtellina, percorre tutta la Val Poschiavo e arriva in Engadina, attraversando paesaggi incantevoli e mozzafiato. Il nostro soggiorno favorito da splendide giornate ci ha fatto conoscere una parte delle nostre Alpi ma anche l’unica tratta ferroviaria della Svizzera che, da nord a sud, attraversa le Alpi a cielo aperto. Questa magnifica linea ferroviaria porta da Tirano (429 metri) fino ai ghiacciai del Passo del Bernina (2.253 metri).

 

14 marzo
Arriviamo a Tirano nel pomeriggio e dopo una visita alla cittadina una buona cena con gli immancabili  “pizzoccheri” e poi subito in albergo per poter partire domattina di buon’ ora.

15 marzo

La corsa del Bernina Express inizia a Tirano, nella stazione di questa città della Valtellina ma appena uscito dalla stazione cambia veste e attraversa in stile tram la città, sul piazzale della Madonna di Tirano, splendido Santuario costruito a seguito dell’apparizione della Madonna in questo luogo agli inizi del XVI secolo.Chi è sul treno non ha troppo tempo per osservare la Basilica … il treno corre e percorsi due chilometri già si è attraversato il confine.
Lasciato il paese, il treno affronta l’ultimo tratto “a valle” fino a Poschiavo: da qui in poi si può dire che si passa al percorso di montagna, passando dai dai 1100 del fondo valle, ai 2256 metri del passo.Dopo aver superato con lunghi tornanti la costa del Ghiblung si raggiunge la splendida conca di Cavaglia, dove – nei periodi estivi – è possibile scorgere le mucche al pascolo in un tipico scorcio di paesaggio svizzero che richiama alla mente i formaggi e il cioccolati, prodotti tipici di questa nazione.
Prima della stazione di Alp Grum, a 2091 m, al termine di una serie di curve e tornanti, il Bernina Express raggiunge quella che viene definita “la terrazza” sulla Valle Poschiavo vista spazia dalla sottostante stazione di Cavaglia, al Lago di Poschiavo per terminare con la barriera delle Orobie Valtellinesi. In questo tratto, il Bernina Express si inerpica su tornanti e spettacolari viadotti offrendo sempre nuove angolazioni sul panorama circostante.Dopo un’ultima serie di tornanti e tunnel scavati nella roccia, si giunge alla stazione di Alp Grüm, dove una targa di legno con delle scritte in giapponese ricorda il gemellaggio, avvenuto nel 1979, di questa ferrovia con la linea di Hakone-Tozan, costruita a sud di Tokio dopo che una delegazione giapponese, rimasta entusiasta da questo tratto della Ferrovia Retica, decise di riproporla in Giappone.

Ripartito dall’Alp Grüm il Bernina Express procede, salendo progressivamente sempre con la vista del Vedret da Palü sulla sinistra, ed al termine di due successive gallerie paravalanghe si arriva al Lago Bianco, grande bacino di raccolta delle acque dei ghiacciai: il treno corre in piano costeggiando la costa orientale del lago, le cui acque anche in estate paiono di colore molto chiaro perché sono formate dal ghiaccio che si scongela. A metà circa del lago si trova la Stazione Ospizio Bernina, stazione di valico della ferrovia a quota 2253 m.s.m., dotata di Buffet-Ristorante su un lato. Questa è anche la stazione alpina svizzera più alta in Europa, per ferrovie senza cremagliera, oltre ad essere anche il confine tra le lingue “italiano” (parlato in Valposchiavo) e “Räto-Rumantsch” (reto-romancio), parlato di fatto in tutta l’Engadina anche se ufficialmente la lingua cantonale è il “tedesco”, come testimoniano i cartelli con le scritte in tre lingue.

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Superata la stazione Ospizio Bernina si incomincia la discesa progressiva fino a St. Morìtz, costeggiando sempre la costa occidentale del Lago Bianco, fino a raggiungere, nei pressi di un passaggio a livello al servizio della diga, la “Wasserscheide” (“Spartiacque”) tra Mar Mediterraneo (in cui arrivano le acque del lago Bianco) e Mar Nero, in cui confluiscono quelle del Lago Nero, che si buttano nell’ Inn e quindi nel Danubio. Da qui comincia la progressiva discesa, in un terreno meno scosceso rispetto al tratto da Poschiavo. Si raggiunge l’Alp da Buond, si superano le fermate Lagàlb e Diavolezza, poste nei pressi delle omonime stazioni a valle delle rispettive Funivie, si passa anche la piccola fermata di Bernina Suòt, si oltrepassa la strada cantonale e ci si accinge ad entrare in vista del famoso Ghiacciaio del Morteràtsch e di una sequenza incomparabile di vette tra cui il Bellavista, il Piz Zupò, il Piz Argient, il Cresta Güzza, il Piz Bernina (4049 m.), il Piz Prevlius, il Piz Morteratsch ed il Piz Boval. Sostiamo per l’ escursione al ghiacciaio per poi tornare a Tirano in serata. Domattina ci aspetta Diavolezza con la sua funivia che ci porterà quasi a 3000 m.

 

16 marzo

Oggi percorso senza soste fino a Saint Moritz per poi effettuare al ritorno una sosta a Diavolezza.

Incontriamo Pontresina che si trova in posizione soleggiata e al riparo dal vento all’inizio della Val Bernina su una terrazza orientata verso sud-ovest, a soli 7 km da St. Moritz. I primi hotel del posto vennero edificati già nel XIX secolo. Il mix architettonico delle belle e antiche case engadinesi con i tipici graffiti del XVII/XVIII secolo e i raffinati stabili alberghieri della Belle Epoque rafforzano il fascino di questa località di villeggiatura di media grandezza. Il moderno Centro congressi completa l’infrastruttura del villaggio.

Nella sua corsa, il treno permette di intravedere l’altra ferrovia che punta verso l’Engadina Alta ed in fondo l’abitato di Samàden, dotato di aeroporto turistico. Dopo la piccola fermata di Muottas Muragl in corrispondenza del sentiero che conduce alla stazione della funicolare del Muòttas Muràgl. Dalla stazione alla vetta della funicolare si gode uno splendido panorama su Saint Morìtz e sui laghi dell’Alta Engadina. Il Bernina Express invece prosegue la sua corsa verso Celerìna: poco prima della stazione, sulla destra, si vede bene la caratteristica chiesetta protestante di St. Giàn, con 2 campanili di cui uno in rovina, colpito da un fulmine alla fine del XVIII secolo.
La meta è oramai vicina, superata la stazione di Celerina, il Bernina Express affronta l’ultima galleria e arriva a Saint Moritz, la Montecarlo delle Alpi. Superati con un ponte l’Inn e la strada cantonale, il treno entra nella grande stazione, sui binari 5 o 6, riservati appunto al Bernina Express per il suo particolare sistema di alimentazione elettrica dei treni, diverso dal resto della rete ferroviaria cantonale. Saliamo sul treno che torna a Tirano per fermarci a Diavolezza.

Le montagne del Diavolezza sono davvero belle con maestosi ghiacciai. Due funivie salgono in quota dal fondovalle coprendo un dislivello di 800/900 metri. Una sale verso il Diavolezza a 2975 m, mentre l’altra verso il Piz Lagalb a 2959. Prendiamo la prima anche per per visitare la famosa Berghaus Diavolezza situata al centro di un panorama mozzafiato.

Facciamo una lunga sosta, il posto merita: la vista delle montagne del massiccio del Bernina è incomparabile!

 

Abbiamo avuto ragione di ammirare le conquiste ingegneristiche e il senso di bellezza di chi ha dato l’ opportunità di riscoprire, nel cuore delle Alpi, un paesaggi come pochi al mondo. Domani tornando a Napoli avremo negli occhi immagini indimenticabili.

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