Una terrazza sulla natura…un tuffo in paradiso…l’incanto di Bali e Lombok

L’estate 2012 ci porta di nuovo in Asia. La nostra meta è l’Indonesia!
Si parte il 4 agosto da Torino alla volta di Singapore, con volo Lufthansa via Francoforte.
L’aeroporto di Singapore è ben collegato alla città. Con 2 dollari (di Singapore, circa 1,3 euro) a persona, in 40 minuti raggiungiamo l’ostello Just Inn (trovato su booking), dove passeremo la notte.
Inizia ad imbrunire, quindi lasciamo i nostri zaini in camera per muoverci verso il quartiere cinese: una manciata di vie piene di negozietti, bancarelle e tanti turisti incuriositi.
Tra ristoranti e bancarelle ritroviamo gli odori e i colori che avevamo lasciato in Malesia un anno fa, al mercato cinese di Kuala Lumpur. Una bella sensazione, come se fossimo tornati ad un momento lasciato volutamente in sospeso.
Da qui inizia il nostro viaggio.

6-9 agosto – Ubud, Bali
Il mattino seguente, alle 9,30, il nostro volo Air Asia parte puntuale per Denpasar.
Arriviamo intorno a mezzogiorno. Sbrighiamo le formalità di ingresso abbastanza velocemente (il visto si acquista direttamente all’arrivo e costa 25 $).
Fuori dal terminal ci attende l’auto mandata dalla nostra guest house per portarci a Ubud (200.000 rupie per il trasporto). Il tragitto dura circa un’ora e mezza.
Alloggiamo nella Jangkrik Homestay, una tipica casa balinese di una famiglia squisita!
La nostra camera si trova al piano terra, è spaziosa e pulita e ogni mattina ci servono la colazione nel terrazzino: banana pancake e frutta fresca.
Al mattino, prima di uscire di casa, assistiamo alla cerimonia delle offerte, chiacchieriamo con i padroni, parliamo di usanze e tradizioni, giriamo un po’ all’interno del cortile…ci troviamo bene!
Iniziamo a girovagare per Ubud, la cittadina è molto caotica, si incontrano tantissimi turisti e c’è parecchio traffico…eppure c’è qualcosa di particolare nell’atmosfera…che ci fa sentire in Asia!


Percorriamo le strade principali della cittadina, Jl. Hanoman, Jl. Raya Ubud e Jl. Monkey Forest. Negozi di souvenir si alternano a centri estetici, ci sono bellissimi negozietti di abbigliamento e parecchi ristoranti.
Arriviamo alla Monkey Forest e visitiamo il parco abitato dalle scimmie. Dispettosi macachi saltano addosso ai turisti che portano da mangiare. Visitiamo il tempio e scendiamo fino al fiume, passeggiamo, facciamo un po’ di foto e poi torniamo ai rumori del centro.
Acquistiamo i biglietti per uno spettacolo di danza balinese (150.000 rupie in due).


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Lo spettacolo dura un’ora. Un gruppo di belle signore suona abilmente le musiche del posto, fatte principalmente di percussioni di ogni tipo. Le giovani ballerine si esibiscono nelle danze tipiche, con movimenti bruschi, quasi innaturali. Muovono le mani e gli occhi in un modo strano per noi, ma colmo di significato per la raffigurazione del carattere e della psicologia del personaggio.
Il giorno successivo ci accordiamo con un tassista per andare a Jatiluwih (250.000 rupie).

In un’ora circa siamo a Jatiluwih. Ci fermiamo lungo la strada prima di arrivare al villaggio. Facciamo una passeggiata per scattare un po’ di foto e poi risaliamo in macchina per proseguire. Al villaggio si paga il biglietto (15.000 rupie a persona). Qui il panorama è meraviglioso! Le terrazze si estendono su tutte le colline, lo sguardo si perde nel verde brillante delle piantagioni. Facciamo una passeggiata lungo un sentiero in mezzo alle risaie, scattiamo tantissime foto cercando di immortalare tanta bellezza. Uno spettacolo unico.


Finito il giro di Jatiluwih andiamo al Tempio Reale Taman Ayun di Mengwi. L’ingresso costa 11.000 rupie a testa e consente di passeggiare nel tempio, circondato da un fossato con fiori di loto, le cui torri rappresentano i monti sacri. Interessante, anche se non rimaniamo particolarmente rapiti.
Rientriamo a Ubud per pranzo. Fried rice e chicken satay…che buona l’Asia!


Dopo una veloce visita del palazzo di Ubud, ci incamminiamo verso la periferia, arriviamo al fiume Champuhan e percorriamo un sentiero in mezzo al verde acceso delle risaie. Proseguiamo nonostante il caldo, ma poi, come un miraggio, avvistiamo un bar splendido…3 casupole in mezzo a una piscinetta di fiori di loto con vista sulle risaie. Ci rilassiamo in una di queste, gustandoci un ottimo succo di banana, il silenzio e il panorama stupendo! La giornata sta volgendo al termine e il tramonto si sta avvicinando, purtroppo dobbiamo lasciare questo angolo di paradiso e tornare al caos di Ubud.

Dopo un’ottima cena torniamo in homestay per riposarci un po’ prima della sveglia!
Ci alziamo all’1,45 e alle 2 siamo fuori.
Si parte per la scalata al Monte Batur!
Un signore viene a prenderci davanti all’hotel, passiamo a caricare altri due ragazzi tedeschi e poi quasi due ore di macchina fino al campo base. Prima di partire per il trekking facciamo colazione a base di banana pancake e thè caldo. Veniamo assegnati alla nostra guida e partiamo di buona lena. Inizialmente il percorso è semplice, si segue il sentiero sterrato e si comincia a salire. Poi la pendenza inizia a diventare più ripida e si deve camminare su sabbia e rocce. In un’ora e mezza circa si raggiunge la cima del vulcano a oltre 1700 metri. Abbiamo percorso, con qualche difficoltà, circa mille metri di dislivello!
In cima ci servono nuovamente la colazione, questa volta toast e uova con bevande calde. Il freddo è davvero pungente, cerchiamo di ripararci un po’ dal vento ma è praticamente impossibile!

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Intorno alle 5.30 iniziano a vedersi le prime luci dell’alba. Man mano che passano i minuti lo spettacolo si fa sempre più bello! In lontananza riusciamo a scorgere anche il Monte Rinjani di Lombok che svetta sopra le nuvole. Il sole comincia a sorgere e sotto di noi la vallata e il lago iniziano a prendere forma in un panorama mozzafiato.

Restiamo ad ammirare il paesaggio per un po’ prima di incamminarci verso i crateri.
Verso le 8 comincia la discesa, rigorosamente in fila indiana, visto che tutti i visitatori lasciano la cima alla stessa ora. Per scendere si fa un percorso più lungo ma un po’ più semplice. Arriviamo al parcheggio intorno alle 9 e ripartiamo per Ubud. Costo dell’escursione: 350.000 rupie a testa.
Passiamo il resto della giornata riposandoci e rilassandoci, approfittando di uno dei tanti centri massaggi della città.

9/12 agosto – Pemuteran, Bali
Il 9 agosto lasciamo la splendida Ubud.
Partiamo intorno alle 11 in taxi (400.000 rupie) alla volta di Pemuteran.
Arriviamo all’hotel Tirta Sari verso le tre del pomeriggio. L’hotel, prenotato su booking (30 euro a notte con colazione), è una struttura molto carina, le camere sono raggruppate in bungalow immersi in un bellissimo giardino. C’è la piscina (con bar a pelo d’acqua) e un ristorante ottimo ed economico. Ogni giorno propongono del pesce fresco da fare alla griglia, lumpia bali (involtini primavera), chicken o beef satay e molto altro! Tutto squisito! In media spendiamo intorno alle 75.000 rupie a testa.
Il paesino si sviluppa lungo la strada principale che porta al Bali Barat National Park, ci sono un paio di negozietti e poi hotel e centri diving. Ci informiamo per le escursioni da fare e prenotiamo in uno dei numerosi centri diving.
Il giorno successivo, alle 9 partiamo per l’escursione di snorkeling.
Andiamo a vedere i fondali dell’isola di Menjangan!
Il minubus del centro diving ci accompagna fino a Labuan Lalang, da dove si prende la barca per l’isola.
Ci fanno tuffare in tre punti diversi per lo snorkeling, uno meglio dell’altro!
Tantissimi coralli di tutti i colori, una miriade di pesci…una meraviglia! Non ci accorgiamo del tempo che passa, rapiti dallo spettacolo attorno a noi.
Il pranzo è sulla barca, tra una snorkelata e l’altra. Rientriamo a Pemuteran verso le 16. L’escursione è costata 250.000 rupie a testa.
Concludiamo la giornata in piscina, rilassandoci al bar a bordo vasca!
Il mattino dopo, alle 8, partiamo alla volta del Bali Barat. Paghiamo 300.000 rupie a testa e veniamo affidati ad una guida del parco.
Iniziamo il nostro trekking di circa tre ore. Partiamo dalla foresta di mangrovie, dove vediamo dei varani oziare su una piccola spiaggia. Il posto non è lontano dalla strada e purtroppo si vedono tutti i segni della “frequentazione umana”, infatti c’è immondizia un po’ ovunque. Peccato.
Successivamente ci addentriamo nel bosco…e la situazione migliora. Camminiamo nel letto di fiumi prosciugati, infatti siamo nella stagione secca, quindi l’acqua è sparita. Vediamo un martin pescatore rosso, diversi scoiattoli e scimmie nere. Bellissimo.


La passeggiata prosegue, il caldo è notevole, ma la natura attorno a noi aiuta con un po’ d’ombra. Arriviamo fino al piccolo tempio che è stato costruito all’interno della foresta prima di iniziare a ritornare al parcheggio.
Tutto sommato una bella passeggiata ed un’escursione interessante.
Tornati in hotel, mettiamo il costume e andiamo in spiaggia.
La sabbia è nera e così la spiaggia non ha quel fascino tipico da spiaggia tropicale, ma la bellezza vera sta nei fondali della baia.



Pemuteran
è famosa per aver avviato un programma di ricrescita del corallo. Utilizzano l’elettricità per accelerare la crescita della barriera. In spiaggia si vedono i cavi elettrici (a bassa tensione) che entrano in mare.
I risultati sono incredibili!
Entriamo in acqua e dopo appena una decina di metri inizia una delle più belle barriere coralline mai viste! Non crediamo ai nostri occhi, vediamo coralli di ogni colore, pesci fantastici, tutto a pochi metri dalla spiaggia!

12/16 agosto – Kuta, Lombok
Si parte alle 9 del mattino. Tramite lo stesso centro diving con cui abbiamo fatto le escursioni a Pemuteran, abbiamo programmato il viaggio in auto per Denpasar. Costo dell’auto 450.000 rupie.
Il tragitto da Pemuteran a Denpasar è piuttosto lungo, anche a causa del traffico.
Il nostro volo è alle 17, quindi abbiamo parecchio tempo e così decidiamo di prendercela con comodo e fare alcune tappe.
Lungo la strada ci fermiamo diverse volte sulle montagne per fotografare le immancabili risaie a terrazza.

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La prima vera tappa è una cascata nei pressi di Munduk, sulle montagne centrali. Visitiamo quella più vicina alla strada. Lasciato l’autista al parcheggio ci incamminiamo per il sentiero. Arriviamo in una ventina di minuti. Si paga un ingresso di 5.000 rupie a testa e si scende fino al fiume.
Riprendiamo il nostro viaggio. Ci fermiamo in un punto panoramico da dove si possono ammirare i due laghi Tamblingan e Buyan. Bello.

Tappa successiva: il tempio di Pura Ulun Bratan Danu, che si trova sulle sponde del lago Bratan. Si pagano 30.000 rupie a persona per l’ingresso. Lo scenario è bello, anche se probabilmente all’alba o al tramonto lo spettacolo è più suggestivo.

Proseguendo sulla strada per Denpasar, ci fermiamo al mercato di Candikuning, dove acquistiamo delle fragole e delle banane davvero squisite!
Il mercato, indicato anche sulla lonely planet, è frequentatissimo dai turisti. Se si è di strada vale la pena fermarsi, se si vogliono mangiare le fragole e fare qualche foto ai banchi coloratissimi.


Arriviamo all’aeroporto di Denpasar un paio d’ore prima del volo. Impieghiamo poco a fare il check in alla Merpati e a pagare la tassa d’imbarco (40.000 rupie a persona).
Il volo, con velivolo cinese a turboelica, dura circa mezzora. Arriviamo a Lombok in orario.
L’auto mandata dalla nostra guest house ci sta aspettando, in mezzora arriviamo alla Yuli’s Homestay a Kuta, nel sud dell’isola.
Kuta è un villaggio piuttosto piccolo, ci sono alcune guesthouse e diversi ristoranti, alcuni uffici che organizzano escursioni e spostamenti e due centri internet (500 rupie al minuto).
Per spostarsi è assolutamente necessario un motorino o un’auto, sia per raggiungere le spiagge che per andare nei vari ristorantini per cena.
La nostra guesthouse è composta da 8 bungalow molto carini e puliti, immersi in un bel giardino, sono disponibili anche una cucina comune e due piscine. Nei bagni delle camere c’è solo l’acqua fredda, ma sono disponibili delle docce comuni con l’acqua calda.
Yuli, la proprietaria, è una ragazza gentilissima e disponibile. Noleggiamo da lei il motorino per 50.000 rupie al giorno, ci prenota un ristorante per la prima sera, che ci ha fornito il servizio trasporto gratuito (Warung Bule), ci dà tante informazioni utili e con il suo autista prendiamo il servizio di trasporto fino a Bangasal nel nord di Lombok, per andare alle Gili (il trasporto ci è costato 350.000 rupie).
I nostri tre giorni a Lombok trascorrono nel relax completo.


Con il motorino giriamo tutte le spiagge a est di Kuta. Da questa parte le strade sono discrete, con parecchie buche, ma percorribili. La spiaggia più distante è Grupuk, frequentata per il surf.
C’è poi Tan Juan Aan beach, la spiaggia prima di Grupuk, una lunghissima distesa bianca praticamente deserta. Nella parte più lontana della baia si arriva ad un piccolo caffè (poco più di una baracca), Slow Cafè, con 5/6 ombrelloni e sdraio gratuiti. Il bar vende bibite fresche e qualcosa da mangiare per il pranzo. Quando la spiaggia è “affollata” si è in 10/11!!

Il mare è calmo e il fondale abbastanza profondo da fare il bagno. La spiaggia è enorme e bellissima…insomma è un vero paradiso!
Avvicinandosi a Kuta, si incontra la spiaggia di Seger. Una bella per surf e foto!
C’è poi la spiaggia di Kuta, una lunghissima striscia di sabbia con parecchi ristorantini e bar.


La strada per raggiungere le spiagge a ovest di Kuta è disastrata! A tratti si deve andare sullo sterrato e l’asfalto è una vera groviera!
Con qualche difficoltà, raggiungiamo Mawun beach, una bella baia tranquilla.

Il mare è abbastanza calmo ed è possibile concedersi un bagno rinfrescante.
In tutte le spiagge che abbiamo visto c’è poca ombra e quindi, nelle ore centrali, stare al sole e al caldo può essere piuttosto pesante.

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Con un’escursione di una mezza giornata andiamo a visitare il mercato del pesce di Tanjung Luar. Si parte molto presto al mattino, ci vuole un po’ più di un’ora d’auto per arrivare. Alle 6 del mattino il mercato inizia a popolarsi, uomini e donne arrivano armati di secchi e vanno sulla spiaggia ad aspettare i pescherecci che si avvicinano.

Assistiamo allo scarico di alcune di queste barche, vediamo portare tantissimi secchi di pesci, grandi e piccoli, calamari, gamberi. Poi passeggiamo per le vie del mercato e vediamo dei marlin, tonni grandissimi, una manta, una razza e persino degli squali, tra i quali uno squalo martello! Giriamo per un’oretta nel caos del mercato. Donne che vendono, uomini che continuano a scaricare le barche, altri che puliscono il pesce, altri che girano cercando quello di cui hanno bisogno e tutti che ci guardano incuriositi.


Tornando dal mercato del pesce, facciamo tappa in alcuni villaggi importanti per l’artigianato locale: Pununjak, Senkol e Rambitan, dove possiamo assistere alla lavorazione di sarong, della terracotta e del batik.

Infine ci fermiamo a Sade, un tipico villaggio Sasak. A Lombok l’85% della popolazione è sasak e di religione musulmana. A Sade vivono ancora secondo la tradizione. Le case sono costruite di bambù su una base fatta di fango e letame e il tetto è fatto con la paglia. I tipici magazzini di riso sono rialzati per evitare l’intrusione dei topi. Facciamo un giro con una guida del posto che ci mostra le case, le donne che lavorano al telaio e gli ambienti comuni.
Rientriamo a Kuta per pranzo e passiamo il resto della giornata nella nostra spiaggia preferita, Tan Juan Aan.
È arrivato il momento di lasciare Lombok alla volta delle Isole Gili, ma abbiamo deciso che torneremo su questa bellissima isola, abbiamo ancora troppo da vedere.

16/21 agosto – Isole Gili
Salutiamo Yuli e attraversiamo in auto la zona montagnosa di Lombok. Arriviamo a Bangasal intorno a mezzogiorno.
L’autista ci lascia in un bar/ufficio per acquistare i biglietti della barca pubblica che porta a Gili Trawangan. Qui vogliono anche cercare di convincerci a comprare (a prezzi esagerati) il biglietto per la fast boat dalle Gili a Bali. Come scritto dalla Lonely, bisogna assolutamente diffidare di questi personaggi. Vogliono cercare di fregarti, infatti i biglietti della fast boat li compriamo direttamente alle Gili nell’ufficio della compagnia di trasporto (Ocean Star Express), spendendo decisamente meno: 300.000 rupie a persona.
Acquistiamo invece i biglietti per Trawangan (10.000 rupie a testa, si possono comprare anche direttamente all’ufficio del “porto”, allo stesso prezzo) e andiamo alla spiaggia da dove partono le imbarcazioni.
Saliamo a bordo, siamo gli unici turisti.
La barca viene riempita all’inverosimile! Ci accomodiamo sulle panche e insieme a noi tantissime altre persone, in mezzo invece viene ammassata la merce da trasportare sulle isole. Fortunatamente il viaggio dura solo una ventina di minuti.
Zaino in spalla, andiamo a cercare la nostra homestay, Rumah Kundun.
Si trova andando verso sud, in una via interna del villaggio. I proprietari Luke e Kade sono induisti. Veniamo accolti dall’immancabile statuetta di Ganesh di fronte all’ingresso. Entriamo nel giardino, piccolo ma curato e veniamo subito alloggiati nella nostra stanza. La camera è grande e abbastanza pulita, abbiamo solo il ventilatore a soffitto, ma è più che sufficiente. La doccia ha solo acqua fredda.
Ci sistemiamo e andiamo a vedere le spiagge.
Non possiamo credere ai nostri occhi, c’è l’affollamento della Liguria!
Ci spingiamo verso il nord dell’isola e ci fermiamo dove c’è un po’ meno gente.
Il giorno dopo decidiamo di andare a Gili Meno, la barca costa 40.000 rupie a persona andata e ritorno. Appena scesi ci incamminiamo a destra, verso nord…in questa parte di isola ci sono meno strutture e meno persone. Ci fermiamo sul lato nord dell’isola in un localino su una bella spiaggia bianca. Per fare snorkeling è necessario superare a piedi la barriera corallina, piuttosto a largo, con onde abbastanza vivaci che ci si infrangono contro. Preferiamo restare in acqua rinunciando, per questa volta, allo snorkeling.



Dopo pranzo ci spostiamo verso sud, qui ci sono diversi hotel e locali, alcuni negozietti e uffici per le escursioni. Facciamo ancora un bagno per vedere i fondali, in questa parte lo snorkeling è migliore (anche se non fantastico) rispetto al nord, ma bisogna fare attenzione alla corrente particolarmente forte.
Torniamo a Trawangan e la barca, anche in questo caso, è particolarmente piena!
Il giorno successivo facciamo un’escursione di snorkeling con Lucky trips (100.000 rupie a testa incluse pinne e maschera). Partiamo in ritardo perché devono caricare le barche, facendo salire più gente di quanto sarebbe possibile!
Siamo su una barca che potrebbe portare una ventina di persone, ma noi saremo circa il doppio! Dopo aver fatto un’altra tappa per caricare altra gente, si parte per lo scopo della gita, lo snorkeling! Ci fermiamo in quattro punti diversi, il migliore è quello davanti al vecchio Bounty a Gili Meno, gli altri non sono nulla di particolare, a parte l’incontro con una tartaruga nella parte a nord di Gili Trawangan.
Ci fermiamo a Gili Air per il pranzo. Dal fondo di vetro della barca sembra che qui il corallo sia meglio conservato, ma non abbiamo messo maschera e pinne, quindi non possiamo esserne certi.
Insomma, escursione non entusiasmante, sia per l’organizzazione che per i fondali.
Passiamo le altre giornate a Trawangan insieme ad una simpatica coppia ligure, Barbara e Giuliano, con i quali decidiamo di fare il giro dell’isola in bicicletta!
In realtà metà del giro si fa spingendo la bici perché la stradina è fatta di sabbia non ce la si fa a pedalare!
Nella parte ovest di Trawangan ci sono meno strutture e si riescono a trovare alcuni angolini poco frequentati, ma il bagno è quasi impossibile a causa della bassissima marea.


Per mangiare ci sono tantissimi ristoranti da nord a sud dell’isola nella parte est, alcuni li abbiamo trovati chiusi durante gli ultimi giorni del ramadan.
Vogliamo segnalare la pizzeria Il Pirata, il pizzaiolo e il gestore sono italiani e la pizza è davvero buona! Noi di solito mangiamo solo la cucina del posto, ma vista l’affluenza e i commenti molto positivi sul quaderno davanti al locale, abbiamo voluto provare. E’ stata un’ottima scelta! La pizzeria non si trova sulla strada principale, ma camminando verso nord, dopo il punto da cui partono le fast boat, sulla sinistra c’è un insegna blu “Trinacria Village”, la pizzeria è nella via interna e sarà a una quarantina di metri dalla strada principale.

21/24 agosto – Balangan beach, Bali
Il 21 agosto a mezzogiorno si parte per Bali con una fast boat.
Le barche vengono caricate all’eccesso, come tutte le imbarcazioni prese in queste vacanze tra Lombok e Gili.
Fortunatamente il mare è tranquillo e il viaggio fila liscio, arriviamo a Bali dopo un’ora e mezza. Le compagnie forniscono il servizio navetta fino all’hotel, quindi ci facciamo portare a Balangan, a sud di Jimbaran.
Pensavamo che Balangan fosse decisamente più comoda per raggiungere Jimbaran o Kuta. In realtà ci vogliono 20/30 minuti in auto.
Alloggiamo al Flowerbud Bungalow 1, i bungalow sono immersi in un bellissimo giardino, la camera è carina, il bagno è esterno e la doccia si trova sotto il cielo, in mezzo a piante e fiori!
Per raggiungere la spiaggia ci vogliono 5 minuti a piedi: si torna verso la strada principale e da lì c’è una scalinata che scende alla splendida spiaggia.
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La prima sera decidiamo di noleggiare un motorino (40.000 rupie) per andare a Jimbaran. Mangiamo in un warung in spiaggia, prendiamo una porzione di grigliata per due persone, ci sono un granchio, un’aragosta, un pescione e dei gamberi, il tutto accompagnato dal riso e dalle bevande, spendiamo 350.000 rupie in due. E’ tanto in Indonesia, ma in confronto ai prezzi “normali” di Jimbaran spendiamo poco! Ci sono infatti altri menu che vanno dai 500.000 ai 900.000 rupie!
Jimbaran però non ci entusiasma, ci sembra troppo poco genuina. Non ci torneremo più nei nostri ultimi giorni a Bali.
Il giorno successivo abbiamo un’escursione, già prenotata dall’Italia, che ci porta a visitare un villaggio ad un paio d’ore di auto.
Arrivati al villaggio di Palaga, veniamo accolti con un dolce a base di riso e cocco. La guida ci racconta come vive la comunità, ci mostra la mappa del territorio e quindi ci accompagna in giro per il villaggio. Le case sono quelle tipiche balinesi, ognuna con il suo tempio dedicato agli antenati e agli dei induisti. Vediamo alcune signore indaffarate in cucina, altre preparano dei dolci per una festa che si terrà al tempio tra qualche giorno. La guida ci mostra i templi del villaggio e ci spiega qualcosa sulle loro credenze e su alcune cerimonie. Ascoltiamo affascinati i suoi racconti.


Ci accompagna poi nella “cooperativa” dove viene fatto essiccare e immagazzinato il caffè prodotto nelle piantagioni del villaggio. Pranziamo insieme alla nostra guida. Ci attende un banchetto colmo pietanze davvero squisite, preparate dalle signore del villaggio. Pollo, verdure, riso…tutte cose buone!
Dopo il lauto pranzo, la guida ci porta a fare un giro della loro terra. Vediamo le piantagioni di caffè e scendiamo fino al fiume dove è stata costruita una piccola diga per dividere l’acqua con gli altri villaggi vicini. Passeggiamo in mezzo alle risaie, lungo i canali costruiti per irrigare, in mezzo ad una vegetazione rigogliosa e bellissima. Il nostro trekking dura un’ora circa.

Ritorniamo al villaggio soddisfatti della giornata trascorsa qui, lontana dal caos e dai turisti che affollano la costa sud di Bali.
Torniamo al nostro hotel e per cena decidiamo di scendere a Balangan beach.
Scendiamo per la scalinata, la spiaggia è molto grande, c’è la bassa marea e in lontananza si vedono abili surfisti sfidare le onde.


Il tramonto da qui è bellissimo. Passeggiamo un po’ per la spiaggia e scegliamo un warung dove mangiare. Qui i ristoranti sono strutture molto semplici, poco più di enormi baracche. Alcune hanno anche delle camere per i turisti, anche queste devono essere molto basiche e spartane. La spiaggia è frequentata soprattutto da surfisti e ragazzi che viaggiano low cost, infatti mangiare qui costa pochissimo. La prima sera spendiamo 140.000 rupie in due e la seconda sera 120.000!


Consigliamo sicuramente il warung Nyoss, è il primo che si incontra scendendo dalla scalinata e avviandosi verso la spiaggia a sinistra, si mangia divinamente!
Se si vuole mangiare pesce alla griglia bisogna prenotarlo la sera prima.
Passiamo l’ultima giornata a Kuta, a fare un po’ di shopping e a passeggiare. Il trasporto da Balangan a Kuta costa 160.000/170.000 rupie. Preferiamo muoverci in taxi perché il traffico è davvero caotico e non essendo abituati ad andare in motorino preferiamo rischiare meno! Ma sicuramente muoversi in motorino è più economico.

24/26 agosto – Singapore
Il 24 agosto alle 6,30 abbiamo appuntamento con il tassista per farci portare in aeroporto. Usciamo dall’hotel…ma il tassista non si vede!
Iniziamo a cercare qualcuno che possa aiutarci…qui non arrivano trasporti pubblici ed è troppo presto per trovare altri autisti in zona.
Dopo un quarto d’ora di panico una signora gentilissima esce di casa e ci chiede se abbiamo bisogno di una mano. Le spieghiamo la situazione, il marito fa una telefonata e dopo nemmeno cinque minuti arriva un signore che ci accompagna in aeroporto!
Tutti ci chiedono il nome del tassista che ci ha “paccati”, per loro sicuramente non è una buona pubblicità…purtroppo non ce lo ricordiamo.
Il volo Air Asia parte in orario, arriviamo a Singapore a mezzogiorno.
Andiamo alla fermata della metro e dopo aver acquistato il pass per turisti di 3 giorni (20 dollari a persona) andiamo al nostro ostello.
Abbiamo prenotato il Rucksack Inn in Lavender Street. Prendiamo la metro e scendiamo alla fermata Lavender, usciti dalla stazione su Kallagan Rd. basta andare alla fermata dei pullman e aspettare il 133 o il 145 (forse anche il 13), fare 3 fermate e si scende praticamente di fronte all’ostello, davvero comodo.

L’ostello è carino, abbiamo una camera privata con bagno in comune, molto piccola, ma pulita. Le docce sono comode e pulite, è disponibile il phon, c’è il wifi gratuito e tre computer utilizzabili da tutti. Inoltre acqua, thè e caffè sono gratuiti e disponibili tutto il giorno. E’ disponibile anche il servizio lavanderia.

Abbiamo due giorni pieni a Singapore.
Partiamo dal quartiere cinese. La fermata della metro Chinatown lascia esattamente al centro delle vie principali dove si trovano negozietti, bancarelle e ristoranti.
Sempre in metro raggiungiamo Raffles Place ed eccoci nel cuore della zona ultramoderna di Singapore!

Passeggiamo in questo quartiere così diverso dal resto del Sud-Est Asiatico, ma comunque affascinante. Attraversiamo il ponte e continuiamo a camminare sul pulitissimo lungofiume. Arriviamo fino a Clark Quai, poche vie che si incrociano, con tanti piccoli edifici variopinti.
Ristoranti e locali affollano la zona!
Facciamo poi un giro dei centri commerciali che si trovano lungo Orchard Rd. Sono tutti enormi, tantissimi negozi di grandi firme, inavvicinabili! Per noi niente shopping, i prezzi sono davvero esagerati!
Andiamo a Bugis Street, una via piena zeppa di negozietti e una folla di gente incredibile. Da vedere.
Facciamo anche un giro in Little India e in Arab Street, quest’ultima davvero particolare con tutte le case colorate e la moschea.
La seconda sera, dopo un’ottima cena messicana a Clark Quai, andiamo al Marina Bay Sands, dove vediamo l’ultima parte delle spettacolo di luci delle 21.30!
Da qui lo spettacolo notturno è incredibile, restiamo ad ammirare lo skyline illuminato di Singapore.



L’ultimo giorno andiamo al lussuosissimo centro commerciale a Marina Bay, proprio sotto l’hotel omonimo.
Per concludere, decidiamo di passare qualche ora nel bellissimo aeroporto!
Fatto il check in, si passa all’area partenze e da qui i terminal 1, 2 e 3 sono collegati l’uno con l’altro dallo skytrain, si possono quindi girare tutti e tre.
Ci sono palestra, piscina, cinema, aree gioco con playstation e simili, postazioni internet sparse per tutto l’aeroporto, postazioni da cui è possibile collegarsi a skype, msn o altri programmi di chat. Ovviamente tutto è gratuito e a disposizione di tutti!
Ci sono giardini di orchidee, altri con alberi tropicali, girasoli…insomma l’aeroporto più bello mai visto!
Passiamo quasi 5 ore girandolo interamente.
Il tempo vola ed è ora di andare al gate.
Il nostro volo per Monaco parte con un po’ di ritardo, ma arriviamo comunque in orario alle 6 del mattino dopo.
Dobbiamo aspettare qualche ora per il nostro volo per Torino e l’aeroporto di Monaco, seppur uno dei più belli d’Europa, non è quello di Singapore!
La vacanza è proprio finita, è tempo di tornare a casa e di iniziare a pensare al prossima!
A presto
Cry e Enzo

INFO UTILI
Abbiamo prenotato tutto dall’Italia, ma non è assolutamente necessario farlo, abbiamo incontrato diverse persone che sono partite senza aver prenotato nulla e non hanno avuto problemi.

Hotel/Homestay:
Ubud: Jangkrik homestay. A un quarto d’ora di passeggiata dal mercato di Ubud, camera pulita e grande, bagno privato e doccia con acqua calda. Spesa 200.000 rupie a notte, colazione inclusa.

Pemuteran: Tirta Sari Bungalow. A due minuti dalla spiaggia, la camera standard è grande, pulitissima, con aria condizionata. Il bagno ha la doccia sotto le stelle con acqua calda. Il giardino è molto curato, c’è la piscina, dove sono disponibili i teli, il ristorante è davvero ottimo e a buon prezzo. Per le escursioni, si paga meno facendole in qualche centro diving. Spesa 375.000 rupie a notte, colazione inclusa.

Kuta, Lombok: Yulis Homestay. Si trova in una via interna, nelle vicinanze della moschea, non è sul mare, per muoversi è necessario noleggiare un motorino o un’auto (che serve comunque anche per raggiungere le spiagge). La camera è grande, comoda e pulita. C’è il bagno privato, la doccia ha solo acqua fredda, ma sono disponibili delle docce con acqua calda in comune. Spesa 350.000 rupie a notte, colazione inclusa..

Gili Trawangan: Rumah Kundun. È una homestay carina che si trova in una posizione tranquilla nella zona sud-est dell’isola. La camera è abbastanza spartana, la doccia ha solo l’acqua fredda, non guasterebbe una sistemata, si vede che il posto è un po’ vecchiotto. Ma ci troviamo bene! Spesa 250.000 rupie a notte, colazione inclusa.

Balangan beach: Flowerbud Bungalow I. I bungalow sono immersi in un bel giardino, le camere sono abbastanza semplici, il bagno è esterno e la doccia (fredda) è tra le piante. L’hotel non si trova sulla spiaggia, ma a cinque minuti a piedi. Spesa 430.000 rupie a notte, colazione inclusa.

Singapore: Rucksack Inn. Camera microscopica ma pulita e con aria condizionata, docce e bagni in comune puliti. Buona posizione, vicino a Little India. Spesa 88 dollari a notte.

Singapore: Just Inn. Camera piccola e un po’ squallida, con aria condizionata. Bagni e docce in comune. Posizione non molto comoda. È piuttosto decentrato.

Trasporti:

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[*]Voli Lufthansa per Singapore acquistati a gennaio e pagati 610 euro a testa.
[*]Voli Air Asia per Bali pagati 242 euro in due andata e ritorno.
[*]Volo Merpati acquistato un paio di settimane prima di partire dal sito della compagnia pagato 53 euro in due da Denpasar a Lombok.
[*]Taxi da Denpasar a Ubud 200.000 rupie.
[*]Taxi da Ubud a Pemuteran 400.000 rupie.
[*]Taxi da Pemuteran a Denpasar 450.000 rupie.
[*]Taxi da Mataram a Kuta Lombok 100.000 rupie.
[*]Taxi da Kuta a Bengasal (imbarco per Gili) 350.000 rupie.
[*]Barca da Bengasal a Gili Trawangan 10.000 rupie a testa.
[*]Fast boat da Trawangan a Bali 300.000 rupie a testa.
[*]Taxi da Balangan beach a Kuta 160.000 rupie.
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Ci sono 36 commenti su “Una terrazza sulla natura…un tuffo in paradiso…l’incanto di Bali e Lombok

  1. Bello! :serenata: Un viaggio vario, ricco di cose da fare e vedere, tante escursioni proprio come piace a me…
    e questa Lombok..mmhh mi sa che farebbe proprio al caso nostro!!!
    Bravi ragazzi, un’altra bella esperianza di quelle che lasciano il segno :clap:

  2. E brava Cristina, bel viaggio complimenti, resoconto molto utile. Il giro di Trawangan in bici lo feci anche io per metà a piedi perchè mi insabbiavo sempre. Lombok la tengo nel mirino, voglio tornarci per visitarla come si deve, mi piace troppo. Ho saputo che alcuni ricconi arabi si stanno comprando gran parte del sud e della zona di Kuta, per farci dei mega e lussuosi hotel e residence.

  3. Anto, Michele GRAZIE! :rose:

    @Michele temo proprio che tu abbia ragione, tra qualche anno il sud sarà invaso da megaresort…e il mio amato Slow Cafè chissà che fine farà :shock:
    poi c’è il nuovo aeroporto internazionale…

    CONSIGLIO per tutti: andateci al più presto!

  4. Bravissima Cristina :clap:!!! Bellissimo diario ricco di spunti e di informazioni utili. Certo che anche voi di relax ne avete fatto gran poco :-)! Ma com’è che la tratta Gili/Bali l’avete pagata solo 300.000 rupie a testa??? Noi a giugno, sempre con la Ocean Star (però su Gili Air) abbiamo pagato andata e ritorno ben 1.000.000 di rupie a testa…ed era una promozione ! Quindi…più del doppio :x! Ho cercato come una pazza, ma non ho trovato di meglio, con nessun altra compagnia…a questo punto forse è meglio comprare i biglietti sul posto, prima della partenza *-) … anche se non ne sono convinta: ho visto turisti spendere molto più di me in questo modo.
    Ad ogni modo complimentissimi per il tuo diario e per le bellissime foto!

  5. Grazie ragazzi!
    sono contenta che vi sia piaciuto il mio diario! :bacio:

    @Asia, noi abbiamo comprato i biglietti della fast boat nell’ufficio della Ocean Star che c’è su Trawangan…avevamo chiesto un po’ in giro e quasi tutti li vendevano a 350.000 a testa :o
    Pensa che a Bangasal (dove ci siamo imbarcati per le Gili) ci volevano vendere i biglietti a 600.000!! :notok:

  6. ..bellissimo diario e belle foto….mi piace tutto specialmente
    l’organizzazione precisa, e dettagliata come piace a me…
    ..bali era in progetto..avevo studiato diverse cose ho anche preso la lonely, ma
    poi ho optato x il borneo malese e le isole per…

    ..sicuramente scopiazzerò un pò dal tuo diario, quando mi deciderò
    di andarci…adesso la prox sarà un ontheroad statunitense!!!!

    ciao e ancora complimenti!!!!!!

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