Travellando in USA

Il nostro volo per San Francisco è partito venerdì 24 agosto dall’Aeroporto di Linate alle ore 7.40 con scalo a Londra Heathrow. Il volo lo abbiamo comprato a marzo spendendo 800 euro a testa a/r e la compagnia aerea è la Virgin Atlantic.
Arrivati all’aeroporto di San Francisco abbiamo dovuto fare circa un’ora di fila per il controllo passaporto, abbiamo preso le nostre valigie e ci siamo diretti alla fermata della BART.
Il primo impatto con San Francisco è stato di stupore! E’ uguale a come la si vede nei films!
Scesi alla nostra fermata ci ha colto alla sprovvista un’arietta fresca, ma eravamo troppo presi ad ammirare quello che c’era intorno a noi, gli immensi grattacieli!
Abbiamo cercato il nostro hotel (Hotel Astoria, 222 $ per tre notti), che si trova di fianco all’entrata del quartiere Chinatown. Abbiamo lasciato i nostri bagagli e ci siamo immersi nella città di San Francisco.
Un’informazione utile sull’utilizzo dei cellulari negli USA: funzionano solo quelli triband, cioè di ultima generazione, perché hanno delle antenne di ricezione diverse dalle nostre. Il mio cellulare potevo lasciarlo anche a casa! Per fortuna esistono gli internet point, infatti noi abbiamo ripiegato su quelli.
Abbiamo fatto un giro per la città per ambientarci e verso sera siamo rientrati stanchi per via del fuso orario e del viaggio (ci sono 9 ore in meno rispetto l’Italia), ma felici per questo primo impatto!

Sabato 25 agosto ci siamo diretti al Pier 33 per prendere la nave delle 9.30 per l’isola di Alcatraz, che avevamo già prenotato tramite web (28 $ a persona). Il cielo non prometteva bene ma siamo comunque partiti. Arrivati sull’isola ci siamo diretti verso la prigione, dove è possibile prendere un audio guida, compresa nel biglietto, che ti guida nei meandri della prigione. La visita all’isola si può fare liberamente e non ci sono limiti di orario visto che circa ogni mezz’ora c’è una nave che ti riporta a San Francisco. I vari edifici della prigione di Alcatraz sono stati logorati dal vento e dalla salsedine e alcuni sono dei veri e propri ruderi.
Verso mezzogiorno siamo ritornati a San Francisco e siamo andati al Pier 39, dove c’è il quartiere Fisherman’s Wharf, che è pieno di negozi e ristoranti, davvero suggestivo! Abbiamo fatto anche una sosta all’Hard Rock Cafè, dove non poteva mancare l’acquisto di una maglietta!
Il Pier 39 è famoso per la presenza di simpatici leoni marini che dormono tutto il giorno vicino al molo! Sembrano morte da quanto sono immobili!
Siamo saliti a Telegraph Hill, dove c’è la Coit Tower (7 $ a persona), nella quale c’è l’ascensore che ti porta in cima da dove si può godere del panorama su San Francisco.
Siamo passati nel quartiere di North Beach dove per le strade e nei pali della luce sventola la bandiera italiana e ci sono locali italiani ovunque! Non lontana da qui c’è la famosa Lombard Street, la strada a zig zag che scende dalla collina. E’ come nelle cartoline!
Abbiamo preso l’autobus in direzione Golden Gate Bridge, ma ci siamo fermati prima perché abbiamo scoperto che c’era l’ America’s Cup. Abbiamo fatto qualche foto alle barche ormeggiate, tra cui Luna Rossa, e poi a piedi ci siamo avviati verso il ponte.
Man mano che ci avvicinavamo al ponte c’erano sempre più nuvoloni che dopo poco lo hanno coperto così siamo stati costretti a ritornare indietro.
Alla sera abbiamo cenato in un ristorante italiano (Piazza Pellegrini), gestito da veri italiani!

Domenica 26 agosto è stata una giornata intensa, visto che era l’ultima che passavamo a San Francisco!
Di prima mattina siamo andati alla Transamerica Pyramid, che purtroppo era chiusa, però l’abbiamo ammirata in tutta la sua grandezza! E’ un elemento principale nello skyline cittadino.
Ci siamo diretti poi a Powell Street dove la cable car si gira arrivata alla fine della strada.
Ci siamo spostati al Civic Centre dove c’è il City Hall; sembra una costruzione in stile europeo con il suo giardino ben curato davanti, dove c’erano alcune persone che sotto agli alberi praticavano yoga!
Dietro al City Hall c’è la War Memorial Opera House, che è stato costruito con lo stesso stile architettonico.
Abbiamo preso il bus e siamo andati al quartiere di Haight. Prima abbiamo visto il famoso Alamo Square Park, da dove si possono ammirare le perfette case vittoriane color pastello tutte in fila una di fianco all’altra viste in una miriade di films. Poi abbiamo percorso Haight Street. Questo quartiere è famoso per gli Hippy, per la Summer of Love, e tutto sembra rimasto negli anni ‘60/’70, anche le persone! Un simbolo è la Piedmont Boutique (negozio per drag queen) che ha come insegna due lunghe gambe che escono dalla finestra e sovrastano la via!
In generale la città è piena di barboni e qui ne puoi trovare davvero tanti!
Proseguendo per la via siamo arrivati al Golden Gate Park. Il parco è davvero immenso e al suo interno ci sono musei e altre attrazioni da poter visitare. Noi abbiamo visto il Conservatory of Flower (7$ a persona), una grande serra al cui interno ci sono tantissime varietà di piante e fiori, alcune anche carnivore!
Dall’estremità ovest del parco si può raggiungere la Ocean Beach, una bella spiaggia sull’Oceano Pacifico con attorno le colline di San Francisco.
Abbiamo voluto visitare anche Castro, noto quartiere gay, e già dal bus, prima di scendere, abbiamo visto un uomo nudo che girava tranquillamente per la strada, con indosso soltanto un paio di occhiali da sole! Qui tutti sono liberi di esprimere i propri orientamenti sessuali e c’è chi lo fa in bella vista! Ovunque nella via svolazzano le bandiere arcobaleno, e non solo quello…..
Vicino a Castro c’è il quartiere di The Mission, dove ci sono alcuni vicoli, come Clarion Alley e Balmy Alley, dove i muri delle case, i garage sono totalmente coperti da murales! Sono davvero belli e artistici!
Non ancora stanchi, ci siamo diretti al Golden Gate Bridge e quando siamo arrivati per fortuna il cielo era limpidissimo, non c’era neanche una nuvola!
Abbiamo fatto una miriade di foto e siamo anche saliti sul ponte, dal quale si vede tutta San Francisco! Siamo arrivati fino a circa metà ponte perché stava imbrunendo e soffiava un vento freddo….comunque la vista dal ponte è magnifica!

Lunedì 27 agosto abbiamo ritirato l’auto presso “Alamo”. Valerio, il mio ragazzo, ha dovuto prenderci un po’ la mano, perché l’auto era con il cambio automatico.
Siamo andati a Baker Beach, da cui si vede il lato ovest del Golden Gate Bridge. Il mare era calmo e tutt’intorno c’era silenzio, davvero una bella spiaggia per rilassarsi!
Il resto della mattinata lo abbiamo passato in auto per raggiungere Fresno, dove abbiamo pernottato all’ Econo Lodge ( 56,50 $ a notte), un motel nella norma. La veduta della camera è sul cimitero situato di fianco.
Dato che il motel ha la piscina, decidiamo di passare li il pomeriggio rilassandoci sui lettini e rinfrescandoci un po’ in acqua.
Alla sera ceniamo da “ Denny’s”, un diner, cioè una tavola calda, dove abbiamo mangiato bene e speso poco!

La mattina di martedì 28 agosto ci siamo dovuti svegliare presto perché siamo andati in Aeroporto a Fresno a cambiare l’auto perché era comparsa una scritta che diceva di cambiare l’olio. Così ci hanno dato una Kia Sedona, ribattezzata subito Sederona!
Ci siamo diretti al Sequoia National Park! Arrivati abbiamo fatto l’Annual Pass (80 $) che ti permette di entrare in tutti i parchi nazionali degli Stati Uniti per un anno.
La strada dentro al parco è percorribile in auto e ti permette di vedere tutti i punti di maggiore interesse.
Arrivati nella Giant Forest abbiamo iniziato a vedere delle sequoie giganti! Sono enormi!
Abbiamo parcheggiato l’auto e a piedi abbiamo percorso il Big Tree Trail che ti permette di vedere i giganti come il Sentinel o le Three Graces.
Mentre eravamo nel sentiero, incuranti di ciò che ci stava attorno, dietro un albero è sbucato un orso con il suo piccolo! Erano tranquilli e pacifici che cercavano cibo nel bosco. Li abbiamo seguiti per un po’ a debita distanza, non si sa mai! Non credevo che li avrei visti da così vicino!
Siamo andati a vedere poi il più gigante di tutti: il General Sherman! È la sequoia più alta e larga di circonferenza al mondo! È talmente imponente che non riesce a stare nelle foto!
Abbiamo deciso di dirigerci verso Ridgecrest, visto che la strada è lunga.
Quando siamo arrivati all’Economy Inn and Suites (39,60 $ a notte), dove abbiamo pernottato, ci ha accolto un caldo torrido anche se erano le 9 di sera….è il deserto della California!

Mercoledì 29 agosto il caldo si fa sentire già di prima mattina.
La tappa del giorno è il Death Valley National Park!
La strada per arrivarci è in mezzo al nulla….è desertico ovunque e per strada ci attraversa anche uno scorpione!
Arrivati al parco, la prima fermata è stata al Mosaic Canyon, vicino a Stovepipe Wells. Seguendo un sentiero si arriva al canyon dove le pareti di marmo sono state erose dagli eventi climatici e ora sono talmente lisce che non riesci ad aggrapparti! Più vai avanti più il canyon si restringe e le pareti sono tutte a curve.
Proseguendo per la strada ci siamo fermati alle dune di sabbia di Mesquite Flat. Sembra di stare veramente nel Deserto del Sahara, anche per il caldo!
Decidiamo di visitare la città fantasma di Rhyolite, che è ubicata fuori dal parco. È un piccolo paese minerario del 1906, di cui non rimane ormai molto da vedere.
Superata Furnace Creek, ci siamo fermati al Devil’s Golf Course (letteralmente “campo da golf del diavolo”) dove si può ammirare il sale cristallizzato che ha formato piccole montagnole dal profilo seghettato.
Poco distante c’è il Badwater, il punto più basso degli Stati Uniti (- 86 m), è un’immensa piana salina, dove c’erano più di 50° C e l’aria era irrespirabile! Abbiamo fatto solo qualche foto e poi ci siamo rifugiati in auto con l’aria condizionata al massimo!
Tornando indietro sulla strada, si gira a destra e si prende la Artists Drive, strada a senso unico, che ti fa fare un giro panoramico in mezzo alle montagne che sono di mille colori! Dal verde al rosso, al giallo e al rosa!
L’ultimo posto dove ci siamo fermati è lo Zabriskie Point, dove saliti sulla collina si possono vedere le badlands dorate modellate dall’erosione. Sembrano d’oro!
Abbiamo proseguito il nostro viaggio verso Las Vegas, in Nevada!
Arrivati ci ha accolto una leggera pioggerellina. Abbiamo pernottato presso El Cortez Hotel and Casino (45,20 $ per due notti), che si trova vicino alla Strip.
Alla sera abbiamo fatto un giro per Las Vegas Boulevard, piena di casino, hotel e di insegne che luccicano dappertutto. Sembra di essere in un immenso luna park!
Abbiamo assistito anche allo spettacolo sui pirati dell’hotel Treasure Island. È stato davvero bello!

Giovedì 30 agosto ci siamo svegliati con calma e siamo andati a fare colazione da Denny’s. Io ho voluto provare i famosi pancakes! Davvero buoni, anche se dopo che ne hai mangiato uno sei subito sazio!
Volevamo andare in cima alla torre dello Stratosphere, ma non era aperta causa il tempo. Così abbiamo iniziato il nostro giro per i vari hotel. Siamo partiti dal Luxor che è in stile egiziano, a forma di piramide. A fianco c’è l’ Excalibur, in stile medievale ed è come un castello. Poi ci sono il New York New York, che rappresentata la città di New York e ha un rollercoaster che gli passa dentro; il Paris che all’esterno ha la Torre Eiffel in formato più piccolo; il Venetian, che ovviamente rappresenta la città di Venezia! Ce ne sono anche tanti altri come il Bellagio, The Mirage, Flamingo, ecc.
A metà pomeriggio eravamo esausti! Così ci siamo riposati un po’ in albergo e alla sera abbiamo deciso di andare ad assistere allo spettacolo di fontane che è al Bellagio. Davvero bello! Le fontane si illuminano e vanno a tempo di musica! Molto emozionante!

Venerdì 31 agosto siamo partiti in direzione Utah, a Tropic, dove abbiamo passato la notte, vicino al Bryce Canyon.
Durante il viaggio il paesaggio attorno a noi cambiava, diventava più verde e le rocce erano di un rosso acceso.
Siamo arrivati a Tropic che era ancora pomeriggio, così abbiamo deciso di fare un salto al Bryce Canyon National Park.
La prima impressione è stata di stupore! Il sole stava quasi tramontando e i colori dei pinnacoli erano di varie tonalità di rosso!
Siamo arrivati fino al Bryce Point, che è uno dei punti panoramici più famosi del parco, per qualche foto, e visto che era ormai buio abbiamo deciso di lasciare il resto per l’indomani.
Per cena ci siamo fermati al Clarke’ s Restaurant, vicino al nostro motel, Bybee’s Steppingstone (83 $ a notte e lo consiglio), e abbiamo mangiato davvero bene e tanto! Un’ottima cena in un vero ristorante!

La mattina di sabato 1 settembre siamo ritornati al Bryce Canyon National Park.
Abbiamo preso il Navajo Loop Trail, un sentiero che scende in mezzo ai pinnacoli e ti permette di ammirarli dal basso in tutta la loro grandezza! Ci sono anche alcuni pini che sono riusciti a crescere in mezzo alle rocce e si possono vedere al Wall Street. Il sentiero è circolare quindi ti riporta al punto di partenza.
Il tempo non era dei migliori perché ogni tanto si rannuvolava e cadeva qualche goccia.
Abbiamo continuato comunque il nostro giro per vedere gli altri punti panoramici dai quali si possono ammirare i pinnacoli e le rocce colorate di arancio da angolazioni diverse.
Siamo ritornati al Bryce Point dal quale si vede tutta la vallata circondata da montagne e pinnacoli variopinti!
Abbiamo deciso di spostarci verso Moab, visto che la strada è un po’ lunga.
Abbiamo pernottato presso l’Inca Inn Motel (98 $ a notte) e dato che c’era la piscina abbiamo fatto un tuffo prima di cena! E poi siamo andati a mangiare da Denny’s, dove Valerio a provato i famosi Spaghetti Brooklyn, ovvero spaghetti con polpette di carne. Diciamo che non erano malvagi!

Dopo un’ottima colazione con muffin ai mirtilli, domenica 2 settembre ci siamo diretti verso Arches National Park. Questo è il parco con la più alta concentrazione di archi naturali di pietra al mondo!
Le rocce nel parco, hanno tutte forme allungate.
Ci siamo fermati per vedere Balanced Rock, una roccia che sembra sia solo appoggiata, e stia su per miracolo, su di una montagna.
Abbiamo proseguito verso i primi archi.
Parcheggiata l’auto, abbiamo preso un sentiero in cui si possono vedere la South Window e la North Window una di fianco all’altra. Sono due archi che visti da una certa angolazione sembrano due immensi occhi!
Lungo la strada si possono ammirare anche altri archi, raggiungibili solo con escursioni a piedi.
Uno dei più belli è Delicate Arch, ma per raggiungerlo bisogna percorrere un sentiero, in alcuni tratti faticoso, lungo 5 km andata e ritorno. Quando si arriva alla fine del sentiero e si vede l’arco: It’s amazing! Ci siamo fermati sui sassi per contemplarlo, fare foto e riposarci un po’! E’ davvero unico!
Abbiamo ripreso l’auto e ci siamo spostati per vedere altri due archi, poi data l’ora, abbiamo deciso di andare al Dead Horse Point State Park (10 $ a veicolo).
Questo parco è a poche miglia da Canyonlands, ed è stato utilizzato come set in numerosi film, come la scena finale di Thelma & Louise.
Proseguendo per la strada si arriva al punto panoramico Dead Horse Point, da cui si vede il canyon che è stato scavato dal Colorado River. Davvero bello!
Visto che è già pomeriggio tardi ci spostiamo al Canyonlands National Park. È il parco più grande dello Utah e anche il più selvaggio! Alcune zone sono percorribili solo in 4×4 o tramite sentieri. Noi siamo entrati dalla zona chiamata Island in the Sky.
Subito ci siamo fermati a vedere Mesa Arch, un arco dal quale si vede tutto il panorama sul canyon e sul quale ci si può salire sopra!
Purtroppo il cielo era carico di pioggia che non ha tardato a cadere…
Siamo riusciti a vedere lo stesso il Green River Overlook, un punto panoramico da cui si vede il fiume Green che scorre nel canyon e tutte le montagne che lo circondano. Il sole stava tramontando e i colori del cielo e delle montagne erano bellissimi!
Siamo andati anche al Grand View Point Overlook, ma il sole era ormai calato, quindi abbiamo scattato solo qualche foto e ci siamo messi in auto per andare a Blanding, dove abbiamo pernottato presso Prospector Motor Lodge (61 $ a notte).

Lunedì 3 settembre ci siamo svegliati alle 5 di mattina perché volevamo ammirare la Monument Valley (5 $ a persona) alle prime luci dell’alba, e ci siamo riusciti!
Quando siamo arrivati il sole stava sorgendo, così abbiamo potuto fotografare i monoliti più famosi del mondo con la luce dell’alba. Un vero spettacolo!
Abbiamo preso poi la strada sterrata che, con la propria auto, ti permette di fare il giro del parco per ammirare più da vicino questi monoliti. Il percorso è lungo 17 miglia e il parco è dentro alla riserva degli indiani Navajo ed è gestito da loro.
Dopo aver visto tutto il parco siamo tornati indietro per vedere Mexican Hat, la famosa roccia a forma di sombrero. Siamo rimasti un po’ delusi, perché sinceramente non è niente di speciale…

Ci siamo diretti così verso Page, dove avevamo prenotato una visita guidata all’Upper Antelope Canyon (35 $ a persona).
Visto che la visita era per le 15,30, ci siamo riposati al Motel 6 (99 $ a notte) dove poi abbiamo pernottato la sera.
Alle 15.30 siamo partiti da Page per il tour guidato; da Page all’Antelope Canyon ci vogliono circa 20 minuti, perché la strada diventa un sentiero sulla sabbia. Con la jeep si arriva proprio all’entrata del canyon. Da qui ci si divide in gruppi e con la propria guida si entra nel canyon per la visita. Anche questo canyon è interamente gestito dagli indiani.
Appena entrati nel canyon ci si rende conto che è una cosa unica, è spettacolare! Il vento e l’acqua l’hanno reso tutto tondeggiante! Sembra quasi seta che si muove guidata dal vento. Le pareti sono tutte striate e rimane uno spiraglio dalla fenditura superiore del canyon da dove entrano i raggi del sole e trasformano le pareti in colori accesi dal rosso all’arancio, a seconda di che ore sono.
Man mano che si prosegue il canyon diventa sempre più stretto e angusto. Ma poi si inizia e intravedere la luce e si arriva all’uscita dall’altro lato del canyon.
È una visita da fare assolutamente e consiglio di prenotare per tempo, oppure si rischia di non riuscire a vederlo.
Il resto del pomeriggio lo abbiamo passato nella piscina del motel a rilassarci.
Alle sera abbiamo mangiato hot dog e patatine fritte.

La mattina di martedì 4 settembre ci siamo spostati per andare a vedere il Grand Canyon National Park. Siamo entrati dalla parte sud, che è la più visitata, e con l’auto puoi percorrere la strada che ti permette di avvicinarti ai punti panoramici con più facilità. Questa strada arriva fino al Grand Canyon Village, dove bisogna parcheggiare l’auto e prendere il bus navetta che ti porta ai punti panoramici più belli del parco. Uno dei punti più belli è il Mohave Point, dal quale si vede il Colorado River che scorre dentro al canyon.
Appena vedi il Grand Canyon rimani a bocca aperta per la sua maestosità e la sua grandezza! Da una sponda all’altra ci sono circa 16 km ed è profondo 1,5 km! Immenso!
Poco prima di uscire dal parco abbiamo avuto un incontro ravvicinato con due alci! Una era proprio sul bordo della strada che brucava l’erba e tutti erano fermi per fotografarla, poi ne è arrivata un’altra e insieme hanno attraversato la strada allontanandosi nel bosco.
La sera abbiamo pernottato al Grand Motel (70 $ a notte) a Williams sulla famosa Route 66!
Abbiamo cenato al Cruiser’s Cafe’s 66, tipico locale rimasto in stile anni ’50 che prima era una stazione di servizio. L’arredamento merita di essere visto e il cibo è buono!
Abbiamo fatto un giro per Williams e abbiamo scattato qualche foto a questo pezzo di storia americana.

Mercoledì 5 settembre siamo partiti alla mattina da Williams e abbiamo lasciato la Route 66 per prendere la I 40 fino a Los Angeles.
Durante il tragitto ci siamo fermati a Seligman, un paesino sulla route 66, davvero caratteristico! Tutto è rimasto come 50 anni fa! Ci sono negozi di souvenirs e auto d’epoca parcheggiate. L’unica cosa è che sembra semi abbandonato da quando negli anni ’80 hanno aperto l’autostrada di fianco. Però resta comunque un pezzo di storia.
Il viaggio per Los Angeles è lungo, e arriviamo al Motel Travelodge (223 $ per tre notti) alle 16 circa. Lasciamo i bagagli e andiamo verso Hollywood Boulevard!
Iniziamo a scorgere le stelle sul marciapiedi e inizia la Walk of Fame! Ci sono i nomi di tutti gli attori e stars famose!
Arriviamo al Grauman’s Chinese Theater dove davanti all’ingresso ci sono le firme e le impronte delle stars più famose come Johnny Depp, Michael Douglas, Harrison Ford e molti altri.
Di fianco al Chinese Theater c’è il Dolby Theater (ex Kodak Theater) dove solitamente si tiene la premiazione degli oscar.
In lontananza sulle colline si intravede la famosa scritta di Hollywood!

Giovedì 6 settembre ci siamo diretti verso Beverly Hills, più precisamente a Rodeo Drive, famosa per i suoi lussuosi e costosi negozi, anche se la parte pedonabile è molto corta. Nelle vie attorno ci sono villette con il giardino curatissimo, è tutto così perfetto e in ordine! Proprio come si vede in tv.
Abbiamo imboccato la celebre Mulholland Drive, che dà il nome a un film; questa strada serpeggiante si inerpica sulle colline di Hollywood, dove ci sono le ville dei vips! Da lontano si riesce anche a scorgere la scritta “Hollywood”.
Abbiamo deciso poi di spostarci verso la costa, a Santa Monica, dove si può ammirare il molo reso noto dal famoso luna park!
Visto che avevamo il costume indosso ci siamo fatti un bel bagno nell’Oceano Pacifico! L’acqua è fresca e la corrente ti porta via con sé! Ci siamo stesi sui teli e ci siamo goduti il sole californiano, prendendo un po’ di tintarella!
Ci siamo diretti verso Venice, dove si può visitare l’omonima spiaggia,sulla quale si può assistere alle acrobazie degli skaters. Venice è inoltre famosa per i suoi canali, un tentaivo mal riuscito di rievocare la vera Venezia, nonostante tutto è molto caratteristico.
Dato che avevamo trovato l’indirizzo della casa che hanno usato per le riprese esterne della serie tv “Streghe”, siamo andati a dare una sbirciatina. Quando siamo arrivati nella via l’abbiamo riconosciuta subito! È proprio lei! Con discrezione abbiamo fatto qualche foto e poi siamo tornati in albergo per una doccia veloce.
La sera abbiamo cenato al Crown of India, un ristorante indiano dove abbiamo mangiato bene e le porzioni sono molto abbondanti! Il proprietario, appena ha saputo che siamo italiani, ci ha detto che sarebbe dovuto venire in Italia per fare un servizio fotografico a Maria Grazia Cucinotta per un film…ci avrà detto la verità?!
Prima di tornare in albergo ci siamo fermati in un locale in stile hawaiano che si chiama Tiki Ti. È un locale davvero particolare che fa cocktail alcolici tutti a base di frutta, davvero buoni! Lo consiglio vivamente!

Venerdì 7 settembre per prima cosa siamo andati a vedere la Walt Disney Concert Hall. È un edificio di acciaio con pareti ricurve che sembrano sfidare la forza di gravità. Purtroppo non abbiamo potuto visitare l’interno perché era chiuso. Tutt’intorno si possono ammirare i grattacieli di Downtown che si innalzano su nel cielo.
Ci siamo inoltrati poi in una zona più povera per vedere le Watts Towers, una scultura realizzata dall’artista Simon Rodia utilizzando oggetti di recupero, come conchiglie, bottiglie verdi, pezzi di ceramica.
Verso mezzogiorno siamo andati a Malibu, nota per i surfer, e infatti abbiamo avuto l’occasione di assistere ad una gara di surf! Ovviamente i surfer sono tutti abbronzati, con i capelli lunghi e biondi e girano per strada scalzi con la tavola sotto braccio!
Ci siamo spostati a Newport Beach dove hanno girato la serie tv “The O.C.”. Qui abitano le persone più ricche della California! È pieno di auto di lusso e ville! Facciamo un salto al molo per dare uno sguardo all’oceano e poi ci dirigiamo a Laguna Beach, dove ci fermiamo in una spiaggia per rilassarci. Aspettiamo il tramonto per vedere il sole che cala sull’oceano e poi torniamo in albergo.
Alla sera facciamo un giro per Hollywood e ci fermiamo all’Hard Rock Cafè per prendere le magliette!

Sabato 8 settembre è il nostro ultimo giorno.
Mettiamo le valigie in auto e passiamo la mattina a zonzo prima di andare in aeroporto. Facciamo un giro per il Griffith Park, che è davvero grande e curatissimo, dove la gente corre a piedi o in bici su e giù per le colline.
Ritorniamo poi a Hollywood per spendere gli ultimi dollari che ci rimangono, quindi ci prendiamo un caffè e un muffin e ci rilassiamo un po’ seduti in un bar.
Verso le 14 arriviamo all’Aeroporto LAX, dove lasciamo la nostra compagna di viaggio, la “Sederona”, e prendiamo il bus navetta che ci porta alle partenze. Dopo aver fatto i biglietti scopriamo amaramente che non saremo seduti vicino per tutto il volo da Los Angeles a Londra, ben 10 ore di viaggio….
Saliti in aereo capisco che l’hostess ha posizionato la gente a caso, perché anche altre coppie sono divise….si vede che non era giornata!
Arriviamo all’Aeroporto Heathrow di Londra alle 12 di domenica 9 settembre e aspettiamo fino alle 18.30 per prendere il volo per Milano Linate, dove arriviamo distrutti e stanchi alle 21.30.
Così la nostra vacanza termina qui! È stata bella ma non molto riposante visto che in 16 giorni abbiamo percorso in auto circa 4000 km!!

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