Lampedusa E’

Lampedusa, dove prepotente il sole si espande.
Ci si sente confusi il primo giorno a Lampedusa, delusi anche, fino a che non si incontra il mare.
Guida tutto, il mare, se lui non ci fosse l’isola non avrebbe ragione di esistere.
È mare sì, Lampedusa, mare dai colori diversi. Dalla trasparenza maldiviana si passa al blu dipinto di blu di Modugno, attraverso sfumature di ogni colore. E’ acqua limpida, acqua, e sale.
La terra è arida così come imprevedibile è il cielo. E’ assenza di alberi e mancanza di ombra nel cuore.
E’ scogliere mozzafiato, dove lasciar scorrere i pensieri. E’ libertà assoluta nella carne e nello spirito.
Lampedusa è come una donna capricciosa, che muta si offre, vibrante di luce, madida di umido o di pioggia o vento di scirocco o maestrale.
È vento non mio questo, il mio non sa dove spaziare, questo si, questo vento fa volare in alto i gabbiani e l’onda.
E’salite e discese, è un luna park solitario. E’ barche Lampedusa e porticcioli sfumati di colori.
E’ l’ospedale dove curano le tartarughe. E’ cani soli, abbandonati o no in cerca di carezze, è motorini e gente che incroci, come meteore. E’ frammenti di vita condivise solo per una sera o una giornata, ma che segnano…ragnatele invisibili e sottili.
E’ aerei che decollano e arrivano, è elicotteri che quando si alzano in volo significa uno sbarco clandestino.
E’ pesce e ristoranti e caffè all’aperto e musicisti bravi o mediocri.
E’ case di vip solitarie arroccate a guardare le profondità di questo suo mare, è personaggi famosi mischiati alla gente comune.
E’ la via Roma da guardare, percorrere, ascoltare.
E’ la corsa, il motorino, la bici o il tipico mehari, è il fotografo che ti riprende mentre non te lo aspetti.
E’ l’isola dei conigli e la baia del pulcino. E’ l’insieme di calette affollate o solitarie.
E’ Sciatu Persu, con Rosaria e Giada, con il caffè, il melone, il gelato, la ciambella, i biscotti offerti fra sorrisi gentili. Coccole gratuite di persone genuine a farti star bene fino a non volere più andar via.
E’ capitan findus (Simone con la sua Greta) Furbo capitan findus, ma bravo.
Lampedusa è grotte, tutte, ognuna con il proprio significato.
E’ la pioggia pesante sui capelli mentre torni da un giorno di sole.
E’ l’ululato del vento che accompagna il sonno insieme a quel cane che alterna latrati da guardia a strani richiami notturni e a lamentele (ho imparato a riconoscere il linguaggio animale)
Non è il mio viaggio Lampedusa, questo ho pensato appena arrivata.

E’ una donna Lampedusa, una donna della quale ti innamori, mentre sai che stai per lasciarla.:rose:

E ora passiamo ai consigli di viaggio (secondo la mia esperienza)

CLIMA: siamo a settembre e ci sono 27 gradi, caldo anche alla sera, si sta tranquillamente in canotta. Portarsi però un libro di riserva in caso di pioggia (si può solo leggere o guardare la tv), e il kway comodissimo anche in caso di vento. L’ho usato una sera.

SPOSTAMENTI: Noi abbiamo noleggiato un motorino per 10 euro al giorno. Si può andare al porto o ci si può affidare a chi ti ha affittato l’appartamento. Accertarsi che il serbatoio sia pieno, per evitare di rimanere a piedi mentre si è in giro il primo giorno (le nostre spie e frecce non funzionano bene). Col motorino ci si muove meglio ed è facile parcheggiare. In alternativa noleggiano di tutto, compreso i caratteristici mehari o addirittura il tandem. La benzina è carissima e i rifornimenti sono da fare al porto.

CALETTE: Sarebbero da vedere tutte, nelle più conosciute c’è il servizio di ombrelloni e sdraio (5 euro al pezzo sia giorno intero che mezza giornata) ma nessuno protesta se stendete il vostro telo senza voler nulla – vi posso segnalare:
Cala Pisana, facilmente accessibile, piccolina, calma con una cascata di acqua salata che fa da idromassaggio (unico neo, l’antipatia di chi noleggia gli ombrelloni)
Cala Croce, dove stranamente il mare era torbido, un po’ affollata per i miei gusti, ma con un bel bar sopraelevato dove godersi un aperitivo molto ricco, guardando il tramonto.
Sciatu Persu, la mia preferita, poco prima di Cala Francese, dietro la pista dell’aeroporto. Qui si può anche pranzare con poco. La sig.ra Rosaria è un’ospite fantastica e fa trovare arancini, frutta, focacce, panini, risotti, e a volte anche una bella grigliata in allegria, tutto a prezzi onesti, senza contare il caffè, i biscotti, il melone, il vino fresco, offerti in vari momenti della giornata.

ESCURSIONI: Il giro dell’isola in barca dalle ore 10 alle 18 circa (da fare assolutamente magari il primo giorno così da rendersi conto dove voler poi dirottarsi nei successivi). Al porto sono in tanti a proporli per circa 40 euro, noi abbiamo scelto Greta, un po’ più cara, ma la differenza è nel cibo e nel rientro più tardivo. Simone, il capitano, ottimo cuoco, ci ha preparato durante la navigazione, un pranzo ricco e completo, dall’antipasto al dolce, che meritava la differenza pagata in più. Ci sono poi barche che caricano solo 9 persone al massimo o quelle che ne portano anche più di trenta. A voi la scelta. Si può fare anche il giro di notte con cena a bordo e bagno notturno. Infine potete anche noleggiare un motoscafo da guidare voi, con o senza patente.
L’escursione a Linosa con l’aliscafo, dicono che merita, a noi è saltata causa il mare grosso.
Andate a vedere l’ospedale delle tartarughe, perdete solo mezz’ora e ne vale la pena (è in una struttura del porto vecchio).
Da non perdere l’ Isola dei Conigli. Ci si arriva col proprio mezzo, si parcheggia (andateci presto), poi si scende fino al mare attraverso un sentiero ben definito. Ci vogliono 10 minuti a passo normale. Più faticosa la risalita, soprattutto se fatta alle 13.30 come l’ho fatta io…stanca di tutta la folla che si riversa in quel paradiso.
Altra cosa da fare assolutamente per vivere una mezza giornata in piena libertà e silenzio è il giro dell’isola all’interno. Noi l’abbiamo fatto col motorino, si segue la strada, l’unica, quindi non ci si perde. Fermatevi ad ammirare la grotta dell’amore (che non è niente di speciale) ma soprattutto le alte scogliere da brivido. Abbiamo cercato il campo profughi, ma non siamo riusciti a vederlo.

CIBO:
Colazioni o aperitivi: un po’ tutti i bar, il più conosciuto è il bar dell’Amicizia (gestito dai figli del poeta Pino), per noi troppo affollato. Una buona colazione mattutina si può fare anche al caffè del Porto, o al Bar Roma, il più economico dato che è frequentato da pochi turisti.
Pranzo: in rosticceria (ce ne sono molte, dato che quasi tutti i ristoranti sono aperti solo alla sera) o da Nicola (se tornate dall’isola dei conigli) sconsigliatissimo, pessimo rapporto qualità prezzo.
Cena: Ristornate Voscienza (in una traversa della via Roma) voto 10 (qui potete trovare un alternativa al pesce, filetto buonissimo e antipasto mafiusu superlativo) – L’Angolo del mare (al porto nuovo), si mangia benino ed è forse fra i più economici. Vi ricordo che a Lampedusa economico significa solo meno caro, ma non che i prezzi sono bassi…tutt’altro!!! – Ristornate Lipadusa (all’ inizio della via Roma), non particolarmente entusiasmante – Ristorante Terranova (fuori dal centro) per trovare silenzio, ottimi antipasti a buffet – Hotel ristorante Nautic, lussuoso, cibo elaborato e caro.
Se invece volete fare da voi, c’è un supermercato rifornito (quasi d’obbligo andarci se non si è in hotel) e negozietti di frutta, verdura, pane ecc.. (ma più cari)

SERA: esiste solo lo struscio in via Roma, con sosta nei bar per l’ascolto di concertini interessanti. Tutti i negozi sono aperti per lo shopping. Ci sono 3 punti per la distribuzione delle foto “rubate” nei vari luoghi dell’isola. La foto che costa meno costa 5 euro.

Credo di avervi detto le cose essenziali…e ora…*-)

Buon Viaggio:ciaociao:

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