Alla scoperta del “Grande Nord” – 2007

La Scandinavia è una regione geografica e storico-culturale del nord Europa. Secondo una prassi entrata in uso nella metà del XIX secolo, con tale nome è definita la regione comprendente Norvegia, Svezia e Danimarca: questi tre paesi si riconoscono reciprocamente come paesi scandinavi e il termine viene usato per identificare i forti legami storici, culturali e linguistici che li accomunano. Il termine Scandinavia ha origine dal nome della dea nordica Skadi che era considerata la protettrice della neve e della caccia. La regione aveva in latino il nome di Scandia.

COPENHAGEN – LA “BELLA” DEL NORD

Copenhagen, la più “europea” delle capitali nordiche, con le quali essa condivide uno spirito un po’ chiuso e riservato ma alle quali contrappone un’ anima più mercantile e raffinata: Koben havn  significa “porto dei mercanti”. E’ città di diffusa bellezza architettonica, che vanta una consolidata tradizione di mecenatismo e la presenza di un’ antica università, tanto da meritarsi il titolo di “Parigi del Nord”.

22 luglio

Partiamo dall’ aeroporto di Napoli e dopo aver fatto tappa a Monaco (Bianca dimentica la borsa su una sedia mentre va a fumare negli appositi box destinati ai fumatori e la ritroverà per fortuna intatta!)  proseguiamo per la Danimarca ed atterriamo  nel pomeriggio a  Kastrup, l’ aeroporto internazionale di Copenhagen, l’ hub più trafficato di tutta l’ Europa settentrionale. Il treno veloce che collega col centro della città ci porta in 14 minuti alla stazione centrale di Hovedbanegard edificata nel 1911 in stile “eclettico”. Il nostro hotel si trova nelle immediate vicinanze e dopo aver sistemato i bagagli iniziamo un  breve giro nei dintorni. Subito incontriamo il famoso Tivoli, celebre parco di divertimenti, unico per storia ed articolazioni, creato nel 1843 da Georg Carstensen (la sua statua è all’ interno del parco). Il Tivoli è più di un parco di divertimenti perché, a parte le 20 attrazioni con caratteristiche di “luna park”, nel suo giardino illuminato la sera da oltre 100.000 lampadine e da aiuole fiorite (50.000 tulipani) ospita una ventina di ristoranti ai quali si affiancano teatri e sale da concerto. Inizia una leggera pioggerellina. Certo non ci aspettavamo una calda sera d’ estate come da noi e pensiamo bene di concludere la giornata cenando in un caratteristico ristorante il cui personale è un misto di varie razze ed abbiamo il primo impatto con la cucina locale…….. Bianca dimentica la guida turistica sulla sedia….Per fortuna la ritroveremo il giorno dopo! E sono due incidenti finiti bene!

23 luglio

Di buon’ ora ci incamminiamo verso la residenza reale di Amalienborg dove a mezzogiorno assisteremo al cambio della guardia. Costeggiamo la Ny Carlsberg Glyptotek  celebre museo nato nel 1888 e la Kongelige Bibliotek (Biblioteca Nazionale) ed incrociamo gli edifici della Borsen (Borsa) in stile rinascimentale olandese dai caratteristici frontoni degli abbaini e dal tetto coronato da una seicentesca curiosa cuspide a spirale costituita dalle code intrecciate di quattro enormi draghi. Passando per l’ Holmens Kanal arriviamo a Kongens Nytorv (nuova piazza del Re) principale piazza di Copenhagen e centro nevralgico del traffico cittadino che fa da anello di congiunzione tra il nucleo centrale della città e il settecentesco quartiere circostante il Palazzo Reale di Amalienborg. Al centro della vasta area sorge il monumento equestre di Cristiano V, ideatore della piazza. (a proposito di questa piazza che, ci dicono, d’ inverno si trasforma in una immensa pista di pattinaggio su ghiaccio. Percorriamo la Bredgade una delle principali arterie di Copenhagen caratterizzata da chiese,musei e i numerosi palazzi antichi che vi si affacciano, dove ai negozi di antiquariato si alternano le sedi di prestigiose società danesi e ci troviamo all’ incrocio tra Amalienborg e la Frederikskirken detta anche Marmorkirken (chiesa di marmo) imponente nelle sue forme barocche. La residenza reale di Amalienborg è un armonioso complesso costituito da quattro palazzi rococò con corpo centrale affiancato da due ali laterali, disposti intorno a una piazza ottagonale.  Siamo in attesa della cerimonia della Vagtparade, cerimonia del cambio della Guardia, che vede protagonisti i soldati della Den Kongelige Livgard (Guardia del corpo reale) con belle uniformi dai caratteristici colbacchi, provenienti dalla caserma di Rosenborg Have, nei pressi del castello di Rosenborg che visiteremo nei prossimi giorni. Il bel giardino che separa la residenza reale dal bacino del porto è sottolineato da una monumentale fontana circolare e quattro grandi sculture a sviluppo verticale dell’ italiano A. Pomodoro. Sull’ altra sponda del bacino portuale si erge maestoso il nuovo palazzo dell’ opera in moderne forme architettoniche  perfettamente inserito nel contesto urbano. Ecco che dalla Frederiksgade arrivano i militari che con perfetti movimenti effettuano il cambio della guardia: quasi una coreografia. E’ davvero uno spettacolo emozionante! Ci incamminiamo sulla Amaliengade in direzione della famosa “sirenetta” passando prima per il Kastellet, complesso a pianta pentagonale,  completamento della cinta fortificata della città con bastioni circondati da doppio fossato. Possiamo ammirare la popolare e monumentale fontana Gefion Springvandet, e la Skt Albans Kirke. Da lontano, sullo skyline, le imponenti pale eoliche per la produzione di energia elettrica spesso presenti in Danimarca. Proseguiamo sulla Langelinie, la bella passeggiata a mare che, fiancheggiando il Kastellet,  porta alla “sirenetta”, incontrando  a destra il monumento alla principessa Maria D’ Orleans. Ed ecco finalmente Lille Havfrue, la celeberrima “sirenetta”, protagonista della famosa fiaba di H.C. Andersen, divenuta il simbolo stesso di Copenhagen. E’ pomeriggio e, confortati da un bel sole, decidiamo di visitare il bacino-canale di Nyhavn “porto nuovo” che si spinge fino a toccare con l’ estremità nord-occidentale la centralissima Kongens Nytorv ove sorge il monumento ai marinai danesi caduti nella seconda guerra mondiale: una grande ancora dal ceppo ligneo. Dopo essere stato per lungo tempo un malfamato angiporto ora, dopo una profonda operazione di risanamento, accompagnata dal restauro di gran parte degli edifici sei-settecenteschi allineati sulle due sponde, accoglie ristoranti, caffè, alcuni esclusivi, alcuni aperti tutta la notte. Non ci perdiamo il giro in battello lungo i canali della zona a sud, giro che ci porta ad ammirare il castello di Christiansborg, splendidi edifici, la piazza di Hoibro con la statua equestre del vescovo Absalon (fu lui nel 1167 a costruire la fortezza che sarebbe diventata il nucleo fondamentale di Copenhagen) la Vor Frelsers Kirke, la Garnisons Kirke e soprattutto il quartiere portuale di Christianshavn, dove , lungo il canale centrale ormeggiano, le barche da diporto e durante il ritorno abbiamo modo di ammirare lo yacht reale. Torniamo all’ imbarcadero e, ripassando per Kongens Nytorv dove notiamo una caratteristica edicola dei primi del Novecento, un tempo adibita a posto telefonico pubblico, imbocchiamo lo Stroget la lunga arteria pedonale che dopo un percorso di quasi 2 chilometri arriva Radhuspladsen, la piazza dove sorge il municipio. Lo Stroget rappresenta l’ asse fondamentale del centro storico della città e riunisce lungo il suo percorso palazzi storici e negozi interessantissimi tra cui quello del Guinness world record. Arriviamo ad Amagertorv la più famosa ed attraente piazza di Copenhagen, autentico cuore del centro storico, animata giorno e notte da cittadini e turisti, nel cui centro sorge la Storkespringvandet, fontana delle cicogne (in realtà rappresenta degli aironi) Proseguendo arriviamo a Gammeltorv (piazza vecchia) con al centro la Caritas Springvandet, fontana della carità; sui suoi zampilli, in occasione dei compleanni dei reali, sono fatte danzare delle mele dorate secondo una tradizione che risale al matrimonio di Cristiano IX nel 1892. Alla fine dello Stroget sbuchiamo in Radhuspladsen dominata dall’ imponente mole del municipio,il Rhaduset, da cui prende il nome ed alla sua destra, all’ inizio dei giardini di Andersen Boulvard, è una statua di Andersen. Sull’ angolo opposto, la Richshuset, edificio la cui torre è particolarmente cara agli abitanti di Copenhagen per il termometro luminoso e per il barometro che ne orna la sommità: una figura di donna in bicicletta preannuncia il bel tempo, una donna con l’ ombrello il maltempo. E’ stata una giornata intensa……..

24 luglio

Oggi è l’ ultimo giorno di permanenza a Copenhagen: alle 17.00 abbiamo la nave che ci porterà ad Oslo. Arriva la pioggia, sopportabile, e dedichiamo la mezza giornata alla visita del castello di Rosenborg e della Rundetarn (torre rotonda).  Rosenborg Slot, bel palazzo in stile rinascimentale olandese, fu fatto costruire ed ampliato tra il 1603 e il 1633 nel settore occidentale di Rosenborg Haven  in origine detto Kongens Have “giardino del re”, il più antico di Copenhagen. Nonostante la complessa opera costruttiva, Rosenborg Slot si presenta come un armonioso edificio ed è stato utilizzato come residenza fino al 1833 quando fu trasformato in un grande museo di dipinti, arredi e oggetti preziosi appartenuti alla corona. Ultimo appuntamento della giornata è Rundetarn “la torre rotonda” che fa parte di un grande complesso rinascimentale comprendente una chiesa, la Trinitatis Kirke, un osservatorio astronomico e una biblioteca. L’ originale costruzione in laterizio è servita da una rampa elicoidale di m 209 che la zarina di Russia Caterina percorse nel 1716 in carrozza, accompagnata dal consorte, lo zar Pietro il Grande, a cavallo. Lungo il tragitto abbiamo modo di visitare la sala contenente la documentazione  storica della torre poi, arrivati piattaforma superiore possiamo ammirare il vasto panorama della città a 360°. Ma dobbiamo tornare in albergo per pranzare e prepararci alla partenza: ci aspetta il traghetto per Oslo.

 

OSLO – LA CAPITALE VICHINGA

Oslo è considerata la più antica capitale dell’ Europa settentrionale. Originariamente chiamata Christiania, sorge nel punto più interno del fiordo omonimo lungo ben 100 chilometri ed è una città allegra, vivacissima piena di colori forti. La scoperta del petrolio nel mare del Nord ha dato una svolta decisiva ad una nuova realtà futuribile di Oslo.

24 luglio

Alle 17.00 salpiamo da Copenhagen imbarcati sulla motonave Crown of Scandinavia della DFDS Seaways. Dopo cena facciamo un giro sui vari ponti della nave che in verità non ci aspettavamo così splendida  e confortevole pur facendo servizio di traghetto tra Copenhagen ed Oslo: ristoranti, coffe bar, discoteca, night club, red & white wine bar, c è veramente da scegliere! Decidiamo di andare presto a dormire per essere pronti alla giornata di domani che si presenta densa di attività.

25 luglio

Dopo un sonno ristoratore di ben 9 ore, facciamo colazione in una splendida sala panoramica e, salendo sul ponte di coperta, in compagnia di gabbiani, non ci perdiamo la suggestiva  veduta del fiordo alla fine del quale  è posta  Oslo. Sbarchiamo alle 9.30 e ci dirigiamo al Rica Hotel, a poca distanza dal porto e prospiciente la  stazione ferroviaria situata nella Jebarnetorget, una piazza dove s’ innalza la torre d’ acciaio Trafikanten, sede dell’ ufficio informazioni sulla città e i sui trasporti. Sistemati i bagagli, ci incamminiamo per Karl Johans gate, l’ arteria principale della città, tracciata da est ad ovest, che collega la stazione centrale al Palazzo Reale passando per il Parlamento e l’ Università. Proseguiamo per la Karl Johans  gate ed incontriamo lo Studenterlunden, il giardino degli studenti, alberato, con aiuole, fontane e statue, chiuso ad est dallo Stortinget, il Palazzo del Parlamento mentre sul lato opposto è il Nationaltheatret, il teatro Nazionale, sede dell’ annuale Festival dedicato a Enrik Ibsen, il “padre” del teatro norvegese. Facciamo un incontro molto divertente con un “mimo” che ad ogni moneta che gli viene offerta si anima come un automa e vari personaggi come due “arancioni” ed un improbabile pellerossa che suona musica andina…. Chiude la Karl Johans gate lo Slottsparken, il parco principale della capitale, in mezzo al quale si trova il Kongelige Slott, il Palazzo Reale davanti al quale assistiamo al cambio della guardia (il secondo, dopo quello di Copenhagen) sotto un sole caldo che ci fa dimenticare di essere a questa latitudine. Torniamo indietro e ci dirigiamo verso Aker Brygge, uno spiazzo alle spalle del Radhuset, il municipio di Oslo, che rappresenta il simbolo della città costituito da un corpo centrale e da due grandi torri: sulla torre est è il più grande orologio da torre di tutta Europa (il quadrante ha un diametro di m. 8,50). La serata la trascorriamo facendo shopping per Oslo e cenando in una pizzeria chiamata Peppe’s: dobbiamo consigliare al pizzaiolo che la “margherita” non va fatta con i pomodori destinati all’ insalata! Cose da pazzi! Ho un cugino che vive ad Oslo ma purtroppo quello sciagurato è in vacanza!

 

 

26 luglio

Dai moli di Aker Brygge partono i battelli per Bygdoy, la penisoletta ad ovest di Oslo, una delle zone più belle della città, dove si trova un’ interessante serie di musei: il Norsk Volkemuseum, il Vikingsipene, il Kon-Tiki Museet, il Norsk Siofartsmuseum e il Frammuseet. Ci imbarchiamo su un battello e, dopo una breve traversata, durante la quale incontriamo l’ immancabile yacht reale, arriviamo alla nostra prima tappa: il Vikingsipene, la “Casa delle navi vichinghe”. Il museo ospita la nave di Oseberg (m.21×5), la nave di Gokstad (m.25×5.25), la nave di Tune (m. 20) oltre a un carro vichingo,slitte, attrezzi di uso domestico.  Ci spostiamo poi al Norsk Volkemuseum, museo all’ aperto che mostra 155 case ricche di tradizione e provenienti dalle diverse regioni norvegesi.Sono stati ricostruiti alla perfezione angoli della vecchia Christiania con botteghe, laboratori, un’ antica farmacia, un’ esposizione di giocattoli antichi (oltre 10000 pezzi) ed altre curiosità. Ci trasferiamo, sempre in battello, al Norsk Sjofartsmuseum, il museo della navigazione che conserva i modelli delle più famose imbarcazioni norvegesi, oltre ad una ricca documentazione a carattere marino. Una vasta sezione è dedicata alla pesca negli oceani polari e alle esplorazioni ai poli. Ci trasferiamo poi al Kon-Tiki museet dove sono custodite le imbarcazioni delle spedizioni di Thor Heyerdhal: la zattera in legno di balsa Kon-Tiki  con la quale lo studioso nel 1947 partendo dal porto peruviano di Callao raggiunse dopo 101 giorni di navigazione l’ isola di Raroi in Polinesia e la barca di giunco Ra II lunga 14 m. con cui Thor  Heyerdhal compì nel 1970, in 57 giorni, un viaggio di 6100 km dal Marocco a Barbados, nelle piccole Antille. Ultima tappa il Frammuseet dove è custodita la nave polare Framm (Avanti), costruita nel 1892 per la spedizione di Fridtjof Nansen verso il Polo Nord. La nave fu usata anche da Roald Amundsen per raggiungere l’ Antartide. La nave è esposta nella sua interezza con tutti gli oggetti e gli interni ancora intatti. Si è fatto tardi, per il ritorno prendiamo un battello che ci riporta ad Aker Brygge. Domani trasferimento a Honningsvag, verso Capo Nord.

27 luglio

CAPO NORD – UN MONUMENTO AL PUNTO PIU’ A NORD D’ EUROPA

Sveglia alle 6.00 e partenza per l’ aeroporto di Gardemoen collegato con un eccellente servizio di treno veloce. Raggiungiamo Tromso alle 9.50 dove dobbiamo cambiare aereo. L’ aereo per Honningsvag è un bimotore a turboelica! È la prima volta che voliamo su un aereo del genere ma ci rassicurano che sono di una sicurezza incredibile…..Arriviamo a Honningsvag, sull’ isola di Mageroya, in anticipo poiché non facciamo scalo ad Hammerfest a causa di una perturbazione in atto sulla zona….Arriviamo all’ albergo vivendo l’ atmosfera unica, quasi mistica che circonda Capo Nord. Passiamo la giornata girando per il porto, i negozi di souvenirs e visitando la chiesa, che fu risparmiata dalla distruzione della città ad opera dei tedeschi nel 1944 e che accolse buona parte della popolazione tornata nel 1945 dopo la liberazione ad opera delle truppe svedesi. Cena a base di ottimo pesce e ci prepariamo per l’ emozionante escursione a Capo Nord. Alle 21.30 saliamo sul pullman che ci porterà alla latitudine di 71°10’21”, il confine estremo del mondo dove il continente europeo incontra il mare  affascinante ed impetuoso di Barents. La strada si snoda per 34 km in un paesaggio irreale: è notte ma sembra un pomeriggio come tutti gli altri. Incrociamo agglomerati di case deliziose, renne che attraversano la strada ed a cui l’ autista da rispettosamente la precedenza: siamo nel territorio della popolazione Sami. Trovandosi ben oltre il circolo polare artico, Capo Nord non vede mai il tramontare il sole nel periodo dall’ 11 maggio al 31 luglio e pertanto si assiste al fenomeno del “sole di mezzanotte”. Arriviamo sulla punta della scogliera che si affaccia perentoria da un’ altezza di 307 m sull’ Oceano Artico e siamo presi da un’ intensa emozione vedendo il sole che si staglia basso sull’ orizzonte e che coi suoi raggi, che fanno capolino dalle nubi, attraversa il globo d’ acciaio, simbolo di Capo Nord. Smarriti e stupiti dallo spettacolo vaghiamo per tutto il piazzale ancora increduli di essere in un posto così unico al mondo! Domani ci torneremo per vedere Capo Nord di giorno.

28 luglio

Siamo di nuovo a Capo Nord in una splendida giornata di sole e ci godiamo tutto lo spettacolo del “luogo più emozionante del mondo”. Il primo a recarsi in questo posto fantastico fu l’ esploratore inglese Richard Chancellor nel 1533 mentre il primo italiano fu Francesco Negri nel  1664. Molto è cambiato da allora a Capo Nord. Oggi il centro turistico si estende per 5000 mq, ancorato alla scogliera, ed ospita musei, negozi di souvenirs (ovviamente ci facciamo fare il certificato della nostra presenza al Capo), un bar con 350 posti a sedere la St. Johannes kapell, la cappella ecumenica inaugurata nel 1990. Un’ oasi di silenzio e riflessione. Altra attrattiva è il monumento “Figlio della Terra” realizzato nel 1989 ed inaugurato da sette bambini provenienti da diverse parti del mondo per simboleggiare la collaborazione, l’ amicizia, la speranza e la gioia al di là dei confini nazionali. Molto bella la scultura “Madre e figlio”.Domani alle 6.15 ci imbarcheremo per la crociera che ci porterà, rotta verso sud, a Svolvaer nelle isole Lofoten.

 

LE ISOLE LOFOTEN – LA NATURA INCONTAMINATA

29 luglio Honningsvag

Alle 6.15 ed in perfetto orario salpiamo da Honningsvag imbarcati sulla motonave Nordkapp della Hurtigruten, il cosiddetto “postale” che poi in definitiva è una splendida nave da crociera! Infatti il tragitto che dobbiamo fare fino a Svolvaer nelle Lofoten’, è in effetti una mini-crociera se si considera che durerà due giorni. Pensate che il tragitto completo della nave che partendo da Kirkenes nel nord della Norvegia arriva a Bergen dura ben 7 giorni. Solito splendore sui vari ponti, cabina con vista panoramica, saloni belvedere, passeggiate esterne fornite di ogni comfort. In due giorni avremo modo di goderci una bella navigazione: il paesaggio intorno a noi è fantastico!

30 luglio

Ed è un paesaggio mozzafiato quello che ci appare stamane affacciandoci dalle passeggiate a mare della nave che si insinua tra stretti passaggi tra un’ isola e l’ altra, ma il massimo dell’ emozione è quando abbandoniamo ad un tratto la rotta ed entriamo nel Tollfjord. La Hurtigruten infatti prevede una deviazione di rotta proprio per far ammirare ai suoi clienti questo splendido fiordo: la manovra d’ ingresso ci lascia senza fiato vedendo come le fiancate della nave sfiorano le coste scoscese. Alla fine del fiordo facciamo una rotazione di 360° e torniamo indietro: spettacolare! Arriviamo a Svolvaer, come al solito in perfetto orario, alle 18.30 ed in taxi arriviamo a Kabelvag e ci sistemiamo nel famoso “rorbu”, ossia la capanna del pescatore, al Nyvagar Rorbuhotell. Il nostro “rorbu” è uno dei 36 che sono situati su palafitte sulla riva del fiordo, in un contesto paesaggistico che ci emoziona: il contatto con una natura incontaminata è quanto di più potevamo sperare! La casetta è su due piani. Al piano inferiore c’ è il soggiorno con angolo cottura (fornito di tutto il necessario) e il servizio igienico con pavimento riscaldato mentre  al piano superiore ci sono due camere da letto con finestre che affacciano sul fiordo. Il soggiorno esce direttamente sulla banchina in legno unita ai moli di ormeggio dove sostano delle belle imbarcazioni da diporto. Decidiamo di fare una capatina a Kabelvag dove speriamo di trovare un supermercato fornito di pastasciutta e salsa di pomodori….. Troviamo tutto! Evviva! Dopo tanti giorni di astinenza, stasera si mangia pasta al sugo! Ci manca solo un buon caffè…Ma in cucina troviamo del caffè solubile. Meglio dell’ intruglio brodoso che si beve in Norvegia.

31 luglio

La mattina la dedichiamo alla visita di Kabelvag. La cittadina nel secolo scorso era la stazione di pesca più importante alle Lofoten. E’ a Kabelvag che il re Oisten fece costruire la prima chiesa delle Lofoten intorno al 1103. Fece anche costruire le “rorbu” intorno al 1120. Qui si trova anche la chiesa di Vagan, detta anche la cattedrale delle Lofoten costruita nel 1898 che può ospitare ben 1200 persone. La piazza principale, il cuore di Kabelvag, crea una bellissima atmosfera nella zona del porto. Decidiamo di raggiungere il promontorio sul mare che raggiungiamo dopo un bel po’ di strada. Ma la fatica è ben spesa: il panorama che si offre ai nostri occhi è impareggiabile! Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita del Lofotakvariet ossia “L’Acquario delle Lofoten” che mostra la vita marina, dalle spiagge alle grandi profondità dell’ oceano. Vi sono inoltre uno stagno delle foche e uno stagno delle lontre diventati molto popolari fra i visitatori. Nell’ acquario osserviamo il merluzzo artico (skrei) e molte altre specie ittiche tipiche della zona. Il tempo sta cambiando. Grossi nuvoloni si addensano fra le montagne ed il vento comincia ad essere impetuoso. Le imbarcazioni che sostano vicino al nostro “rorbu” sono infatti già rientrate.

31 luglio

Stamane il tempo non è dei migliori, comunque c’ è solo una leggera pioggia. Dedichiamo la mattinata alla visita del Museum Nord-Lofotomuseet costruito intorno ad un’ antica fattoria in un villaggio di pescatori. L’ edificio principale risale al 1815 e contiene varie esposizioni. Nel museo si trovano la ricostruzione,  con pezzi originali,  della fattoria abitata dal capo del villaggio, la storia della pesca alle Lofoten, una collezione di barche delle terre del nord, le capanne dei pescatori nella seconda metà del 19° secolo, antichi motori per imbarcazioni (con relativa officina) e la ricostruzione di uno studio fotografico del secolo scorso. E’ stata una straordinaria esperienza la nostra visita alle Lofoten: proporremo ai nostri amici di fare lo stesso viaggio invitandoli a chiudere gli occhi per immaginare un paesaggio con del mare azzurro e delle cime appuntite di montagne che cercano di raggiungere il cielo, con onde che lambiscono la terra, con le grida dei gabbiani che echeggiano tra le pareti delle case dei pescatori, con l’ odore del mare, delle alghe e del legno dei moli trattato col catrame. Domani partenza per Stoccolma, la nostra ultima tappa.

 

STOCCOLMA – LA METROPOLI DEL NORD

Stoccolma è detta anche la “Venezia del nord”. Costruita su 14 isole nel punto in cui il lago Malaren sfocia nel Mar Baltico, è considerata una delle città più belle del mondo. La “grande Stoccolma”, pur contando 1,8 milioni di abitanti, è una metropoli ordinata, dove è piacevole vivere e lavorare. Gamla Stan, “la città vecchia”, rimane a soddisfare la voglia di pittoresco dei visitatori.

2 AGOSTO

Alle 5.48 decolliamo dall’ aeroporto di Svolvaer su un bimotore turboelica (il secondo!) destinazione Bodo dove atterriamo alle 06.50 e con un altro bimotore turboelica (e sono tre!) arriviamo a Trondheim alle 09.05 ed alle 11.05 ci imbarchiamo sull’ aereo per Stoccolma (finalmente un jet)  della compagnia SAS. Arriviamo all’ aeroporto svedese di Arlanda alle 12.25 e con il treno veloce Arlanda Express (punte di velocità di 210 kmh) copriamo in 20 minuti i 42 km ci dividono dal centro della città.  L’ albergo Rica è vicinissimo alla stazione ed è situato a poca distanza da Gamla Stan, l’ isola sulla quale si stende la “città vecchia” il nucleo della città medievale originariamente cinta da mura fortificate.. All’ ingresso incrociamo un “gay” che con uno sgargiante abito di merletto rosso tipo “sirena” si infila in un taxi. Apprendiamo che in città si svolge un “GAY PRIDE”.   Dopo aver pranzato ci incamminiamo sulla Drottninggatan e costeggiando Il Riksdagshuset, la sede del Parlamento, ci dirigiamo verso Birger Jarls torg la vasta piazza centrale di Riddarholmen, l’ isola dei Cavalieri, cuore della storia svedese, dominata dalla Riddarlholms Kyrkan la  chiesa conventuale dove dal 1817 riposano quasi tutti i re di Svezia. Proseguiamo fino a la Storkyrkan, la “grande chiesa”, la cattedrale di Stoccolma, costruita nel XII secolo al cui interno si trovano opere uniche come il magnifico gruppo scultoreo in legno policromo di S. Giorgio e il drago. Tra i due pilastri della navata di sinistra, presso l’ entrata, il modello di una nave votiva del XVI secolo ricorda che la chiesa era in origine dedicata a S. Nicola, patrono dei marinai.  La breve e stretta Kallargrand giunge nella Stortorget, la piazza dove nel 1520 avvenne il cosiddetto “bagno di sangue” di Stoccolma, nel quale furono uccisi 82 nazionalisti contrari all’ unione con la corona danese. La piazza, ornata da una bella fontana, è circondata da nobili palazzi di stile tedesco-olandese  del XVII secolo e su tutti domina Il Borshuset, antico palazzo della Borsa, oggi sede dell’ Accademia svedese e della Biblioteca Nobel. Una musica ci fa ricordare la nostra Napoli: dei suonatori di strada ci accolgono con le note, manco a dirlo, di ‘O sole mio! Ultima chiesa che visitiamo è la Tyska kyrkan (chiesa tedesca) fondata nel 1576, trasformata in chiesa barocca a sala nel 1638. E’ sera e decidiamo avviarci verso l’ albergo e ci dirigiamo verso la Drottninggatan costeggiando il Kungliga slott, il palazzo reale, la nostra meta di domani. Il cambio della guardia che avviene alle 12.00 ci dicono è uno spettacolo indimenticabile. Passiamo  dinanzi al Riksadagshuset (il Parlamento) dove , sotto il porticato, una coppia di bielorussi, lui alla fisarmonica lei canta da soprano, intrattengono i passanti. Inutile dire che mi esibisco in una canzone che è conosciuta anche da loro: Feelings. Poi quando capiscono che siamo italiani, anzi napoletani, subito il fisarmonicista mi propone “Anema e core” per poi concludere con un “Dicitencello vuje” in coppia con la “soprano” in versione bielorusso-partenopea! La nostra musica non ha confini!  Lungo la strada io sento nell’ aria un’ aroma conosciuto…E’ odore di pizza o è un’ allucinazione? Facendomi guidare dall’ olfatto giungiamo dinanzi alla “PIZZERIA PARADISO”, entriamo e restiamo sbalorditi: sul fondo si erge maestoso un forno a legna. Ma sì proprio come uno dei nostri! Subito vogliamo conoscere il pizzaiolo. Si chiama Marcos, è di origine abissina e ci assicura che mangeremo una vera pizza napoletana. Miracolo! E’ proprio vero! La pizza è buonissima ed è guarnita anche di basilico! Dopo tanti giorni di astinenza, finalmente! Ma ci manca il caffè……

3 agosto

Sveglia di buon ‘ora e ci dirigiamo verso la City. Arriviamo in Sergels torg, la piazza centrale della Soccolma di oggi, il cuore della città e importantissimo nodo del traffico cittadino. E’ su due livelli: quello inferiore è una vasta area pedonale, sulla quale si aprono negozi, supermercati e la stazione della metropolitana. Sul livello superiore, al centro, zampilla una grande fontana in cristallo. Riprendiamo  la Drottninggatan e percorriamo la parte pedonale, piena di negozi, artisti di strada, fino a deviare verso la Gustav Adolf Torg, il teatro dell’ Opera, la Karl XII torg e il Kungstradgarden “il giardino del re”(un tempo vi si coltivavano le essenze rare per gli usi della corte) attrezzato per la ricreazione e il gioco di grandi e piccoli. Continuiamo per Norbbro ed arriviamo in Slottsbacken (collina del palazzo) la grande piazza che si apre davanti al lato sud del castello. Il Kungliga slottet, residenza ufficiale del re, è l’ edificio principale della città. Quattro edifici simmetrici, preceduti da due palazzetti  isolati, chiudono il cortile, dove alle ore 12.00 si svolgerà la cerimonia del cambio della guardia. Siamo leggermente in anticipo ma questo ci consente di piazzarci in modo propizio per la visuale. Alle 12.00 in punto inizia la cerimonia che è molto di più di un semplice cambio della  guardia, è un vero e proprio spettacolo con truppe che sfilano a cavallo, una banda, sempre a cavallo che non si limita a suonare marce ma che si esibisce, sempre suonando, in un vero e pittoresco carosello. Restiamo sbalorditi. Il pomeriggio è dedicato alla visita del Vasamuseet ovvero l’ attrazione più visitata della capitale svedese. Ci imbarchiamo sul molo Nybrikajen vicino allo Strand Hotel sul battello che ci porterà verso un’ originale costruzione la cui copertura in rame ricorda un veliero ed è infatti un antico veliero che ospita in una penombra suggestiva: l’ enorme vascello da guerra “Vasa”, costruito per il re Gustavo II Adolfo  e colato a picco il 10 agosto 1628 durante il viaggio inaugurale per un’ improvvisa raffica di vento che inclinò  l’ imbarcazione facendo penetrare l’ acqua attraverso i portelli dei cannoni aperti facendola affondare velocemente. Questa fu una grande beffa per l’ ego navale e per il re che aveva deciso le spropositate dimensioni della nave. Rimase sommersa fino al 1956, anno in cui fu presa la decisione di far riemergere il relitto. La visita ci ha preso un bel po’ di tempo e ci non ci resta che riprendere battello che ci porterà  verso Gamla Stan che vedremo sotto una suggestiva luce crepuscolare.

4 agosto

Oggi è il nostro ultimo giorno a Stoccolma e vogliamo fare una mini crociera che ci porterà in giro per le isole più rappresentative dell’ arcipelago. Al ritorno giriamo ancora per Gamla Stan la parte più antica di Stoccolma, sicuramente la più suggestiva, con piccole stradine, pittoresche ed eleganti insieme. Si può tranquillamente passeggiare senza una meta precisa perché tutto ciò che ci circonda ci attrae come  la Marten Trotzigs grand, la stradina più stretta di Stoccolma, ma la cosa che corona degnamente il nostro soggiorno e sentire nell’aria un buon profumo di caffè! Ma sì, sembra proprio profumo di caffè italiano! E’ una suggestione? Ma no! Come cani segugi seguiamo la scia dell’ aroma e giungiamo davanti ad un piccolissimo bar. Incredibile, fanno del caffè italiano anche se il gestore è un simpatico svedese. Non potevamo sperare dei più. Ora possiamo lasciare Stoccolma ed infatti sull’aereo che ci riporta in Italia ci abbandoniamo a laute bevute di birra anche perché festeggio il mio compleanno attraversando i cieli svedesi. Auguri Carlo!

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