Vietnam: una sfida … e non solo!

23/09-07/10/2012 di Giusep11

E’ una bella giornata di sole estivo a Roma anche se siamo a fine settembre. Mancano ancora molte ore alla partenza prevista per le 22.00, per cui approfitto per andare a zonzo per la città prima di trasferirmi all’aeroporto FCO. E’ sempre un piacere guardarsi intorno a Roma perché c’è sempre qualcosa di interessante da vedere.





Tan Son Nhat-HCM: solo scalo.
Arrivo con volo Emirates puntuale a Saigon e subito mi reco allo sportello Immigration per consegnare la lettera d’invito, una foto, 25$ e il foglio già riempito con tutte le informazioni generali. Il disbrigo della pratica è veloce, ritiro il bagaglio e mi reco agli sportelli per cambiare in Dong. Sono tre ed espongono cartelli con diverso valore di cambio, ma non fidandomi mi faccio fare prima un preventivo.
All’uscita è tutto tranquillo, mi reco a piedi all’hotel nei pressi dell’aeroporto e vado subito a dormire perché ho il volo presto al mattino seguente.
Intorno alla mezzanotte sento un trambusto per le scale, picchiano alla porta e dopo aver aperto vedo un gruzzolo di militari che vogliono vedere il passaporto per un controllo. Sbigottito glielo mostro e se ne vanno. Mi rimetto a letto e penso: “ma la guerra non è finita da un pezzo?”
Suona presto la sveglia al mattino, è quasi giorno; mi preparo velocemente, saluto il receptionist e mi avvio a piedi all’aeroporto distante una passeggiata. Sempre tutto tranquillo.
Info:
Volo Emirates
Visa on arrival 15usd

Hà Nội: toccata e fuga.
Parto alle 6.00 da HCM per essere ad Hanoi presto e sfruttare tutta la giornata. Dall’aeroporto prendo uno degli innumerevoli minibus che portano in centro fino al lago che parte, però, solo dopo essersi riempito e il trasferimento fino in centro è lunghissimo per cui perdo un po’ di tempo. Scesi dal bus faccio conoscenza con una ragazza italiana, ma dopo aver confrontato i nostri programmi abbastanza diversi decidiamo di separarci. Dopo aver prenotato in agenzia il trasferimento per la notte con sleeper bus per Sapa comincio la visita della città e per accelerare i tempi nel recarmi nei vari siti di mio interesse faccio uso degli Xe Ôm (mototaxi).

Il Mausoleo di HCM mi colpisce per la sua maestosità, il silenzio, gli spazi, l’ordine, caratteristiche tipiche di un governo militare come lo era allora. Nelle vicinanze, senza spostarsi troppo, si può visitare il Museo di HCM, la One-pillar Padoga, il Palazzo del Governo. E’ curioso che dopo aver distrattamente passato la riga gialla che delimita la strada dal marciapiede antistante il Mausoleo, vengo subito richiamato dai fischietti delle guardie che quasi mi rincorrono. Faccio subito segno che è tutto ok e che mi sposto così si calmano.

…………………………………maestoso…………………………………………………….Cattedrale Cattolica……



…………………………One Pillar Padoga…………………………………………………………….Ponte Rosso…………………..



…...sposini al lago Hoan Kiem….

Terminata la visita in quella zona chiedo informazioni ad un ragazzo che gentilmente mi da un passaggio in moto fino alla Cattedrale Cattolica che anche se un po’ malandata vuole dire la sua in mezzo a tanta religione buddista. Termino la parte della giornata girando per la città vecchia con i mercati e faccio un giro al lago Hoan Kiem attraversando il Ponte Rosso che porta alla padoga Ngoc Son. Fa molto caldo e neanche la leggera brezza che proviene dal lago riesce a darmi sollievo. Ormai è sera e ritorno al tourist office dove ho prenotato il biglietto per Sapa perchè proprio lì c’è il sevizio pick up gratis che porta alla fermata dello slepper bus. Ho voluto dedicare un solo giorno a Hanoi avendo una tabella di marcia molto stretta e anche perchè non amo molto le città grandi, caotiche, afose e avendo la certezza che il bello deve ancora venire.
Info:
volo HCM-HN Vietjet 1.175.000D
minibus aeroporto 40.000D
trasferimenti in città con Xe Ôm 10/20.000D


Sapa: un’occasione persa…o quasi.
Parto da Hanoi in serata con sleeper bus e dopo qualche sosta notturna per un rinfresco arriviamo, senza neanche accorgermene, nei pressi di Sapa (20km) al mattino presto, ma ecco la sorpresa: il bus si ferma all’improvviso! Dal finestrino vedo molta gente che circola sotto la pioggia e io sono uno dei pochi a non scendere per vedere l’accaduto. Intanto l’autista dice che si riparte tra un ora e noi si approfitta di fare qualche sonnellino. Sono le 12.00 e il problema non è ancora risolto; vedo che molti hanno abbandonato il bus e i pochi rimasti si stanno organizzando per farlo. E’ il momento della grande decisione: vado o resto? Guardo fuori e la pioggia da battente diventa heavy rain per cui decido insieme a 2/3 persone di restare. Solo quando la pioggia diminuisce scendo e vado a vedere l’accaduto. Con grande stupore vedo una roccia enorme che staccandosi aveva bloccato la strada. Capisco solo allora di aver sbagliato a non seguire gli altri che avevano attraversato a piedi il break-point e con un minibus che li aspettava dall’altro lato avevano raggiunto Sapa. L’attesa è lunghissima per le scarse risorse di mezzi a disposizione per demolire la roccia che solo l’esplosivo poteva sbriciolarlo. E’ inutite negare che il mio pensiero va più volte ai ragazzi che con coraggio avevano lasciato il bus sotto la pioggia, ma che erano stati ripagati con l’arrivo anzitempo a Sapa. Arriviamo a Sapa alle 17.00…un giorno perso!!…proprio quello del mio compleanno!!!!!! Insieme al mio amico Yandi (giapponese), rimasto con me nel bus, cerchiamo un hotel e lo prendiamo insieme proprio in centro. A Sapa si respira un’aria autunnale, con quella leggera foschia serale come quella delle nostre colline, ma più calda e molto tranquilla, quasi magica. E’ d’obbligo la visita al market per rificillarci con 2 porzioni di soup noodles chicken e dopo aver fatto un bel giro per il paese andiamo a dormire.

………..che iella, bastava passare 1 ora prima …………………………………………………la surreale Sapa………




…………………………………Cat Cat villagge…………………………………………….balli tradizionali………….



…………………………………………………………..villaggio………………………………………………





……….donne in costume tradizionale………………………………………………raccolta del riso….




………………..l’immensa e maestosa SAPA per opera della genialità dei contadini…………….

Sveglia alle 7.00 e sotto la pioggia ci incamminiamo verso Cat Cat, ma a causa della pioggia insistente veniamo ospitati in una capanna in cui vivono 2 persone. Yandi non sta bene(voleva fare il kamikaze giapponese con l’infradito come scarpe da trekking) e decide di tornare in hotel; io resto e verso le 9.30 vedo degli occidentali che cominciano ad arrivare completamente coperti da impermeabili bianchi testa-piedi che sembrano degli zombi. E’ il momento di mettermi in cammino e raggiungere Cat Cat. Dopo aver assistito a delle danze folkloristiche locali, percorro tutti i sentieri turistici e non, fino a raggiungere un villaggio di contadini. E’ il periodo della raccolta del riso, le spighe sono gialle e i contadini con la falce mietono, macinano e separano la paglia dal riso.
Lungo la strada incontro dei bambini che si divertono a giocherellare e a prendermi in giro, mentre altri pascolano le mucche nelle risaie allagate o guidano l’aratro tirato sempre da mucche.
Che spettacolo Sapa! Solo la semplicità e la laboriosità dei contadini può portare a un risultato puramente geniale che sono i terrazzamenti, che visti dall’alto disegnano la maestosità della natura per mano dell’uomo. Al rientro a Sapa incontro 5 ragazze spagnole che erano con me nel bus e dopo aver espresso la mia amarezza per non averle seguite le saluto e raggiungo Yandi in hotel. E’ il momento di andare per me, ma non prima di salutarlo e dargli degli antipiretici. Riparto con sleeper bus verso Hanoi con un po’ di rammarico per non aver sfruttato meglio la tappa di Sapa, ma con la gioia per lo spettacolo della natura visto e la tranquillità che il posto mi aveva infuso.
Info:
bus per Sapa HƯNG THÀNH 300.000D(pick up gratis dall’hotel)
entrata a Cat Ba 40.000D(lo pagano in pochi)
soup noodles chicken 20.000D

Cat Ba- Halong Bay: la meraviglia della natura.
Appena arrivati a Hanoi, mi trasferisco alla stazione dei bus Luong Yen con mototaxi per prendere il bus Hoang Long che porta fino a Cat Ba centro. Arrivati a Hai Phong si cambia bus e si arriva al molo dove aspetta lo speedboat fino a Cat Ba.
Appena giunti a Cat Ba subito riceviamo offerte per la junka, ma dopo un’attenta valutazione decido insieme a una ragazza sudamericana appena conosciuta, di temporeggiare. Andiamo al molo Ben Beo dove veniamo avvicinati da un tipo proprietario di 3 junke che ci fa un preventivo e solo dopo una serrata contrattazione riusciamo a spuntare un prezzaccio di 30$ a testa per 6 ore di navigazione con itinerario da noi scelto. Il pomeriggio affittiamo uno scooter per girare l’isola attraversando la fitta foresta ai lati della strada e godendo del panorama circostante. E’ bello passeggiare la sera sul lungomare antistante il porto da cui si possono vedere tutte barche rientrate dopo la pesca, ancora intenti a lavorare il pesce pescato.

…………………..Cat Ba ………………………………………………………………………Cat Ba porto……….



……………………………………………pescherecci al rientro…………………………


Partiamo alle 6.00 da Ben Beo con la mia amica Sisì e prendiamo subito il largo dopo aver discusso col capitano circa la rotta da seguire. Godiamo dell’alba che sta per materializzarsi e l’attesa comincia a salire per l’imminente avvicinarsi della baia. Che dire, è tutta una meraviglia questi 2000 faraglioni, isolotti o monoliti che sbucano dalle profondità del mare che danno un tocco surreale e suggestivo. Arrivati nei pressi della baia il capitano inizia la manovra per rientrare, ma io lo invito ad andare avanti rinunciando alla visita di una spiaggia che lui aveva proposto. Io e Sisì sul ponte ci sentiamo padroni assoluti, in quanto non ci sono quasi altre imbarcazioni di turisti considerato il periodo, ma incrociamo solo barchette di pescatori.

……………….alba………………………………………………………………………………….mistero………….



……………………………………………………………navigando tra i faraglioni…………………………….


Facciamo sosta su un’isoletta dove incontriamo altri turisti e approfittiamo per vedere la lavorazione di certi tipi di pesce e serpenti di mare che vengono liberati dalle interiora e conservati dentro barattoli di vetro, come le nostre melanzane. Si riparte, e prima di giungere al molo abbiamo ancora tanto da vedere e da godere di quello spettacolo della natura infinito.


……………………….l’isola dei babbuini………………………………………………………………….serpenti di mare in barattolo……………

….……….l’immensa……………


Eccoci tornati al molo di Ben Beo pienamente soddisfatti, ringraziamo il capitano e corriamo in centro dove ci aspetta il bus per Hai Phong.
Nel primo pomeriggio prendiamo il bus fino a Hai Phong e arriva il momento di dire addio a Sisì che torna a Hanoi mentre a me attende il bus per Huè.
Info:
bus station Luong Yen(Hanoi)
bus per Cat Ba Hoang Long 270.000D
bus Cat Ba- Hai Phong 210.000D



Huè: non ti spettavo così.
Dopo una notte di sleeper bus giungo in tarda mattinata a Huè. Vengo subito avvicinato dagli Xe Om con cui raggiungo velocemente la “Citadel”. Preferisco prendere un hotel vicinissimo al sito per comodità e subito mi reco all’interno pagando un biglietto (molto conveniente) che prevede la Citadel più 2 tombe. Posso ravvisare lo stato fatiscente sia delle strutture che dei giardini e penso che occorrono ingenti investimenti per riportare allo splendore quello che rimane. Dopo aver trascorso qualche ora nella Citadel mi reco alle tombe imperiali di cui una molto distante che fa irritare il driver. Quest’ultima si presenta con ampi giardini circondati da un canale che abbraccia tutta l’area, ma non presenta strutture importanti da vedere all’interno. La seconda è più spettacolare con una gradinata che porta all’apice della struttura in cui all’interno vi è una statua dell’imperatore fatta dai francesi durante il periodo coloniale.

…………………Piazzale…………………………………………………………………………..Citadel…………….

.


………………………………………………………………..Citadel….………………………………………………


…………………………..tombe imperiali…………………raffigurazione imperatore realizzata dai francesi durante il periodo coloniale scala 1:1…

………………………….tombe imperiali…………………………………………………..festival d’autunno: Huè by night…


……festival d’autunno: Huè by night………


Alla sera ho voglia di rifare un giro lungo il grande piazzale adiacente la Citadel che mi ispira molta tranquillità e faccio conoscenza con un gruppo di ragazzi che stanno festeggiando e quando sentono che sono italiano la festa raddoppia. Non manca una puntatina al centro dove noto un movimento notevole di scooter. Avevo letto in un manifesto circa il festival d’autunno ma non avevo capito di cosa si trattasse. Quando arrivo nella bolgia degli scooter e esseri umani, assisto a quelle danze con figure tipiche della loro tradizione agitate da ragazzi incastrati uno sull’altro a formare una specie di serpente che si muove a ritmo di tamburo. E’ una grande festa che va avanti la notte con musica, danze tradizionali e claxon delle migliaia di scooter. Dopo aver chiuso l’ultimo giorno del festival, vado a dormire con la tranquillità che mi ha trasmesso il posto e la gioia di essermi divertito molto…inaspettatamente.
Info:
bus per Huè Hoang Long 340.000D(colazione inclusa)
biglietto Citadel 180.000D
xe om 50.000D(2 tombe)


Hoi An : l’affascinante cittadina.
Tramite un Sinh turist faccio il biglietto per Hoi An che parte alle 8.00 da Huè. Pur relativamente vicina (120km) il bus impiega molto tempo per arrivare: 4 ore. Prendo un hotel a ridosso della old town e mi metto subito a gironzolare per le vie in cui trovo mercati senza soluzione di continuità. Hoi An è molto carina con le sue viuzze, i suoi mercati, i negozi che con i loro prodotti multicolore sembrano addobbare la città vecchia, il ponte Giapponese e quel canale trafficato da piccole e medie imbarcazioni che portano a spasso i turisti. Da sottolineare la grande tradizione artigianale locale che va dai tessuti ricamati a mano, al legno e alla lavorazione dei prodotti in metallo.

…………………………………………….artigianato locale
………………………………………………………………………………………..

………………vicoli di Hoi An…………………………………………………………………………..Ponte Giapponese


……………………………………………….vita sul canale di Hoi An………………………………….



………………………………………………………bellezze di Hoi An…………………………………….ospite della spiaggia……

Arriva la sera e la cittadina si colora di tante luci con le vecchiette che vendono i lumini galleggianti lungo la sponda del canale, con locali in cui vi sono rappresentazioni di balli tradizionali interpretati da giovani ragazze. Al mattino seguente affitto una bici e mi reco sulla spiaggia per fare un giro, ma oltre a osservare i pescatori che rientrano con curiose imbarcazioni rotonde (non a caso per il tipo di pesca loro) come bagnarole, non vi è altro. Rientro in città e dopo aver fatto l’ennesimo giro in bici decido di trasferirmi anticipatamente a Da Nang per il volo aereo facendo uso del yellow-bus che fa la spola tra le due città. Arrivo al terminale e vedo il bus che sta partendo con il controllore ancora a terra che mi fa cenno di velocizzare il passo; il bus si blocca e riesco a partire al volo. E’ molto divertente questo bus perché è il mezzo del popolo in cui le porte sono sempre aperte e la gente sale e scende al volo; trovi contadini, studenti, backpackers come me, prodotti agricoli, galline e ogni altro tipo di merce….che spasso!
Ho trovato questa città molto carina e affascinante sia di giorno che di sera. La cosa più tipica sono i mercati, le viuzze, il canale che di sera ospita nel suo letto i lumini galleggianti che lo illuminano. Tra le varie tipologie di mercanzie sono rimasto particolarmente incuriosito dai dipinti molto belli.
Info:
bus HUè-Hoi An 90.000D
yellow-bus per Da Nang 18.000D(ai turisti chiedono 50.000D, ma voi resistete e zittiteli con 20.000D)

Da Nang: che divertimento!
A bordo del yellow-bus giungo a Da Nang senza sapere quale fermata può essere ottimale per arrivare più vicino all’aeroporto. Arrivati in centro mi catapulto fuori dal bus e per sapere l’esatta posizione in cui mi trovo chiedo ad un ragazzo che con uno smartphone riesce a stabilire la posizione col gps. Mancano molte ore per il volo per cui lentamente mi avvio lungo il viale che mi porterà dritto all’aeroporto (attaccato alla città). Intanto approfitto per curiosare in giro e ad un certo punto entro in un parco dove involontariamente sono protagonista di una simpatica gag. Vedo una serie di donne mature che formano un trenino ed ognuna massaggia la schiena alla persona che le sta davanti, poi girandosi la persona massaggiata diventa massaggiatrice a turno. Mi avvicino e le signore con grandi sorrisi mi invitano a pormi davanti al trenino; senza farmi ripregare prendo posizione e ricevo massaggi alla schiena e non so perché mi tirano anche le orecchie. Naturalmente attiro l’attenzione dei passanti molto divertiti nel vedere la scena. Finito lo sketch, saluto, ringrazio e riprendo il mio cammino.

……………………………..avventura nel parco…………………………


………………………………………festival di scooter………………………………………………………..ponte in costruzione……….


Ho notato più volte che le persone guardavano con insistenza alle mie spalle, ma non riuscivo a capire cosa potesse attirare la loro attenzione. Solo dopo che una persona mi ha fatto delle domande ho capito che il mio zaino militare delle truppe alpine li aveva incuriositi molto fino ad incutere rispetto.
Da Nang è una città moderna, in fase di espansione soprattutto per la presenza di grandi ponti in costruzione e la notevole importanza del porto commerciale con numerosi container di merci provenienti dal bacino asiatico.
Avevo sempre snobbato questa città, ma mi sono veramente divertito!

Phu Quoc: l’isola che non c’è…ma poi l’ho trovata!
Da Da Nang volo aereo per HCM, attesa 4-5 ore di notte in aeroporto all’aperto e partenza con altro volo per Phu Q. arrivando in mattinata presto per fruttare la giornata intera. Il primo impatto non è positivo e mi sento abbastanza disorientato.
Dopo aver provato a trovare un alloggio senza risultato, mi affido a un driver di mototaxi che mi offre un bungalow a prezzo economico di fronte al mare. Mi fido, arrivo sul posto e dopo qualche titubanza accetto. Non essendo niente di che il mare trovato, affitto uno scooter per scorrazzare sull’isola alla ricerca di qualcosa di bello che potesse giustificare il capriccio di arrivare fin qui.

………………………………………………………..vietmamita ignaro tifoso dell’Italia………………………………mercato……


Con lo scooter mi inoltro lungo una strada completamente sterrata piena di buche che mi fanno saltellare di continuo. Nell’immaginare dove potessi arrivare mi viene in mente le parole del driver che mi aveva portato al bungalow: Long Beach. Arrivato ad un villaggio approfitto di farmi preparare un’omelette (eccezionale) da un’anziana signora che cucinava al bordo della strada e intanto guardo la lavorazione del pesce pescato in gran quantità. Prima di ripartire chiedo di questa Long Beach e mi dicono di andare avanti. E’ stata dura per 21km ma ecco che mi appresto a raggiungerla. Solo dopo aver messo piede sulla spiaggia riesco a capire di essere arrivato nel “paradise on earth”: sabbia fine bianca, mare cristallino e quasi senza turisti. Passo tutto il pomeriggio lì facendo vari bagni e passeggiate prima di rientrare alla base…una libidine.

………….villaggio pescatori…………………………………strada per L.Beach………………………….sarta di Phu Q……..……………..



…..unicamente LONG BEACH….the Paradise…..


Mi attende un viaggio di ritorno scomodo, ma sono preparato e impiego molto meno tempo dell’andata. Visito il mercato serale, strapieno di scooter che sfilano uno sopra l’altro andando ad inquinare tutto in cibo esposto, gusto qualche prelibatezza locale e faccio in tempo a tornare al bungalow per godermi il tramonto sopra un lettino.


………………..scooter al mercato………………………………tramonto a Phu Q…………………………………………porto…

……………sognando Phu Quoc…………..






Al mattino dopo lunga passeggiata sulla spiaggia, faccio colazione, prendo il sole e sul tardi mi trasferisco al molo per prendere lo speedboat.
Lungo la strada intravedo il nuovo aeroporto che dovrebbe portare, ahimè, molti più turisti sull’isola con il pericolo di creare un turismo di massa e quindi addio isola selvaggia.
Che dire di quest’isola, è ancora molto selvaggia con strutture non all’avanguardia e strade poco percorribili, ma quello che è da venire, ovvero il grande turismo di massa annunciato dal nuovo aeroporto, potrebbe cambiare la faccia all’isola deturpandola. E’ inutile sottolineare l’amarezza nel vedere discariche di rifiuti lungo le strade che costeggiano la spiaggia senza soluzione di continuità.
Info:
volo Da Nang-HACM Jetstar 1.080.000D
volo HCM-PQ VietnamAirlines 660.000D
speedboat superdong 240.000D
scooter 1 dì 100.000D

Can Tho: la vita galleggiante.
Appena arrivati a Rach Gia, non effettuando servizio la MyLinh express, tento di prendere un bus di un’altra compagnia, ma essendo già pieno mi affido allo Xe Om che mi porta in una fermata dove passa un minibus. Faccio il biglietto e parto per un’avventura inaspettata. Avevo letto vari forum dove si parlava di come guidano gli autisti dei bus in Vietnam, ma quello che ho vissuto io va oltre ogni film americano e immaginazione più perversa. La distanza Can Tho – Rach Già è modesta ma la strada è gremita di scooter che trasportano ogni tipo di merce, anche i maiali. L’autista del minibus ingrana la marcia e a velocità folle si butta addosso a chiunque, suonando continuamente il clacson e facendo sorpassi da film di Hollywood. Non bastasse, il suo assistente, affacciato al finestrino, sgridava a gran voce tutti quelli che tardavano a farci strada. Le mie emozioni andavano dallo spavento al divertito e afferrato il sedile puntavo gli occhi inorriditi verso la strada, innalzano una preghiera ad ogni sorpasso riuscito senza danni. Arrivo a Can Tho che è già sera, inizialmente sono un po’ smarrito ma poi prendo un hotel il cui titolare mi organizza il giro nei canali per l’indomani. La contrattazione per il tour si fa dura, io mollo e vado in camera, ma lui mi segue e accetta con rassegnazione la cifra da me offerta. Alle 5.30 puntuale mi viene a prendere un mototaxi e mi porta al molo da cui parto con piccola imbarcazione verso i floating market.

…………………………………………….vita lungo i canali di Can Tho……………………………………….




…………………………..floating market…………………….barcaiola medicata da me al dito…………………………….

…………………………………………….barcaiole tutte donne………………….





Impieghiamo molto tempo per arrivare al primo in cui facciamo una breve sosta e via per il secondo. Non sono un granché questi mercati (o comunque niente a che vedere con quelli di Bangkok), la cosa carina sono i piccoli oggetti che le barcaiole (tutte donne) ci fanno usando delle foglie lunghe e sottili con cui artigianalmente ed incredibilmente creano fiori, bracciali, orecchini, forme d’insetti che gelosamente conservo. Il giro è lungo e comprende anche canali inferiori lungo cui si assiste a uno squarcio della vita quotidiana degli abitanti delle baracche e case galleggianti; chi si lava nel fiume, chi lava panni o piatti, chi pesca…ect, e si può ammirare la grande vegetazione così fitta che dobbiamo fare lo slalom per passare. Lungo questo tragitto si arriva in una piccola fabbrica dove lavorano il riso e finalmente posso vedere come fanno i noodles. Dopo aver offerto un piccolo pranzo alla barcaiola e aver salutato gli altri turisti conosciuti nell’occasione si rientra.


…………donne di carattere………………………………………………………………………………..fabbrica di noodles……………………..


…………………………….colta sul fatto………………………..





Dal molo faccio qualche centinaia di metri a piedi e arrivo al bus station dove prendo il mezzo per l’ultima tappa, Saigon.
Info:
minibus Rach Gia-Can Tho 130.000D
pranzo 100.000D

Saigon-HCM: l’ultima tappa.
Sull’autobus che mi porta a Saigon conosco una ragazza che mi aiuta a capire dove si sarebbe fermato il bus, per cui prevedo di prenderne un altro dal terminal fino al centro città. Così è; alla discesa prendo il n°2 e arrivo dritto in centro città di fronte al Ben Thanh Market. Sono quasi sconvolto dal traffico degli scooter e dall’aria irrespirabile. Mi viene da pensare che se un giorno tutti quegli scooter diventassero auto sarebbe la fine, diventerebbe tutto disumano.
Faccio un giro in centro e approfitto per sistemarmi in hotel e prenotare l’escursione a Cu Chi per l’indomani al Sinh Turist. E’ venerdì sera e c’è molto movimento in centro; oltre ai soliti scooter ci sono molte persone in giro e in una piazza ci sono dei ragazzi che sotto una debole pioggia fanno arti marziali. Lungo le vie del centro, oltre al grande Ben Thanh Market intravedo dei locali un po’ particolari con donnine che ti invitano ad entrare.

…………………………………………..Saigon centro……………………………………….


La visita di Cu Chi è sicuramente impedibile. Si possono toccar con mano i luoghi delle grandi battaglie in cui fu arrestata l’avanzata degli Usa a 40km a nord di Saigon. I tunnel sono incredibili: stretti, lunghi secondo una rete di 200km e profondi secondo 3 livelli di profondità per evitare che i crateri delle bombe potessero intaccarli. La guida ci spiega bene tutta l’organizzazione e il funzionamento della rete dei cunicoli e arriva il momento di andare dentro un tunnel di 50mt. Appena entrati e fatto qualche metro comincio a sentire il peso dell’umidità e la fatica di camminare a gattoni e solo all’uscita si prova una grande liberazione. Solo i vietcong con la loro statura minuta e la loro resistenza alla fatica potevano stare la sotto. Col pensiero immagino gli americani con quale panico vivevano quelle situazioni al sol pensiero di capitare in una trappola o che affiorassero, improvvisamente alle loro spalle, da sottoterra, quei piccoli omini così tanto pericolosi. Ancora sono là alcuni tank Usa esplosi sopra le mine anticarro talvolta fatte con le stesse bombe degli Usa non esplose e riciclate, come tante altre cose, dai vietcong. Prima di finire viene proiettato un film reportage non fazioso che mostra come era la vita delle persone senza e con le atrocità della guerra.

……….prima…………………………………………..durante………………………………………………………..dopo………….



………………..cunicoli lunghi 200km………………..




……………………….traps for americans…………………………


…………………..american’s tank…………………………………………………………………bomba inesplosa riutilizzata dai vietcong………..


Al rientro a Saigon passo tutto il pomeriggio a visitare il Museo (fotografico) dei Crimini di Guerra, Notre Dame, Opera House, Palazzo della Riunificazione.

……Riunification Palace………………………………….City Hall………………………….Opera House………………………..Notre Dame……





…………….Saigon-Ho Chi Minh…………





E’ proprio finita, è il momento di andare in aeroporto e lo voglio fare rispettando il mio stile da backpacker. All’hotel ritiro il mio zaino e mi dirigo verso il terminal Bèn Xe Phan Gu Lao che dovrebbe essere a 5 minuti, ma dopo essermi accorto delle indicazioni errate delle persone faccio marcia indietro e capisco che la stazione dei bus era proprio quella di fronte al B. Market. Arrivato lì non trovo nessuno che mi capisca né tantomeno una biglietteria, ma ecco che aggirato il piccolo stabile della stazione ricevo l’ultimo regalo dalla provvidenza che mi fa apparire proprio quel numero 152 su un bus che spero sia vero che è diretto all’aeroporto. Lo rincorro in mezzo al traffico, grido al driver “airport”, lui dice sì e mi apre la porta. Salto su e comodamente in 30’ sono a Tan So Nhat.
Info:
bus per Can Tho-HCM: 90.000D
trip a Cu Chi 116.000D entrata 90.000D
museo Crimini d. G. 15.000D
bus-152 4.000D

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Ho visto un paese dalle mille facce; dai villaggi rurali con i contadini instancabili che vivono nelle case di paglia di Sapa ai centri in grande espansione come Da Nang, Hai Phong, dalle zone incontaminate (o quasi) come Halong Bay alle metropoli invivibili come HCM, dalle osasi di pace come Long Beach (Phu Quoc) ai gradi centri rumorosissimi.
Prima di partire mi ero formato attraverso vari forum un’idea sbagliata di quello che avrei trovato: tassisti pericolosi, autisti ubriachi e maleducati, persone cattive, strade non attraversabili a piedi, malattie pericolose, polizia severa pronta a fare super multe se guidi uno scooter…..nulla di tutto questo. Il Vietnam è ancora un paese tranquillo in cui è quasi impossibile vedere un poliziotto, probabilmente per la bassa criminalità. Non sono sorridenti come le persone incontrate in Thai-nord, ma sono sempre pronti a rispondere ad un tuo saluto e magari a fare un sorriso se lo ricevono prima; mi capitava spesso di salutare uno e vedere rispondermi in 10. Cercano sempre di spillare il più possibile al turista anche con bugie, come fanno dappertutto, ma questo è evitabile semplicemente stabilendo una contrattazione chiara prima di ricevere il servizio, in modo tale che all’atto del pagamento non ci siano contestazioni. In mia esperienza ho sempre ridotto il richiesto del 50/60% e anche se all’inizio lo rifiutavano, mi rincorrevano sempre accettando la mia offerta senza avere mai problemi. Bisogna essere sempre decisi e fermi più di loro. Ho riscontrato costantemente che loro amano l’Italia e la sognano, lo testimonia il fatto che ogni volta che dicevo di essere italiano mi facevano sempre festa. Sono molto curiosi di venire e conoscere le città italiane più volte chiestomi da ragazzi con che ho conosciuto, per non parlare delle ragazze che all’invito di venire in Italia rispondono decisamente con il si.
Il mio viaggio è stato una scommessa con me stesso di poter vedere tutto quello che ho visto in 2 settimane, grazie alla puntigliosa organizzazione fatta esclusivamente da me senza neanche la lonely p., ma è stata anche una voglia di esplorare una terra che mi incuriosiva molto. Non partite tesi e ansiosi come me per tutto quello che avevo letto, ma siate rilassati e gioiosi di quello che state per vedere e vivere…..

Prima di congedarmi volevo segnalare, ahimè, il grande pericolo che corre questa terra, ovvero L’INQUINAMENTO.
Manca completamente la cultura della raccolta e del riciclo dei rifiuti che vengono buttati puntualmente lungo strade, campagne, spiagge e non solo. Il grande nemico non sono più gli americani ma il grande smog delle metropoli, il mercurio nel Mekong e le buste di plastica a Halong Bay. E’ raccapricciante vedere a Phu Quoc chilometri di spiaggia al cui bordo giacciono rifiuti di ogni genere.

Chi salverà questa terra?…..forse le nuove generazioni?


………….VIETNAM………….



Mi congedo con la convinzone di aver vinto la scommessa e qualora un giorno dovessimo rincontranci, spero di ritrovarti così! Addio Viet Nam…non ti spettavo così!!


Informazioni:
– compagnie aeree: Vietnam Airlines; Jetstar; VietJetAir ; Air MeKong | ;
– compagnie bus: HƯNG THÀNH_bus (consigliato); Hoang Long_bus.luxury (non consigliato gli sleeper); Viet Bus (frequentato da autoctoni);
assicurazione viaggio: Assicurazione_Viaggi Sicuri
– visa on arrival: VietnamVisaBooking (affidabile) 15usd – attenzione le agenzie devono essere iscritte presso l’immigration office di stato per essere autorizzate a rilascire la lettera d’invito, valida solo nei 3 aeroporti internazionali(HCM/Hanoi/Da Nang) non se si passa lungo frontiere di terra;
– siti d’informazione: www.wikitravel.org; www.vietnamonline.com; www.virtualtourist.com; www.inognidove.it; www.ilgiramondo.net
– valuta: solo Euro cambiati in Dong, pagare in dollari non conviene viene scambiato basso, ATM (attenzione alle commissioni)
– passaporto: usato sempre fotocopia plastificata negli hotel, sempre accettata;
– vettore aereo: www.emirates.com
booking hotel: www.agoda.it
– telefonia: wi-fi dappertutto gratis(si puo’ comunicare con tutto ciò che si collega in rete come tablet, smatphone..ect,voip, varie compagnie telefoniche nazionali le cui sim si possono acquistare già all’aeroporto con taglio minimo 100.000D;
– minerale 500ml: 5.000D
– abbigliamento del periodo: maglietta, short, sandali, scarpe chiuse tipo trekking, crema solare spf50;
– periodo sett/ott: caldo con poche piogge, pochissimi turisti, prezzi molto bassi, no moschitos.

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Ci sono 6 commenti su “Vietnam: una sfida … e non solo!

  1. Giuseppe
    sono perfettamente daccordo con te su molti punti
    che dire ? il Vietnam e’ un paese affascinante ricco di storia cultura e buon cibo , cosi’ vario che riesce a sorprenderti , ma non sempre facile da capire :sorridente:
    bel viaggio e foto magnifiche :serenata: … quanto a phu quoch :yeah::serenata: …. te l’avevo detto che sarebbe stata una sorpresa !!!

  2. grazie! il tuo diario è proprio un regalo, visto che il Vietnam sarà la destinazione del mio prossimo viaggio, ricco di informazioni utili e bellissime foto.
    Magari ti chiederò qualche informazione! (però svuota la casella dei messaggi privati, perchè è piena)

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