Boavista – un’isola selvaggia dove scoprire il vero relax

La piccola isola di Boavista a Capo Verde è stata la meta delle nostra vacanze relax di quest’anno.
Il numero limitato di strutture alberghiere presenti sull’isola (credo ci siano solamente 4/5 grandi strutture) le ha permesso, per il momento, di mantenere intatta la sua bellezza naturale e il suo sapore selvaggio e sperduto. A differenza dell’isola di Sal dove, a quanto ho sentito dire, ci sono distese di hotel uno dietro l’altro, qui ci si trova nel bel mezzo del nulla. La pace e la tranquillità sono garantiti! Proprio anche per questo, la vacanza non è indicata per coloro che cercano divertimento e trasgressione. Perfino la cittadina più grande dell’isola, Sal Rei, non offre nulla di tutto ciò e la sera, a parte gli intrattenimenti dei villaggi, non avrete nulla da fare. Ma non è forse anche questo il bello di Boa Vista?
Non fatevi ingannare dal nome dello stato perché, a Capo Verde, di verde c’è ben poco! Il paesaggio di Boavista è prevalentemente arido e brullo, con poche piante e tanti sassi. Si tratta di un’isola vulcanica in cui le poche palme lottano continuamente con il deserto e la siccità. Non aspettatevi quindi di vedere foreste tropicali se non all’interno dei curatissimi giardini degli hotel.
La popolazione è concentrata nel capoluogo e buona parte dei posti di lavoro è costituita dalle strutture turistiche. Attraversando i paesi si notano moltissime persone che non fanno praticamente nulla e la povertà, seppur ricca di dignità, è facilmente percepibile. Questo spiega forse anche lo stato delle strade, costituite in buona parte da acciottolato (il viaggio è uno sballottamento continuo), e delle piste.
Il clima dell’isola merita un discorso a parte. Noi ci siamo andati tra fine agosto e inizio settembre e il tempo non è stato granché. E’ l’inizio della stagione delle piogge e il cielo era spesso nuvoloso con un paio di giorni di precipitazioni. La vacanza è comunque fattibile dato che fa caldo e si entra volentieri in piscina/mare però credo vi siano periodi migliori per andarci. Tenete inoltre presente che, durante le piogge torrenziali, le escursioni sono più difficili e pericolose. A noi è capitato di noleggiare l’auto proprio in queste circostanze e molto spesso le strade percorse la mattina, di ritorno nel pomeriggio, erano attraversate da fiumi di fango. Se non avessimo avuto un buon mezzo non saremmo stati in grado di attraversarli!

Per la visita dell’isola abbiamo deciso di non affidarci alle escursioni proposte dallo staff di Francorosso ma di noleggiare per un giorno un pick up (80€), richiedendolo direttamente nella hall dell’hotel (c’è un’apposita scrivania con un’addetta). In alternativa è possibile trovare dei noleggiatori anche a Sal Rei.
Il tour “fai-da-te” è facilmente praticabile e rappresenta una forma più economica e indipendente dei pacchetti proposti. A mio avviso, un giorno è più che sufficiente per girare l’isola e per visitare le sue attrazioni principali.
E’ probabile che anche la vostra assistente di viaggio vi sconsiglierà caldamente di noleggiare l’auto ma non datele troppo peso! Se avete un minimo di spirito di avventura e di orientamento non c’è da correre alcun pericolo in quanto, seppur le strade siano tortuose, sono facilmente riconoscibili dalle mappe fornite.
Purtroppo il noleggiatore non ci ha permesso di percorrere alcune zone tra cui la costa de Boa Esperança con il relitto della nave. Pare che in quelle zone il cellulare non funzioni e che le piste diventino più difficili da seguire.
L’isola non offre tantissimo in quanto a monumenti o attrazioni culturali ma i paesaggi e i piccoli villaggi permettono di farsi un’idea della realtà dell’isola.
Cerco di fornirvi qualche informazione seguendo la rotta della nostra giornata di tour.
RABIL: situata proprio dietro l’aeroporto, questa piccola cittadina presenta un cuore centrale fatto da casupole dalla facciata colorata e, alcune di esse, sono state recentemente ristrutturate e riverniciate. Noi abbiamo fatto una breve sosta solamente alla cooperativa di artigianato locale (ben segnalata da cartelli stradali) in cui vendevano oggetti in ceramica e terracotta a prezzi abbastanza contenuti. Non è stato nulla di entusiasmante anche perché non c’era l’opportunità di vedere gli artigiani al lavoro ma, almeno, i venditori non erano affatto insistenti.
PRAIA DE SANTA MONICA: proseguendo sulla strada che da Rabil porta a sud dell’isola, si percorre addirittura un tratto di strada asfaltato che costituisce un piacevole ristoro per le natiche, già provate da chilometri di strada lastricata. Lungo il percorso si può osservare l’imponente forma del vulcano che diede, credo, origine all’isola. Un tratto di strada sterrata conduce poi alla famosa e lunga spiaggia di sabbia bianca di Santa Monica. Si tratta sicuramente di un bel posto e ne abbiamo approfittato per fare delle fotografie ma, in effetti, non potendo fare il bagno per via delle correnti, non è così entusiasmante come viene descritta.
State attenti se decidete di raggiungere la spiaggia non seguendo le piste già battute perché, in periodi di piogge, il terreno potrebbe rivelarsi una trappola poco piacevole. La nostra auto si è impantanata nel terreno e solo dopo spinte e stratagemmi vari siamo riusciti a liberarla dal fango!

PRAIA DE VERANDINHA: proseguendo sulla strada sterrata, lungo un percorso affascinante ma che vi farà dubitare spesso di aver smarrito la retta via, si raggiunge il paesino di PROVOAÇÃO VELHA in cui troverete dei cartelli stradali che indicano la pista per la spiaggia. Un paio delle tre o quattro strade del paese sono state ristrutturate e sembrano anche graziose. Noi però ci siamo fermati a fare qualche fotografia solo alla chiesina che si trova fuori dal paese, nei pressi del cimitero.

La pioggia ci spinge a proseguire e, attraversate alcune spettacolari dune, raggiungiamo la spiaggia. Il posto è molto carino anche per la presenza di conformazioni rocciose. Ricordo che anche qui è vietato fare il bagno, quindi la sosta è comunque abbastanza breve.

BOFAREIRA: dato che la strada tra Rabil e Norte era allagata per un buon centinaio di metri, abbiamo deciso di raggirare l’ostacolo da nord. La strada raggiunge la piccola località di Bofareira, un minuscolo paesino con alcune case colorate e con tanti campi di calcio.
ESPINGUEIRA: proseguendo sempre a nord di Bofareira, una pista attraversa un paesaggio desolato fatto di canyon di antichi fiumi e rocce dai differenti colori. Si raggiunge infine una specie di struttura ricettiva con cottage per europei stressati che voglio fuggire dal caos. Non vi si può accedere e non c’è nessuna spiaggia da raggiungere quindi ci accontentiamo di vedere il mare da lontano e di scattare qualche fotografia dall’auto.

NORTE: una bella strada prosegue poi verso Norte attraversando, con sorpresa, dei palmeti. Norte è in realtà costituito da tre differenti paesini. Il più grande e attraente è Fundo das Figueiras. Lasciamo l’auto nei pressi della chiesa e gironzoliamo per le stradine con le sue case colorate, i panni stesi ad asciugare e la gente che gioca a carte fuori dai bar. C’è anche qualche negozietto di souvenir ma noi ne abbiamo trovato aperto solo uno. Dato che non passa quasi mai nessun turista fai-da-te, credo tengano aperto solo nei giorni/orari in cui circolano le escursioni organizzate dagli hotel. Ho trovato il paesino molto carino e “vero”. Il tempo scorre con dei ritmi che sono ancora lontani da quelli portati dal turismo e, seppur nella povertà, le persone vivono serene con il poco che hanno.

SAL REI: abbiamo raggiunto la principale cittadina dell’isola solo al termine del nostro viaggio quando ormai i negozi stavano chiudendo e il tramonto scendeva oltre le barche ormeggiate lungo il porto. Essendo lunedì, molti ristoranti sono chiusi, così ci lasciamo consigliare da un venditore di quadri in cui avevamo fatto acquisti. Il locale è al quarto piano di un edificio, praticamente una terrazza con vista sul mare e sui tetti delle case (non riesco a trovarlo in internet ma il nome aveva a che vedere con la luna), e abbiamo mangiato bene. Abbiamo poi visitato Sal Rei anche di giorno, giungendo con una passeggiata lungo la spiaggia. Turisticamente offre davvero molto poco. Gli edifici della piazza principale sono in buona parte fatiscenti e nemmeno la chiesa ha molto di attraente. Ma la cosa più fastidiosa sono i venditori di souvenir che assillano e pedinano i turisti. A volte non vendono nemmeno nulla ma ti seguono ugualmente. Ok, fa parte magari della loro cultura, però dopo un po’ diventa snervante!
Altra attrazione interessante dell’isola è il relitto di Cabo de Santa Maria a nord di Sal Rei che, però, non abbiamo potuto raggiungere come da indicazioni dell’autonoleggiatore. A mio avviso si poteva comunque tentare senza problemi però, date anche le condizioni climatiche, abbiamo preferito non rischiare. La zona sud-est dell’isola non dovrebbe offrire molto se non la spiaggia dove le tartarughe depongono le uova (obbligatorio andarci solo con un viaggio organizzato) e il faro di Morro Negro (che però, a quanto ci hanno detto, è piuttosto misero).

Veniamo ora all’hotel RIU KARAMBOA in cui abbiamo alloggiato… è a dir poco fantastico! Si tratta di un 5 stelle ma, come ben sappiamo, all’estero le stelle non corrispondono agli standard italiani. A mio avviso rientra comunque in un buon 4 stelle.

Vi riporto, di seguito, alcune considerazioni sull’hotel.
STRUTTURA: di recente costruzione e molto curata negli arredi e nella manutenzione. Il complesso è molto ampio e sarà quindi probabile che le camere non siano proprio vicine al corpo centrale o alla spiaggia.
CAMERE: allestite in stile etnico e con metratura molto ampia. In ogni stanza ci sono due letti da una piazza e mezzo, un divano, la televisione (nessun canale italiano), una stanza bagno adiacente alla camera (non separata) e, a parte, la toilette e la doccia. Può essere che l’arredamento non sia di gradimento a chiunque ma la valutazione rimane positiva.
PULIZIA: è il punto forte dell’hotel. Ogni giorno un esercito di donne e uomini puliscono ogni angolo del villaggio. Non credevo ai miei occhi quando ho visto che pulivano ogni singola foglia delle palme lungo il viale che porta alla piscina!! Le camere vengono pulite giornalmente da energiche signore che, in circa mezz’ora, sistemano tutto (spostano perfino i letti ogni volta!).
SPIAGGIA: molto lunga e bella. La sabbia è chiara e il mare, quando non è mosso, ha dei colori molto belli e quasi caraibici. La sopresa è che l’acqua, pur essendo nell’oceano, non è affatto fredda!
Un altro aspetto positivo è che l’hotel è stato edificato nel nulla e, attorno, non vi è alcuna struttura. Il relax e la pace sono garantiti. Una bella passeggiata di circa 1.15h conduce fino a Sal Rei.

PISCINA: grande e ben attrezzata con lettini in acqua, idromassaggio e bar.
CIBO: sopra la media dei ristoranti da villaggio con trattamento all inclusive. Trattandosi di servizio a buffet (anche nei ristoranti a tema) non si può pretendere uno standard elevatissimo comunque il cibo ci è parso sempre piuttosto buono, vario e abbondante (le pirofile vengono rifornite di continuo).
ANIMAZIONE: io non sono un turista da animazione e non ne ho usufruito molto. Comunque è gestita da ragazzi del posto che, la sera, organizzano degli spettacoli abbastanza belli (ne ho visti di migliori in altre strutture).
CONNESSIONE INTERNET: una pecca di questa struttura è il wi-fi a pagamento. Il costo è di 7€ all’ora. Vi sono poi pacchetti ad ore con un prezzo ridotto (es. 10 ore a 50 euro).

Concludo dicendo che, per coloro che amano trascorrere le proprie vacanze mare in luoghi sempre differenti, l’isola di Boavista rappresenta sicuramente una tappa obbligatoria. La sua natura selvaggia e ancora parzialmente lontana dal turismo di massa le danno un fascino tutto particolare. La pace e il relax sono garantiti! Un’escursione di un giorno può essere un modo piacevole di spezzare la settimana di vacanza ma lasciatevi trasportare dal vostro pick up attraverso i paesaggi brulli e affascinanti senza avere la pretesa di cercare monumenti di particolare interesse culturale.
E per chi deve partire… buone vacanze!

Tus-operator

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